GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Jan Van Schendel al raduno del quarto Memorial Marcel Van Den Eynde 2012... di Admin G.P.O.
 
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Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata.

Albert Einstein
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico
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Di Admin G.P.O. (del 08/09/2013 @ 23:12:58, in PESCA AL COLPO, linkato 1851 volte)
GRANDE MAURIZIO TAROZZI: VINCE ANCHE LONTANO DA CASA!
articolo di Angelo Borgatti
 
Il mitico “Mauri” non si accontenta di farsi valere sui nostri classici campi di gara ma si toglie delle belle soddisfazioni anche altrove, come ha fatto il 31 agosto scorso a Villadose, in provincia di Rovigo, quando ha partecipato alla 13^ edizione del “Trofeo Pesse Scaja”.
Questa simpatica gara, organizzata dalla APDS Villadose in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, si svolge nel tratto cittadino dell’Adigetto e raduna tutti gli anni tanti valenti agonisti locali e non solo, come nel caso di una rappresentativa del GPO Tubertini di Bologna, che tutti gli anni partecipa con qualcuno dei propri Soci.
Quest’anno, a causa di concomitanti impegni agonistici di calendario, i rappresentanti del GPO sono stati solo due: Davide Viaggi ed il nostro “Mauri” Tarozzi, che ha fatto valere le sue qualità mettendo tutti in fila con uno score di 2645 punti.
Grazie a questo punteggio Maurizio ha collocato nella sua bacheca personale il Trofeo offerto dalla pasticceria Schiesari e la medaglia d’oro offerta dal Comune di Villadose e consegnatagli dall’Assessore Giampietro Rizzato.
 
articolo di Angelo Borgatti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 18/05/2013 @ 15:01:11, in PESCA AL COLPO, linkato 1885 volte)
GLAUCO TUBERTINI: QUINTO MEMORIAL MARCEL VAN DEN EYNDE
articolo di Angelo Borgatti
all'interno dell'articolo il video integrale della premiazione del quinto memorial Marcel Van Den Eynde
 
A distanza di alcuni giorni dalla conclusione del 5° Memorial Van den Eynde ho avuto la possibilità di incontrare Glauco Tubertini per scambiare qualche riflessione a mente fredda su questa importante classica e lanciare uno sguardo al suo futuro.
 
 
Glauco, le quinte si sono chiuse da pochi giorni sulla 5^ edizione del Memorial Van den Eynde. Possiamo parlare di una edizione un po’ sotto tono rispetto alle altre?
“Purtroppo non è stato possibile impiegare la solita data di inizio stagione e quindi siamo dovuti arrivare a fine aprile, in concomitanza con diverse gare programmate in vari ambiti locali, con campionati provinciali ed altro che hanno tenuto altrove una parte dei potenziali concorrenti. Comunque radunare oltre 500 agonisti è sempre un gran bel risultato, soprattutto nelle condizioni economiche in cui versa il Paese, quindi sono ugualmente contento del risultato.”
 
Il prossimo anno?
“Nel 2014 vorremmo tornare alla data classica, con i numeri delle ultime edizioni, sempre che il tratto di Covato venga ripristinato appieno, altrimenti più di 600 concorrenti è difficile poterli sistemare. Purtroppo, secondo le mie impressioni, temo che questo possa non accadere poiché i lavori procedono con tempi lenti, mentre mi dicono che tratti delle sponde non interessati dai lavori hanno subito ulteriori danni da smottamenti vari. Comunque vedremo come evolverà la situazione nei prossimi mesi.”
 
Cambiamo argomento. Si è registrato invece un bel successo del feeder, che ha sfiorato le 100 adesioni…
“Si, per l’Italia, oggi, 100 partecipanti sono veramente un bel risultato numerico. Ma non è una sorpresa per me, mi aspettavo una bella risposta poiché già lo scorso anno avevamo sfiorato le 80 presenze.”
 
Cosa ne pensi del movimento feeder in Italia, anche alla luce della Coppa Italia, del recente Pasinetti feeder e, oggi, di questo 5° Van den Eynde?
“Le presenze, secondo me, sono ancora poche rispetto alle potenzialità che io reputo esserci nel nostro Paese. Sicuramente nel prossimo futuro, se si faranno delle politiche promozionali adeguate, questo numero è destinato ad aumentare. “
 
Secondo te quali potrebbero essere i provvedimenti idonei a promuovere questa tecnica, che sembra interessare sempre più persone?
“Innanzitutto una compilazione dei calendari del colpo che tenga conto della voglia di molti di partecipare alle competizioni di entrambe le specialità. Se non ci saranno sovrapposizioni tra le gare dei vari campionati di colpo con le manifestazioni di feeder sicuramente il numero dei praticanti aumenterà. In secondo luogo occorrerebbe promuovere competizioni a livello di squadre e società e non solo individuali; le gare per squadre di Società coinvolgono molto di più gli agonisti, che sono stimolati da una doppia motivazione, sia individuale che di club. Come ultima iniziativa ritengo sarebbe opportuno predisporre due categorie di competizioni a feeder, per far si che chi si avvicina a questa disciplina non sia obbligato da subito ad entrare in contatto con i concorrenti più forti e preparati ma trovi una dimensione più consona ad un esordiente.”
 
