GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Maurizio Tarozzi in azione alla Prima Sfida Padova vs Bologna 2012... di Admin G.P.O.
 
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CURIOSITA' Il G.P.O Imolese Tubertini è la società di pesca bolognese nata il 29 gennaio 2010 dalla fusione di due storiche e pluri premiate società con oltre mezzo secolo di storia alle spalle: S.P.S. Gruppo Pesca Ortofrutticolo e S.P.S Imolese

G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico
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Di SiMoN (del 30/12/2010 @ 23:50:17, in CARPFISHING, linkato 2463 volte)

PREPARARE LE GRANAGLIE
articolo di Finocchi Mirco


Di base si procede in questo modo:
- mettere a bagno in adeguato recipiente la quantità di mais desiderato per almeno 24 ore, ma per non più di 48 (oltre questo tempo il mais potrebbe deteriorarsi). (tenere in considerazione che il volume totale a fine processo di lavorazione aumenta di circa il 50%, in pratica raddoppia)
- Terminata la fase di ammollo, si procede con la bollitura per un tempo non inferiore a 45 minuti, in questa fase si possono aggiungere a piacimento ingredienti quali lo zucchero in quantità di 100g/Kg di mais secco.
- Si lascia raffreddare il tutto nella sua acqua di bollitura
Il mais a questo punto è pronto per l'uso, sia per la pasturazione che per l'innesco.
Semplice, efficace, economico.
Punto importante!!!! il mais va sempre cotto (bollito, RICORDO, per non MENO di 45 Minuti).
Obbiettivo NON causare danni alle Carpe e a tutto il pesce in genere.

articolo di Finocchi Mirco

 

 
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Di SiMoN (del 30/12/2010 @ 23:33:31, in CARPFISHING, linkato 5552 volte)

ABITUDINI E MIX - SPECIALE CARP FISHING

articolo di Simone Finocchi del Team Kappotto

Ciao ragazzi, siamo all' inizo... Questo sito sta iniziando a prendere forma.
Volevo passarvi qualche consiglio utile ,sempre presente sul mio taccuino, inerente ad 
abitudini, alimentazione ed esche preferite dalle nostre amiche carpe: 

Le abitudini:

FINE FEBBRAIO

Appena è passato l'inverno, le carpe sono ancora riunite in piccoli gruppi e sono presenti in acque profonde, dove vi sono buche e magari sorgenti o piccoli affluenti, che hanno una temperatura più accettabile a causa dell'inversione termica. Inoltre dobbiamo tenere d'occhio i posti più esposti al sole e quelli più riparati dal vento. Altre caratteristiche che può avere il posto scelto dalle nostre amiche carpe, possono essere fondali regolari, senza vegetazione, ma con acque limpide, dove il fondo è ricoperto da limo. Altre invece, preferiscono restare ancora nel fango del fondale per proteggersi dal freddo, e magari sono ancora in "letargo", anche se è una definizione inesatta, in quanto la carpa, essendo a sangue freddo, vive in base alla temperatura che vi è nell'ambiente che la circonda, influenzando le sue azioni. L'orario migliore per la pesca della carpa, risulta nelle ore più calde, dalle 12 di mattina fino a metà pomeriggio o fino al tramonto nelle giornate particolarmente buone. L'attività della carpa in questo periodo è in base alla temperatura dell'acqua. Le catture possibili saranno comunque molto soddisfacenti, in quanto le carpe attive sono le più grandi.

FINE MARZO

Le acque si cominciano a riscaldare. Questo processo è tanto più veloce in specchi d'acqua piccoli, e ovviamente risulterà più lento in specchi d'acqua grandi. Inoltre viene 
rallentato da vari agenti atmosferici. Proprio a questo riscaldamento dell'acqua, la carpa si posiziona nelle acque più basse, che si scaldano prima, facendo nascere microrganismi di cui la carpa si nutre. La sera, dopo il tramonto, le carpe tornano sul fondo in cerca di tepore. Altri posti che vengono scelti, sono fondali in pendenza, dove trovano cibo e una temperatura accettabile, e i probabili rovesci primaverili non la possono disturbare.

A MAGGIO

La carpa rimane nelle acque basse fino al tramonto, e la loro attività è rivolta ad 
immagazzinare più cibo possibile per prepararsi alla frega, ormai imminente, cercando cibo e un posto dove deporre le uova. Solitamente si orientano verso le zone dove sono nate loro stesse, erbai, canneti, lanche, ecc.

LA FREGA

Durante il periodo della frega, è ovviamente vietato la pesca della carpa, e solitamente 
questo periodo va dal 15 maggio a fine giugno. 

FINITA LA FREGA

Finita la frega, le carpe sono ancora riunite in gruppetti, ma giorno dopo giorno tendono a dissociarsi. Continuano inoltre a fare i soliti tragitti, e ciò ci permette di poterla catturare facilmente. Ambienti dove trovarle sono le prossimità di torrenti, affluenti, sorgenti sotterranee, o tutti i posti ben ossigenati e freschi. Le carpe sono solitamente nel sottoriva adesso, e bisogna stare attenti a non fare rumori molesti.

