GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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L'uomo giovane sa tutte le regole ma l'uomo anziano conosce le eccezioni

Oliver Wendell Holmes (fisico e professore americano)
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico
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Di Admin G.P.O. (del 01/01/2011 @ 22:46:29, in TECNICHE, linkato 4771 volte)
LA PESCA CON LA ROUBAISIENNE
articolo di Giuseppe Stagni
 
Questa tecnica è nata diversi anni fa nella città di "Roubaix" in Francia, da cui ha preso il nome ed ha riscosso immediatamente un enorme successo nelle competizioni di pesca al colpo a livello mondiale, portando la Francia per vari anni ai vertici più alti delle classifiche .
 
La pesca con la roubaisienne è praticata con una canna realizzata con materiali leggerissimi quali il carbonio, kewlar , ecc. . Tecnicamente è una canna ad innesti conici. La lunghezza massima nell'agonismo è fissata da regolamento a 13 metri ma nella pesca non agonistica la lunghezza può arrivare sino a 16 metri. Questa canna può anche essere usata a diverse lunghezze diminuendo o aumentando i pezzi in dotazione durante l’azione di pesca.
 
L'azione di pesca consiste nel far scorrere la canna (che è fissa, cioè senza mulinello) su di un rullo folle, posto dietro il panchetto del pescatore, sino a distenderla completamente.
 
La lunghezza della lenza è pari alla profondità dell'acqua nel punto di pesca più 1,5 metri (in media). Il concetto base è quello di pescare con una lenza molto più corta della canna. Questo è permesso dal fatto che, la punta della roubaisienne, viene disinnestata nella fase di recupero della preda all'altezza della fine della lenza. Tale punta contiene un elastico che può essere di vari diametri collegato alla lenza che, in fase di recupero, permette di stancare il pesce e di limitare i danni che può subire la lenza a causa della resistenza della preda illamata.
 
Questa tecnica consente di essere estremamente precisi nell’azione di pesca e di raggiungere una distanza ragguardevole da riva, con lenze molto leggere, anche in condizione di vento e di pioggia.
 
Questa tecnica si presta molto bene alla pesca sulle sponde pulite dei fiumi, dei canali di bonifica o anche in carpodromo. L’essenziale per poter praticare liberamente questo tipo di pesca è lo spazio che ogni pescatore deve avere alle proprie spalle.
 
 
Per la pasturazione di precisione, che necessita questo tipo di pesca, spesso si applicano degli appositi “scodellini” su una punta dedicata per veicolare la pasturazione direttamente sulla linea di pesca senza creare i famosi rumori che provocano le palle di pastura lanciate a mano.
articolo di Giuseppe Stagni
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 01/01/2011 @ 20:44:43, in TECNICHE, linkato 7344 volte)
LA PESCA A LEGERING/LEDGERING O FEEDER
articolo di Giuseppe Stagni
 
