GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

Immagine
 CARP FISHING - MANUELE MAZZONI DEL TEAM KAPPOTTO CON UN AMUR GIGANTESCO... di Admin G.P.O.
 
"
In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso

Aristotele
"
Seguici: 
Titolo
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 16/08/2012 @ 12:46:05, in PESCA IN FIUME, linkato 1921 volte)
LE TROTE DEL 2012 , PESCA IN FIUME
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Questo anno e' un anno particolare, dopo tanta neve e stato il piu' caldo da sempre o quasi con una siccita' terribile.
Le trote ne hanno sofferto e molto, prima per troppa neve (e per fortuna che c'era) poi per i livelli che vanno progressivamente a zero.
All'inizio i torrenti alti erano inaffrontabili per i livelli troppo alti, adesso sono inaffrontabili quasi tutti per i livelli troppi bassi.
Se per le trote i livelli alti sono gestibili (ma l'acqua troppo fredda non e' il massimo neanche per loro in primavera ritardando la nascita del loro cibo, gli insetti/larve acquatici) per i pescatori sono peggio, rendendo impossibile pescare almeno a spinning.
I livelli bassi, ormai da brivido per la sopravvivenza di molti torrenti, sono letali per le trote e il 99% dei pescatori.
Se a questo aggiungiamo che ad agosto una miriade di pescatori occasionali batte i torrenti, spesso senza cognizione di causa di come si pesca e si maneggia una trota (sempre a mani nude, bagnate nell'acqua del torrente e per il minor tempo possibile), di come si slama e delle leggi che vietano ami con ardiglione e soprattutto di personaggi che usano i fiumi come passatempo per pescare col guadino, di fare record di trote alla faccia della legge, di confusi che pescano a bigatto in acque D con ami piccoli e slamano alla boia, di chi bagna il cane e la famiglia anche se c'e' divieto di balneazione sara' un miracolo arrivare a settembre in condizioni accettabili.
Se alla scarsita o assenza di piogge non c'e' rimedio forse varrebbe la pena chiudere la pesca come si e' fatto per anni nel santerno e magari di incentivare i controlli.
Vedere famigliole che risalgono un fiume secco in divieto di pesca col guadino al lago chiude il cuore, faranno magari poco danni ma non dovrebbe essere ammesso.
Finite queste considerazioni, doverose ma temo inutili., quest'anno fino ai primi di agosto e' stato un anno da leggenda per la trota.
 
 
E' forse adesso , nonostante tutto, sarebbe discreto allontanandosi dai posti civilizzati, ma il mio ginocchio destro ha deciso di appiedarmi fino a nuovi sviluppi.
Dalla primavera ho battuto pochi fiumi e torrenti, ma con buoni risultati legati allunica qualita' che devono avere i trotaioli, l'intuito di provare QUEL fiume in QUEL periodo e la tenacia di insistere fino a che si trova il gruppo di fiumi dell'anno.
La natura infatti opera veri e propri miracoli, magari se aiutata da qualche semina ad hoc dove la popolazione e' in difficolta.
Certi torrenti poco popolati in un anno o due diventano molto ben popolati, e magari un torrente buono causa piene e/o siccita e purtroppo qualche inquinamento diventa scarso per qualche stagione.
Quindi un po di esplorazione, un po di memoria storica, un po di occhio e di fortuna e si sa dove andare.
Quest'anno un piccolo fiume, del tutto ignoto ai piu', ci ha dato tante soddisfazioni.
I classici torrenti d'alta quota a luglio sono stati generosi di catture, come pure certi fiumetti sottovalutati e poco frequentati.
Anche tratti frequentati, se battuti con attrezzatura ultralight per passare in pochi cm di acqua, diventano davvero interessanti.
E la biodiversita e' elevatissima, dal piano alle sorgenti dei torrenti (e parlo con cognizione di causa di sorgenti.)
Il tutto e' stato molto divertente, da torrentelli larghi 50 cm a torrenti da fare in primavera con i waders, grande varieta di ambienti e di pesche.
Dai micro torrenti dove peschi con canne ultralight che lanciano pochi grammi, flessibilissime a torrenti dove pescare con canne potenti.
Le trote?
Da quelle di pochi cm, di certo nate li a bestie di 30, 35 e 40 cm.. con un picco di quasi 50 cm dove non ci credevo neppure io.
Magari qualcuna e stata di ripopolamento, ma se i lavori sono cosi ben fatti ben vengano.
Alcuni ambienti sono indimenticabili, magari infrascati e difficili da pescare, altri paesaggisticamente bellissimi, alcuni nulla di speciale ma con tante trote.
E tanti incontri con i selvatici, quest'anno non ho visto i lupi ma tanti cinghiali, daini, cervi, caprioli, qualche tasso, donnole, volpi e quest'anno molti rapaci, spesso quasi fin troppo confidenti nell'uomo.
Un paio di volte ho pescato con i cerbiatti che riposavano a 20 metri da me e incrociato cerva e piccolo che guadavano subito dietro dove pescavo con la massima calma.
Adesso forse la stagione e chiusa per cause fisiche, forse ci sfuggiranno un paio d'uscite a fine settembre se il ginocchio funzionera.
Pero' posso dichiararmi soddisfatto con tante trote prese in torrente, tutte rilasciate, dai 5 ai 50 cm!
Una nota sull'apertura.
Come al solito questanno NON l'ho fatta, ero a pranzo con amici al mare.
Poi ho fatto qualche uscita sui laghi dove c'era stato ripopolamento e qualche trota di immissione l'ho presa.
Ho trovato malefico il lago di Suviana con trote imbrancate che guardavano l'esca e mangiavano una volta su mille.. ma qualche trota l'ho presa pure li.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Titolo
RACCONTI DI PESCA, PESCA IN FIUME, LE CREATURE DELL'ACQUA
AMBIENTI E ABITANTI SINGOLARI
Articolo di Andrea Donnoli e Raffaele Preti (Fotografie di Raffaele Preti)
 