Quest’ultimo argomento è stato motivo di un recente confronto dialettico importante all’interno del mondo “feeder” agonistico. Vuoi riassumermi brevemente le tue argomentazioni a proposito?
“Io vedo il feeder, a livello individuale, suddiviso in due categorie: una d’ingresso, promozionale, con delle limitazioni, per consentire un approccio più morbido con il modo dell’agonismo, con un regolamento idoneo, più libero, sia nell’uso delle tecniche che delle esche; oltre a questa ci dovrebbe essere una categoria superiore, che deve servire a far crescere l’agonista che ha deciso di dedicarsi ad un livello più alto, con regolamenti in linea con quelli internazionali; una categoria che prepari un nucleo di elementi forti da cui attingere per comporre la Nazionale. Questa suddivisione, secondo me, porterebbe ad almeno due benefici: da una parte consentirebbe ad un numero maggiore di praticanti il feeder amatoriale, e sono tanti, a tentare di avvicinarsi all’agonismo specifico ma in maniera più tranquilla; dall’altro lato porterebbe ad una evoluzione tecnica più spiccata di coloro che scelgono di praticare l’agonismo di alta fascia, creando un nucleo tecnicamente molto più forte e di alto livello, che potrebbe darci sicuramente delle belle soddisfazioni anche a livello internazionale.”
 
Ma tu questa suddivisione la immagini solo a livello nazionale o anche nelle varie realtà provinciali?
“Solo a livello nazionale, naturalmente. La categoria chiamiamola “promozionale” deve esplicarsi a livello provinciale o regionale, magari con delle finali che diano accesso a qualche obbiettivo da individuare. Naturalmente queste due categorie non debbono essere chiuse una ai partecipanti dell’altra, ma anzi dovrebbero poter essere disputate indifferentemente da coloro che le vogliano seguire entrambe. Se poi si vuole dare un vero incremento numerico ai praticanti la specialità, bisogna dare risalto alle competizioni a squadre, il vero motore che anche nel passato hanno fatto esplodere sia il colpo che la pesca in mare ecc. Sono le Società che fanno l’agonismo e lo fanno crescere. Se, al contrario, si mantengono le competizioni prevalentemente a livello individuale il feeder rimarrà sempre una nicchia del colpo.”
 
Ritieni che sia logico suddividere i colpisti dai feeder men?
“Le tecniche debbono rimanere divise: le gare di Colpo non debbono prevedere l’uso del feeder e viceversa. Ma, date permettendo, non si deve precludere ad un colpista di fare competizioni di feeder e viceversa. Naturalmente, e mi ripeto, occorre lavorare sulla stesura dei calendari evitando al massimo le sovrapposizioni dei campionati, anche se non è facile sicuramente.”
 
Secondo te è quantificabile capire quanti sono i colpisti passati in toto o in parte al feeder e quale percentuale è invece quella dei feeder men “puri”?
“Non riesco a dirtelo. Certamente vedo che molti degli attuali praticanti facevano o fanno ancora anche il colpo. Certamente il feeder è più agevole da praticare del Colpo, richiede una minor preparazione preventiva rispetto al colpo, anche se pure qui c’è una necessità di saper fare le cose bene, di conoscere tutta una serie di nozioni e di fare delle prove indispensabili. Ci sono comunque diverse affinità, per cui l’agonista che viene dal Colpo non impiega molto tempo a trovarsi a suo agio con questa tecnica.”
 
Come titolare di una tra le più importanti aziende d’Europa del settore, secondo te nel nostro Paese la distribuzione dei praticanti questa tecnica è abbastanza uniforme o ci sono zone a più spiccata vocazione feederista?
“La tecnica è praticata a macchia di leopardo sul territorio. Sicuramente ci sono buoni bacini di praticanti nel Lazio, in Lombardia, stanno venendo avanti il Veneto e l’Emilia Romagna… Sostanzialmente il movimento si afferma maggiormente dove ci sono i campi di gara e dove c’è già una vocazione agonistica verso la pesca al colpo, ma non solo. Ci sono zone dove Società o anche solo personaggi di spicco e trainanti sono dei volani anche per la diffusione di questa tecnica, altre dove si stenta molto di più. “
 
Il mondo delle Aziende cosa può fare per incrementare questo movimento, secondo te?
“Principalmente nostro compito è creare e proporre prodotti idonei alle acque italiane e ai pesci che abbiamo in Italia, oltre che allestire categorie e fasce di prodotti adatti alle possibilità economiche delle varie fasce di clientela. Ci tengo comunque a ribadire che le mie opinioni in relazione al movimento feeder che ti ho espresso in precedenza sono le opinioni dell’agonista, del pescatore e non dell’operatore commerciale che vuole incrementare il proprio giro d’affari. Quando mi esprimo su argomenti come questi cerco sempre di svestire i panni del titolare d’azienda per vestire solo quelli del pescatore.”
 
Trattando con larga parte dei paesi europei , sei accreditato per fare una istantanea del movimento feeder in Europa…
“Commercialmente il mercato estero del feeder è preponderante rispetto a quello italiano, ma semplicemente perché lì il feeder è una tecnica praticata da più tempo e vi sono delle condizioni climatiche che predispongono maggiormente all’uso di questa tecnica rispetto al nostro colpo .”
 
Concludiamo con una riflessione sui vincitori di questo 5° Memorial Van den Eynde: per il secondo anno consecutivo vince Il Gambero Milord’s che, con il massimo rispetto dovuto, non è nel novero delle “fortissime” del nostro sport…
“Ci arriverà, è solo questione di tempo, ma ci arriverà. I componenti di questa squadra li conosciamo tutti e la loro attuale collocazione sportiva è solo momentanea. Io ritengo che già dal prossimo anno saranno tra le squadre che disputeranno il Campionato Italiano per Società.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 17/12/2012 @ 22:28:19, in PESCA AL COLPO, linkato 2008 volte)
SIMONE FARNE’ VINCE LA QUALIFICAZIONE AGLI ITALIANI 2013
CAMPIONATO PROVINCIALE DI BOLOGNA 2012
articolo di Angelo Borgatti
 