Il Ledgering o Legering è sostanzialmente un tipo di pesca a fondo, ed è nata alla fine degli anni ’60 in Inghilterra e si è diffusa in breve tempo a macchia d’olio in molti paesi europei. Questo tipo di tecnica ha trovato posto, sul finire degli anni ’80, anche in Italia nel campo agonistico.
E’ una tecnica abbastanza semplice e non occorre investire grandi somme per iniziare a praticarla.
Dove utilizzare il ledgering
I fondali ideali per il Ledgering devono essere uniformi e regolari, questa caratteristica permette di ridurre in modo notevole la possibilità di rimanere incagliati con piombi, pasturatori ed ami. Questa tecnica è mirata essenzialmente alla catture di prede che frequentano abitualmente i fondali dei corsi d’acqua e dei laghi alla ricerca del loro nutrimento, tipo: barbi europei, carpe, savette, breme….ovviamente variando, di conseguenza, il tipo di esche che utilizzeremo.
La scelta della canna
Le canne utilizzate in questa tecnica sono abbastanza particolari: sono di solito corte, , rigide, spesso ad innesti, dotate di vettini intercambiabili aventi la funzione di indicatori di abboccata con sensibilità diversa a seconda delle situazioni di pesca che incontreremo sul luogo d pesca. La potenza di queste canne varierà in base all’utilizzo o meno del pasturatore  
N.B. quando la pesca con il Ledgering viene praticata con il pasturatore prende il nome di Feeder.
La scelta della lenza, dei piombi o del pasturatore
La scelta del piombo da utilizzare dovrà essere fatta in base alla velocità delle acque, alla profondità delle stesse e in funzione delle prede che tenteremo di insidiare.
Monofilo nel mulinello: da diametro 0,14 a diametro 0,18
Ami: dal n. 16 al n. 22, da scegliere in base all’esca e alla preda che si vuole insidiare.
Finali: da diametro 0.08 a diametro 0,12 solitamente molto lunghi.
Esche: tremolina, anellidi in genere, bigattini, gamberetti, sarde, pastella, pane, mais.
Pasturatori: i pasturatori possono essere di vari tipi: aperti, chiusi con pochi fori o regolabili.
La precisione del lancio
Un’altra cosa importante, da non sottovalutare in questo tipo di pesca, è la precisione nel lancio e nella pasturazione , entrambi devono sempre risultare nella stessa area scelta per la pesca…. in pratica più si è precisi e maggiori saranno i nostri risultati. Per una maggiore precisione di lancio ci si puo aiutare con un piccolo nodo di lana da applicare sulla nostra lenza per segnalare la giusta distanza di lancio dalla riva, oppure si può utilizzare la clip presente in molte bobine dei mulinelli.
Posizionamento della canna
La canna và sempre posizionata in modo tale che il vettino (quiver tip) formi un angolo di 90° con la lenza in modo tale da consentire il massimo della sensibilità alle abboccate. In acqua corrente, la canna, và posizionata con la cima verso monte.
Pasturazione
Se la distanza di pesca dalla riva non risulta particolarmente eccessiva, per lanciare le nostre palle di pastura, si potrà utilizzare una delle fionde adatte allo scopo facilmente reperibili in un qualsiasi negozio di pesca. Nel caso di distanze notevoli e d’obbligo l’utilizzo del pasturatore.
Attrezzature indispensabili
Le attrezzature indispensabili sono: un panchetto su cui sedere, fionda adeguata al lancio di palline di pastura, slamatore, guadino, nassa, ami, monofili, una buona scorta di piombi, antitangle (antigroviglio foto qui sopra) e naturalmente i pasturatori che possono essere di vari tipi: aperti, chiusi con pochi fori o regolabili.
 
Articolo di Giuseppe Stagni
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 01/01/2011 @ 11:07:15, in TECNICHE, linkato 2867 volte)
CARATTERISTICHE DELLA PESCA AL COLPO
 
Con il termine Pesca al Colpo possiamo indicare molti tipi di pesca che fanno uso di un galleggiante, per segnalare l'abboccata del pesce, tra cui pesca alla roubaisienne, pesca all'inglese, pesca alla bolognese, pesca con la canna fissa e pesca all'alborella.
Le tecniche più utilizzate sono: Roubaisienne ed Inglese. La pesca alla Roubaisienne è realizzata con una canna di misto carbonio ad innesti, di una lunghezza di 13 mt. L'azione di pesca consiste nel far scorrere la canna (che è fissa , cioè senza mulinello) su di un rullo folle, posto dietro il panchetto del pescatore, sino a distenderla completamente.
La lunghezza della lenza è pari alla profondità dell'acqua nel punto di pesca più 1,5 metri (in media). Il concetto base è quello di pescare con una lenza molto più corta della canna.
La punta della roubasienne viene disinnestata in fase di recupero della preda all'altezza della fine della lenza. Tale punta contiene un elastico collegato alla lenza che permette, in fase di combattimento, di stancare il pesce. Questa tecnica consente di essere estremamente precisi e di raggiungere una distanza notevole da riva, con lenze ultraleggere anche in condizione di forte vento.
La pesca all'Inglese è un tipo di pesca che viene effettuata utilizzando delle canne telescopiche ad innesti, con una lunghezza compresa tra i 3,9 e i 4,5 metri , dotate di mulinello.
Si utilizzano per tale pesca i galleggianti all'inglese, i quali vengono uniti alla lenza da una sola estremità. L'azione di pesca si svolge lanciando il galleggiante ad una distanza che può arrivare anche ad 80 metri , procedendo (immediatamente dopo la caduta in acqua del galleggiante) ad un veloce recupero di 2/3 metri sott'acqua per far affondare il filo.
La canna viene montata con una quantità di anelli doppia rispetto ad un attrezzo utilizzato per la pesca alla bolognese in quanto, dopo aver immerso il cimino in acqua, il filo tenderebbe altrimenti ad attaccarsi su di essa impedendo una regolare azione di pesca.
La pasturazione viene effettuata nelle vicinanze della zona di caduta del galleggiante. Questa tecnica consente di pescare con una lenza estremamente leggera (in quanto il piombo è montato direttamente sul galleggiante) ad una grande distanza con estrema sensibilità sulla mangiata.
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 01/01/2011 @ 07:57:29, in TECNICHE, linkato 1413 volte)
 
