GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 CARPFISHING - MANUELE MAZZONI DEL TEAM KAPPOTTO... di Admin G.P.O.
 
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Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare.

Ernest Hemingway
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico
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Di Admin G.P.O. (del 28/11/2012 @ 22:05:48, in SPINNING, linkato 2094 volte)
L'INCROCIO DEI PALI
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Domenica dopo un sabato di pesca accompagno l’amico Emanuele Iacovone a tentare il luccio.
Non abbiamo molte ore davanti e non vale la pena di fare l’alba.
Alle 8 ci vediamo a Casalecchio e saliamo verso il lago che forse è il più difficile per i lucci, ma che forse ospita ancora qualche “mostro”.
Emanuele ha un’attrezzatura un po più light della mia, lui pesca a spinning e io a casting.
Un po di tuning dell’attrezzatura, con un cavetto rigido in acciaio (un po “sottile” per i miei gusti) ma che completa bene e senza danneggiare il nuoto per la sua esca e si parte a pescare.
Battiamo una zona a poche centinaia di metri dall’auto, una sponda che degrada verso il centro del lago.
Io parto con uno snodato e Emanuele con un minnow.
La pesca lascia poco spazio alla creatività, qui bisogna battere acqua sperando di interessare il luccio se gli si passa vicino.
Ci dividiamo la zona, compresa una profonda baia, sempre pescando a qualche decina di metri di distanza.
Emanuele prova l’incocciate del fondo e solo dopo qualche istruzione, dopo aver provato tecniche da bass, tirando sul trecciato con un tronco riesce piegando un’ancoretta a recuperare il tutto.
Certo il contesto naturale è bellissimo e questo è già tanto.
Io in seguito perderò lo snodato su un incoccio simile, ma da me cederà il trecciato prima delle ancorette, vista l’attrezzatura veramente strong.
Monto a questo punto uno spinner giallo, doppia pala willow gialla e oro, amo trailer con trailer.
Primo lancio, non sento neppure un colpo ma un peso sulla canna.
Quest’anno il 99% delle mangiate viste da me e dagli amici sono così, il luccio grosso o piccolo che sia si “appoggia” a sta a noi ferrare.
Solo occasionalmente si sente il colpo.
Qui non si può sbagliare, c’è.
Forte inlamata e inizio a prenderlo facendo presente a Emanuele che c’è.
La difesa inizialmente è anomala (forse si sta girando su se stesso, lo fanno ogni tanto) poi esplode.
È lui, uno dei mostri che cercavo.
Per me passa bene il metro, lo combatto, lo faccio venire a galla a fatica che anche Emanuele lo veda, poi si stacca dopo neanche 10 secondi.
Ritorno con uno spinner non piccolo tutto storto, il trailer di gomma non ha segno di denti quindi il trailer era fuori dalla bocca.
Il cavetto non è segnato, la testa dello spinner si.
Il maledetto ha mangiato di testa, mi ha ridotto il gonnellino con i denti ma non sono riuscito a piantagli uno dei due ami.
Incazzato? Manco un po, qui si vince e si perde come decide il fato.
Ho fatto bene, ho trovato il posto buono su km di sponda, ho insistito e l’ho fatto mangiare.
Con l’attrezzatura leggera forse Emanuele avrebbe avuto difficoltà, io ero “blindato” ma il destino ha deciso diversamente.
Però so che c’è e prima o poi la ruota girerà diversamente, certo che se avesse saputo che tornava in acqua poteva sforzarsi di offrirmi l’opportunità di una foto J
Dopo un po cambiamo posto e battiamo qualche altro tratto, certi però di avere avuto “l’incontro” desiderato con LUI (o meglio LEI al 99% è una femmina) , il re o la regina delle acque, il pesce all’apice della catena alimentare.
Desistiamo infine anche vista una temperatura non primaverile e una certa “bora” subita per ore.
Sarei stato più contento di avere una foto, ma sapere che qui
  1. Non svuotano alla boia il lago
  2.  Non lo seccano (anche in area di parco…)
  3. Non si interra
  4. Ci sono i lucci
 
È già entusiasmante
In un contesto dove l’80% delle acque da lucci soffre il disinteresse di tutti, i luoghi più belli e ripopolati bene in passato sono alla mercè di chi li può svuotare o seccare non è poco.
So che qui ancora ci danno col vivo e li portano a casa, ma mi auguro che prima o poi la Legge arrivi dove non arriva il buon senso.
Mi sarebbe piaciuto vivere quando mio padre era giovane i più bravi prendevano ogni tanto una carpa nei canali, ma se avevi fame un luccio in qualche maniera si faceva prendere.
Potremmo addirittura sperare che con un briciolo di tutela in futuro la cattura di un luccio non sia più un evento.
 
Certo che un vantaggio l’ho, so dove sta, so cosa gli piace e fino al 15 dicembre ci riprovo appena posso.
Credo Emanuele sia stato soddisfatto, poi magari alla prossima occasione arriviamo alla foto.
Ovviamente l’invito vale per tutti gli amici, se non temiamo il freddo e il cappotto fino a che non chiude……..
 
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 23/11/2012 @ 20:26:14, in SPINNING, linkato 5204 volte)
L'ASPIO, IL CIPRINIDE CARNIVORO
articolo di Emanuele Iacovone
 
L’arrivo delle basse temperature climatiche, spesso dissuade dall’andare a pesca, portandoci a volte a rinviare una levataccia con la speranza di una giornata, sì fredda, ma almeno mitigata dal sole.
In inverno molte specie di pesci riducono l’attività natatoria, per altre invece la stagione invernale è topica per il loro ciclo vitale, portandoli alla costante ricerca di cibo per far fronte alle fatiche della riproduzione.
Così come poche specie di pesci anche poche “specie” di pescatori sportivi, col freddo, la nebbia, la pioggia o la neve non rinunciano ad andare a pesca, se pur con la consapevolezza del rischio di non pescare nulla, la passione per gli ambienti naturali e i pesci, fomenta il desiderio di confrontarsi con l’astuzia e la forza di qualche grande predatore acquatico.
Tra questi i più comunemente ricercati nel periodo invernale sono trote e salmerini, lucci e siluri e con un pizzico di fortuna qualche cavedano di taglia. Presenti sia in acque correnti fredde sia in bacini di profondità, tutti verosimilmente sono insidiabili con esche artificiali in gomma o dal corpo rigido purché ben manovrate. Di solito i pescatori sportivi che utilizzano le esche artificiali ne fanno una filosofia sportiva, permettendo loro di praticare il variegato mondo della pesca a spinning.
 Fra i tanti predoni invernali, un amante dello spinning non può restare indifferente all’esistenza di un predatore insolito come l’aspio, l’unico della famiglia dei ciprinidi a mostrare un’indole prettamente carnivora tale da permettergli un rapido accrescimento. Vorace e veloce, vive in corsi d’acqua lenti e profondi e nei laghi di pianura, nonostante sia privo di dentatura esterna la sua bocca ampia dalla forte mascella rivolta verso l’alto, lo agevola nel bloccare prede di buona taglia e addirittura uccelli acquatici. Alloctono poco conosciuto, dall’atteggiamento schivo, non è molto presente nei corsi d’acqua italiani, perciò difficilmente raggiungibile; ne consegue che rappresenta una specie ambita che accresce la curiosità in molti pescatori sportivi.
 
