GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 SESSIONE NOTTURNA A CARPFISHING DI DAVIDE CATTABRIGA DEL TEAM KAPPOTTO... di Admin G.P.O.
 
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La fantasia è più
importante della conoscenza

Albert Einstein
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico
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Di Admin G.P.O. (del 19/09/2012 @ 20:19:58, in PESCA AL COLPO, linkato 1492 volte)
GIOVANNI BOTTAZZI SCUDETTO A PESCHIERA
Articolo di Angelo Borgatti
 
Giuanin, come lo chiama affettuosamente Gino Grigoli, e’ nato in provincia di Parma, ha 46 anni, e’ sposato ed ha un figlio. Si occupa di certificazione e qualita’ nell’industria.
 
E’ portatore di un doppio handicap: a 10 anni ha perso un occhio in un incidente; a 15, lavorando in officina con un trapano a colonna, per una tragica fatalita’ ha perso anche parte del braccio destro. Nonostante tutto questo, senza mai perdersi d’animo e dimostrando anche molto ingegno, Giovanni e’ sempre riuscito a condurre una vita normale: da ragazzino, spostando acceleratore e frizione sulla stessa manopola, riesce ad andare in motorino come gli altri ragazzi; in passato ha giocato a tennis, in inverno scia e poi, fin da ragazzino, pesca… E bene!
A 18/20 anni si avvicina all’agonismo, prima nella Trota Lago, dove si guadagna anche una finale a livello regionale, poi nella Pesca al Colpo, con la Lenza Sorbolese, con cui inizia a vincere le prime gare, sia a box che individuali, qualificandosi sempre tra i primi venti. In seguito passa alla Lenza Parmense, passaggio che coincide con la prima partecipazione ad un Mondiale per nazioni. Nella Lenza Parmense si respira aria d’”alta quota” e questo consente a Giovanni quel salto tecnico indispensabile per competere anche sui campi di gara internazionali. Alla Lenza Parmense rimane per un alcuni anni, vince il suo primo Titolo italiano individuale e partecipa ai suoi primi Mondiali. Da 5/6 anni e’ passato alla Boretto Po Tubertini, un sodalizio piu’ piccolo e familiare, vicino a casa, con cui partecipa al Regionale Ovest. Giovanni fa parte di una formazione i cui restanti componenti sono normodotati e con i quali ha appena vinto il Provinciale box di Parma.
Ho avuto l’occasione di vederlo pescare a bolognese e posso assicurare che ne sono rimasto letteralmente ipnotizzato per la velocita’ di esecuzione di tutte le fasi di lancio, pesca e recupero dei pesci, la precisione nell’azione di pesca e, in generale, per la calma e la naturalezza che dimostra in ogni momento, oltre alla grande ed insospettata prestanza fisica. Un vero esempio per tutti noi normodotati, di costanza e forza di volonta’!
 
Giovanni, nonostante i tanti Mondiali ed anni di pesca ad alto livello, prova ancora molta emozione ad ogni appuntamento con la maglia Azzurra, non si abitua…
“Qualcuno dice che si fa l’abitudine allo stress da prestazione. Io dico che non ci riesco; anzi, ogni volta sono esausto come la prima volta. Ogni volta “debbo legarmi le braghe alle caviglie!”
Chiaro no?!?
 
Cosa significa essere disabile nel nostro Sport, Giovanni?
“Ne’ piu’ ne’ meno di quello che significa in tutti gli ambiti: il disabile deve cambiare il suo modo di pensare. Il mondo e’ fatto per le persone che hanno “tutti i pezzi al loro posto”, i disabili si debbono adattare ed ingegnarsi a superare le difficolta’. Questa e’ stata ed e’ una regola di vita, per me.”
 
Giovanni, raccontami un po’ come sei arrivato al Titolo Italiano di categoria…
“Inizialmente dovevano essere quattro prove, due in Cavo Lama, a Ca’Rossa, e due in Canal Bianco, ad Ostiglia.
La prima prova siamo riusciti a disputarla, anche se e’ stata difficile per la presenza del piumino. Purtroppo la domenica e’ venuto un nubifragio che ha obbligato ad annullare molte gare, tra cui anche la nostra. Si e’ cosi’ deciso di recuperarla ad Ostiglia, assieme alle altre due previste. Poi il terremoto ha fatto il disastro che tutti sappiamo, costringendo la Federazione a spostare nuovamente il campo gara, per il quale e’ stato scelto il Mincio, qui a Peschiera.
Il fiume ci ha regalato tre bellissime gare, tecniche e difficili, tutte disputate nello stesso week end. Il sabato mattina ho pescato a roubaisienne a 11.50, cercando scardole e qualche carassio. Sono riuscito a fare il quarto.
Il sabato pomeriggio e’ stato piu’ difficile, con il pesce che non rispondeva. Dopo un ora avevo un paio di scardolette e basta. Con il mio accompagnatore abbiamo deciso di passare alla bolognese da 3 grammi, sempre sulla linea della 11.50. In questo modo ho messo in nassa una ventina di scardolette che mi hanno consentito di fare il secondo. A questo punto del campionato ero in testa con un punto di distacco su Fabio Coscia; il terzo era molto piu’ staccato, e quindi era una lotta tra noi due. Nell’ultima gara, della domenica mattina, sono capitato nel picchetto centrale, al n°5. Nella prima mezz’ora c’e’ stata pesca per tutti, con la cattura di scardole da 2/300 grammi molto interessanti. Poi e’ scesa la notte per tutti. Visto che ogni tentativo sulle scardole sembrava inutile, abbiamo deciso di tentare i cavedani, sul fondo, con un grammo. Alla prima passata ho attaccato un pesce che mi ha tenuto impegnato 25 minuti ma alla fine e’ entrato nel guadino. Era un cavedano da 1,920 kg! Subito dopo ne ho attaccato un altro che si e’ slamato ed un terzo che mi ha strappato tutto! Sul fondo non c’era piu’ pesca ed allora ho voluto provare a galla, sempre sui cavedani che si vedevano girare sotto il pelo dell’acqua. Ho visto altre tre “fucilate” ma non ci sono arrivato… Alla fine faccio il quarto, piazzamento che mi ha consentito di vincere bene il Titolo, dal momento che Fabio la domenica e’ andato male.”
 
Le tue vittorie a livello nazionale ed internazionale?
“Sono stato Campione italiano individuale nel 2004 e nel 2012. Con quella di quest’anno sara’ la mia 10^ maglia azzurra ed ho vinto due Meeting internazionali con la Nazionale, In Germania ed in Italia.
I miei due Titoli italiani individuali li ho vinti in quelle occasioni in cui siamo usciti dal circuito dei laghetti, location che spesso e’ stata preferita per le indubbie qualita’ logistiche che possono offrire. Nella pesca nelle acque libere mi sento piu’ a mio agio, mi piace di piu’. Molto del merito di questi Titoli li debbo e voglio condividere con i miei accompagnatori, Marco Saccani e Gino Grigoli. Marco credo lo conoscano tutti come agonista, e’ stato anche Campione Italiano individuale e in questi anni mi ha seguito tantissimo in giro per l’Italia e con la Nazionale; Gino e’ altrettanto valido, oltre che amico. Entrambi si alternano, a seconda delle loro possibilita’, e formiamo un team veramente efficiente.”
 
Com’e’ la situazione della Pesca Sportiva ed agonistica per i Diversamente Abili nel nostro paese?
“Quando ho iniziato io eravamo circa 25/30 persone. Purtroppo la pesca per i diversamente abili in Italia non e’ facile ne diffusa, nonostante i tanti sforzi che la Federazione, tramite i vari Responsabili e C.T. che si sono alternati in questi anni, ha fatto per cercare di avvicinare tante persone con disabilita’ a questa splendida disciplina.
Purtroppo, in questi anni, il numero dei praticanti e’ andato diminuendo, vuoi per motivi economici, vuoi per le difficolta’ di accesso a taluni campi di gara; per fortuna talune realta’, come in Mincio, la Lama, la Fiuma a Boretto e qualche altra hanno creato delle pedane estremamente comode e sicure per poter pescare e/o gareggiare con profitto; sul sito della FIPSAS esiste l’elenco di tutte le realta’ dotate di queste installazioni, affinché tutti possano esserne a conoscenza ed usufruirne.
Peccato che rimanga difficile incrementare il numero di disibili praticanti la Pesca e, di conseguenza, l’agonismo, perché la pesca e’ una grande occasione di aggregazione per noi e per chi ha i nostri problemi ed aiuterebbe moltissimo ad abbattere delle barriere psicologiche che spesso il disabile ha verso i normodotati. E poi puo’ dare, come ha dato a me, tantissime soddisfazioni. Voglio anche ricordare e confermare che la Pesca Sportiva e’ uno dei pochi sport che consente di annullare una gran parte del divario fisico con i normodotati.”
 
Spiegati meglio, Giovanni…
“Pensa che io svolgo la gran parte della mia attivita’ provinciale e regionale con i normodotati, e pesco da solo, senza accompagnatore, anche se il regolamenti me lo consentirebbero. Io voglio essere autonomo il piu’ possibile e ci riesco praticamente sempre. Certamente, chi ha un handicap motorio ed e’ obbligato alla carrozzina ha difficolta’ maggiori di accesso ai luoghi di pesca.”
 
Parlami dei materiali tecnici che hai usato nelle finali di Peschiera che ti hanno portato al Titolo italiano…
“Uno dei particolari fondamentali qui a Peschiera e’ la pastura, che oltre che di ottima qualita’ dev’essere legante al punto giusto e lavorare in un certo modo. Io ho fatto un mix di 2 kg di Fondo Pro con 1 kg di Gold Medal White, un composto ad alto peso specifico, legante, che lavora sul fondo e porta i pesci bene in scia. Ho anche incollato un chilo di bigattini con la Rubber e un pacco di ghiaino naturale. Sulla roubaisienne ho montato dei PRO109 da 1/1.5/2 grammi, mentre per la bolognese io preferisco i PRO50. I miei ami per Peschiera sono la serie 2, universale e vero all round, e la serie 30, dal n°20 al 24 per i pesci veramente difficili. Come fili, in lenza uso il Tatanka neutro da 0.115mm mentre di terminali qui ne occorrono da 0.07 mm. fino a 0.11, del Piu’Piu’ per coprire tutte le possibili situazioni.”
 
Grande Giovanni, grande come agonista e campione ma, soprattutto, GRANDE come esempio!
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 10/09/2012 @ 18:52:11, in PESCA AL COLPO, linkato 1080 volte)
A volte il fato.. non si piega
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Oggi ho una gara a coppie, da anni ne faccio davvero poche ma quelle 4 o 5 tra amici se posso le faccio.
Insolitamente questa volta arrivo bello preparato, ieri ero a trote ma la sera mi sono rifatto le montature come credevo giusto.
Ho caricato la sera la macchina quindi ho tutto, faccio colazione e arrivo in anticipo alle 7,20.
Scopro che ho in coppia Giulio, vecchio amico e gran pescatore con cui sono in confidenza da molti anni.
Quindi non ho un personaggio antipatico o difficile da gestire in squadra ma un ottimo pescatore, tranquillo e con cui mi intendo al volo.
Come sorteggio ci tocca un posto decisamente buono sulla carta, un laterale di solito molto buono e infatti fioccano i busoni e i ladri.. simpatici sfotto'.
Infatti io imparo solo ora chi ho in squadra e il picchetto e pure Giulio e' messo cosi, entrambi eravamo in montagna e non abbiamo neppure chiesto nulla come coppia o posti.
Da bravi compagni di squadra decidiamo che Giulio pesca verso l'interno e io tengo l'angolo, Giulio fa sempre gare e pesca e pastura meglio di me e marca meglio il vicino, io tengo l'angolo dove posso pure pasturare un po meno preciso.
Facciamo tutti e due tre montature sulla rouby lunga (bloccata a 13 metri) tra 0,5 e 0,8 grammi, e due montature piu corte.
1 kg di bigatti, il granulare del laghetto, granturco e innesco di lombrichi.
Il lago e pieno 10-12 persone per sponda sulle 4 sponde, di solito mangia meno in tanti e si pensa alla pesca lunga over 11 metri per evitare il caos sulla sponda.
Il lago di boschetto e' famoso piu' per i gatti americani anche molto grossi (le rouby vanno belle robuste!!) e gobbe anche grosse, ma meno, in pratica tutti puntano al gatto.
Il 70% delle persone esce di rouby, il 30% sotto sponda.
Inizia la gara e iniziano i guai attacchiamo da subito dei pesci che si slamano senza motivo.
Le mangiate sono facili, un colpo, due colpi e giu peccato che se tiri al primo colpo con affondo lo slami, al secondo colpo lo slami, sull'affondata decisa lo slami per variare.
Se si attacca da solo lo slami
Salta la prima montatura su una slamata con garbuglio galattico sul rimbalzo della slamata.
Dopo 40 minuti Giulio ha qualche pesce, io zero
Cambio l'amo, 12, 10, 8 cambio tipo di amo e alla fine stabilisco che l'8 dritto va meno peggio degli altri e attacco qualche pesce, pure bello.
Tirano come pazzi i piu grossi, se forzi slami, e un continuo smontare pezzi e rimontarli quando i maledetti tirano troppo e non sempre basta.
Sono gatti da 70 cm e oltre, carpe meno ma da 5 kg anche, un po' ritorno in gara ma iniziano a variare le condizioni.
Il pesce sente meno la pastura (ma in questo angolo lo si poteva supporre) e si sposta, diventa difficile pasturare bene e occorre inseguire i pesci su un fondo che costringe a cambio di cime stante il diverso fondo.
Proviamo a pescare vicini ma rende solo per un po', io passo a due lombrichi e Giulio a lombrichi e mais, mi insegna a pasturare pesante che oggi rende piu' del solito, ci facciamo coraggio e notiamo che gli altri della sponda rallentano, noi andiamo piano ma ci muoviamo e cominciamo a credere di poter rimontare.
Giulio mi istruisce sul gestire i pesci con la cima in acqua (piuttosto fetida), a 2/3 di gara ho tutto in linea e comodo, ma peggiora ancora la mangiata e ricominciamo le slamate.
Nel frattempo si sentono i crack di qualche rouby un po troppo maltrattata, elastici che saltano, rotture.
E due cime che solcano il laghetto dopo un crack, una per fortuna recuperata in gara.
E arriviamo alla meta nell'ultima mezzora come in formula 1, tra rotture e garbugli letali io ho una cima sotto e una fuori, Giulio una sotto e tutto il resto e ai box.
Qui capita che il fato non si piega, non era la nostra giornata, negli ultimi 10 minuti:
Giulio lavora un over 3 kg che se ne va con tutto (e resta con la montatura unica)
Io perdo per motivi ignoti due pesci (belli ma non mostruosi) e su due mangiate prendo un pesce gattino e uno schiccione, 3 etti in due mangiate.
Sul fotofinish non attacchiamo due mangiate (acc!!!!), una a testa.
Chiusa la gara io credevo di essere quarto o terzo, Giulio credeva meglio.
Aveva ragione lui, l'altro esterno fa 35 kg, noi ne facciamo 34. Secondi in recupero con qualche chilo di vantaggiosui terzi.
Non abbiamo avuto uno screzio, ci siamo sostenuti, abbiamo mangiato poi insieme e abbiamo pescato bene, secondo noi
piu che il valore manco il fato possiamo dire.
Nel pomeriggio divertente intermezzo con la gara delle signore, aiutate da un esperto (in genere il marito o compagno, ma non sempre).
Le signore pescano benino in parecchio casi, l'uomo della coppia alla peggio inlama, guadina, slama, pastura.
Arrivano, essendo in meno, a picchi di 20 kg in due ore (la mattina la coppia migliore ha fatto 44 kg, molto sotto i 25 kg in due) con siparietti di cambio aiuto per battibecchi o manifesta incapacita'.
Una bella giornata, con pranzo, assistita dal sole (fin troppo) in cui non possiamo dire di non esserci divertiti.
Pescare tra amici, con un buon compagno e sempre bello.
Non abbiamo vinto da favoriti.. vorra' dire che l'anno prossimo chiederemo stessa coppia, stesso posto anche se non crediamo ci daranno retta.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
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Di Admin G.P.O. (del 14/07/2012 @ 19:28:10, in PESCA AL COLPO, linkato 1999 volte)
SIMONE CARRARO DALLA SPAGNA CON VOGLIA DI RIVINCITA
Articolo di Angelo Borgatti
 