A volte cerchiamo emozioni in paesi lontani, alla ricerca degli scorci e degli ambienti piu' incredibili creati da madre natura, ma spesso trascuriamo i segreti delle nostre riserve, dei parchi, di quelle foreste che abbandonate da anni si sono rigenerate ed inselvatichite recentemente.
Siamo nel nostro appennino, in particolare nell'area che comprende le province di Bologna, Modena e Pistoia. Tra 1000 e 2000 m i paesaggi si alternano con varieta' di fauna e flora incredibile.
In questi monti antichi ci sono foreste, abetaie, faggete con sentieri che permettono di camminare per ore senza incontrare nessuno se non le creature che vivono da sempre nei boschi.
 
   
Lo scopo principale delle nostre escursionie' quello di catalogare la regina dei torrenti, la trota appenninica, che nel tempo sie' adattata, trasformata ed evoluta in base all'ambiente, al clima ed agli interventi dell'uomo. Infatti ancora una volta l'uomo con le sue azioni ha determinato la sorte nel bene e nel male della vita nel torrente.
  
   
Ovviamente le prime trote, quelle ancestrali ed originali, quelle DOC arrivarono qui milioni di anni fa e sono veramente pochissimi i posti dove possiamo incontrare la trota Mediterranea Salmo Trutta, quella che cerchiamo continuamente nelle nostre esplorazioni e che riteniamo di avere trovato solo in alcuni isolatissimi rii, dove l'antropizzazione e' praticamente assente.
  
   
Salmo Trutta fario (preferibilmente mediterranea), il fenotipo fario o trota delle nevi e' la mia preferita, forse perche' l'ho vicino a casa, quindi credo di conoscerla piu' delle altre, forse perche' resto affascinato tutte le volte dai colori delle livree, dal comportamento timido ma anche spavaldo.
Sono stati gli uomini nella storia a mescolare i fenotipi in varie fasi e per diversi motivi.
Il primo caso, quello storico, documentato, risale alla presenza dei monaci, che nei pressi dei villaggi, di alcuni centri, o in casi particolari, in zone completamente isolate hanno creato dal nulla i loro luoghi di culto, di soggiorno, di vita, appunto i monasteri. Sacri edifici, costruiti per commemorare qualche madonna cheaveva salvato un pastorello, o un viandante smarrito. 
  
    
Per venire a noi, i monaci introdussero i primi allevamenti di trote e popolarono svariati torrenti nelle zone limitrove ai loro alloggi, proprio per scopo alimentare della comunita'.
  
    
I Salmonidi introdotti, abili risalitori di torrenti , si mescolarono con quelli autoctoni creando i primi ibridi.
Il secondo caso, quello piu' recente,e' legato ai ripopolamenti delle varie province secondo i piani ittici introdotti negli anni '70 ed '80, dove vennero inserite specie non locali, ma provenienti dal nord europa, con prevalenza di trote fario atlantiche.
  