Al termine di 5 prove molto tirate, suddivise in una fase iniziale (le prime tre gare disputate, nell’ordine a Ostellato Vecchio, Acque Alte e Garda Alto) ed in una finale, la quarta e la quinta (Ostellato Vecchio e Ostellato Covato), nelle quali i primi 40 classificati della graduatoria provvisoria dopo la terza prova si sono staccati dal resto del gruppo per confrontarsi tra loro e stabilire la classifica degli aventi diritto a partecipare alla prima prova del Campionato Italiano individuale 2013, è stato Simone Farnè del G.P.O. Tubertini ha prevalere su tutti e ad imporsi su di una concorrenza estremamente agguerrita e qualificata.
Nella graduatoria dal 41° posto in poi, i cui partecipanti ambivano al titolo di Campione Provinciale, è stato Marco Lodovisi, della Minerva RossoBlù Team Bazza, al termine della quinta prova, a salire al vertice della particolare classifica finale.
Ci scusiamo con tutti gli interessati ma non possiamo fornire la pubblicazione delle classifiche finali in quanto, ad oggi, non ancora disponibili dal sito ufficiale della FIPSAS di Bologna.
 
articolo di Angelo Borgatti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 14/12/2012 @ 09:54:45, in PESCA AL COLPO, linkato 3410 volte)
SIMONE CARRARO TRIONFA CON CENTINAIA DI PLAQUETTE!!!
articolo di Angelo Borgatti
 
Si sono da poco spente le luci sul Club Azzurro 2012 di Pesca al Colpo, Club Azzurro che ha visto letteralmente spadroneggiare Simone Carraro, che si è concesso il lusso di vincere la più difficile kermesse a livello individuale, quella che raduna le 50 migliori canne d’Italia al netto degli Azzurri della scelta tecnica, con sole 7 penalità sulle sei gare in programma (Medelana, Medelana, Fissero, Fissero, Covato, Covato), con una gara d’anticipo e distanziando il secondo il ben 5 punti. Stratosferico!
Ma tra le vittorie di questo Club Azzurro di Simone, quella che ha lasciato il segno maggiore, secondo me, è stato… il secondo posto realizzato dal milanese trapiantato a Bazzano nella quinta prova, a Covato!
Non che le altre vittorie di Carraro non siano state belle ed importanti, ma questo secondo posto per me ha una valenza particolare, infatti, è stato realizzato con una splendida pescata in velocità di oltre 300 bremettine da qualche decina di grammi, ingannate con il ver de vase pescando con cinque-sei pezzi di canna, in una gara che è stata un vero concentrato di velocità, precisione, meticolosità e regolarità, sia esecutiva che mentale. In quest’occasione l’asso della Lenza Emiliana Tubertini, pur avendo realizzato oltre 10.000 punti è stato battuto solo da una carpa XXL. Nella gara della domenica, ennesimo primo del “Cannibale”, sempre con le bremettine, pescate questa volta a 13 metri!
Si badi, pescare a questi livelli, con questa intensità e con un esca “difficile” come il ver de vase le plaquette è un’arte, alla stessa stregua del saper fare bene l’alborella di italica memoria. Come per la pesca alle alborelle, anche questa alle plaquette non si improvvisa dalla sera alla mattina, poiché anche in questo caso siamo di fronte ad una forma tecnica pura, fatta di materiali specifici, esche curatissime, pasturazione precisa e mirata oltre che tempi strettamente calcolati ed automatismi e gestualità allenati con cura!
Simone in questo è stato un vero maestro e con lui mi sono focalizzato sulle attrezzature, sulle lenze impiegate, sulla pasturazione, sugli inneschi e sulla presentazione dell’esca, sulla gestualità vera e propria che lo hanno portato a questa performance.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE LENZE ED I MATERIALI
Dovendo pescare un grande numero di pesci in velocità con il ver de vase, la lenza deve avere almeno due prerogative: la velocità di entrata in pesca e la percezione più esatta possibile della mangiata.
 
Per le plaquette a 5/6 pezzi (media g. 35) 4 punte montate con:
Madre lenza: Fluorine Tubertini da mm. 0.10
Galleggianti: PRO95 Tubertini da g. 0.50 (1) – 0.75(2) – 1(1).
La scelta è caduta su questo modello affusolato con deriva in carbonio ed antenna in fibra di vetro per la sua estrema sensibilità e capacità di evidenziare le starate. Data la piccola taglia dei pesci l’antenna in fibra consente di percepire molto meglio le abboccate rispetto ad una antenna in plastica, anche se di diametro fine.
Finale: PiùPiù da mm 0.08 lungo 10 cm
Amo: Serie 2 opaca n° 18.
Elastico: Catch Pole Elastic dello 0.8.
La lenza è estremamente semplice, rapida nell’entrata in pesca e a prova di groviglio: due pallini del n°10 distanziati di ½ cm, pinzati sopra l’asola; sopra di questi un bulk a 15 cm.
Distanza apicale/galleggiante: 40 cm.
 
Per le plaquette a 13 metri (media 40/60 g.) 4 punte montate con
Madre lenza: Fluorine Tubertini da mm. 0.12
Galleggianti: PRO107 Tubertini da g. 1.50 – 2 – 2.50. La scelta è caduta su questo modello a filo passante dalla forma più raccolta perché a 13 metri il movimento dell’acqua è più importante; questo é un modello più stabile, con collarino che evidenzia bene le starate e l’antenna in plastica per avere miglior tenuta su acqua che può muovere. La taglia maggiore dei pesci compensa la lieve perdita di sensibilità della plastica rispetto alla fibra. La taglia maggiore del galleggiante è giustificata dalla necessità di avere una entrata in pesca veloce, di avere una visibilità migliore e dalla necessità di scendere verticalmente sul punto pasturato.
Finale: PiùPiù da mm 0.09 lungo 15 cm
Amo: Serie 2 opaca n° 18
Elastico: Catch Pole Elastic dello 0.9
La costruzione della lenza ricalca la stessa filosofia estremamente semplice: due pallini del n°10 distanziati di ½ cm, pinzati sopra l’asola; sopra di questi un bulk a 20 cm.
Distanza apicale/galleggiante: 60 cm.
 