Reduce dal fulminate ed inappellabile successo ottenuto con la Nazionale in Spagna nel recente Europeo di Pesca al Colpo, ho avuto l’opportunita’ di una chiacchierata su piu’ argomenti con Simone Carraro, sicuramente il veterano di una “inedita” formazione Azzurra che ha surclassato un lotto agguerritissimo di concorrenti, tra cui i rivali di sempre della “perfida Albione”, ed ha concesso a lui l’onore della seconda piazza individuale.
Simone e’ da sempre un fascio di nervi, asciutto e agonisticamente vorace.
Insaziabile ed irruento come un felino selvatico, sa di valere tecnicamente tanto e anche se l’esperienza lo ha reso apparentemente piu’ saggio, l’animo esplosivo cova sempre sotto la cenere…
Simone Carraro, da Monza, ha 40 anni ed una passione per la pesca da sempre. Abita a Bologna da circa 15 anni e lavora per l’Azienda Tubertini da 16 anni.
 
Simone, credo nessuno possa negare che tu sia un talento naturale di questo sport, avendo iniziato giovanissimo a calcare i campi di gara, anche ad altissimo livello. Pur essendo ancora giovane tu gareggi ai massimi livelli da altre 20 anni. Vuoi dirci il tuo percorso agonistico?
“Ho iniziato a gareggiare nella societa’ del mio paese, disputando i vari campionati locali. A 14/15 anni sono passato alla Longobardi di Milano, dove sono rimasto 9 stagioni, facendo tutta la trafila dal Regionale Lombardia, allo Zonale e poi all’Eccellenza. Sono poi passato alla Lenza Emiliana, Societa’ in cui milito da ormai una quindicina d’anni, disputando sempre la massima serie.”
 
Simone, questo splendido Titolo europeo a squadre ed il tuo argento individuale segnano il tuo rientro in Nazionale dopo una “sosta” di qualche anno. Un ritorno alla grande…
“Si. Sono uscito dalla Nazionale alla grande, da campione del mondo, nel 2007, e ci sono rientrato quest’anno, come hai detto tu, alla grande con questo Titolo Europeo.”
 
Cosa ricordi di quel Mondiale del 2007?
“Eravamo a Velence, in Ungheria, e io pescai la seconda gara, vincendo il settore da 40. Come Nazionale vincemmo l’oro.”
 
Com’e’ stato il tuo/vostro Europeo, in Spagna?
“Innanzi tutto va detto che il posto in cui abbiamo pescato e’ veramente splendido, un vero paradiso della pesca. Io non c’ero mai stato ma ne ho riportato un ricordo bellissimo. Al di la’ della vittoria, sin dalle prime prove e’ apparso chiaro che potesse essere un Campionato alla nostra portata, vista la congenialita’ del tipo di pesca che si trova nel Rio Guadiana, a Merida. In quel fiume c’e’ una vasta gamma si specie di pesci da competizione, dalle alborelle alle carpe, dai carassi ai barbi. La nostra condotta di gara ha rispecchiato questa ampia possibilita’ di catture con una strategia che ci ha portato a cercare di sfruttare al massimo ogni momento delle tre ore di ogni manche. La nostra partenza e’ stata alle alborelle, presenti con soggetti da 20/30 grammi, da pescare sia a roubaisienne che a canne fisse di media lunghezza. Generalmente abbiamo usato la canna ad innesti, solo Giuliano (Prandi) in prima giornata l’ha fatta con le fisse ed ha avuto ragione. Dopo un’ora o poco piu’ avevamo visto che entravano i pesci di taglia sul fondo fatto a roubaisienne e all’inglese, che si dovevano tenere regolarmente alimentati anche durante il tempo trascorso ad alborelle. Cosi’ abbiamo fatto ed abbiamo vinto bene entrambe le gare.”
 
Visto che abbiamo parlato di tecnica, non possiamo esimerci dal parlare dei materiali che hai impiegato in questa trasferta spagnola…
“La pastura ci e’ stata fornita naturalmente dalla Federazione mentre canne ed attrezzature per ognuno di noi sono stati quelli personali. La mia roubaisienne, naturalmente, era la Evola9000 montata con i kit Evo Carp Slim corredati da elastici cavi Hunter da 2 mm. e da 2.3 mm.
 
Come galleggianti per la roubaisienne, da impiegare con i pesci di taglia, sia io che i miei compagni di Societa’ Giuliano Prandi e Moreno Ravaglia abbiamo scelto il Pro 112, un modello che coniuga molto bene la sensibilita’ con la necessaria robustezza per affrontare pesci anche importanti. Ha un corpo a goccia mediamente allungata, a filo passante interno, con una antenna cava molto visibile innestata su di un pezzo di fibra di vetro che fuoriesce dal corpo. Come madre lenza per queste punte abbiamo impiegato il Tatanka neutro dello 0.18 e come terminali del Piu’Piu’ dello 0.14/0.16 per legare degli ami del n°16 della serie 26.
 
Per pescare le alborelle, nella parte iniziale di gara, le classiche lenze con coroncine di pallini le abbiamo realizzate con del Tatanka neutro dello 0.08/0.09 su cui abbiamo montato dei PRO93, uno specifico modello a corpo raccolto, con deriva in ferro, per la pesca delle alborelle in superficie, visto che l’azione di pesca si esplicava a 80/100 cm. di profondita’.
 
Le nostre canne all’inglese sono state le TMatch2 da 4.50m, sia ad azione M che H, montate scorrevoli con dei PRO350, in penna piena, da 22 grammi. Sui mulinelli abbiamo imbobinato del filo affondante UC6 dello 0.20.”
 
Credo che per tutti quelli che ci leggeranno sarebbe interessante sapere anche qualche schema di lenze che avete impiegato per le roubaisenne…
“Presto detto! La corrente del fiume era pressoché nulla o quasi e quindi sulle punte della roubaisienne abbiamo preparato galleggianti da 0.75/1/1.50 grammi, tarati con un bulk a circa 35/36 cm. dall’asola ed i canonici tre pallini sotto, equidistanti tra loro. Terminali da 30 cm. dello 0.14/0.16. Ad esempio, una lenza da 1 grammo era realizzata con 3 pallini del 9 distanziati tra loro circa 12 centimetri e sopra il bulk di taratura.”
 
Parlato della parte tecnica, raccontami un po’ della parte “umana” di questa esperienza: come hai vissuto questo Europeo?
“Non voglio esagerare nel definirlo splendido. E per vari motivi.
 
Innanzi tutto l’opportunita’ di pescare con altri due miei compagni di squadra come Giuliano e Moreno e’ stata molto importante ma anche i giorni trascorsi con Premoli, Gelli e Bruni, oltre agli altri componenti lo staff sono stati molto positivi, per il bel rapporto che si e’ venuto a creare. Un ringraziamento particolare lo voglio rivolgere poi a Ferruccio Gabba, Andrea Fini e Jacopo Falsini che sono venuti con noi, ci hanno supportato in tutto e ci hanno sicuramente dato un grosso aiuto, non solo tecnico ma anche nelle cose pratiche di tutti i giorni, assoggettandosi ad ogni compito fosse necessario. E sono cose che fatte da campioni del loro calibro assumono un valore doppio.”
 
Non hai menzionato il C.T….
“Ho tenuto apposta Rudy per ultimo, perché a lui voglio rivolgere un plauso particolare. Per me Rudy e’ un grande personaggio; non mi riferisco solo dal punto di vista tecnico ma anche per il carisma che ha e per la carica sportiva ed umana che sa trasmettere.”
 
Anche sull’onda delle polemiche del recente passato sulla composizione della Nazionale, cosa pensi della scelta, audace, operata da Frigieri di far pescare, in una competizione tanto importante come l’Europeo, concedimi il termine, tutte le “seconde linee” della Squadra azzurra, campioni provenienti comunque dai vertici del Club Azzurro, concedendo un turno di riposo ai Campioni del Mondo 2011?
“Io non scopro Rudy ora, naturalmente! Gia’ dal 2007, a Velence appunto, nonostante non fosse C.T. ma frequentasse comunque l’ambiente della Nazionale, avevo avuto occasione di apprezzarne le qualita’ di trascinatore e di carisma. Quest’anno, in cui sono stato richiamato a vestire la maglia Azzurra, ho avuto la conferma di questa sua predisposizione naturale a questo tipo di compito di guida tecnica. Rudy sta cercando di creare un gruppo in cui tutti i componenti si sentano ugualmente titolari e alla pari, superando quegli antagonismi che hanno sempre, piu’ o meno, caratterizzato l’ambiente della Nazionale. Credo che il fine ultimo del C.T. sia proprio questo, far si che tanto chi pesca che chi sta dietro sia orgoglioso di far parte di questo gruppo e se ne senta componente di uguale importanza. Rudy, in virtu’ del risultati da noi conseguiti, canna in mano, nel Club Azzurro, ha avuto il coraggio di fare questa scelta, ha creduto in noi e nel nostro valore. E credo che noi, anche con questo risultato spagnolo, gli abbiamo dimostrato che ha avuto ragione.”
 
Da quanto affermi, viene da pensare che anche nel corso delle prove vi sia stato un atteggiamento differente da parte di tutti i componenti del gruppo…
“Certamente! Pensa che per tutta la settimana, durante le varie prove, non sono mai stati pesati i pesci che pescavamo, a dimostrazione che queste erano veramente prove volte a stabilire le strategie e le scelte migliori e non i componenti della formazione. Con Rudy abbiamo provato una vasta scelta di opportunita’ differenti, e di volta in volta ognuno di noi ha tentato soluzioni diverse su indicazione del C.T. con i tempi e le modalita’ decise da lui. Questa e’ una cosa estremamente importante, sia perché si sono esplorate una vasta gamma di strade, sia perché si e’ venuto creando nel gruppo uno spirito veramente di collaborazione proficua; sono state veramente delle prove tecniche, che hanno consentito un confronto totale tra noi, Rudy e gli altri ragazzi della Nazionale che ci hanno seguito.”
 
Alla luce dei risultati ottenuti da Frigieri, sia con la Nazionale che con il proprio Club, sei d’accordo nell’attribuirgli una indiscussa capacita’ di leggere ed analizzare a fondo i vari campi di gara?
“Ti confermo assolutamente questa cosa. E non solo. Rudy riesce ad indirizzare i suoi pescatori in varie prove, con materiali e tecniche differenti, e sa trarre i risultati e le giuste considerazioni da queste prove. Lui ha anche il grande pregio di saper ascoltare tutti, sia i suoi agonisti che i pescatori locali, e di riuscire a condensare tutto in maniera egregia ed utile al risultato finale. Anche questa e’ una dote naturale, come quella del campione. A me ha fatto tornare la voglia di tornare in Nazionale, voglia che mi era un po’… scesa.”
 
