GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

Immagine
 Bergonzoni Verter con una carpa catturata a feeder nel canale Riolo il 1 maggio 2012... di Admin G.P.O.
 
"
Il raggiungimento degli obiettivi sportivi, unitamente ad una attenta salvaguardia e valorizzazione della natura e dell'ambiente in generale, dovrà sempre guidare l'attività e le scelte di coloro che saranno, di volta in volta, chiamati a dirigere l'Associazione

G.P.O IMOLESE TUBERTINI
"
Seguici: 
Titolo
 
DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 09/10/2012 @ 12:58:37, in SPINNING, linkato 1977 volte)
ATTIVITA’ ESTIVE 2012 AI LAGHI SAPABA DI PONTECCHIO, LA PESCA AL BASS E’ UN’INCOGNITA MA LA CENA NO….
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Per tutta l’estate del 2012 presso i laghi Sapaba a gestione Fipsas e’ stato possibile pescare i bass nel lago 2 a prezzo “politico” comprensivo, per chi voleva, di pizza e bere.
 
 
 
E talvolta invece della pizza c’era una bella grigliata preparata dai due artisti della griglia Marco Ginghini e Claudio Sielli.
L’iniziativa, aperta a tutti, era mirata anche a chi volesse imparare la pesca al bass da zero, infatti tra i presenti c’era sempre qualcuno disponibile a illustrare i principi di pesca dal vivo, sia che ci si rivolgesse a ragazzi che ad adulti.
 
 
 
Un sincero grazie a Roberto Rondinini, un vero campione del bass fishing, che e’ stato molto spesso presente e ha dispensato tanti consigli.
Il GPO Imolese Tubertini ha curato l’organizzazione in genere tramite Mirco Finocchi e Giuseppe Stagni , spesso aiutati anche dal presidentissimo Fabrizio Rizzati.
Il negozio di Mr Fish di Bologna ha fatto spesso da punto d’incontro e cassa di risonanza dell’evento.
Purtroppo l’estate calda e una non proprio ottimale presenza dei bass non hanno regalato grandi catture; il lago 2 non e’ il massimo come struttura per bass mentre il lago 1 era purtroppo in “secca” causa siccita’ e i non ottimali lavori sul grande lago a fianco.
Ma se sui bass ci sono margini di miglioramento (io resto dell’opinione che una gestione economicamente sostenibile deve offrire anche immissioni di pesce, in base ai ricavi) sul resto si e’ sfiorata la gestione ottimale.
 
 
 
Con pochi euro si mangiava la pizza, si beveva, si pescava e si lasciava (e quasi tutti l’hanno fatto spontaneamente) un piccolo “obolo” a favore del lago (del comprensorio) per future immissioni.
Il tutto organizzata volontariamente da chi sacrificando tempo alla pesca ordinava la pizza, gestiva le ordinazioni, preparava il bere in fresco, incassava…. Cui va un grazie di cuore quindi.
Queste sono le colonne, magari poco visibili, che tengono su il bass fishing a livello di base e che forse consentono l’espansione del movimento ai neofiti e ai giovani.
Senza chi investe tempo purtroppo l’ormai cronica scarsita’ di bass a Bologna (ancora non tutelati da leggi), spesso in cave non accessibili aveva sezionato i pescatori di bass tra gli agonisti e chi dopo due tre uscite a vuoto non insisteva in questa pesca veramente meravigliosa.
Le serate ai Sapaba sono un tentativo per incrementare la base e spesso sono state premiate da partecipazione di ragazzi che sono “il futuro”
E spesso con catture migliori che i veri o presunti professionisti.
Speriamo che questa iniziativa si possa ripetere in futuro, magari con qualche immissione visto che qualche fondo e’ stato raccolto oltre ai costi vivi dei ticket del lago, si e’ data visibilita’ alla struttura, si e’ fatto un minimo di controllo sociale il giovedi’ sera (spesso oltre 20 persone), si e’ diffusa la pesca specie verso i giovani.
Di piu’ era difficile fare  con le condizioni ambientali.
Certo che magari nel 2013 magari avremo accesso all’illuminazione del lago, una migliore soluzione per avere piu’ luce per mangiare e magari organizzare una o due grigliate, magari poter fare serate anche teoriche a tema con proiettore e allora si potra’ fare ancora di piu’.
Un appuntamento al 2013 col tepore estivo e in bocca al bass
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 08/10/2012 @ 20:08:48, in SPINNING, linkato 2481 volte)
CAMPIONATO PROVINCIALE INDIVIDUALE DI BOLOGNA SPINNING IN TORRENTE 7 OTTOBRE 2012 TORRENTE SILLA
 
All'interno dell'articolo troverete le classifiche delle 2 prove del Provinciale Individuale di Bologna Spinning in Torrente 2012. Troverete anche l'articolo dedicato scritto dal nostro Mauro Maccagnani [sipadan]
Le due prove si sono svolte la mattina e il pomeriggio del 7 ottobre 2012 nel torrente Bolognese Silla
 
Primo provinciale di Bologna di pesca a spinning nel torrente Silla
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Visto che era il caso di farlo.. e grazie alla buona volonta’ di qualcuno ci troviamo in 9 a Silla per un campionato alla trota in torrente.
Un grande GRAZIE alle Lontre che non solo l’hanno organizzato ma che hanno pure vivacizzato il campionato con 7 pescatori su 9, uno forse non era delle Lontre ma era semicostretto dagli amici.
Da Bologna per questa volta siamo solo in 2, io e Emanuele Iacovone della FIPSAS.
Il grande sforzo organizzativo comincia con la grandiosa dissimulazione, leggo il regolamento e leggo trote fario.
Da mega esperto che sono <se ci credete ve ne racconto una peggio> prendo le esche da trote fario…
poi studio dove ripopolano e approfondisco il luogo con google maps, google earth, servizi segreti e telefonate in loco.. poi andiamo in un posto diverso.
A questo punto con una mezza levataccia (il giorno prima mi ero fatto un paio di km di torrente con due o tre belle trote) sono poco prima delle 8 a Silla, e imparo che volevano iniziare alle 8..
Aspettiamo Emanuele, un caffe’, vediamo partire la formula 1 ( : - ) ) e via verso il torrente.
Visto che qualche bracconiere locale c’e’ (o il sospetto ci possa essere) il fiume e’ presidiato dalla polizia provinciale.
Tra raduno e sorteggio sono tutti inesperti, io scherzi a parte mi sono fatto istruire da Loris Ferrari che ha visto qualche gara e che mi fornisce un po di gomma da mondiali e campionati italiani.
Emanuele ne sa come me, i locali narrano di avere fatto una gara, di avere comprato le canne da spinning ieri, alcuni chiedono come e’ fatta una trota..
In realta’ la gara e’ semplice da capire in pochi, le trote sono in un tratto di fiume, si sorteggia, uno alla volta si va in pesca dove si vuole nel campo gara che sara’ 500 metri.
Le attrezzature non sono da “pro”, le gare in belly vedono attrezzi piu’ specifici, numerosi, vari e costosi.
Qui si va da 1 a 2 canne, lunghe fino a 2,70 e serve solo classe, non megacanne o megamulinelli, anzi qui serve roba facile che non faccia casini, per lo piu’ nylon piuttosto che trecciato
Io ho una 210, una 240 e una 180, pesco con la mia fida 210, con trecciatino
In gara 1 sono sorteggiato per primo, faccio 3 metri e occupo la piana sotto il via (alla fine ci staremo in tre, senza disturbarci)
In 5 minuti sono tutti sul fiume, un fischio e si parte.
Le trote ci sono e tante, aggressive (all’inizio)
Quasi tutti partono con rotanti, le mangiate non mancano ma neppure le slamate.
Capisco subito che sara’ un revival della gara del Rosario, comincio a slamare (qui non rompo almeno) e forse usare i cucchiai senza ardiglione non e’ un’idea geniale.
Io perdo il pesce e gli altri cominciano a prenderne, velocissimi non sbagliano un colpo (in realta’ ne sbagliano solo meno), io avevo il guadino in macchina ma qui le trote volano a riva sollevate di peso e per fortuna non ho una canna ultralight.
In pochi minuti sono sotto, cambio cucchiaini puntando sul colore mentre qui va l’argento e la velocita’.
Dopo un po ci si sposta e calano le mangiate, incocciamo parecchie trotelle fario native sui bassi fondali (ottimo segno) e i piu’ cominciano a passare a gomma.
Io insisto a cucchiaio e ipoteco l’ultimo posto nonostante un bel girare su e giu per il campo di gara, a gomma i locali sono fortissimi, io molto meno nonostante le esche da lusso.
Non e’ banale pescare a gomma, qui una canna lunga al limite dei 270 aiuta, io credo ciecamente non fossero garisti ma sono per loro ammissione gran pescatori al tocco con la teleregolabile e aiuta.
Sanno quando e come tirare, interpretano i colpetti della canna e dirigono molto bene l’esca cosa che io non so affatto fare.
Sento i colpetti ma tiro fuori tempo se mi accorgo della mangiata.
Verso la fine la gomma diventa sempre piu’ piccole, emerge il colore, la tecnica e gia’ che ero indietro resto buon ultimo.
Fischia la fine gara, contiamo e sono ultimo con 7 trote, vinceranno con 30 o giu’ di li’.
Qui emerge l’amicizia e la gentilezza degli organizzatori, loro sono di casa ma ci hanno organizzato il pranzo e pranzano con noi (benissimo peraltro), veramente la simpatia su tutto.
Tra antipasti, tortellini, grigliata mista, dolce, caffe’ e ammazzacaffe’ a un ottimo prezzo viene stancamente l’ora della seconda gara, che sara’ a un chilometro di distanza.
Qui il fiume e’ piu’ piccolo e tutti prevedono meno prese, ma partiamo.
Sono ultimo in sorteggio, so che cucchiaini hanno prese in mattinata e …..
Va come la mattina, mangiano aggressive ma male, tante si slamano e si parte prima a gomma quindi per me scende prima il buio.
Non sono in forma smagliante e un po la pesca e’ difficile, un po il mal di schiena e gli anni pesco peggio del solito e mi fermo ogni tanto.
E non so se ero il meno giovane ma gli asltri hanno un altro fisico.
A gomma non cavo una trota a pagarla, a cucchiaio slamo e mi fermo a guardare il fine gara, in un ambiente competitivo ma amichevole.
Si pesca fianco a fianco, non mancano gli sfotto’ ma neppure i consigli, nessuno si lamenta, anzi si sorride.
A fine gara sono ultimo di nuovo (un vero fuoriclasse) con 4 trote, si vince con 40.
La solita media di 15-20 trote a testa
Chi ha vinto, non importa a nessuno in realta’
Ha vinto la pesca e un campionato che ha visto la luce e merita un futuro, si riesce pure a premiare i vincitori di gara 1 e gara 2, i secondi e altro.
Puo’ non piacere una gara in cui si uccide il pesce, ma qui davvero non si puo’ fare diversamente e il 50% delle trote resta li’.
Che auspici si possono trarre?
Di rifare la gara con piu’ iscritti, piu’ bolognesi o cittadini in genere mantenendo la simpatia e la generosita’ di chi organizza.
Poi si vince e si perde.
Magari anno prossimo da Bologna partiranno i migliori trotaioli per impensierire le lontre e gli amici, o almeno provarci.
Non ci sono quasi foto, ma o peschiamo o fotografiamo (vietato il commento che era meglio fotografare visto l’esito)
Nb a tavola “secondi a nessuno”!!!
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 

