GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 SESSIONE NOTTURNA A CARPFISHING DI DAVIDE CATTABRIGA DEL TEAM KAPPOTTO... di Admin G.P.O.
 
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L'uomo giovane sa tutte le regole ma l'uomo anziano conosce le eccezioni

Oliver Wendell Holmes (fisico e professore americano)
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Titolo
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 13/10/2012 @ 18:11:34, in ITINERARI, linkato 4696 volte)
LAGO DI ENDINE IN PROVINCIA DI BERGAMO
 
Il lago di Endine e’ un lago della Provincia di Bergamo di 2,1 km2. Situato a 337 m s.l.m. nella Val Cavallina, sviluppa un perimetro di circa 14 chilometri ed e’ diviso tra i comuni di Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico e Spinone al Lago.
Il lago di Endine, provincia di Bergamo si trova in Val Cavallina. Si raggiunge facilmente da Lovere e da Riva di Solto, o in senso inverso da Casazza, percorrendo la Strada statale 42 del Tonale e della Mendola che lo costeggia lungo tutta la sua sponda occidentale. Il lago occupa la parte centrale della valle, donandole caratteristiche peculiari tra cui una variegata flora spontanea. Con una forma allungata, il lago e’ situato a 340 metri di altitudine ed e’ alimentato, com’e’ tipico dei bacini montani, da numerosi torrenti che scendono dai monti circostanti e ha un unico emissario, il Cherio, che scorre poi nella pianura per andare a confluire nell’Oglio.
Il lago, incassato nella stretta valle tra alti rilievi, ha conservato pressoche’ intatto l’ambiente naturale classificato in un primo tempo zona di "rilevante interesse ambientale" dalla Regione Lombardia, successivamente Parco e come tale soggetto a tutela.
Le rive alternano fitti canneti, luogo di riproduzione della ricca fauna ittica e rifugio per la fauna avicola, a piccole spiagge molto frequentate nei fine settimana dai turisti che vi possono consumare la colazione al sacco in aree appositamente attrezzate.
Le acque, sufficientemente limpide, tendono ad un caratteristico colore verde scuro. Sulla sponda occidentale, oltre la strada statale 42, il territorio e’ intensamente antropizzato, soprattutto nel settore inferiore; la sponda orientale meno soleggiata, per contro, presenta pochi abitati.
Il perimetro del lago e’ totalmente percorribile, essendo affiancato sul lato est dalla strada che collega Monasterolo del Castello a Endine Gaiano. Qualche chilometro a nord-est di quest’ultimo centro si incontra un altro minuscolo specchio d’acqua, il lago di Gaiano, lungo non piu’ di 200 metri e largo 100, molto rinomato per la pesca al luccio.
L'abitato e il territorio circostante non presentano sopravvivenze monumentali di grande rilievo a parte il castello medievale dei Suardi situato a Bianzano, da cui si potevano controllare i traffici sul lago. Vi si praticano gli sport d’acqua (vela, windsurf, canoa e canottaggio), e la pesca.
Non e’ consentito il campeggio libero, ne’ l'uso di barche a motore.
Antiche mulattiere da Endine Gaiano e dalla riva destra salgono sino a Ranzanico e da qui a Bianzano. I piccoli paesi rivieraschi hanno chiesette ricche di opere d’arte.
Nei giorni piu’ freddi dell'inverno il lago si ricopre di uno strato di ghiaccio e si può percorrere a piedi e in alcuni punti con i pattini o in bicicletta (per quanto vietato dai regolamenti comunali per motivi di sicurezza). La percorribilita’ invernale del lago ghiacciato era sfruttata fino al XIX secolo per raggiungere da Monasterolo la riva occidentale, attraverso il punto piu’ stretto del lago, la’ dove il promontorio di Monasterolo, tenuto a parco pubblico, si protende verso Spinone.
Fino a qualche decennio fa era tradizione attendere che, al formarsi della crosta di ghiaccio, il parroco di Endine benedicesse la stessa prima che qualcuno osasse avventurarvisi sopra. Pare che la Curia abbia sconsigliato il parroco dell'assumersi le responsabilita’ connesse a tale azione e, di conseguenza, la cerimonia della benedizione del ghiaccio e’ stata abolita.
Il Lago di Endine e’' il luogo ideale per una vacanza all'insegna del relax e svago. Lungo la costa si scoprono spiaggette alberate ed angoli di natura incontaminata. Molti i ristoranti direttamente sul lago che vi aspettano con cortesia per farvi assaporare i piatti tipici della zona. Si possono noleggiare pedalò, canoe, barche per una tranquilla giornata nel meraviglioso lago. Questo luogo, dall' atmosfera magica trasmette ai visitatori serenita’ e conferisce un clima vacanziero fatto di cose semplici. Si raggiunge facilmente da Lovere e da Riva di Solto.Si colloca in una delle piu’ belle valli bergamasche: La Valle Cavallina.Il lago di Endine occupa la parte centrale della valle donandole caratteristiche peculiari.La superficie del lago e’ piu’ modesta rispetto a quella del lago d’Iseo ( 2,34 Km quadrati).E’ alimentato dalle acque provenienti dal monte Boario e da altri corsi minori.Abbondano nel lago le seguenti specie di pesci: Luccio, Savetta, Cavedano, Scardola, Persico, Carassio, Persico sole, Trotto, Persico trota, Carpa, Tinca, Lucioperca, Alborella, Ghiozzo. Le localita’ da visitare del lago di Endine sono: Monasterolo, Endine, Spinone al lago, San Felice al lago, Ranzanico. Monasterolo e’ uno dei centri piu’ frequentati del lago, soprattutto nel periodo estivo. Interessante e’, infatti , il centro storico medievale che si adagia fino alla riva. Un sito da visitare e’ il Castello Medievale con il suo bellissimo giardino dove si trovano numerose essenze dai colori vivaci. All’interno del castello nel ‘600 fu edificata una chiesetta e dedicata a S. Anna. Il Spinone al lago gode di buona posizione: il nucleo antico si trova un poco monte del lago e presenta una bella architettura romanica, come la chiesa di S.Pietro in Vincoli, probabilmente uno degli edifici religiosi piu’ antichi della valle. Anche a Spinone vi era una castello ma fu abbattuto nel secolo XV. Interessanti escursioni regaleranno al visitatore splendidi scorci su tutto il lago.L’abitato di Ranzanico si trova ad una quota di 520 metri; il centro antico conserva i resti della fortificazione (la torre sulla piazza)
 
LUOGHI NELLE VICINANZE DA VISITARE
Monasterolo del Castello deve il suo nome ad un antico monastero benedettino. Ospita inoltre un castello trecentesco posto sopra una collinetta e quasi nascosto allo sguardo dal folto parco che lo circonda.
Sito del comune di Monasterolo del Castello
 
Spinone al Lago, sorto in epoca post-romanica e posto in riva al lago di Endine, e’ noto per le fonti termali di San Carlo alle quali si narra si sia ristorato San Carlo Borromeo durante una sua visita nel 1575. Ancora oggi si può bere l'acqua alla "Fonte spinosa" nella Valle del Tuf. Spinone ospita la chiesetta di San Pietro (XI secolo) tutta in pietra viva e circondata da cedri e cipressi, e’ l’unico esempio di architettura romanica sul lago di Endine.
Sito del comune di Spinone del Lago
 
La Valle del Freddo: in alta Val Cavallina, subito dopo il laghetto di Gaiano, la Valle del Freddo, conosciuta anche come Valle del Diavolo, e’ forse il fenomeno naturale piu’ interessante e singolare dell’intero territorio bergamasco per via del suo particolare microclima. In questa localita’, posta a soli 360 metri di altitudine, cresce infatti un’ampia varieta’ di flora di norma rintracciabile solo a quote superiori a 1500 metri. Tutto ciò avviene perche’ nel terreno si generano correnti d’aria a temperatura bassissima (2-4 gradi) che fuoriescono da una serie di buche poste nel fondo della valletta e consentono la sopravvivenza, anche durante l'estate, della vegetazione alpina tra cui la stella alpina. La Valle del Freddo e’ un parco visitabile nei mesi di maggio, giugno e luglio.
 
FAUNA ITTICA PRESENTE NEL LAGO
Alborella, Anguilla, Carassio, Carpa, Cavedano, Cobite, Ghiozzo, Luccio, Lucioperca, Persico, Persico sole, Persico trota, Rodeo amaro, Savetta, Scardola, Siluro, Tinca, Triotto, Vairone
 
CARPFISHING AL LAGO DI ENDINE
Regolamento per l’esercizio del Carp fishing con attendamento sulle rive del lago di Endine e
individuazione delle aree idonee.
Sono individuate sul territorio dei rispettivi comuni le postazioni ritenute idonee per l’attendamento
dell’attivita’ di Carp fishing come da cartografia allegata con numerazione progressiva da 1 a 17 e
opportunamente segnalate con apposita cartellonistica.
Non e’ consentito attendarsi e successivamente richiedere l’autorizzazione.
Ogni pescatore prima di esercitare la pesca alla carpa da postazione fissa con attendamento deve
munirsi con congruo anticipo di autorizzazione rilasciata dal comune di competenza.
L’autorizzazione all’attendamento e’ personale e non cedibile a nessun titolo, il titolare
dell’autorizzazione deve essere presente in loco.
Possono essere fatte al massimo n. 4 richieste annue sulla medesima postazione dalla medesima
persona.
La rinuncia all’occupazione deve essere tempestivamente comunicata al comune interessato
I moduli per la richiesta di attendamento possono essere ritirati presso gli uffici dei rispettivi
comuni:
Comune di Endine Gaiano
Via F. Nullo, 2 -24060 Endine Gaiano (BG), tel. 035/825005 – 035 826208 fax. 035/827221
Comune di Monasterolo del Castello
Piazza Papa Giov.XXIII, 5 -24060 Monasterolo del Castello (BG), tel. 035/814515 fax.035/814526
Comune di Ranzanico
Piazza Caduti, 1- 24060 Ranzanico (BG), tel. 035/829022 fax. 035/829268
Comune di Spinone al Lago
Via G. Verdi, 17- 24060 Spinone al Lago (BG), tel. 035/810051 fax. 035/811345
Comunita’ Montana Val Cavallina
Via Don Luigi Zinetti, 1 -24060 Casazza (BG), tel. 035/810640 fax. 035/811536
presso la Casa del Pescatore a Monasterolo tel. 035/814741
presso il negozio “Tutto pesca” di Ranzanico tel. e fax. 035/819365
 
Sito da cui si puo’ eseguire il download del modulo per l’autorizzazione
 
 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 05/10/2012 @ 18:59:07, in ITINERARI, linkato 18202 volte)
LAGHETTI DEL ROSARIO
UN'OASI STORICA QUASI NEL CENTRO DI BOLOGNA
NUOVA GESTIONE DELLA RISTORAZIONE E DEI LAGHETTI
Articolo di Giuseppe Stagni
 
A due passi da Bologna, in un parco stupendo circondato da 7 bellissimi laghi, la pesca sportiva e la ristorazione fanno dei Laghetti del Rosario un posto meraviglioso per passare intere giornate a praticare il vostro sport preferito anche con la famiglia.
 
 
 
Gabriele, Silvia e Luca sono i nuovi giovani gestori dei laghetti del rosario, essendo giovani sono pieni di idee in perenne evoluzione e hanno una gran voglia di fare. Questi 3 simpatici ragazzi stanno plasmando questi laghetti storici della nostra citta' creando un impianto sportivo per la pesca sportiva sicuramente tra i migliori della nostra regione.
Vale sicuramente la pena di andarli a trovare!
 
 
 
COME RAGGIUNGERE I LAGHETTI DEL ROSARIO
Dall'uscita della tangenziale nr. 5 girare a destra in direzione Castel Maggiore, avanti 20 mt circa girare a sinistra per via Ca' Rosa.
In fondo alla strada girare a destra per via del Rosario e proseguire dritto sino all'insegna dell'entrata dei laghetti.
 
RISTORAZIONE AI LAGHETTI DEL ROSARIO
Le vere crescentine bolognesi, con affettati, ottimi formaggi, verdure sott'olio, tigelle e ottimi dolci casalinghi serviti in un ambiente completamente ristrutturato e pulitissimo.
Disponibile anche servizio TakeAway, ordini e ti porti a casa tutto il gusto delle crescentine e tigelle preparate dal Cuoco Luca!
SERATE MUSICALI AI LAGHETTI DEL ROSARIO
Lo Staff dei laghetti, durante i fine settimana, organizza serate musicali dal vivo con spettacoli.
Per tenersi aggiornati sui vari eventi conviene visitare il profilo dei laghetti del rosario su Facebook.
 
