GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Paolo Savini sul campo gara del Tubertini Day 2011... di Admin G.P.O.
 
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IL G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
è l'unica società di pesca italiana sponsorizzata
dal noto marchio di pasture belga
Marcel Van den Eynde, fondato dal
3 volte campione del mondo di pesca al colpo
Marcel Van den Eynde


G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
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Di Admin G.P.O. (del 23/09/2012 @ 20:22:26, in EVENTI, linkato 1576 volte)
NOZZE D’ORO PER L’ASD VAL D’AMONE
Articolo di Angelo Borgatti
 
Il mezzo secolo di vita e’ sempre un traguardo ambito ed in ambito sportivo non facilmente raggiungibile. E’ una percentuale ridotta quella dei sodalizi che, in qualsiasi sport, riescono a raggiungere questo prestigioso traguardo, tanto piu’ in ambito completamente dilettantistico come la Pesca Sportiva.
 
Tra le Societa’’ che possono fregiarsi di questo traguardo, dal mese di agosto 2012, vi e’ anche la ASD Val d’Amone di Brisighella (Ra).
 
Questa simpatica compagine, legata a filo doppio con la ridente cittadina dell’appennino faentino e al suo territorio, nasce proprio nel 1962 per volere di un pugno di amici accomunati dalla passione per la pesca e, soprattutto, dalla voglia di realizzare qualcosa che potesse andare al di la’’ di questa passione condivisa, qualcosa che esaltasse lo spirito di amicizia, di solidarieta’’ tra le genti, sentimenti che in Romagna sono un valore fondante, da sempre.
 
Possiamo dire che quegli uomini abbiano decisamente raggiunto questo traguardo, se in una calda serata d’agosto oltre 40 Pescasportivi con le famiglie si sono ritrovati in un agriturismo vicino a Modigliana per celebrare in allegria la ricorrenza dei primi 50 anni di vita della ASD Val d’Amone, ricorrenza per la quale e’ stata anche offerta a tutti i presenti una bella maglia commemorativa dell’evento realizzata in collaborazione con lo sponsor tecnico Tubertini.
 
E’ l’attuale Presidente della Val d’Amone, Luigi Missiroli, a raccontarmi di questo importante traguardo della Val d’Amone:
 “La Federazione ha appena compiuto 70 anni e noi siamo al mezzo secolo: questo credo significhi molto sul nostro attaccamento alla Pesca Sportiva e alla sua organizzazione. Probabilmente siamo tra le societa’’ sportive piu’ vecchie del territorio, dopo quelle del calcio, che pero’ hanno un diverso spirito, essendo spesso semi-professionistiche.”
 
Quali sono le specialita’’ in cui sono impegnati i soci della Val d’Amone?
 “Siamo presenti in varie discipline, vista la nostra collocazione sul territorio. Innanzi tutto la Pesca al Colpo, in cui sono impegnati il maggior numero dei Soci; poi la Pesca in Fiume, che in Romagna ha un po’ la sua culla e noi, che siamo proprio stanziali sul Lamone, nasciamo proprio come Sodalizio di amanti della pesca nel fiume. Abbiamo poi anche Soci che praticano la Trota Lago e la Trota Torrente.”
 
Presidente Missiroli, ha accennato al Lamone di cui avete le effigie anche nel vostro nome. Qual e’ la situazione di oggi del fiume che scorre nella valle di Brisighella, bagna Faenza e sfocia in Adriatico?
 “Purtroppo il verbo “bagna” oggi e’ solo un modo di dire, dal momento che la situazione idrica del nostro fiume e’ disastrosa! Non solo la terribile siccita’’ di questa estate lunga, calda e senza pioggia hanno messo in ginocchio il Lamone, ma anche e soprattutto i prelievi indiscriminati e spesso illegali per le colture di kiwi, che nella nostra valle sono tantissimi, hanno portato il fiume ed i suoi abitanti ad una situazione allucinante: praticamente a valle di Brisighella fino ad oltre Faenza il letto e’ completamente asciutto ed arido ed i pesci scomparsi, mentre a monte della nostra cittadina rimangono risorse idriche esigue e stagnanti, tanto che le competizioni sono state completamente sospese per la tutela delle specie ittiche presenti, tutela che, purtroppo, sta a cuore solo a noi pescatori, dal momento che le Autorita’’ competenti svolgono un opera di controllo assolutamente insufficiente per combattere i prelievi illegali d’acqua e le razzie altrettanto illegali di pesci da parte di bracconieri di varie etnie che asportano indiscriminatamente ogni specie viva nelle acque del fiume, in barba a divieti e leggi vigenti!”
 
Una denuncia pesante e circostanziata, Presidente…
 “Certo! D’altra parte l’articolo 1 del nostro Statuto si ispira e prevede, come primo impegno di ogni Socio, proprio la tutela del nostro fiume e la vigilanza dai prelievi idrici illegali, dal bracconaggio e dall’inquinamento. Nessuno meglio di noi conosce la situazione del Lamone.”
 
La Val d’Amone e’ molto radicata nel tessuto sociale di Brisighella e del territorio circostante, ne e’ parte integrante da mezzo secolo…
 “Si, e’ vero. Val d’Amone e’ un termine usato anche da altre Associazioni sportive locali, vedi il calcio, ma la ASD SPS Val d’Amone e’ conosciuta anche da chi non pratica la Pesca Sportiva; il merito di questo credo sia legato al nostro lavoro sul territorio e al Trofeo che organizziamo tutti gli anni e di cui siamo particolarmente orgogliosi, il Trofeo Citta’’ di Brisighella, gara nazionale che ha celebrato quest’anno la sua 49^ edizione. Questa gara e’ famosa anche per la bella opera in ceramica, sempre dei pezzi unici creati appositamente per l’occasione dai nostri maestri ceramisti Batoli e Cornacchia, che va a premiare la squadra vincitrice. Quest’anno i ceramisti cesseranno la loro attivita’’, spegneranno i forni, ma ci hanno gia’’ realizzato l’opera destinata alla 50^ edizione, nel 2013. E sara’’ un pezzo ancor piu’ prezioso del solito. Un invito per richiamare ancora piu’ appassionati a partecipare al nostro Trofeo.”
 
Presidente, chi sono i componenti del Consiglio Direttivo della Val d’Amone oggi?
 “Oltre al sottoscritto reggono le sorti della Societa’’ Graziano Brunetti, Vicepresidente, Ivo Bubani, Franco Liverani.”
 
Missiroli, vuole ringraziare qualcuno per questi primi 50 anni?
 “Solo i Soci, esclusivamente i Soci che si sono succeduti in questi decenni. E’ solo merito loro se stasera siamo qui a celebrare il primo cinquantesimo della Val d’Amone, in attesa del secondo.!”
 
Torniamo alle note liete di questa serata e alla ricorrenza che ci ha portato qui. Vogliamo ricordare i Soci fondatori che 50 anni fa realizzarono questo sogno che oggi celebriamo?
 “Innanzi tutto Aldo Galliani, storico ideatore e fondatore della Val d’Amone, primo Presidente, rimasto in carica tantissimi anni e primo difensore del Lamone dagli attacchi di quei tempi, le escavazioni di sabbia e ghiaia che ne deturparono il letto per tanti anni. Poi Liverani il marmista, nonno del nostro campioncino Leopoldo, Emilio Tedioli, Floriano Sportelli…
Di quelli il solo Sportelli Floriano e’ ancora tra noi a testimoniare quei giorni e lo spirito che li animo’.”
 
Sportelli Floriano ha 85 anni ed e’ l’ultimo in vita dei padri fondatori della Val d‘Amone. Dalle sue parole il ricordo di quei giorni…
 “Fu innanzi tutto Aldo Galliani a lanciare l’idea ad un piccolo gruppo di amici di cui facevo parte. Iniziammo in 5 ma gia’’ dopo 20 giorni eravamo piu’ che triplicati. Io allora facevo il postino in questa valle ed andando di casa in casa per lavoro facevo soci tra i contadini ed i paesani di queste contrade, poiche’ molti erano i pescatori presenti. Iniziammo ben presto a fare uscite di gruppo, magari in pulman, piccole gare sociali ed anche gare federali, spingendoci sempre piu’ lontano. Erano tempi in cui battevamo non solo i fiumi della Romagna ma si andava anche in Toscana e poi sul Po…
Sono tante le storie che si potrebbero raccontare di quei primi anni di vita della Societa’’. C’erano pochi soldi ma tanta volonta’’ e voglia di stare assieme, accomunati dalla passione per la pesca e dall’amicizia.”
 
Presente alla cena di celebrazione anche l’Assessore al Bilancio ed allo Sport del Comune di Brisighella, Mario Bedeschi.
 