 
Personalmente, proprio la curiosità mi ha spinto a desiderare di incontrare questo indomabile predatore, dapprima presentatomi quasi casualmente con racconti e foto da due preziose conoscenze, durante una manifestazione alieutica, Loris e Giorgio, esperti di pesca con esche artificiali, grazie ai quali, in seguito, ho potuto pescare per la prima volta il mitico aspio. 
Giorni fa, mi sono ritrovato in loro compagnia, ospite su di un confortevole natante, fra la nebbia padana, fitta e fredda che distorceva i confini fra l’acqua e la terra. Giorgio e Loris, con la loro esperienza non sembravano per niente preoccupati, infatti, da lì a poco hanno ancorato sullo spot prescelto.
Le attese di pescare subito diversi aspi, nei pressi di una corrente d’acqua, sono state disilluse probabilmente dai repentini cambi di livello della stessa. Poco soddisfatti abbiamo continuato la ricerca del ciprinide carnivoro. Con un timido sole d’inverno abbiamo sondato un’altra sponda, che a detta dei due compagni di pesca, fino allora si era mostrata poco generosa di catture.
Da lì a poco ….
La fortuna del principiante … fortuna e basta … il talento che incontra l’occasione??!
Sta di fatto che, oggettivamente sommando l’esca ‘furba’ prestatami da Loris, un buon recupero della stessa, l’attrezzatura ben montata e la mia esperienza sostenuta dalla passione di scoprire la pesca come se fosse la prima volta, non è mancata l’emozione dello strike con un bell’aspio di oltre due chili, che trattenuto SOLO nella fotocamera digitale, ci ha rinvigorito nel proseguimento dell’avventura.
Dopo aver toccato e osservato per brevi istanti il forte argentato predone, ho percepito un forte legame con l’ambiente circostante, mentre per i compagni al mio fianco, conosciuti solo poche settimane prima, ho avvertito un’amicizia di lunga data.
Poco dopo si sono susseguite poche altre catture e qualche ferrata mancata, fino a quando un forte attacco alla mia esca, ha attirato l’attenzione di Loris e Giorgio, ma dopo un breve recupero, abbiamo avvistato a poca profondità la sagoma il grosso aspio, nuotando sotto la barca con un abile colpo di coda si è liberato dall’esca lasciandomi con un palmo di naso. Intanto Loris e Giorgio, con scherzosa ironia, realisticamente cercavano di convincermi che si trattava sicuramente di un esemplare di oltre tre chili. Comunque compiaciuto e divertito, ho continuato a lanciare la stessa esca artificiale con destrezza, cercando di imitare i lanci precisi e tecnici dei due veterani della tecnica al lancio.
Non è bastato, e i successivi tentativi di pescare aspi da parte dell’equipaggio non hanno sortito effetti, perciò dopo uno spuntino si è deciso di tornare a casa.
Tal esperienza da conferma di un mio personale pensiero, che l’attività della pesca sportiva non è fine a se stessa, ma racchiude prima durante e dopo l’azione di pesca: momenti di rispetto, divertimento e condivisione sportiva e ambientale amplificando altresì la serenità d’animo e l’amicizia.
 
articolo di Emanuele Iacovone
 
Chi e' Emanuele Iacovone:
Emanuele è un istruttore Fipsas, agonista della pesca al colpo e responsabile del settore giovani della sezione di Bologna. Da relativamente poco tempo si sta cimentando in altre tecniche di pesca tra cui lo spinning, il casting e le gare a trota in torrente
 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 12/11/2012 @ 20:36:21, in SPINNING, linkato 2051 volte)
  
IL FASCINO DELLA PESCA A SPINNING, DIVERSI AVVERSARI, DIVERSE ATTITUDINI
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Nei momenti di pescate meno frequenti si trova il tempo per qualche pensiero “filosofico”.
I nostri diversi avversari nelle acque ci costringono a utilizzare, scoprire o sviluppare diverse attitudini.
 
Partiamo dall’oggi , siamo nel bello della pesca al luccio invernale, a novembre prima che chiuda.
Qui serve l’attitudine a soffrire per vari motivi
È freddo e magari piove (anche se si pesca pure col caldo…)
I lucci sono pochi
I posti scomodi e lontani, ancora più lontani quelli dove si può con la barca
Pesca davvero faticosa sia come pesca (attrezzi tosti) che come dover camminare
 
Perché si fa, perché il luccio ha un suo fascino, quello del massimo predatore italiano
(non me ne vorrà chi ama il siluro che diventa pure più grosso, ma il re delle NOSTRE acque è e resterà sempre il luccio!)
Perché è un pesce magari non tra i più furbi, ma che mangia per “finestre” ovvero quando vuole e quel che gli piace
E le esche da luccio vanno da minnow di qualche cm a esche da un etto per 30 cm, fino a gomme da qualche etto.
Gomma. Metallo, legno , plastica; a volte va tutto e a volte va solo quell’esca, magari di quel colore.
Quindi ci vuole la costanza di pescarlo spesso e l’occhio o la fortuna di pescarlo al momento giusto con l’esca giusta.
Io lo rispetto profondamente e lo pesco “come si deve”
Trecciato da 65 libbre
Cavetto bello grosso (acciaio da 100 kg o fluorocarbon da 1mm per 80 libbre
Canna da casting potente
Sempre con me un tronchese , 2 o tre pinze lunghe, guadino o boga per salparlo, solo se serve per slamarlo
Macchina fotografica
 
A volte se è piccolo (parliamo sempre di 50 cm almeno) si sente pure poco in canna ma la soddisfazione è impagabile, si prende un pesce “raro” e il vero re delle acque, e si spera sempre nel pezzo grosso.
Io in Italia ho fatto il 110 circa, qualche metro e qualche 90 (in anni di pesca) e uno solo di questi pesci vale la fatica.
Di certo pescarlo dalla barca dove si può da di più, la tranquillità di portare il megaguadino, di avere aiuto per slamarlo, di essere comodi e non magari a strapiombo sui sassi.
Ma anche da riva, dove occorre battere posti difficili da raggiungere salvo poi prenderlo magari dalla strada…..
È la tipica pesca del vecchio orso, qui non si trovano tanti compagni specie quando piove e fa freddo.
Ma quando c’è in fronte di bassa pressione che arriva è più facile che mangi quindi via con freddo neve e pioggia.
Uno degli ultimi lucci è stato preso sotto un ponte, non per scelta tecnica ma perché mi stavo allagando se fossi rimasti all’aperto, con tanta pioggia da mettere in crisi il goretex.
Questo pesce si fa molto meglio lontano da Bologna e spesso dall’Italia (Irlanda, Svezia, Canada) dove abbonda – o meglio abbondava in qualche posto- ma il fascino del nostro paese, finchè il fisico regge, mi spinge a cercarlo qui da noi anche se, quando va bene, un luccio su 5 uscite è un successo, grande o piccolo che sia
 
Andando a ritroso trattiamo la trota, la regina delle montagne.
Qui da noi non diventano grosse (40cm sono già rare, media sui 20-25), altrove sfiorano 80 cm e magari li passano.
Trota appenninica
Qui il 90% dello sforzo, capita la tecnica che non è difficile, va nello sviluppare alcune doti
Imparare a muoversi furtivi
Essere silenziosi
Essere sufficientemente mimetici
Camminare fino a trovare le trote
Spesso e volentieri capacità di lanciare in posti ristretti
 
Il nostro modello potrebbe essere il lupo, che pure abita le nostre vette, silenzioso sfuggente e grande trottatore delle montagne.
Senza le doti sopraelencate di trote se ne fanno poche, di certo si possono trovare fiumi più aperti e comodi per il lancio, di certo si possono trovare fiumi vicini alle strade, ma se non siamo poco visibili e silenziosi perdiamo tante ipotesi.
Salvo pochi fortunati casi ci sono più trote più il posto è scomodo, lontano dalla strada e pure infrascato.
Per fortuna la trota si pesca da aprile a fine settembre, quindi col caldo per lo più e stare al fresco in montagna non fa male.
Io mi sono trovato ad abbandonare fiumi con 35 gradi all’ombra e arrivare a volte a iniziare a pescare con 8 gradi, spesso l’apertura si fa con tracce di neve.
Se cerchiamo invece grosse trote un po più lontano da Bologna, in grandi acque molte doti richieste si possono non avere, il fiume grande perdona un po di rumore e di minore mimetismo, ci costringe a guadare al limite (da noi in montagna di solito si arriva a 40 cm di acqua di solito se va bene) e ci porta verso una pesca che sfiora quella del luccio.
Se nei nostri torrenti vanno alla grande rotanti piccoli (pochi grammi, martin fino al 4 e mepps dell’1 o del 2) e minnow fino a 5 cm per le grandi trote del fondovalle vanno minnow fino a 13 cm e rotanti grossi, ondulanto quasi a sfiorare la pesca del luccio.
Anche l’attrezzatura cambia, da cannine da 180 cm e mulinelli leggeri si arriva a canne da 240 e mulinelli taglia 4000, da fili di nylon del 16 o trecciato dello 006 a nylon del 25 o trecciato del 12 dovendo affrontare correnti e rapide che da noi non si vedono mai, neanche nelle piene.
Io sono poco pratico delle grandi trote, specie marmorate, ho qualche 50 cm tra le foto e poco oltre.
Se queste trote non vi bastano restano i salmoni…..
Ovvio che occorre puntare decisamente l’estero, attrezzarsi da battaglia (canne da 240-290, capacità di lancio sui 40-50 grammi, per esperienza ondulanti e rotanti -9-12-15-20 grammi- , mulinelli di gran qualità almeno taglia 4000) e prepararsi a fare fatica.
Tanto vale puntare alaska o british columbia, patire il freddo e la pioggia spesso, ma puntare a battaglie epiche con animali potentissimi.
E quando vi parrà che i salmoni siano potenti attaccate se siete fortunati una steel head e vedrete la potenza pura.
Anche questa è una pesca da lupi, ma non i nostri piccoli, quelli del luogo belli grossi.
Qui magari serve meno essere mimetici ma occorre inseguire i pesci (magari in barca per qualche tratto) e prepararsi a combatterli anche in correnti impetuose fino ad arrivare stanchi a sera, talvolta per i troppi lanci con canne potenti e , per fortuna, spesso per i tanti pesci combattuti.
 