DA LUGLIO A META' SETTEMBRE

Si avrà una situazione che varierà con la temperatura. Quando ci sarà molto caldo, le carpe mangeranno di sera e di notte, quando vi è fresco, mentre negli altri periodi del giorno tenderanno a restare ferme. I periodi in cui possono mangiare anche di giorno, saranno durante e dopo i temporali, che rinfrescano le acque e le ossigenano. Dunque è sempre meglio pescare anche nelle zone dove il vento increspa l'acqua, in quanto la ossigena, e magari all'ombra di qualche albero. Diciamo che da metà agosto, le acque rinfrescate dai temporali, danno le condizioni migliori per la carpa, ed esse cominciano come in primavera a muoversi, seguendo il loro solito tragitto.

INIZIO OTTOBRE

La temperatura si abbassa di molto (dai 8 ai 17°C), ma il processo di raffreddamento 
dell'acqua è molto lento, in quanto trattiene di più il calore. Si ha un'accelerazione di 
raffreddamento quando vi sono perturbazioni. A novembre-dicembre iniziano le prime brinate, e la temperatura si abbassa ancor di più. A 4°C l'acqua diventa più densa, e la parte più ricca di ossigeno e fredda, scende sul fondo, al contrario di ciò che succede in primavera. I venti pensano poi a rimescolare gli strati e a uniformare la temperatura. Questo abbassamento di temperatura non significa però che le carpe non cerchino cibo, anzi! siccome devono immagazzinare cibo per l'inverno, sono ancora attive, sebbene in gruppo e in acque più profonde. Bisogna essere molto attenti nell'osservare lo specchi d'acqua e capire dove possono essere rintanate la carpe, per riuscirne a pescare, in quanto riducono di molto i loro spostamenti.

L'INVERNO

Con l'arrivo dell'inverno i giorni sono sempre più freddi, e solitamente si smette di 
pescare la carpa. Però se qualche specchio d'acqua ferma non ghiaccia, e ci sono giornate piacevoli, vi è ancora la possibilità di catturare qualche bella carpa. Comunque anche nelle prossimità di affluenti e torrenti che creano profonde buche che hanno temperature accettabili, è possibile catturare, come nei pressi di canali che derivano da centrali idroelettriche, che servono per il riscaldamento delle turbine. Qui i pesci rimangono sempre attivi, ed è probabile catturare qualcosa. Molto importante è che la profondità sia di minimo tre o quattro metri e in prossimità di erbai e canneti, dove vi è dunque la possibilità di trovare cibo.

Alcuni MIX:

_50/50_

SEMOLINO 350 g
FARINA DI SOYA TOST 250 g
fARINA DI MAIS 200 g
LATTE IN POLVERE 200 g

Questo mix è detto anche "carrier mix" perchè è un mix di partenza dal quale possono essere fatti tagli di ogni genere, ad esempio togliendo dal totale un 10-15 % e sostituirlo confarina di pesce, birdfood,farine di origine vegetele o animale a seconda dei vostri scopi.



_HNV_

FARINA DI MAIS 200 g
SEMOLINO 350 g
FARINA DI SOYA TOST 200 g 
CASEINA 250 g

Questo mix è chiamato HNV( High Nutritional Value) perchè la sua particolarità è il suo alto valore nutrizionale dato dalle proteine del latte,quale la caseina. E' un mix da usare con la massima cautela PERchè a lungo termine potrebbe saziare il pesce;consigliato nelle stagioni in cui è necessario apportare una buona quantità di proteine e nelle pescate veloci in inverno ed inizio primavera.

Alcune ricette:

_Mix primaverile_ Proteine grassi e carboidrati

BIRDFISH MIX

SEMOLINO 200 g
FARINA DI sOYA TOST 200 g
fARINA DI MAIS 200 g
GLUTINE DI MAIS 100 g
BIRDFOOD 100 g
LATTE IN POLVERE 100 g
FARINA DI CRISALIDE 100 g

Aroma Frutta 6 ml
Csl 20 ml
NHDC Sweetner 8 ml
Olio essenziale 
Bergamotto 6 g.

8 Uova



_Mix estivo_ Carboidrati e proteine

FISHMEAL MIX

SEMOLINO 200 g
FARINA DI SOYA TOST 200 g
FARINA DI MAIS 200 g
FARINA DI ARINGA 100 g
FARINA DI CECI 100 g
LATTE IN POLVERE 100 g
FARINA DI RISO 50 g

Aroma Green Lipped Mussel 
o Fruttato 5 ml
Melassa 30 ml
NHDC Sweetner 6 ml
Olio essenziale
Black Pepper 9 g.
Multimino 25 ml

8 uova



_Mix autunnale_ Proteine e grassi

BIRDFISH MIX SPEZIATO

FARINA DI SOYA GRASSA 300 g
SEMOLINO 200 g
FARINA DI MAIS 150 g
LATTE IN POLVERE 150g
FARINA DI ARINGA 150 g
SPEZIE IN POLVERE 20 g

Aroma Sweet Spice 8 ml
Melassa 15 ml
NHDC Sweetner 8 ml

Liquid Liver 20 ml
Olio essenziale
Black Pepper 6 g.
1 cucchiaio di olio d' oliva

10 uova



_Mix invernale_ Proteine e pochi grassi

HNV MIX

FARINA DI MAIS 200 g
SEMOLINO 350 g
FARINA DI SOYA TOST 200 g 
CASEINA 250 g

10 albumi

Questo è un mix che si potrebbe usare anche senza parte liquida ma ognuno è libero di 
apportare modifiche rispetto alle proprie esigenze. Non esagerare con la pasturazione soprattutto in questa stagione. Un sacchetto in pva riempito di pellet e qualche boiles spezzettata sarà già sufficiente per creare una grande attrazione attorno all' innesco.
Queste sono ricette semplici veloci ed abbastanza economiche. Con qualche modifica in base alle esigenze di ognuno di noi, si riveleranno molto efficaci.I vari componenti sono facilmente reperibili in un qualsiasi mulino o negozio specializzato.