Con questa tua ultima affermazione mi fornisci un’ottimo assist per una domandina punzecchiante, come il mio compito impone: il tuo carattere, in passato, forse ti ha penalizzato, almeno per quanto riguarda la maglia Azzurra. Cosa ne pensi?
“Qualcuno dice che ho un carattere particolare. Io credo che ciascuno di noi abbia il proprio modo di essere. Forse una mia pecca, o il mio carattere, e’ quella di dire le cose che penso in faccia mentre a volte sarebbe meglio tacere. Ma a 40 anni questi aspetti della propria personalita’ di certo non si cambiano. Ed io non verrei neppure farlo…
Probabilmente, in passato, ho pagato anche per questo aspetto del mio carattere.”
 
Il tuo parere sulla scelta tecnica, naturalmente come principio e non in relazione ai nomi…
“A mio avviso puo’ andare bene per creare un gruppo su cui lavorare, con il criterio che Frigieri sta cercando di portare avanti ma andrebbe allargata la rosa delle scelte tecniche, perché alcuni di noi, che frequentano gia’ da tempo il giro della Nazionale, sono costretti, ogni anno, a rimettersi in gioco nel Club Azzurro, in un percorso sempre molto difficile e complesso… Credo che alternare i componenti della Nazionale nelle varie manifestazioni, tenendo conto di questo principio, potrebbe portare solo del bene. E i risultati di questo Europeo, dove sono stati schierati alcuni atleti gia’ con una esperienza internazionale affiancati da altri all’esordio, bene instradati dal C.T. e dalle prove fatte, credo lo possano confermare.”
 
E lo avete vinto alla grande…
“Non sta a me dirlo ma credo proprio di si! Infliggere un distacco di 30 punti alla Nazionale inglese titolare, schierata con i vari Scotthorne, Raison, Gardner, Shipp ecc, e per di piu’ fuori casa, credo sia un risultato inappellabile…”
 
Qual e’ la sensazione di pescare con delle “sponde” d’eccezione come Jacopo, Ferruccio, Andrea…
“Questo e’ il simbolo di quello che vuole fare Rudy: mettere in condizione chi sta pescando in quell’occasione di girarsi e trovarsi dietro qualcuno di cui ha fiducia assoluta. Il sabato la mia sponda e’ stata Andrea Fini, con il quale siamo amici da anni. A un certo punto mi sono girato, gli ho chiesto informazioni, lui mi ha fatto il quadro della situazione; ed io mi sono fidato delle sue indicazioni. Ferruccio era dietro a Stefano Premoli e cosi’ via. La domenica abbiamo cambiato abbinamenti ed e’ andata ancora bene.”
 
Quindi nessun compromesso o scelta dettate dalla appartenenza di Club…
“Assolutamente! Un'altra grande capacita’ del nostro C.T. e’ quella di saper tenere distinte le cose: in Italia siamo avversari sportivi, in Nazionale siamo solo Azzurri, senza Club o sponsor, ma solo italiani.”
 
Torniamo a Simone Carraro agonista. La tua tecnica preferita ed i tuoi campi di gara…
“A me piace pescare in tutti i modi! Sempre! Se proprio debbo fare una scelta, allora dico all’inglese, almeno per quanto concerne le competizioni. Come campi di gara non ho veramente ne preferenze positive ne negative. Li affronto sempre con il medesimo spirito e predisposizione. Ultimamente ho solo qualche remora per Pisa, non perché non mi piaccia, ma perché, dopo, ne risento con la mia spalla che da qualche tempo mi da dei problemi muscolari che debbo risolvere.”
 
Simone Carraro riesce ancora ad andare a pescare “per divertimento” e fuori gara qualche volta?
“Una volta mi piaceva andare a pescare nei miei fiumi, in Lombardia, con la bolognese a cavedani, barbi, pighi, savette… Ora non riesco piu’ a ritagliarmi un po’ di tempo per me. Ma questa e’ la mia vita, tra lavoro e competizioni il tempo non c’e’ piu’ e quindi…”
 
Ti consideri un metodico o un istintivo?
“Certamente un metodico. Ho bisogno di pianificare il piu’ possibile ogni aspetto delle mie gare, indipendentemente dalla loro importanza.”
 
Un tuo parere sulle recenti vicissitudini del terremoto e sui provvedimenti adottati dalla Federazione in merito ai Campionati…
“Sostanzialmente credo sia stato giusto sospendere provvisoriamente le attivita’ minori, visto che tante persone sono rimaste coinvolte piu’ o meno. Al massimo si prolunghera’ un po’ l’attivita’ nell’autunno ma non credo sia un problema insormontabile. Ora, anche come lavoro, pagheremo un po’ questi ritardi ma dovremmo recuperare in seguito.”
 
Simone Carraro ha avuto un idolo nel panorama agonistico italiano?
“Sicuramente Giampiero Barbetta! Da ragazzino lui e’ stato il mio punto di riferimento, come probabilmente lo e’ stato per tanti agonisti di quegli anni. Io ho anche avuto la fortuna di pescarci assieme diversi anni, qui alla Lenza Emiliana Tubertini.”
 
Ti consideri un professionista della pesca agonistica?
“Assolutamente no! In Italia non ci sono professionisti, in questo campo. Nessuno vive solo con i proventi di sponsorizzazioni e vincite delle competizioni. Ognuno di noi ha delle mansioni nell’ambito delle Aziende per cui lavora, io faccio il rappresentante per Tubertini, altri sono consulenti tecnici delle Aziende, altri ancora sono proprio al di fuori dell’ambiente, con attivita’ diverse. Non credo vi siano i margini, soprattutto ora, per un professionismo di questo sport. Al massimo possiamo avere qualche vantaggio sulle attrezzature o sul tempo da dedicare alle prove.”
 
Simone Carraro ha dei rimpianti nella sua carriera agonistica?
“No, nessun rimpianto di tipo sportivo.”
 
Un pregio ed un difetto di Simone Carraro detti da… Simone Carraro!
“Difetti tanti, sicuramente. Uno su tutti essere troppo diretto con le persone. Chi non mi conosce mi reputa forse presuntuoso, che sto troppo sulle mie. Un pregio che penso sia mio e’ di avere troppo cuore.”
 
Un opinione sui media di settore…
“Sicuramente positiva. Il nostro settore e’ cosi’ poco valutato che solo grazie a voi riusciamo ad avere un minimo di visibilita’. Certamente qualche risalto maggiore dei nostri successi, perlomeno a livello internazionale, sui grandi media nazionali sarebbe un ottimo viatico per tutto il settore e di stimolo per tanti…”.
 
Purtroppo, Simone, la pesca agonistica e la Pesca Sportiva in genere sono ritenuti argomenti scomodi da trattare sui quotidiani nazionali, magari sportivi, che, giustamente danno spazi piu’ o meno importanti a tutti gli sport, di qualsiasi livello, compresi quelli praticati da piccolissime nicchie di appassionati, ma nessuno spazio al nostro, nonostante siamo centinaia di migliaia appassionati e svariate migliaia di agonisti…
 
Finiamo con una riflessione sulla tua Societa’, la Lenza Emiliana Tubertini di cui tu sei ormai una delle bandiere che sventolano da piu’ anni. Un bilancio di questi tuoi “primi” quindici anni a Bazzano…
“Cosa vuoi che ti dica… Io credo di essere un componente di una delle formazioni piu’ forti degli ultimi lustri della Pesca al Colpo, socio di un sodalizio di primissimo ordine, che ha investito sempre nel settore agonistico molte risorse, sia umane che economiche, e che ha certamente raccolto meno, in termini sportivi, di quello che poteva raccogliere in relazione a quanto ha investito. La mia Societa’, e l’Azienda che ha alle spalle, e’ stata ed e’ tra le prime, ad alto livello, ad avere puntato su piu’ fronti dell’agonismo, con formazioni forti sia nel settore Colpo che nella Canna da Natante, piu’ indirettamente nella Trota Lago e, ultimamente con successo nel Feeder Fishing, a dimostrazione dell’indirizzo agonistico che muove Azienda e Societa’. Com’e’ stato piu’ volte detto e scritto, anche da te in altre occasioni, credo che noi del Colpo vantiamo un credito notevole con la buona sorte, credito che prima o poi riscuoteremo. Abbiamo vinto sicuramente tanto ma altrettanto avremmo potuto vincere, come Titoli nazionali, se solo la fatalita’ non ci avesse messo spesso lo zampino.
Non voglio stare a ricordare singoli episodi che sono parte del nostro passato ma che ci pesano come macigni.
Voglio solo dire che noi siamo li’, sulla porta della vittoria, da almeno 10/12 anni ed abbiamo portato a casa “solo” due scudetti negli ultimi 10 anni e due Mondiali per Club. Ma la Lenza Emiliana e’ sempre tra le grandissime di questo sport!”
 
IL PALMARES DI SIMONE CARRARO
2001 CAMPIONATO EUROPEO PER NAZIONI – ORO
2001 CAMPIONATO EUROPEO INDIVIDUALE – ARGENTO
2007 CAMPIONATO MONDIALE PER NAZIONI – ORO
2012 CAMPIONATO EUROPEO PER NAZIONI – ORO
2012 CAMPIONATO EUROPEO INDIVIDUALE – ARGENTO
 
5 VOLTE CAMPIONE ITALIANO PER SOCIETA’
2 TROFEI PASINETTI
2 MONDIALI PER CLUB
SVARIATI TROFEI D’ECCELLENZA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 28/05/2012 @ 18:53:59, in PESCA AL COLPO, linkato 2644 volte)
I VECCHI LEONI MORDONO ANCORA, AI LAGHI BOSCHETTO DI BOLOGNA
Articolo di Mauro Maccagnani (sipadan)
 
Dopo tanto tempo vengo coinvolto in una gara a roubasienne al laghetto del Boschetto con gli amici del Guernelli e dei CDC dipendenti comunali, a squadre di tre e
Immemori di alcuni trascorsi (col mio amico Vic avevo vinto la gara qualche volta in passato....) fanno una tris con me, il Vic e un amico.
Ci sorteggiano in angolo della sponda piu’ bruttina (al Boschetto, tra i due laghi lato lago dei bass) e in tanti iniziano a ridere non appena mi presento con l'auto ingombra all'inverosimile.
Caricare l’auto e’ stata una impresa dopo avere perso la pratica di chi fa gare, mi va un pomeriggio per decidere che mettere, sul come ho caricato poniamo un pietoso velo, sembrava un trasloco di un museo.
In effetti non c’era poi tanto
Panchetto in legno massello e pedana, praticamente “a sorpresa” cosa c’era dentro
2 roubasienne, una “storica” e una da carpodromo con pompa autocostruita
3 guadini
Un rullo
3 pali (non si sa mai)
Meganassa
Vaschette varie
Bigatti, mais, lombrichi
Ombrellone
Giacca impermeabile
Stracci
Varie ed eventuali
 
20-25 minuti per il panchetto da livellare, una volta in 3-4 minuti lo centravo, ora tra la regolazione dei piedini (micrometrica) e delle gambe (a scatti) sembra di costruire lo shuttle
20 minuti per rifare al volo 2 elastici (su 3 usati, acc.....) o meglio sostituire il nodo allo stonfo (lo fa il Vic che e’ piu’ pratico….tranne che su quello che giudico perfetto) visto che la rouby e’ nella sacca da un anno
40 secondi per tentare di recuperare una montatura o due e provarle, salvo poi farne un paio al volo
poi apro una stesa di 3 punte (1 a galla) e qualche pezzo della roubasienne vecchia se mangia sotto, ma la pesca “sotto” mi schifa e potevo risparmiare la fatica.
l'ironia raggiunge il massimo quando sul panchetto di legno autocostruito campeggia l'ombrellone prestatomi dal mio amico Strike.
e’ bicolore per l’eta’ e con forellini per l'uso.. ma salvera’ me e i bigatti dall’acqua salvo far pisciare addosso gli astanti per le comiche a inguadinare il pesce con un guadino corto e elastico della rouby cher si riveleranno lunghi per 4 pezzi e corti per 3.
Si vedono molti sorrisetti.... dai vicini
Per fortuna mi aiutano i compagni di squadra coi testoni piu’ grossi perché ovviamente ho montato un guadino piuttosto corto e non trovo piu’ il palo da 3 metri.. che era dentro la sacca della canna messa in macchina perché “minaccia” di piovere.
E a sprazzi piovera’ da terrore.
Il terzo del gruppo fa l'angolo vicino, il Vic in mezzo a 14 metri (pezzo della rouby dietro) pesca piu’ lontano di me che sono a 14.5 tutto fuori .. misteri delle rouby.....
Rouby sul rullino un metro avanti alla pedana, blocco posteriore, filo in tensione
si vedono roubasienne che su 15 metri calano 3 mm, la mia cala almeno 30 cm e ha una conformazione a banana e gia’ si piega con la sonda.
Nb. 10 minuti se ne vanno a montare la sacchettina di rete nuova per fermare i pezzi delle rouby al posto della vecchia forchetta…. Chiave inglese e via con un raccordo, tutte attivita’ da fare sul campo gara che minaccia pioggia .
Pronti, via e sulle altre sponde partono tra uno squasso di pioggia e l'altro.
I sorrisi calano perché abbiamo i gatti americani sotto e con i gatti io e il Vic siamo leoni vecchi ma in forma.
Inizio io con gatti che si auto ferrano con la rouby ferma col filo in tensione , poi visto un classico amo 8 o 10 filo 20 o 18 vengono reinlameti e tirati vicino
qui iniziano le comiche per guadinarli stante l’ingombro dell’ombrellone e l’elastico a questo punto lungo – un 0,14 - fino a che:
1- spacco l'amo
2 - spacco l'amo di nuovo
3 - passo al 20-8 (filo 20 amo 8)
4 - spacco il filo
5 - spacco il filo
6 - spacco l'elastico (il galleggiante stava gia’ insiema dal punto 3 con l'attack) sul mostro di lock ness, suppongo
mezzora di terrore, sembrava di non ritrovare l'acqua, gli altri si rifanno sotto tutti.
All’inizio ho spaccato un amo del 12 o 14, poi tutta la serie di rotture e’ dovuta a pesci davvero potenti che puntano il centro lago dritto , cui e’ difficile opporsi.
Poi obiettivamente delle montature sono del 2007, altre del 2009.. quindi “storiche” ma non avevo ne tempo ne voglia di rifarle.
Prima del 2013 dovro’ rifare tutto, da quando ho lasciato le gare ho regalato un bel po di montature agli amici…
Si vedono molti sorrisetti.... visto che sono ai box e fatico a ripartire e molti si rincuorano
per fortuna l'uomo nell'angolo, al contrario di altri in altri anni (nelle tris ci danno di norma un terzo componente non abilissimo) , fa il suo sporco mestiere e 13 kg quasi li fa alla fine.
Scatta l'ultima ora, sempre a 14,5, sempre una sfiondata ogni 5 minuti si riparte con qualche gobbetta, che fa morale
Perché siano passate visto che pesco sempre a lombrico non e’ dato sapere, ma sono bene accette, forse si fa piu’ peso con le gobbe, che faccio sempre fatica a guadinare perche’ con l’elastico del 16 sono corto.
Ovvio non avevamo uno stonfo di ricambio e la punta della prima ora e mezzo e’ in attesa…fina alla prossima gara. Converra’ che la sistemi a breve.
Poi la classe dei gatti cresce fino a capoccioni grossi e sugli avversari scende un po di paura…. Che sara’ motivata.
riesco a chiudere l'ombrellone (benedetto!!!) e guadino quasi normalmente chiacchierando con gli spettatori..
tanto la meta’ si inlama da sola
sul finale non mangia gran che tranne che per me e il Vic che chiudiamo sul finegara con due pesci in contemporanea..
gravi danni alle montature, galleggianti rabberciati, minuti ai box, ami e montature rotte
se non avessimo avuto lo stop a meta’ gara saremmo primi assoluti, mancano 4-5 kg
pero’ capisco che in molti credono di vincere, io sono convinto di essere davanti ai vicini non di un soffio ma l'altro angolo non lo so
assoluto a 45 kg circa.
Pesano il nostro settore
23 - 23.05 - 24 poi pesano me e il Vic e facciamo quasi 28 kg.. non ci stanno piu’ pesci nella mastella
piu’ quasi 13 del terzo uomo.... bravissimo
PRIMI! dovrei dire di nuovo perche se ho sotto i gatti.... vinco di solito
 