Classifica riveduta e corretta per gentile concessione di Luciano Benassi

clicca su questa scritta per scaricare il file in pdf della classifica finale riveduta e corretta

IL TORRENTE SILLA
Il Silla (Sella in dialetto bolognese) e' un importante torrente o fiume dell'alto Appennino bolognese, affluente del Reno, secondo per lunghezza (18 km) ed estensione del bacino idrografico dopo il Samoggia, ma primo per portata d'acqua (mediamente 6 m/s su base annua e 20 in primavera, ma con piene anche di oltre 200 m/s) fra i tributari di sinistra del maggior fiume emiliano.
Le sorgenti principali del Silla si trovano nel versante orientale del massiccio del Corno alle Scale e sono rappresentate da vari rami disposti a ventaglio: il fosso delle Naspe, il fosso della Rodichiaia, il fosso di Mezzo (che nasce dal passo del Cancellino) e il fosso della Capannaccia; essi, una volta confluiti, originano il rio del Casellino. L'altro ramo sorgentizio del Silla e il torrente Causso, il quale proviene dal poggio delle Ignude, nel massiccio di monte Gennaio, e lungo 5 km ed e alimentato dalla famosa sorgente o fonte dell'Uccelliera (un altro nome con cui e noto il complesso di monte Gennaio). A poca distanza verso sud dalla frazione Pianaccio del comune di Lizzano in Belvedere, il rio del Casellino da sinistra e il torrente Causso da destra danno finalmente vita al vero e proprio torrente Silla.
Scende in una valle incassata (nel primo tratto il ramo che scende dalla Punta Giorgina con diramazioni secondarie al Passo dello Stofinatoio - 1.847 m s.l.m.- percorre l'Orrido di Tanamalia lungo oltre 1,5 km) ricevendo piccoli affluenti, fra cui il Fosso dei Bagnadori, che drena il versante orientale del massiccio del monte Grande (m. 1.827), che si riuniscono, in parte al Rifugio Segavecchia, in parte presso Pianaccio, frazione di Lizzano in Belvedere. La porzione alta della valle ha aspetto decisamente alpestre: in localita Segavecchia la parete est del Corno alle Scale incombe quasi verticale per circa mille metri con la caratteristica formazione rocciosa dei Balzi dell'Ora: si tratta di una parete rocciosa di tipo alpestre che non trova riscontri in nessun'altra formazione montuosa appenninica, eccetto che nelle montagne abruzzesi.
Sotto il contrafforte boscoso, quasi a picco sul fiume, sormontato dall'abitato di Monteacuto delle Alpi, riceve da destra il rio Baricello (lungo 7 km) che, nato dal versante nord del Monte Orsigna (1555 m) con il nome di Rio Mantara, scende precipite formando numerose cascate, in una valle stretta e boscosissima, come del resto, e l'intero medio bacino del Silla.
Ha acque relativamente abbondanti in ogni stagione (ma, specie in primavera, e impressionante lo spumeggiare delle acque di scioglimento delle nevi ai piedi del contrafforte di Monteacuto delle Alpi), anche a causa dell'elevatissima piovosita (anche superiore a 3000 mm di acqua annui) della parte alta del bacino, caratterizzato, inoltre, dalla persistenza della neve in quota solitamente fino a giugno.
Uscito dalla Gola di Monteacuto delle Alpi, il fiume percorre l'ultima parte del corso volgendo verso est in una valle decisamente piu larga e caratterizzata anche dalla presenza di praterie e zone a calanco, ricevendovi piu modesti affluenti stagionali, fra i quali, da sinistra, proveniente dal Passo della Masera, il Rio Sasso (lunghezza 3,6 km e bacino di 32 km) col suo affluente Rio Quadolto che, invece, manda le sue sorgenti al passo di Salliolo, sotto il monte Grande (1531 m). Riceve anche affluenti da sinistra provenienti dal Monte Belvedere (1140 m) e dal Monte Castello (980 m) che ne contornano a nord il bacino, ma questi non possono avere l'importanza di quelli che scendono da sud, siccome provengono da zone a inferiore piovosita (solo 1300 mm di pioggia annui) e costituite da rocce argillose impermeabili, franose e soggette alla formazione di calanchi, sicche il loro contributo e avvertibile solo nelle piene.
La parte inferiore della valle e del bacino, piuttosto, e caratterizzata da importanti insediamenti industriali, sia nel settore alimentare, sia in quello meccanico, insediamenti concentrati per lo piu nella frazione di Silla del Comune di Gaggio Montano, alla confluenza del fiume nel Reno, praticamente nella piccola conurbazione di Porretta Terme.
Nel Medioevo, in localita Poggiolforato, fu scavato un canale artificiale (ora del tutto scomparso per interramento) che metteva in comunicazione il suo bacino (piu precisamente il Rio Sasso e, con ogni probabilita, il suo affluente Rio Quadolto che scorre alla minima distanza da Poggiolforato) con quello del torrente Dardagna (ramo sorgentizio del Panaro) che scende dal versante nord del Corno alle Scale, ricco d'acqua in ogni stagione, allo scopo d'incrementarne la portata, specie nella stagione estiva, ed aumentare, in tal modo, quella del Reno, consentendovi la fluitazione del legname (utilizzato in quel tempo anche a scopo edilizio) dai folti boschi dell'alto Appennino, fino alla chiusa di Casalecchio, sul Reno, e di qui fino nel centro di Bologna per mezzo del Canale di Reno.
Articolo sul torrente Silla estratto da Vikipedia
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 05/10/2012 @ 18:59:07, in ITINERARI, linkato 18548 volte)
LAGHETTI DEL ROSARIO
UN'OASI STORICA QUASI NEL CENTRO DI BOLOGNA
NUOVA GESTIONE DELLA RISTORAZIONE E DEI LAGHETTI
Articolo di Giuseppe Stagni
 
A due passi da Bologna, in un parco stupendo circondato da 7 bellissimi laghi, la pesca sportiva e la ristorazione fanno dei Laghetti del Rosario un posto meraviglioso per passare intere giornate a praticare il vostro sport preferito anche con la famiglia.
 
