GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Mauro Maccagnani con un bel luccio catturato in Canada... di Admin G.P.O.
 
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IL G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
è l'unica società di pesca italiana sponsorizzata
dal noto marchio di pasture belga
Marcel Van den Eynde, fondato dal
3 volte campione del mondo di pesca al colpo
Marcel Van den Eynde


G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di angelo b. (del 17/04/2010 @ 00:59:56, in PESCA AL COLPO, linkato 1744 volte)
IL GPO IMOLESE TUBERTINI SI RIPETE!
articolo di Angelo Borgatti
Il 17 aprile 2010, ad opera della Lenza Romagnola Tubertini, si è svolta la 6^ edizione del Trofeo AIL, gara ideata dalla Società di Alfonsine in collaborazione con la Federcaccia ravennate con il nobile intento di raccogliere fondi da donare alla Associazione Italiana per lo studio delle Leucemie (AIL).
Questa manifestazione, da sempre, si svolge nel campo gara del Circondariale sud est ad Anita (Fe) ed anche in questa edizione 2010 le acque ferraresi hanno visto schierati quasi un centinaio di agonisti emiliano romagnoli a confrontarsi.
Pessime le condizioni meteo di questa primavera che sembra essersi dimenticata del nostro Paese, con acqua e vento a flagellare i temerari accorsi sulle sponde del canale ferrarese.
Vista la prossima concomitanza con la prima prova del Regionale Emilia Est proprio su questo campo gara e gli intenti benefici della manifestazione, i volonterosi organizzatori della Lenza Romagnola Tubertini si aspettavano un adesione anche maggiore di quella registrata, ma probabilmente il meteo e l’irregolarità del campo di gara, oltre alla concomitanza con la prima prova dell’A2 che vedeva impegnati molti agonisti della zona, non hanno invogliato ad una più massiccia presenza.
Il campo gara, che sembra ricominciare a regalare qualche cattura dopo le debacle degli ultimi anni, ha mostrato comunque tutti i suoi limiti, alternando zone estremamente pescose ad altre pressoché deserte o quasi. Prova evidente la grande forbice dei pesi registrati tra i vincitori di settore e all’interno dei settori stessi.
Essendo a tecnica libera, la quasi totalità dei presenti ha impostato la gara con la tecnica all’inglese, a varie distanze dalla riva opposta a seconda delle convinzioni personali, per insidiare le breme, i carassi e le carpe, quest’ultimi presenti anche con esemplari XXL.
Purtroppo le acque del canale hanno risentito anche di una forma di inquinamento verificatosi durante la settimana, probabilmente dovuta agli scarichi di qualche allevamento della zona, e la pescosità, gia irregolare, ha subito un ulteriore diminuzione; se a tutto questo si aggiunge la poca abitudine del pesce ad una certa pressione di pesca ed il periodo di frega, ecco spiegare perché il pesce risulta piuttosto ammassato in talune posizioni a discapito di altre.
Venendo al titolo di questa cronaca, il GPO Imolese Tubertini ripete il successo dello scorso anno vincendo anche l’edizione 2010 del Trofeo AIL con la formazione B (Guadagnini Marco, Tarozzi Maurizio, Landi Enrico e Borgatti Angelo) che con 13 penalità totali batte sul filo di lana la Canne Estensi Milo di Ferrara di capitan Crovetti (anche oggi un bel primo!) per il maggior peso totale dopo aver pareggiato anche le penalità individuali; ottimi terzi i Cannisti Bianco Azzurri Maver (Fe) con 15 penalità totali.
Individualmente la gara è stata conquistata da Alessandro Bernardi dei Cannisti Castelmaggiore Hydra di Bologna, che ha fatto fermare l’ago della bilancia a 10.500 grammi, frutto della cattura di alcune carpe, breme e grossi carassi. Per Alessandro indubbiamente una bella giornata di pesca, nonostante la tanta pioggia caduta. Per lui, oltre al canonico prosciutto che questa manifestazione riserva a tutti i vincitori di settore, anche un bel trofeo in ceramica artistica da apporre con soddisfazione nella bacheca personale.
Hanno completato il podio individuale di giornata Marino Carata della ASD Sasso Marconi Maver di Bologna, secondo con 9.620 punti e Drudi Maurizio della Fenice Amo d’Oro Perla Verde Hydra di Rimini, che ha totalizzato 7.940 grammi.
Come al solito molto caloroso il dopo gara, che prevede il pranzo degli agonisti presso i locali dell’organizzazione: vino, pasta, carne alla griglia, dolci e caffè compresi nella modesta quota d’iscrizione rendono sempre molto bella questa manifestazione, grazie al determinante contributo dei tanti volontari che consente lo svolgimento di questa bella iniziativa.
A Maurizio Randi, alla Lenza Romagnola e agli amici alfonsinesi il doveroso grazie di tutti i presenti.
6° TROFEO AIL