Vista la notevole affluenza di clienti, per le serate, e gradita la prenotazione.
Per ottenere maggiori informazioni sugli eventi : info@laghettidelrosario.com
Oppure visitate il profilo Facebook dei Laghetti del Rosario : http://www.facebook.com/laghettiDelRosario 
 
 
INIZIATIVE AI LAGHETTI DEL ROSARIO
Lo Staff dei laghetti e' una fonte inesauribile di iniziative sia per i clienti del ristorante e sia per i frequentatori dei laghi di pesca sportiva. Queste iniziative, durante l'anno, si susseguono senza sosta. Ci si puo' tenere informati su queste iniziative visitando spesso il loro sito oppure consultando il profilo Facebook dei laghetti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PARLIAMO DEI LAGHETTI.....
 
 
 
TECNICHE DI PESCA POSSIBILI
Pesca con la bolognese
Pesca con l'inglese
Pesca a fondo
Pesca con canne fisse dotate di elastico interno molto robusto :o)
Pesca a ledgering
Pesca a Feeder
Pesca a CarpFishing
Pesca a Spinning e Casting da riva, da Belly Boat o da Natante
Pesca a Mosca da riva, da Belly Boat o da Natante
N.B Possibilita' di noleggiare barche e motori elettrici
 
 
 
Gli specchi d'acqua dei laghetti del rosario sono 7 di cui 6 NO KILL (catch and release) e 1 prendi e porta a casa
 
ELENCO DEI LAGHI
Lago A dalle dimensioni importanti dedicato al carpfishing
Specie presenti: Carpe con esemplari veramente enormi, Carpe Koi, Storioni, Amur, Siluri
Sono presenti 12 comode postazioni adatte per posizionare anche la tenda da carpfishing
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti
 
Lago B per la pesca a fondo o con galleggiante nella modalita catch and release
Specie presenti: Carpe, Temoli Russi fino ad oltre 40 Kg, Storioni, Amur, Pesce gatto americani, Siluri.
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti
Questo lago e' utilizzato, nel periodo invernale, principalmente per la pesca alla trota

Lago C dedicato alla pesca junior dove sara' in programmazione l'opportunita' di fare dei corsi di pesca con galleggiante o spinning.
Specie presenti: Carpe Koi, Carpe piccole, Black Bass, Amur piccoli, Storioni piccoli, Persici Sole, Pesci Rossi, Pesci Gatto.
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti

 
Lago D "prendi e porta a casa"
Specie presenti: Carpe, Amur, Pesce gatti nostrani, Pesce gatti americani, Pesce gatti africani, Storioni, Siluri.
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti

Lago E per la pesca a spinning e mosca con lucci e bass da riva, da belly boat e da natante
Specie presenti: Lucci e Black Bass anche di notevoli dimensioni.
Possibilita' di noleggiare barche e motori elettrici
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti

Lago F e' un lago dalle dimensioni importanti dedicato alla pesca a mosca, a spinning e a casting al Black Bass da riva, da Belly Boat o da natante
Specie presenti: Prevalente il Black Bass con esemplari molto belli, Amur, Carpe, Siluri.
Questo lago, nel periodo invernale, e' utilizzato per la pesca no kill a trote di notevoli dimensioni (iridee, fario, lacustri, fario stellate e salmerini)
Possibilita' di noleggiare barche e motori elettrici
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Telefono : 051 6344571
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SITI E PROFILI INTERNET DEI LAGHETTI DEL ROSARIO
Gallerie fotografiche su Flickr : http://www.flickr.com/photos/68879695@N04
Indirizzo civico : Via del Rosario, 14 - 40131 Bologna
 
CURIOSITA'
Nel periodo estivo 2012, i laghetti del rosario, sono stati il luogo di ritrovo per le riunioni del GPO Imolese Tubertini, e spesso, i nostri ragazzi frequentano sia i laghi di pesca sportiva che il ristorante.
 
 

LAGO B STAGIONE DELLA TROTA DAL 1 NOVEMBRE 2012 AL 31 MARZO 2013

Turni di pesca da novembre a marzo dalle 8.30 alle 16.30 dal martedi’ al venerdi’, il sabato e la domenica dalle ore 7.00 alle ore 15.30.

Immissioni ogni sabato e domenica di quintali 4 per un totale di 800 kg pezzatura media 350 gr. Appena disponibili verranno immesse pezzature sopra il kilo e mezzo dove verranno premiati i prelevamenti.

Costo per turno unico 25€ con due canne nessun limite di catture!!!

il mercoledi’, giovedi’ e venerdi’ turno unico 20€ due canne nessun limite.

 

Vietato pasturare utilizzo di un amo singolo ogni canna consentite tutte le tecniche di pesca ed esche. Vietato trattenere qualsiasi specie ittica ad esclusione della trota

 

TROTA SPINNING LAGO F CALENDARIO IMMISSIONI

 (ogni immissione 1,5 quintali) pezzature dal kg in su

  • apertura giovedi’ 1 novembre gia’ immessi
  • sabato 3 novembre
  • sabato 10 novembre
  • sabato 17 novembre
  • sabato 24 novembre

Dal 27 novembre al 2 dicembre nel lago spinning PORTI A CASA!

  • Mercoledi’ 5 dicembre
  • sabato 15 dicembre
  • sabato 22 dicembre
  • sabato 29 dicembre

dal 2 gennaio al 6 gennaio nel lago spinning PORTI A CASA!

CHIUSURA LAGO PER FERIE DAL 7 GENNAIO AL 31 GENNAIO COMPRESI

  • venerdi’ 1 febbraio
  • sabato 9 febbraio
  • sabato 16 febbraio
  • sabato 23 febbraio

dal 26 febbraio al 3 marzo PORTI A CASA!

  • Mercoledi’ 6 marzo
  • sabato 16 marzo
  • sabato 23 marzo
  • sabato 30 marzo

dal 2 aprile al 7 aprile PORTI A CASA! 

Sabato 30 marzo Termine immissioni trote

COSTI SPINNING NO KILL 4,00€ l'ora giornata intera 15,00€.

NELLE SETTIMANE CHE SI PORTA A CASA LA TROTA:

8,00€ l'ora (spinning,striscio, bombarda, vetrino) max 10 catture.

Divieto assoluto di prelevare qualunque specie ittica, al di fuori della trota.

La trota potra essere prelevata solo nelle date indicate nel calendario.

 
 
LE GALLERIE FOTOGRAFICHE DEL GPO IMOLESE TUBERTINI DEDICATE AI LAGHETTI DEL ROSARIO
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 22/01/2012 @ 19:41:10, in ITINERARI, linkato 6818 volte)
LAGHI C.S.A.A. CENTRO SPORTIVO ALL'ARIA APERTA BENTIVOGLIO BOLOGNA
articolo di Angelo Borgatti (giornalista di Noi Pescatori, Pesca In e agonista del GPO Imolese Tubertini)
  
Questo lago, che ha ospitato varie manifestazioni di prestigio (Varie edizioni dell’HYDRA DAY, TUBERTINI DAY 2008, Campionati Lui e Lei ARCI PESCA, PRIMO MEETING DELL’AMICIZIA 2012, WINTER CUP 2010 2011 2012 ecc. ecc.) e’ un invaso rettangolare di circa 300 metri di lunghezza per oltre 35 di larghezza, con una profondità media di m. 2.60/2.80. Alla distanza di tre/quattro metri da riva il fondo raggiunge la massima profondita’ e rimane regolare e abbastanza pianeggiante sino alla medesima distanza dalla sponda opposta. Generalmente piuttosto regolare nella pescosita’ e distribuzione dei pesci, ha una capienza di 102 concorrenti disposti su piazzole di cemento dislocate sulle due sponde lunghe contrapposte. Le sponde sono rettilinee, molto comode, pianeggianti, con una larga banchina retrostante e le piazzole sono quasi a pelo d’acqua. Lungo la sponda lato strada la macchina e’ sempre parcheggiabile alle spalle dei concorrenti; sulla sponda opposta, sterrata, generalmente e’ consentita la viabilità sino alla spalle del posto gara, tranne casi di forti e lunghi periodi di piogge quando l’accesso alle auto puo’ essere limitato dalla Direzione del lago. Solo in questi rari casi puo’ essere necessario percorrere qualche decina di metri a piedi per raggiungere il picchetto. Ospita regolarmente gare e sfidini durante tutto il corso dell’anno. E’ un lago densamente popolato e le specie prevalenti sono: carpe di taglia varia fino ai tre/quattro chili, carassi di taglia varia, anche fino al chilo, clarius. Piu’ rare piccole breme ed altre specie. La pesca in gara e’ quella tipica del carpodromo, generalmente con lenze entro i g. 0.50 se si pesca con bandiera normale, 0.75/1 grammo se si vuole tentare a filo lungo, spesso consigliabile nella seconda parte della gara. Il pesce, anche in inverno, rimane abbastanza in movimento, anche se in misura minore rispetto alla stagione calda, e risponde tanto alla fiondata di bigattini che al lancio di qualche chicco di mais. Generalmente in inverno si pesca “lunghi”, soprattutto se a lago pieno, ma la pesca a 4/7 metri non e’ da scartare a priori perche’ può regalare qualche sorpresa.
 
 
In questo lago non si e’ mai vincenti o battuti in partenza e fino alla fine si possono avere rovesciamenti di fronte, per cui si e’ “sempre in gara” fino al termine. Anche con la brutta stagione il pesce “gioca” e puo’ alzarsi dal fondo come mangiare esclusivamente con esca ben ferma ed appoggiata ad esso, per cui e’ bene essere pronti ad ogni evenienza ed adattare la propria tecnica al giorno ed al picchetto avuto in sorte. I numeri esterni, pur godendo di qualche vantaggio, a differenza di altri laghi non sono sempre assolutamente determinanti. In definitiva un lago assai interessante, molto ricco di pesci, in cui e’ sempre bello e stimolante gareggiare!
  
articolo di Angelo Borgatti (giornalista di Noi Pescatori, Pesca In e agonista del GPO Imolese Tubertini)
 
 
 
 
 
  

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 07/01/2012 @ 22:13:54, in ITINERARI, linkato 6567 volte)
IL NUOVO CAMPO GARA DEL CANAL BIANCO A CAVANELLA PO, ADRIA, PROVINCIA DI ROVIGO
Articolo di Angelo Borgatti ( giornalista di Noi Pescatori, Pesca In, Tubertini High Quality e agonista del GPo Imolese Tubertini)
 
Quello di Cavanella Po, in provincia di Rovigo, potrebbe essere la new entry del 2012 nel panorama dei campi di gara di livello nazionale. Ho visto questo tratto di Canal Bianco in compagnia di alcuni agonisti di provata esperienza che hanno approfittato della stagione abbastanza mite per provare questo nuovo campo di gara…
 
 
L’opportunità di parlare di un nuovo, possibile campo gara di livello nazionale non è certo cosa di tutti i giorni, quindi quando se ne presenta l’opportunità non si può lasciar sfuggire. Ho già avuto occasione, in un’altra importante rivista di settore, di parlare di un canale che, di lì a poco, sarebbe assurto a livello nazionale come campo gara; in quell’occasione si trattava del tratto di Po di Volano ubicato nel territorio di Medelana di Rovereto (Fe), famosissimo tra tutti gli appassionati della Pesca al Colpo, oggi sono invece sull’argine del Canal Bianco, nel tratto scorrete sul territorio di Cavanella Po, nel comune di Adria (Ro).
Ho sentito parlare di questo tratto del famoso Canal Bianco, che nel suo lungo tragitto offre all’agonismo altri importanti campi gara di livello nazionale, da un agonista di lungo corso e grande esperienza come Claudio Contiero, incontrato in occasione della premiazione di VOTA IL TUO CAMPIONE, che con le sue descrizioni mi aveva incuriosito talmente da volerci organizzare una pescata.
Ad attendermi il gentilissimo Giovanni Rascacci, da un paio d’anni Responsabile Agonismo Acque Interne della APSAS di Rovigo, che dopo avermi fornito delle utilissime indicazioni per giungere dall’uscita di Rovigo, sull’A13, fino a Cavanella Po dopo aver superato Adria, da squisito padrone di casa mi ha fatto strada ed accompagnato sul campo gara.
L’impressione, appena si percorre la comoda strada asfaltata che costeggia la sponda sinistra, rialzata rispetto al piano della sponda e del terreno circostante, è veramente positiva e maestosa, tanto è spazioso l’orizzonte che abbiamo attorno.
Ci fermiamo in un punto qualsiasi dell’argine, che corre a perdita d’occhio, rettilineo ed uguale, verso est. Mentre prepariamo attrezzature e pasture mi faccio raccontare un po’ di questo bel tratto di Canal Bianco da Giovanni Rascacci
 
Un tratto di Canal Bianco molto interessante. Da quanto tempo usate questo campo di gara per le attività locali?
Localmente e per gare sociali o raduni viene impiegato da diversi anni; come Sezione APSAS viene utilizzato dallo scorso anno in maniera continuativa per i vari campionati provinciali e gare organizzate dalla Sezione di Rovigo; da quest’anno anche la Sezione di Padova vi disputerà alcune gare dei suoi campionati. Da quest’anno anche il Trofeo Veneto ritorna in provincia di Rovigo con una prova che si disputerà proprio qui.”
 