il segreto?
per me che ho pescato a 14,5 fisso pastura con un kg di bigatti quasi continua, pesca con i lombrichi, filo 18 o 20, amo dal 14 o 12 a inizio gara all'8 di fine gara. elastico 14 prima, 16 poi, galleggianti da 0,7 a 0,75 piombati a 30 cm dal fondo.
Ovvio che con una canna da carpe si deve puntare piu’ sulla potenza che sulla rapidita’.
Perché a 14,5 vi chiederete?
Perché a destra il primo dell’altra squadra aveva una 13 e lo tenevo pasturato lungo dove non arrivava, se no forse a 13 si pescava meglio e piu’ veloci.
il Vic che tecnicamente e’ meglio pesca piu’ tecnico e leggero, direi meno appoggiato ma ha una canna vecchia ma validissima, rigida e reattiva.
E ne ha preso come me a grandi linee, rompendo piu’ spesso pero’
il terzo del gruppo pesca sotto con elastico cavo e 25/8 in diretta, 50 cm di acqua... vai di forza.
Il bello di avere una tris di amici e’ che ci si fa forza, si parla, ci si aiuta.
Anni fa abbiamo perso un assoluto sul pesce che mangiava in coppia perché io prendeva a 7 e il mio compagno andava a 14, io lo raggiungevo e lui tornava indietro divertendoci pure poco.
Se invece si e’ affiatati si fa gioco di squadra cercando, nei limiti del possibile di pescare dove tutti arrivano o proteggere l’interno pescando in modo tale da prendere pesci magari mettendo in difficolta’ gli esterni delle altre squadre, in fin dei conti e’ sempre una gara.
Oltre ai premi ho pure vinto che il Vic presto mi rifara’ elastici e stonfo
Speriamo si dimentichino da qui all'anno prossimo, se no dubito ci facciano rifare la squadra di"vecchi leoni"
Il Vic e’ bravo ma tra lavoro, casini e il viaggio a lucci non riesce piu’ a fare tutte le gare per cui va in serie B o C.
Io pesco una volta l’anno e non ho mai, neppure quando lo facevo seriamente, neppure sfiorato di vincere il campionato sociale.
Tecnicamente il Vic ha una canna dell’eta’ del ferro, io una del neolitico e una piu’ vecchia.
Quindi i “vecchi” piu’ per l’eta’ per questo.
Sul “leoni” in effetti questa gara la vinciamo ogni tanto, specie se passano i gattoni.
 
per quanto in societa’ dipendenti comunali siamo quasi giovani
 
visto che nessuno credeva usassi di solito la roubasienne una volta l'anno sono venuti a vedere e nella sacca c'era il biglietto del 2011......
 
negli anni "belli" nel pomeriggio sulla gara di briscola vincevamo qualcosa, ma quest'anno il culo si e’ estinto in mattinata e non vedendo briscole ci eliminano.
Ci accontentiamo del pezzo di prosciutto, salsiccia e pasta e ci diamo appuntamento, male che vada a giugno 2013, sperando nel caso che l’ombrellone resista un altro anno.
 
Articolo di Mauro Maccagnani (sipadan)
 
 
 
MAPPA INTERATTIVA DEI LAGHI BOSCHETTO DI BOLOGNA
 
 
  

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 09/05/2012 @ 19:00:22, in PESCA AL COLPO, linkato 1839 volte)
DOMENICA DI SUCCESSI PER LA GARISTI DARIO TUBERTINI DI FERRARA
6 MAGGIO 2012, CAVO LAMA E OSTELLATO
Articolo di Angelo Borgatti
   
Quella del 6 maggio scorso è stata certamente una domenica molto positiva per i colori della Garisti Dario di Ferrara; due formazioni del sodalizio estense, infatti, sono salite sui podi del Trofeo di serie B Emilia Romagna Est e del trofeo di serie C Promozionale di Ferrara.
   
Cominciamo dalla vittoria al fotofinish nella prima prova del Regionale E.R Est 2012 disputata sui campi gara di Ponte Ascona/Ponte Ceccona e Ponte Ferro/Ponte Samice, naturalmente in Cavo Lama (Mo).
Mirco Campanella, Michele Sitta, Felice Bortolini e Balboni Giuseppe hanno scritto il proprio nome e quello della Garisti Dario nella cronaca di tappa, come prima formazione assoluta di giornata grazie agli 8 punti complessivi realizzati sul difficile campo di gara modenese. Determinante per salire sul gradino più alto del podio anche il primo assoluto realizzato da Mirco Campanella a Ponte Ascona con oltre 6600 punti, frutto di una bella pescata a roubaisienne a 13 metri ma con alcune particolarità. Questo peso importante ha consentito alla Garisti Dario di prevalere per il maggior peso, a parità di piazzamenti, sulla seconda classificata del Circolo Il Pescatore.
E’ dello stesso Campanella il racconto della sua gara: “Sono stato sorteggiato al n° 8 dell’ultimo settore. Ho fatto un piccolo fondo di pastura con un mix di Fondo Big gialla Tubertini ed Hi Pro Carp Van den Eynde, posate a scodella sulla linea della 11.50 e due piccole palline di bigattini incollati al Quarzo naturale Tubertini con della arabica Rubber sotto la punta a 13 metri. La partenza non è stata esaltante e sotto la punta, come si pesca di solito in Lama, non ho visto un segno di vita. Ho tentato allora la carta di allungarmi almeno un metro in fuori, con poco appoggio, ed ho iniziato a vedere delle mangiate con una certa regolarità di bei carassi. Ho alimentato con regolarità ma senza forzare, con piccole palline di bigattini in colla e sporadicamente di pastura, sempre più corta. I pesci sono rimasti quasi tutta la gara al limite della zona pasturata ma hanno continuato a mangiare.”
   
Vuoi dirmi quali materiali hai usato per la tua pescata?
“Avevo preparato delle lenze da 0.50 a 2 grammi con dei Pro 97 montati su delle linee dello 0.12 del PiùPiù di Tubertini. I finali che ho montato sono stati degli spezzoni di PiùPiù di 20cm. dello 0.10 che legavano degli ami del 18 e del 20 della serie 2.”
   
E’ la volta della formazione che si è classificata seconda nella concomitante 1^ prova del Trofeo di serie C Promozionale della FIPSAS Ferrara. La gara si è svolta sul Campo Vecchio di Ostellato, nel tratto finale, ed è stata una gara prevalentemente svolta all’inglese. Dalle parole dello stesso Dario, titolare del negozio Dario Pesca Sport il racconto della bella gara dei suoi “ragazzi”, che di Ostellato conoscono veramente gran parte dei segreti.
“Innanzi tutto è giusto ricordare i nomi dei componenti la squadra che ci ha dato questa bella soddisfazione. Sono tutti agonisti di grande esperienza, che hanno calcato campionati anche di serie superiore ma che, per motivi di comodità e contenimento dei costi, hanno deciso da qualche anno di gareggiare vicino a casa ma senza diminuire il proprio impegno: Gianni Morelli, Adamo Corsi, Michele Ardizzoni e Adriano Leprotti.”
   
Il campo di gara di Ostellato è nell’occhio del ciclone in questi tempi per la resa a ritmi ridotti. Com’è stata impostata la gara di Ostellato dai tuoi uomini?
“I ragazzi hanno deciso una tattica piuttosto aggressiva, alla ricerca dei pesci di taglia, che ad Ostellato ci sono e possono stravolgere spesso il risultato della gara. La gara l’hanno impostata esclusivamente all’inglese, sulla lunga distanza, pasturando con un mix di Fondo Big Tubertini gialla per carassi con della Catch di Van den Eynde per scurirla e farla lavorare in fretta. Dentro hanno messo anche qualche bigattino stirato. Come match rod hanno montato delle T Match e delle T Match2 da m. 4.50, su cui hanno montato i nuovi Pro 110 e i classici Pro 33 con il fischione da 25/30 g. Come ami noi scegliamo la Serie 26 di Tubertini nelle misure 14/16 per innescare anche un fiocco di bigattini presentato appoggiato sul fondo, nella zona pasturata.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 09/05/2012 @ 18:27:07, in PESCA AL COLPO, linkato 1806 volte)
LA CREVALCORE TUBERTINI SUL PODIO NELLA COPPA ITALIA 2012
CAVO LAMA, 1 MAGGIO 2012
Articolo di Angelo Borgatti
  
Il primo di maggio, sul Centrale del Cavo Lama, si e tenuta la prova unica che ha attribuito la Coppa Italia 2012 di Pesca al Colpo. Un Cavo Lama un po sotto tono, probabilmente anche per l'improvvisa recrudescenza di maltempo dopo una settimana dalle temperature quasi estive, ha messo a dura prova i quasi 200 agonisti qualificati allo svolgimento della gara modenese. Un campo di gara dalla scarsa pescosita' ha messo in risalto le capacita' di agonisti esperti ed affermati come quelli del Team Crevalcore Tubertini che, giocando quasi in casa, hanno saputo realizzare sole 10 penalita' complessive; accanto alla classica pesca a roubaisienne, quella del primo maggio e stata una gara spesso giocata anche con la tecnica inglese, svolta presso la sponda opposta o sulla tre quarti del canale.
  
Daniele Barbieri: ero in prima zona e la mia gara e stata tutta all'inglese perche' sulla roubaisenne non c'era pesca. So che in 3^ e 4^ zona invece hanno preso i carassi anche con la canna ad innesti. Io faccio il primo con meno di 1700 punti frutto di una ventina di carassietti pescati con pazienza vicino alla sponda opposta, con un Galleggiante Tubertini PRO 69 da 14g montato su di una T-Match Elite da 4,50m. Come pasturazione ho impiegato la Tubertini Gold Medal Yellow e Gold Medal Brown in parti uguali, preparate molto morbide per farle lavorare a mezz'acqua.
Oltre a me la squadra era composta da Matteo Zuccherin (sesto), Gianluca Melloni (primo) e Livio Ceroni (secondo) che hanno alternato inglese e roubaisienne.
  