Assessore, una bella ricorrenza per Brisighella quella che celebriamo questa sera …
 “Certamente! Brisighella, pur non essendo grandissima, vanta tante Societa’’ sportive in varie discipline ma nessuna di queste, se escludiamo il calcio, ha ancora raggiunto questo traguardo ambizioso. Questo e’ un grande merito dei dirigenti, vecchi e nuovi. La Societa’’ di pesca ha un rapporto bellissimo con l’Amministrazione Comunale, che negli ultimi anni ha riconosciuto loro una piccola sede nei locali dimessi della ex stazione ferroviaria. Purtroppo i mezzi economici dei comuni sono sempre piu’ limitati e quindi non riusciamo ad accogliere per il momento altre loro istanze; loro, pero’, sono ben consci di queste difficolta’’, non accampano richieste particolari e sono molto rispettosi delle autorita’’. Debbo anche riconoscere loro il merito per la grande opera di controllo e sorveglianza del Lamone fatta dai Soci della Val d’Amone, una opera che si basa esclusivamente sul volontariato.”
 
Da alcuni anni la Val d’Amone ha legato il proprio destino agonistico allo sponsor tecnico Tubertini e proprio con le parole di Glauco Tubertini a ringraziamento della scelta della sua Azienda come sponsor tecnico da parte del Sodalizio ravennate voglio chiudere queste note:
 “Il marchio Tubertini sponsorizza naturalmente tante Societa’’, in tutto il Paese, ma alla Val d’Amone noi siamo particolarmente legati, tramite il nostro rappresentante di zona Enrico Landi ed il negozio di riferimento L’Hobby di Paolo Savini e Maurizio Leoni, da una antica amicizia che risale ad ancor prima che iniziasse il rapporto ufficiale di collaborazione. Tramite questi contatti la Tubertini ha sempre avuto un occhio di riguardo verso gli amici di Brisighella ed il loro lavoro sul territorio e con i pescatori della zona. Da parte nostra la volonta’’ di continuare questa collaborazione ed amicizia e’ certamente massima e voglio rivolgere al Presidente Missiroli e a tutti i Soci della Val d’Amone Tubertini il miglior augurio di continuare su questa strada.”
 
PALMARES
Quasi 50 ani di agonismo hanno portato molti trofei e soddisfazioni ai ragazzi della Val d’Amone e non e’ facile ricordarli tutti.
 
Innanzi tutto i due prestigiosi Titoli tricolore di Leo Liverani (under 20) e Alan Rossi (under 18), i 4 Titoli provinciali giovanili sempre di Liverani, il Bacco d’Argento conquistato due volte nella Sieve, la vittoria nel Regionale Emilia Est del 2003 (Solio, Bassi, Bubani, Moretti) ed il Titolo Regionale individuale di Ivo Bubani nello stesso anno. Il quinto posto nel Regionale Emilia Est del 2009, il terzo posto a squadre nel Regionale Emilia Romagna di Pesca all’Inglese 2011 (Bernabe’ G, Giovannelli E., Gualtieri M. e Liverani A.) oltre a svariati Campionati Provinciali nelle specialita’’ Colpo, sia individuale (I. Bubani) che a squadre (Bassi, Bubani, Solio, Moretti, Petroncini e Liverani), Carpa (S. Benedetti), Fiume (S. Benedetti e R. Vespignani), Trota Lago (G. Malavolti e M. Trenta) e Torrente (S. Benedetti e M. Cimatti). Numerose le vittorie anche in importanti manifestazioni regionali e nazionali oltre a svariate partecipazioni ai massimi Campionati delle varie specialita’’.
 
Articolo di Angelo Borgatti
 


 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 22/09/2012 @ 21:07:48, in ARCI PESCA, linkato 1339 volte)
CANALE RIOLO A MALALBERGO
TERZA PROVA PROVINCIALE ARCI DI BOLOGNA A COPPIE 2012
Articolo di Danielli Stefano
Il 16/09/12 nel canale Riolo a Malalbergo si e svolta la terza prova del Campionato Provinciale Coppie ,che ha visto le nostre due coppie Borghi-Fontana e Banzi-Danielli
difendersi nei loro settori.
Bene la coppia Borghi Rossella-Fontana Giovanni, che con un secondo di settore hanno difeso bene il loro secondo posto in classifica generale.
Peccato che, nonostante occupassero il primo posto di gara, per una Carpa in meno si sono dovuti accontentare appunto di un secondo posto di settore.
Solo un quinto di settore per la coppia Banzi Giuliano-Danielli Stefano che hanno dovuto lottare con una scarsa pescosita nel loro settore, peraltro centrale, penalizzati da numerose catture di Carpe , cosa non riuscita a loro.
Strano come al solito il comportamento del canale Riolo che la Domenica precedente in occasione del TROFEO CITTA' DI MALALBERGO , ha visto una pescosita completamente diversa , con buone taglie e belle pesate.
Prossimo appuntamento per il nostro Team il 30/09/12 nella Fiuma Vecchia a Boretto di Reggio Emilia per la quarta e ultima prova del Regionale BOX.
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I. Pesca per il G.P.O.Imolese


 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 19/09/2012 @ 20:19:58, in PESCA AL COLPO, linkato 1516 volte)
GIOVANNI BOTTAZZI SCUDETTO A PESCHIERA
Articolo di Angelo Borgatti
 
Giuanin, come lo chiama affettuosamente Gino Grigoli, e’ nato in provincia di Parma, ha 46 anni, e’ sposato ed ha un figlio. Si occupa di certificazione e qualita’ nell’industria.
 
E’ portatore di un doppio handicap: a 10 anni ha perso un occhio in un incidente; a 15, lavorando in officina con un trapano a colonna, per una tragica fatalita’ ha perso anche parte del braccio destro. Nonostante tutto questo, senza mai perdersi d’animo e dimostrando anche molto ingegno, Giovanni e’ sempre riuscito a condurre una vita normale: da ragazzino, spostando acceleratore e frizione sulla stessa manopola, riesce ad andare in motorino come gli altri ragazzi; in passato ha giocato a tennis, in inverno scia e poi, fin da ragazzino, pesca… E bene!
A 18/20 anni si avvicina all’agonismo, prima nella Trota Lago, dove si guadagna anche una finale a livello regionale, poi nella Pesca al Colpo, con la Lenza Sorbolese, con cui inizia a vincere le prime gare, sia a box che individuali, qualificandosi sempre tra i primi venti. In seguito passa alla Lenza Parmense, passaggio che coincide con la prima partecipazione ad un Mondiale per nazioni. Nella Lenza Parmense si respira aria d’”alta quota” e questo consente a Giovanni quel salto tecnico indispensabile per competere anche sui campi di gara internazionali. Alla Lenza Parmense rimane per un alcuni anni, vince il suo primo Titolo italiano individuale e partecipa ai suoi primi Mondiali. Da 5/6 anni e’ passato alla Boretto Po Tubertini, un sodalizio piu’ piccolo e familiare, vicino a casa, con cui partecipa al Regionale Ovest. Giovanni fa parte di una formazione i cui restanti componenti sono normodotati e con i quali ha appena vinto il Provinciale box di Parma.
Ho avuto l’occasione di vederlo pescare a bolognese e posso assicurare che ne sono rimasto letteralmente ipnotizzato per la velocita’ di esecuzione di tutte le fasi di lancio, pesca e recupero dei pesci, la precisione nell’azione di pesca e, in generale, per la calma e la naturalezza che dimostra in ogni momento, oltre alla grande ed insospettata prestanza fisica. Un vero esempio per tutti noi normodotati, di costanza e forza di volonta’!
 
Giovanni, nonostante i tanti Mondiali ed anni di pesca ad alto livello, prova ancora molta emozione ad ogni appuntamento con la maglia Azzurra, non si abitua…
“Qualcuno dice che si fa l’abitudine allo stress da prestazione. Io dico che non ci riesco; anzi, ogni volta sono esausto come la prima volta. Ogni volta “debbo legarmi le braghe alle caviglie!”
Chiaro no?!?
 
Cosa significa essere disabile nel nostro Sport, Giovanni?
“Ne’ piu’ ne’ meno di quello che significa in tutti gli ambiti: il disabile deve cambiare il suo modo di pensare. Il mondo e’ fatto per le persone che hanno “tutti i pezzi al loro posto”, i disabili si debbono adattare ed ingegnarsi a superare le difficolta’. Questa e’ stata ed e’ una regola di vita, per me.”
 