Parlaci delle caratteristiche di questo tratto di Canal Bianco…
In questo tratto il Canal Bianco è largo circa un centinaio di metri. Il campo di gara é assolutamente rettilineo e ubicato su entrambe le sponde, senza interruzioni. Inizia in prossimità di due bettoline ancorate in sponda sinistra, presenti qui da tanti anni, che danno anche il nome a questo tratto di canale, denominato “Chiatte”, e si estende verso valle; la sponda sinistra è classificata campo di gara per un tratto di circa 1800 metri, mentre la sponda destra ospita un campo gara di circa 2400/2500 metri utili. Entrambe le sponde sono percorribili grazie a due comode strade asfaltate poste più in alto rispetto al piano di pesca, non molto larghe, ma che permettono la sistemazione dell’auto sul ciglio della strada, dietro il posto gara, consentendo il transito degli altri veicoli. Siamo molto vicini al mare e il deflusso delle acque del canale risente in maniera importante della marea, che determina sbalzi di livello importanti, anche fino ad un metro. In sponda sinistra, all’inizio del campo gara, in prossimità delle bettoline, la profondità sulla linea della roubaisienne da tredici metri è di circa 2/2.5 metri per i primi settori, per arrivare poi ai 3.5 metri dei settori più a valle; in sponda destra la profondità, alla medesima distanza, è mediamente superiore di circa ½ metro. Naturalmente verso il centro del canale la profondità aumenta anche considerevolmente perché vi è un canale centrale per la navigazione delle grosse bettoline. Le sponde sono realizzate in sassi di varia dimensione e degradano abbastanza rapidamente per alcuni metri dentro l’acqua. Al termine della massicciata troviamo un fondo di terra, generalmente pulito e privo di attaccatoi che consente una passata pulita e lineare. Generalmente la sponda degrada fino ad una distanza di 4/5 pezzi di roubaisienne, dove troviamo il fondo del canale che mantiene una profondità abbastanza costante fino alla 13 metri ed oltre, fino al canale centrale dove passano le bettoline. In questo canale confluiscono le acque di scolo delle campagne circostanti in caso di pioggia e fino allo sbocco in mare non ci sono più chiuse che lo regimano.”
 
Quali sono le tecniche maggiormente impiegate in questo campo gara e le attrezzature necessarie per affrontarlo?
Come attrezzature, innanzi tutto, vista la conformazione della sponda, una cosa fondamentale è disporre di una pedana stabile e abbastanza capiente da potervisi sistemare sopra con il panchetto ed il necessario, in tranquillità e sicurezza. Naturalmente la roubaisienne è la canna regina in queste acque. Si potrebbero usare con profitto pure le canne fisse, anche se le abbiamo messe un po’ in disparte. I pesci presenti sono sostanzialmente breme, di taglia variabile da poche decine di grammi fino agli esemplari da oltre il chilo. I carassi sono enormi ma rari, rarissimi, così come le carpe che rappresentano una variabile veramente remota. Le alborelle sono altrettanto rare; ci sono anche i cefali, soprattutto in taluni periodi, ma sono molto, molto grossi e quasi sempre, se si attaccano, se ne vanno con tutto quanto, quindi non sono oggetto di una specifica ricerca, in gara. Naturalmente non mancano predatori come i siluri o i perca, ma non danno particolarmente fastidio durante le gare. Come lenze qui occorrono praticamente tutte, da 1 grammo ad oltre 25, dal momento che si possono trovare condizioni di velocità delle acque molto variabili, da quasi ferme a molto, molto veloci, a seconda della stagione e della marea.”
 
L’impostazione in gara quindi è abbastanza classica…
Generalmente si fa’ un fondo sostanzioso, con sfarinati piuttosto tenaci, a mano, generalmente ad 11.50 per mantenersi l’alternativa della 13 metri nella seconda parte della gara. Durante la gara, a seconda della risposta delle breme, si continua con più o meno frequenza la pasturazione a scodella, anche se questa non è una regola ferrea, naturalmente.
Si può impostare la gara più corta, 6/7 metri, quando ci sono condizioni di acqua sporca o molto veloce o con una marea molto importante che fa crescere molto il livello. In questi casi i pesci vengono sotto sponda ed allora anche una 6/7 metri fissa può essere molto redditizia.”
 
Come mai un campo di gara di questa portata e con queste caratteristiche di regolarità, capienza e comodità non è mai stato preso in considerazione prima d’ora, con la fame di alternative che ha il mondo dell’agonismo nazionale?
E’ difficile risponderti; io sono in Federazione a Rovigo da un paio d’anni e in questo periodo stiamo cercando di valorizzare i campi gara di cui disponiamo. Probabilmente in precedenza lo spirito era diverso. Certamente posso dirti che anche a livello di Settore Acque Interne nazionale siamo stati contattati per informazioni ed alcuni membri di quell’organo sono venuti a visionare il campo gara in occasione di una manifestazione locale, rimanendone favorevolmente impressionati. Certamente saremmo lusingati della possibilità di vedere un nostro campo di gara teatro di qualche manifestazione importante ma con questo non vogliamo assolutamente che esso venga inflazionato di manifestazioni, pena il rischio di rovinarlo irrimediabilmente. Purtroppo sappiamo cosa può succedere ad un campo di gara ipersfruttato e noi questo vogliamo evitarlo assolutamente.”
 
Mentre Giovanni mi racconta queste cose continuiamo a preparare canne, lenze e pasture e inniziamo a fare il classico fondo iniziale con una decina di palle di terra e pastura arricchite con bigattini stirati. La corrente è molto sostenuta e la direzione della corrente è da valle a monte, segno che la marea è montante ed il livello dell’acqua è in aumento. Abbiamo deciso di partire con grammature differenti, per verificare se vi sono risposte diverse da parte delle breme. Giovanni ha montato una lenza di 6 grammi realizzata con un modello di galleggiante per acque correnti, mentre io ha armato una delle punte con lo stesso galleggiante ma nella versione da 12 grammi. E’ interessante notare lo schema di piombatura con cui sono realizzate le lenza , che consistono in un bulk di 15/20 pallini delle medesime dimensioni posizionato a circa 50 cm dall’asola: sopra a questa, a circa 35/40 cm. dal bulk, 3 pallini  del 7 distanziati tra loro di 5/6 cm; sotto un finale da 20 cm dello 0.12. La dimensione dei pallini, naturalmente, varia in relazione alla portata dl segnalatore, ma lo schema è il medesimo.
Chiedo a Giovanni il perché di questa geometria della lenza: “io preferisco fare un bulk di pallini, anche grossi ma sempre pallini, anziché una sfera, perché preferisco una lenza più morbida, anche in caso di corrente forte come quella di oggi, perché ritengo che lavori meglio in pesca. Lo stesso bulk preferisco posizionarlo abbastanza alto rispetto al fondo perché la velocità della corrente è maggiore negli strati centrali del corso che non rasente al fondo e quindi la zavorra è meglio metterla dove la corrente tira di più. I tre pallini sopra all’ asola, aperti, oltre a tenermi stesa la lenza, mi segnalano molto bene le eventuali starate senza irrigidire troppo il tutto. Anche se c’è una corrente sostenuta, la breme è un pesce sempre molto sospettoso, questo non dobbiamo mai dimenticarlo.”
La corrente “spinge” in maniera considerevole, e la marea montante alza il livello dell’acqua che dal nostro arrivo è già aumentata di oltre 20 centimetri e questo mi fa pensare all’importanza di avere un indicatore del livello dell’acqua a portata d’occhio, come un picchetto graduato o cose analoghe. Intanto la pasturazione comincia a far vedere i suoi effetti ed è Giovanni il primo a vedere in tensione l’elastico. Una breme di circa tre etti finisce nel guadino.
Mentre parlo con Giovanni, da valle si intravvede la sagoma larga e piatta di una enorme bettolina che risale il corso del canale.
Passano spesso queste imbarcazioni, Giovanni?
“Dipende, non c’è una regola. Durante la settimana certamente lavorano e quindi c’è più traffico ma può accadere anche di domenica. L’effetto del loro passaggio, comunque, è meno incidente in questo tratto rispetto ad altri punti più a monte, vista la grande larghezza del canale. Certo l’onda di risacca muove il fondo e la stessa nostra attrezzatura, nassa, piattaforma ecc, debbono essere ben assicurati e piazzati se non vogliamo correre rischi, comunque le gare non ne risentono in modo particolare.”
 
Intanto anch’io ho iniziato a vedere le prime segnate sulla mia lenza. Visivamente, guardando come lavorano le nostre montature, si intuisce che la lenza più sostenuta di Giovanni ora “pesca” meglio della mia più leggera, che per mantenerla in pesca correttamente sono è costretto ad aggiustare più di frequente la traiettoria e a lasciar andare più di sovente il galleggiante da 6 grammi.
In effetti io sono un po’ leggerino…
Ma ho voluto provare a stare più leggero di Giovanni, ma la corrente aumenta sempre più, così come il livello dell’acqua. Ora sotto abbiamo oltre 3.50 metri di profondità e, nonostante questo modello di galleggiante da corrente sia veramente ottimo e ti consenta di stare più leggero rispetto ad altri tipi, i miei 6 grammi sono piuttosto pochi per stare fermo sulla pastura e quindi debbo lasciarlo spesso andare. Infatti, mentre all’inizio vedevo qualche mangiata, ora è Giovanni, che è più pesante, ad essere più regolare nelle catture.”
 
Ho visto che hai realizzato la lenza con del filo di diametro piuttosto sostenuto. Pensi di incontrare pesci molto grossi?
“Per affrontare grosse breme o carassi sarebbe più che sufficiente uno 0.12 di qualità. Però in condizioni di acqua veloce e profonda come questa io preferisco impiegare una madre lenza di diametro sostenuto come lo 0.16 per avere una maggior rigidità di tutta la montatura e un contatto più diretto con la piombatura. Sembrano sfumature ma spesso un buon risultato è determinato anche da dettagli come questo.”
 
  
 
Come ti sembra questo campo di gara, Giovanni?
“E’ veramente molto bello, comodo per la macchina e tecnicamente valido. Come tipologia di pesca ricorda Medelana, anche se le dimensioni sono molto più imponenti. Certamente la prossima volta tornerò con una bella pedana per sistemarmi meglio! Occorre una buona quantità di pastura e terra per affrontare acque come queste, ben arricchita di esche come i bigattini o i pinkerini morti, e tutta la gamma di lenze per ogni evenienza.”
 
Ora Giovanni ad ogni passata vede un “segno” e cattura tre, quattro breme quasi di seguito. Una di queste è una borderlier, una specie di abramide che diventa al massimo 400/500 grammi, con le squame un po’ più grandi delle altre varietà.
 