Articolo di Angelo Borgatti
  

 
  
  

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 23/04/2012 @ 17:11:28, in PESCA AL COLPO, linkato 1591 volte)
OTTAVO TROFEO AIL 2012, LA LENZA ROMAGNOLA VINCE ANCORA
14 APRILE 2012, CANALE DI ANITA
articolo di Angelo Borgatti
  
Facile il titolo per questo pezzo sulla bella manifestazione di solidarieta' promossa dalla Lenza Romagnola Tubertini di Alfonsine (Ra), giunta quest'anno all'ottava edizione.
Facile perche' gli amici romagnoli hanno vinto anche quest'anno, bissando il successo del 2011, la manifestazione sportiva ma, soprattutto, hanno vinto per l'ottava volta la scommessa di raccogliere fondi per una causa tanto nobile come quella dell'AIL (Associazione Italiana per la lotta alle Leucemie).
Sabato 14 aprile, nonostante le condizioni meteo poco concilianti con un evento sportivo all'aria aperta come una gara di pesca, nonostante la scarsa pescosita' del canale, nonostante la concomitanza in calendario con la prima prova del Trofeo d'Eccellenza Nord e ben due prove di campionati provinciali vari che hanno forzatamente tenuto lontano da Anita molti potenziali partecipanti, Maurizio Randi e soci hanno schierato 44 concorrenti nel tratto di Circondariale Sud Est a cavallo del chilometro 2.
Per fortuna, Qualcuno lassu' in alto ha voluto benedire la nobile causa che ci ha portato sul canale ferrarese, mantenendo chiuse le cataratte del cielo e le finestre del maestrale, nonostante tutte le previsioni meteo dei giorni precedenti consigliassero di starsene al calduccio e all'asciutto in casa, pensando ad altro; cosi' ne e' uscita una mattinata fresca ma tutto sommato accettabile, senza una goccia di pioggia e con un vento affrontabilissimo per chi abituato alle bizze di Anita e del suo Eolo.
Meno ottimale la situazione della pescosita' ma, daltronde, si poteva benissimo immaginare che non sarebbe stata una mattanza ma una ricerca esasperata di qualche tocca. Programmata a tecnica libera, per la maggioranza la prova e' stata da subito quasi esclusivamente una gara all'inglese ma non sono mancati quelli che hanno tentato la carta roubaisienne, almeno ad inizio gara, per cercare una mangiata per poi ripiegare presto sulla canna di origine britannica. Come linea di pesca con i waggler, la maggiormente gettonata e' stata quella sulla tre quarti del canale, nel punto di massima profondita' (si fa per dire!!!), pasturata, a seconda delle varie opinioni, con mix di terre e pasture varie o con palline di bigattini incollati con ghiaia, sempre in modeste quantita' e con la massima precisione possibile, per non saziare i pochi pesci presenti.
Sono usciti generalmente numericamente pochi esemplari ma spesso di taglia notevole, sia carassi che breme, che hanno fatto lievitare i pesi in maniera quasi normale per qualsiasi altra gara, non fosse altro che quasi sempre questi pesi sono il frutto di 2/3/4 catture nell'arco delle tre ore.
Il maggior peso assoluto di giornata e' stato fatto registrare da Gianni Pezzoli del GPO Tubertini, che e' stato sorteggiato al primo picchetto del campo gara ed ha regolato tutti con 5300 punti frutto di una decina di pesci circa. Altri vincitori di giornata sono risultati, nell'ordine, Sergio Lama della Bagnacavallese, Luciano Pasini della Lenza Romagnola Tubertini, Claudio Ianniciello del GPO Tubertini di Bologna ed ancora uno dei padroni di casa della Lenza Romagnola Tubertini, Aldino Faccani. Per tutti costoro il sapore della vittoria ha assunto anche il sapore, ben piu' tangibile, di prosciutto stagionato, il classico premio in natura che questa gara riserva a tutti i vincitori di settore; premi in natura di vario genere anche per i classificati fino al quarto posto di ogni settore.
Tra le squadre, come detto, la Lenza Romagnola Tubertini (Luciano Pasini, Aldino Faccani, Giovanni Fantini e Damer Dal Pozzo), con 14 penalita' complessive bissa il successo del 2011, dimostrando una perfetta conoscenza delle acque di casa. Seconda piazza, con 16,5 punti, per gli Amici per la Pesca di Bologna mentre la Bagnacavallese di Frulloni e company salita sul terzo gradino del ideale podio per squadre. Al termine, come da copione, tutti a pranzo alla Festa del Cacciatore e del Pescatore di Borgo Fratti di Alfonsine, l'evento annuale che promuove tutta la manifestazione di raccolta fondi pro AIL in collaborazione con la locale Associazione di cacciatori.
Operatore al computer d'eccezione nella persona di Antonio Fusconi, notissimo membro del Settore nazionale Acque Interne e G. di G. nazionale dei massimi campionati di Pesca al Colpo.
Arrivederci all'edizione 2013, con la speranza di una partecipazione ancora maggiore per raccogliere un contributo economico ancora maggiore da offrire a tutti coloro che, meno fortunati di noi, sono seguiti ed assistiti dall'AIL.
  
articolo di Angelo Borgatti
 
 
 
 
 
  
  
 
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 10/04/2012 @ 17:18:33, in PESCA AL COLPO, linkato 2390 volte)
QUARTO MEMORIAL MARCEL VAN DEN EYNDE 2012, CONCLUSIONI
Articolo di Angelo Borgatti
  
Lo scorso 1° aprile ennesima festa della pesca, della Tubertini e del marchio Van den Eynde, con la quarta edizione del Memorial che ricorda il grande campione belga, le sue vittorie, le sue famose pasture e la grande amicizia che lo legava a Lele Tubertini e alla sua famiglia. Come in tutte le altre tre precedenti edizioni, erano presenti la figlia del campione belga, Michelle, e il CT della Nazionale olandese e grande collaboratore della Azienda, Jan van Schendel.
 
Grande apparato organizzativo e scenografico messo in campo dall’Azienda di Bazzano, che si è avvalsa, come consuetudine, della impagabile opera dei soci del G.P.O. Tubertini, della PescaSport Ferrara Tubertini e della Garisti Dario Tubertini; splendido il colpo d’occhio dei campi gara e del raduno con la moltitudine di striscioni presenti, le bandiere al vento (e quest’anno ce ne è stato davvero tanto!!!) e la pennellata di giallo offerta dai 1075 secchi con il logo Tubertini corredati di due sacchi di terre e pasture Van den Eynde fatti trovare sul picchetto ad ogni agonista iscritto.
 
Immenso il campo di gara, comprendente Ostellato Covato, Ostellato Vecchio, la Valle S. Camillo (ex Cavalli) ed il Po di Volano a Medelana e fisicamente durissimo, il lavoro dei tanti volontari che hanno predisposto il campo di gara e contribuito ad allestire la grande esposizione di materiali Tubertini e Van den Eynde per la pesca al colpo ed il feeder fishing, coordinati da Buzzoni, Minghelli, Landi e compagni, nell’amplissimo capannone messo a disposizione all’interno della Zona Industriale di S. Giovanni di Ostellato, sede di raduno e premiazione
 
Per quanto riguarda l’organizzazione, non si può evitare di sottolineare l’ottimo successo della modalità d’iscrizione, elettronica tramite un sito internet dedicato, che, a mio parere, è stata l’antesignana di una rivoluzione tecnologica a cui il mondo della pesca sportiva agonistica non può e non deve sottrarsi e alla quale la stessa Federazione dovrebbe adeguarsi in futuro. Potersi iscrivere direttamente, tramite un accesso specifico per ogni sodalizio, senza interferenze esterne, immettendo direttamente i propri nominativi e le coordinate bancarie del versamento per la propria iscrizione, hanno rappresentato un miglioramento organizzativo di non poco conto, oltre che una maggior fluidità in tutte le operazioni di sorteggio ed abbinamento, che hanno consentito un miglior deflusso dei concorrenti dal luogo di raduno, una delle problematiche maggiori riscontrate nell’edizione 2011. Anche la scelta di distribuire separatamente tra le varie categorie e campi gara i cartellini per i posti gara ha rappresentato una migliore gestione degli oltre mille partecipanti a questa immensa festa della pesca.
Certamente qualche sbavatura è rimasta, ma ben poca cosa rispetto alla immensa mole di lavoro organizzativo che una manifestazione di questo genere necessita e credo si possa affermare che il lavoro dei tanti soci di GPO Tubertini, PescaSport Ferrara Tubertini e Pescatori Dario Tubertini impegnati per l’occasione, coordinati dal Presidente del GPO e Direttore di Gara Fabrizio Rizzatti, oltre che da Gabriele Lavezzi della PescaSport e Fabrizio Menegatti dei Pescatori Dario, sia stato di ottimo livello e meriti un plauso speciale. Precisa e puntuale anche l’opera del Giudice di Gara nazionale Luciano Benassi, ottimamente coadiuvato per l’occasione dai G. di G. Paolo Bettella di Padova e Odoardo Piggioli di Bologna, che sono riusciti ad ottenere ed elaborare tutti i dati necessari per le premiazioni finali in tempi ragionevoli rispetto alla mole di partecipanti. Forse su questo aspetto, su cui sta già lavorando l’organizzazione, si potranno ottenere dei miglioramenti nell’edizione 2013 del Memorial.
 
Fatte le giuste e doverose celebrazioni dell’organizzazione, è d’obbligo parlare dello svolgimento della manifestazione dal punto di vista agonistico. Il lotto dei partecipanti era diviso sui vari campi gara a seconda della loro provenienza agonistica: a Medelana erano schierati i partecipanti al Trofeo Eccellenza Centro integrati da alcune squadre di concorrenti generici per completare i 100 posti del campo gara; ad Ostellato Covato era schierata la quasi totalità delle compagini dell’Eccellenza Nord, oltre ai giovani ed individuali, mentre nel Campo Vecchio erano disposte tutte le altre formazioni che hanno voluto essere della partita; nel nuovo campo gara della Valle S. Camillo (ex Cavalli), si è invece svolta la corrispondente gara a feeder fishing, che ha visto schierato buona parte del gotha di questa nuova specialità del panorama agonistico italiano, a cominciare dal C.T. della Nazionale, Mario Molinari, diversi componenti della formazione Azzurra, l’accompagnatore Azzurro Verter Bergonzoni oltre a tanti altri simpatizzanti della tecnica anglosassone. (Per questa parte della competizione vi rimando allo specifico articolo sempre nelle nostre news).
 
Tornando alla competizione di Pesca al Colpo, va detto che le condizioni meteo hanno notevolmente influenzato tanto le tecniche impiegate che la pescosità del Circondariale, che è stata generalmente piuttosto bassa. Una perturbazione accompagnata da un forte vento di bora ha flagellato per tutta la giornata il campo di gara, abbassando drasticamente le temperature, fino al giorno precedente quasi estive; la specialità che mediamente ha risentito meno dello stravolgimento meteo è stata proprio quella del feeder fishing, tecnica che riesce meglio a sopperire ai gravi disagi che il forte vento provoca tanto alla pesca con la roubaisienne che all’inglese, consentendo una migliore presentazione dell’esca sul fondo ed una meno gravosa percezione delle mangiate. Per tutti gli altri è stata spesso una sofferenza tentare di impostare una corretta pasturazione ed una efficace azione di pesca; per la maggioranza dei concorrenti la tecnica prevalentemente usata è stata quella all’inglese, dal momento che mantenere correttamente in pesca le lunghe canne ad innesti era in certi momenti veramente impossibile. In generale i campi gara di Ostellato hanno risposto in maniera scarsa e non sono mancati i cappotti, ed in certi tratti del Campo Vecchio sono stati addirittura predominanti. Decisamente meglio il rendimento del Po di Volano, con pesi mediamente migliori rispetto al Circondariale, anche se molto lontani da quanto fatto registrare solo il week-end precedente nel corso delle due prove di Club Azzurro. Acqua piuttosto veloce e pesca più difficoltosa hanno accompagnato per tutte le tre ore i cento concorrenti qui schierati.
Dopo i successi di formazioni appartenenti all’Elite nord, quest’anno è stata la volta di una squadra partecipante al prossimo Trofeo A3, Il Gambero Milord di Reggio Emilia, che ha vinto la kermesse con sole 4.5 penalità realizzate da Domenico Nizzoli, Gino Bacci, Loris Macchiavelli e dall’ucraino Sergheij Burdak. Piazze d’onore per Amo Santarcangiolese ed Oltrarno.
Prima delle formazioni targate Tubertini la vincitrice dell’edizione 2011, la formazione B della Lenza Emiliana, composta da Marco Corazza, Andrea Polesi, Mauro Belloni, integrata dal Campione Italiano 2011 Moreno Ravaglia. Per loro la busta n°5 della premiazione finale assoluta, officiata per intero dal “padrone di casa” Glauco Tubertini in compagnia di Michelle e Ian, che hanno consegnato i prestigiosi trofei e premi in materiale da pesca Tubertini a tutti i primi classificati di ogni categoria.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
INTERVISTA A GLAUCO TUBERTINI
Glauco, sei fisicamente molto provato…
Assolutamente si! Sono, anzi siamo, in piedi dalle quattro di stamattina, oltre al lavoro di ieri per allestire il campo gara, la mostra qui al raduno, e tutto quanto concerne lo svolgimento della manifestazione. In più ho anche pescato e il vento ed il freddo di oggi ci hanno provato fisicamente ancora di più.”
 
Sei soddisfatto di questo 4° Memorial Van den Eynde?
“Molto. Ogni anno le cose vanno meglio dal punto di vista organizzativo. Quest’anno eravamo oltre 1000. Innanzi tutto voglio ringraziare i Presidenti delle tre Società che hanno gestito il Memorial, con Fabrizio Rizzatti del GPO in testa; ma tutti quanti i presenti sono stati all’altezza della situazione: i concorrenti hanno capito lo spirito della giornata ed anche voi dei media state svolgendo un lavoro eccezionale per tutto il movimento. Sono anche molto soddisfatto del innovativo sistema di iscrizione elettronica che abbiamo adottato e che ha consentito di ovviare a molti degli inconvenienti registrati lo scorso anno. E’ il frutto del lavoro di Rizzatti padre e figlio ed è giusto menzionarlo. Anche gli amici Michelle e Jan sono molto soddisfatti dello svolgimento di tutta la manifestazione.”
 