Giovanni, raccontami un po’ come sei arrivato al Titolo Italiano di categoria…
“Inizialmente dovevano essere quattro prove, due in Cavo Lama, a Ca’Rossa, e due in Canal Bianco, ad Ostiglia.
La prima prova siamo riusciti a disputarla, anche se e’ stata difficile per la presenza del piumino. Purtroppo la domenica e’ venuto un nubifragio che ha obbligato ad annullare molte gare, tra cui anche la nostra. Si e’ cosi’ deciso di recuperarla ad Ostiglia, assieme alle altre due previste. Poi il terremoto ha fatto il disastro che tutti sappiamo, costringendo la Federazione a spostare nuovamente il campo gara, per il quale e’ stato scelto il Mincio, qui a Peschiera.
Il fiume ci ha regalato tre bellissime gare, tecniche e difficili, tutte disputate nello stesso week end. Il sabato mattina ho pescato a roubaisienne a 11.50, cercando scardole e qualche carassio. Sono riuscito a fare il quarto.
Il sabato pomeriggio e’ stato piu’ difficile, con il pesce che non rispondeva. Dopo un ora avevo un paio di scardolette e basta. Con il mio accompagnatore abbiamo deciso di passare alla bolognese da 3 grammi, sempre sulla linea della 11.50. In questo modo ho messo in nassa una ventina di scardolette che mi hanno consentito di fare il secondo. A questo punto del campionato ero in testa con un punto di distacco su Fabio Coscia; il terzo era molto piu’ staccato, e quindi era una lotta tra noi due. Nell’ultima gara, della domenica mattina, sono capitato nel picchetto centrale, al n°5. Nella prima mezz’ora c’e’ stata pesca per tutti, con la cattura di scardole da 2/300 grammi molto interessanti. Poi e’ scesa la notte per tutti. Visto che ogni tentativo sulle scardole sembrava inutile, abbiamo deciso di tentare i cavedani, sul fondo, con un grammo. Alla prima passata ho attaccato un pesce che mi ha tenuto impegnato 25 minuti ma alla fine e’ entrato nel guadino. Era un cavedano da 1,920 kg! Subito dopo ne ho attaccato un altro che si e’ slamato ed un terzo che mi ha strappato tutto! Sul fondo non c’era piu’ pesca ed allora ho voluto provare a galla, sempre sui cavedani che si vedevano girare sotto il pelo dell’acqua. Ho visto altre tre “fucilate” ma non ci sono arrivato… Alla fine faccio il quarto, piazzamento che mi ha consentito di vincere bene il Titolo, dal momento che Fabio la domenica e’ andato male.”
 
Le tue vittorie a livello nazionale ed internazionale?
“Sono stato Campione italiano individuale nel 2004 e nel 2012. Con quella di quest’anno sara’ la mia 10^ maglia azzurra ed ho vinto due Meeting internazionali con la Nazionale, In Germania ed in Italia.
I miei due Titoli italiani individuali li ho vinti in quelle occasioni in cui siamo usciti dal circuito dei laghetti, location che spesso e’ stata preferita per le indubbie qualita’ logistiche che possono offrire. Nella pesca nelle acque libere mi sento piu’ a mio agio, mi piace di piu’. Molto del merito di questi Titoli li debbo e voglio condividere con i miei accompagnatori, Marco Saccani e Gino Grigoli. Marco credo lo conoscano tutti come agonista, e’ stato anche Campione Italiano individuale e in questi anni mi ha seguito tantissimo in giro per l’Italia e con la Nazionale; Gino e’ altrettanto valido, oltre che amico. Entrambi si alternano, a seconda delle loro possibilita’, e formiamo un team veramente efficiente.”
 
Com’e’ la situazione della Pesca Sportiva ed agonistica per i Diversamente Abili nel nostro paese?
“Quando ho iniziato io eravamo circa 25/30 persone. Purtroppo la pesca per i diversamente abili in Italia non e’ facile ne diffusa, nonostante i tanti sforzi che la Federazione, tramite i vari Responsabili e C.T. che si sono alternati in questi anni, ha fatto per cercare di avvicinare tante persone con disabilita’ a questa splendida disciplina.
Purtroppo, in questi anni, il numero dei praticanti e’ andato diminuendo, vuoi per motivi economici, vuoi per le difficolta’ di accesso a taluni campi di gara; per fortuna talune realta’, come in Mincio, la Lama, la Fiuma a Boretto e qualche altra hanno creato delle pedane estremamente comode e sicure per poter pescare e/o gareggiare con profitto; sul sito della FIPSAS esiste l’elenco di tutte le realta’ dotate di queste installazioni, affinché tutti possano esserne a conoscenza ed usufruirne.
Peccato che rimanga difficile incrementare il numero di disibili praticanti la Pesca e, di conseguenza, l’agonismo, perché la pesca e’ una grande occasione di aggregazione per noi e per chi ha i nostri problemi ed aiuterebbe moltissimo ad abbattere delle barriere psicologiche che spesso il disabile ha verso i normodotati. E poi puo’ dare, come ha dato a me, tantissime soddisfazioni. Voglio anche ricordare e confermare che la Pesca Sportiva e’ uno dei pochi sport che consente di annullare una gran parte del divario fisico con i normodotati.”
 
Spiegati meglio, Giovanni…
“Pensa che io svolgo la gran parte della mia attivita’ provinciale e regionale con i normodotati, e pesco da solo, senza accompagnatore, anche se il regolamenti me lo consentirebbero. Io voglio essere autonomo il piu’ possibile e ci riesco praticamente sempre. Certamente, chi ha un handicap motorio ed e’ obbligato alla carrozzina ha difficolta’ maggiori di accesso ai luoghi di pesca.”
 
Parlami dei materiali tecnici che hai usato nelle finali di Peschiera che ti hanno portato al Titolo italiano…
“Uno dei particolari fondamentali qui a Peschiera e’ la pastura, che oltre che di ottima qualita’ dev’essere legante al punto giusto e lavorare in un certo modo. Io ho fatto un mix di 2 kg di Fondo Pro con 1 kg di Gold Medal White, un composto ad alto peso specifico, legante, che lavora sul fondo e porta i pesci bene in scia. Ho anche incollato un chilo di bigattini con la Rubber e un pacco di ghiaino naturale. Sulla roubaisienne ho montato dei PRO109 da 1/1.5/2 grammi, mentre per la bolognese io preferisco i PRO50. I miei ami per Peschiera sono la serie 2, universale e vero all round, e la serie 30, dal n°20 al 24 per i pesci veramente difficili. Come fili, in lenza uso il Tatanka neutro da 0.115mm mentre di terminali qui ne occorrono da 0.07 mm. fino a 0.11, del Piu’Piu’ per coprire tutte le possibili situazioni.”
 
Grande Giovanni, grande come agonista e campione ma, soprattutto, GRANDE come esempio!
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 18/09/2012 @ 20:21:12, in SPINNING, linkato 1511 volte)
FINALE DAL BELLY BOAT AI SAPABA
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Finale del provinciale di Bologna da Belly Boat laghi FIPSAS SAPABA
La finale dal belly dei provinciali ai laghi FIPSAS Sapaba di Pontecchio Marconi parte alle 6.00 del 16 settembre.
E' buio, ovvio e i primi ciambelloni vengono gonfiati alla tenue luce dei neon del tavolo da pranzo.
Fa pure freddo.
Per fortuna l'organizzazione e' perfetta e il caffe' e' pronto per tutti.
Si paga l'iscrizione, si riceve il numero e il lunch pack, ci si saluta amichevolmente (il clima e' il punto forte della manifestazione, e' una gara realmente fra amici), ci si aiuta se serve e man mano che albeggia arrivano tutti in un trionfo di ciambelloni, canne, porta canne, nasse, giubbini.
Il colpo docchio con i 15bbelly e' davvero entusiasmante, i presenti (alcuni hanno raccolto le defezioni di chi aveva impegni concomitanti, ma i presenti hanno sempre ragione) agguerriti, ottima copertura fotografica dell'evento, eccellente organizzazione, nulla da eccepire.
Il lago SAPABA 1 e' basso purtroppo, e' cresciuto di qualche centimetro ma in tanti punti si tocca con le pinne e alcuni passaggi da una sponda all'altra vicino l'isola sono emersi.
Ci sono pure cigni e papere a farci compagnia.
Tecnicamente prevale lo spinning sul casting, il finesse sul resto poi durante la gara si vedranno giocare carte disperate J.
Inizia malino con poche catture e prosegue peggio, di pesce che mangia non ce ne e' tanto, di pesce di misura che mangia ce ne saranno 3 (tre).
Diversissime le strategie come al solito, chi va a destra, chi a sinistra, chi verso l'isola.
L'acqua e' pure non splendida, il clima non indiavolato, in acqua ci sono molti grandi pescatori che non hanno nulla da invidiare agli assenti, e i tanti outsider sanno che oggi si puo' pescare il jolly e vincere con un paio di colpi forunati.
In anticipo parlando col presidente Flavio Manaresi io avevo scommesso che si fosse vinto con 600 grammi e due pesci, lui diceva 810 grammi.
Purtroppo eravamo ottimisti.
Di pesci ne vengono fuori (pochi) ma sotto misura , dai piccoli davvero ai maledetti da 20, 21,22,23, 24.
E anche chi pesca piu grosso non puo fare selezione.
Io ho preso due pesci, uno in un buco dove ho infilato la canna e uno nel finale, 23-24 stimato il primo e 23 il secondo.
Altri ne hanno fatto 5 o 6 altri meno, in tanti avevano a fine gara la nassa secca.
Si narrava sul lago fino all'ultimo di due nasse in acqua (piu Max cui era caduta e non l'ha recuperata a bordo.).
 