 
 
Gabriele, Silvia e Luca sono i nuovi giovani gestori dei laghetti del rosario, essendo giovani sono pieni di idee in perenne evoluzione e hanno una gran voglia di fare. Questi 3 simpatici ragazzi stanno plasmando questi laghetti storici della nostra citta' creando un impianto sportivo per la pesca sportiva sicuramente tra i migliori della nostra regione.
Vale sicuramente la pena di andarli a trovare!
 
 
 
COME RAGGIUNGERE I LAGHETTI DEL ROSARIO
Dall'uscita della tangenziale nr. 5 girare a destra in direzione Castel Maggiore, avanti 20 mt circa girare a sinistra per via Ca' Rosa.
In fondo alla strada girare a destra per via del Rosario e proseguire dritto sino all'insegna dell'entrata dei laghetti.
 
RISTORAZIONE AI LAGHETTI DEL ROSARIO
Le vere crescentine bolognesi, con affettati, ottimi formaggi, verdure sott'olio, tigelle e ottimi dolci casalinghi serviti in un ambiente completamente ristrutturato e pulitissimo.
Disponibile anche servizio TakeAway, ordini e ti porti a casa tutto il gusto delle crescentine e tigelle preparate dal Cuoco Luca!
SERATE MUSICALI AI LAGHETTI DEL ROSARIO
Lo Staff dei laghetti, durante i fine settimana, organizza serate musicali dal vivo con spettacoli.
Per tenersi aggiornati sui vari eventi conviene visitare il profilo dei laghetti del rosario su Facebook.
 
Vista la notevole affluenza di clienti, per le serate, e gradita la prenotazione.
Per ottenere maggiori informazioni sugli eventi : info@laghettidelrosario.com
Oppure visitate il profilo Facebook dei Laghetti del Rosario : http://www.facebook.com/laghettiDelRosario 
 
 
INIZIATIVE AI LAGHETTI DEL ROSARIO
Lo Staff dei laghetti e' una fonte inesauribile di iniziative sia per i clienti del ristorante e sia per i frequentatori dei laghi di pesca sportiva. Queste iniziative, durante l'anno, si susseguono senza sosta. Ci si puo' tenere informati su queste iniziative visitando spesso il loro sito oppure consultando il profilo Facebook dei laghetti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PARLIAMO DEI LAGHETTI.....
 
 
 
TECNICHE DI PESCA POSSIBILI
Pesca con la bolognese
Pesca con l'inglese
Pesca a fondo
Pesca con canne fisse dotate di elastico interno molto robusto :o)
Pesca a ledgering
Pesca a Feeder
Pesca a CarpFishing
Pesca a Spinning e Casting da riva, da Belly Boat o da Natante
Pesca a Mosca da riva, da Belly Boat o da Natante
N.B Possibilita' di noleggiare barche e motori elettrici
 
 
 
Gli specchi d'acqua dei laghetti del rosario sono 7 di cui 6 NO KILL (catch and release) e 1 prendi e porta a casa
 
ELENCO DEI LAGHI
Lago A dalle dimensioni importanti dedicato al carpfishing
Specie presenti: Carpe con esemplari veramente enormi, Carpe Koi, Storioni, Amur, Siluri
Sono presenti 12 comode postazioni adatte per posizionare anche la tenda da carpfishing
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti
 
Lago B per la pesca a fondo o con galleggiante nella modalita catch and release
Specie presenti: Carpe, Temoli Russi fino ad oltre 40 Kg, Storioni, Amur, Pesce gatto americani, Siluri.
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti
Questo lago e' utilizzato, nel periodo invernale, principalmente per la pesca alla trota

Lago C dedicato alla pesca junior dove sara' in programmazione l'opportunita' di fare dei corsi di pesca con galleggiante o spinning.
Specie presenti: Carpe Koi, Carpe piccole, Black Bass, Amur piccoli, Storioni piccoli, Persici Sole, Pesci Rossi, Pesci Gatto.
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti

 
Lago D "prendi e porta a casa"
Specie presenti: Carpe, Amur, Pesce gatti nostrani, Pesce gatti americani, Pesce gatti africani, Storioni, Siluri.
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti

Lago E per la pesca a spinning e mosca con lucci e bass da riva, da belly boat e da natante
Specie presenti: Lucci e Black Bass anche di notevoli dimensioni.
Possibilita' di noleggiare barche e motori elettrici
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti

Lago F e' un lago dalle dimensioni importanti dedicato alla pesca a mosca, a spinning e a casting al Black Bass da riva, da Belly Boat o da natante
Specie presenti: Prevalente il Black Bass con esemplari molto belli, Amur, Carpe, Siluri.
Questo lago, nel periodo invernale, e' utilizzato per la pesca no kill a trote di notevoli dimensioni (iridee, fario, lacustri, fario stellate e salmerini)
Possibilita' di noleggiare barche e motori elettrici
Per il regolamento consultare il sito dei laghetti

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Telefono : 051 6344571
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SITI E PROFILI INTERNET DEI LAGHETTI DEL ROSARIO
Gallerie fotografiche su Flickr : http://www.flickr.com/photos/68879695@N04
Indirizzo civico : Via del Rosario, 14 - 40131 Bologna
 
CURIOSITA'
Nel periodo estivo 2012, i laghetti del rosario, sono stati il luogo di ritrovo per le riunioni del GPO Imolese Tubertini, e spesso, i nostri ragazzi frequentano sia i laghi di pesca sportiva che il ristorante.
 
 

LAGO B STAGIONE DELLA TROTA DAL 1 NOVEMBRE 2012 AL 31 MARZO 2013

Turni di pesca da novembre a marzo dalle 8.30 alle 16.30 dal martedi’ al venerdi’, il sabato e la domenica dalle ore 7.00 alle ore 15.30.

Immissioni ogni sabato e domenica di quintali 4 per un totale di 800 kg pezzatura media 350 gr. Appena disponibili verranno immesse pezzature sopra il kilo e mezzo dove verranno premiati i prelevamenti.

Costo per turno unico 25€ con due canne nessun limite di catture!!!

il mercoledi’, giovedi’ e venerdi’ turno unico 20€ due canne nessun limite.

 

Vietato pasturare utilizzo di un amo singolo ogni canna consentite tutte le tecniche di pesca ed esche. Vietato trattenere qualsiasi specie ittica ad esclusione della trota

 

TROTA SPINNING LAGO F CALENDARIO IMMISSIONI

 (ogni immissione 1,5 quintali) pezzature dal kg in su

  • apertura giovedi’ 1 novembre gia’ immessi
  • sabato 3 novembre
  • sabato 10 novembre
  • sabato 17 novembre
  • sabato 24 novembre

Dal 27 novembre al 2 dicembre nel lago spinning PORTI A CASA!

  • Mercoledi’ 5 dicembre
  • sabato 15 dicembre
  • sabato 22 dicembre
  • sabato 29 dicembre

dal 2 gennaio al 6 gennaio nel lago spinning PORTI A CASA!

CHIUSURA LAGO PER FERIE DAL 7 GENNAIO AL 31 GENNAIO COMPRESI

  • venerdi’ 1 febbraio
  • sabato 9 febbraio
  • sabato 16 febbraio
  • sabato 23 febbraio

dal 26 febbraio al 3 marzo PORTI A CASA!

  • Mercoledi’ 6 marzo
  • sabato 16 marzo
  • sabato 23 marzo
  • sabato 30 marzo

dal 2 aprile al 7 aprile PORTI A CASA! 

Sabato 30 marzo Termine immissioni trote

COSTI SPINNING NO KILL 4,00€ l'ora giornata intera 15,00€.

NELLE SETTIMANE CHE SI PORTA A CASA LA TROTA:

8,00€ l'ora (spinning,striscio, bombarda, vetrino) max 10 catture.

Divieto assoluto di prelevare qualunque specie ittica, al di fuori della trota.

La trota potra essere prelevata solo nelle date indicate nel calendario.