 
DISTANZA DI PESCA
Nella pesca corta ha optato per una linea di pesca a circa 5 pezzi e ½, perché a quella distanza mediamente a Covato inizia il fondale massimo che si mantiene poi fino a 13 metri ed oltre.
 
 
PASTURAZIONE ED ALIMENTAZIONE
Come mix di base 2 kg di Turbo Black Van den Eynde, 1 kg Gold Medal Brown Tubertini, 250 g. di brasem al caramello a cui ha aggiunto 2 kg di Terre de Fonde Van den Eynde.
A parte ha preparato 5 lt di Argilla Nera Umida V.d.E.
Fondo iniziale a 5/6 pezzi: circa 2 litri del mix di base a cui ha aggiunto 2 lt di Argilla Nera Umida V.d.E. + 1/8 di lt. di fouillis.
In questo modo buona parte delle larve, a contatto con la pastura, muoiono e rimangono sul fondo. Questo aspetto è molto importante per il risultato della pescata. Questa miscela di esche, terre e pasture è stata bagnata molto al fine di ottenere un composto molto molle che è stato gettato a mano all’inizio, creando una grande macchia persistente. A differenza di quanto si possa credere, la maggior parte degli ingredienti, bagnati in questo modo, si adagia pesantemente sul fondo rilasciando lentamente piccole particelle.
Fondo iniziale a 13 mt: il rimanente del mix di base è stato diviso in due parti: una di queste è stata impiegata per realizzare palle piuttosto dure da lanciare sulla linea dei 13 metri, addizionato di 1/8 di fouillis. Oltre a questo sono state scodellate 5/6 palle di pongo realizzato con 2 lt di Argilla Nera Umida ed 1/8 di fouillis.
Come alimentazione, nella pesca corta fatta il sabato per le 4 ore, per circa 2 ore Carraro non ha più dato nulla. Dall’inizio della 3^ ora ed ogni 15’ ha poi scodellato una piccola pallina di terra di somma nera e fouillis ed una del mix di base. Alimentazione fatta rigorosamente a scodella per evitare rumori che potessero richiamare sul posto i siluri. Per la pesca a 13 metri di domenica, l’alimentazione è stata fatta dopo circa 1 ora, quando le mangiate andavano a diminuire, con 1 pallina di Argilla Nera Umida con fouillis ed 1 del mix di base scodellate ogni 15’.
 
 
INNESCO
Dovendo procedere in velocità, anche la fase dell’innesco del ver de vase è razionalizzata al massimo per evitare perdite di tempo.
Interessante il sistema di Simone, che consiste nel posizionarsi alcune larve, ben separate tra loro, su di una salvietta aperta sulla coscia destra. In questo modo evita di andare “a cercare” ogni volta la larva giusta nell’acqua ma la sceglie tra quelle già pronte ed asciutte.
 
 
PRESENTAZIONE DELL’ESCA
La tipologia della pasturazione iniziale ci fa intuire che la sua azione è mirata a cercare i pesci tendenzialmente staccati dal fondo, all’interno della “nuvola”. Secondo l’agonista della Lenza Emiliana questo è il naturale modo di insidiare questi pesci, che tendono a mangiare le particelle ed il fouillis che trovano in sospensione a pochi centimetri dal fondo. La sua esca è proposta circa 5 cm staccata dal fondo.
Durante la calata dell’esca frequentemente l’abboccata, sempre piuttosto timida, si evidenzia negli ultimi 5/10 cm di discesa, con l’antenna che rimane emersa quasi completamente anziché la metà prevista dalla taratura del galleggiante.
Pesca a 5/6 pezzi: Un filo di v.d.v. presentato a 5/10 cm dal fondo. L’innesco è centrale sul corpo della larva.
Pesca a 13 metri: uno/due fili di ver de vase presentati a radere il fondo o in appoggio 2/4 cm
 
GESTUALITA’
In tutte le pesche di velocità, uno degli aspetti fondamentali è quello della gestualità, che deve consistere nel minor numero di movimenti possibili, sempre i medesimi, fatti nello stesso modo e con gli stessi tempi, con gli attrezzi necessari sempre a portata di mano; tutto questo per ridurre al minimo i tempi morti ed ottenere il massimo risultato possibile.
Simone manovra la canna sul lato destro del corpo. Al momento del rientro la canna scorre a metà della coscia, stacca il kit (2 pezzi poiché il nostro usa una banniere molto ridotta tra vetta e galleggiante) e salpa il pesce; l’innesto maschio della canna viene appoggiato nell’incavo tra coscia e tronco. Slamatura, innesco nuovo (ogni volta!), prelevato dalla coscia destra; esca in acqua e canna filata nuovamente fuori. L’azione di pesca consiste nel calare la lenze verticalmente sempre nella stessa posizione. La parte terminale della calata è fatta lentamente per evidenziare l’eventuale mangiata in starata.
 
Simone, catturare oltre 300 pesci nell’arco delle 4 ore di gara è certamente un bel traguardo, ma analizzando le cifre, si parla di poco più di un pesce al minuto…
“Esatto. Non c’è frenesia in questa pesca ma solo la regolarità di calare l’esca 320/330 volte nello stesso punto, cercando di non sbagliare nulla, per rientrare con il pesce in canna. E’ una questione di concentrazione ed attenzione, piuttosto. Il tempo impiegato per curare i particolari lo si recupera con la regolarità delle catture.”
 