Signori, si cambia!
Sono passate oltre due ore da quando abbiamo iniziato a pescare, la corrente ha sempre spinto forte ed il livello è andato aumentando regolarmente: ora si pesca con oltre 40 cm. di fondo in più e ogni 15/20 minuti è stato necessario risondare per non perdere il contatto con il fondo del canale e la zona pasturata. La frequenza delle abboccate è forzatamente irregolare a causa di questi movimenti dell’acqua, ma è rimasta comunque più che accettabile.
Poco dopo le undici, quasi improvvisamente, i galleggianti rallentano la loro corsa; è un fenomeno che lascia sconcertati, tanto è rapido: nel breve tempo di poche passate il segnalatore che prima si doveva “tenere” sul punto di pesca, rimane pressoché immobile lì dove lo metti. Le rare erbe e canne secche che passavano sul pelo dell’acqua rimangono come sospese.
Le mangiate delle breme sono improvvisamente cessate per tutti.
Il tempo di chiedersi cosa stà accadendo e di nuovo la nostra lenza si rimette in movimento, questa volta da destra a sinistra!
La “magia” della marea ancora una volta ha terminato il suo incantesimo ed il senso di scorrimento della corrente riprende il suo verso naturale, da monte a valle. Sono necessari diversi minuti ed una nuova pasturazione affinché si ricomincino a vedere i segnali di ripresa di attività dei pesci; cerco di immaginarmi le breme sul fondo del canale che si debbono rimettere “in fila” sulla zona pasturata dopo il repentino cambio di corrente e velocità; anche per loro, pur abituate a questo altalenarsi di condizioni che si ripete più volte al giorno, dev’essere un certo stress da cui si debbono riprendere e per cui occorre un po’ di tempo. Per quindici/venti minuti dopo il “cambio” sembra di pescare nella classica vasca da bagno, deserta. Poi, con l’assestarsi delle condizioni, è nuovamente la mia lenza più leggera la prima che ci segnala il nuovo inizio delle danze. Come al mattino, con il passare del tempo la forza della corrente va lentamente ad aumentare mentre il livello inizia, lentamente, a scendere. Ora è Giovannii, che fino ad un’ora prima era a monte, a ritrovarsi in scia con la pasturazione.
Terminiamo la nostra pescata dopo un’altra ora, con le breme rodigine che hanno nuovamente iniziato a mettere in tiro gli elastici delle nostre roubaisienne e siamo visibilmente soddisfatti di questa uscita in Canal Bianco.
In cuor nostro speriamo proprio di poterci tornare, prossimamente, per qualche gara importante di calendario ed io sono sicuro che qualche Sant’Antonio, in Federazione a Roma, sta già pensando di portarceli, i “big” dell’agonismo, qui da Giovanni Rascacci, a Cavanella Po.
Magari per una gara dell’Elite…
 
 
COSA ABBIAMO USATO
 
Canne
Le roubaisienne usate sono state il top di gamma dell’azienda Tubertini LA EVOLA 9000
 
Pasture
La miscela di pasture consigliate per acque veloci e profonde come queste prevede un mix di TURBO MARCEL VAN DEN EYNDE BROWN o GOLD MEDAL TUBERTINI BROWN e un pacco di Terra di Riviere, in parti uguali. La scelta tra la versione Black o Brown delle pasture è in relazione alla stagione e alla temperatura dell’acqua, privilegiando il colore scuro per la stagione più fredda.
In caso di acque più lente si può sostituire la Terra di Riviere con la Terra di Somma, sempre nella medesima percentuale.
 
Articolo di Angelo Borgatti ( giornalista di Noi Pescatori, Pesca In, Tubertini High Quality e agonista del GPo Imolese Tubertini)
 
 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 30/11/2011 @ 20:25:24, in ITINERARI, linkato 5443 volte)
FIUME PANARO, ZONA TROFEO, NO KILL
 
Con l’autorizzazione di Loris Ferrari di Black Bass & Co metto un articolo a più mani, tra me che rimaneggio qualcosa di Loris, il nostro amico Graziano e Andrea che ha cappottato con me nell’ultima uscita, ma non lo hanno fatto a chi non torna all’attacco
 
La "nuova" "Zona Trofeo" è stata istituita dalla Provincia di Modena circa un annetto fa, con il fattivo contributo del club di mosca CM Fly Modena (voglio ringraziare particolarmente due loro rappresentanti William Grimandi e Loris Cristoni) e di 3 club di spinning, lo Spinning Club Italia, sez. di Modena, il Bass Angler di Modena ed ovviamente il nostro club virtuale (ma stavolta reale) Black Bass & Co. rappresentato alle riunioni in Provincia dal sottoscritto (Loris Ferrari)e da Gianni Burani.

Sto parlando di un posto distante una ventina di minuti di auto da Vignola, un tratto della lunghezza di ca. 2 chilometri del fiume Panaro nella zona alta del fiume (la riserva dista ca. 15 km. da Fanano) e più precisamente il tratto delimitato a valle da Ponte Docciola ed a monte da Ponte Chiozzo.
Esattamente il ponte adesso, la diga a monte è ancora riserva, ma si spera sarà integrata nell’area

In questo tratto, pagando un permesso giornaliero di otto euro, che si può fare presso il "Ristorante da Martino" - Via Fondovalle per Fanano, 37 - Tel. 0536 48 062 - chiuso il mercoledì (giorno in cui è chiusa anche la pesca), si può pescare sia a mosca che a spinning, impiegando esche artificiali munite di ami singoli e senza ardiglione; si potrebbero persino tenere due esemplari di trota fario o cavedano di almeno 30 cm. (è ovvio che è molto meglio che i pesci vengano rilasciati).

PS il Bar del ristorante - dove si fanno i permessi - apre verso le 7,00 - 7,15 arrivando dalla pianura non si può non vederlo sulla destra, mentre di fronte oltre alla strada c'è un ampio parcheggio ed infine si intravede il fiume.

Per noi pescatori a spinning sono consentite tutte le hard bait munite di amo singolo senza ardiglione, ma sono vietate le esche di gomma siliconica.

Devo dirvi la verità – parla sempre Loris- , pur appoggiandola sin da subito come club, non avevo mai particolarmente creduto all'iniziativa, l'inquinamento dello Scoltenna (uno dei due affluenti che formano il Panaro), causato dai fanghi riversati nel torrente dall'ENEL, mi avevano fatto poi perdere le residue speranze, perchè per mesi il fiume era stato perennemente con le acque melmose e sporche... invece la natura pian piano si sta riprendendo dalle nefandezze dell'uomo ed il tratto in questione è diventato pian piano molto pescoso, soprattutto - e voglio sottolinearlo - per merito degli amici moschisti che ci hanno creduto per primi e che l'hanno voluto fortemente (anche per farci una scuola per i ragazzi ed i portatori di handicap) e che hanno imposto prima alla Provincia l'idea fino a riuscire con il contributo di cui sopra, infine di realizzarlo e poi fare effettuare i primi ripopolamenti a cui ovviamente ne sono seguiti di successivi.

Poi ne sono state rilasciate anche 5 esemplari dai 3 ai 5 kg. (e la cosa ha cominciato a farsi ulteriormente interessante)

Insomma, un tratto che non si può certo definire "montano" ma solamente di alta collina, ma piacevole da pescarci e già da prima ben popolato da cavedani da urlo e bei barbi; ovviamente queste immissioni attireranno per forza in loco anche bracconieri italici e non, ma starà a noi pescatori sportivi - con la nostra presenza - tutelare la zona e conservarla nel migliore dei modi possibili.

E' un tratto del fiume che anche in agosto, presenta un livello discreto del fiume, con piane e buche d'acqua profonda anche oltre al metro, perciò se le piene che sicuramente arriveranno in autunno, non porteranno a valle tutti gli esemplari più belli e gli episodi di bracconaggio saranno limitati, si corre il serio rischio di farlo diventare un posto da consigliare sicuramente.

Anzi più pescatori sportivi verranno a pescarci e più la zona sarà sorvegliata, anche perchè le stradine di accesso ai luoghi di pesca sono ben definite e sorvegliabili (consiglio di annotarsi il numero delle due guardie di pesca, che trovate dentro al bar da Martino, così da segnalare eventuali episodi spiacevoli che potreste incontrare, da parte dei soliti "furbetti del quartierino"):

la pescata 1:l'acqua si presenta velata, ma bella... siamo già a fine estate ma davvero non sembra, i livelli sono bassi ma accettabili, il vento è quasi assente ed alle 7,30 quando inizio a pescare il sole è ancora dietro alla collina e perciò le condizioni per passare delle piacevoli ore a pesca ci sono tutte.

Purtroppo devo subito dirvi che non ho fotografie di trote da mostrarvi, non che non le abbia prese, ma le malefiche non stavano ferme in alcun modo e finivano per slamarsi dall'amo singolo e ritornare in acqua; sapendo che erano presenti begli esemplari, sono partito con il monofilo dello 0,28 in diretta e la canna MH da 3/4 di oncia, come esca parto con il solito riprizer da 11 cm. (chiarisco subito che non ho alcun interesse commerciale diretto in nessuna delle 3 esche che ho usato e precisamente queste:
*Il minnow galleggiante Diving Riprizer di Imakatsu da 11,2 cm. (che mi hanno consigliato a Bolsena),
*il Jubar snodato, suspending, da 9 cm. di Molix (che mi ha caldeggiato Giambattista Scuri, lo scorso anno alla fiera di Bologna)
*un minnow affondante da 7 cm. di Pelican, che ha la peculiarità di mettersi subito a sculettare freneticamente e si mette in modo immediatamente dopo l'ingresso in acqua (è molto valido anche per gli aspi)...
come potete osservare nessuna esca autocostruita, solamente per il jubar, visto che ha una bellissima livrea ma molto delicata, ho aggiunto i mini glitter oleografici ed ho dato un paio di mani di vernice trasparente per carrozzieri.

Queste esche le ho solamente scelte in base alle loro dimensioni ed alle capacità di recupero. Le segnalo perchè sono esche ottime e che quasi tutte le volte che le ho utilizzate mi hanno reso molto, ecco perchè tra le decine che mi sono tirato dietro, sono partito - e poi rimasto - ad utilizzare solamente quelle.

La più bella l'ho presa al terzo lancio con l'ormai per me "mitico" Diving Riprizer (che funzioina pure a bass), una trota fario qualità Puccini (fin troppo colorata, quell'eccesso di colore rosso e giallo la fanno quasi sembrare finta), bella panciuta, perfettamente pinnata e stimata in acqua sugli ottocento grammi e lunga almeno una quarantina di centimetri... purtroppo avevo la digitale ancora chiusa dentro allo zaino e lui era appoggiato assieme all'altra canna a dieci metri da me e il fiume; ho allora incastrato la canna nei sassi, tenendo la trota a nuotare in acqua e sono andato a prenderla, quando sono tornato ancora incredibilmente la trota era ancora attaccata (l'amo circle che avevo messo in coda gli aveva impedito di slamarsi)

Devo purtroppo constatare che rispetto ai bass - a parità di peso - queste trote tirano ben poco e l'attrezzatura che sto utilizzando - media per il bass - qua sembra davvero sovradimensionata... ma sono qui per cercare di agganciare le "nonne trote" e perciò queste cose sono da mettere in preventivo

un piao di mie (Mauro) note:
Loris pesca davvero grosso con esche fino a 11 cm o più, canne da “veri uomini” e punta ai pezzi migliori.. i fatti gli danno ragione
Sui tratti trofeo:
io sono da tempo in pieno accordo con questa visione, chi inizia a pescare a mosca o spinning dovrebbe avere tratti “facili” da percorrere e con la certezza che vi sia pesce
pago una quota e mi assicuro questo, e in più garantisco un ripopolamento per chi mi seguirà.
Il limite dei no kill specie a spinning è che il pesce dopo un po non mangia più, salvo continue immissioni.
Solo questi tipi di regolamento che consentono, a prezzo di qualche pesce portato a casa, un continuo ricambio e arricchimento dell’acqua hanno un reale avvenire per me.
E spero che questo approccio, sperimentale e che so in vigore qui e in un lago dei comuni ora riminesi ex marchigiani possa prendere piede.
Tra l’altro qui siamo molto distanti dalle trote autoctone, protette tra l’altro da una briglia bella alta a monte, quindi i presunti “pericoli” di cambiare la biodiversità sono molto bassi.


La seconda trota, stavolta tutta gialla, bellissima, in carne e con tantissimi puntini neri... potete solamente immaginarla, perchè non stava ferma in nessun modo ed allora, pur avendola in mano (bagnata) ma rifiutandomi di stringerla troppo nè di mettere le dita nelle branchie mi limito a misurarla e la rilascio senza foto... riesco però a misurarala, era 37 centimetri, mica male

L'ho presa, lanciando a pendolo a due metri da me dietro un sasso in una corrente impetuosissima, con il pelican da 7 cm. ho lanciato e fatto rimanere l'esca a nuotare in mezzo metro quadrato, al primo tentativo è salita con una capriola fuori dall'acqua ma non c'è rimasta agganciata... al terzo sì e devo ammettere che è risultata più grande di quanto l'avevo stimata nel primo salto.

In due buche successive, il tratto in questione ha piane e cascatelle inframmezzate da belle buche con punti da un metro ed oltre di acqua, riesco a scorgere altre due trote che inseguono l'esca, una nera come la pece... anche queste due le stimo sul mezzo kg. almeno.