 
 
LE GALLERIE FOTOGRAFICHE DEL GPO IMOLESE TUBERTINI DEDICATE AI LAGHETTI DEL ROSARIO
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 04/10/2012 @ 21:41:46, in CARPFISHING, linkato 3141 volte)
A CACCIA DI CARPE.... ALLA RICERCA DEL SETTORE
Articolo di Cattabriga Davide (agonista della sezione carpfishing del GPO Imolese Tubertini)
 
Salve a tutti da Davide Cattabriga.
Ho deciso di provare a mettere giu' due righe e ad esporre alcune osservazioni che possono aiutare i carpisti a sentire piu' spesso il suono che fa battere il cuore all'impazzata il suono dell'avvisatore che nel nostro immaginario e' sempre innescato dalla partenza della carpa dei sogni.
 
Perche' continuare a vivere solo in un sogno?
Tentiamo di trasformare questo sogno in realta'.
 
Il carpfishing , in effetti, e' una pesca di attesa e non lo si puo' negare, ma aspettare non vuol dire lasciare tutto al caso e non vuol dire neppure arrivare sul nostro spot, lanciare e aspettare passivamente. Questo non e' il carpfishing ma e' semplicemente la ricerca di un caso fortuito.
Nulla avviene per caso. Certo la fortuna conta molto, ma sono sicuro che lanciare ed aspettare passivamente non aiuti nessuno ad ottenere risultati migliori. Sta in noi aiutare la fortuna a raggiungerci.
Quante volte si e' sentito dire: "per vincere devi conoscere il tuo avversario", oppure: "studia il terreno di battaglia". Ecco che proprio queste citazioni esprimono esattamente il concetto che voglio esprimere
 
Vi propongo un esempio..
Ci sono due pescatori: uno arriva su un luogo mai visto; prima scarica la macchina frettolosamente; si posiziona nella zona piu' comoda per lui; si affretta a montare le canne e a lanciare in zone che piu' gradisce. L'altro pescatore, invece, ha trascorso giorni, prima, ad osservare e studiare il lago acquisendo, migliorando e sfruttando il suo senso dell'acqua; ha scelto una postazione piu' intricata in quanto piu' tranquilla; ha fatto sacrifici in termini di denaro e tempo per compiere una campagna di pasturazione preventiva.
Io chiedo a voi, quali dei due pescatori ha piu' possibilita di raggiungere lo'bbiettivo?
Certamente il secondo.
 
Non voglio dire che il primo, magari, per una serie fortuita di avvenimenti non possa ottenere risultati: ovvio che si, ma li ha ottenuti senza cognizione di causa e senza, magari, manco capire il perche' ha catturato.
Infatti la fortuna non e' frutto di un ragionamento ma e' semplicemente fortuna: questo pescatore fortunato oggi, e' vero, ha ottenuto un risultato ma domani, chi lo sa?
 
Oltre che per il mio modo di vedere le cose e' molto piu gratificante ottenere un risultato dovuto ad un ragionamento in termini di strategia e quant'altro, piuttosto che per un colpo di fortuna! Io mi sento piu appagato nel primo caso ma questo e' solo un mio pensiero.
  
Vi starete chiedendo il perche' di questa premessa e il perche' di questo articolo?
 
Come cita il titolo il mio scopo e' cercare di dare qualche spunto, appunto, per cacciare le carpe in base ad alcuni fattori da tenere in considerazione per fare in modo di ottenere catture non semplicemente dovute a un caso fortuito.
Il carpfishing non e' una pesca statica. Non e' lo stare ad aspettare. La partenza di un pesce e l'ultima di una serie di operazioni. Questa disciplina puo' occupare la mente e il corpo a 360 gradi: ve lo posso garantire.
Come gia' detto: tutto accade per un motivo. Per questo il senso dell'acqua e l'osservare l'elemento liquido in cui abbiamo intenzione di immergere i nostri terminali e' di essenziale importanza ed e' parte attiva della nostra disciplina. Per me occupa un 80% del nostro lavoro. Possiamo avere la migliore attrezzatura che esista in commercio; la migliore boiles esistente; un terminale dalle performance devastanti ma se non c'e' l'elemento principale, ovvero le carpe, e tutto vano.
Per questo la scelta del settore giusto e' di vitale importanza a far si di non sprecare ore invano ad aspettare un bip che probabilmente non arrivera' mai. Le carpe in certi momenti staranno in una determinata zona e in altri momenti potrebbero stare in un altra. Magari in estate prendiamo sempre in uno spot, mentre in autunno in quello spot non prendiamo piu nulla e ci chiediamo: perche'?
Non c'e' piu' pesce?
No. Forse la risposta piu' semplice e' che il pesce, per vari motivi, (motivi che piu avanti analizzeremo), si e' spostato in altre zone. Osservare la superficie acquatica, camminare sulle rive del lago, fiume, cava, canale in cui abbiamo deciso di pescare e' buona cosa; recarsi a fare un giro magari muniti di occhiali polarizzati non e' tempo perso ma potrebbe essere la carta vincente specialmente se, dello spot che abbiamo scelto, non abbiamo alcun tipo di informazioni quindi nemmeno la certezza della presenza di carpe.
Ogni ambiente ha le sue caratteristiche ma generalmente alcune di queste sono similari a tutti quanti gli ambienti. Infatti, ad occhio, la prima cosa che viene quasi spontanea e' ricercare sono alberi sospesi; banchi di ninfee; ostacoli in acqua visibili; insomma: qualsiasi osservazione possibile mediante i nostri occhi e, volendo, per facilitare tale operazione, un binocolo il quale potrebbe fare al caso nostro. Inizieremo poi a scrutare la superficie dell'acqua in cerca di attivita' del pesce: salti e rollati sono segnali ben evidenti ma una carpa che rolla e si muove sotto circa 30 cm d'acqua trasmettera' alla superficie dei segnali che noi dobbiamo essere in grado di cogliere. Quindi: massima attenzione!
I polarizzati ci aiutano per studiare la conformazione dell'immediato sottoriva e se siamo fortunati anche a vedere la presenza di qualche pesce, se le carpe stazionano piu' sul fondo magari assisteremo a delle rumate (sempre in un caso molto fortuito) altrimenti dovremmo fare attenzione alle bollicine provenienti dal fondo. Tali bolle non sono tutte uguali, infatti potrebbero essere provocate da cozze o gas del fondale. Dobbiamo osservare il loro comportamento: se appaiono nello stesso posto, probabilmente, e' il caso di qualche gas ma se esse si spostano lungo una linea retta allora molto probabilmente si tratta di una carpa che sta grufolando sul fondo.
I momenti migliori per cogliere segnali sono all'alba o al tramonto ma non sempre riusciamo ad incappare in essi. Quindi analizziamo un altro metodo per fare in modo di scovare dei segnali che indichino, almeno, la presenza di pesci nello specchio d'acqua.
Una pastura oleosa a base di pellet (quelli all'halibut o quelli destinati alle trote) misto a canapa, a un po' di boiles e, se vogliamo, aggiungiamo pure un po di grano: gettiamo il preparato nella zona scelta e aspettiamo.
Il risultato non tardera' molto ad arrivare. Una pastura oleosa risulta essere un buon attrattore per molti pesci.
Il vento occupa un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione, come, del resto, il sole.
Ma questi aspetti li analizzeremo tra poco. 
 
 
Punti salienti:
- zona di stazionamento
- rotta
- zona di alimentazione
- zone strategiche e zona caratteristica
- vento
- correnti
 
Partiamo ad analizzare le varie zone:
siamo in riva ad un lago e ci siamo gia accertati che ci siano delle carpe.
Ora dobbiamo individuare alcune cose importanti, ovvero: zona di stazionamento, rotta e zona di alimentazione piu' altre due zone che chiameremo: zona strategica e zona caratteristica.
Per zona strategica si intende quelle zona tipo una postazione all'ingresso di una piccola baia. Un corso d'acqua che entra nel lago sicuramente porta con se' del cibo e puo' essere un ottima zona, soprattutto d'inverno.
Per zona caratteristica possiamo intendere una zona, magari, che ha qualche caratteristica importante data dal suo fondale. Le carpe non sempre stazionano in certi punti ma, anzi, compiono spostamenti verso zone dove si recano per alimentarsi.
Spieghiamo meglio: una carpa staziona in una zona che puo essere per lei tranquilla e indisturbata che gli offre riparo. Questa zona e individuata come zona di stazionamento che non sempre coincide con la zona di alimentazione infatti la carpa e solita percorrere percorsi generalmente molto abitudinari: vere e proprie rotte che la condurranno a una zona in cui andra' ad alimentarsi ovvero zona di alimentazione senza ovviamente disdegnare cio' che trovera' nella sua rotta.
Analizziamo ora come capire le rotte delle carpe tramite i salti.
 