Spero di esservi stato utile! Alla prossima e.........

IN CULO ALLA BALENA!!! 

articolo di Simone Finocchi del Team Kappotto

 
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Di Admin G.P.O. (del 30/12/2010 @ 23:20:33, in CARPFISHING, linkato 1615 volte)

nella foto da sinistra: Simone Finocchi, Villani Vito. Moretta Luca, Negrini Davide

CAMPIONI PROVINCIALI E CARPE
articolo di Emanuele Iacovone

Le carpe sono state le protagoniste del Campionato Prov.le a Coppie di Carp Fishing di Bologna, conclusosi il 24 e 25 ottobre scorso nel bell’invaso Fipsas/Sapaba organizzato dalla società sportiva Rosario Lake di Bologna.

I ragazzi che costituivano le coppie di carpisti dei vari Teams, iscritti alle diverse società di pesca sportiva di Bologna e provincia: Gpo Imolese, Rosario Lake e San Lorenzo si sono sportivamente ‘sfidate’ per conseguire il titolo di campioni provinciali.

Durante le cinque prove i concorrenti hanno saputo ben affrontare le varie difficoltà dei diversi campi di gara, come la pescosità incerta, la percorribilità dei luoghi e non ultimo il maltempo, che li ha visti solidali a collaborare durante le fasi precedenti l’inizio delle varie gare e non solo. Come di consueto non sono mancati momenti divertenti e scherzosi tra un bicchiere di buon vino rosso e qualche veloce spuntino.

L’aria goliardica e la condivisione dei momenti, immersi nella natura, non ha fatto dimenticare ad i singoli appassionati, gli accorgimenti tecnici e la preparazione dei terminali e inneschi affinché le carpe abboccassero numerose.
“Se è vero che il risultato sta nella preparazione”, è doveroso riconoscere che se non ci fossero gli amici pesci qualsiasi tentativo tecnico nella pesca sportiva non avrebbe senso.

Questo i carpisti lo sanno bene, in quanto spesso durante le uscite a pesca si incappa in lunghe attese che nonostante la cura per la preparazione delle attrezzature e delle esche, non regalano neanche un cattura, bensì un bel ‘cappotto’.

Non è stato il caso di questo entusiasmante campionato, dove l’esperienza degli ottimi concorrenti ha portato molte carpe a guadino ignare di cadere nelle mani di attenti pescatori sportivi, ma allo stesso tempo felici (ci piace pensare) di riavere la libertà per un attimo perduta. 

La ridotta pescosità dei giorni precedenti l’ultima gara ed i repentini cambiamenti meteo, avevano lasciato poche speranze alle otto coppie concorrenti; ma nonostante ciò, durante la prova che doveva eleggere i campioni provinciali, i carp sounders non sono stati in silenzio, e a parte qualche mancata ferrata la discreta e uniforme pescosità, ha fatto divertire tutti.

Il bel tempo ha contribuito a terminare al meglio la sessione, al termine della quale, il giudice di gara ha potuto redigere la classifica finale eleggendo i campioni provinciali costituiti dalla coppia Morretta Luca e Negrini Davide della Rosario Lake (foto in alto), secondi classificati Finocchi Simone e Villani Vito –Team Kappotto GPO Imolese e terzi Minghetti Matteo e Buldini Ivan – Big Fishing Team Rosario Lake (da sx foto in basso) che hanno ottenuto anche il riconoscimento per aver pescato la Big-Carp della prova finale che ha fatto puntare l’ago della bilancia a Kg 13,200.
La giornata si è conclusa tra sorrisi e strette di mano auguranti i migliori risultati per coloro i quali parteciperanno ai campionati di categoria superiore.

articolo di Emanuele Iacovone

 
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Di Admin G.P.O. (del 30/12/2010 @ 22:45:02, in CARPFISHING, linkato 1403 volte)