Arrivo poi in una piana che salta su quella successiva compiendo una serie di cascatelle, al secondo lancio col Jubar snodato prendo un primo cavedanello:

poi ne prendo un altro un pò più bellino:

Arrivano le 9,20 del mattino ed il sole fa capolino prepotentemente dalla montagna che ho alle spalle, penso che i pesci smetteranno di abboccare di colpo rifugiandosi sotto ai sassi, ma nella piana dove rilancio il riprizer da 11 arriva lui, il pesce più bello della giornata, un cavedano magro ma vispo di 43 cm. di lunghezza:

Faccio qualche lancio ancora, prendo due trotelle molto magre, anche loro fario ma con una livrea tendente al verdastro - sempre lanciando subito dietro ai sassi delle cascatelle con il pelican da 7 e poi un barbo sui 150 grammi - in una piana con alcune decine di centimetri d'acqua - con il jibar snodato, ma non riesco a fotografarne nessuno perche si liberano tutti dall'amo senza ardiglione prima delle foto - a dire il vero una trota sarei anche riuscita a fotografarla, perchè l'avevo scodellata in una piccola buca tonda chiusa, ma purtroppo l'amo le si era conficcato in un occhio ed allora l'ho liberata subito 

Il sole comincia davvero a farsi alto ed il caldo diventa implacabile, decido perciò di tornare verso il bar da Martino, per una pausa "caffè e brioche" dove approfitto anche per fotografare nel parcheggio di fronte al locale la bacheca dove è esposto il regolamento:



Dopo vado anche a fare qualche lancio nella piana proprio di fronte al locale, ma non sento più alcuna mangiata, decido allora di ritornare a casa, prima però riconsegno il permesso con sul retro le catture della giornata:
Queste informazioni che ognuno è libero di scrivere sul retro, saranno utili alle associazioni alieutiche ai fini dei prossimi ripopolamenti e le osservazioni verranno colte in vista delle modifiche al regolamento.

Tornando in auto verso casa mi accorgo di stare davvero bene con me stesso e mi sento appagato per la bella mattina di pesca... mi sa che in quel posto dovrò tornarci

anche perchè a ben pensarci, la trotona mica l'ho agganciata! ... magari ci ritorno con Gianni o qualche amico fidato, anche perchè mi dicono che da Martino, sono buoni anche i tortellini

... e perciò la prossima volta si sta a pranzo su e poi con calma si riprende a pescare nel pomeriggio, in attesa del mitico "coup de soir" dei moschisti

P.S. L'unica nota stonata sono i rifiuti che si incontrano lungo i sentieri; extracomunitari, bivaccatori, giovinastri maleducati e gozzovigliatori notturni lasciano purtroppo immondizia lungo le sponde... ma anche i pescatori non scherzano, ho approfittato dei 2 km. di "passeggiata tra i sassi" per raccogliere una decina di bottiglie di plastica, almeno quelle ora non ci sono più... la prossima volta verrò più attrezzato e cercherò di recuperare anche le lattine ed il vetro
Mi piace tenere puliti i posti in cui vado a pesca, bastano davvero pochi minuti del nostro tempo - a fine battuta di pesca - per impedire alla plastica di continuare ad inquinare le acque per i prossimi 150 anni! 

è ovvio che l'ideale sarebbe andarci durante la settimana, saltando il sabato e la domenica, perchè è un posto che si pesca bene se ci sono 3 o 4 pescatori al massimo e si sa che noi dello spinning, facendo una pesca itinerante, abbiamo bisogno di grandi tratti di acqua lanciabile.
Io oggi ero da solo e per conoscere tutto il tratto, non mi sono certo fermato molto ed ho pescato quasi solamente nei tratti più profondi, chiaro che se i pescatori sono molti, ci si dovrà concentrare di più sulle correntine e nei tratti con "l'acqua che ride" profondi anche una sola spanna... ma capaci di regalare a volte soggetti da sogno

Il ritorno
 
Oggi avrei dovuto andare a cavedani di nuovo nel bel fiume del nord, ma agli amici sono successi degli inconvenienti dell'ultima ora e la "cavedanata" è saltata, pazienza sarà per la prossima
Mi accordo con l'amico Graziano e decidiamo di tornare a pescare in Panaro, nella zona trofeo da Martino; ora la trota è chiusa, ma qui siamo in acque di categoria C e in questa riserva si possono pescare tutto l'anno a condizione di praticare il rilascio (ma tanto lo facciamo tutto l'anno e perciò...).
Partiamo di buon mattino, bar alle 6,30 e via... arriviamo sul posto verso le 7,00 e facciamo i permessi; fa particolarmente freddo e l'aria è pungente - o forse sono io che non sto particolarmente bene, chissà 

Non sapendo quanti pescatori vi troveremo decidiamo di partire dalla parte alta della riserva e ritornare più bassi dopo.
Stavolta non mi sono tirato dietro esche enormi e parto con un 9 cm. snodato; al terzo lancio arriva lei una bella e variopinta Puccini che poi risulterà la più grossa trota della giornata, 50 centimetri esatti:
Non volendola toccare, le foto risultano alquanto... mosse!  
Come al solito hanno dei colori supendi, riesco a farla venire in acqua bassa per alcune foto veloci, Graziano la misura e la rilasciamo e dopo il rilascio se ne sta ferma in acqua bassa e tento una improbabile foto

La giornata prosegue con altre catture, io prendo una bella fario sopra ai 40 centimetri (che non fotografo e non misuro, perchè dopo che l'ho mostrata a Graziano decide di slamarsi in acqua), poi becco un altra Puccini di 36 centimetri con il 7 centimetri affondante (scusate la monotonia ma ho utilizzato le esche della volta scorsa)... questa almeno l'ho fotografata in tutto il suo splendore... ma solo perchè era calma, altrimenti l'avrei liberata; è più forte di me ma faccio fatica a toccarle con le mani

Anche Graziano ovviamente si da da fare e ne prende 3 belle anche lui, non so se le ha fotografate perchè le Puccini non sono le sue preferite.. io invece sono di bocca buona e fotografo anche le... lucertole!

Il fiume man mano che passano le ore si riempie ovviamente anche di moschisti, mentre ci spostiamo ne vediamo prendere anche una da uno di loro a sommersa o a ninfa, ma siamo lontani.
Oggi però le trote sono molto più statiche della volta scorsa, l'acqua è ai minimi termini, rispetto al livello della mia prima pescata siamo scesi di altri 20 centimetri... siamo proprio al minimo vitale; vediamo trote ferme di fianco ai sassi, anche belle, ma che non si smuovono con nulla 

Speriamo piova e cresca l'acqua altrimenti è un guaio.
La mattinata prosegue, anche stavolta lo spinning si è fatto valere e noi ci siamo comunque passati alcune ore in compagnia... è mancata la big big big ... ma aspetteremo l'acqua alzarsi.

Con i bolognesi… qualche giorno fa
Cappotto (note di Mauro)
Con Andrea decidiamo che visto che hanno immesso trote, visti i cappotti in barca, invece di darci ai vaironi con i bigatti, ci infiliamo nella riserva con Loris come guida.
L’abbiamo girata tutta, ma l’acqua era brutta (in miglioramento ma brutta) e faceva abbastanmza freddo.
Poi sembra lavorino sopra, agli scarichi di Riolunato (ENEL) selvaggi non vorrei si sommasse la “solita” inutile e costosa microcentrale.
Fare l’interessi di pochi a fronte dei tanti che si sono spesi per realizzare il tratto, a fronte di tanti pescatosi (oltre 400 permessi in pochi mesi) sarebbe una beffa in un fiume che ormai non ha più acqua.
Purtroppo non mangia ne grosso, ne piccolo..
Ma torneremo!
 
 
 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 14/10/2011 @ 17:49:12, in ITINERARI, linkato 3895 volte)
SPECIALE SPINNING, PESCA IN CANADA
BEATIFUL BRITISH COLUMBIA LA SFIDA AI SALMONIDI 2011
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
in coda all'articolo troverete il collegamento all'album fotografico con 293 foto
Dopo alcuni anni dedicati ai lucci ritorno per salmoni, l'occasione è puntare Vancouver poi Terrace, 1200 km a Nord, per prendere alcuni pesci pregiati nel bacino dello skeena river.
Non puntiamo al numero, ma alla rarità dei pezzi o meglio ad ampliare il tipo di salmonidi catturabili.
A settembre di certo troveremo pochi o nessun King ma i pink in fase terminale, i coho, alcuni sockeye, trote iridee (le rainbow), le gola tagliata, i salmerini (dolly warden) e se avessimo fortuna potremmo trovare il pezzo da 90, ovvero le steelhead.
Il tutto inizia vicino a Roma dove vado ospite dal Doc, il mio vecchio compagno dell'Alaska.
Per iniziare andiamo in un remoto torrentello del reatino, dove per allenarci facciamo decine di iridee nate lì, purtroppo non grandi ma molto belle.
Il torrente sembra facile ma a fine giornata tra il caldo e i passaggi alpinistici sono sfinito e passo sulla spedizione del giorno dopo a grosse trote a fondovalle.
Il viaggio parte con un ritocco all'ultimo minuto, l'agenzia si è dimenticata del volo Vancouver Terrace e relativo ritorno che dobbiamo comprare all'ultimo e non solo questo accadrà.
Però partiamo, Roma Londra, Londra Vancouver, notte in città e la mattina Vancouver Terrace.
Il fuso orario -15 un bello shock, ma baldanzosi arriviamo in tarda mattinata, ci sistemiamo al lodge e andiamo a pesca la barca si fa trovare e via sullo skeena river, un fiume grande un po meno del Po con corrente impressionante.
Qui le barche sono piatte, lunghe 5 metri di alluminio spesso saldate con motori senza elica, idrogetti in grado di correre su pochi cm di acqua come su molti metri d'acqua a velocità notevoli, in grado di attraccare ovunque.
Purtroppo il colore un verde-marrone e i salmoni che pure ci sono non collaborano per nulla, e sarà un pesante cappotto.
Qui incontriamo due ragazzi di Genova che come noi sono a un lodge ben diverso da quello previsto, ma tant'è...
Ci saremmo aspettati da depliant biliardo, sauna, sala per l'attrezzatura da pesca da montare-smontare canne, asciugare i waders, canne, mulinelli tra cui scegliere, esche a volontà.
In realtà siamo in una bella struttura, ovvero un buon ristorante con annesse poche camere, pericolosamente oscure in effetti non c'è un lampadario ma 3 abatjours in 50 metri quadri di stanza con cui leggere, mangiare e riorganizzare l'attrezzatura un incubo.
E le guide che dovevano essere una ogni due pescatori e parlanti un discreto italiano sono si brave ma 1 per 4 pescatori e parlano solo inglese con gran gioia del Doc che per una settimana si far tradurre, a spanne, da noi.
Abbiamo diritto a 35 dollari di cibo a sera, oltre li mettiamo noi che anche qui non combacia con cibo a volontà di grandi chef.
Mattina e pranzo al sacco, con macchina per caffè e te in camera, in pratica frutta mattina e pranzo e cena serale.
La guida sta a chilometri in una villa extralusso, andiamo lì e facciamo la licenza standard.
Dopo il cappotto del primo giorno capiamo che è opportuno avere la licenza per le acque speciali classificate con ovvio sovrapprezzo, non irrilevante, ma siamo in Canada per pescare e paghiamo, in una selva di prezzi, opzioni no kill o con possibilità di tenere un pesce, legati ai singoli fiumi.
Il giorno dopo attacchiamo un fiume classificato, con un nome impossibile del genere genenenadoitz, subito ribattezzato doitz, nome dato dai nativi.
Però bello, basso, acqua trasparente e tante pool in cui si vedono i salmoni.
Sembrano pochi ma montata la canna con i martin 12 e 15 si scatena la battaglia.
Prima di proseguire un'indicazione sull'attrezzatura.
La canna più usata una 8 piedi e 6 (86) , ovvero 2,60 con potenza da 10 grammi a 40, in genere gli europei usano la Loomis HSR 1021S in GL2 mentre io uso una canna realizzata da un amico, grandissimo genio nel campo.
un grezzo mudhole, montato col calcio splittato e componenti in legno di radica ed equivalente alla Loomis, bellissimo anche se ancora da finire ma perfettamente in grado di pescare mancando solo le finiture estetiche.
Il mulinello, o un ottimo 4000 (classe stella o twin power) o un 5000, trecciato da 20 a 40 libbre e come esche gli intramontabili martin da 12 e 15 grammi e forse i 20 avrebbero fatto comodo certi giorni.
Si pesca ad amo singolo senza ardiglione, gli altri usano ami dell1\0, io i 2\0 di Tubertini Owner nati senza ardiglione e la differenza si vede.
Ultimo avviso importante, moschettone con girella da almeno 30 kg di resistenza e chiusura almeno certa, i moschettoni normali sono saltati a tutti.
Io usavo i duo lock con cuscinetto Tubertini e li ho dovuti regalare a fine pescata alla guida che se ne era innamorato
Mai aperti ne rotti.
I locali prediligono gli ondulanti, ma sono battuti con regolarità.. da noi il pesce va cercato e ci mettiamo molta più cura.
 