 
 
I salti delle carpe
Un salto non e' un modo scientifico e preciso per capire la rotta della carpa ma, in casi di frenesia alimentare, puo' mostrarci la via giusta, infatti: il salto e' uno stato fisico alterato della carpa dovuto ad un'eccitazione derivante dalla frenesia che il piu' delle volte e' legata al cibo. Molte volte le carpe saltano durante gli spostamenti (zona stazionamento verso zona alimentazione) e tale fenomeno e' accentuato in maniera numerica se si tratta di un branco di carpe e tramite questi salti noi riusciremo a tracciare le rotte di questi branchi. Quando il branco parte i salti sono fragorosi e numerosi andando poi verso il calare, fino ad annullarsi, quando le carpe saranno giunte sulla zona di alimentazione. Questo fenomeno accade spesso in specchi di grande massa d'acqua, specie in primavera fino all'autunno, per poi quasi annullarsi del tutto in inverno. Ma se cio' accade nella stagione fredda quel salto e' indice di zona strike e molto spesso accade di notte, nella maggioranza dei casi. (Per precisare: con la stagione fredda si ha piu' possibilita' di cattura di notte).
Ricordiamoci che non e' detto che una volta individuata la zona di alimentazione le carpe accettino comunque il nostro cibo di primo acchito infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, e' meglio effettuare una pasturazione preventiva ma questo e un discorso che verra trattato in futuro. Puo' succedere che in primavera una carpa salti anche solo per ripulirsi dai parassiti con cui e' entrata in contatto durante l'inverno a contatto con il fango. In altri casi i salti possono non verificarsi affatto, ad esempio: in una zona con forte pressione di pesca.
 
 
 
IL VENTO
Riporto la definizione di vento:
"il vento e' l'esito di moti convettivi (verticali) ed advettivi (orizzontali) di masse d'aria in atmosfera.
Esso e un fenomeno naturale che consiste nel movimento ordinato, quasi orizzontale, di masse d'aria dovuto alla differenza di pressione tra due punti dell'atmosfera.
In presenza di due punti con differente pressione atmosferica si origina una forza detta forza del gradiente di pressione o forza di gradiente che agisce premendo sulla massa d'aria per tentare di ristabilire l'equilibrio. Il flusso d'aria non corre in maniera diretta da un punto all'altro, cioe con stessa direzione della forza di gradiente, ma subisce una deviazione dovuta alla forza di Coriolis che tende a spostarlo verso destra nell'emisfero settentrionale e verso sinistra nell'emisfero meridionale. A causa di questo effetto il vento soffia parallelamente alle isobare. In questo caso si parla di vento geostrofico. Tuttavia alle basse quote (meno di 600 m) e necessario tenere anche conto dell'azione dell'attrito con la superficie terrestre, che e in grado di modificare la direzione del vento di circa 10 sul mare e 15-30 sulla terra rispetto a quella del vento geostrofico, rendendo il percorso dall'alta pressione alla bassa pressione piu diretto. La velocita del vento, o meglio la sua intensita, dipende dal gradiente barico, cioe dalla distanza delle isobare, e si misura con uno strumento chiamato anemometro e puo essere espressa in:
  • m/s
  • km/h
  • nodi
L'intensita del vento aumenta in media con la quota per via delle diminuzione dell'attrito con la superficie terrestre e la mancanza di ostacoli fisici quali vegetazione, edifici, rilievi e montagne."
 
 
 
LA ROSA DEI VENTI
 
tipologie di vento:
tramontana da nord
grecale nord-est
levante est
ponente ovest
maestrale nord ovest
scirocco sud-est
Dopo un'introduzione su cosa sia il vento e sui vari tipi di vento andiamo a vedere come esso possa influire sull'azione di pesca e sul comportamento delle nostre amiche ma, per fare cio', dobbiamo prima pensare a due cose: l'alimentazione primaria e secondaria della carpa.
 
Alimentazione primaria: molluschi,crostacei, ecc.
Alimentazione secondaria: dieta vegetale come ad esempio erbe acquatiche, alghe, semi, ecc.
 
Che cosa hanno in comune ambedue??
Hanno in comune la presenza della necessita' di presenza di sali e gas. Tra questi ultimi il piu' importante e l'ossigeno e' la maggior parte di gas disciolto in acqua e causato dal contatto tra l'elemento liquido e l'atmosfera; il vento crea, cosi facendo, una diffusione lenta superficiale ed un rimescolamento piu profondo. La spiegazione e' stata detta nel modo piu facile, tanto che non credo di essermi, assolutamente, spiegato bene..
La riva colpita dal vento e' la riva piu' ossigenata: nei primi metri l'acqua sara marroncina e questa cosa e' maggiormente accentuata quando il fondale e melmoso. In tale situazione la carpa diventa piu' sospettosa ad alimentarsi.
 
Schematizziamo ora i casi in cui il vento puo' esserci utile.
 
Vento che spira su laghi con alta profondita':
per esempio, laghi con profondita di 9-10 m.
Se tira vento forte, questo smuove una massa d'acqua fino a una profondita di 2 o 3 m. ed il pesce tendera0 ad avvicinarsi a riva in cerca di cibo.
 
Vento con bassa profondita': effetto negativo
In certi casi le carpe stanno sopravvento perche amano la tranquillita' e il caldo. Essendo animali a sangue freddo, la temperatura del loro sangue varia al variare della temperatura dell'elemento liquido e quindi, ad esempio, in autunno, con una giornata fredda di vento settentrionale, le carpe - con buona probabilita' - stazioneranno sopravvento.
Questo comunque e' un discorso molto lungo e complesso e con varie opinioni al riguardo (come, per esempio, sull'importanza dell'influenza della Luna).
Io ho cercato di semplificare alcuni concetti che potrebbero tornare utili.
 
 
TERMOCLINO
Il termoclino e' un sottile strato in una grande massa d'acqua, come per esempio l'oceano, nel quale la temperatura diminuisce, in funzione della profondita', piu' velocemente rispetto ad altri strati. Al di sopra del termoclino lo strato si dice superficiale e la temperatura dell'acqua e' maggiore.
In tutti i laghi grandi o piccoli che siano e' presente una stratificazione dell'elemento liquido con conseguenza di formazione di fasce termiche disposte a diverse profondita'. Con un termometro misuriamo la temperatura dalla superficie al fondale e vedremo che il profilo termico variera' in base alla stagione. Ad esempio, d'inverno, la temperatura dello strato superficiale e' uguale pressoche' a quella del fondo mentre d'estate il gradiente termico varia stabilizzandosi sulle alte profondita' (con il caldo le carpe e' facile insidiarle ad alta profondita' in quanto la temperatura risultera' piu' confortevole).
 
Correnti termiche
Le correnti termiche sono generate da rimescolamenti di enormi masse liquide di differente densita' e temperatura. I raggi solari scaldano la superficie e nella stagione calda, ad esempio, il pesce diventa apatico ed e' qui che ci si ricollega al discorso del vento in quanto esso ci aiuta rimescolando gli strati superficiali, creando cosi una fascia d'acqua di maggiore densita' (termoclino, per l'appunto) che funge da barriera tra i due strati: quello superficiale (meno denso ma ricco d'ossigeno) e quello sotto al termoclino (piu' freddo, denso ma con quantita' scarsa di ossigeno).
In estate dove si troveranno le carpe??
Appena sopra il termoclino (e da questo fattore puo' nascere la necessita' di andare a calare i nostri inneschi a lunghe distanze cercando questo fenomeno in profondita' elevate)
Per quanto riguarda l''inverno il fattore termoclino e' meno rilevante.
 
Con questo scritto basato su vari appunti presi e su considerazioni fatte da carpisti con indiscussa esperienza spero di avere fatto un breve quadro generale su come muoversi alla ricerca degli spot sui quali calare i nostri inneschi.
 
In futuro analizzeremo, piu' in dettaglio, il fattore strettamente legato allo spot e vari ambienti di pesca.
 