PESCA A SPINNING
 
La Pesca a spinning è un tipo di pesca sportiva che prende il suo nome dal movimento dell'esca utilizzata per la cattura dei pesci (dall'inglese to spin, ruotare).
Lo spinning è una tecnica di pesca nella quale si utilizzano esche artificiali, in metallo, legno o plastica.
L'esca artificiale può essere "rotante" o "cucchiaino", che è costituita da una paletta metallica che ruota sul suo asse nel momento in cui è recuperata dal pescatore, subito dopo il lancio.
L'asse attorno cui ruota la paletta è appesantito da piccoli pesi di piombo, di forma pressoché sferoidale, il cui diverso peso incide, tra l'altro, sulla profondità che potrà raggiungere l'esca nell'acqua e sulla distanza che potrà essere raggiunta con il lancio.
In generale, con questo metodo di pesca, si tende alla cattura di pesci predatori, attratti dal movimento dell'esca, dal suo colore, dalla sua somiglianza a piccoli pesci di cui essi si nutrono oppure infastiditi dal passaggio dell'esca nel loro territorio di caccia.
Oppure può essere costituita da pesciolini in plastica o in legno generalmente con due ancorette, una nella parte caudale e l'altra nella parte pettorale, con una palettina sotto il mento, la quale serve per far muovere l'artificiale trainato in maniera discontinua ed irregolare, come se fosse un pesciolino vero.
Le esche vengono lanciate e recuperate tramite l'utilizzo di un mulinello in modo da simulare un piccolo pesce o una creatura acquatica.
La tecnica dello spinning utilizza anche esche non necessariamente rotanti, quali quelle dette "ondulanti" (palette metalliche sagomate che non ruotano sul proprio asse, ma che hanno un movimento nell'acqua dall'alto verso il basso e viceversa) e i "minnows" (imitazioni in balsa o in plastica di piccoli pesci, di cui i predatori si nutrono).
Le esche si possono dividere in: jigs, cucchiaini rotanti, cucchiaini ondulanti, jerkbait, crank bait, spinnerbait e buzzbait, esche siliconiche. Negli ultimi anni lo spinning si sta diffondendo, specialmente nelle nuove generazioni di pescatori, per la sua sportività e per l'emozione che le catture fatte con questa tecnica regalano.
Tra tutte le tecniche di pesca si può considerare sicuramente la più dinamica data l'esigenza di continui spostamenti alla ricerca del predatore. Non rari sono i cappotti difatti lo Spinning è tutt'altro che una pesca redditizia soprattutto quando il nostro obiettivo è rappresentato da pesci particolarmente furbi come cavedani o black bass. Riguardo quest'ultimo ricordiamo che esso è un pesce particolarmente intelligente e possiede un comportamento particolarmente lunatico. Spesso lo possiamo avvistare mentre lentamente insegue il nostro artificiale senza degnarsi di attaccarlo.
La pesca a spinning si può effettuare non solo nelle acque interne (fiumi, torrenti, canali, laghi, etc.) ma anche in mare (soprattutto in prossimità di scogliere e o foci di fiumi).
La pesca a spinning nelle acque interne tende alla cattura, tra gli altri, di trote, cavedani, lucci, persici trota, aspi lucioperca, persici e siluri
La pesca a spinning in mare può consentire la cattura di spigole, pesci serra, tracine, lecce, Barracuda, lampughe, ricciole, dentici e in generale tutti quei predatori che sono soliti frequentare le nostre acque.
La pesca a spinning varia, anche in maniera considerevole, in termini di tecnica, di attrezzatura e di esche utilizzabili, in relazione all'ambiente in cui è praticata e al tipo di pesce che si intende catturare. Ad esempio, nella pesca a spinning in torrenti di montagna, dove vive la trota fario, si utilizzano canne non più lunghe di 1,70/1,80 m, monofili molto sottili (non più di 0,18 mm di diametro) ed esche artificiali molto leggere (rotanti fino a 6 grammi). Invece, la pesca nei grandi laghi per la cattura di lucci o trote lacustri consente l'utilizzo di canne lunghe fino a 2,7 m, monofili anche dei 0,30/0,35 mm di diametro e rotanti pesanti fino a 25/30 gr.
Capitolo a parte bisognerebbe dedicare allo spinning in mare. Poiché questa evoluzione della tecnica rivolta alle acque dolci, consente di catturare praticamente tutte le prede che sono proprie della "traina dalla barca"; sia come varietà di specie che come dimensioni. Data la possibilità, soprattutto in periodo estivo, di pescare con questa tecnica, prede di dimensioni considerevoli (anche oltre i 20kg.); l'attrezzatura viene calibrata di conseguenza, si usano infatti canne corte e potenti fino anche a 30 libbre, e fili di conseguenza anche sulla classe delle 50 libbre. Le esche poi vengono scelte tra jig (praticamente piombi affondanti con dressing), Minnow o pesciolini finti, ed esche di superficie ( popper, skipping lures e walkin' the dog)
Le principali specie ittiche insidiabili con questa tecnica sono: Trota, Salmone, Temolo, Black Bass, Persico reale, Lucioperca, Siluro, Luccio, Cavedano, Aspio, in acqua dolce e Spigola, Leccia, Barracuda, Pesce serra, Tonno, Sgombro, Dentice, Ricciola, Cheppia, Aguglia, Lampuga ecc. ecc. in acqua marina.
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 01/01/2011 @ 07:37:45, in TECNICHE, linkato 3032 volte)
 