 
 
 
Restano due grandi prede, per certi versi le più diffuse ma di certo le più “furbe”
Sono il bass e il cavedano.
Il cavedano e il bass sono prede che per essere prese richiedono che ci comportiamo come volpi.
In effetti nessuno dei due all’inizio è furbo, se vi capita di pescare in acque in cui nessuno pesca vi assicuro che sono assai poco sospettosi, tanto da rendere la pesca non troppo fine.
Ma dategli tempo (rimettendoli in acqua) e da pesci coraggiosi e aggressivi fino alla stupidità diverranno pesci furbi e smaliziati.
Per fortuna o maledizione mangiano di tutto, a volte sono sospettosi come trote, a volte pescate in mezzo a un branco e continuate a prenderne.
Diventati smaliziati diventano due pesci diversi.
Il cavedano va preso diventando il più possibile mimetici e silenziosi, alternando esche su esche che però sono per lo più rotanti e minnow, se non mangia ma c’è chi passa a imitazioni di rane, grilli e altre creature.
Spesso queste combinazioni li inducono a mangiare e spesso sono avversari notevoli, alcuni mangiano già a 10 cm ma altri sfiorano e passano i 60 cm e stanno spesso vicino a noi, anche dove non sospettiamo.
I bass sono ancora più complessi, credo abbocchino A TUTTO, compresi oggetti improponibili, a hardbait, a jig, a gomma.
Se a trote si potrebbe pescare con 10 esche è normale a bass avere 30 TIPI di esche, da provare, ruotare, da fare a galla o a fondo.
Più l’esca è nuova (per il posto) più il bass si incuriosisce, salvo poi schifarla almeno per un po.
Con questi pesci si possono avere giornate memorabili, io ho avuto giorni con 50-100 pesci , magari tanti piccoli ma pure tanti grossi.
In rari giorni mi sono stancato di pescare i bass a gomma e poi mi sono stancato a esche rigide (e non sempre in sardegna )
Peccato i bass si facciano sempre più rari, le cave vengano sempre più spesso bracconate e poi recintate… fino a 5-6 anni fa a Bologna era normale prendere almeno 4-5 pesci over 2 kg in qualche cava
“sic transit gloria mundi” purtroppo
 
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
QUI DI SEGUITO ALCUNI VIDEO DEI VIAGGI DI PESCA A SPINNING DI MAURO MACCAGNANI
SONO DA VEDERE ASSOLUTAMENTE!
 
   
 SPINNING A SALMONI IN ALASKA  SPINNING A LUCCI IN CANADA
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 03/11/2012 @ 05:01:39, in SPINNING, linkato 4374 volte)
LE CANNE DA BLACK BASS
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Ben malvolentieri mi cimento sulle canne da bass, argomento davvero minato.
I veri bassmen vi diranno che vi servono almeno 10 canne e non hanno tutti i torti, per fare bene tutte le pesche.
Poi vi servirà minimo un belly, poi una barchetta, poi una bassboat per portare a spasso le vostre 20 canne..
Noi invece cercheremo di partire dal basso, il minimo essenziale per affrontare i bass.
Assumo che almeno due canne serviranno
1.         Una da gomma
2.         Una da hard bait
Poi con la gomma assumiamo di poter fare anche i jig, di fare la gomma piombata e spiombata e altro
La canna da hard bait spazierà dalle rane in gomma ai minnow, ai popper, ai crank, agli spinner….
Di certo non mi aiuterà con jerk e grosse swim bait, che magari farò con canne da lucci per iniziare
Canne da gomma
Ovvio che la stessa canna non farà la gomma da pochi grammi e quella da 100 grammi, diciamo di partire da “quasi finesse” a vermoni da 6 pollici poco piombati.
La scelta tra casting e spinning è molto personale
Io credo che il finesse spinto si faccia meglio a spinning, la gomma piombata a casting
<<io credo di avere 10 o 12 canne da bass…>>
La canna di cui parliamo può essere come capacità di lancio da 3/8 a ¾, una lunghezza da 6   a 7 piedi con la caratteristica di essere “veloce” ovvero molto reattiva, rigida per essere sensibile.
Ovviamente una canna con potenza massima alta (3/4) darà il meglio di sé con gomma più grossa e/o moderatamente piombata, una con minor potenza da il meglio di se con soluzioni vicine al finesse.
Come detto una canna del genere farà pure la pesca con jig di peso adeguato, magari se leggera pure un po di drop shot.
La canna ci deve far percepire le mangiate dei bass con l’esca ferma e il filo in tensione.
Il trecciato può aiutare ad avere più sensibilità.
Io uso spesso per questo canne da 3/8 (la stessa che uso a trote, quindi la uso pure per piccoli minnow volendo) sensibile ma non iperrigida, con cimino che pure si flette
Oppure
Un vero paletto da 5/8 molto rigido e sensibile, con sufficiente nerbo per tirare fuori i bass da intrichi di rami, efficace anche per i jig, meno, molto meno per esche rigide
 
 
La scelta è sulla canna cui vi sentite più portati o sulle acque che frequentate più spesso, realisticamente ovvero si punta ai pesci che abbiamo a disposizione
Perchè in genere non basta questa canna?
Perché per usare al meglio le hard bait sarebbe meglio avere canne più morbide che “strappino” meno le esche, in effetti una canna molto reattiva e rigida facilita di molto lo slamare i pesci mentre una più morbida consente un maggior controllo sul pesce.
Per contro una canna del genere è in per lo più “sorda” ovvero trasmette male o per nulla le mangiate ed è più lenta in inlamata.
Ad assurdo più la canna è potente più è flessibile e sorda.
Una mangiata a gomma si vede più che sentirsi, non si percepiscono colpi o colpetti ma la canna si piega o il filo se ne va.
 
  
Si pesca lo stesso ovviamente ma potendo scegliere sono due canne talmente diverse che non possono coesistere in una sola
Qui suggerirei una canna da ½ a 1 oncia, per poter gestire crank e minnow o spinner un po grossi
E se proprio si vuole una sola canna con una ottima canna trai 3/8 e ½ si può provare con una medio rigida, con evidenti limiti sulla sensibilità e sul range di hardbait usabili, limitati.
E in genere costerà di più di due medie canne specifiche
Il costo in genere è un discreto indicatore della qualità della canna, con l’eccezione che spesso buone canne costano “poco” e che poche canne costose in genere non sono valide per fortuna
Per contro canne costose in genere sono molto specialistiche.
Chi preferisce pescare sempre con una canna, salvo che detesti pescare a gomma, dovrà avere una canna orientata alla gomma per quanto detto in precedenza in quanto è più semplice usare per minnow una canna da gomma che il contrario, o meglio usarle con successo
A presto… Mauro <Sipadan>
 
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 02/11/2012 @ 18:30:17, in SPINNING, linkato 10413 volte)
CANNE DA LUCCI (e carrellata su altri pesci bass esclusi)
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Sul luccio ho una certa esperienza
Lo pesco dal 2000 con costanza e ho sperimentato l’evoluzione rapidissima delle attrezzature, almeno fino a poco fa.
Come tutti sanno il luccio se grosso può mettere in crisi l’attrezzatura che oltre ai classici componenti ha in più il cavetto.
Non riprendo un recente articolo cui vi rimando, ma il luccio si fa SEMPRE col cavetto
Nel 2000 era normale fare tutti i lucci con una canna da 2,70 a spinning, range di lancio 10-40 grammi magari con un mulinello taglia 4000 e nylon del 30-35.
Si prendevano i lucci? Si! E più di adesso (ce ne erano molti di più)
Perché ora, anticipando un po, pesco a casting con una canna di circa 2 metri che lancia da 30 a 70-100 grammi (2 – 3 once) , trecciato da 65 libbre?
Non perché ci sono pesci più grossi ma perché:
1 – si pesca con meno fatica
2 – si pesca con esche molto diverse
 
Chi ha pescato il luccio a spinning ha provato una pesca molto dura fisicamente, con esche grosse lo spinning non è il massimo salvo mettere in campo eccellenti mulinelli taglia 5000 non velocissimi, a bobina larghissima.
In passato l’esca principe era il martin 15-20-28 (di questi pesi) o l’ondulante da 30 grammi che si tirano ancora bene con un mulinello taglia 4000, però quando si sale si esche che non siano più di 9 o 13 cm ma di 20 o 25 cm (o oltre) per 100 grammi si entra nella pura fatica.
La pesca del luccio a spinning ha ancora un perché per es. nella pesca veloce con la rana che io ancora faccio a spinning con una canna da salmoni da 2.60 per 40 grammi.
 