Viene piu' caldo e col caldo vengono fatte le prese di cui sopra, si smettono le giacche e l'ultima ora si sta veramente bene in acqua, peccato il pesce non collabori.
Io personalmente dopo 5 ore e mezza mi avvicino e risalgo un po prima, in crisi col ginocchio, non prima di non aver provato nella zona di ingresso/arrivo.
E l'idea, avuta peraltro in molti, non e' pellegrina infatti in chiusura Manaresi colpisce un pesce..
Saliamo e cominciamo a disfare le attrezzature, a sgonfiare ciambellani, aspettiamo 10 minuti che un'altra gara ci lasci il tavolone e i grandi volontari addetti alla griglia sono sul pezzo.
Pure il grande Max con assistente al seguito non solo pesca ma controlla la cottura.
La tavola e imbandita da lusso, il vino di qualita superiore, costine e salsiccia da urlo e in grande quantita'.
C'e' pure un leggero antipasto di fagioli, cipolla e pomodori
Anche una torta arriva, portata dalla compagna di un concorrente, di qualita' veramente eccezionale.
Tra lo sforzo di chi cuoce, di chi ha scelto la carne e di chi la mangia non si sa chi ci metta maggiore intensita', ma e' uno scontro tra giganti.
Purtroppo la pesatura e' stata velocissima.
La premiazione vede vincere e big bass il grande Flavio Manaresi.
Il quarto e il quinto premio vanno a sorteggio, mentre si fanno due chiacchiere al tavolo.
Chi si e' classificato ha avuto fortuna e ha pescato bene.
  
CLASSIFICA
1) Flavio Manaresi + Big Bass
2) Pierluigi Gulmini
3) Luca Venturi
 
Chi non e' arrivato a pesare ha scontato un po' la poca acqua, i pesci piccoli e soprattutto i pochi pesci.
Il sito dei sapaba merita miglior sorte, piu' acqua e piu' pesce , e' davvero bello, in 20 ci si sta benissimo ed e' con un po' piu' acqua anche un po' piu' tecnico come visto nei campionati precedenti.
Purtroppo il contorno (pranzi, organizzazione, servizi) non sempre puo coprire i limiti di pescosita' e le misure immesse.
Se alla prima gara non era male. La seconda e andata peggio e dopo la finale sono affiorati dubbi se insistere, specie da chi arriva da lontano (che vanno ringraziati in modi particolare, i modenesi e le Lontre dell'Appennino , che pure in genere si piazzano) .
Va bene essere simpatici e bravi nell'organizzazione ma pure il lato pesca va qualificato.
L'anno prossimo potrebbe essere la svolta, se si fara'.
Se si garantisce acqua e pesce i pescatori vengono sempre volentieri, gli sforzi fatti con tante gare al Sapaba 2 e le serate dello spinning estivo degli incassi li garantiscono, il posto ha immense potenzialita' anche per i carpisti, speriamo una volta tanto il buonsenso prevalga e tuteli (magari anche da bracconieri, siluri e cormorani) un'oasi cui tanti pescatori sono affezionati.
Nb non ho vinto quest'anno con poco pesce e difficile, il giorno degli outsider, quindi vista l'eta' non credo vincero' piu il provinciale.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 12/09/2012 @ 20:13:04, in CARPFISHING, linkato 2219 volte)
QUARTO ENDURO DI CARPFISHING HELP SOMEONE 2012
BACINO DI SUVIANA 5 - 6 – 7 OTTOBRE 2012
 
LA SEZIONE CARPFISHING DEL GPO IMOLESE TUBERTINI
IN COLLABORAZIONE CON ETHNIC, TUBERTINI HIGH QUALITY, F.LLI TOVOLI DI SUVIANA, IL NEGOZIO MISTER FISH DI BOLOGNA, IL NEGOZIO DI PESCA SPORTIVA L'HOBBBY DI FAENZA, L'EDICOLA MERIDIANA DI CASALECCHIO DI RENO.
 
Organizza la quarta edizione dell’Enduro di carpfishing a scopo benefico “Help Someone 2012”
 
La manifestazione agonistica si svolgera’ presso il Bacino di Suviana i giorni 5, 6 e 7 ottobre 2012
A fine manifestazione verra' premiata la prima coppia classificata piu' premi a sorpresa
 
I premi saranno i seguenti:
alla prima coppia 50 euro
 
Parte dell’incasso verrà devoluto in beneficenza
La quota di iscrizione all’Enduro e’ fissata a 40 euro a coppia
 
Per ottenere il regolamento e prenotarsi per l’Enduro non esitate a contattare l’organizzatore
Mirco Finocchi
Telefono 3482341924
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 10/09/2012 @ 18:52:11, in PESCA AL COLPO, linkato 1093 volte)
A volte il fato.. non si piega
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Oggi ho una gara a coppie, da anni ne faccio davvero poche ma quelle 4 o 5 tra amici se posso le faccio.
Insolitamente questa volta arrivo bello preparato, ieri ero a trote ma la sera mi sono rifatto le montature come credevo giusto.
Ho caricato la sera la macchina quindi ho tutto, faccio colazione e arrivo in anticipo alle 7,20.
Scopro che ho in coppia Giulio, vecchio amico e gran pescatore con cui sono in confidenza da molti anni.
Quindi non ho un personaggio antipatico o difficile da gestire in squadra ma un ottimo pescatore, tranquillo e con cui mi intendo al volo.
Come sorteggio ci tocca un posto decisamente buono sulla carta, un laterale di solito molto buono e infatti fioccano i busoni e i ladri.. simpatici sfotto'.
Infatti io imparo solo ora chi ho in squadra e il picchetto e pure Giulio e' messo cosi, entrambi eravamo in montagna e non abbiamo neppure chiesto nulla come coppia o posti.
Da bravi compagni di squadra decidiamo che Giulio pesca verso l'interno e io tengo l'angolo, Giulio fa sempre gare e pesca e pastura meglio di me e marca meglio il vicino, io tengo l'angolo dove posso pure pasturare un po meno preciso.
Facciamo tutti e due tre montature sulla rouby lunga (bloccata a 13 metri) tra 0,5 e 0,8 grammi, e due montature piu corte.
1 kg di bigatti, il granulare del laghetto, granturco e innesco di lombrichi.
Il lago e pieno 10-12 persone per sponda sulle 4 sponde, di solito mangia meno in tanti e si pensa alla pesca lunga over 11 metri per evitare il caos sulla sponda.
Il lago di boschetto e' famoso piu' per i gatti americani anche molto grossi (le rouby vanno belle robuste!!) e gobbe anche grosse, ma meno, in pratica tutti puntano al gatto.
Il 70% delle persone esce di rouby, il 30% sotto sponda.
Inizia la gara e iniziano i guai attacchiamo da subito dei pesci che si slamano senza motivo.
Le mangiate sono facili, un colpo, due colpi e giu peccato che se tiri al primo colpo con affondo lo slami, al secondo colpo lo slami, sull'affondata decisa lo slami per variare.
Se si attacca da solo lo slami
Salta la prima montatura su una slamata con garbuglio galattico sul rimbalzo della slamata.
Dopo 40 minuti Giulio ha qualche pesce, io zero
Cambio l'amo, 12, 10, 8 cambio tipo di amo e alla fine stabilisco che l'8 dritto va meno peggio degli altri e attacco qualche pesce, pure bello.
Tirano come pazzi i piu grossi, se forzi slami, e un continuo smontare pezzi e rimontarli quando i maledetti tirano troppo e non sempre basta.
Sono gatti da 70 cm e oltre, carpe meno ma da 5 kg anche, un po' ritorno in gara ma iniziano a variare le condizioni.
Il pesce sente meno la pastura (ma in questo angolo lo si poteva supporre) e si sposta, diventa difficile pasturare bene e occorre inseguire i pesci su un fondo che costringe a cambio di cime stante il diverso fondo.
Proviamo a pescare vicini ma rende solo per un po', io passo a due lombrichi e Giulio a lombrichi e mais, mi insegna a pasturare pesante che oggi rende piu' del solito, ci facciamo coraggio e notiamo che gli altri della sponda rallentano, noi andiamo piano ma ci muoviamo e cominciamo a credere di poter rimontare.
Giulio mi istruisce sul gestire i pesci con la cima in acqua (piuttosto fetida), a 2/3 di gara ho tutto in linea e comodo, ma peggiora ancora la mangiata e ricominciamo le slamate.
Nel frattempo si sentono i crack di qualche rouby un po troppo maltrattata, elastici che saltano, rotture.
E due cime che solcano il laghetto dopo un crack, una per fortuna recuperata in gara.
E arriviamo alla meta nell'ultima mezzora come in formula 1, tra rotture e garbugli letali io ho una cima sotto e una fuori, Giulio una sotto e tutto il resto e ai box.
Qui capita che il fato non si piega, non era la nostra giornata, negli ultimi 10 minuti:
Giulio lavora un over 3 kg che se ne va con tutto (e resta con la montatura unica)
Io perdo per motivi ignoti due pesci (belli ma non mostruosi) e su due mangiate prendo un pesce gattino e uno schiccione, 3 etti in due mangiate.
Sul fotofinish non attacchiamo due mangiate (acc!!!!), una a testa.
Chiusa la gara io credevo di essere quarto o terzo, Giulio credeva meglio.
Aveva ragione lui, l'altro esterno fa 35 kg, noi ne facciamo 34. Secondi in recupero con qualche chilo di vantaggiosui terzi.
Non abbiamo avuto uno screzio, ci siamo sostenuti, abbiamo mangiato poi insieme e abbiamo pescato bene, secondo noi
piu che il valore manco il fato possiamo dire.
Nel pomeriggio divertente intermezzo con la gara delle signore, aiutate da un esperto (in genere il marito o compagno, ma non sempre).
Le signore pescano benino in parecchio casi, l'uomo della coppia alla peggio inlama, guadina, slama, pastura.
Arrivano, essendo in meno, a picchi di 20 kg in due ore (la mattina la coppia migliore ha fatto 44 kg, molto sotto i 25 kg in due) con siparietti di cambio aiuto per battibecchi o manifesta incapacita'.
Una bella giornata, con pranzo, assistita dal sole (fin troppo) in cui non possiamo dire di non esserci divertiti.
Pescare tra amici, con un buon compagno e sempre bello.
Non abbiamo vinto da favoriti.. vorra' dire che l'anno prossimo chiederemo stessa coppia, stesso posto anche se non crediamo ci daranno retta.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 19/08/2012 @ 18:23:57, in SPINNING, linkato 3799 volte)
PESCA A SPINNING. LA GOMMA , TECNICA O ALCHIMIA?
Articolo di Mauro Maccagnani[sipadan]
 