IN CANALE D'ESTATE

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

Era un pomeriggio d’estate molto afoso quando al telefono con mio cugino parlando di sessione passate assieme alcune tra 
esse moto avventurose ci assalì il desiderio di tornare per l’ennesima volta assieme sulle rive di un posto a noi caro che scherzosamente denominiamo “il canalone” ovvero un tratto del canale circondariale conosciuto come valle lepri.
Iniziammo a dividerci i vari compiti lui ormai non pesca da tempo si limita a farmi da fedele compagno d’avventura e dividere con me la passione della natura e dal punto di vista logistico è insuperabile, infatti, suo compito era reperire tutto il necessario per il campo base e mio compito si restrinse a organizzare minuziosamente tutto il necessario inerente all’azione piscatoria.
Il caldo di questo periodo aveva scatenato in noi l’irrefrenabile desiderio di provare ad insidiare qualche grosso amur come gli anni passati e per chi non lo sapesse uno dei momenti migliori per dare la caccia a questo esemplare di carpa (infatti, l’Amur è una carpa erbivora)è per l'appunto l’estate e il caldo che rende sì le carpe apatiche ma il discorso è inverso per l’Amur.Questa caccia all’Amur specie con il periodo caldo può risultare faticoso in quanto gli habitat per lo più frequentati dalle carpe erbivore sono i canali di bonifica e tutti noi pescatori sappiamo che in tali spot lo scarseggiare di alberi è ben nota e non tutti affronterebbero 4 giorni sotto un solo battente. Finiti i preparativi decidemmo di fare il classico sopralluogo e così un pomeriggio andammo a vedere la situazione della nostra posta che a mal in cuore scoprimmo essere inagibile causa lavori. Noi non ci arrendiamo e decidemmo di spingerci a valutare un'altra zona di canale e a furia di cercare osservare trovammo la zona adatta a noi con tanto di frangi-vento (ovvero una specie di boscaglia sotto l’argine)il che avrebbe alleviato il caldo torrido del periodo. Individuata quindi la zona iniziò una rapida pasturazione preventiva a base di granaglie. Arrivò finalmente il giorno della partenza l’entusiasmo era alle stelle ma andammo incontro subito alla prima difficoltà… avevano completamente tagliato la vegetazione sugli argini del canale…nemmeno un ciuffo di canna era rimasto.. un po’ molto demoralizzati scaricammo il tutto e mentre io preparavo canne terminali ecc mio cugino Marcello iniziò l’allestimento del campo base.. di primo pomeriggio eravamo in pesca e calate le canne ci rifugiammo nella boscaglia per un meritato riposo. Non tardò molto l’ora di una prima “cattura”infatti, trovammo morta dal caldo fra le maglie della rete del guadino poggiata in terra una bella sorpresa…

Beh come inizio direi che non è male! purtroppo la biscia si era incastrata tra le maglie della rete ed è morta sotto il sole cocente senza che, sfortunatamente, noi potessimo fare nulla per salvarla.
Il pomeriggio passò nel silenzio pi totale e nella notte si poteva udire il verso delle nutrie e la loro entrata in acqua per tutto il canale. Ci svegliamo di buon ora un po’ prima che albeggiasse in modo da osservare la superficie acquatica alla ricerca di qualche segnale e muniti di pazienza e binocolo giungemmo alla conclusione che non eravamo in un settore molto produttivo e decidemmo di cambiare drasticamente l’area su cui calare gli inneschi ma tenendo sempre la stessa strategia ovvero un terminale sotto la riva opposto esattamente in una rientranza della sponda, una a centro canale e una a pochi metri da noi lungo il sotto riva in tal modo coprivamo un po’ tutte le possibili zone di passaggio. per quanto riguarda la pasturazione fu effettuato un lavoro di tale tipo.. nella canna innescato gran pop up (chicchi di grano assieme a una spugnetta da rendere l'innesco galleggiante stacco qualche cm dal fondo)pasturammo con solo grano turco in grandi quantità nella canna a centro canale un omino di neve (innesco di due boiles in questo caso una affondante da 20mm e una galleggiante da 18mm) con solo qualche boiler da 24 mm al pesce mentre per la canna nell’immediato sotto riva grano turco misto boiles e al terminale era innescata una boile singola fruttata. La fiducia nel cambio settore era alta ma gli imprevisti non tardarono ad arrivare, infatti, iniziò a scendere tutta l'erba tagliata, vere e proprie isole vaganti per il canale e noi eravamo posizionati in una conca dopo una curva e tutti i detriti tendevano fermarsi davanti a noi.
Iniziammo a provare prima con le canne a punta basa poi con l’utilizzo di piombi affonda filo per far sì che i nostri fili stessero stesi sul fondo.. ma era tutto inutile, lo sporco rendeva difficile ogni operazione ma a tramonto ecco la prima carpa..

Carpa ovviamente enorme come si può vedere dall’espressione!ovviamente la foto è stata effettuata con un certo spirito per innalzare ancora di più la felicità della cattura non certo la cattura della vita ma che offre sempre tante emozioni e soprattutto ci ha salvati dal cappotto! arrivò la sera e dopo una buona cena decidemmo di coricarci in tenda ma non si fece in tempo ad addormentarsi che l’avvisatore acustico iniziò a suonare.. ed ecco la seconda carpa

a differenza della cattura precedente che fu effettuata con il mais pop up questa ha preferito la boiles fruttata a pochi metri da noi! La notte passò velocemente e se il buon giorno si vede dal mattino noi iniziammo molto bene direi in quanto praticamente fu il suono dell’acustico a darci la sveglia…il mais pop up ha colpito ancora…