E il prossimo anno?
“Faremo certamente il 5° Memorial Van den Eynde! Sperando che non ci sia la Bora…”
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 04/04/2012 @ 18:50:39, in PESCA AL COLPO, linkato 3757 volte)
FERRUCCIO GABBA, UN UOMO, UNA LEGGENDA
Articolo di Angelo Borgatti
Una lunghissima chiaccherata con un uomo che, a soli 44 anni, da anni e' una leggenda del nostro Sport che si perpetua con impressionante regolarita'.
Ne esce il ritratto innanzitutto di un uomo, con le sue debolezze e le sue genialita', semplice e disponibile, che unisce il moderno pragmatismo ad una sensibilita' insospettata
Uno stratosferico 1,87 nel 2011, miglior risultato del quinquennio 2007/2011 dopo il fantascientifico 1,74 del 2009, ed una incredibile media di 2,20 negli ultimi cinque anni, hanno portato alla proclamazione di Ferruccio Gabba Mister Rendimento Nord 2011, titolo simbolico ma non troppo che appende nella propria bacheca personale per l'undicesima volta nell'arco della sua carriera.
Questa classifica individuale, redatta dal grande Stefano Bastianacci tenendo conto dei risultati conseguiti nelle varie gare del Trofeo d'Eccellenza e delle finali del Campionato Italiano per Societa', giustamente parametrate alla difficolta' di ogni campionato, si puo' giustamente dire che definisca il miglior agonista in senso assoluto, visto l'alto numero di dati presi in considerazione ed giustamente presa a riferimento per valutare il merito agonistico di ogni garista.
Entrare a far parte di questa graduatoria gia' di per se e' una importante soddisfazione, raggiungere la magica prima serie e' un obbiettivo alla portata di una cerchia ristretta mentre la vetta e' il miraggio di ogni agonista.
Ferruccio Gabba, in questi suoi primi 25 anni di agonismo ha mantenuto una costanza di rendimento impressionante.
In una carriera costellata di successi come quella del campione reggiano, da quasi 20 anni colonna inamovibile della Nazionale e leader indiscusso della Lenza Emiliana Tubertini da almeno tre lustri, la componente fortuna ha giocato un ruolo veramente minimo, pressoche' nullo, a meno che non vi si vogliano ascrivere le grandi doti naturali, innate, del campione.
Iscrivere il proprio nome piu' volte al vertice di questa graduatoria equivale ad entrare nella leggenda dell'agonismo Colpo del nostro Paese. E Ferruccio di questa leggenda e' gia' protagonista da tempo.
Ferruccio, dopo aver conseguito il titolo di Mister Eccellenza 2011 e vice Amo dOro 2011, sei appena stato eletto, per l'undicesima volta, Mister Rendimento nella Pesca al Colpo, ossia sei stato l'agonista che ha realizzato la media di risultati piu' bassa, considerando tutti i piazzamenti nelle maggiori competizioni nazionali in un arco di cinque anni. Sei conosciutissimo, naturalmente, nell'ambiente per le tue caratteristiche sportive e i risultati conseguiti in una carriera lunghissima, ma sicuramente lo sei meno, per il grande pubblico, per i tuoi aspetti umani. Cerchiamo, allora, di indagare un po nella tua vita, per capire com'e' l'uomo Ferruccio Gabba
Sono nato nel'68, in provincia di Reggio Emilia. Ho frequentato l'Istituto Tecnico Agrario con l'obiettivo di proseguire lattivita' di mio padre, che ha una azienda agricola. Poi, la mia passione mi ha portato ad intraprendere un'altra strada e eccomi qui.
Sono sposato con Simona ed ho due figli maschi di 16 e 9 anni, che giocano a calcio. Ho iniziato a pescare prestissimo, nei canali della bassa padana, portato da mio padre. Fino a qualche fa, oltre alla pesca non avevo nessuna passione; ultimamente, grazie ai miei figli, mi sono avvicinato al calcio giovanile, che a questi livelli ancora uno sport bellissimo, integro, pulito. Come passione, a cui purtroppo dedico poco tempo, ho quella della Natura e la sua osservazione in generale, il comportamento degli animali, i fenomeni naturali. Se potessi trascorrerei ore ad osservare la schiusa di un insetto, il modo di comportarsi di un gatto o di un coniglio, la vita che c'e' in un corso d'acqua
La vittoria che ricordi con maggior piacere
Sicuramente il primo Campionato del Mondo a cui ho partecipato, nel 93 in Portogallo. Avevo 25 anni e mi ricordo l'emozione di pescare in Nazionale con personaggi del calibro di Trabucco e Barbetta. Con me c'erano Luigi Sorti, esordiente come me, e Umberto Ballabeni, alla sua seconda esperienza ma alla prima come titolare. Ci sentivamo un po reclute tra i veterani e le aspettative erano relative perche' gli anziani temevano l'effetto emotivo della prima volta. Alla fine noi burbe terminammo il Mondiale nelle prime posizioni individuali e vincemmo anche il Mondiale!
Tuo padre, Maurizio, e' stato un grande di questo sport, piu' volte Azzurro e campione del Mondo a Strasburgo. Essere figli d'arte cosa significa nel nostro sport?
Nei primi anni i vantaggi sono stati enormi, sicuramente. Quello che mi ha insegnato lui e' stato tantissimo e mi ha permesso di guadagnare moltissimo tempo. Se avessi dovuto imparare tutto da solo ci avrei impiegato chissa' quanti anni. In certe occasioni, all'inizio, poteva essere anche una presenza ingombrante, perche' era lui che dettava la strategia della gara e le impostazioni. Ai miei esordi ad alto livello abbiamo pescato assieme, all'Oltrarno di Firenze, per diversi anni ed era lui che determinava le scelte ed io mi dovevo adeguare. Questo condizionamento durato per diverso tempo, almeno fino a quando lui ha gareggiato ad alto livello; debbo ammettere, comunque, che tantissime volte siamo stati in sintonia nelle decisioni. Ora, naturalmente, lui mi da sempre una grossa mano ma il suo un ruolo e' piu' defilato, ovviamente.
Tu hai iniziato giovanissimo a gareggiare, anche ad alto livello. Vogliamo rammentare le Societa' in cui hai militato?
Il mio primo sodalizio stato la Pennelli Cinghiale di Boretto, che purtroppo ora non esiste piu'. Con loro ho iniziato disputando le gare dei Pierin Pescatori e qualche gara minore. Sono poi passato alla Pasquino di Reggio Emilia, con i cui colori ho disputato la mia prima gara di Eccellenza, a 15 anni, nell'83. La ricordo come se fosse stata ieri: eravamo a Firenze, al Cimitero, e a spalla avevo un certo Adriano Fumagalli, un mostro sacro! Si pescava con le canne fisse e le barbarine, a cavedani. Ricordo che ne presi uno, piuttosto bello, che, per l'emozione, mi cadde di mano e fini' in acqua! Riuscii comunque a fare il quarto con alcuni cavedani, battendo il grande Adriano. E tutt'ora, quando ci vediamo, me lo ricorda ancora!
Dopo qualche anno alla Pasquino, nell88/89 passai all'Oltrarno con mio padre, a quei tempi al vertice della sua carriera. Pescavamo in squadra con Renzo Tinarelli, di Bologna, ed Andrea Collini. Sono rimasto per sei stagioni a Firenze, poi, nel 95, sono approdato alla Lenza Emiliana.
Probabilmente siete stati tra i primi ad espatriare fuori provincia. Sino a quegli anni l'agonista tendenzialmente rimaneva ancorato alla propria citta' o al proprio territorio. Voi avete rotto questa tendenza
Hai ragione, probabilmente siamo stati dei precursori in questo senso. Eravamo agli albori del passaggio da un agonismo dilettantistico ad una sorta di simil professionismo. Il termine forse un po eccessivo ma puo' rendere l'idea. Dopo un paio di stagioni Tinarelli smise ed arrivo' allOltrarno un personaggio del calibro di Verter Bergonzoni Ricordo con molto piacere quegli anni, in cui vincemmo parecchio. Nel 94, poi, mi sono sposato e nel 95 sono passato alla Lenza Emiliana.
Quando arrivasti a Bazzano avevi gia' un contratto di collaborazione con Tubertini o eri solo un agonista?
Per i primi 5/6 anni fui solo unagonista. In quegli anni alla Lenza c'era ancora Giampiero Barbetta, con il quale ho pescato fino alla fine degli anni 90 circa.
Agonisticamente ti consideri un metodico o un istintivo?
Sicuramente un metodico. Per me la preparazione di una gara estremamente importante. Generalmente provo molte soluzioni e quando decido una impostazione quella rimane, per tutta la gara. Molto difficilmente cambio le mie decisioni durante lo svolgimento della gara. Cerco di capire prima quello che e' giusto fare, piuttosto che decidere distinto durante la competizione.
Esistono tanti pescatori istintivi, anche di altissimo livello. Il primo che mi viene in mente Umberto Ballabeni, mio compagno di squadra. Lui la gara la decide spesso durante la gara stessa, in base alla sua evoluzione. Ritengo che Umberto sia uno dei piu' grandi pescatori istintivi che io conosca; le prove per lui hanno valore relativo, lui sente quello da fare durante. Io sono diametralmente opposto a lui come mentalita'. Io cerco di pianificare ora per ora la mia gara, in relazione a quanto ho visto durante le prove, al comportamento dei pesci, al tipo di pasturazione, alle esche da impiegare. Solitamente poi mi tengo una alternativa. Siamo arrivati ad un livello tale, ormai, che se devi impostare durante la gara la tua strategia, quasi sempre sarai perdente rispetto a coloro che hanno fatto le scelte giuste sin dall'inizio. Fino a qualche anno fa forse riuscivi a girare una gara nata male, oggi se sbagli l'impostazione non recuperi piu'.
Questo forse va a discapito del'listintivita' del pescatore, del suo senso dell'acqua
Probabilmente si, ma la pesca agonistica e' sempre piu' paragonabile agli altri sport: se non fai programmazione, se non hai una organizzazione tecnica e una preparazione adeguata, anche fisica, difficilmente puoi arrivare ad alti livelli.
Vuoi dirmi che ti sottoponi anche ad una preparazione atletica per affrontare l'annata agonistica? Arriveremo ad avere anche un preparatore atletico, almeno nelle squadre di alto livello?
Fino a qualche anno fa non avevo alcun problema. Negli ultimi anni, anche per l'insorgenza di qualche acciacco a livello di articolazioni, durante l'inverno faccio un po di allenamento. Nell'inverno, quando si pesca meno, anche il tono fisico un po cala, quindi e' necessario rimettersi un po in sesto per affrontare poi decine di gare che sono impegnative anche fisicamente. Non credo che si arrivera' fino al preparatore atletico ma ti posso assicurare che sempre piu' la preparazione fisica conta e contera' anche nella pesca, soprattutto in certi tipi di manifestazioni. Se pensi che in una finale di campionato italiano o in un mondiale si e' sottoposti ad uno stress psico fisico per almeno tutta la settimana precedente, puoi capire come l'integrita' fisica e psicologica siano determinanti per avere la concentrazione giusta per capire le strategie migliori da mettere in atto
Esiste uno stress da troppa pesca per chi ai tuoi livelli?
Certamente! Non saremmo normali se non lo sentissimo. Personalmente il mio affaticamento maggiore determinato dalla lontananza dalla famiglia. Normalmente si pensa che il praticare la propria passione come lavoro sia esclusivamente gratificante, ed in parte sicuramente lo e'. Ma io spesso debbo stare lontano dalla famiglia per tempi molto lunghi, in certi periodi dell'anno, dedicando tutti i fine settimana alla pesca, fine settimana in cui mia moglie e i miei figli sono liberi. In questi periodi spesso riesco a vederli ogni tanto la sera, per poco tempo, e non e' certo la condizione migliore per un padre. Certo la mia una scelta di vita, il mio lavoro, che mi da tante altre soddisfazioni, ma sotto quest'aspetto le rinunce sono tante e pesanti. Nel corso dell'inverno, poi, a gare ferme, cerco di recuperare dedicando loro il maggior tempo possibile ma non sempre sufficiente, perche' anche questo non e' mai un tempo completamente morto, visto che vi sono da curare altre cose come fiere, presentazioni, scelte dei materiali, gare di rappresentanza all'estero, ecc..
Cambiamo argomento. Tu sei sicuramente un campione del nostro sport e il recente, ennesimo Mister Rendimento lo dimostra. Ma per te, cosa vuol dire essere un campione, cosa identifica un campione, in qualsiasi sport?
E una domanda difficile. Per me il campione e' colui che riesce ad essere accettato dal gruppo di cui fa parte, nel nostro caso dal popolo degli agonisti, come uno del gruppo, uno di loro, indipendentemente dai risultati che ha ottenuto. Quando si ottengono risultati importanti, all'interno di un gruppo si puo' essere vissuti in almeno due modi: o con antipatia perche' si presuppone che si siano conseguiti solo per fortuna o come persone da ammirare ma irraggiungibili, lontane. Il campione vero quello che, nonostante i risultati che ha ottenuto, riesce a rimanere sempre al livello umano di tutti gli altri, uno del gruppo.
Sei da anni in club di altissimo livello, che riuniscono pescatori di varie provenienze geografiche. Ma in club di questo spessore esiste una vita di squadra, il senso della squadra o e' un utopia?
In un team di club deve esserci vita di squadra! A qualsiasi livello. Tanto piu' se il livello di competizione e' alto. Secondo la mia esperienza, se non c'e' affiatamento e condivisone, non solo in tema di pesca, non si possono ottenere buoni risultati in maniera continuativa. Ritengo che i tanti risultati che abbiamo ottenuto in questi anni siano innanzitutto dovuti al buon rapporto che esiste tra di noi. Se in una squadra non ci sono amicizia e piacere dello stare assieme, anche se i componenti sono tutti fortissimi difficilmente quella squadra potra' ottenere risultati importanti con continuita'.
L'argomento squadra porta inevitabilmente a pensare anche alla Nazionale, di cui sei un pilastro ormai dal 93. In tanti anni hai visto tanti cambi di gestione e di mentalita': in meglio o in peggio?