Articolo di Davide Cattabriga (agonista della sezione carpfishing del GPO Imolese Tubertini)
 
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 02/10/2012 @ 22:41:13, in ARCI PESCA, linkato 1337 volte)
CONCLUSO IL CAMPIONATO REGIONALE BOX A.R.C.I. CON LA QUARTA PROVA NELLA FIUMA
Articolo di Danielli Stefano
 
Il 2 di Ottobre 2012 si e’ conclusa con la quarta prova nel canale Fiuma Vecchia a
Poviglio di Reggio Emilia, il campionato regionale BOX A.R.C.I.
Il nostro Team in questa prova purtroppo non si e’ potuto esprimere al massimo
delle sue possibilita’ per via della defezione di uno dei componenti il Team impossibilitato a partecipare causa un infortunio sul lavoro .
Con questa defezione la nostra compagine si e’ trovata a gareggiare con solo tre
componenti ,rendendo cosi difficile poter competere adeguatamente .
Nonostante questo i nostri tre ,si sono comportati benissimo ,piazzandosi al quarto posto di settore .
Borghi Rossella,Banzi Giuliano e Danielli Stefano ,hanno dato tutto in questa prova cercando di colmare l'assenza dell'esperto Fontana Giovanni ,lasciandosi alle spalle due Squadre esperte del luogo.
Una buona condotta di gara con la roubaisienne ,seguita da una saggia pasturazione,
suggerita dagli esperti pescatori in Societa’, hanno reso possibile questa piccola impresa.
Non ci e’ ancora pervenuta la classifica finale assoluta ,che dira’ a che posto si e’ posizionato il nostro Team.
Prossima gara il 14 Ottobre nel campo gara del canale Riolo a Malalbergo per la quarta e ultima prova del Provinciale individuale con tecnica a roubaisienne.
 
 
 
 
 
 
 
 
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I. Pesca per il G.P.O.Imolese
 
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 30/09/2012 @ 20:19:46, in CURIOSITA', linkato 8527 volte)
COSTRUIRE E MODIFICARE CANNE DA SPINNING E DA CASTING
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Non sempre troviamo la canna che fa per noi o la canna che troviamo non ci soddisfa appieno.
Di norma ci sono due grossi filoni:
1)    non troviamo proprio la canna che vogliamo
2)    la canna ci soddisfa ma ha difettucci per adattarsi a noi, al nostro modo di pescare
 
il caso (1) ha poche soluzioni, solo se sappiamo benissimo che fare e conosciamo i grezzi delle camme lo possiamo “risolvere”.
E sempre per canne abbastanza “standard”, avventurarsi in canne estreme e’ quasi impossibile salvo rischiare clamorosi insuccessi.
Si risolve comprando (in genere) negli USA un grezzo e nel montarselo o farselo montare.
Peccato che spesso ormai le spedizioni dagli USA costino piu’ della meta’ del costo del materiale.
Se decidiamo di fidarci di ottimi artigiani, o meglio artisti, come da Paolo del negozio l’Hobby di Faenza, montando componentistica abbastanza standard siamo certi che avremo un attrezzo pari a uno commerciale come qualita’ con le rifiniture e i colori che desideriamo.
Per esempio si fa se si cerca una canna molto simile a una nota non piu’ in produzione o non piu’ reperibile di cui si sia certi che il grezzo sia MOLTO simile.
In passato si comprava a prezzi bassi in USA (sito Mudhole su tutti) e talvolta certe canne conveniva addirittura comprarle con questo metodo.
Nulla vieta di comprare (con tutte le difficolta’ di interpretare le misure in pollici e gli ingombri “sulla carta”) anche la componentistica per avere canne completamente custom.
Qui spesso gli accessori, ovvero il complesso placca, manico, ornamenti e soprattutto gli anelli, costano ben piu’ della canna.
Anche qui esistono kit predefiniti che tolgono molti problemi e vie del tutto originali.
Anche qui ovviamente i passanti (gli anelli) vanno scelti in base a criteri noti (per es. il Fuji concept) e possibilmente omogenei.
Le differenze tra una stessa canna anellata in modo ottimale e anellata male o solo fantasiosamente sono abissali, si va da canne meravigliose a canne poco utilizzabili anche assumendo che la canna sia montata come richiesto quindi o “in spina” o “contro spina” scegliendo la parte della canna piu’ o meno rigida in base alla costruzione del grezzo stesso.
Ovvio che montaggi fuori spina di norma siano scadenti, salvo alcuni montaggi a spirale adottati in poche canne da casting.
Io fortunatamente possiedo una canna da salmoni (gia’ usata!!e con successo) montata a regola d’arte artigianalmente con manico in legno naturale e sughero superiore.
E’ il regalo di un amico e oltre a essere bellissima lavora meglio del corrispondente prodotto commerciale.
Altro caso e’ un cannino montato sempre dallo stesso amico, da pochi dollari, che con passanti  “standard” era poco reattivo e che l’intuito del mio amico ha reso eccellente montando un set di passanti leggerissimi, monoponte in titanio (non poco costosi… ma i passanti durano piu’ della canna).
A volta anche l’alleggerimento di pochi passanti si sente, mettendo in cima i passanti ultraleggeri.
A parte questi casi, non troppo comuni, restano le “personalizzazioni” di canne commerciali.
Ovvero la canna in se ci soddisfa ma ha:
1.    manico corto
2.    manico lungo
3.    manico grosso
4.    manico nel posto per noi sbagliato
5.    canna troppo lunga/corta/morbida
 
una canna troppo morbida, accettando qualche rischio, si indurisce (non sempre in modo perfetto) accorciandola in genere dalla cima ed eventualmente ritoccando la passantatura.
Con le moderne colle epossidiche spostare un manico e’ un’impresa che forse non vale piu’ la pena di affrontare, meglio giocare su allungare o accorciare il manico.
Anche il caso di manico grosso si affronta limando ad hoc l’esistente, e non e’ troppo difficile, , se il manico e’ troppo sottile in genere c’e’ poco da fare.
Accorciare il manico
Questo intervento serve spesso se siamo molto bassi (quindi il manico standard, che va bene a molti, ci risulta troppo lungo) o se l’attrezzo che ci piace e’ dimensionato in modo eccessivo, per veri giganti.
Certe canne americane sulla pezzatura da 7 piedi hanno manici grossi e lunghissimi, per persone over due metri sono adatte, per l’italiano medio un po meno.
L’operazione qui e’ concettualmente facile, si taglia un pezzo di manico (non con una sega da fare legna, meglio con una fresa da trapano ad alta velocita’ o una sega da ferro) , si rimette incollando con l’epossidica il tappo e ci siamo.
Che difficolta’ incontrero’? Che avro’ una canna con maggior peso in testa avendo tolto peso dal fondo, col mulinello piu’ indietro e con meno spazio per l’uso a due mani, quindi una bilanciatura differente.
Magari dovro’ bilanciare la canna con un mulinello differente, visto che a voler essere raffinati non si bilancia la canna ma il complesso canna piu’ mulinello.
Mulinelli estremamente validi passano da 200 a 330-400 grammi sulla stessa taglia (2500-3000) e la differenza non e’ da ridere per il bilanciamento.
Io amo e uso mulinelli leggerissimi e questo spesso complica non poco il bilanciamento di canne lunghe.
Allungare la canna
Questo capita quando abbiamo canne col calcio corto, di norma definite da belly o da barca…
Io credo che in questi casi prima di stravolgere la canna sia da chiedersi come mai sui e’ comprato quell’attrezzo se non ci soddisfa..
Io ho allungato due o tre canne, un paio comprate d’occasione e una perche’ non acquisibile se non con quel calcio.
Infatti molte case offrono diversi calci sulla stessa canna.
Per allungare il processo e’ un po piu’ complesso, si deve sempre segare la canna, infilare un perno all’interno della canna, incollare il tutto dopo aver costruito sul perno il nuovo fondo della canna, gestire i giochi e incollare.
Di norma il perno e’ un pezzo di legno duro cartato per portarlo conico o un pezzo di canna di scarto, infilato per qualche cm.
Il calcio in aggiunta si costruisce di solito con  tappi di sughero (che raccomando di ottima qualita’) forati nel centro, incollati con colla bicomponente e infine incollati  al manico esistente.
Il tutto con calma e fissando i pezzi per avere un manico perfettamente in asse.
Ovvio che questo alleggerira’ la punta della canna e bilancera’ verso il manico.
Si puo’ fare, ma personalmente non mi piacem, anche un bilanciamento piu’ estremo in caso di allungamento o accorciamento del manico mettendoci dei pesi ad hoc ma credo che questo renda la canna meno reattiva, magari piu’ bilanciata ma meno reattiva.
Do per scontato che cambiare i passanti sia piu’ comodo e con maggior resa estetica se fatto da competenti, tanto in negozio per comprare il passante bisogna andarci.
Ultimo intervento alla portata di molti, specie se dotati di pazienza, attaccare l’anellino portaesca dove manca nella canna.
Su internet si trovano facilmente le indicazioni e magari ci si accontenta di legarlo con ottimo cotone o uno spezzone di trecciato.
La differenza rispetto ai passanti e’ che si puo’ accettare per l’anellino porta esche una legatura non perfetta e magari non usare una resina bicomponente ma attack o verificatore per parquet.
Inoltre un errore di allineamento sarebbe accettabile mentre per i passanti non lo e’.
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 29/09/2012 @ 21:21:08, in PESCA AL COLPO, linkato 1383 volte)
IL GRANDISSIMO 2012 DI GIOVANNI BOTTAZZI
Articolo di Angelo Borgatti
 