Digressione – le stesse canne che in Italia erano usate per i lucci da sempre in America sono usate per i salmoni con esche paragonabili (ondulanti e rotanti da 15 grammi) e mulinelli 4000 o 5000.
Quindi non c’era niente di sbagliato, ma questi combo affaticano parecchio e hanno senso in correnti da gestire bene (le stesse canne ex lucci ora servono da grosse marmorate per stare in Italia) mentre i lucci accettano anche acque più placide.
In effetti i più grossi lucci in Italia e all’estero li ho presi a spinning con spinner e canne del genere, ma con grande fatica nella pesca.
Accorciando la canna cala la fatica ma non di troppo la fatica insita nell’accoppiata esche grosse, trecciato, mulinello da spinning che costringe a piegare a 90 gradi il filo per avvolgerlo sulla bobina.
  Sul fatto di usare il trecciato invece del nylon mi pare banale, un nylon del 35-40 è quasi ingestibile (specie a spinning), fa spire e tiene molto meno di un trecciato di pari diametro.
Sui mulinelli da casting non ci sono limiti, si può caricare senza sforzo 65 o 80 libbre, a spinning spesso un 50 libbre non eccellente è grosso, ma si gestisce.
 
Perché allora si passa al casting? Perché SI FA MENO FATICA! E consente, se ci interessa, di lanciare esche enormi e pesanti e soprattutto di recuperarle senza tremendi sforzi.
Ovvio che la linea di punta della pesca al luccio, spesso all’estero porta all’uso di esche, in genere di gomma fino e oltre mezzo chilo… qui si usano già canne da casting da 2,70 ma è una pesca veramente estrema.
 
Con canne da 2 metri si arriva a lanciare, con attrezzature ben gestibili, fino a 6 once (sfiorano i 200 grammi) e a usare esche come:
·        I jerk
·        I grosso top water
·        Grosse gomme
·        Topi e altre imitazioni
·        Minnow/crank da 20 cm e oltre
 
Per gli usi normali, limitando le esche che usiamo normalmente ai 70-80 grammi possiamo usare una bella canna da 2 o 3 once (60-90 grammi).
Se ci limitiamo ai 50 grammi con una bella canna da 1,5 once con cui possiamo fare quasi tutto.
Ovvio con un mulinello da casting (rotante) da lucci, ovvero più capiente e robusto di uno ultraleggero da bass.
Se serve usare i jerk vuole veloce, maggiore di 6:1, se non li usiamo anche più lento è accettabile.
 
Di norma non convinco mai nessuno prima dell’acquisto dell’attrezzatura a spinning, ma chi pesca spesso il luccio dopo uno o due anni è a casting.
Se si vuole iniziare raccomando caldamente questa scelta.
Tra l’altro il casting non è difficile da fare con esche da luccio, pesanti, è molto più complesso con canne e mulinelli leggeri , ed esche leggere, da bass.
Riepilogando
Canna da 2 metri (6,6) fino 2,10 da 1,5 a 3 once di capacità di lancio
Trecciato da 65 libbre
Mulinello da casting taglia 200/300 shimano
CAVETTO!
 
Altri pesci
Metto qui dopo aver trattato trote e cavedani l’accoppiata che vedo meglio per altre canne per altri pesci
 
Aspi, io li faccio se piccoli come i cavedani e se grandi con canne leggere da lucci.
Qui lo spinning ha ancora senso, magari con canne da 2,40 da 40 grammi di capacità di lancio
Stesso discorso vale per i perca.
E per le cheppie che dopo anni passati a ricordare ai pescatori il passato (animali da 4 kg non erano rari) tornano in pochi fiumi con bei pesci, ma fattibilissimi con attrezzi da cavedani grossi o da aspi, al 99% a spinning.
Per i persici assolutamente l’attrezzatura da cavedani.
Concludo con una pesca che non faccio, i siluri
Questi si possono fare con attrezzatura da lucci, magari accettando lo sforzo a spinning per poter gestire canne più lunghe.
Ma per la mia piccola esperienza un siluro fino al metro si prende con quasi tutte le attrezzature se correttamente dimensionate, oltre sono big fish che richiedono attrezzi specifici
 
Resta l’attrezzatura da bass che è molto difficile da compendiare.
Il bass è un pesce “normale” ma i bassmen no e usano canne diverse, una per ogni stile di pesca, casting e spinning.
Con canne a disposizione per poter pescare con il peso ottimale, con la rigidità ottimale.
Io proverò a breve a trattare il caso del principiante con due canne a disposizione.
Per trote e cavedani è possibile avere 1 o 2 canne con un mulinello, per i lucci forse per iniziare ne basta 1, per i bass è un po più difficile
Ovvio che con l’esperienza e la passione vi troverete con un armadio pieno di canne ed esche… J è impossibile resistere se si è malati di pesca e la pesca al bass è la peggiore tra le malattie.
 
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
 
 
 
RACCOLTA FOTOGRAFICA DI UNO SPLENDIDO VIAGGIO DI PESCA FATTO DA MAURO MACCAGNANI A PESCA DI LUCCI IN CANADA
 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 02/11/2012 @ 00:26:21, in SPINNING, linkato 3781 volte)
LA CANNA DA SPINNING O DA CASTING
aticolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
La canna da spinning (o meglio il “combo”, ovvero la combinazione canna + mulinello + “filo”) è come la fidanzata o l’auto.
Ci deve piacere, deve darci soddisfazione e consentirci l’uso per cui è pensata.
Ovvio che Belen o la Canalis, o una Ferrari siano il sogno di tutti, ma per tutti restano un sogno
Vediamo quindi di trovare il meglio possibile tra quello che possiamo ragionevolmente ottenere
Altrettanto ovviamente una canna da 3-400 euro con un mulinello pari prezzo, con il miglior nylon o trecciato che vendano sarà “soddisfacente” almeno.
Ma con spese molto meno rilevanti potremo avere le stesse soddisfazioni.
Gradualmente con costi sempre crescenti potremo pescare:
1. Trote e cavedani
2. Lucci
3. Bass
Non è che pescare i bass sia più difficile, le tecniche però sono più diversificate e vedremo che possono richiedere più canne
Peraltro le canne da lucci hanno specifiche diverse che le dedicano a questa pesca
Con questo non dico che non si possa prendere un luccio con una canna da bass (e con una cannina da cavedani è quasi impossibile) mentre non è impossibile prendere cavedani e bass grossi con canne da lucci, solo molto scomodo.
Combo da trote e cavedani
Accorpo le canne da cavedani e da trote anche se i puristi arricceranno il naso, ma qui a Bologna i torrenti sono larghi 2 metri, i rii o fossi un metro e i fiumi non passano i 20 metri.
Diverso sarebbe il discorso tra rii di alta quota e fiumi quali il sile o il mincio, ma questo è un altro discorso.
A Bologna e dintorni le trote si possono fare in rii e torrenti con ampiezza ben difficilmente superiore ai 5 metri e non le troveremo quasi nei fiumi più grandi
Tra i diversi punti di vista c’è chi privilegia
  • Comodità di uso
  • Capacità di gestire situazioni diverse (ecletticità)
  • Costo
Sono tutte scelte a loro modo giuste
Partiamo dal costo
Un combo molto costoso è a rischio in un fosso o in una gola, cadere è facile e rompere canna o mulinello non è un’ipotesi remota.
Io condivido in buona parte questa teoria, rompendo di media una canna l’anno.
Nulla vieta di usare canne costosissime, magari divertenti.
Qui come mulinelli parliamo di mulinelli esclusivamente da spinning.
Come fili il fluorocarbon ha poco senso, la scelta è tra nylon (economico) e trecciato (costoso)
Se premiamo il costo il nylon è la scelta giusta
Come mulinello con lanci di pochi metri quasi tutti i mulinelli fanno il loro mestiere, escludendo solo quelli realmente ultraeconomici.
Ovvio che spesso il costo va contro l’ecletticità del combo, che potrebbe rivelarsi inadeguato in fiumi a cavedani
Parlando di comodità d’uso nei rii una canna da 1,55 o 1,65 basta nel 90% dei posti, anche dando vantaggio di basso peso anche su modelli economici.
Altrettanto importante sarebbe avere un mulinello che la bilanci bene e qui cominciano i guai.
Canna leggera richiede un mulinello leggero che in genere è costoso.
Il mulinello per me va di misura 2500 <taglia shimano>, per avere una bobina abbastanza grossa che facilita di molto il lancio.
Se si vuole stare su pesi contenuti un mulinello medio al massimo sarà un 1000 o addirittura un 500, che hanno il limite di una bobina molto stretta e su pesi di poco o molto superiori ai 200 grammi.
Mulinelli di taglia 2500 con peso sui 200 grammi esistono e non sono proprio economici, altrimenti si va sui 270-300 grammi di uno di media qualità.
Secondo me, contrariamente a molte voci, tutti i mulinelli non ultraeconomici reggono bene anche il trecciato se vogliamo, così come le canne.
Poi ognuno può avere le sue opinioni.
Tornando alla comodità di uso non tutti hanno le stesse esigenze, io ormai sono “vissuto” e richiedo un combo molto bilanciato, che non pesi ne sul mulinello ne sulla cima della canna.
Io personalmente uso una due pezzi economica da 180 cm, bilanciata con un mulinello classe 2500 di fascia medioalta da 200 grammi e uso un trecciatino dello 006 (si 6 centesimi di millimetro dichiarati saranno in realtà un 010).
Per intenderci i 100 metri di trecciato costano più della canna.
Divagazione….
Canna a 1 o 2 pezzi?
Premesso che non esiste la “verità” a trote una due pezzi spesso vale una monopezzo.
A bass prediligo le monopezzo..ma a trotelle non noto differenze
E per fare pensare….. i salmoni si fanno sempre con le due pezzi e vi assicuro che salmoni e steel head si fanno dare del “Lei”
Il vantaggio della due pezzi è che spesso con due canne rotte se ne fa una giusta
Note sulle trote
Io pesco con canna morbida 180 cm , 2500 a bobina larga da 200 grammi e trecciato
Il trecciato da la velocità che forse manca alla canna che fa da molla ammortizzando quando serve
Su trote grosse però il sistema si rivela ingestibile, il pesce fa quel che vuole
Ovvio che l’accoppiata nylon + canna morbida è poco reattivo, canna rigida e trecciato sono molto reattivi ed espongono a facili slamate.
 