Sono reduce dalla visita all’amico Loris Ferrari (www.lorislures.it), un vero mito dell’autocostruzione, cogestore del sito di costruzione di esche artificiali http://autocostruzione.forumcommunity.net/ e del sito black bass e co http://xoomer.virgilio.it/cjbur/ ; che ha pure fatto una giornata divulgativa al lago Sapaba tempo fa.
Attualmente avendo tempo libero per la crisi, sta lavorando di gran lena su costruzioni innovative in gomma.
Abbandonati per un po’ minnow e resto delle esche rigide approfondisce le novita’ delle gomme, adesso per le esche da trote (in uso a molti dei migliori pescatori e garisti del settore) e in prospettiva anche per bass e lucci.
E riprendendo il titolo siamo vicini all’alchimia, se pensiamo che tutte le gomme siano uguali (almeno quelle che si possono trovare in commercio per la costruzione in casa di esche siliconiche)….. non e’ cosi’.
Partendo da gomme da colata – che sono tra loro piuttosto diverse - e non rilevando alcun segreto con opportuni additivi si puo’ ottenere gomma
1) Prescientata, scientabile in seguito o entrambe
2) Galleggiante o affondante
3) Morbida o dura
4) Con diversi coefficienti di allungamento e resistenza
Non necessariamente e’ possibile avere tutte le combinazioni e spesso, come nelle esche commerciali, spesso la morbidezza va a discapito della resistenza o la durezza (spesso richiesta in certe esche) va contro la estensibilita’ della gomma.
Questo sara’ piu’ evidente con esche da bass e soprattutto da luccio, le esche da trota sono “piccole” e alcune sono piccolissime e in genere e’ richiesta una serie di requisiti che portino il pesce a trattenere in bocca l’esca il piu’ possibile , le trote non sono bass e non sempre il sale e’ ottimale, che la consistenza sia simile a quella dell’esca che imita e che durino tanto attaccate all’amo per le gare.
Passando a esche per appassionati tutti noi in genere sopportiamo esche che anche durino poco se sono molto adescanti e questo apre un altro filone, specie per i bass.
Poi facendo un lavoro artigianale , per quanto di alto livello, a fronte di bassi volumi ottenibili sono possibili in piccola serie tutti i colori, con o senza brillantini (flakes), con scient anche personalizzabili in seguito, con o senza sale, con o senza aromi, galleggianti o meno.
In linea teorica e’ possibile anche definire forme personalizzate, ma qui i costi diventano importanti e non sempre e’ logico fare stampi a livello commerciali per bassi livelli di richiesta.
Loris ha passato la fase di hobbista, con stampi “semplici” che tanto ha sostenuto la passione di chi si fa esche in gomma, fino a giungere, grazie allo studio e a contatti con esperti del settore a poter realizzare stampi a livello professionale sia in metallo che in resina.
E sono stampi che a livello di affinamenti producono esche con logo e senza alcuna bava, magari con minimi interventi manuali.
E’ un settore in cui non si vede la fine degli sviluppi, piu’ gli stampi sono definiti piu’ si puo’ lavorare sulle gomme, sui colori, sulle caratteristiche dell’esca.
E le impressioni sono che anche su settori poco coperti dalla gomma i limiti siano piu’ di mancata offerta che di mancata richiesta.
Ho visto uova di salmone preforate e gia’ oleose, camole che sembrano vive con durezza differenziata.
E anche per il carpfishing potrebbero esserci sviluppi, io non ci capisco nulla, ma esche che sono adatte a essere scientate secondo il proprio gusto e preparate per la sessione di pesca, che ben difficilmente si staccheranno dall’amo potrebbero dire la loro.
E non parliamo di prototipi ma di esche che per esempio erano in uso gia’ nelle gare invernali del lago del rosario da parecchi agonisti.
Ovvio non fanno miracoli, le avevo pure io e non ho vinto, anzi.
Ma in mani corrette si fanno valere, anche ai nazionali sono state usate.
Io aspetto piu’ che altro le versioni per bass (che in parte sinceramente ho in dotazione, magari nei primi prototipi) visto che oltre a non essere particolarmente bravo non apprezzo neppure troppo (per ora) la gomma nella pesca alla trota in torrente.
Gia’ qualche esca che uso in giro sfrutta alcuni sviluppi (gomma galleggiante) ma credo che in mano a veri esperti di bass potrebbero fare meglio.
Alcune esche per lucci, che finora non fanno miracoli, potrebbero avere sviluppi interessanti.
In realta’ le competenze erano note, in Italia ci sono persone realmente competenti su gomme, colori, prodotti simili ma forse questo e’ il primo caso in cui si prova almeno un’artigianato di alto livello parlando di esche.
In effetti i campi in cui la stampistica e’ piu’ avanti sono l’arte, la bigiotteria, le scarpe e la componentistica meccanica di alto livello il necessario supporto.
Quindi alcuni casi erano noti e sfruttandoli (anche come macchine e tecnologie) si possono ottenere risultati “solo” con l’inventiva e la corretta applicazione.
Visitando il sito, che e’ in costruzione ma visibile, potrete vedere alcune realizzazioni veramente interessanti, che sono quelle che a noi pescatori interessano piu’ della tecnologia che c’e’ dietro.
Poi se qualcuno si interessera’ all’autocostruzione tra forum e sito trovera’ tutto il necessario e se serve un aiuto extra anche io conosco qualche tecnica, piu’ elementare ma piu’ semplice per iniziare.
Io non sono ancora nell’alchimia, ma sono in grado di fare quasi tutti i tipi di esca semplice, gomma compresa.
Ma come tutte le passioni solo cominciando da poco ci si incammina sul sentiero che porta… non si sa dove.
Io mi limito per ora a fare grossi jerk per lucci e rotantini per trote, piu’ qualche esca da bass…..
 