Purtroppo come si può notare anche in foto i detriti (e lì vi assicuro erano nulli a confronto di quel che ci aspettò dopo)non ci lasciavano in pace…per tutta la giornata faticammo a calare nuovamente i terminali.. eravamo disperati. Di primo pomeriggio mentre osservavamo lo scorrere di questi banchi di canne erba e quant’altro notammo che dietro ad esse alcune carpe bollavano in superficie e io non sono un tipo né tradizionale né statico e con un pizzico di pazzia decisi di togliere una canna dal pod che erano lì soltanto a prendere il sole e decisi di effettuare dello stalking ovvero cacciare le carpe in movimento. Questa tecnica è di voga in Inghilterra e consiste nel girare localizzare il pesce nel sotto riva pasturare n po’ e lanciargli quasi sopra.. io provai una variante siccome, le vedevo bollare in superficie innescai una pop up piccola e bianca quindi ben visibile al posto di un piombo cercai dei sassi e li legai con del filo idrosolubile che a contatto con l’acqua dopo un po’ si scioglie. Perché tutto questo?? Semplice il piano era lanciare a monte della bollata, il filo si scioglieva il sasso si perdeva e l'innesco pop up risaliva in superficie nella speranza di ingannare quegli esemplari che bollavano a galla. Sarebbe stato davvero bello riuscire a prendere una carpa in quel modo quasi bizzarro ma con una sua logica dietro ma purtroppo non ebbi quella fortuna e l’attesa continuò alleviata da qualche scatto fotografico del paesaggio tipico del mezzano..

e giunse la sera e in lontananza si poteva ammirare uno scenario sicuramente suggestivo ma inquietante il temporale era imminente!!

e infatti tardò poco…

Il vento si alzò e pioggia incessante iniziò a cadere giù da un cielo nero squarciato solo lampi la cui luce quasi abbagliava i temporali estivi in queste zone sono tanto folcloristici quanto cattivi. Verso mattina la pioggia ci lasciò no spiraglio e iniziammo a smontare tutto il più velocemente possibile sapevamo che non era finita lì e in lontananza, infatti, altra pioggia era in arrivo e ci colpì in pieno e completamente zuppi entrammo in macchina sperando che il sentiero fosse agibile (la pioggia nel mezzano non perdona, la terra diventa fango in meno che non si dica e c da restare piantati) per fortuna avevamo scelto un sentiero in parte ghiaiato con fianco delle stoppie di grano.. riuscimmo ad uscire abbastanza facilmente. Così si concluse questa sessione di carpfishing... l’obbiettivo Amur non fu raggiunto ma poco importa qualche carpa uscita la buona compagnia non è mancata quindi direi che la sessione è andata bene e spero di non avervi annoiato con questo racconto..

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

 
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Di Admin G.P.O. (del 30/12/2010 @ 22:25:43, in CARPFISHING, linkato 1216 volte)

L'ETICA NEL CARP FISHING

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

Quante volte è capitato di sentire parlare di etica legata alla nostra disciplina? 
Specie negli ultimi tempi ciò accade sempre più spesso, anche se, ad occhi esterni si possono manifestare alcune incongruenze. 
Questo lavoro è stato creato in seguito ad una ricerca, analizzando le varie opinioni trovate sui vari forum, riviste specializzate e vari libri.
Radunato mie idee ed opinioni, mie e di altre persone, ho raccolto il tutto con lo scopo di tentare un approfondimento sul tema.

Analizziamo per cominciare i due argomenti separatamente, l’etica e il carpfishing..

Etica (Estratto da forte Wikipedia)
L'etica (dal greco antico èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.
L'etica può anche essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. Essa pretende inoltre una base razionale, quindi non emotiva, dell'atteggiamento assunto, non riducibile a slanci solidaristici o amorevoli di tipo irrazionale. In questo senso essa pone una cornice di riferimento, dei canoni e dei confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere. In questa accezione ristretta viene spesso considerata sinonimo di filosofia morale: in quest'ottica essa ha come oggetto i valori morali che determinano il comportamento dell'uomo.

Carpfishing:
Si può tradurre come pesca alla carpa moderna applicando il concetto di catch and release. In altre parole il carpista immortala la cattura con una foto per poi rilasciarla nel suo habitat naturale con tutte le cure possibili.
Comunque, una definizione vera e propria non esiste in quanto ognuno di noi interpreta questa disciplina a modo suo, con punto di vista strettamente personale….e forse questo anche il bello di questa disciplina.
Ognuno la può vivere ed interpretare come meglio crede ma nonostante ciò, si possono trovare punti comuni tra i tanti modi di vivere questa passione;
-staccare dalla quotidianità
-stare a contatto con la natura
-catturare le carpe
-ricercare gli esemplare di taglia (denominati “big”)
-trascorrere giornate con amici condividono la stessa passione

Ovviamente ci sono anche persone che si avvicinano a questa disciplina solo per alcune di queste ragioni come stare in compagnia o fare campeggio magari tralasciando un l’aspetto sportivo principale, il pescare, ma questo è un altro argomento che magari riprenderò in un altro articolo.

Chi è il carpista moderno?
Forse il carpista moderno è un pescatore sportivo che si reca sulla riva di un lago, spesso per più di un giorno, con l’intento si di catturare del pesce ma alla ricerca di quell’esemplare unico che possa fargli provare un’emozione particolare. 
Il carpista si mimetizza con la natura cogliendone se possibile ogni suo aspetto a bellezza, la rispetta in tutti i suoi aspetti e non solo praticando il "no kill" anche se resta un suo punto di forza. Esso, infatti, non trattiene il pescato ma, come detto poco fa, lo rilascia incolume, trattandolo con tutte le cure possibili, utilizzando tutti quelle attenzioni e i vari dispositivi a disposizione (ad esempio il materassino sul quale adagiare la carpa in fase di slamatura, o effettuando sistematicamente l’operazione di re-ossigenazione prima del rilascio del pesce).
Questo accade perché lui è a caccia di una semplice e intensa emozione; immortalare l’evento con una foto che potrà rivedere nel tempo e che ogni volta le ricorderà quel momento e il dettaglio rivivendo per un attimo la stessa emozione di quel giorno.