Le canne eclettiche o generaliste
Se volete fare trote e cavedani con una canna sola forse conviene orientarsi su una canna da circa 2 metri, rigida o medio rigida, solito 2500 (qui i lanci servono, eccome) per ben bilanciare la canna e solita scelta trecciato o nylon.
Qui io accetto il rischio di eccedere nella rigidezza a favore della velocità, è una scelta
Io uso forse la miglior canna che abbia avuto, una GLoomis IMX782 6,6 x 1/8--3/8, canna particolarissima che ho usato a trote, bass, cavedani, aspi, perca
Quasi introvabile oggi perché rigida ma con inizio di azione “morbida”.
Ovviamente tra le migliaia di ottime canne in produzione si troverà qualcosa di equivalente.
Consente di pescare le trote col trecciato dove si passa con 2 metri di canna, di fare i cavedani con ottimi lanci e di domare pesci da 3 chili….
Perché uso il trecciato?
Perché secondo me ho alcuni vantaggi; con lo 006 nominale lancio meglio (sia più lontano che più preciso), sento meno il vento e “sento” meglio le esche ed è infinitamente rigido e rapido, accettando che sopporti meno l’abrasione, ma con tenute impressionanti, sui 3 kg e soprattutto da quando lo uso non faccio più parrucche.
Chi preferisce il nylon preferisce costi minori, maggior morbidità, maggior resistenza all’abrasione.
Sulla visibilità dopo tantissimi esperimenti i pesci non notano differenze.
Ovvio che una canna più lunga si può anche bilanciare meglio con un mulinello da 250 grammi, quindi meno costoso
Quindi a voi la scelta, non c’è una verità ma la vostra verità
La vostra fidanzata o la vostra auto..: - )
Solo una serie di regole in generale valide
  • Canna lunga, lancio migliore
  • Bobina larga lanci migliori
Trecciato da 0,10 lancio migliore di un 0,16, anche a parità di diametro
Il trecciato velocizza e rende più duro il combo, il nylon rallenta canne troppe veloci e ammortizza meglio in fase di lotta
La canna “filosofica”?
Una 2 metri leggera, con un bel 2500 che la bilanci
Vi consentirà di fare cavedani e trote
A Bologna sarà opportuno che lanci da pochi grammi (2-3) a 10-15 grammi.
Se parlassimo di Piave e Mincio forse sarebbe meglio una 2,40 da 10 a 30 grammi reali con un 4000, ma a noi tanta acqua e corrente purtroppo mancano…
Al prossimo articolo su luccio e all’ultimo sul bass.
 
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 12/10/2012 @ 19:58:05, in SPINNING, linkato 4399 volte)
APPUNTI DI PESCA AL LUCCIO A SPINNING
Articolo di Andrea Monari
In coda all’articolo considerazioni di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Il luccio, qui da noi, e’ purtroppo un pesce abbastanza raro a differenza di qualche decennio fa, in cui era presente un po’ovunque; pochi sono gli spot in cui e’ ancora possibile insidiarlo con successo e chi decide di addentrarsi nell’impresa, deve innanzitutto possedere una discreta dose di costanza e determinazione, i cappotti infatti sono un’eventualita’ tutt’altro che remota. Dato che con l’avanzare dell’autunno la stagione per questo tipo di pesca entra sempre piu’ nel suo culmine, decido di passare un pomeriggio insieme alla mia fidata canna da spinning, optando per una pescata molto itinerante e con l’intenzione di sondare alcuni spot potenzialmente interessanti. Decido di impostare l’intera sessione su due sole esche:
La prima e’ uno spinnerbait, esca di reazione per eccellenza, che ho provveduto a modificare con l’inserimento di un secondo gonnellino e di un trailer hook sul quale ho innescato un grosso grub bianco, la utilizzero’ nei punti in cui la vegetazione e’ maggiormente infrascata e per sondare gli strati d’acqua piu’ profondi; la seconda esca e’ invece un minnow galleggiante di medie dimensioni di una marca della grossa distribuzione, esca economica ma con un’azione di nuoto davvero bella, anche con il cavetto d’acciaio, elemento assolutamente indispensabile quando si va per lucci.
Proprio con quest’ultima, mentre recupero nel sottoriva, avverto un attacco, ferrata immediata e dopo un breve ma intenso combattimento ecco che questo esemplare ad occhio vicino agli 80 cm posa per la foto ricordo, gentilmente scattatami da un passante, prima di tornare nel suo ambiente con tutte le cure del caso:
Il tempo di riprendere in mano il minnow e mi rendo immediatamente conto di essere un po’sottodimensionato per questo tipo di pesca, uno split ring infatti, con relativa ancoretta, si e’ completamente sfilato mentre l’altro ha fortunatamente tenuto nonostante un’evidente deformazione:
Questa volta e’ andata bene, probabilmente anche la canna abbastanza elastica ha fatto la sua parte, permettendomi di portare a riva il pesce, ma la forza che questi dentati predatori sono in grado di sprigionare e’ davvero notevole, e pensare che si tratta di un bell’esemplare ma non certo di un “big” over metro! Comunque, gia’ dalla prossima uscita non solo provvedero’ a sostituire tutti gli split ring con altri piu’ robusti, ma rinforzero’ anche il sistema trecciato-cavetto, 60-90 lbs puo’ ad esempio essere un buon abbinamento perche’ bisogna essere in grado di poter forzare il combattimento anche in caso di esemplari di taglia, sia per evitare che il pesce possa venire a contatto con qualche ostacolo che per scongiurare un’eccessiva produzione di acido lattico, che gli puo’ essere addirittura fatale.
Dato che il luccio si tratta di una specie a rischio, e’ auspicabile la massima protezione dei pochi che rimangono, vado ora a fornire qualche utile accorgimento per fare un buon catch and release: oltre a tenerlo fuori dall’acqua il meno possibile e’ opportuno evitare di tirarlo in verticale o infilare le dita nelle branchie, ma solleviamo il pesce con entrambe le mani, esso infatti e’ “abituato” ad essere sorretto dal peso specifico dell’acqua e un comportamento sbagliato del pescatore puo’ essergli fatale, se non nell’immediatezza nel giro di qualche giorno. Per slamarlo senza venire a contatto con i numerosi ed affilatissimi denti di cui e’ dotato, ci saranno di aiuto un paio di pinze a becchi lunghi e dei tronchesi per tagliare l’ancoretta senza esitazione nel caso l’operazione dovesse risultare difficile, la punta che rimane infatti si degradera’ in breve tempo e verra’ espulsa, se poi avremo schiacciato l’ardiglione sia alle ancorette che agli ami singoli (a seconda del tipo di esche e dei regolamenti in vigore) cio’ sara’ ancora piu’ semplice.
Personalmente, credo che l’informazione in questo senso non sia mai troppa!
In bocca al luccio, la caccia all’esemplare da metro continua!!!!
 