   
In alcune aree vennero introdotte anche trote provenienti dal nord america, le Rainbow, trote arcobaleno o meglio note come trote iridee.
  
    
Alcuni segni del passato sono ancora evidenti, con le rovine di una vita non tanto lontana, legata all'energia dell'acqua, quando i mulini avevano un ruolo fondamentale nel ritmo e nella vita dell'economia montana.
I torrenti ed i rii nascondono spesso i resti di quei periodi ed e' incredibile trovare queste costruzioni ancora in parte vive, con le macine, i sentieri, le stanze ed i ruderi che fanno pensare alla vita di un tempo.
  
   
Oltre ai mulini anche le briglie ed i salti d'acqua sono spesso presenti nei piccoli torrenti. In quelle buche create artificialmente spesso le trote riescono a crescere anche quando l'acqua scarseggia, visto che il liquido riesce a mantenere e conservare la vita.
  
   
Nel totale rispetto della natura, catturiamo, fotografiamo e rilasciamo sempre i Salmonidi e non solo.
Gli ambienti del bosco, ma soprattutto del torrente, sono vivi, pieni di animali e non e' difficile incontrare timide creature come queste.
  
    
Le rane temporarie
  
    
Oppure durante una pioggia in alcuni rii, dalle acque limpide e pulite appaiono improvvisamente loro, le salamandre.
  
    
In altre rare acque e' ancora possibile incontrare il Potamon Fluviatile, un granchio d'acqua dolce
   
    
Nei nostri appennini e' un esplosione di colori speciali, dai pesci piu' timidi, nascosti per ore o giorni dietro un sasso con la livrea scura, a quelli piu' spavaldi, sgargianti dai colori forti, con una bella linea laterale arancione viva,ed infine quelle trote mediterrranee quasi pure dai puntini fini che sembrano tigrate sul corpo.
  
    
Questi pesci ed ambienti riempono i polmoni di aria vitale ed ipnotizzano l'anima, che ricerca la natura selvaggia scappando dalle pressioni della citta', del lavoro e del ritmo quotidiano.
In quel mondo, con il rumore dell'acqua con il fruscio del vento che accarezza i faggi ci sentiamo liberi.
  
Articolo di Andrea Donnoli e Raffaele Preti (Fotografie di Raffaele Preti)
  

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 29/11/2011 @ 21:10:38, in PESCA IN FIUME, linkato 5625 volte)
LA PASSATA DI SAN MARTINO
A PESCA NEL FIUME RENO
Articolo di Andrea Monari
 
Nella stagione fredda i pesci che popolano i nostri fiumi, barbi cavedani e carpe in primo luogo, vanno incontro a un deciso rallentamento del metabolismo, ma detto ciò non è da escludere che buone catture possano essere ugualmente realizzate, a patto di seguire alcuni accorgimenti che andremo ora ad illustrare.
Per prima cosa dobbiamo tenere presente che le belle giornate, con temperatura sopra la media, tendono a rimettere in moto i nostri amici pinnuti resi apatici dai primi freddi e saranno innanzitutto queste le condizioni, comuni nel corso della cosiddetta “estate di San Martino” da sfruttare al meglio. E’ ciò che abbiamo fatto un pomeriggio di novembre insieme all’amico Mauro, alias Sipadan, recandoci su un tratto del fiume Reno a pochi chilometri da Bologna, per tentare qualche bella cattura a passata e a spinning. Lo spot presenta un regime idrico ottimale, con corrente piuttosto lenta ed alcuni salti di cavedani in superficie sembrano darci il benvenuto mentre montiamo la cinque metri da passata. Dato che occorre lanciare a circa 15 metri per raggiungere il punto migliore della buca, vicino ad alcuni grossi massi che affiorano in superficie e sicuro rifugio dei pesci più belli, optiamo per una montatura da un grammo con piombatura abbastanza raccolta, finale dello 0,10 e amo del 22 senza ardiglione, per innescare uno o due bigattini senza lederne la vitalità.
Il tempo di qualche passata per regolare al meglio la distanza tra amo e galleggiante, particolare di fondamentale importanza pescando in passata, dato che l’esca deve razzolare in prossimità del fondale ed ecco i primi affondi del galleggiante: dopo alcune alborelle una bocca spalancata affiora in superficie e segna l’arrivo di un bel cavedano, che posa per la foto di rito prima di essere accuratamente rilasciato.
 