 
 
 
La pesca.
Primo lancio e prima rottura, il trecciato era leso martin 15 color perla prontamente sostituito con un 15 firetiger (che all'inizio fa sorridere molti, all'inizio solo)
Terzo lancio e trota rainbow sul chilo, qualche lancio e attacco il salmone.
Gli altri , Doc in testa, slamano l'inverosimile a causa degli ami piccoli o inadatti come punta.
Dopo un po le mangiate calano (si arriva a ramponare fili vaganti di salmoni che hanno rotto in certi punti) e via con la barca a cambiare spot risalendo il fiume.
Sacrifico un pesce, dopo aver rifiutato il primo il cuoco in quanto troppo grande, per il pranzo.
Soddisfatti arriviamo a mezzogiorno dove ci imbastiscono lo shore lunch, un fornello a gas, salmone fresco avvolto nellalluminio e un po di riso.
Qui facile fare i cuochi con questi pesci.
Anche nel pomeriggio facciamo un po di pesci misti e la sera si dirotta la jeep al negozio di pesca per cercare ami idonei, gli altri hanno anche perdite di esche, io resterò con un solo martin perso in 6 giorni di pesca.
Per pesce misto si intendono trote da pochi etti al chilo e mezzo, le dolly analoghe e salmoni da 2 a 8 chili.
 
La cena al lodge
Brutta cosa la fame dopo una giornata sul fiume, alcuni trovano interessante un risotto ai funghi, scartando la carne che invece ottima, un minimo di spiegazioni che la si vorrebbe poco cotta ed buona.
Per chi ama le spezie si fornisce ottimo halibut al curry, che io non prendo per il curry che detesto.
Paese rigoroso si bevono alcolici solo sopra i 19 anni compiuti dopo di che si beve e non poco.
 
 
Il ritorno sul doitz
Secondo dei 5 giorni interi, decidiamo di rifare lo stesso fiume stante lintrico di permessi che dobbiamo avere con le guide.
Da molto meno, le abboccate ci sono ma sono più rare, più su di tanto non possiamo salire per un albero di 30 metri caduto di traverso.
Catturo un sockeye e lo dedichiamo al pranzo, con verdure al cartoccio non dopo aver peregrinato su e giù per il fiume.
Stiamo rientrando soddisfatti ma non troppo quando la barca si ferma in un correntone e ci invitano a pescare lì, per oltre quaranta minuti ogni due lanci si aggancia un pesce, salmone, trota o dolly.
Salmoni da diversi chili, trotelle rainbow e gola tagliata e dolly sopra il chilo fanno una fine giornata da sogno, che ci fa tornare felici.
Durante la cena concordiamo che il giorno dopo faremo il Coppper, un fiume mitico per le steelhead con dentro anche qualche salmone.
Il Copper va fatto a piedi, è possibile risalire solo fino a un punto in macchina e da lì ci si va solo in elicottero.
Peccato l'elicottero costi 1000 dollari e rotti.
Le spiegazioni delle guide sono poco rassicuranti, tanto da camminare, fondo pericoloso, le steelhead non certe.
Il tanto da camminare viene quantificato in ben 15 minuti!
Essendo io il più anziano e con problemi a un ginocchio mi chiedono se penso di farcela, dopo 6 ore in un fosso a Roma che paura ho?
Partiamo, sempre presto, in auto
Il primo spot comodo ma il fondo è davvero viscido.
Agganciamo un paio di pesci ma si slamano, non contano i miei ne i nuovi 1\0 gambo lungo dei miei amici.
Poi facciamo lo spot difficile, ben 15 minuti in piano col fresco
Arriviamo in un tratto dove l'acqua va fortissimo, dicono le steelhead siano tutte nei correntoni.
La guida che avrebbe firmato per una steelhead in quattro resta di sasso quando ne escono due a valle.
Io pesco più a monte in un rigiro d'acqua nonostante la guida me lo dia come spot dubbio.
A un certo punto mentre recupero qualcosa cerca di portarmi via la canna di mano, una forza inaspettata anche se so che la steelhead è considerato uno dei due più potenti pesci (l'altro il salmone king), la canna piegata al massimo, a frizione quasi chiusa (tarata sul 30 libbre) il pesce fa un po quel che vuole, salti improvvisi 1 metro e mezzo fuori dall'acqua e so che ho l'amo singolo.
Dopo una bella zuffa viene a galla e un amico va in acqua a prenderla, a occhio sono tra i 6 e gli 8 chili, qualche foto col pesce che si ribella terribilmente e via in acqua.
Ovvio questi giganti sono tutelati integralmente e devono tornare in acqua vivi e vegeti.
Arriva la guida, si complimenta per il pesce preso dove non credeva, arriva vicino il Doc che ha capito che lo spot valido e attacco la seconda a centro piana.
Questa non salta o quasi, delfina a galla e sta al centro della corrente.
durissima, canna che cigola, frizione al limite (se uscisse dalla buca ha 100 metri di rapide e romperebbe), c'è pure un ramo dove sono ma alla fine ne ho ragione
Forse un po più piccola, ma due steelhead in un quarto d'ora da record.
Dopo di che la mia stella si spegne, prender poco o niente, farò più foto ma sono contento.
Il Copper prosegue fino al primo pomeriggio e diventa durissima per le gambe, non tanto per strada e dislivelli ma per il continuo auto, fermarsi, camminare, pescare, camminare, tornare all'auto, fare un po di strada e così via.
E l'auto che è immensa e pure scomodissima, più di 5 metri d'auto con cassone, tre striminziti posti dietro, l'abitacolo alto almeno un metro da terra, qui il predellino serve eccome.
Gli ultimi spot manco li faccio, sono a pezzi.
Cena frugale e poi a letto
Il giorno dopo rifacciamo il copper, piove e spioviggina, mangia poco e male.
Prendo una trota dubbia (rainbow grande o steel head piccola) poi poco o nulla.
A mezzogiorno si mangia un pezzo di salmone salato e affumicato (buono ma stomachevole se ne mangi tanto) e dopo un po causa pioggia battente io e un altro ci rilassiamo a dormire in auto.
Gli altri attaccano e prendono qualche steelhead ma con fatiche notevoli e le più sono perse.
Rientriamo e la sera siamo a cena dalle guide in famiglia.
Troviamo altri 4 ospiti canadesi che stanno da loro e affrontiamo un barbecue splendido, carne ottima, patate, pannocchie, dolce, vino e birra a volontà.
Facciamo due chiacchiere (a questo punto l'inglese è comprensibile e allenato) e visto che piovuto ovunque e tutti i fiumi sono in piena e marroni decidiamo di puntare con due barche verso il fiume meno sporco della regione.
Solita levataccia e via, il fiume dove entra nello skeena fa schifo ma salendo diventa bello.
Peccato per un freddo non male, pioggerellina ghiacciata, barca veloce e usciamo semi ibernati.
Se il doitz era tra le montagne con qualche ghiacciaio questo scorre in una stretta gola sotto ghiacciai altissimi, col ghiaccio perenne e innumerevoli cascate
Complice il livello che scende mangia poco e pure male, io ho spalla e schiena doloranti (e per fortuna che ho una canna da favola, ma sempre lunga) e pesco poco godendomi i panorami.
Il fiume è frequentato da orsi, essendoci decine di impronte, e troviamo su una spiaggia un king morto, per la guida molto piccolo il che vuol dire ben oltre 10 kg per un metro.
L'ultima sera qualcuno assaggia le fettuccine e le trova mangiabili causa fame e freddo suppongo, un piatto simile in Italia sarebbe lanciato sul cuoco.
Io mi accontento di granchi e aragosta.
Poi il giorno dopo il lungo rientro, Terrace Vancouver, da qui a Londra, costretti a un cambio di aeroporto (facile), Roma, pernotto dal Doc e poi ritorno in auto verso Bologna con classica coda sull'A1.
Cosa abbiamo visto
Meno animali che in Alaska, poche aquile e piccole, un paio d'orsi neri piccoli più mamma con piccolo e poco altro, foche viste da lontano che dal mare seguono fin qui i salmoni.
Panorami vari e meravigliosi, non aiutati dal tempo che ci ha sempre fatto avere nuvole bassissime e poco sole e parecchia pioggia
Fiumi bellissimi, trovati per lo più alti e sporchi.
Suggerimenti
Fatto salvo che se vi serve aiuto potete contattarmi di persona vi raccomando di cercare una guida sul posto direttamente e di organizzarvi voi il viaggio aereo.
La mia esperienza di cercare un'agenzia che faccia tutto da qui è fallimentare..
Io mi sono servito in loco (pagando le differenze, spero solo quelle) di
STAN DOLL
Skeena wilderness fishing charters
info@bc-stelhead.com
sul sito trovate pure i numeri di telefono
trovare una guida che parli italiano non dico sia impossibile ma quasi
concordate bene i fiumi, quelli ordinari costano meno (come permessi e come guide), quelli classificati di più come tutto.
Ma andreste come turisti a Roma senza vedere il Colosseo e San Pietro?
Ovvio il viaggio costa e tanto
Per l'attrezzatura
Portatevi canne e mulinelli, direi due di tutto
Dopo le steel head il mio twin power deve andare in revisione.. mulinelli più deboli si sono rotti.
Come esche se li amate ondulanti, ma rende di più e molto il martin nei pesi 12 e 15, colori normali, perla e firetiger
Se vi chiedono l'amo singolo il 2\0 e il 3\0 se esiste della serie st75blm li ho trovati perfetti, se no 1\0 o 2\0 lunghi dritti.
Dopo questo viaggio temo che il prossimo sarà al caldo.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
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Di Admin G.P.O. (del 19/09/2011 @ 22:09:21, in ITINERARI, linkato 3673 volte)
OASI DELLE VALLI DI ARGENTA E MARMORTA
 
E' il Consorzio della Bonifica Renana che nel 1909, attraverso l'eliminazione dei circondari di scolo e con la elaborazione e realizzazione di un progetto organico in una visione globale del risanamento dei terreni paludosi di tutto il territorio di pianura della Provincia di Bologna, crea le valli.
L'origine delle valli di Campotto-Bassarone e Vallesanta nonché delle aree umide del Traversante è legata alla realizzazione di questa bonifica idraulica che interessa circa 100 mila ettari della bassa pianura bolognese oggi intensamente coltivati. Unitamente alla realizzazione di oltre 1.120 chilometri di canali e di importanti impianti idrovori, il sistema comprende due casse di espansione (appunto Campotto-Bassarone e Vallesanta) nelle quali le acque fluenti nei canali di bonifica vengono immesse (o immagazzinate) allorquando le quote del fiume Reno (recipiente del sistema) non ne consentano il deflusso. Trattasi quindi di invasi artificiali gravati da servitù idraulica preminente su ogni altra utilizzazione o destinazione; ma proprio perché indissolubilmente legati al funzionamento del sistema idraulico, ne è garantita e fatta salva la conservazione.
 