E’ comunque necessaria una grande concentrazione, senza concedersi distrazioni. Tu caratterialmente sei piuttosto irruento, come si concilia questo con la concentrazione necessaria in questi casi?
“Innanzi tutto a me piace questa tipologia di pesca e quindi mi porta ad impegnarmi al massimo. Quando sono in queste condizioni io non guardo nessuno. Siamo solo io e la mia canna. E basta.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 29/11/2012 @ 17:27:00, in PESCA AL COLPO, linkato 2134 volte)
TUBERTINI DAY 2012, L'ARTICOLO DI ANGELO BORGATTI
 
Anche per il 2012 l’evento Tubertini Day è andato in scena sul palcoscenico di Ostellato Vecchio e, come solito, la regia di Paolo Bettella e dei suoi Pescatori Padovani Tubertini è stata impeccabile.
Se a questo aggiungiamo poi che anche il meteo, inizialmente cupo e piovoso, dopo circa metà gara ha graziato i presenti concedendo loro anche qualche sprazzo di sole, favorendo non poco l’ottimo svolgimento della gara e del graditissimo “dopo gara”, a base di panini, formaggi, porchetta, vino e dolci che hanno letteralmente deliziato tutti i presenti, ecco spiegato come si possa definire questo Tubertini Day un ennesimo successo organizzativo per la compagine patavina.
Il 4 novembre scorso, poi, anche il Circondariale ha fatto la sua parte, dispensando ai quasi 300 presenti, tra concorrenti per il Colpo che per il Feeder, una buona quantità di catture considerando il periodo e l’impatto del giorno precedente, quando tutto il tratto a valle del km. 5 era stato occupato dai partecipanti al 3° Italian Master. Catture costituite prevalentemente da bremettine da 50/100 grammi, pescate prevalentemente (anche in questo caso in controtendenza con le edizioni passate) a roubaisienne anziché all’inglese, anche se no sono mancate le catture di taglia, soprattutto quando si è passati a pescare con un maggior appoggio sul fondo dell’esca.
La presenza di tantissime di queste breme lascia veramente ben sperare per il futuro del canale dal punto di vista della popolazione ittica, sempre che minacce “esterne”, leggasi cormorani, bracconieri ecc, non si accaniscano in maniera eccessiva sul canale ferrarese.
La possibilità di impiegare anche fouillis e ver de vase ha certamente facilitato ed invogliato la presenza delle breme sulle pasture Tubertini e Van den Eynde, dispensate con generosità dalle tante coppie presenti, molte delle quali convenute appositamente in loco per onorare il brand del “Biancone”.
Come detto, da quest’anno nell’evento Tubertini Day è stata inserita una specifica zona destinata agli estimatori del Feeder Fishing, specialità sulla quale l’Azienda di Bazzano, sempre sensibile all’evoluzione tecnica della pesca sportiva e dell’agonismo, sta puntando fortemente, tanto da aver inserito almeno due formazioni specifiche tra le fila della Lenza Emiliana per la stagione 2013.
Alla fine sono stati Busi Fabio e Gilli Cesare della Cannisti Renazzesi Tubertini di Ferrara, ad aggiudicarsi le due roubaisienne EXTREME CARP5000 destinate alla prima coppia assoluta, grazie agli 11.710 grammi di pesci messi in nassa.
A poco più di 1 chilo Aroldi Luigi ed Aroldi Fabiano della Boretto Po Tubertini, che hanno portato in terra reggiana due bei panchetti SIMO completi. Terzo gradino del podio per Marco Corazza ed Andrea Polesi della Lenza Emiliana. Hanno completato il lotto dei vincitori assoluti, che si sono spartiti il ricco montepremi messo in palio dall’Azienda, rispettivamente: Aldegheri Daniele e Magrini Fabrizio del Team Crevalcore di Bologna, Bernardo Fezzoli e Mauro Zanolli de Lo Squalo Diamant di Brescia e Lorenzo De Maria ed Andrea Martelli del GPO di Bologna.
Stranamente, in questa occasione è risultata meno generosa la pescosità nella zona dedicata al Feeder, in netta controtendenza a quanto accaduto solamente il giorno precedente, in occasione dell’Italian Master, quando i praticanti questa disciplina avevano realizzato nasse da capogiro. Ad onor di cronaca va anche detto che le zone in cui sono stati dislocati i feederisti erano una agli antipodi dell’altra: nell’estremo tratto a valle di Covato il sabato (attorno al 250, per capirci) e, come detto, nel tratto a ridosso del cancello la domenica. Presumibilmente i tratti presentano una naturale differenza di concentrazione ittica che giustifica questo risultato.
 In questa sezione, comunque, hanno prevalso due neo acquisti della Lenza Emiliana Tubertini Feeder, Trani Giuseppe e Nonni Stefano, che con questo bel risultato hanno inaugurato al meglio il loro esordio tra le fila dei feederisti di Bazzano. Per loro un peso complessivo di 6.110 grammi, sufficienti a battere per una incollatura la coppia Paolo De Giudici/Andrea Berzacola del G.P.O. Tubertini. Terzi assoluti Verter Bergonzoni ed il Vicecampione italiano 2012 Riccardo Favalini, ancora del GPO Tubertini.
 
articolo di Angelo Borgatti
 
GUARDA IL VIDEO DELLA PREMIAZIONE DEGLI ASSOLUTI AL TERMINE DEL TUBERTINI DAY 2012
 
 
 
 


 
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Di Admin G.P.O. (del 16/10/2012 @ 23:46:14, in PESCA AL COLPO, linkato 1673 volte)
FRANCESCO MINGHELLI, UN “TAPPO” QUASI AZZURRO…
Articolo di Angelo Borgatti
 