Articolo di Andrea Monari
 
Considerazioni di Mauro Maccagnani [sipadan]
Ci sono un paio di considerazioni che e’ bene diffondere
Una che il cavetto non e’ l’unico punto da guardare
Il caso di Andrea (bravo e fortunato) dimostra che il punto che cede e’ il piu’ debole della catena
La catena e’ fatta dal mulinello, dal filo, dalla canna, dal cavetto, dall’esca e dagli split ring e dalle ancorette
Esche “low cost” non vanno necessariamente male, anzi molte della grande distribuzione sono ottime ma spesso hanno split ring e ancorette mediocri che se su un cavedano da 30 cm non fanno danni su predatori belli tosti sono deboli
Sostituire gli split ring con quelli robusti stile 2x o 3x a piu’ giri e di spessore maggiorato solo raramente peggiora il nuoto.
Poi cambiare le ancorette con ancorette piu’ robuste.. ne esistono di 100 tipi e pesi, un po si va a tentativi
Non sempre le piu’ grosse e pesanti sono migliori, basta siano adeguate ai pesci
Per i nostri lucci non servono ancorette da mare stagnate spesse (in genere poco affilate…) ma ancorette robuste e basta.
Io personalmente nel 90% dei casi preferisco schiacciare gli ardiglioni per tutelare sia le mie dita che il pesce
Queste ancorette, specie quelle nate barbless, forano in maniera impressionante e piantandosi nel duro becco del luccio fanno bene il loro mestiere
Per me se slamo un luccio sull’afflosciarsi del filo o in salto ne inlamo due che con l’ardiglione non avrei inlamato, poi me la gioco tenendo la trazione.
Nb tutti usano le libbre una libbra mezzo kg all’ingrosso
Sul cavetto poco da dire:
•          termosaldato, non mi piace perche’ se solo termosaldato puo’ cedere (anche se in rarissimi casi)
se termosaldato e crimpato… non mi piace lo stesso ma e’ adeguato se da almeno 50 libbre e resta un po morbido
•          fluorocarbon del 100 crimpato, per me il non plus ultra, un po morbido ma valido e basta controllarlo spesso e sostituirlo se seghettato, tiene 70-80 libbre
•          monowire, cavetto rigido, perfetto ma rigido, almeno da 70 libbre
qui conta pure e tanto mettere girella e moschettone di adeguato libraggio, sempre sulle 70-80 libbre
nylon o trecciato, il nylon da 65 libbre sembra un boa e si avvita nell’acqua tante spire fa, meglio il trecciato, piu’ sottile e resistente.
Da almeno 50 libbre, il 65 e’ quasi uguale ed e’ meglio.
Di canna e mulinello poco da dire, se reggono bene
Potendo scegliere meglio il casting potenza da almeno 2 libbre o piu’ lunga oltre 2 metri.
 
 
 
 
 
Solo un’avvertenza: se abbiamo il sospetto ci siano lucci dobbiamo per proteggerli usare il cavetto, sempre
Poi il grosso bass mangia lo stesso, io ho bass da due etti presi con trecciato giallo da 60 libbre, fluorocarbon del 130 e moschettone gigante…….
 
Scusate se mi sono intromesso in un articolo altrui…….
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Mauro Maccagnani [sipadan]
 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 09/10/2012 @ 12:58:37, in SPINNING, linkato 1897 volte)
ATTIVITA’ ESTIVE 2012 AI LAGHI SAPABA DI PONTECCHIO, LA PESCA AL BASS E’ UN’INCOGNITA MA LA CENA NO….
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Per tutta l’estate del 2012 presso i laghi Sapaba a gestione Fipsas e’ stato possibile pescare i bass nel lago 2 a prezzo “politico” comprensivo, per chi voleva, di pizza e bere.
 
 
 
E talvolta invece della pizza c’era una bella grigliata preparata dai due artisti della griglia Marco Ginghini e Claudio Sielli.
L’iniziativa, aperta a tutti, era mirata anche a chi volesse imparare la pesca al bass da zero, infatti tra i presenti c’era sempre qualcuno disponibile a illustrare i principi di pesca dal vivo, sia che ci si rivolgesse a ragazzi che ad adulti.
 
 
 
Un sincero grazie a Roberto Rondinini, un vero campione del bass fishing, che e’ stato molto spesso presente e ha dispensato tanti consigli.
Il GPO Imolese Tubertini ha curato l’organizzazione in genere tramite Mirco Finocchi e Giuseppe Stagni , spesso aiutati anche dal presidentissimo Fabrizio Rizzati.
Il negozio di Mr Fish di Bologna ha fatto spesso da punto d’incontro e cassa di risonanza dell’evento.
Purtroppo l’estate calda e una non proprio ottimale presenza dei bass non hanno regalato grandi catture; il lago 2 non e’ il massimo come struttura per bass mentre il lago 1 era purtroppo in “secca” causa siccita’ e i non ottimali lavori sul grande lago a fianco.
Ma se sui bass ci sono margini di miglioramento (io resto dell’opinione che una gestione economicamente sostenibile deve offrire anche immissioni di pesce, in base ai ricavi) sul resto si e’ sfiorata la gestione ottimale.
 
 
 
Con pochi euro si mangiava la pizza, si beveva, si pescava e si lasciava (e quasi tutti l’hanno fatto spontaneamente) un piccolo “obolo” a favore del lago (del comprensorio) per future immissioni.
Il tutto organizzata volontariamente da chi sacrificando tempo alla pesca ordinava la pizza, gestiva le ordinazioni, preparava il bere in fresco, incassava…. Cui va un grazie di cuore quindi.
Queste sono le colonne, magari poco visibili, che tengono su il bass fishing a livello di base e che forse consentono l’espansione del movimento ai neofiti e ai giovani.
Senza chi investe tempo purtroppo l’ormai cronica scarsita’ di bass a Bologna (ancora non tutelati da leggi), spesso in cave non accessibili aveva sezionato i pescatori di bass tra gli agonisti e chi dopo due tre uscite a vuoto non insisteva in questa pesca veramente meravigliosa.
Le serate ai Sapaba sono un tentativo per incrementare la base e spesso sono state premiate da partecipazione di ragazzi che sono “il futuro”
E spesso con catture migliori che i veri o presunti professionisti.
Speriamo che questa iniziativa si possa ripetere in futuro, magari con qualche immissione visto che qualche fondo e’ stato raccolto oltre ai costi vivi dei ticket del lago, si e’ data visibilita’ alla struttura, si e’ fatto un minimo di controllo sociale il giovedi’ sera (spesso oltre 20 persone), si e’ diffusa la pesca specie verso i giovani.
Di piu’ era difficile fare  con le condizioni ambientali.
Certo che magari nel 2013 magari avremo accesso all’illuminazione del lago, una migliore soluzione per avere piu’ luce per mangiare e magari organizzare una o due grigliate, magari poter fare serate anche teoriche a tema con proiettore e allora si potra’ fare ancora di piu’.
Un appuntamento al 2013 col tepore estivo e in bocca al bass
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 08/10/2012 @ 20:08:48, in SPINNING, linkato 2362 volte)
CAMPIONATO PROVINCIALE INDIVIDUALE DI BOLOGNA SPINNING IN TORRENTE 7 OTTOBRE 2012 TORRENTE SILLA
 
All'interno dell'articolo troverete le classifiche delle 2 prove del Provinciale Individuale di Bologna Spinning in Torrente 2012. Troverete anche l'articolo dedicato scritto dal nostro Mauro Maccagnani [sipadan]
Le due prove si sono svolte la mattina e il pomeriggio del 7 ottobre 2012 nel torrente Bolognese Silla
 