Il pesce risponde bene alla pasturazione, lo notiamo anche dal fatto che le prede hanno la bocca piena di bigattini, continuiamo quindi a fiondare piccole quantità di larve a intervalli regolari, così da mantenere il pesce in attività.
Le mangiate infatti continuano a buon ritmo, questa volta però è una scardola che fa visita a Mauro: 
Il tempo passa e riusciamo ad avere quasi una mangiata a giro, pesci non di taglia eccezionale ma tutti autoctoni e perfettamente in salute, una nota positiva visto lo stato in cui versa purtroppo gran parte delle nostre acque, colonizzate soprattutto da fauna ittica alloctona. Premettendo che la montatura è abbastanza semplice, è interessante notare come Mauro, avendo i piombini più raggruppati e prediligendo l’innesco doppio del bigattino, uno per la testa e l’altro per la coda, abbia avuto più mangiate da parte di barbi e scardole, mentre alla lenza del sottoscritto, leggermente più aperta e con un bigattino singolo innescato a metà del corpo, hanno abboccato soprattutto cavedani.
Per quanto riguarda l’attrezzatura da avere al seguito, è sufficiente una canna bolognese con mulinello di taglia 2500, un gilet in cui contenere agevolmente la poca minuteria necessaria e il classico sacchetto di bigattini, tenendo presente che in tre ore di pesca non ne serve più di mezzo chilo.
 
 
 
 
La sorpresa…
 
Abbiamo detto precedentemente che si tratta di una pesca molto varia, in cui ad ogni affondata non si sa mai quale pesce sarà attaccato all’altro capo della lenza, ma la sopresa è stata grande quando Mauro vede affiorare sulla superficie dell’acqua una bella  e coloratissima carpetta della varietà Koi. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A spinning..
 
Il pesce è attivo e l’unico ostacolo è rappresentato dal fatto che in questa stagione viene buio molto presto, tuttavia prima che la notte scenda sul fiume decidiamo di fare qualche lancio a spinning, impiegando piccoli minnow e rotanti. Preparata la canna, iniziamo a fare qualche lancio verso la sponda opposta, constatando come, pur cambiando la tecnica, i risultati rimangano tali, dopo poco infatti alcuni cavedani posano davanti all’obiettivo:
 
 
Quando si cattura, si sa, il tempo passa molto in fretta, ma essendo ormai notte ci tocca smontare le canne per rientrare alla base. L’invito che rivolgiamo a tutti dopo una pescata così divertente e varia, è quello di non sottovalutare la stagione invernale, nonostante il freddo vale comunque la pena di trascorrere qualche ora in riva al fiume, perché le sorprese, come abbiamo visto anche in questo giro, sono sempre in agguato!
 
Articolo di Andrea Monari
 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 05/09/2010 @ 11:34:57, in PESCA IN FIUME, linkato 1706 volte)
PESCA IN FIUME [CAMPIONATO ITALIANO BOX 2010]
 
SECONDA EDIZIONE SECONDA VITTORIA DEL CLUB PESCATORI FORLI’ COLMIC 
Come già per il Campionato Italiano Individuale, il fiume Bidente ha ospitato anche i partecipanti alla seconda edizione del Campionato Italiano di Pesca in Fiume a box.
Anche questa competizione dimostra di suscitare molto interesse nel circuito dell’agonismo nazionale, infatti in questa edizione ben 55 sono state le squadre partecipanti, un numero decisamente interessante e che premia gli sforzi organizzativi della Sezione FIPSAS di Forli’ che, guidata dal suo Presidente Marzio Ciani, ha allestito una manifestazione di grande livello sia sportivo che organizzativo.
Le due prove si sono tenute il giorno 5 Settembre 2010, con discrete condizioni meteorologiche, qualche pioggia solo nel pomeriggio fortunatamente di scarsa entità.
Generalmente ottimo lo stato del fiume con buona pescosità in tutti i settori. Grande sforzo per l’organizzazione e le numerose squadre che hanno gareggiato sia alla mattina che al pomeriggio, con un plauso particolare a quelle che venivano da più lontano che hanno dovuto affrontare i disagi maggiori e che comunque hanno ben figurato nella manifestazione sportiva.
Vince il Titolo per la seconda volta consecutiva la società Club Pescatori (Colmic) di Forlì che in questa edizione ha primeggiato con la squadra composta da Dino Ballani, Lorenzo Camorani, Renato Iuorio, Davide Galeotti e Franco Ricci Piccioni, i quali hanno preceduto nell’ordine la squadra A della Pesca Sport Gambettolese (Tubertini) e la squadra A delle Aquile (Colmic) di Forlimpopoli.
 