Articolo di Mauro Maccagnani[sipadan]
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 16/08/2012 @ 12:46:05, in PESCA IN FIUME, linkato 1966 volte)
LE TROTE DEL 2012 , PESCA IN FIUME
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Questo anno e' un anno particolare, dopo tanta neve e stato il piu' caldo da sempre o quasi con una siccita' terribile.
Le trote ne hanno sofferto e molto, prima per troppa neve (e per fortuna che c'era) poi per i livelli che vanno progressivamente a zero.
All'inizio i torrenti alti erano inaffrontabili per i livelli troppo alti, adesso sono inaffrontabili quasi tutti per i livelli troppi bassi.
Se per le trote i livelli alti sono gestibili (ma l'acqua troppo fredda non e' il massimo neanche per loro in primavera ritardando la nascita del loro cibo, gli insetti/larve acquatici) per i pescatori sono peggio, rendendo impossibile pescare almeno a spinning.
I livelli bassi, ormai da brivido per la sopravvivenza di molti torrenti, sono letali per le trote e il 99% dei pescatori.
Se a questo aggiungiamo che ad agosto una miriade di pescatori occasionali batte i torrenti, spesso senza cognizione di causa di come si pesca e si maneggia una trota (sempre a mani nude, bagnate nell'acqua del torrente e per il minor tempo possibile), di come si slama e delle leggi che vietano ami con ardiglione e soprattutto di personaggi che usano i fiumi come passatempo per pescare col guadino, di fare record di trote alla faccia della legge, di confusi che pescano a bigatto in acque D con ami piccoli e slamano alla boia, di chi bagna il cane e la famiglia anche se c'e' divieto di balneazione sara' un miracolo arrivare a settembre in condizioni accettabili.
Se alla scarsita o assenza di piogge non c'e' rimedio forse varrebbe la pena chiudere la pesca come si e' fatto per anni nel santerno e magari di incentivare i controlli.
Vedere famigliole che risalgono un fiume secco in divieto di pesca col guadino al lago chiude il cuore, faranno magari poco danni ma non dovrebbe essere ammesso.
Finite queste considerazioni, doverose ma temo inutili., quest'anno fino ai primi di agosto e' stato un anno da leggenda per la trota.
 
 
E' forse adesso , nonostante tutto, sarebbe discreto allontanandosi dai posti civilizzati, ma il mio ginocchio destro ha deciso di appiedarmi fino a nuovi sviluppi.
Dalla primavera ho battuto pochi fiumi e torrenti, ma con buoni risultati legati allunica qualita' che devono avere i trotaioli, l'intuito di provare QUEL fiume in QUEL periodo e la tenacia di insistere fino a che si trova il gruppo di fiumi dell'anno.
La natura infatti opera veri e propri miracoli, magari se aiutata da qualche semina ad hoc dove la popolazione e' in difficolta.
Certi torrenti poco popolati in un anno o due diventano molto ben popolati, e magari un torrente buono causa piene e/o siccita e purtroppo qualche inquinamento diventa scarso per qualche stagione.
Quindi un po di esplorazione, un po di memoria storica, un po di occhio e di fortuna e si sa dove andare.
Quest'anno un piccolo fiume, del tutto ignoto ai piu', ci ha dato tante soddisfazioni.
I classici torrenti d'alta quota a luglio sono stati generosi di catture, come pure certi fiumetti sottovalutati e poco frequentati.
Anche tratti frequentati, se battuti con attrezzatura ultralight per passare in pochi cm di acqua, diventano davvero interessanti.
E la biodiversita e' elevatissima, dal piano alle sorgenti dei torrenti (e parlo con cognizione di causa di sorgenti.)
Il tutto e' stato molto divertente, da torrentelli larghi 50 cm a torrenti da fare in primavera con i waders, grande varieta di ambienti e di pesche.
Dai micro torrenti dove peschi con canne ultralight che lanciano pochi grammi, flessibilissime a torrenti dove pescare con canne potenti.
Le trote?
Da quelle di pochi cm, di certo nate li a bestie di 30, 35 e 40 cm.. con un picco di quasi 50 cm dove non ci credevo neppure io.
Magari qualcuna e stata di ripopolamento, ma se i lavori sono cosi ben fatti ben vengano.
Alcuni ambienti sono indimenticabili, magari infrascati e difficili da pescare, altri paesaggisticamente bellissimi, alcuni nulla di speciale ma con tante trote.
E tanti incontri con i selvatici, quest'anno non ho visto i lupi ma tanti cinghiali, daini, cervi, caprioli, qualche tasso, donnole, volpi e quest'anno molti rapaci, spesso quasi fin troppo confidenti nell'uomo.
Un paio di volte ho pescato con i cerbiatti che riposavano a 20 metri da me e incrociato cerva e piccolo che guadavano subito dietro dove pescavo con la massima calma.
Adesso forse la stagione e chiusa per cause fisiche, forse ci sfuggiranno un paio d'uscite a fine settembre se il ginocchio funzionera.
Pero' posso dichiararmi soddisfatto con tante trote prese in torrente, tutte rilasciate, dai 5 ai 50 cm!
Una nota sull'apertura.
Come al solito questanno NON l'ho fatta, ero a pranzo con amici al mare.
Poi ho fatto qualche uscita sui laghi dove c'era stato ripopolamento e qualche trota di immissione l'ho presa.
Ho trovato malefico il lago di Suviana con trote imbrancate che guardavano l'esca e mangiavano una volta su mille.. ma qualche trota l'ho presa pure li.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 14/07/2012 @ 19:28:10, in PESCA AL COLPO, linkato 2023 volte)
SIMONE CARRARO DALLA SPAGNA CON VOGLIA DI RIVINCITA
Articolo di Angelo Borgatti
 
Reduce dal fulminate ed inappellabile successo ottenuto con la Nazionale in Spagna nel recente Europeo di Pesca al Colpo, ho avuto l’opportunita’ di una chiacchierata su piu’ argomenti con Simone Carraro, sicuramente il veterano di una “inedita” formazione Azzurra che ha surclassato un lotto agguerritissimo di concorrenti, tra cui i rivali di sempre della “perfida Albione”, ed ha concesso a lui l’onore della seconda piazza individuale.
Simone e’ da sempre un fascio di nervi, asciutto e agonisticamente vorace.
Insaziabile ed irruento come un felino selvatico, sa di valere tecnicamente tanto e anche se l’esperienza lo ha reso apparentemente piu’ saggio, l’animo esplosivo cova sempre sotto la cenere…
Simone Carraro, da Monza, ha 40 anni ed una passione per la pesca da sempre. Abita a Bologna da circa 15 anni e lavora per l’Azienda Tubertini da 16 anni.
 
Simone, credo nessuno possa negare che tu sia un talento naturale di questo sport, avendo iniziato giovanissimo a calcare i campi di gara, anche ad altissimo livello. Pur essendo ancora giovane tu gareggi ai massimi livelli da altre 20 anni. Vuoi dirci il tuo percorso agonistico?
“Ho iniziato a gareggiare nella societa’ del mio paese, disputando i vari campionati locali. A 14/15 anni sono passato alla Longobardi di Milano, dove sono rimasto 9 stagioni, facendo tutta la trafila dal Regionale Lombardia, allo Zonale e poi all’Eccellenza. Sono poi passato alla Lenza Emiliana, Societa’ in cui milito da ormai una quindicina d’anni, disputando sempre la massima serie.”
 
Simone, questo splendido Titolo europeo a squadre ed il tuo argento individuale segnano il tuo rientro in Nazionale dopo una “sosta” di qualche anno. Un ritorno alla grande…
“Si. Sono uscito dalla Nazionale alla grande, da campione del mondo, nel 2007, e ci sono rientrato quest’anno, come hai detto tu, alla grande con questo Titolo Europeo.”
 
Cosa ricordi di quel Mondiale del 2007?
“Eravamo a Velence, in Ungheria, e io pescai la seconda gara, vincendo il settore da 40. Come Nazionale vincemmo l’oro.”
 
Com’e’ stato il tuo/vostro Europeo, in Spagna?
“Innanzi tutto va detto che il posto in cui abbiamo pescato e’ veramente splendido, un vero paradiso della pesca. Io non c’ero mai stato ma ne ho riportato un ricordo bellissimo. Al di la’ della vittoria, sin dalle prime prove e’ apparso chiaro che potesse essere un Campionato alla nostra portata, vista la congenialita’ del tipo di pesca che si trova nel Rio Guadiana, a Merida. In quel fiume c’e’ una vasta gamma si specie di pesci da competizione, dalle alborelle alle carpe, dai carassi ai barbi. La nostra condotta di gara ha rispecchiato questa ampia possibilita’ di catture con una strategia che ci ha portato a cercare di sfruttare al massimo ogni momento delle tre ore di ogni manche. La nostra partenza e’ stata alle alborelle, presenti con soggetti da 20/30 grammi, da pescare sia a roubaisienne che a canne fisse di media lunghezza. Generalmente abbiamo usato la canna ad innesti, solo Giuliano (Prandi) in prima giornata l’ha fatta con le fisse ed ha avuto ragione. Dopo un’ora o poco piu’ avevamo visto che entravano i pesci di taglia sul fondo fatto a roubaisienne e all’inglese, che si dovevano tenere regolarmente alimentati anche durante il tempo trascorso ad alborelle. Cosi’ abbiamo fatto ed abbiamo vinto bene entrambe le gare.”
 
Visto che abbiamo parlato di tecnica, non possiamo esimerci dal parlare dei materiali che hai impiegato in questa trasferta spagnola…
“La pastura ci e’ stata fornita naturalmente dalla Federazione mentre canne ed attrezzature per ognuno di noi sono stati quelli personali. La mia roubaisienne, naturalmente, era la Evola9000 montata con i kit Evo Carp Slim corredati da elastici cavi Hunter da 2 mm. e da 2.3 mm.
 