Primo provinciale di Bologna di pesca a spinning nel torrente Silla
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Visto che era il caso di farlo.. e grazie alla buona volonta’ di qualcuno ci troviamo in 9 a Silla per un campionato alla trota in torrente.
Un grande GRAZIE alle Lontre che non solo l’hanno organizzato ma che hanno pure vivacizzato il campionato con 7 pescatori su 9, uno forse non era delle Lontre ma era semicostretto dagli amici.
Da Bologna per questa volta siamo solo in 2, io e Emanuele Iacovone della FIPSAS.
Il grande sforzo organizzativo comincia con la grandiosa dissimulazione, leggo il regolamento e leggo trote fario.
Da mega esperto che sono <se ci credete ve ne racconto una peggio> prendo le esche da trote fario…
poi studio dove ripopolano e approfondisco il luogo con google maps, google earth, servizi segreti e telefonate in loco.. poi andiamo in un posto diverso.
A questo punto con una mezza levataccia (il giorno prima mi ero fatto un paio di km di torrente con due o tre belle trote) sono poco prima delle 8 a Silla, e imparo che volevano iniziare alle 8..
Aspettiamo Emanuele, un caffe’, vediamo partire la formula 1 ( : - ) ) e via verso il torrente.
Visto che qualche bracconiere locale c’e’ (o il sospetto ci possa essere) il fiume e’ presidiato dalla polizia provinciale.
Tra raduno e sorteggio sono tutti inesperti, io scherzi a parte mi sono fatto istruire da Loris Ferrari che ha visto qualche gara e che mi fornisce un po di gomma da mondiali e campionati italiani.
Emanuele ne sa come me, i locali narrano di avere fatto una gara, di avere comprato le canne da spinning ieri, alcuni chiedono come e’ fatta una trota..
In realta’ la gara e’ semplice da capire in pochi, le trote sono in un tratto di fiume, si sorteggia, uno alla volta si va in pesca dove si vuole nel campo gara che sara’ 500 metri.
Le attrezzature non sono da “pro”, le gare in belly vedono attrezzi piu’ specifici, numerosi, vari e costosi.
Qui si va da 1 a 2 canne, lunghe fino a 2,70 e serve solo classe, non megacanne o megamulinelli, anzi qui serve roba facile che non faccia casini, per lo piu’ nylon piuttosto che trecciato
Io ho una 210, una 240 e una 180, pesco con la mia fida 210, con trecciatino
In gara 1 sono sorteggiato per primo, faccio 3 metri e occupo la piana sotto il via (alla fine ci staremo in tre, senza disturbarci)
In 5 minuti sono tutti sul fiume, un fischio e si parte.
Le trote ci sono e tante, aggressive (all’inizio)
Quasi tutti partono con rotanti, le mangiate non mancano ma neppure le slamate.
Capisco subito che sara’ un revival della gara del Rosario, comincio a slamare (qui non rompo almeno) e forse usare i cucchiai senza ardiglione non e’ un’idea geniale.
Io perdo il pesce e gli altri cominciano a prenderne, velocissimi non sbagliano un colpo (in realta’ ne sbagliano solo meno), io avevo il guadino in macchina ma qui le trote volano a riva sollevate di peso e per fortuna non ho una canna ultralight.
In pochi minuti sono sotto, cambio cucchiaini puntando sul colore mentre qui va l’argento e la velocita’.
Dopo un po ci si sposta e calano le mangiate, incocciamo parecchie trotelle fario native sui bassi fondali (ottimo segno) e i piu’ cominciano a passare a gomma.
Io insisto a cucchiaio e ipoteco l’ultimo posto nonostante un bel girare su e giu per il campo di gara, a gomma i locali sono fortissimi, io molto meno nonostante le esche da lusso.
Non e’ banale pescare a gomma, qui una canna lunga al limite dei 270 aiuta, io credo ciecamente non fossero garisti ma sono per loro ammissione gran pescatori al tocco con la teleregolabile e aiuta.
Sanno quando e come tirare, interpretano i colpetti della canna e dirigono molto bene l’esca cosa che io non so affatto fare.
Sento i colpetti ma tiro fuori tempo se mi accorgo della mangiata.
Verso la fine la gomma diventa sempre piu’ piccole, emerge il colore, la tecnica e gia’ che ero indietro resto buon ultimo.
Fischia la fine gara, contiamo e sono ultimo con 7 trote, vinceranno con 30 o giu’ di li’.
Qui emerge l’amicizia e la gentilezza degli organizzatori, loro sono di casa ma ci hanno organizzato il pranzo e pranzano con noi (benissimo peraltro), veramente la simpatia su tutto.
Tra antipasti, tortellini, grigliata mista, dolce, caffe’ e ammazzacaffe’ a un ottimo prezzo viene stancamente l’ora della seconda gara, che sara’ a un chilometro di distanza.
Qui il fiume e’ piu’ piccolo e tutti prevedono meno prese, ma partiamo.
Sono ultimo in sorteggio, so che cucchiaini hanno prese in mattinata e …..
Va come la mattina, mangiano aggressive ma male, tante si slamano e si parte prima a gomma quindi per me scende prima il buio.
Non sono in forma smagliante e un po la pesca e’ difficile, un po il mal di schiena e gli anni pesco peggio del solito e mi fermo ogni tanto.
E non so se ero il meno giovane ma gli asltri hanno un altro fisico.
A gomma non cavo una trota a pagarla, a cucchiaio slamo e mi fermo a guardare il fine gara, in un ambiente competitivo ma amichevole.
Si pesca fianco a fianco, non mancano gli sfotto’ ma neppure i consigli, nessuno si lamenta, anzi si sorride.
A fine gara sono ultimo di nuovo (un vero fuoriclasse) con 4 trote, si vince con 40.
La solita media di 15-20 trote a testa
Chi ha vinto, non importa a nessuno in realta’
Ha vinto la pesca e un campionato che ha visto la luce e merita un futuro, si riesce pure a premiare i vincitori di gara 1 e gara 2, i secondi e altro.
Puo’ non piacere una gara in cui si uccide il pesce, ma qui davvero non si puo’ fare diversamente e il 50% delle trote resta li’.
Che auspici si possono trarre?
Di rifare la gara con piu’ iscritti, piu’ bolognesi o cittadini in genere mantenendo la simpatia e la generosita’ di chi organizza.
Poi si vince e si perde.
Magari anno prossimo da Bologna partiranno i migliori trotaioli per impensierire le lontre e gli amici, o almeno provarci.
Non ci sono quasi foto, ma o peschiamo o fotografiamo (vietato il commento che era meglio fotografare visto l’esito)
Nb a tavola “secondi a nessuno”!!!
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 

Classifica riveduta e corretta per gentile concessione di Luciano Benassi

clicca su questa scritta per scaricare il file in pdf della classifica finale riveduta e corretta