Questa era solo una sintesi del concetto di carpfishing e di carpista, ora passiamo a come l’etica possa interagire con il carpfishing.

Etica e carpfishing

Questo è un argomento di dibattito particolarmente in voga fra carpisti. L’etica è un tema su cui ognuno dice la propria opinione, che può essere condivisa e non; i pareri sono così numerosi che probabilmente non si verrà mai a capo del problema. Questo perchè, proprio come per il carpfishing, anche in questo ognuno a un suo modo di pensare e di vedere le cose. Il concetto di etica viene spesso menzionato in vari tipi di pesca, dal carpfishing allo spinning così nella pesca al siluro e in tanti altre discipline; ma c’è veramente qualcosa di etico in tutto questo?

Se per un attimo analizziamo il tutto senza ipocrisia, noteremo che il concetto di etica siamo noi ad inserirlo in tale ambito. 
Ebbene sì, la carpa è diventa una nostra preda. In parole brutali noi andiamo ad ingannare un animale con le nostre esche, addirittura lo si abitua a tali inganni con l’intento di forargli la bocca con un uncino acuminato, gli causiamo un forte stress dovuto al combattimento e il tutto solo per appagare un nostro desiderio, un nostro divertimento. Inoltre è importante pensare a chi effettua il no kill al siluro, che per insidiarlo attacca altri esemplari vivi ad un amo. Obbiettivamente parlare di etica in questi ambiti non è molto corretto. Credo sia più giusto dire che noi adottiamo un concetto di etica perché interessati alla carpa o al siluro o al black bass, questo perché siamo interessati a tali specie. Rilasciamo il pescato, ma perché? Sostanzialmente quale è il primo pensiero che salta in mente alle persone? Si spera che il pesce cresca e che si avrà modo di riprenderlo più avanti. Queste osservazioni sono state riportate anche da altre persone su forum e riviste. Non sono il primo e non sarò certamente l’ultimo ad affrontare questo tipo di argomenti, si può comunque affermare che nel carpfishing il rispetto nei confronti del pesce sia sempre è al primo posto. E questo non può fare altro che onore a questa disciplina.
Nel complesso noi cerchiamo di arrecare meno danno possibile, un rispetto della natura molto elevato, praticando uno sport (comunque la pesca in generale) sano e “genuino”; il carpfishing per molti, diventa un vero stile di vita e ciò dà la possibilità a tante persone di trovare quel senso di pace che si crea facendo ciò in cui si crede. Il carpfishing può aprire gli occhi anche su certi problemi, quale ad esempio all’ambiente, problemi che magari, se non si vivesse a stretto contatto con la natura, non verrebbero totalmente notati. Noi cerchiamo, quindi, di divulgare il giusto messaggio a tutti i nuovi appassionati che si avvicinano a questa tecnica. Non è una lotta solitaria.. Dobbiamo lottare assieme per AMORE DI QUESTA DISCIPLINA.

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

 
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Di Admin G.P.O. (del 25/12/2010 @ 10:15:11, in CARPFISHING, linkato 3779 volte)