Come galleggianti per la roubaisienne, da impiegare con i pesci di taglia, sia io che i miei compagni di Societa’ Giuliano Prandi e Moreno Ravaglia abbiamo scelto il Pro 112, un modello che coniuga molto bene la sensibilita’ con la necessaria robustezza per affrontare pesci anche importanti. Ha un corpo a goccia mediamente allungata, a filo passante interno, con una antenna cava molto visibile innestata su di un pezzo di fibra di vetro che fuoriesce dal corpo. Come madre lenza per queste punte abbiamo impiegato il Tatanka neutro dello 0.18 e come terminali del Piu’Piu’ dello 0.14/0.16 per legare degli ami del n°16 della serie 26.
 
Per pescare le alborelle, nella parte iniziale di gara, le classiche lenze con coroncine di pallini le abbiamo realizzate con del Tatanka neutro dello 0.08/0.09 su cui abbiamo montato dei PRO93, uno specifico modello a corpo raccolto, con deriva in ferro, per la pesca delle alborelle in superficie, visto che l’azione di pesca si esplicava a 80/100 cm. di profondita’.
 
Le nostre canne all’inglese sono state le TMatch2 da 4.50m, sia ad azione M che H, montate scorrevoli con dei PRO350, in penna piena, da 22 grammi. Sui mulinelli abbiamo imbobinato del filo affondante UC6 dello 0.20.”
 
Credo che per tutti quelli che ci leggeranno sarebbe interessante sapere anche qualche schema di lenze che avete impiegato per le roubaisenne…
“Presto detto! La corrente del fiume era pressoché nulla o quasi e quindi sulle punte della roubaisienne abbiamo preparato galleggianti da 0.75/1/1.50 grammi, tarati con un bulk a circa 35/36 cm. dall’asola ed i canonici tre pallini sotto, equidistanti tra loro. Terminali da 30 cm. dello 0.14/0.16. Ad esempio, una lenza da 1 grammo era realizzata con 3 pallini del 9 distanziati tra loro circa 12 centimetri e sopra il bulk di taratura.”
 
Parlato della parte tecnica, raccontami un po’ della parte “umana” di questa esperienza: come hai vissuto questo Europeo?
“Non voglio esagerare nel definirlo splendido. E per vari motivi.
 
Innanzi tutto l’opportunita’ di pescare con altri due miei compagni di squadra come Giuliano e Moreno e’ stata molto importante ma anche i giorni trascorsi con Premoli, Gelli e Bruni, oltre agli altri componenti lo staff sono stati molto positivi, per il bel rapporto che si e’ venuto a creare. Un ringraziamento particolare lo voglio rivolgere poi a Ferruccio Gabba, Andrea Fini e Jacopo Falsini che sono venuti con noi, ci hanno supportato in tutto e ci hanno sicuramente dato un grosso aiuto, non solo tecnico ma anche nelle cose pratiche di tutti i giorni, assoggettandosi ad ogni compito fosse necessario. E sono cose che fatte da campioni del loro calibro assumono un valore doppio.”
 
Non hai menzionato il C.T….
“Ho tenuto apposta Rudy per ultimo, perché a lui voglio rivolgere un plauso particolare. Per me Rudy e’ un grande personaggio; non mi riferisco solo dal punto di vista tecnico ma anche per il carisma che ha e per la carica sportiva ed umana che sa trasmettere.”
 
Anche sull’onda delle polemiche del recente passato sulla composizione della Nazionale, cosa pensi della scelta, audace, operata da Frigieri di far pescare, in una competizione tanto importante come l’Europeo, concedimi il termine, tutte le “seconde linee” della Squadra azzurra, campioni provenienti comunque dai vertici del Club Azzurro, concedendo un turno di riposo ai Campioni del Mondo 2011?
“Io non scopro Rudy ora, naturalmente! Gia’ dal 2007, a Velence appunto, nonostante non fosse C.T. ma frequentasse comunque l’ambiente della Nazionale, avevo avuto occasione di apprezzarne le qualita’ di trascinatore e di carisma. Quest’anno, in cui sono stato richiamato a vestire la maglia Azzurra, ho avuto la conferma di questa sua predisposizione naturale a questo tipo di compito di guida tecnica. Rudy sta cercando di creare un gruppo in cui tutti i componenti si sentano ugualmente titolari e alla pari, superando quegli antagonismi che hanno sempre, piu’ o meno, caratterizzato l’ambiente della Nazionale. Credo che il fine ultimo del C.T. sia proprio questo, far si che tanto chi pesca che chi sta dietro sia orgoglioso di far parte di questo gruppo e se ne senta componente di uguale importanza. Rudy, in virtu’ del risultati da noi conseguiti, canna in mano, nel Club Azzurro, ha avuto il coraggio di fare questa scelta, ha creduto in noi e nel nostro valore. E credo che noi, anche con questo risultato spagnolo, gli abbiamo dimostrato che ha avuto ragione.”
 
Da quanto affermi, viene da pensare che anche nel corso delle prove vi sia stato un atteggiamento differente da parte di tutti i componenti del gruppo…
“Certamente! Pensa che per tutta la settimana, durante le varie prove, non sono mai stati pesati i pesci che pescavamo, a dimostrazione che queste erano veramente prove volte a stabilire le strategie e le scelte migliori e non i componenti della formazione. Con Rudy abbiamo provato una vasta scelta di opportunita’ differenti, e di volta in volta ognuno di noi ha tentato soluzioni diverse su indicazione del C.T. con i tempi e le modalita’ decise da lui. Questa e’ una cosa estremamente importante, sia perché si sono esplorate una vasta gamma di strade, sia perché si e’ venuto creando nel gruppo uno spirito veramente di collaborazione proficua; sono state veramente delle prove tecniche, che hanno consentito un confronto totale tra noi, Rudy e gli altri ragazzi della Nazionale che ci hanno seguito.”
 
Alla luce dei risultati ottenuti da Frigieri, sia con la Nazionale che con il proprio Club, sei d’accordo nell’attribuirgli una indiscussa capacita’ di leggere ed analizzare a fondo i vari campi di gara?
“Ti confermo assolutamente questa cosa. E non solo. Rudy riesce ad indirizzare i suoi pescatori in varie prove, con materiali e tecniche differenti, e sa trarre i risultati e le giuste considerazioni da queste prove. Lui ha anche il grande pregio di saper ascoltare tutti, sia i suoi agonisti che i pescatori locali, e di riuscire a condensare tutto in maniera egregia ed utile al risultato finale. Anche questa e’ una dote naturale, come quella del campione. A me ha fatto tornare la voglia di tornare in Nazionale, voglia che mi era un po’… scesa.”
 
Con questa tua ultima affermazione mi fornisci un’ottimo assist per una domandina punzecchiante, come il mio compito impone: il tuo carattere, in passato, forse ti ha penalizzato, almeno per quanto riguarda la maglia Azzurra. Cosa ne pensi?
“Qualcuno dice che ho un carattere particolare. Io credo che ciascuno di noi abbia il proprio modo di essere. Forse una mia pecca, o il mio carattere, e’ quella di dire le cose che penso in faccia mentre a volte sarebbe meglio tacere. Ma a 40 anni questi aspetti della propria personalita’ di certo non si cambiano. Ed io non verrei neppure farlo…
Probabilmente, in passato, ho pagato anche per questo aspetto del mio carattere.”
 
Il tuo parere sulla scelta tecnica, naturalmente come principio e non in relazione ai nomi…
“A mio avviso puo’ andare bene per creare un gruppo su cui lavorare, con il criterio che Frigieri sta cercando di portare avanti ma andrebbe allargata la rosa delle scelte tecniche, perché alcuni di noi, che frequentano gia’ da tempo il giro della Nazionale, sono costretti, ogni anno, a rimettersi in gioco nel Club Azzurro, in un percorso sempre molto difficile e complesso… Credo che alternare i componenti della Nazionale nelle varie manifestazioni, tenendo conto di questo principio, potrebbe portare solo del bene. E i risultati di questo Europeo, dove sono stati schierati alcuni atleti gia’ con una esperienza internazionale affiancati da altri all’esordio, bene instradati dal C.T. e dalle prove fatte, credo lo possano confermare.”
 