Nell’ambito del territorio ora costituito in oasi, oltre alle casse di espansione perennemente in acqua (anche se a livelli variabili in funzione delle esigenze idrauliche) esistono altre aree di vasta estensione (Traversante) che pur non essendo permanentemente in acqua vengono allagate più volte nell’anno in coincidenza dei momenti di maggiore intumescenza del fiume Reno.
In queste aree, a seguito di una serie di iniziative che portarono prima alla limitazione della caccia e successivamente alla sua soppressione, si è ottenuto un risultato più che lusinghiero in quanto in pochi anni si è ricreato un bosco bellissimo di gattici, olmi, frassini ecc. il cui sviluppo, se opportunamente difeso, può avvenire in tempi relativamente brevi. In questo modo, essendo riusciti ad eliminare i danni provocati dalla presenza dell’uomo non solo come cacciatore o raccoglitore di prodotti spontanei ma anche come provocatore di devastanti incendi, è possibile quindi la ricostituzione di un bosco simile a quelli che dominavano l’antica Padusa.
Oltre alle aree succintamente sopra descritte, sono comprese nell’oasi altre superfici le quali, pur costituendo strumenti del sistema di bonifica del Consorzio per la loro saltuaria utilizzazione a scopi idraulici, vengono normalmente (anche se precariamente) coltivate e pertanto esse completano l’ambiente dell’oasi offrendo alla fauna che in essa vive adeguati spazi per l’alimentazione e la nidificazione. Tali superfici realizzano quindi possibilità di scambio fra il mondo esterno e la palude vera e propria e concorrono a determinare l’armonico equilibrio dell’oasi di protezione.
Purtroppo l’hinterland realizzato in questa prima fase di costituzione dell’oasi non è quello che meglio favorisce la sopravvivenza dell’avifauna presente. Infatti l’oasi stessa risulta difesa all’esterno, per il momento, soltanto verso sud da una zona limitata a 420 ettari nei quali esiste il vincolo del ripopolamento o cattura della selvaggina a fini faunistici. Ma si ha motivo di ritenere che il risveglio manifestatosi in questi ultimi tempi verso i problemi ecologici in genere e sulla necessità di salvaguardare certi particolari ambienti, sia sotto il profilo scientifico che quello culturale, porti in un prossimo futuro a realizzare quanto non è stato possibile in questo primo tempo di contrastata fase di avvio.
Intanto, dopo anni di discussioni, convegni, incontri a vari livelli, un accordo raggiunto sul finire del 1977 fra i Rappresentanti del Comune di Argenta, il Consorzio della Bonifica Renana e alcuni proprietari della zona, ha consentito all’Amministrazione Provinciale di Ferrara di sanzionare, con un documento ufficiale, l’atto costitutivo dell’oasi di protezione che, per riallacciarsi al passato, ha assunto l’antico nome delle aree in essa un tempo comprese: oasi delle valli di Argenta e di Marmorta.Trattasi di un complesso di oltre 1.600 ettari comprendente, come si è visto, terreni vallivi (Campotto Bassarone e Vallesanta), terreni acquitrinosi con la caratteristica vegetazione erbacea, arbustiva ed arborea dei terreni umidi (Traversante) ed anche terreni coltivati intersecati da canali artificiali e corsi d’acqua naturali.
I terreni compresi nell’oasi sono per la massima parte di proprietà (o in gestione) del Consorzio della Bonifica Renana: i corsi d’acqua naturali rientrano nella competenza del Genio Civile Ufficio Speciale per il Reno; i canali artificiali fanno parte del sistema idraulico del Consorzio di bonifica e alcuni dei terreni coltivati sono di proprietà di ditte private.
 
ASPETTI DELLA FLORA DELL’OASI
Passando ad una rapida descrizione dell’ambiente quale oggi si presenta, si può dire che nell’ambito delle associazioni floristiche acquatiche sono presenti tra le specie sommerse, natanti ed emerse: Potamogeton sp., Ceratophyllum sp., Myriophyllum Sp. (millefoglie d’acqua), Utricularia vulgaris (erba vescica), Hottonia palustris (erba scopina), Lemna sp. (lente d’acqua), Salvinia natans (salvinia), Hydrocarìs morsus-ranae, Polygonum amphibium, Nymphaea alba (ninfea), Nuphar luteum, Nymphoides peltatum (ninfea sfrangiata), Marsilia quadrifolia, ecc.
Tra le specie così dette di ripa, oltre a Phragrnites cornniunis (canna di palude), Tvpha latifolia (paviera) e T. angustifolia con frequenti insediamenti a carattere monofitico, si ricordano:
 
Sparganium erectuni, Glyceria fiuitans (fienarola d’acqua), Butonius umbellatus (giunco fiorito), Iris pseudacorus (giglio d’acqua), Cyperus sp., Scirpus sp., Juncus sp., Ranunculus aronitifolius, Alisma piantago, Sagittaria sagittifolia (erba saetta), ecc.
 
All’esterno delle zone permanentemente in acqua esistono, come già detto in precedenza, talune aree (di qualche centinaio di ettari) che solo saltuariamente sono soggette ad allagamento. In esse si sta sviluppando con successo una tipica vegetazione rappresentata, tra le arboree, dal Salix alba (salice), Quercus robur (farnia), Ulmus glabra (olmo), Fraxinus angustifolia (frassino), Populus alba (pioppo bianco). Nell’abbondante sottobosco sono presenti suffrutici particolarmente idonei per l’alimentazione degli uccelli come, ad esempio: Prunus spinosa, Crataegus oxyacantha (biancospino), Viburnum opulus (pallone di maggio), ecc. Si ritrovano altresì Cornus san guinea (sanguinello), Clematis viticella, Clematis vitalba, Sambucus ebulus, Filipendula ulmaria (olmaria), Althea officinalis (altea), Alcea pallida (malvone), Lythrum salicaria (salcerella), Solidago virgaurea (verga d’oro), Solidago gigantea (verga d’oro d’America), Qenan the crociata (cicuta d’acqua), ecc.
 
In sostanza, la copertura vegetale è quella tipica della biocenosi d’acqua dolce e riesce a dare un'idea di quello che doveva essere l’aspetto dell’intera Pianura Padana nei tempi passati.
 
Purtroppo, vari eventi ripetutisi negli ultimi anni hanno provocato una considerevole riduzione della vegetazione sommersa, alterando così le condizioni più idonee a facilitare la sosta dell’avifauna acquatica. Ciò ha indotto i responsabili del Consorzio, cui compete la regolazione delle casse di espansione, a considerare l’opportunità di ripristinare alcune canalizzazioni interne alle valli al fine di migliorare la circolazione e garantire un più sollecito ricambio delle acque invasate.
 
 
ASPETTI DELLA FAUNA DELL’OASI
Sempre nell’ambito delle zone soggette a saltuari allagamenti (Traversante), esiste un boschetto in condizioni assolutamente naturali ove vegetano le varie specie arboree già più sopra indicate e particolarmente prediletto per la nidificazione di alcune specie dei Cicomiformes.
Attualmente sono infatti presenti circa 250 nidi di Nitticore (Nycticorax nycticorax), circa 50 nidi di Sgarze ciuffetto (Ardeola ralloides) e una trentina di nidi di Garzetta (Egretta garzetta). Sempre tra i Cicomiformes, sono presenti gli Aironi: l’Airone rosso (Ardea purpurea) con oltre 100 nidi controllati e l’Airone cenerino (Ardea cinerea) di cui sono presumibili oltre 20 esemplari forse anch'essi nidificanti.
E' sempre presente anche il Tarabuso (Botaurus stellaris), mentre è comunissimo il Tarabusino (Ixobrychus nhinutus). Durante l’inverno compare tutti gli anni, ma in numero limitato di esemplari, l'Airone bianco maggiore (Egretta alba).
 
Tra le altre caratteristiche di maggior rilievo dell’Oasi è da ricordare la presenza di circa 180 coppie nidificanti di Svasso maggiore (Podiceps cristatus) nonché di numerosi esemplari di Tuffetto (Podiceps ruficollis).
 
Non raro è il Marangone minore (Phalacrocorax pygnialus) e, in occasione di burrasche durante i periodi di passo, è possibile vedere numerosi (fino a 60) Cormorani (Plialacrocorax carbo).
Il Cigno selvatico (Cvgnus cygnus) e anche alcune oche sono di passo irregolare ed accidentale.
Numerose sono invece le anatre di superficie tra cui il Germano reale (Anas platyrhYnchos), la Canapiglia (Anas strepera), il Codone (Anas acuta), il Fischione (Anas penelope), l’Alzavola (Arzas crecca), la Marzaiola (Anas querquedula), il Mestolone (Anas clypeata), la Moretta (Aythya fuligula). Fra le anatre tuffatrici, sono presenti di passo il Moriglione (Aythva ferma), la Moretta tabaccata (Aythya nycora), il Quattrocchi (Bucephala clangula), ecc.
 
I rallidi sono rappresentati da oltre 2500-3000 Folaghe (Fuhca a tra) e, in alcuni periodi, da circa 1800 Gallinelle d’acqua (Gallinula chloropus); è stata accertata anche la presenza del Pollo sultano (Porpl2vrio coeruleus) - Aufuga? -, del Porciglione (Rallus acquaticus) e di altre specie minori.
 
Cavaliere d'Italia.Fra i rapaci diurni, saltuariamente nidifica il Falco di palude (Circus aeruginosus); in ogni caso questo uccello è più comune durante i periodi di passo e in inverno, periodi in cui è facile rilevare anche la presenza di qualche Polana (Buteo buteo), di alcune Albanelle, del Pellegrino, del Lodolaio, ecc.
 
Accertata la presenza del Falco cuculo (Falco vespertinus), dello Smeriglio (Falco columbarius) e così pure di una coppia di Falco pescatore (Pandion Haliaétus) per cui si nutre la speranza di vederla nidificare.
Assai numeroso nell’oasi è il Fagiano (Phasianus colchicus) e un po’ meno la Quaglia (Coturnix coturnix).
Gli uccelli di ripa o limicoli abbondano quando i livelli delle acque s’abbassano permettendo l’emergere delle terre.
 
Fra i Laridi, oltre la specie più comune del Mignattino (Chlidonias niger), va rilevata l’unica colonia in Italia di Mignattino piombato (Chlidonias hvbrida) attualmente nidificante con oltre 60 coppie e tendenti ad aumentare; è pure presente il Gabbiano comune e il reale.
 
Tortore (Streptopelia turtur) e Cuculi (Cuculus canaris) sono abbondanti in primavera ed estate (oltre 10.000 tortore); durante il passo, i colombacci.
 
Fra i rapaci notturni, sono comuni la Civetta (Athene noctua), il Gufo comune (Asia otus) e di palude (Asia flanirneus), il Barbagianni (Tvto alba).
Il Martin pescatore è diventato raro, mentre in estate è presente la Upupa (Upupa epops).
I Picchi sono rappresentati dal Picchio rosso minore (Dendrocopus minor).
La cornacchia, una volta abbastanza numerosa, è oggi quasi scomparsa.
 
Data la varietà dell’ambiente caratterizzato dall’alternarsi di terreni coltivi e boschi igrofili con stagni permanenti, è qui rappresentata anche la maggior parte dei Passeracei e dei Muscicapidi.
L’oasi delle valli di Argenta e di Marmorta è il più importante "dormitorio" nella regione emiliana per la Cesena (Turdus pilaris).
 
Il Basettino (Panurus biarrnicus) è abbondantissimo e nidificante; nidificante è pure il Pendolino (Rerniz peudulinus) la cui presenza però è grandemente diminuita.
 
Il 26 aprile 1978, il dott. Gianfranco Bolognesi, Vice Presidente del Consorzio della Bonifica Renana, osservava entro l’oasi il Codazzurro (Tarsiger cyanurus) la cui presenza nell’avifauna europea è considerata occasionale (al di sotto delle 20 osservazioni) poiché il suo habitat è quello dell’Asia orientale, sverna in Giappone, erratico in Finlandia e rarissimo nel rimanente dell’Europa.
 
Nella valle di Campotto è in netta ripresa la Testuggine d’acqua (Emys orbicularis); presenti anche la Biscia d’acqua, le Rane, ecc.
 
Museo delle Valli di Argenta
Via Cardinala 1/c, 44010 Campotto (FE)
Tel 0532 808058 Fax 0532 808001
museiargenta@comune.argenta.fe.it
 
Orari di apertura
9:30-13:00 15:30-18:00
chiuso il lunedì
 
Dove pescare
A Valle Santa il giovedì, sabato,domenica e festivi è possibile pescare dall’alba al tramonto tutto il tempo dell’anno.
Il costo per l’intera giornata è di € 15,00 con l’utilizzo fino a 4 canne.
 