Credo che il 2012 sara’ un anno che Giovanni Bottazzi ricordera’ certamente!
Il portacolori della Boretto Po Tubertini, infatti, dopo i successi locali e lo splendido Titolo italiano individuale Disabili conquistato a Peschiera nel giugno scorso, ha recentemente attaccato alla propria bacheca personale anche il bronzo a squadre e il fantastico argento individuale vinti al Mondiale Disabili svoltosi agli inizi di agosto a Coimbra, in Portogallo, sul Rio Mondego.
Giovanni ha disputato due splendide prove, contribuendo in maniera determinante al bronzo a squadre.
E’ innegabile che, alla luce dei risultati finali, rimanga in bocca qualche traccia di amaro per l’occasione sfuggita di un risultato ancora migliore, ma l’esperienza ci insegna che, oltre alla “fame”di successi, i campioni debbono avere anche le indispensabili doti della sportivita’ e dell’accettazione del risultato conseguito sul campo, anche in virtu’ del valore degli avversari. 
Certo che dopo la prima prova, con la Nazionale azzurra seconda dietro i padroni di casa ed il nostro Giovanni Bottazzi che realizza l’assoluto con oltre 5000 punti di bogas, un pensierino di en plein ce lo avevamo proprio fatto, lo confesso!
Purtroppo la gara di domenica si e’ rivelata ulteriormente difficile per gli Azzurri ed anche le altre nazionali hanno messo a punto tutti i particolari per migliorarsi, soprattutto i tedeschi, che riescono a precederci in graduatoria generale per una sola penalita’, 23 a 24, mentre i portoghesi, logicamente, sfruttano appieno la perfetta conoscenza del fiume di casa e vincono l’oro a squadre.
A livello individuale il rammarico e’ ancora maggiore, dal momento che Bottazzi, forte dell’assoluto del sabato, deve cedere per una incollatura l’oro individuale al portoghese Marques, beniamino di casa e fortissimo nella pesca delle bogas, la nostra lasca, che qui raggiunge taglie considerevoli e che noi non peschiamo mai a livello agonistico.
Nella gara della domenica il parmense alla corte del Presidente Zanichelli, della Boretto Po Tubertini, e’ stato sorteggiato proprio al fianco di Marques e si e’ consumata una sfida al cardiopalma sul filo dell’ultima bogas. I due terminano entrambi con oltre 5000 punti, un punteggio stratosferico con questi pesci e su questo campo di gara, estremamente tecnico e difficile, che richiede notevoli doti di concentrazione e precisione di pesca e pasturazione. Purtroppo Bottazzi la domenica non e’ riuscito a ripetersi e si e’ dovuto “accontentare” del secondo di settore e della medaglia d’argento individuale, distanziato dal lusitano di sole 11 bogas e con un peso per entrambi oltre i 10.200 punti complessivi!
 
Dalle parole di Giovanni il racconto della settimana portoghese:
 “E’ stata comunque una esperienza molto bella e voglio ringraziare tutti i componenti della spedizione, dai miei compagni di squadra al C.T. Neri, ai nostri accompagnatori e a tutto lo staff federale, che non ci ha fatto mancare nulla.
Il Rio Mondego lo conoscevo gia’ per averci disputato il Mondiale qualche anno fa. Si e’ confermato un fiume difficile, con dei pesci, le bogas, che vanno pescate con grande precisione a filo fondo, esclusivamente a ver de vase, e pasturate continuamente e con grande precisione.
Sono contento del mio Mondiale, arrivare a ridosso del campione locale pescando i suoi pesci credo sia un buon risultato, quindi…”
 
Vuoi raccontarmi con quali materiali Tubertini ha conquistato le tue due medaglie mondiali?
 “Ti confermo che questa e’ stata una di quelle competizioni in cui le attrezzature sono state veramente un asso nella manica per avere un buon risultato. Iniziando dalla EVOLA 9000, la mia roubaisienne, che con la sua leggerezza e bilanciatura e’ stata una compagna perfetta in una pesca in cui prontezza, leggerezza e precisione sono determinanti.
Anche i galleggianti che ho usato, i nuovi PRO 109, hanno fatto appieno il loro dovere nella corrente del Rio Mondego, che spesso aveva degli sbalzi di intensita’ e il cui letto ricco di erbe va letto alla perfezione per pescare nei corridoi liberi.
Le mie lenze ed i miei terminali li ho realizzati con il collaudatissimo Piu’Piu’ mentre gli ami che usato sono stati quelli della Serie 18 Pink nelle misure dal 20 al 24. Voglio ringraziare lo sponsor Tubertini per l’appoggio tecnico che mi ha fornito anche in questa occasione oltre a quanto fa per la mia Societa’, la Boretto Po.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 29/09/2012 @ 21:05:56, in PESCA AL COLPO, linkato 1499 volte)
STEFANO BOCCAZZI VINCE IL GARONE NELLA FIUMA
Articolo di Angelo Borgatti
 
Il reggiano Stefano Boccazzi, della Boretto Po Tubertini, ha iscritto il proprio nome nell’albo d’oro di questa bella manifestazione ferragostana organizzata dalla medesima societa’ della bassa reggiana.
Il Sodalizio del Presidente Andrea Zanichelli, sempre attivissimo ed uno degli artefici, assieme al mitico “Carpein”, degli importanti lavori di recupero della Fiuma, ha messo in campo anche quest’anno una perfetta organizzazione per questa gara di due giornate che richiama sulle sponde del canale reggiano tanti bei nomi dell’agonismo nazionale come Ferruccio Gabba, Simone Carraro, Gianluigi Sorti, il C.T. della Nazionale Rudy Frigieri ed ancora Marco Manni, Maurizio Fedeli, Bruni ecc.
La concomitanza poi con la prossima gara dell’Eccellenza Nord ha ulteriormente caricato di significati agonistici l’evento andato in scena il 18/19 agosto, richiamando sulle sponde della Fiuma Mandria vecchia anche un discreto pubblico di appassionati che hanno cercato di carpire qualche segreto ai tanti campioni presenti.
La Fiuma si e’ dimostrata assai generosa con chi l’ha saputa interpretare in maniera adeguata, infatti la totalita’ dei settori sono stati vinti nei due giorni di gare sempre con oltre 8.000 punti!
Tra tanti assi dell’agonismo nazionale, e’ stato uno dei beniamini di casa, Stefano Boccazzi appunto, ad avere il sopravvento sui 62 presenti con 2 penalita’ totali ed oltre 17.000 punti; in questo modo si e’ aggiudicato il prestigioso premio di 1.000 euro messo in palio per l’assoluto del “Garone 2012”, precedendo nell’ordine D’Antona, Ferruccio Gabba, Tonelli, Bertuletti, Carraro, Ruozzi, tutti con 3 penalita’, Bonaveri, Polesi e Govi con 4.
 