IL Club Azzurro Seniores e’ terminato da poco piu’ di 48 ore ed e’ il momento delle analisi. Per noi del G.P.O. Tubertini anche questa competizione ci tocca da vicino, visto che dentro al Club abbiamo avuto, negli anni, diversi nostri Soci/amici che si sono sempre distinti sia come risultati che, ancora piu’ importante, come sportivita’. A memoria mi vengono in mente, negli ultimi anni, Paolo Savini, gestore del mitico negozio “L’Hobby” di Faenza, poi Lorenzo De Maria, che e’ arrivato alla maglia Azzurra un paio d’anni orsono o poco piu’; e’ stato poi il momento di Moreno “Morello” Ravaglia che, oltre a vincere un grande tricolore individuale lo scorso anno, alla maglia Azzurra e’ arrivato nell’anno del mitico Mondiale di Ostellato, e quest’anno ha vinto l’Europeo a Squadre… Moreno e’ poi passato alla Lenza Emiliana, facendosi onore, ma un pezzetto di lui e’ ancora GPO e lo restera’ ancora per molto (almeno per noi). Da un paio di stagioni la nostra Societa’ e’ rappresentata nel Club Azzurro da Francesco Minghelli, meglio conosciuto da tutti come “tappo”!
 
 
Francesco e’ entrato nel Club un po’in sordina e lo scorso anno lo ha trascorso ad ambientarsi ad un livello competitivo di altissimo tenore; quest’anno, dopo sei gare difficilissime e tirate, nelle quali ha realizzato anche due sonanti primi nella seconda gara di Medelana e nella quinta, ad Ostellato, e’ arrivato a sfiorare la mitica maglia Azzurra, sogno e punto di arrivo di ogni agonista italiano.
“Tappo” (chissa’ poi perche’ questo sopranome, visto che e’ tutt’altro che piccolo!) lavora come magazziniere alla Tubertini ed e’ a contatto quotidianamente con buona parte del gotha dell’agonismo tricolore, nelle vesti dei vari campioni della Lenza Emiliana Tubertini come “Ferro” Gabba, Simone (Carraro), “Ballabio” Ballabeni, Giuliano Prandi ma non solo, visto che a Bazzano transitano, per vari motivi, tanti campioni di ieri e di oggi del nostro agonismo, Ecco quindi che “Tappo” mastica scatoloni ed agonismo per 8/10 ore al giorno, festivi compresi, e da questa frequentazione ne ha sicuramente tratto tanto ma la scintilla del campione luccicava in lui anche prima.
Francesco, quest’anno, e’ stato il miglior atleta targato Tubertini, dopo Simone il marziano, di tutto il Club e si e’ lasciato alle spalle fior di campioni ed Azzurri titolati. E tutto questo non per caso.
Per questo credo sia giusto tributargli un grande “Complimenti Tappo e grazie”, da tutto il GPO Tubertini!
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 29/09/2012 @ 21:21:08, in PESCA AL COLPO, linkato 1250 volte)
IL GRANDISSIMO 2012 DI GIOVANNI BOTTAZZI
Articolo di Angelo Borgatti
 
Credo che il 2012 sara’ un anno che Giovanni Bottazzi ricordera’ certamente!
Il portacolori della Boretto Po Tubertini, infatti, dopo i successi locali e lo splendido Titolo italiano individuale Disabili conquistato a Peschiera nel giugno scorso, ha recentemente attaccato alla propria bacheca personale anche il bronzo a squadre e il fantastico argento individuale vinti al Mondiale Disabili svoltosi agli inizi di agosto a Coimbra, in Portogallo, sul Rio Mondego.
Giovanni ha disputato due splendide prove, contribuendo in maniera determinante al bronzo a squadre.
E’ innegabile che, alla luce dei risultati finali, rimanga in bocca qualche traccia di amaro per l’occasione sfuggita di un risultato ancora migliore, ma l’esperienza ci insegna che, oltre alla “fame”di successi, i campioni debbono avere anche le indispensabili doti della sportivita’ e dell’accettazione del risultato conseguito sul campo, anche in virtu’ del valore degli avversari. 
Certo che dopo la prima prova, con la Nazionale azzurra seconda dietro i padroni di casa ed il nostro Giovanni Bottazzi che realizza l’assoluto con oltre 5000 punti di bogas, un pensierino di en plein ce lo avevamo proprio fatto, lo confesso!
Purtroppo la gara di domenica si e’ rivelata ulteriormente difficile per gli Azzurri ed anche le altre nazionali hanno messo a punto tutti i particolari per migliorarsi, soprattutto i tedeschi, che riescono a precederci in graduatoria generale per una sola penalita’, 23 a 24, mentre i portoghesi, logicamente, sfruttano appieno la perfetta conoscenza del fiume di casa e vincono l’oro a squadre.
A livello individuale il rammarico e’ ancora maggiore, dal momento che Bottazzi, forte dell’assoluto del sabato, deve cedere per una incollatura l’oro individuale al portoghese Marques, beniamino di casa e fortissimo nella pesca delle bogas, la nostra lasca, che qui raggiunge taglie considerevoli e che noi non peschiamo mai a livello agonistico.
Nella gara della domenica il parmense alla corte del Presidente Zanichelli, della Boretto Po Tubertini, e’ stato sorteggiato proprio al fianco di Marques e si e’ consumata una sfida al cardiopalma sul filo dell’ultima bogas. I due terminano entrambi con oltre 5000 punti, un punteggio stratosferico con questi pesci e su questo campo di gara, estremamente tecnico e difficile, che richiede notevoli doti di concentrazione e precisione di pesca e pasturazione. Purtroppo Bottazzi la domenica non e’ riuscito a ripetersi e si e’ dovuto “accontentare” del secondo di settore e della medaglia d’argento individuale, distanziato dal lusitano di sole 11 bogas e con un peso per entrambi oltre i 10.200 punti complessivi!
 