Cartina della Valle Santa
 
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Titolo
Di Admin G.P.O. (del 17/08/2011 @ 13:04:47, in ITINERARI, linkato 4621 volte)
Paese che vai ... usanze che trovi... viaggio in Corsica
monti, mari... pesci e siti singolari...
articolo di Andrea Donnoli [Andrew]
Alla ricerca della macrostigma, ma non solo, dopo l'amaro in bocca Sardo... dirigo verso la Corsica questa volta...
il traghetto plana leggero nel mare piatto ed il tramonto evidenzia la sagoma di Capraia... lasciando l'Italia ormai lontana
la meta iniziale Corte, antica capitale dell Corsica, simbolo dell'indipendenza dell'Isola... città di Napoleone, di Pascal Paoli... città fortificata, in mezzo alle valli dei fantastici fiumi Rastonica e Tavignanu, punto ideale per escursioni, esplorazioni, giri turistici, storia, un po' di fresco, un po' di montagna.. un po' di colori naturali...
punto tattico per pescare nei posti che avevo preventivamente selezionato: Golu, Tavignanu, Ascu, Travu, taravu, Vecchiu... ed altri che finiscono con la U U U U U
 
 
 
 
 
Faccio il permesso per una settimana € 30 e dopo un breve giro in città vado ad esplorare la vallata del Restonica, che si presenta cos...
con i suoi abitanti liberi
Lungo una stradina di montagna stretta stretta in pochi minuti si sale di quota e sembra di essere nelle nostre alpi...
Il richiamo dell'acqua e la voglia di pescare si scatena ed inizio a risalire il torrente prendendo poi un laterale...
bagnare le lenze 4,5 volte in siti diversi... dai quali con grande fatica poter ammirare pesci dai colori singolari... e che per sintesi vi racconto con alcune foto... pesci dai colori vivaci e singolari... veramente particolari
Sono state mappate circa 6 tipologie differenti di trota corsa.. Macrostigma...
ceppi autoctoni protetti e rimasti in micro ambienti isolati... ma qualcuno dice che ce ne siano di più...
 
le livree ed il temperamento unico... come la voglia di indipendenza e libertà che si respira in quest' isola.. anche sulla spiaggia...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
in sequenza... io l'interpreto così : siamo corsi, lottiamo se necessario, ma facciamo parte della comunità europea :)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Una bella escursione al LAVU MELU.. LAGO MELO, non quello del forum... ma un bel lago alpino corso, che 6 mesi all'anno sotto la neve... pieno di... 
Dopo la montagna allora un po' di mare... tra Porto Vecchio, Bonifacio, Lavezzi... con i loro abitanti...
Lavezzi con i suoi saraghi ed orate affamate...
Anche qui.. ma nel loro ambiente... ci sono loro...
Infine come cita il titolo... paese che vai ... non ho resistito... quindi ho fotografato questi paesi... che per par condicio rappresentano l'essere femminile e maschile... insomma un'Isola molto democratica anche se selvaggia e ricca di fauna, flora da scoprire... sotto ogni prospettiva...
BUONA PESCA
Ed ecco le immagini con altri pinnuti marini... di Lavezzi...Salpa, Orata, Cefaletti... ma ne saprete di + voi di me...
VIDEO dei Pinnuti ... domestici ...
 
articolo di Andrea Donnoli [Andrew]
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 11/08/2011 @ 10:36:08, in ITINERARI, linkato 4948 volte)
PARCO NAZIONALE FORESTE CASENTINESI, MOLINO DELLE CORTINE
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Una meta nel verde, il Molino delle cortine, dove si pesca volendo.
posizione N 4351'58.53" E 1153'30.61", altezza 400-500 metri
L'altra sera, complice una cena tra amici, ci ritroviamo al Molino delle Cortine, sopra Poggio alla Lastra sopra Santa Sofia
Il posto questo
Per raggiungerlo da Santa Sofia procedere per Poggio alla Lastra.
Da Poggio alla Lastra si prosegue per sterrata inoltrandosi nel parco delle foreste Casentinesi.
Dopo poco giunge a Ca' di Veroli, antico fabbricato oggi adibito ad agriturismo
Si prosegue su sterrata fino a raggiungere una deviazione sulla destra con ponte in localit
Ponte del faggio (area attrezzata con braciere e tavoli).
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Poco oltre un antico ponte porta al Molino
se si prosegue sulla strada sterrata (serve un mezzo fuoristrada da qui in avanti) si inizia a risalire il fianco della montagna, sempre su sterrata, fino a raggiungere la chiesa di Strabatenza.
 
 
 
Il Molino un complesso costituito da 4 fabbricati (mulino, porcilaia, casa del mugniaio e guadagnola), oggetto di una pregevole ristrutturazione.
Il fabbricato, documentato come mulino comunitativo fin dal 1500, veniva dato in conduzione annualmente al miglior offerente.
Probabilmente all'epoca esisteva il solo mulino principale (il fabbricato posto trasversalmente a monte).
Fu solo nel 1800 che il livellario Giovan Filippo Fabbri ottenne l'autorizzazione per costruire la guadagnola (il piccolo mulino pi a valle).
Causa l'esodo in corso nella vallata, l'attività molitoria aveva subito una notevole riduzione, e nel 1968/69 le macine si fermarono definitivamente.
Attualmente siamo dentro il parco nazionale delle foreste casentinesi, quindi massimo rispetto
Attualmente la struttura funziona con prenotazione come rifugio gestita da una associazione.
Il cellulare su non prende , che non male! Ma c'è un fisso se si ha bisogno di
Rompiballe fuori dalla vacanza.
L'associazione mette a disposizione letti in camerate con soli materassi e bagno per gli escursionisti.
Noi abbiamo ottenuto l'uso della cucina e dei bracieri per una cena tra amici e abbiamo pernottato.
Da 30/32 gradi della pianura siamo arrivati a 13, forse sotto i 10 la notte, purtroppo con umidità alta.
Il nostro gruppo di circa 20 persone che si conoscono sul forum chi da poco e chi da anni si è trovato benissino
abbiamo aperto le ostilità con un aperitivo (vini bianchi, Americano, patatine e salatini vari) poi ci siamo messi a tavola e abbiamo cominciato a far sul serio!
- antipasto: bruschetta con pane di Altamura, aglio e olio; coppa, prosciutto crudo, ciccioli pressati (by BigLuca) e salsiccia "da morso" (eccezionale)
- polenta liquida con spezzatino di misto-maiale preparato magistralmente da Rumagnulaz in una pentola di terracotta
- grigliata di fiorentine, salsiccia e pancetta
- pomodori alla griglia
- ciambella
- anguria
- vini vari, prosecco, caff, grappa, limoncello

P.S. Con tutto quello che rimasto avremmo potuto sfamare tutti i Boy scout che erano accampati più a valle....
Vedendo le foto del fiume che scorre sotto secondo voi che abbiamo fatto in due la mattina successiva?
Abbiamo risalito il torrente per pescare
La chiesa di Strabatenza l'ultimo posto raggiungibile e partendo dal Molino in 5 o 6 ore di fiume si arriva alla chiesa dove si può agevolmente risalire puntando prima il vecchio cimitero poi la chiesa.
In realtà è possibile uscire anche in un paio di posti prima ma attenzione che perdersi facilissimo
Abbiamo preso poche trote per il livello basso, ma il posto ispira tranquillità
Informandosi su internet possibile trovare itinerari e sistemazioni in loco o vicine anche per chi non interessato alla pesca
Di sera per strada andando piano (o meglio a piedi) si vedono cervi, daini, caprioli, volpi e se fortunatissimi i lupi.
Perchè conosco queste valli?
Alcuni anni fa ci trovammo con pochi amici dello stesso gruppo, il forum di Pesca in Romagna per le trotiadi.
Ovvero previsto come cena tra amici, sulle braci, notte in tenda, pescata, bagno nel fiume per essere meno indecorosi e pranzo in struttura della zona.
In realtà fummo cacciati dal parcheggio e ospitati in una casa vacanza di un sacerdote per quella notte, tra cinghiali e daini che si aggiravano attorno.
Al mattino 6 avventurosi risalirono i rii della zona a coppie (le trote si farebbero meglio da soli, ma la sicurezza innanzi tutto e in coppia meglio)
Nel 2008 le trotiadi si sono spostate nel nostro appennino bolognese, a volte in giornata, a volte in tenda.
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 07/07/2011 @ 20:36:39, in ITINERARI, linkato 10984 volte)
 
OASI VALLICELLA, MIGLIARINO, FERRARA
Ottimo sito per i raduni delle gare di pesca al colpo nel Po di Volano a Medelana
 
Ricavata dal ripristino di una vasta area naturale, nella quale sorgevano fino a qualche anno fa cave d'argilla, questa oasi naturale mette a disposizione ben 14 laghi dove è possibile esercitare diverse tecniche di pesca.
Un ampio parcheggio, zone verdi riservate ai bambini, impianti sportivi offrono ottime opportunità non solo ai singoli pescatori ma anche ad intere famiglie interessate a soggiornare in questi incantevoli luoghi per più giorni.
 
PRESSO OASI VALLICELLA POTRAI:
 
 * praticare la pesca sportiva in ben 14 specchi d'acqua
 * degustare le specialità tipiche della zona sapientemente preparate dai nostri cuochi
 * praticare escursioni in bicicletta grazie al percorso ciclabile a ridosso dei laghi e a veri e
     propri percorsi all'interno dell'Oasi
 * praticare escursioni a cavallo o in calesse (previa prenotazione)
 * immergerti in bellissime passeggiate in armonia con il paesaggio e nello spirito del turismo slow
 * giocare con i tuoi bambini in vaste aree verdi completamente sicure
 * festeggiare compleanni, battesimi, matrimoni e tutti i tuoi momenti di festa
 
LA PESCA
La pesca sportiva è uno sport molto diffuso nelle regioni italiane attraverso circoli di appassionati.
In questa parte di territorio della Provincia di Ferrara, in particolare, questa pratica garantisce circa 100.000 presenze l’anno grazie alla particolare morfologia e ricchezza di specchi e corsi d’acqua, rappresentando una risorsa unica per il panorama italiano.
 
Oasi Vallicella ospita uno straordinario e ampio circuito per la pesca sportiva delle seguenti discipline:
 
    * PESCA CON ARTIFICIALI - SPINNING e MOSCA (black bass, stripp bass, trota, luccio)
    * CARPFISHING
    * PESCA AL PESCEGATTO
 
Fiore all'occhiello di questa oasi è un circuito realizzato su oltre 15 ettari di specchi d'acqua composti da vasche diverse (ottenute dalla bonifica di una cava d'argilla), unite attraverso dei tagli che garantiscono il passaggio sia dei belly-boat che delle imbarcazioni a motore elettrico.
La limpidezza dell'acqua va dall'opaco/torbido nei bassi fondali, dal metro ai 50 centimetri per poi aumentare fino a poter vedere il fondale.
 
In queste acque non sono state rare catture di oltre 50 pezzi in una giornata per singolo pescatore, oltre che esemplari di balck bass di oltre 3,5 kg. Il pescato ha infatti dimostrato come l’Oasi risulti popolata da bass di taglia elevatissima con punte normali over 2 kg.
Naturalmente gli Hot Spot sono raggiungibili solo da barca e dal Belly Boat, ma anche da riva si possono effettuare belle catture.
In effetti, uno studio approfondito ha evidenziato il parere unanime nel considerare la logistica e il circuito all'interno dell'Oasi come un'area che si avvicina al luogo ideale per molti Bassman.
 
LA RISTORAZIONE
Aperto nel 2009, il Ristorante Oasi Vallicella si è sempre caratterizzato per la genuinità e la freschezza degli ingredienti, proponendo ai propri clienti i sapori veri e autentici del nostro territorio.
 
Ancora oggi, dopo la riapertura da parte della nuova gestione della Famiglia Dal Piva di Belluno, siamo in grado di offrirvi una cucina autentica caratterizzata dal connubio tra il carattere deciso e inimitabile dei piatti delle Dolomiti e la tradizione della cucina ferrarese.
Il locale è ideale per festeggiare qualsiasi momento di festa: battesimi, cresime, compleanni, feste di laurea,potendo disporre infatti di oltre 70 coperti, 25 dei quali in una saletta riservata.
Durante la stagione estiva offriamo la possibilità di allestire altri 65 coperti nel nostro giardino estivo, all'ombra di ampi ombrelloni e gazebi.
 
COME RAGGIUNGERLA
Da uscita A13 Ferrara Sud immettersi nella Superstrada Ferrara-Mare (Raccordo Autostradale direzione Porto Garibaldi) prendere uscita Migliarino e seguire indicazioni stradali per Oasi Vallicella
 
Da uscita A13 Ferrara Nord mantienere la destra al bivio, seguire le indicazioni per Ferrara/Bondeno/Copparo/Finale Emilia ed entrare in via Eridano/SP19. Svoltare a sinistra in via Modena, continuare su viale Po. Svoltare a sinistra in viale Cavour e proseguire fino alla rotonda, imboccando la 2a uscita su via Pomposa/SP 15. Continuare su via Provinciale Copparo Migliarino/SP4. Svoltare a sinistra in via Travaglio/SP4 e proseguire dritto fino all'ingresso Oasi Vallicella
 
 
 
QUI SOPRA LA RACCOLTA FOTOGRAFICA DI UNA GARA ORGANIZZATA DAL G.P.O. IMOLESE TUBERTINI NEL PO DI VOLANO IL 5 MARZO 2011, IL RADUNO E' STATO ORGANIZZATO PRESSO L'OASI VALLICELLA DI MIGLIARINO

INDIRIZZO CIVICO DELL'OASI VALLICELLA
Via Argine Travaglio 193/C
MIGLIARINO (FE)
Tel.: +39 0533 52086
E-mail: info@oasivallicella.it
 
 
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