E lo avete vinto alla grande…
“Non sta a me dirlo ma credo proprio di si! Infliggere un distacco di 30 punti alla Nazionale inglese titolare, schierata con i vari Scotthorne, Raison, Gardner, Shipp ecc, e per di piu’ fuori casa, credo sia un risultato inappellabile…”
 
Qual e’ la sensazione di pescare con delle “sponde” d’eccezione come Jacopo, Ferruccio, Andrea…
“Questo e’ il simbolo di quello che vuole fare Rudy: mettere in condizione chi sta pescando in quell’occasione di girarsi e trovarsi dietro qualcuno di cui ha fiducia assoluta. Il sabato la mia sponda e’ stata Andrea Fini, con il quale siamo amici da anni. A un certo punto mi sono girato, gli ho chiesto informazioni, lui mi ha fatto il quadro della situazione; ed io mi sono fidato delle sue indicazioni. Ferruccio era dietro a Stefano Premoli e cosi’ via. La domenica abbiamo cambiato abbinamenti ed e’ andata ancora bene.”
 
Quindi nessun compromesso o scelta dettate dalla appartenenza di Club…
“Assolutamente! Un'altra grande capacita’ del nostro C.T. e’ quella di saper tenere distinte le cose: in Italia siamo avversari sportivi, in Nazionale siamo solo Azzurri, senza Club o sponsor, ma solo italiani.”
 
Torniamo a Simone Carraro agonista. La tua tecnica preferita ed i tuoi campi di gara…
“A me piace pescare in tutti i modi! Sempre! Se proprio debbo fare una scelta, allora dico all’inglese, almeno per quanto concerne le competizioni. Come campi di gara non ho veramente ne preferenze positive ne negative. Li affronto sempre con il medesimo spirito e predisposizione. Ultimamente ho solo qualche remora per Pisa, non perché non mi piaccia, ma perché, dopo, ne risento con la mia spalla che da qualche tempo mi da dei problemi muscolari che debbo risolvere.”
 
Simone Carraro riesce ancora ad andare a pescare “per divertimento” e fuori gara qualche volta?
“Una volta mi piaceva andare a pescare nei miei fiumi, in Lombardia, con la bolognese a cavedani, barbi, pighi, savette… Ora non riesco piu’ a ritagliarmi un po’ di tempo per me. Ma questa e’ la mia vita, tra lavoro e competizioni il tempo non c’e’ piu’ e quindi…”
 
Ti consideri un metodico o un istintivo?
“Certamente un metodico. Ho bisogno di pianificare il piu’ possibile ogni aspetto delle mie gare, indipendentemente dalla loro importanza.”
 
Un tuo parere sulle recenti vicissitudini del terremoto e sui provvedimenti adottati dalla Federazione in merito ai Campionati…
“Sostanzialmente credo sia stato giusto sospendere provvisoriamente le attivita’ minori, visto che tante persone sono rimaste coinvolte piu’ o meno. Al massimo si prolunghera’ un po’ l’attivita’ nell’autunno ma non credo sia un problema insormontabile. Ora, anche come lavoro, pagheremo un po’ questi ritardi ma dovremmo recuperare in seguito.”
 
Simone Carraro ha avuto un idolo nel panorama agonistico italiano?
“Sicuramente Giampiero Barbetta! Da ragazzino lui e’ stato il mio punto di riferimento, come probabilmente lo e’ stato per tanti agonisti di quegli anni. Io ho anche avuto la fortuna di pescarci assieme diversi anni, qui alla Lenza Emiliana Tubertini.”
 
Ti consideri un professionista della pesca agonistica?
“Assolutamente no! In Italia non ci sono professionisti, in questo campo. Nessuno vive solo con i proventi di sponsorizzazioni e vincite delle competizioni. Ognuno di noi ha delle mansioni nell’ambito delle Aziende per cui lavora, io faccio il rappresentante per Tubertini, altri sono consulenti tecnici delle Aziende, altri ancora sono proprio al di fuori dell’ambiente, con attivita’ diverse. Non credo vi siano i margini, soprattutto ora, per un professionismo di questo sport. Al massimo possiamo avere qualche vantaggio sulle attrezzature o sul tempo da dedicare alle prove.”
 
Simone Carraro ha dei rimpianti nella sua carriera agonistica?
“No, nessun rimpianto di tipo sportivo.”
 
Un pregio ed un difetto di Simone Carraro detti da… Simone Carraro!
“Difetti tanti, sicuramente. Uno su tutti essere troppo diretto con le persone. Chi non mi conosce mi reputa forse presuntuoso, che sto troppo sulle mie. Un pregio che penso sia mio e’ di avere troppo cuore.”
 
Un opinione sui media di settore…
“Sicuramente positiva. Il nostro settore e’ cosi’ poco valutato che solo grazie a voi riusciamo ad avere un minimo di visibilita’. Certamente qualche risalto maggiore dei nostri successi, perlomeno a livello internazionale, sui grandi media nazionali sarebbe un ottimo viatico per tutto il settore e di stimolo per tanti…”.
 
Purtroppo, Simone, la pesca agonistica e la Pesca Sportiva in genere sono ritenuti argomenti scomodi da trattare sui quotidiani nazionali, magari sportivi, che, giustamente danno spazi piu’ o meno importanti a tutti gli sport, di qualsiasi livello, compresi quelli praticati da piccolissime nicchie di appassionati, ma nessuno spazio al nostro, nonostante siamo centinaia di migliaia appassionati e svariate migliaia di agonisti…
 
Finiamo con una riflessione sulla tua Societa’, la Lenza Emiliana Tubertini di cui tu sei ormai una delle bandiere che sventolano da piu’ anni. Un bilancio di questi tuoi “primi” quindici anni a Bazzano…
“Cosa vuoi che ti dica… Io credo di essere un componente di una delle formazioni piu’ forti degli ultimi lustri della Pesca al Colpo, socio di un sodalizio di primissimo ordine, che ha investito sempre nel settore agonistico molte risorse, sia umane che economiche, e che ha certamente raccolto meno, in termini sportivi, di quello che poteva raccogliere in relazione a quanto ha investito. La mia Societa’, e l’Azienda che ha alle spalle, e’ stata ed e’ tra le prime, ad alto livello, ad avere puntato su piu’ fronti dell’agonismo, con formazioni forti sia nel settore Colpo che nella Canna da Natante, piu’ indirettamente nella Trota Lago e, ultimamente con successo nel Feeder Fishing, a dimostrazione dell’indirizzo agonistico che muove Azienda e Societa’. Com’e’ stato piu’ volte detto e scritto, anche da te in altre occasioni, credo che noi del Colpo vantiamo un credito notevole con la buona sorte, credito che prima o poi riscuoteremo. Abbiamo vinto sicuramente tanto ma altrettanto avremmo potuto vincere, come Titoli nazionali, se solo la fatalita’ non ci avesse messo spesso lo zampino.
Non voglio stare a ricordare singoli episodi che sono parte del nostro passato ma che ci pesano come macigni.
Voglio solo dire che noi siamo li’, sulla porta della vittoria, da almeno 10/12 anni ed abbiamo portato a casa “solo” due scudetti negli ultimi 10 anni e due Mondiali per Club. Ma la Lenza Emiliana e’ sempre tra le grandissime di questo sport!”
 
IL PALMARES DI SIMONE CARRARO
2001 CAMPIONATO EUROPEO PER NAZIONI – ORO
2001 CAMPIONATO EUROPEO INDIVIDUALE – ARGENTO
2007 CAMPIONATO MONDIALE PER NAZIONI – ORO
2012 CAMPIONATO EUROPEO PER NAZIONI – ORO
2012 CAMPIONATO EUROPEO INDIVIDUALE – ARGENTO
 
5 VOLTE CAMPIONE ITALIANO PER SOCIETA’
2 TROFEI PASINETTI
2 MONDIALI PER CLUB
SVARIATI TROFEI D’ECCELLENZA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 14/07/2012 @ 12:29:30, in ARCI PESCA, linkato 1160 volte)
TERZI CON RAMMARICO NELLA TERZA PROVA DEL REGIONALE BOX ARCI 2012
CANALE CAVO LAMA, NOVI DI MODENA
Articolo di Danielli Stefano
 
Rammarico nel nostro Team nella terza prova del Regionale BOX svoltosi nel campo gara della Lama a Novi di Modena nel Centrale.
Il rammarico deriva dal fatto che nonostante il fatto di trovarsi nel settore terminale a combattere con gli ultimi di gara , la condotta di gara dei nostri per pochissimo poteva essere considerata un
piccolo capolavoro.
Quattrocento grammi hanno tolto la soddisfazione di un ottimo secondo posto di settore ai nostri
che per questo si sono dovuti accontentare di un ,comunque buono,terzo posto di settore.
Questo non toglie comunque la soddisfazione per una ottima pescata condotta con precisione nella
pasturazione , e una buona scelta nella grammatura da adottare sulla Rubaisienne .
Ottima anche in questa gara, la prestazione di Borghi Rossella che nei 5,180 Kg. di pescato totale
della Squadra ha dato un ottimo contributo.
Quarta e ultima prova del Regionale BOX il 30 Settembre nella Fuma.
 
 
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I. Pesca per il G.P.O.Imolese
 
 
 
 

 

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