 
CLASSIFICA FINALE
 
1 Club Pescatori (Colmic) Box (B) 3,00 51,64
2 Pesca Sport Gambettolese (Tubertini) Box (A) 3,00 46,86
3 A.P.S. Le Aquile (Colmic) Box (A) 3,00 46,74
4 A.P.S. Le Aquile (Colmic) Box (C) 3,00 38,58
5 A.P.S. Le Aquile (Colmic) Box (D) 4,00 31,67
6 ASD G.P.O. Imolese (Tubertini) Box (A) 5,00 40,4
7 Lenza Forlivese (Artico) Box (A) 5,00 37,5
8 A.P.S. Le Aquile (Colmic) Box (B) 5,00 35,92
9 S.P.S. Norbart Sport Box (A) 6,00 43,66
10 Lenza Forlivese (Artico) Box (C) 6,00 26,48 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 01/05/2010 @ 17:43:54, in PESCA IN FIUME, linkato 2098 volte)

Raccolta fotografica di una giornata di pesca nel fiume Po a caccia di Barbi Europei (spagnoli)

IL BARBO EUROPEO
Il barbo europeo è un pesce legato al fondale dei fiumi con acque chiare, correnti e ben ossigenate dove si trattiene di preferenza. La specie è gregaria. I branchi di giorno rimangono nascosti tra le asperità del fondale, dove la corrente è più forte, spesso vicino a cascate e cascatelle o presso le estremità dei moli. Al tramonto i barbi diventano più attivi e, durante le ore notturne, si disperdono per la caccia al cibo. I giovani barbi europei si cibano di insetti, vermi, uova di pesce e detriti vegetali. Gli adulti, che hanno abitudini notevolmente più aggressive dei barbi italici, tendono a diventare ittiofagi catturando anche piccoli pesci. In molte zone dell'Europa centro orientale vengono catturati a spinning, pescando con piccoli cucchiaini rotanti. In alcune zone dell'Europa orientale questi pesci si nutrono anche dei resti animali presenti nelle acque di scarico dei macelli. Trascorrono l'inverno in una sorta di letargo, in piccoli gruppi che si raccolgono nei tratti più profondi dei fiumi, nelle buche che si aprono nelle rive o sotto pietre, fascine, ecc.

da ittiofauna.org

 
Pagine: 1

Benvenuto 
Ci sono 301 Utenti collegati


Form Object


< novembre 2018 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
   
             

RICORDATI DI CONDIVIDERE QUESTA PAGINA CON I TUOI MIGLIORI AMICI SU:



Titolo
ARCI PESCA (31)
ATTIVITA' SOCIALI E RICREATIVE (7)
CAMPIONATI MONDIALI (7)
CARPFISHING (29)
CURIOSITA' (20)
DOCUMENTI (9)
EVENTI (24)
FIUMI ITALIANI (2)
GARE AD INVITO (20)
ITINERARI (19)
LEDGERING FEEDER (6)
NEWS G.P.O. (9)
PASTURE e ATTREZZATURA (10)
PERSONAGGI (2)
PESCA A MOSCA (1)
PESCA AL COLPO (73)
PESCA IN FIUME (5)
PESCA IN MARE (6)
REGOLAMENTI (1)
SCRIVONO DI NOI (16)
SPECIE ITTICHE (30)
SPINNING (60)
TECNICHE (5)
TEMATICHE AMBIENTALI (25)
TROTA IN LAGO (12)

Catalogati per mese:
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018

Gli articoli piu' cliccati

Titolo

VIDEO GPO CHANNEL IN PRIMO PIANO


 


Titolo
VI PIACCIONO I NOSTRI ARTICOLI?

 NON POSSO STARNE SENZA!
 MOLTISSIMO
 MOLTO
 ABBASTANZA
 COSI' COSI'
 NON MI ESPRIMO
 POCO
 POCHISSIMO
 LI ODIO!





21/11/2018 @ 16:08:27
script eseguito in 110 ms


Ambiente e natura



 

Segnalato da
Web Directory Gratuita

Segnalato da:
www.aggiungisito.it

Googlerank, pagerank di Google

Segnalato su: Aristotele, motore di ricerca Italiano

Click Web

METEO DA 3BMETEO.COM