Dalle parole di Giovanni il racconto della settimana portoghese:
 “E’ stata comunque una esperienza molto bella e voglio ringraziare tutti i componenti della spedizione, dai miei compagni di squadra al C.T. Neri, ai nostri accompagnatori e a tutto lo staff federale, che non ci ha fatto mancare nulla.
Il Rio Mondego lo conoscevo gia’ per averci disputato il Mondiale qualche anno fa. Si e’ confermato un fiume difficile, con dei pesci, le bogas, che vanno pescate con grande precisione a filo fondo, esclusivamente a ver de vase, e pasturate continuamente e con grande precisione.
Sono contento del mio Mondiale, arrivare a ridosso del campione locale pescando i suoi pesci credo sia un buon risultato, quindi…”
 
Vuoi raccontarmi con quali materiali Tubertini ha conquistato le tue due medaglie mondiali?
 “Ti confermo che questa e’ stata una di quelle competizioni in cui le attrezzature sono state veramente un asso nella manica per avere un buon risultato. Iniziando dalla EVOLA 9000, la mia roubaisienne, che con la sua leggerezza e bilanciatura e’ stata una compagna perfetta in una pesca in cui prontezza, leggerezza e precisione sono determinanti.
Anche i galleggianti che ho usato, i nuovi PRO 109, hanno fatto appieno il loro dovere nella corrente del Rio Mondego, che spesso aveva degli sbalzi di intensita’ e il cui letto ricco di erbe va letto alla perfezione per pescare nei corridoi liberi.
Le mie lenze ed i miei terminali li ho realizzati con il collaudatissimo Piu’Piu’ mentre gli ami che usato sono stati quelli della Serie 18 Pink nelle misure dal 20 al 24. Voglio ringraziare lo sponsor Tubertini per l’appoggio tecnico che mi ha fornito anche in questa occasione oltre a quanto fa per la mia Societa’, la Boretto Po.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 29/09/2012 @ 21:05:56, in PESCA AL COLPO, linkato 1393 volte)
STEFANO BOCCAZZI VINCE IL GARONE NELLA FIUMA
Articolo di Angelo Borgatti
 
Il reggiano Stefano Boccazzi, della Boretto Po Tubertini, ha iscritto il proprio nome nell’albo d’oro di questa bella manifestazione ferragostana organizzata dalla medesima societa’ della bassa reggiana.
Il Sodalizio del Presidente Andrea Zanichelli, sempre attivissimo ed uno degli artefici, assieme al mitico “Carpein”, degli importanti lavori di recupero della Fiuma, ha messo in campo anche quest’anno una perfetta organizzazione per questa gara di due giornate che richiama sulle sponde del canale reggiano tanti bei nomi dell’agonismo nazionale come Ferruccio Gabba, Simone Carraro, Gianluigi Sorti, il C.T. della Nazionale Rudy Frigieri ed ancora Marco Manni, Maurizio Fedeli, Bruni ecc.
La concomitanza poi con la prossima gara dell’Eccellenza Nord ha ulteriormente caricato di significati agonistici l’evento andato in scena il 18/19 agosto, richiamando sulle sponde della Fiuma Mandria vecchia anche un discreto pubblico di appassionati che hanno cercato di carpire qualche segreto ai tanti campioni presenti.
La Fiuma si e’ dimostrata assai generosa con chi l’ha saputa interpretare in maniera adeguata, infatti la totalita’ dei settori sono stati vinti nei due giorni di gare sempre con oltre 8.000 punti!
Tra tanti assi dell’agonismo nazionale, e’ stato uno dei beniamini di casa, Stefano Boccazzi appunto, ad avere il sopravvento sui 62 presenti con 2 penalita’ totali ed oltre 17.000 punti; in questo modo si e’ aggiudicato il prestigioso premio di 1.000 euro messo in palio per l’assoluto del “Garone 2012”, precedendo nell’ordine D’Antona, Ferruccio Gabba, Tonelli, Bertuletti, Carraro, Ruozzi, tutti con 3 penalita’, Bonaveri, Polesi e Govi con 4.
 
E’ lo stesso Andrea Zanichelli a raccontarmi delle variabili tecniche da impiegare in Fiuma in questo periodo, con acque molto veloci a causa del pompaggio dal Po per motivi irrigui:
 “Sostanzialmente si possono utilizzare vele o piastre fino a 20/25 grammi per pescare fermi o molto rallentati sulla pasturazione di inizio gara, oppure galleggianti normali da 3/6 grammi per pescare a passare, magari con un appoggio molto generoso sul fondo.
Le linee di pesca possono essere a 4/5 pezzi di canna oppure a 13 metri, alternando le due opzioni durante la gara.
Come fondo iniziale siamo soliti lanciare una decina di palle di Super Crack di Van den Eynde addizionata di una uguale misura di terra di fondo nera Black Heart Heavy. La pasturazione di mantenimento consiste in una palla scodellata regolarmente ogni 15/20 minuti sul luogo di pesca. E’ buona norma mantenere alimentato le due linee di pesca per alternarle tra di loro, dal momento che spesso le mangiate non hanno continuita’ per tutta la durata della gara.
Noi della Boretto Po Tubertini qui impieghiamo molto il Frisbi, una piastra di Tubertini che ci consente di stare sia ben fermi sulla pastura che di pescare in movimento, a seconda del comportamento dei pesci. Le nostre lenze le creiamo con il Piu’Piu’ dello 0.148 per la madre lenza mentre i finali sono dello 0.108 e 0.117 per legare ami n°18 e 16 della serie 18.
Essendo della zona la Fiuma e’ un po’ il nostro canale, che frequentiamo assiduamente e quindi abbiamo dimestichezza sul come far lavorare lenza ed innesco in relazione alla velocita’ dell’acqua ed al comportamento dei pesci. Comunque pescare in Fiuma e’ sempre molto bello ed affascinante per tutti, dal momento che non si e’ mai totalmente tagliati fuori dalla gara e le alternative possono essere diverse a seconda della stagione e del movimento dell’acqua. Per questo invitiamo chinque nnon vi abbia mai pescato a venirci a trovare durante una delle tantissime gare anche infrasettimanali che organizziamo qui e sono sicuro che si innamorera’ della Fiuma Mandria, vecchia o nuova che sia.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 29/09/2012 @ 20:48:42, in PESCA AL COLPO, linkato 2468 volte)
SUL TEVERE AD UMBERTIDE INTERNATIONAL 2012 A FRANCESCO VASELLI
Articolo di Angelo Borgatti
 