E vero, in quasi vent'anni ci sono state varie vicende anche a carico della Nazionale. Certamente posso dirti che una delle gestioni migliori tra quelle che io ho vissuto e' quella attuale. Negli ultimi anni stiamo ottenendo dei risultati importanti innanzitutto perche' Rudy, prima ancora che C.T. e' un agonista di alta qualita' e sa cosa significa affrontare competizioni di questo livello. Corro il rischio di sembrare presuntuoso ma ti assicuro che, se non si e' mai provato e vissuto cosa voglia dire partecipare ad un Mondiale o un Europeo, non si puo' capire cosa significhi e che carico di responsabilita' ci sia. Io rispetto tutte le opinioni che sono state dette e scritte in relazione a questo argomento e, in linea di principio, posso anche condividere in parte certe tesi su di una maggiore apertura della Nazionale ad un numero maggiore di agonisti, ma e' altrettanto vero che il tenore tecnico di queste manifestazioni si e' talmente alzato che se non dai sempre il 110% di quello che puoi dare, non arrivi mai. E un argomento spinoso, sempre. Come hai scritto anche tu in passato, e' una scelta di indirizzo che la Federazione deve fare, che ha fatto. Quest'anno e' stata fatta un ottima scelta, ossia di far pescare all'Europeo una Nazionale composta da agonisti diversi da quella del Mondiale, per dare un giusto ricambio e permettere ad altri di fare esperienza diretta, sul campo. Io mi sono messo a disposizione per fare da aiuto ai ragazzi in caso di bisogno.
Vuoi dirmi che ti vedremo fare la sponda a qualcuno o cuocere gli spaghetti nella famosa cucina da campo azzurra?
Certo. Anzi, con Andrea Fini ci siamo resi disponibili ad andare sul campo di gara con il furgone e tutte le attrezzature necessarie, mentre i componenti la Nazionale ci raggiungeranno poi in aereo. Questa e' una cosa in cui credo tanto, veramente. A me la Nazionale ha dato tantissimo, dal punto di vista sportivo ed umano, ed io per la Nazionale cerchero' di fare tutto quello che mi viene richiesto.
Dalla Nazionale alla Federazione. Il 2012 lanno che ci porta alle elezioni nazionali. Una richiesta ai nuovi dirigenti che affronteranno il prossimo quadriennio
Posso parlare solo per gli aspetti della Federazione che conosco meglio, le Acque interne e l'agonismo Colpo. In questo ambito mi sento di consigliare di curare maggiormente la base di questo sport, i campionati non di vertice, perche' qui c'e' la maggioranza numerica dei praticanti, quella che crea il maggior movimento.
Tornando ad argomenti tecnici, vuoi dirmi qual'e' la tua tecnica preferita e quella dove ti senti meno forte?
La preferita sicuramente la roubaisienne, quella che si usa maggiormente oggi. Quella che amo meno la bolognese, in fiume.
Ho avuto occasione di osservarti diverse volte in competizioni molto importanti, e l'impressione che dai quella di essere lento, tranquillo, salvo poi dimostrarti terribilmente efficace anche in competizioni frenetiche. Una per tutte: nel famoso Europeo della Lama, che vinceste davanti allInghilterra in due giorni al cardiopalmo, dove si dimostro' vincente la pesca corta con 5/6 pezzi di canna, pasturando a coppetta continuamente, molto preciso e macinando pesci su pesci, nella prova del sabato ti osservai per molto tempo e davi l'impressione di essere, appunto, lento, mai frenetico. Alla fine, nonostante la tua calma apparente, terminasti la gara sfiorando le 200 catture
Mi ricordo bene quelle due gare. Ma forse ti stupiro' dicendoti che io non voglio essere frenetico, mi impongo di non esserlo. Quasi sempre la frenesia ci fa sbagliare qualcosa; meglio impiegare qualche secondo in piu' nel fare ogni cosa che occorre, dall'innesco alla pasturazione alla calata dell'esca. E una esperienza che mi derivata dalle mie prime gare, quando ancora si pescavano le alborelle, durante la quali mi resi conto che l'arma vincente non era la velocita' pura ma il ritmo giusto, la metodicita' e la regolarita' della sequenza dei movimenti da fare, sbagliando il meno possibile. Il semplice gesto dell'innesco, ad esempio, in apparenza puo' far pensare ad una perdita di tempo, ma un innesco curato bene ti consente di mantenere un ritmo di catture costante, che al termine e' vincente nell'arco delle tre ore; cosi' per la pasturazione e per le altre fasi della gara.
Hai avuto o hai qualche idolo/punto di riferimento in questo sport?
Si. Nei miei primi anni di gare il mio riferimento stato certamente Giampiero Barbetta. A quei tempi lui era al top della sua carriera e quando sono arrivato alla Lenza Emiliana da lui ho imparato ad impostare la gara, ad avere un metodo. Sotto quest'aspetto lui era quasi maniacale. Oggi il mio idolo e' Alan Scotthorne, senza dubbio. Vederlo pescare e' un autentico spettacolo. Nell'arco della gara lui non fa mai nulla che non sia il massimo che si possa fare in quel momento. In una gara di tre ore Alan rende al massimo tre ore!
Tornando al tuo lavoro, vuoi dirmi le tue mansioni all'interno del'lAzienda, oltre che essere uomo immagine del brand Tubertini per la Pesca al Colpo?
In Azienda seguo lo sviluppo dei materiali per quanto concerne l'agonismo, principalmente il Colpo ma non solo. Si e' creato un bel gruppo di lavoro, giovane e motivato, che sviluppa la ricerca sui materiali di carbonio e derivati per lo sviluppo delle canne e la mia esperienza serve a testare e a dare indicazioni in questo senso. Seguo la nostra produzione interna di galleggianti per l'agonismo, ideando le nuove serie o modificando quelle esistenti, per stare al passo con le nuove esigenze. In generale poi collaboro nella scelte di tutti gli articoli indirizzati a questo settore: ami, fili, mulinelli ecc.
Si puo' essere leader anche in uno sport individuale come la pesca?
Se per leader intendiamo colui che funge anche da traino della squadra, allora direi proprio di si. In ogni squadra ci deve essere un leader, perche' ci deve essere qualcuno che prende le decisioni finali, altrimenti si genera solo confusione. Come d'altronde in ogni organizzazione.
Una domanda cattiva: da diversi anni arrivate sempre li', ad un pelo dal Titolo, ma arrivate secondi. Cosa vi manca per ricucirvelo addosso questo benedetto Scudetto?
Sinceramente non ti so rispondere. Me lo sono chiesto molte volte anch'io, come potrai immaginare. Non solo il caso di quest'anno, con l'Oltrarno, ma in generale di questi anni. Una considerazione che mi viene spontanea che noi, per poter vincere il Titolo italiano, non possiamo permetterci di sbagliare nulla, mai. Negli ultimi dieci anni abbiamo vinto un Campionato Italiano per Societa' ma ho in bacheca sette, dico sette, medaglie dargento! Ma quello che colpisce e' che non perdiamo sempre dalla stessa formazione: ci sono state l'Oltrarno, la Castel Maggiore, la Ravanelli, i Longobardi, Bastia ecc. ma noi siamo sempre stati li'. La Lenza Emiliana praticamente e' sempre stata in corsa sino alla fine, ma questo Scudetto ci sfugge sempre per un soffio! Potrei elencarti tanti fatti quasi unici nel loro genere, che hanno condizionato il nostro risultato finale: una carpa negli ultimi minuti nel 2005 o un sorteggio maledetto come quest'anno nella seconda gara in Fissero, o ancora una carpa, nel 2010 a Peschiera, che mi rompe addirittura il dacron con cui avevo fissato lelastico Quello che brucia di piu' e' che perdiamo sempre per delle incollature. Un punto, uno e mezzo su di un campionato lungo e difficile come il nostro sono veramente poco ma a noi capita. Con questo non voglio cercare scusanti, anzi. Sicuramente facciamo noi degli errori; per mia natura io sono molto critico nei miei confronti e anche quando vinciamo cerco di analizzare gli errori che abbiamo fatto per migliorarli; io la gara perfetta non la faccio mai. Tornando al 2011, io ritengo che abbiamo fatto una serie di gare di finale veramente buone e ben preparate, tra le migliori degli ultimi anni, pero' siamo arrivati secondi Sicuramente ci sono stati errori nostri, anche solo delle superficialita' forse, ma noi le paghiamo sempre duramente, alla fine.
Come hai detto tu, in questi anni sono cambiati gli avversari da battere ma la Lenza Emiliana c'e' sempre stata. Cosa significa questo?
E' vero. Significa che come organizzazione, come struttura e' una delle prime in Italia, che si sa organizzare, che si sa sempre rinnovare e penso che, senza presunzione, abbia ottenuto meno di quello che si sarebbe meritata, per l'impegno e gli sforzi profusi dall'Azienda e da noi pescatori.
Quanto contano, in percentuale, l'elemento tecnologico, l'elemento umano e il fattore C nel nostro sport?
L'incidenza dei materiali, nella loro globalita' di canne, terre, pasture, ami ecc, ha una importanza determinante, almeno del 40%. Occorre poi fare una precisazione sui materiali: non si tratta tanto di materiali migliori in senso assoluto, quanto di materiali piu' idonei in quella situazione, su quel campo di gara. E qui entra in gioco la componente umana, la capacita' di fare questa disamina, anche in relazione alla propria esperienza, alla propria attitudine e al proprio istinto. Nella pesca non si valutano le prestazioni come la velocita' in una corsa a piedi o in auto, o la resistenza in una maratona, ma il risultato di una gara e' legato moltissimo alla capacita' di capire cosa e come fare meglio alcune cose per avere piu' catture. E' una distinzione importante e questa componente umana per me vale almeno il 50%. Io nella sfortuna credo relativamente. Quasi sempre i fatti sono frutto di nostri errori o valutazioni sbagliate. E' cosi' anche nella pesca e quindi questa componente veramente minima; in una gara singola ci puo' essere il fatto che determina un risultato fortuito, ma nell'arco di un campionato intero chi pesca meglio, vince. Punto.
Quanto contano le tue opinioni negli assetti delle formazioni della Lenza Emiliana?
Sicuramente negli ultimi anni contano, contano molto. Naturalmente mi confronto con l'Azienda, con Glauco (Tubertini) per quanto riguarda la composizione delle squadre.
Qualcuno, in passato, ha opinato sulla tua presunta difficolta' emotiva in taluni momenti
Si vero, forse un mio limite. Negli ultimi anni ritengo di aver acquisito una maggior sicurezza, anche a livello internazionale, sicurezza che deriva dai risultati, naturalmente. In passato, soprattutto in Nazionale, ho avuto dei momenti di minor rendimento, su cui mi sono interrogato molto. Ottenere dei brutti risultati, poi, toglie sicurezza e fiducia in se stessi. Ultimamente debbo essere molto grato a Rudy, con il quale mi sono confrontato molto su questo argomento e che mi ha aiutato molto su questo versante.
Ci sono gare in cui ti senti sicuro di arrivare ed altre in cui sai che non arriverai?
Certamente, anzi quasi sempre. Ci sono occasioni in cui sono sicuro di far bene. Ostellato, quest'anno, e' stata una di quelle. Se volevo prendere un pesce, lo prendevo; sempre. Ci sono state occasioni in cui mi sono trovato davanti un sacco di strade da percorrere e non sapevo quale imboccare. Questo e' il segnale che non arriverai mai!
L'occasione sportiva mancata che ti brucia di piu'
Sicuramente la mancata vittoria di un Titolo mondiale a livello individuale, perche' le occasioni le ho avute. Non tanto quest'anno, perche' ritengo di aver fatto due ottime gare, in cui ho dato il massimo che si potesse fare e quindi sono contentissimo del terzo posto individuale. Ho avuto invece due/tre occasioni in cui, se fossi stato l'agonista di oggi, forse avrei vinto l'individuale. A Valence, nel 2007, nella prima gara potevo benissimo fare due ma pasturai poco ed arrivai undicesimo; nella seconda gara, pescando come si doveva, arrivai secondo. Quell'anno vinse Scotthorne con 5 penalita'
Un'altra occasione fu in Spagna, a Toledo, nel 99. Il sabato feci il secondo; la domenica il canale si presento' con l'acqua praticamente ferma, mentre nei giorni precedenti era sempre andata veloce. Occorrevano lenze da 2 grammi ma la mia piu' leggera era 6; feci il quinto a distanza di due chili dal primo, su 36 chili di carpe. Se fossi stato piu' previdente avrei potuto benissimo vincere la domenica e vincere l'individuale.
Il tuo punto di forza ed il tuo punto debole
Oggi il mio punto di forza ritengo sia la convinzione nei miei mezzi e nelle mie possibilita', il mio punto debole la mancanza di convinzione, a volte, su certi tipi di pesca!
Il campo di gara preferito e quello detestato
Il preferito la Fiuma, perch molto versatile e che ti consente di pescare in diversi modi a seconda della stagione e delle varie condizioni. Poi a 15 chilometri da casa ed stata la mia prima palestra, da bambino. Quello che vorrei evitare, a livello tecnico, Peschiera dove c'e' un tipo di pesca che mi e' meno congeniale.
Per un giorno hai in mano le leve del comando dell'agonismo italiano: cosa faresti subito?