UNA NUOVA AVVENTURA
Articolo di Jonathan Vancini Team Kappotto

Agosto 2010, finalmente si parte per una nuova avventura!
La nostra meta quest’anno è il Lago di Bilancino situato nei pressi di Barberino del Mugello, siamo in Toscana e per noi è un posto nuovo!
Arrivati a destinazione, io Simone e Mirko con il mio cane Hash, rimaniamo a bocca aperta, il lago è immenso, almeno ai nostri occhi, e iniziamo a girare tutto il suo perimetro per trovare la posta che ci vedrà accampati per quattro giorni.
Dopo più di due ore di continuo girovagare, troviamo quello che stavamo cercando, un posto tranquillo dove non ci sono bagnanti o barche a vela.
La nostra posta è nella parte più stretta del lago, che a dire il vero poi tanto stretta non è, l’acqua è bellissima, ci appare di colore verde smeraldo, di fronte a noi, un’oasi naturale, da dove chiaramente non si può pescare, e che fa da sfondo a questo bellissimo paesaggio naturale!
Iniziamo a montare il campo base e l’attrezzatura da pesca, la luce solare sta calando velocemente quindi decidiamo di scandagliare la zona ma di non calare dalla barca sugli spot individuati, è già buio e si decide per questa notte di andare al lancio, meglio non rischiare l’uscita in barca con il buio, rimandando il tutto al giorno dopo.
Ovviamente la prima notte non prendiamo carpe, ma solo qualche enorme carassio e qualche pesce gatto.
Arriva la mattina finalmente! Iniziamo a fare le calate nei posti che avevamo scelto la sera precedente, Simo cala una canna sotto sponda, alla destra della nostra postazione, dentro ad un erbaio con profondità di circa tre metri, la seconda, qui si pesca con due canne, viene calata verso l’aperta vicino a degli ostacoli sommersi. Io invece calo entrambe le mie due canne dentro a un canale sommerso a circa 120 metri di distanza da noi con una profondità di 9 metri. Quel “TESTONE” di Mirko invece, non dandomi retta, ha messo le sue due canne molto prima del canale in una piatta con una profondità che oscilla tra i 6 e 7 metri!
Si aprono le danze!
La prima partenza arriva nell’erbaio, e Simo è bravo a forzare e portare a guadino una specchi sui 3 Kg dalla livrea davvero stupenda.
Tutta la mattina va avanti così con ripetute partenze nell’erbaio, Simo cala nuovamente nell’erbaio e dopo 20 minuti, partenza!
Purtroppo qualche carpa è stata persa, ma il nostro entusiasmo resta a mille perche in neanche 12 ore di pesca, avevamo preso già qualche carpa!
Il pomeriggio è tutto a mio favore, la scelta di calare i miei terminali nel canalino sta dando i suoi frutti, infatti, dalle 14,00 fino alle 21,00 riesco a catturare 5 carpe!
Ero contentissimo perché arrivare in un posto sconosciuto e catturare dopo poche ore mi dava grande fiducia per il prosieguo della sessione.
Il TESTONE… finalmente si convince a calare le sue canne nel già citato canale ascoltando i miei suggerimenti, infatti … , finalmente anche per lui arriva la sua prima carpa! È contento pure lui ma non si lascia andare, chissà perché? Beh questo chiedetelo a lui!!
Arriva anche il secondo giorno e ci svegliamo con un tempo da lupi, fulmini e saette sovrastano il cielo e la pioggia ci costringe a restare rintanati nelle le tende.
E’ quasi mezzogiorno ed è da un po’ che non vediamo partenze, ma proprio quando ci stiamo rilassando, il sonar della mia canna di destra inizia a strillare, Mirko si avventa per primo e ferra… alla fine riusciamo a portare a guadino una splendida regina dal colore dorato.
Finalmente finisce la tempesta, sono le quattro del pomeriggio, torna il sole e tornano anche le CARPE! Per me e Simo è festa grande! Per il testone no perché ha voluto ritentare fuori dal canalino!
Dopo tante partenze arriva la sera e ci concediamo una deliziosa cena cucinata dal sottoscritto.
Catturiamo una sola carpa nella serata, verso le 22,00, e poi… decidiamo di andare a dormire, siamo esausti dopo una giornata così vivace.
La notte passa, con nessuna partenza, come la notte precedente, qui davvero sembra che le carpe mangino solo di giorno.
Arriva la mattina del sabato, manca poco più di 24 ore alla fine della nostra sessione, c’è una nebbia fitta che può fare invidia al Novembre più cattivo!
Stiamo preparando il solito caffè della sveglia, quando, per l’ennesima volta, la canna nell’erbaio parte all’impazzata, ferro io poi passo la canna al suo proprietario, si sente che è una preda diversa dalle altre, inizia un tira e molla incredibile, si infossa nelle alghe, Mirko e Simo escono in barca, lottano con il pesce per tentare di recuperarlo, ma.. alla fine vince lui.
Siamo amareggiati, specialmente Simo, ma io gli dico di non arrendersi e si ricomincia.
Tutti ricaliamo le canne e ci rimettiamo in attesa, seduti sulle nostre sedie, sperando in qualche pesce più grosso, abbiamo preso un sacco di carpe, ma tutte comprese fra i 3 e i 6 Kg; c’è però da dire una cosa, le carpe del Bilancino tirano come treni, già dalle prime catture non credevamo ai nostri occhi e anche alle nostre braccia, carpe di così piccola taglia che ti danno così tanto filo da torcere, INCREDIBILE!
Torniamo a noi:
La mattina prosegue tranquillamente e verso mezzogiorno, catturo un’altra piccola specchi, questo lago ne è veramente pieno, poi… torna il tempo da lupi!
Piove incessantemente per tutta la giornata, piove a tal punto che si allagano le tende, sempre per colpa del “Testone” che le ha montate in una (anzi l’unica) buca presente nel campo.
Non vediamo più mangiate fino a quando, a tarda notte, finito il temporale, una delle mie canne parte, ferro .. la tengo un per un po’ … e poi il mio nylon dello 0,35 cede all’improvviso.. che nervoso!
Ci alziamo, è Domenica, si fa colazione, Hash mangia qualche biscotto con insieme a me. Siamo un po’ scocciati per il tempo, negli ultimi due giorni non ci ha dato tregua, tra qualche ora dobbiamo smontare e così speriamo di prendere qualche altra carpa.
È venuta a trovarci la ragazza di Simo, si chiama Mary! Sono contento, anche perché ha portato del vino, almeno festeggiamo il Ferragosto, sì perché oggi è il 15 Agosto!
Come tutte le mattine riportiamo fuori i terminali, pasturiamo un po’ e,  via ad aspettare qualche abboccata.
I raggi del sole asciugano le tende. e anche noi, speriamo davvero che il tempo regga perché qualche nuvola nera e minacciosa si aggira sulle nostre teste.
Arriva mezzogiorno e come per magia riparte la mia canna di sinistra, davvero impressionante per tutti i quattro giorni della sessione, ho preso un pesce a quest’ora, è l’ultima carpa della sessione, l’ennesima specchi!
Che spettacolo il Bilancino, un posto davvero unico, un’esperienza fantastica vissuta con gli amici.
Non vedo l’ora di potere ripetere una sessione così, e consiglio a tutti, prima o poi, di calare i loro terminali in questo bellissimo Lago.
È giunta l’ora di andare verso casa, le avventure hanno sempre una fine, ma tornerò a raccontarvi altre magiche sessioni del Team Kappotto, il Carp Fishing allo stato puro.