IL TORRENTE SILLA
Il Silla (Sella in dialetto bolognese) e' un importante torrente o fiume dell'alto Appennino bolognese, affluente del Reno, secondo per lunghezza (18 km) ed estensione del bacino idrografico dopo il Samoggia, ma primo per portata d'acqua (mediamente 6 m/s su base annua e 20 in primavera, ma con piene anche di oltre 200 m/s) fra i tributari di sinistra del maggior fiume emiliano.
Le sorgenti principali del Silla si trovano nel versante orientale del massiccio del Corno alle Scale e sono rappresentate da vari rami disposti a ventaglio: il fosso delle Naspe, il fosso della Rodichiaia, il fosso di Mezzo (che nasce dal passo del Cancellino) e il fosso della Capannaccia; essi, una volta confluiti, originano il rio del Casellino. L'altro ramo sorgentizio del Silla e il torrente Causso, il quale proviene dal poggio delle Ignude, nel massiccio di monte Gennaio, e lungo 5 km ed e alimentato dalla famosa sorgente o fonte dell'Uccelliera (un altro nome con cui e noto il complesso di monte Gennaio). A poca distanza verso sud dalla frazione Pianaccio del comune di Lizzano in Belvedere, il rio del Casellino da sinistra e il torrente Causso da destra danno finalmente vita al vero e proprio torrente Silla.
Scende in una valle incassata (nel primo tratto il ramo che scende dalla Punta Giorgina con diramazioni secondarie al Passo dello Stofinatoio - 1.847 m s.l.m.- percorre l'Orrido di Tanamalia lungo oltre 1,5 km) ricevendo piccoli affluenti, fra cui il Fosso dei Bagnadori, che drena il versante orientale del massiccio del monte Grande (m. 1.827), che si riuniscono, in parte al Rifugio Segavecchia, in parte presso Pianaccio, frazione di Lizzano in Belvedere. La porzione alta della valle ha aspetto decisamente alpestre: in localita Segavecchia la parete est del Corno alle Scale incombe quasi verticale per circa mille metri con la caratteristica formazione rocciosa dei Balzi dell'Ora: si tratta di una parete rocciosa di tipo alpestre che non trova riscontri in nessun'altra formazione montuosa appenninica, eccetto che nelle montagne abruzzesi.
Sotto il contrafforte boscoso, quasi a picco sul fiume, sormontato dall'abitato di Monteacuto delle Alpi, riceve da destra il rio Baricello (lungo 7 km) che, nato dal versante nord del Monte Orsigna (1555 m) con il nome di Rio Mantara, scende precipite formando numerose cascate, in una valle stretta e boscosissima, come del resto, e l'intero medio bacino del Silla.
Ha acque relativamente abbondanti in ogni stagione (ma, specie in primavera, e impressionante lo spumeggiare delle acque di scioglimento delle nevi ai piedi del contrafforte di Monteacuto delle Alpi), anche a causa dell'elevatissima piovosita (anche superiore a 3000 mm di acqua annui) della parte alta del bacino, caratterizzato, inoltre, dalla persistenza della neve in quota solitamente fino a giugno.
Uscito dalla Gola di Monteacuto delle Alpi, il fiume percorre l'ultima parte del corso volgendo verso est in una valle decisamente piu larga e caratterizzata anche dalla presenza di praterie e zone a calanco, ricevendovi piu modesti affluenti stagionali, fra i quali, da sinistra, proveniente dal Passo della Masera, il Rio Sasso (lunghezza 3,6 km e bacino di 32 km) col suo affluente Rio Quadolto che, invece, manda le sue sorgenti al passo di Salliolo, sotto il monte Grande (1531 m). Riceve anche affluenti da sinistra provenienti dal Monte Belvedere (1140 m) e dal Monte Castello (980 m) che ne contornano a nord il bacino, ma questi non possono avere l'importanza di quelli che scendono da sud, siccome provengono da zone a inferiore piovosita (solo 1300 mm di pioggia annui) e costituite da rocce argillose impermeabili, franose e soggette alla formazione di calanchi, sicche il loro contributo e avvertibile solo nelle piene.
La parte inferiore della valle e del bacino, piuttosto, e caratterizzata da importanti insediamenti industriali, sia nel settore alimentare, sia in quello meccanico, insediamenti concentrati per lo piu nella frazione di Silla del Comune di Gaggio Montano, alla confluenza del fiume nel Reno, praticamente nella piccola conurbazione di Porretta Terme.
Nel Medioevo, in localita Poggiolforato, fu scavato un canale artificiale (ora del tutto scomparso per interramento) che metteva in comunicazione il suo bacino (piu precisamente il Rio Sasso e, con ogni probabilita, il suo affluente Rio Quadolto che scorre alla minima distanza da Poggiolforato) con quello del torrente Dardagna (ramo sorgentizio del Panaro) che scende dal versante nord del Corno alle Scale, ricco d'acqua in ogni stagione, allo scopo d'incrementarne la portata, specie nella stagione estiva, ed aumentare, in tal modo, quella del Reno, consentendovi la fluitazione del legname (utilizzato in quel tempo anche a scopo edilizio) dai folti boschi dell'alto Appennino, fino alla chiusa di Casalecchio, sul Reno, e di qui fino nel centro di Bologna per mezzo del Canale di Reno.
Articolo sul torrente Silla estratto da Vikipedia
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 18/09/2012 @ 20:21:12, in SPINNING, linkato 1467 volte)
FINALE DAL BELLY BOAT AI SAPABA
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Finale del provinciale di Bologna da Belly Boat laghi FIPSAS SAPABA
La finale dal belly dei provinciali ai laghi FIPSAS Sapaba di Pontecchio Marconi parte alle 6.00 del 16 settembre.
E' buio, ovvio e i primi ciambelloni vengono gonfiati alla tenue luce dei neon del tavolo da pranzo.
Fa pure freddo.
Per fortuna l'organizzazione e' perfetta e il caffe' e' pronto per tutti.
Si paga l'iscrizione, si riceve il numero e il lunch pack, ci si saluta amichevolmente (il clima e' il punto forte della manifestazione, e' una gara realmente fra amici), ci si aiuta se serve e man mano che albeggia arrivano tutti in un trionfo di ciambelloni, canne, porta canne, nasse, giubbini.
Il colpo docchio con i 15bbelly e' davvero entusiasmante, i presenti (alcuni hanno raccolto le defezioni di chi aveva impegni concomitanti, ma i presenti hanno sempre ragione) agguerriti, ottima copertura fotografica dell'evento, eccellente organizzazione, nulla da eccepire.
Il lago SAPABA 1 e' basso purtroppo, e' cresciuto di qualche centimetro ma in tanti punti si tocca con le pinne e alcuni passaggi da una sponda all'altra vicino l'isola sono emersi.
Ci sono pure cigni e papere a farci compagnia.
Tecnicamente prevale lo spinning sul casting, il finesse sul resto poi durante la gara si vedranno giocare carte disperate J.
Inizia malino con poche catture e prosegue peggio, di pesce che mangia non ce ne e' tanto, di pesce di misura che mangia ce ne saranno 3 (tre).
Diversissime le strategie come al solito, chi va a destra, chi a sinistra, chi verso l'isola.
L'acqua e' pure non splendida, il clima non indiavolato, in acqua ci sono molti grandi pescatori che non hanno nulla da invidiare agli assenti, e i tanti outsider sanno che oggi si puo' pescare il jolly e vincere con un paio di colpi forunati.
In anticipo parlando col presidente Flavio Manaresi io avevo scommesso che si fosse vinto con 600 grammi e due pesci, lui diceva 810 grammi.
Purtroppo eravamo ottimisti.
Di pesci ne vengono fuori (pochi) ma sotto misura , dai piccoli davvero ai maledetti da 20, 21,22,23, 24.
E anche chi pesca piu grosso non puo fare selezione.
Io ho preso due pesci, uno in un buco dove ho infilato la canna e uno nel finale, 23-24 stimato il primo e 23 il secondo.
Altri ne hanno fatto 5 o 6 altri meno, in tanti avevano a fine gara la nassa secca.
Si narrava sul lago fino all'ultimo di due nasse in acqua (piu Max cui era caduta e non l'ha recuperata a bordo.).
 
Viene piu' caldo e col caldo vengono fatte le prese di cui sopra, si smettono le giacche e l'ultima ora si sta veramente bene in acqua, peccato il pesce non collabori.
Io personalmente dopo 5 ore e mezza mi avvicino e risalgo un po prima, in crisi col ginocchio, non prima di non aver provato nella zona di ingresso/arrivo.
E l'idea, avuta peraltro in molti, non e' pellegrina infatti in chiusura Manaresi colpisce un pesce..
Saliamo e cominciamo a disfare le attrezzature, a sgonfiare ciambellani, aspettiamo 10 minuti che un'altra gara ci lasci il tavolone e i grandi volontari addetti alla griglia sono sul pezzo.
Pure il grande Max con assistente al seguito non solo pesca ma controlla la cottura.
La tavola e imbandita da lusso, il vino di qualita superiore, costine e salsiccia da urlo e in grande quantita'.
C'e' pure un leggero antipasto di fagioli, cipolla e pomodori
Anche una torta arriva, portata dalla compagna di un concorrente, di qualita' veramente eccezionale.
Tra lo sforzo di chi cuoce, di chi ha scelto la carne e di chi la mangia non si sa chi ci metta maggiore intensita', ma e' uno scontro tra giganti.
Purtroppo la pesatura e' stata velocissima.
La premiazione vede vincere e big bass il grande Flavio Manaresi.
Il quarto e il quinto premio vanno a sorteggio, mentre si fanno due chiacchiere al tavolo.
Chi si e' classificato ha avuto fortuna e ha pescato bene.
  
CLASSIFICA
1) Flavio Manaresi + Big Bass
2) Pierluigi Gulmini
3) Luca Venturi
 
Chi non e' arrivato a pesare ha scontato un po' la poca acqua, i pesci piccoli e soprattutto i pochi pesci.
Il sito dei sapaba merita miglior sorte, piu' acqua e piu' pesce , e' davvero bello, in 20 ci si sta benissimo ed e' con un po' piu' acqua anche un po' piu' tecnico come visto nei campionati precedenti.
Purtroppo il contorno (pranzi, organizzazione, servizi) non sempre puo coprire i limiti di pescosita' e le misure immesse.
Se alla prima gara non era male. La seconda e andata peggio e dopo la finale sono affiorati dubbi se insistere, specie da chi arriva da lontano (che vanno ringraziati in modi particolare, i modenesi e le Lontre dell'Appennino , che pure in genere si piazzano) .
Va bene essere simpatici e bravi nell'organizzazione ma pure il lato pesca va qualificato.
L'anno prossimo potrebbe essere la svolta, se si fara'.
Se si garantisce acqua e pesce i pescatori vengono sempre volentieri, gli sforzi fatti con tante gare al Sapaba 2 e le serate dello spinning estivo degli incassi li garantiscono, il posto ha immense potenzialita' anche per i carpisti, speriamo una volta tanto il buonsenso prevalga e tuteli (magari anche da bracconieri, siluri e cormorani) un'oasi cui tanti pescatori sono affezionati.
Nb non ho vinto quest'anno con poco pesce e difficile, il giorno degli outsider, quindi vista l'eta' non credo vincero' piu il provinciale.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 

 
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