Rivedrei le strutture dei campionati, rapportandoli alle condizioni economiche e di disponibilita' di ciascuno. Io ritengo ci debba essere la possibilita' per ciascuno di scegliere il proprio livello di agonismo in relazione alle proprie disponibilita'. La soddisfazione di un agonista e' vincere una gara, indipendentemente dal livello. Sono sicuro che ci sia maggior soddisfazione a vincere una gara a livello provinciale o regionale che vivacchiare o salvarsi in Eccellenza. Quindi occorrerebbe suddividere maggiormente i livelli in relazione alle proprie esigenze e possibilita'. Ti assicuro che a volte mi sento anche in difficolta' a dovermi confrontare con agonisti che non hanno la possibilita''di rapportarsi con me ad armi pari, quando io ho a disposizione tempi e mezzi per fare tutte le mie prove mentre loro sono condizionati da risorse economiche e tempo da dedicare alla pesca. Non ne faccio una questione di capacita' tecniche, ma di possibilita' di confrontarsi alla pari. A parita' di condizioni, poi, le capacita' tecniche fanno la differenza, naturalmente, ma solo a parita' di condizioni. Con le attuali disparita', anche il livello della competizione ne viene a soffrire e perde di interesse, oltre che perdere in partecipazione. Si richiede al garista di medio/alto livello di affrontare le competizioni con un taglio simil professionistico, impegnando tempo e denaro senza poterlo mettere nelle medesime condizioni mie o di chi come me: e' naturale che poi, quando si scontra con una realta' difficile, possa essere indotto a smettere o a ridimensionarsi. Facendo un paragone con altri sport economicamente piu' forti, a chi puo' interessare far competere un'auto di serie con una Ferrari? Non dobbiamo nasconderci dietro certe ipocrisie. E probabilmente sarebbe anche di maggior traino commercialmente.
Per il 2013 ci sono in vista importanti cambiamenti nella struttura dei campionati: cambiera' il numero delle squadre in Eccellenza, qualche regolamento, ecc. Cosa ne pensi?
Riallacciandomi a quanto detto prima, la strada credo sia quella giusta. Bisognera' vedere la struttura pratica di promozioni e retrocessioni, i campi di gara, che dovrebbero essere disponibili contemporaneamente sia per i campionati di vertice che per gli altri, le modalita' di rapportarsi che i vari campionati avranno con l'Elite
Tu hai un'immensa esperienza internazionale: riusciamo a parametrare il movimento dell'agonismo italiano con quello del resto d'Europa?
Ritengo che oggi, il livello tecnico/agonistico italiano sia il piu' alto, assieme a quello inglese. Gli altri Paesi vengono dopo. Anche a livello partecipativo ed organizzativo Italia ed Inghilterra sono i punti di riferimento; queste impressioni sono confermate anche da agonisti di altri Paesi.
Esiste il professionismo in Italia? Tu e Jacopo Falsini siete spesso citati come tali ma qual'e' la tua opinione?
Se per professionismo si intende poter vivere esclusivamente con i proventi delle gare, certamente no! Io, fortunatamente, sono un dipendente della Tubertini e molto del mio tempo e' dedicato al lavoro in Azienda. Certamente abbiamo delle possibilita' maggiori di altri di andare a pescare e gareggiare, ma molto di questo tempo e' finalizzato anche ai test delle attrezzature. In Italia di sola pesca non si puo' vivere.
Cosa impedisce, allora, che nasca una forma di professionismo similare all'Inghilterra, nel caso esista?
Hai fatto bene a fare quest'ultima specificazione! Credo che oggi, anche in Inghilterra, di sola pesca non si possa vivere o sia comunque molto difficile. Anche un personaggio di altissimo livello come Raison in Inghilterra gestisce un impianto di pesca per fare reddito. Certamente uno che vince cifre importanti ma probabilmente non sufficienti per vivere.
Solitamente parliamo dei singoli campioni e della differenza tra il loro tenore di possibilita' sportive rispetto alla massa degli agonisti. Si parla meno delle Societa' che sono alle spalle degli agonisti
E un aspetto che si tende a tralasciare o sottintendere, infatti. In realta', dietro ad un grande agonista c'e' sempre una grande Societa', con dei grandi mezzi. E' pressoche' inevitabile che questo accada. E anche per questo che ritengo giusta la distinzione tra i vari livelli di possibilita' delle Societa', e che quelle piu' forti gareggino alla pari tra di loro.
Sei reduce dall'Iberian master
Si, una bellissima esperienza, tanto a livello di competizione che di organizzazione e di ambiente. E una competizione che ti fa sentire parte integrante del mondo dell'agonismo Colpo. E una esperienza difficile da spiegare ma da provare. Se si puo'. Tutto il bello di questo sport lo ritrovi nell'Iberian Master.
Perche' in Italia non si riescono a mettere in piedi manifestazioni del genere, che concentrano quei campioni e con quei montepremi?
Innanzi tutto perche' in Italia abbiamo troppi impegni in calendario. Tutti i campionati che abbiamo in Italia nel resto d'Europa non esistono. Il campionato per societa', cosi' lungo e strutturato, esiste solo in Italia. All'estero esistono gare uniche o poco piu'. Il campionato individuale a cui si accede dal livello provinciale e via di seguito non esiste. Le gare a squadre, come le intendiamo noi, esistono solo nel nostro Paese, all'estero sono inconcepibili perche' la pesca e' vissuta esclusivamente a livello individuale. Nella stessa Inghilterra esistono diversi Tornei, magari di alcuni giorni consecutivi, a cui si accede a libera iscrizione e fini a se stessi. Come nel tennis. Non esistono campionati in genere. Ci sono delle selettive per la Nazionale, che all'estero e' molto piu' sentita dai tifosi, ma poco altro. Di conseguenza, esiste il tempo e la mentalita' per la creazione di manifestazioni come questa. L'unica nota negativa di manifestazioni come questa sono in costi di iscrizione, esche, albergo, viaggio
In che ordine di cifra siamo?
Si possono considerare dai 1200 ai 1500 euro. Se hai la fortuna di avere qualche risultato nei tre giorni e di entrare nei primi venti, almeno una parte delle spese le recuperi. Io, quest'anno, sono arrivato quarto assoluto e circa 1500 euro li ho vinti.
Qualcuno sostiene che l'avvemto della roubaisienne ci abbia tecnicamente impoveriti con l'appiattimento generalizzato su questa tecnica. Cosa ne pensi e prevedi ulteriori evoluzioni?
Non penso assolutamente che si possa parlare d'impoverimento tecnico, a meno che non si consideri la pesca a roubaisienne semplicemente come tenere in mano un palo e mettere in acqua un galleggiante. Da un lato vero che le tecniche impiegate sono ormai esclusivamente roubaisienne ed inglese ma e' altrettanto vero che con la roubaisienne ci sono talmente tante variabili tecniche che, da sola, rappresenta un vero e proprio mondo.
Il Mondiale di Ostellato e' stata l'apoteosi dell'agonismo Colpo: punto di arrivo o di partenza?
Assolutamente un punto di partenza! Io sono ottimista, secondo me in Italia si sta lavorando tanto per questo settore, si sta lavorando bene e quindi da Ostellato si deve ripartire per migliorare.
Hai qualche gesto scaramantico prima di una gara importante?
Assolutamente no. Non sono assolutamente superstizioso e non ho rituali di nessun genere.
Chi non vorresti mai in settore?
Non vorrei fare delle classifiche antipatiche tralasciando qualcuno. Ci sono stati tanti fortissimi pescatori con cui mi sono confrontato. Sicuramente in passato e tutt'ora Luigi Sorti uno dei pescatori piu' forti che ci siano mai stati in Italia. Oggi anche Jacopo ed Andrea Fini sono assolutamente da evitare.
In questo mondo hai trovato solo colleghi o anche qualche amico vero? Chi?
No, anche amici veri, certamente. I miei compagni di squadra li considero amici veri, me lo hanno dimostrato, anche quelli con i quali ci siamo scontrati. Con il tempo abbiamo capito i nostri errori ed il senso giusto delle cose e dell'agonismo, e lo abbiamo ricollocato nell'ambito che debbono avere, un ambito sportivo e basta. Le gare di pesca, in senso stretto, non ci danno da mangiare. Quando vinciamo una gara di pesca, cosa abbiamo vinto? Abbiamo realizzato qualcosa di tangibile che ci cambia la vita?No, certamente! Da una vittoria ricaviamo solo la soddisfazione sportiva del successo e, se siamo stati corretti, il riconoscimento, da parte degli altri agonisti, che in quell'occasione siamo stati i piu' bravi. Oggi lo siamo stati noi, domani saranno altri. L'importanza di un successo, per me, sta proprio in questo: nel senso di rispetto e riconoscimento del nostro valore sportivo da parte degli altri. Una volta capito questo, con le persone si possono creare ottimi rapporti di amicizia. Vera.
Un opinione sui media del settore: critiche e consigli
Ultimamente c'e' stato un notevole passo avanti, come metodologia ed argomenti trattati. Certamente e' un settore in evoluzione, che sta tentando strade nuove di comunicazione. La carta stampata va incontro ad un ridimensionamento a favore della Rete. Anche la televisione cerca dei suoi spazi, anche se i costi di quest'ultima, per il nostro settore, sono forse troppo rilevanti. Mi sembra comunque che oggi i media supportino piuttosto bene il nostro sport.
Ferruccio Gabba ed i giovani: un consiglio
Sicuramente direi loro di pensare alla pesca come divertimento, come passione e motivo di svago. Non come possibilita' di lavoro, se non indiretta.
Tornando al punto di partenza di questa lunghissima chiacchierata che ci ha portato a toccare una infinita' di argomenti: cosa significa per te aver conseguito questo importante risultato per l'undicesima volta? Sei il piu' titolato, in questo senso, davanti ad un certo Giampiero Barbetta che se lo e' aggiudicato, credo, 7/8 volte
Guarda, per come sono formulate queste graduatorie, che tengono conto di tantissimi fattori, posso essere solo soddisfatto. Raggiungere questo traguardo per tante volte credo voglia significare che qualcosa di buono l'ho fatto e lo sto facendo. Certamente in questo incidono anche altri fattori come la possibilita' di avere tempo da dedicare alla pesca, un famiglia che ti accetta per quello che fai, una Societa' ed una Azienda che ti supportano in tutto e per tutto. Senza tutto questo non avrei potuto conseguire nulla di tutto questo.
Arrivare per 11 volte a questo risultato individuale porta a pensare anche ad una capacita' di mantenere la concentrazione molto elevata oltre che una costanza di rendimento strepitosa
Si, suppongo di si, anche se non sta a me dirlo. Certamente ho avuto anche dei periodi difficili, in cui molte cose non sembravano girare per il verso giusto, in cui sono arrivato anche a mettermi in discussione in maniera importante. Poi ho capito che quando le cose non vanno come si vorrebbe, non dipende da sfortuna o cose simili ma dipende da noi, dal nostro equilibrio emotivo, anche inconscio. Il capire anche questa cosa mi ha consentito di fare un ulteriore passo avanti nel mio cammino personale e sportivo.
Chiudiamo con un pensiero ai tuoi fans, ai tuoi figli, allAzienda e a tua moglie
Ai miei fans un ringraziamento per l'affetto che mi dimostrano sui campi di gara, sui forum, nelle fiere. Ai miei figli debbo tantissimo, mi danno la forza di andare avanti. Per l'Azienda, e nella fattispecie per la famiglia Tubertini, sono state e sono le persone che mi hanno permesso di raggiungere tutti i traguardi e le soddisfazioni di questi anni. E per Simona, mia moglie, ultima di questa lista ma prima in assoluto, posso solo dire di aver avuto la fortuna di incontrare una santa! Per la vita che faccio e per i miei impegni, solo una santa puo' accettare tutto questo. Ci conosciamo da tantissimi anni e a lei dovrei veramente fare un monumento per la pazienza che ha!
Articolo di Angelo Borgatti
PALMARES DI FERRUCCIO GABBA
(esclusivamente i successi in rassegne italiane ed iridate, non sono segnalati i numerosissimi piazzamenti)
1991 - CAMPIONATO ITALIANO PER SOCIETA' - ORO
1992 - CAMPIONATO DEL MONDO PER CLUB ITALIA - ORO
1993 - CAMPIONATO DEL MONDO A SQUADRE PORTOGALLO ORO
1995 - CAMPIONATO ITALIANO PER SOCIETA' - ORO
1996 - CAMPIONATO ITALIANO INDIVIDUALE ORO
CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO - ORO
1997 - CAMPIONATO DEL MONDO A SQUADRE UNGHERIA ORO
CAMPIONATO ITALIANO PER SOCIETA' ORO
CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO - ORO
1998 - CAMPIONATO DEL MONDO PER CLUB BULGARIA ORO
CAMPIONATO ITALIANO PER SOCIETA' ORO
CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO - ORO
1999 - CAMPIONATO ITALIANO PER SOCIETA' ORO
2000 - CAMPIONATO DEL MONDO A SQUADRE ITALIA ORO
CAMPIONATO DEL MONDO PER CLUB PORTOGALLO ORO
2004 - CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO - ORO
2005 - CAMPIONATO EUROPEO INDIVIDUALE -3 CLASSIFICATO
CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO ORO
2006 - CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO - ORO
2007 - CAMPIONATO DEL MONDO A SQUADRE UNGHERIA ORO
CAMPIONATO EUROPEO A SQUADRE ITALIA ORO
CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO - ORO
2008 - CAMPIONATO ITALIANO PER SOCIETA' ORO
CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO ORO
2010 - CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO - ORO
2011 - CAMPIONATO DEL MONDO A SQUADRE ITALIA - ORO
CAMPIONATO DEL MONDO INDIVIDUALE - ITALIA BRONZO
CLASSIFICA INDIVID. DI RENDIMENTO - ORO

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 02/04/2012 @ 14:10:34, in PESCA AL COLPO, linkato 2652 volte)
Quarto Memorial Marcel Van Den Eynde 1 aprile 2012, THE DAY AFTER
All'interno dell'articolo troverete le foto delle prove del 31 marzo 2012, le foto della gara del 1 aprile 2012 e le classifiche finali Feeder, Giovani, Singoli e a Squadre
Nei prossimi giorni, accodati a questo articolo, verranno aggiunti altri album fotografici dei nostri collaboratori e altri articoli
  
 
  
 
Questi album fotografici sono in esclusiva sul sito del GPO Imolese Tubertini
   
  
  
  
 
 
 
  
  
 
Tutti i file delle classifiche sono in formato PDF
  
   
   
 
 
 
  
  
  
  
 

 
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