  
 
CARPFISHING
Il carpfishing è una specifica tecnica di pesca sportiva volta alla cattura della carpa e di altri grossi ciprinidi con le stesse abitudini alimentari. La sua nascita si fa risalire al 1978 in Inghilterra: in quell'anno Kevin Maddocks e Lennie Middleton misero a punto, dopo ripetute osservazioni in acquario, una tecnica di innesco che lasciava completamente libero l'amo. L'esca veniva infatti collegata ad esso grazie ad un "capello" (inteso come filo o filamento molto sottile) detto per questo hair rig. In questo modo, lasciando l'amo scoperto, era possibile favorire l'aggancio dello stesso nella bocca del pesce. La carpa infatti si alimenta aspirando e espellendo il cibo e non mordendolo come tipicamente fanno altre specie di pesci dotati di dentatura.
 
Il carpfishing si pone come obiettivo la cattura di grossi esemplari di carpa; dopo la cattura però, gli stessi, vengono sistematicamente rilasciati non prima di aver fatto una foto ricordo. Probabilmente, è stata la prima tecnica del movimento, tuttora in forte espansione, detto catch and release o No-kill.
 
Per favorire una selezione nei confronti di pesci di piccola taglia o di altre specie, si è sviluppata un'esca che caratterizza la tecnica del carpfishing: la boilie. Un aspetto fondamentale della disciplina del carpfishing è l'assoluto rispetto del pescato e anche dell'ambiente che circonda il pescatore. Il pesce infatti viene trattato con ogni cura e per la foto ricordo, viene adagiato su di un apposito materassino di slamatura, che impedisce alla carpa di ferirsi e di perdere il muco che ne ricopre il corpo e a volte i carpisti trattano le ferite arrecate al ciprinide con sostanze disinfettanti e cicatrizzanti. I carpisti spesso campeggiano vicino alle piazzole in cui praticano lo sport e come regola di vita osservano il più radicale rispetto della natura che si può sintetizzare in: utilizzo di tende e attrezzature di colore mimetico (o verde scuro o marrone) per essere meglio adattabili cromaticamente all'ambiente, evitare grida e schiamazzi inutili, non lasciare rifiuti di nessun genere. Anche i terminali sui quali si collega l'esca, vengono costruiti in modo da arrecare il minor danno possibile: allamando la carpa nel labbro inferiore cartilagineo e quindi di più facile e rapida rimarginazione.
 
 
 
 
 

 
 
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