articolo di Jonathan Vancini
Team Kappotto

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 23/12/2010 @ 17:15:38, in CARPFISHING, linkato 1096 volte)

 


New entry 2010 del G.P.O. Imolese Tubertini è la sezione Carp Fishing Team "Kappotto" composto da un gruppo di amici molto affiatati e capitanati da Mirko Finocchi e che, per la prima volta, si sono cimentati nel campionato provinciale di Bologna a tecnica Carp Fishing classificandosi subito ai primi posti con la coppia "Finocchi Simone e Villani Vito" meritandosi il diritto di accedere al prossimo campionato italiano della loro tecnica.

 

Bravi ragazzi!

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 12/12/2010 @ 14:31:58, in CARPFISHING, linkato 2353 volte)

Responsabile CarpFishing Finocchi Mirco

L'origine del "TEAM KAPPOTTO" del GPO IMOLESE TUBERTINI

Mi ricordo ancora, era una domenica di giugno del 2007, eravamo in pesca da più di 48 ore e le catture stentavano ad arrivare, avevamo portato in secca solo un paio di piccole carpe, comunque bellissime carpe, non big ma comunque pesci selvatici del bacino Brasimone.
Si proprio il Brasimone, un posto certamente non facile per noi ma allo stesso tempo per noi qualcosa di MAGNIFICO!!
A volte questo bacino ci regala emozioni fortissime e a volte intramontabili cappotti!
Quel pomeriggio stavamo finendo la nostra sessione, si doveva tornare a casa come sempre accade, ma tra un bicchiere di vino e una sigaretta e soprattutto per gioco decidemmo di dare un nome a quel gruppo di amici che ormai da tanti anni affrontava insieme le battute di pesca alla carpa.
Il nome venne spontaneamente “TEAM KAPPOTTO” forse perché come tutti sanno il cappotto nel carpfishing è all’ordine del giorno o forse per esorcizzare l’ennesima sconfitta contro il grande Lago.
Siamo nati proprio così, un po’ per gioco, ma soprattutto per la passione che più ci accomuna, il CARP FISHING, che ci ha insegnato a rispettare la natura e le nostre Amiche Carpe!

Un Saluto dai Ragazzi del Team Kappotto

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 25/04/2010 @ 23:06:13, in CARPFISHING, linkato 1249 volte)

Bene la seconda prova del campionato prov.le a coppie di Carp-Fishing
2° Prova Camp. Prov.le a Coppie Carp-Fishing

Sabato 24 e domenica 25 aprile, presso i laghi Sa.pa.ba/Fipsas, si è svolta la seconda prova del Campionato Prov.le a coppie di Carp-Fishing, organizzata dalla società di pesca sportiva "Rosario Lake" di Bologna.
Giudice di gara Fipsas, Iacovone Emanuele.
Dieci delle undici coppie di atleti provenienti dalla prima prova, si sono radunate per le fasi di sorteggio dei posti gara, mostrandosi determinati a competere per la seconda prova, affrontando sin da subito, la pioggia battente sia durante le fasi di preparazione del sabato mattina, sia durante le fasi di accesso sui posti gara dove le difficoltà non sono mancate.
La gara ha avuto inizio alle ore 14.30 del sabato, sotto una debole pioggia, i concorrenti ben dislocati sulle comode sponde del lago hanno pasturato e lanciato i migliori inneschi (boiles) che le grosse carpe presenti nel lago aspettavano fameliche.
La presunta rapida reazione delle carpe, non si è manifestata subito e solo dopo qualche ora si sono viste delle deboli 'partenza' e si è sentito qualche carp sounder bippare.
Il pomeriggio è trascorso tranquillamente, tutti gli atleti avevano previsto che durante la notte e nelle prime ore del mattino seguente ci sarebbero state delle forti 'partenze' e catture!
La mattina seguente infatti, il Gdg ha preso atto delle catture avvenute durante la notte e delle operazione di pesatura effettuate alle prime ore del mattino dagli stessi concorrenti, che con la massima cura hanno rimesso in acqua le belle carpe. Come previsto dagli atleti partecipanti, le prime grosse catture si sono avute di notte; ma durante gran parte della mattina di domenica ed il pomeriggio poche mangiate e tanta attesa.
La fine della gara era prevista per le 18.30 di domenica, solo un'ora prima si sono susseguite numerose partenze di carpe di diversa pezzatura, che hanno ripagato l'attesa e la determinazione di alcuni atleti facendo arrivare l'ago della bilancia fino ai 13 kg di peso con una splendida Carpa a specchi.
Dopo ventotto ore la gara si è conclusa, anche se la pescosità è stata disomogenea, tutti i concorrenti si sono salutati e complimentati a vicenda, mostrando il solidale spirito di sacrificio e determinazione che li contraddistingue ed il sano fair-play sportivo che non deve mai mancare in una gara di pesca sportiva.


articolo di Iacovone Emanuele

 

 
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