E’ lo stesso Andrea Zanichelli a raccontarmi delle variabili tecniche da impiegare in Fiuma in questo periodo, con acque molto veloci a causa del pompaggio dal Po per motivi irrigui:
 “Sostanzialmente si possono utilizzare vele o piastre fino a 20/25 grammi per pescare fermi o molto rallentati sulla pasturazione di inizio gara, oppure galleggianti normali da 3/6 grammi per pescare a passare, magari con un appoggio molto generoso sul fondo.
Le linee di pesca possono essere a 4/5 pezzi di canna oppure a 13 metri, alternando le due opzioni durante la gara.
Come fondo iniziale siamo soliti lanciare una decina di palle di Super Crack di Van den Eynde addizionata di una uguale misura di terra di fondo nera Black Heart Heavy. La pasturazione di mantenimento consiste in una palla scodellata regolarmente ogni 15/20 minuti sul luogo di pesca. E’ buona norma mantenere alimentato le due linee di pesca per alternarle tra di loro, dal momento che spesso le mangiate non hanno continuita’ per tutta la durata della gara.
Noi della Boretto Po Tubertini qui impieghiamo molto il Frisbi, una piastra di Tubertini che ci consente di stare sia ben fermi sulla pastura che di pescare in movimento, a seconda del comportamento dei pesci. Le nostre lenze le creiamo con il Piu’Piu’ dello 0.148 per la madre lenza mentre i finali sono dello 0.108 e 0.117 per legare ami n°18 e 16 della serie 18.
Essendo della zona la Fiuma e’ un po’ il nostro canale, che frequentiamo assiduamente e quindi abbiamo dimestichezza sul come far lavorare lenza ed innesco in relazione alla velocita’ dell’acqua ed al comportamento dei pesci. Comunque pescare in Fiuma e’ sempre molto bello ed affascinante per tutti, dal momento che non si e’ mai totalmente tagliati fuori dalla gara e le alternative possono essere diverse a seconda della stagione e del movimento dell’acqua. Per questo invitiamo chinque nnon vi abbia mai pescato a venirci a trovare durante una delle tantissime gare anche infrasettimanali che organizziamo qui e sono sicuro che si innamorera’ della Fiuma Mandria, vecchia o nuova che sia.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 29/09/2012 @ 20:48:42, in PESCA AL COLPO, linkato 2639 volte)
SUL TEVERE AD UMBERTIDE INTERNATIONAL 2012 A FRANCESCO VASELLI
Articolo di Angelo Borgatti
 
36 anni, sposato, 2 figli, impiegato: questo l’identikit di Francesco Vaselli, neo vincitore dell’International Fishing 2012 disputatosi, come da copione, sul Tevere, ad Umbertide, con la solita precisa regia di Sandro Zucchini.
Francesco è un agonista in forza alla Vasca Azzurra Tubertini di Pisa e disputa il Trofeo A3 Colpo.
E’ alla sua prima partecipazione all’International ma non è nuovo a gareggiare ad Umbertide in manifestazioni così prestigiose, dal momento che già nel 2011 era giunto terzo assoluto alla MatchFishing Cup.
In questa occasione le sue due prove sono state disputate rispettivamente il sabato a Carpina bassa, sopra la scogliera, mentre domenica è stato sorteggiato alle Schioppe.
Nella gara di sabato la sua attenzione si è rivolta prevalentemente ai cavedani, insidiati dapprima a 6 pezzi poi a 11.50, a galla.
E’ lo stesso Francesco che mi descrive la sua azione di pesca ai sospettosi cavedani umbri: “La mia partenza è stata a sei pezzi di canna dove ho trovato subito qualche pesce; a questa distanza, però, nono sono durati molto e quindi mi sono allungato ad 11.50, distanza alla quale ho terminato la gara catturando prevalentemente cavedani ed un paio di carpette mantenendo i pesci a galla con frequenti fiondatine di bigattini e pescando con un orsetto appena appuntato su di un amo del 24 della serie 247 di Tubertini legato su dei finali da 25 cm. dello 0.074 del Fluiorine. Vinco il sabato con 8.060.”
  
E la seconda prova? Alle Schioppe si fanno pesi importanti…
 “Sono stato anche fortunato avendo avuto in sorteggio il primo picchetto del campo gara. Ho iniziato pescando a 13 m. a mezz’acqua, con la profondità che avevo sondato alla distanza del 5° pezzo. Ho pasturato solamente con del Tortue di mais fine Tubertini, non troppo bagnato per poterlo lanciare bene, ma che comunque facesse una bella macchia a mezz’acqua, addizionato di canapa e mais. La mia lenza era un 4x12 montato su di una madre lenza Hercules Tubertini dello 0.16 diretto, che portava legato un 12 della serie 21 da usare impiegando il mais. La stessa pasturazione l’ho fatta sul 5° pezzo, alternativa da usare nella seconda parte della gara. Come pasturazione di mantenimento solo mais fiondato con regolarità. I pesci sono entrati quasi subito a 13 metri. Dopo un ‘ora sono venuto sulla corta distanza ed ho trovato delle belle carpe; la prima era sui 4 kg. circa e mi ha fatto veramente sudare per metterla in nassa. Fortunatamente le punte che avevo predisposto per pescare a quella distanza, corredate da un elastico cavo Hunter da 2.6 mm. hanno fatto appieno il loro dovere ed alla fine vinco il settore con oltre 29 chili di carpe, carassi e cavedani. Questo peso mi ha consentito di terminare primo assoluto con oltre 37 chili complessivi nei due giorni.”
 
Complimenti allora Francesco, per un risultato così prestigioso che ti iscrive nell’albo d’oro dell’International. Vuoi ringraziare qualcuno per l’occasione?
 “Innanzitutto la mia famiglia e poi la Vasca Azzurra Tubertini, la Società nella quale milito da oltre 20 anni. Anche allo sponsor Tubertini è giusto dare il dovuto ringraziamento per l’aiuto che da alla Vasca Azzurra e, di conseguenza, a noi agonisti.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 25/09/2012 @ 17:02:59, in PESCA AL COLPO, linkato 2120 volte)
STEFANO E GIULIANO: BRAVI!       
TERZA PROVA REGIONALE EST CANALE FIUMA 23 SETTEMBRE 2012
Articolo di Angelo Borgatti
 
Ieri 23 settembre 2012 siamo stati in Fiuma per la terza prova del Regionale Est.
Due squadre a rappresentare il “nostro” GPO Tubertini in questo bel campionato ancora a misura d’uomo.
Ieri, tra le altre, sono successe almeno due belle cose, che credo sia giusto portare alla conoscenza di tutti: l’esordio in questo campionato di Giuliano Marinella che, chiamato a sostituire un titolare della squadra B assente per infortunio, ha risposto alla grande con un sonante 2° di settore in un campo di gara nient’affatto facile da interpretare, con pesci sospettosi e difficili, e la sonante vittoria di Stefano Sapia, noto spacciatore romagnolo di pesce surgelato ed appassionante appassionato di agonismo! (Sito S.I.C.A. http://www.sica-cesenatico.it/chisiamo.html )
Supportato da una sponda d’eccezione come Marco “Ronca” Roncassaglia, che lo ha preso per mano il sabato con la pesca all’inglese e per …i fondelli la domenica, per non farlo distrarre troppo, Stefano ha centrato un primo bello e chiaro, pur gareggiando in posto non certo favorevole come il picchetto 5 del settore terminale.
Roubaisienne prima e pesca all’inglese interpretate perfettamente hanno portato Stefano alla sua prima vittoria in un campionato ufficiale FIPSAS.
Ad entrambi un grande e sentito GRAZIE, da tutti noi!
 
Stefano Sapia Giuliano Marinella
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
 

Benvenuto 
Ci sono 700 Utenti collegati


Form Object


< maggio 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
   
             

RICORDATI DI CONDIVIDERE QUESTA PAGINA CON I TUOI MIGLIORI AMICI SU:



Titolo
ARCI PESCA (31)
ATTIVITA' SOCIALI E RICREATIVE (7)
CAMPIONATI MONDIALI (7)
CARPFISHING (29)
CURIOSITA' (20)
DOCUMENTI (9)
EVENTI (24)
FIUMI ITALIANI (2)
GARE AD INVITO (20)
ITINERARI (19)
LEDGERING FEEDER (6)
NEWS G.P.O. (9)
PASTURE e ATTREZZATURA (10)
PERSONAGGI (2)
PESCA A MOSCA (1)
PESCA AL COLPO (73)
PESCA IN FIUME (5)
PESCA IN MARE (6)
REGOLAMENTI (1)
SCRIVONO DI NOI (16)
SPECIE ITTICHE (30)
SPINNING (60)
TECNICHE (5)
TEMATICHE AMBIENTALI (25)
TROTA IN LAGO (12)

Catalogati per mese:
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019

Gli articoli piu' cliccati

Titolo

VIDEO GPO CHANNEL IN PRIMO PIANO


 


Titolo
VI PIACCIONO I NOSTRI ARTICOLI?

 NON POSSO STARNE SENZA!
 MOLTISSIMO
 MOLTO
 ABBASTANZA
 COSI' COSI'
 NON MI ESPRIMO
 POCO
 POCHISSIMO
 LI ODIO!





26/05/2019 @ 14:35:39
script eseguito in 146 ms


Ambiente e natura



 

Segnalato da
Web Directory Gratuita

Segnalato da:
www.aggiungisito.it

Googlerank, pagerank di Google

Segnalato su: Aristotele, motore di ricerca Italiano

Click Web

METEO DA 3BMETEO.COM