36 anni, sposato, 2 figli, impiegato: questo l’identikit di Francesco Vaselli, neo vincitore dell’International Fishing 2012 disputatosi, come da copione, sul Tevere, ad Umbertide, con la solita precisa regia di Sandro Zucchini.
Francesco è un agonista in forza alla Vasca Azzurra Tubertini di Pisa e disputa il Trofeo A3 Colpo.
E’ alla sua prima partecipazione all’International ma non è nuovo a gareggiare ad Umbertide in manifestazioni così prestigiose, dal momento che già nel 2011 era giunto terzo assoluto alla MatchFishing Cup.
In questa occasione le sue due prove sono state disputate rispettivamente il sabato a Carpina bassa, sopra la scogliera, mentre domenica è stato sorteggiato alle Schioppe.
Nella gara di sabato la sua attenzione si è rivolta prevalentemente ai cavedani, insidiati dapprima a 6 pezzi poi a 11.50, a galla.
E’ lo stesso Francesco che mi descrive la sua azione di pesca ai sospettosi cavedani umbri: “La mia partenza è stata a sei pezzi di canna dove ho trovato subito qualche pesce; a questa distanza, però, nono sono durati molto e quindi mi sono allungato ad 11.50, distanza alla quale ho terminato la gara catturando prevalentemente cavedani ed un paio di carpette mantenendo i pesci a galla con frequenti fiondatine di bigattini e pescando con un orsetto appena appuntato su di un amo del 24 della serie 247 di Tubertini legato su dei finali da 25 cm. dello 0.074 del Fluiorine. Vinco il sabato con 8.060.”
  
E la seconda prova? Alle Schioppe si fanno pesi importanti…
 “Sono stato anche fortunato avendo avuto in sorteggio il primo picchetto del campo gara. Ho iniziato pescando a 13 m. a mezz’acqua, con la profondità che avevo sondato alla distanza del 5° pezzo. Ho pasturato solamente con del Tortue di mais fine Tubertini, non troppo bagnato per poterlo lanciare bene, ma che comunque facesse una bella macchia a mezz’acqua, addizionato di canapa e mais. La mia lenza era un 4x12 montato su di una madre lenza Hercules Tubertini dello 0.16 diretto, che portava legato un 12 della serie 21 da usare impiegando il mais. La stessa pasturazione l’ho fatta sul 5° pezzo, alternativa da usare nella seconda parte della gara. Come pasturazione di mantenimento solo mais fiondato con regolarità. I pesci sono entrati quasi subito a 13 metri. Dopo un ‘ora sono venuto sulla corta distanza ed ho trovato delle belle carpe; la prima era sui 4 kg. circa e mi ha fatto veramente sudare per metterla in nassa. Fortunatamente le punte che avevo predisposto per pescare a quella distanza, corredate da un elastico cavo Hunter da 2.6 mm. hanno fatto appieno il loro dovere ed alla fine vinco il settore con oltre 29 chili di carpe, carassi e cavedani. Questo peso mi ha consentito di terminare primo assoluto con oltre 37 chili complessivi nei due giorni.”
 
Complimenti allora Francesco, per un risultato così prestigioso che ti iscrive nell’albo d’oro dell’International. Vuoi ringraziare qualcuno per l’occasione?
 “Innanzitutto la mia famiglia e poi la Vasca Azzurra Tubertini, la Società nella quale milito da oltre 20 anni. Anche allo sponsor Tubertini è giusto dare il dovuto ringraziamento per l’aiuto che da alla Vasca Azzurra e, di conseguenza, a noi agonisti.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 25/09/2012 @ 17:02:59, in PESCA AL COLPO, linkato 2018 volte)
STEFANO E GIULIANO: BRAVI!       
TERZA PROVA REGIONALE EST CANALE FIUMA 23 SETTEMBRE 2012
Articolo di Angelo Borgatti
 
Ieri 23 settembre 2012 siamo stati in Fiuma per la terza prova del Regionale Est.
Due squadre a rappresentare il “nostro” GPO Tubertini in questo bel campionato ancora a misura d’uomo.
Ieri, tra le altre, sono successe almeno due belle cose, che credo sia giusto portare alla conoscenza di tutti: l’esordio in questo campionato di Giuliano Marinella che, chiamato a sostituire un titolare della squadra B assente per infortunio, ha risposto alla grande con un sonante 2° di settore in un campo di gara nient’affatto facile da interpretare, con pesci sospettosi e difficili, e la sonante vittoria di Stefano Sapia, noto spacciatore romagnolo di pesce surgelato ed appassionante appassionato di agonismo! (Sito S.I.C.A. http://www.sica-cesenatico.it/chisiamo.html )
Supportato da una sponda d’eccezione come Marco “Ronca” Roncassaglia, che lo ha preso per mano il sabato con la pesca all’inglese e per …i fondelli la domenica, per non farlo distrarre troppo, Stefano ha centrato un primo bello e chiaro, pur gareggiando in posto non certo favorevole come il picchetto 5 del settore terminale.
Roubaisienne prima e pesca all’inglese interpretate perfettamente hanno portato Stefano alla sua prima vittoria in un campionato ufficiale FIPSAS.
Ad entrambi un grande e sentito GRAZIE, da tutti noi!
 
Stefano Sapia Giuliano Marinella
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
 
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