CLASSIFICA FINALE PER SOCIETA’
(prime dieci)

1 ASD GPO Imolese Tubertini B 13
2 Canne Estensi Milo A 13
3 Cannisti Bianco Azzurri Maver A 15
4 APS Le Aquile Colmic A 15
5 ASD Sasso Marconi Maver A 18
6 SPS Bagnacavallese Colmic B 19
7 Canne Estensi Milo B 20
8 Team Bazza Faps A 21
9 Team Bazza Faps B 21
10 Lenza Romagnola Tubertini A 21

CLASSIFICA FINALE INDIVIDUALE
(primi venti)

1 Bernardi Alessandro Cannisti Castelmaggiore Hydra 1 10500
2 Carata Marino Sasso Marconi Maver 1 9620
3 Drudi Maurizio La Fenice Amo d’Oro Perla Verde Hydra 1 7940
4 Crovetti Claudio Canne Estensi Milo 1 7800
5 Vanicelli Massimo Bagnacavallese Colmic 1 6400
6 Simoncelli Mirco La Fenice Amo d’Oro Perla Verde Hydra 1 5700
7 Brunetti Maurizio Cannisti Bianco Azzurri Maver 1 5060
8 Gruppioni Palmiro Team Bazza Faps 1 4220
9 Negri William Canne Estensi Milo 1 3440
10 Borgatti Angelo GPO Imolese Tubertini 1 3300
11 Grandoni Oscar Cannisti Dogana 2 7500
12 Guadagnini Marco GPO Imolese Tubertini 2 7400
13 Maini Roberto Cannisti Bianco Azzurri Maver 2 7100
14 Dian Elefanti Massimo Team Bazza Faps 2 5860
15 Quadri Marco Belluria Rimini Miramare Hydra 2 5460
16 Franciosi Stefano Canne Estensi Milo 2 5180
17 Bologna Ercole Amo Santarcangiolese Maver 2 3880
18 Rossetti Iuri Bagnacavallese Colmic 2 2140
19 Rocchi Ernesto Le Aquile Colmic 2,5 760
20 Bosco Eusebio Canne Estensi Milo 2,5 760

Articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo
Di sipadan (del 02/04/2010 @ 15:03:29, in SPINNING, linkato 2086 volte)
PERCHE' PESCO A SPINNING?
articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
Dopo parecchi anni di pesca al colpo (circa 30) e una decina di anni in cui ho fatto gare a livello societario sono passato quasi esclusivamente a pescare a spinning.
Non per questo se c’è la buona occasione di una gara a rouby tra amici non la faccio, specie se c’è incluso un pranzo conviviale con grigliata, o una bella uscita in un nokill magari a cavedanoni e barbi con i bigatti senza alzarsi prima dell’alba.
Il movente non è tra quelli ovvi
·        non ci si sporca con bigatti e pasture
·        si è sempre pronti con poche esche, senza bisogno di frigo e altro
·        anche un’ora è buona, non serve preparare nulla o fare “traslochi” col panchetto
·        devo dimagrire……
il vero movente è che lo spinning è la cosa più vicina alla caccia che esista per me e visto che io amo i pesci senza essere troppo schizzinoso trovo sempre qualcosa a portata di canna
 
in primavera si muovono i cavedani, grandi e piccoli, anche praticamente a Bologna
poi da quest’anno ai sapaba abbondano i bass, che ci sarebbero ancora se ormai tutte le cave di privati non fossero off limits per la maleducazione di pochi
nei laghi si attiva pure qualche luccio
e in montagna , camminando, si raggiungono le vere trote
 
in estate le trote sono ancora attive, i lucci pure e così i bass, più girando un po si trovano pure i persici, sempre che i livelli idrici siano decenti
 
in autunno si va a calare col freddo, ma si cresce in genere con la taglia
 
in inverno, fino alla chiusura si cerca il luccio della vita……
 
e il tutto in meno di 100 km da Bologna, più spesso a 50 o meno, ovvero in mezz’ora – un’ora di auto
e si vive una natura che regala molte cose, dai paesaggi degli appennini, agli animali che si incontrano numerosi sui torrenti, alle albe o ai tramonti su fiumi e laghi, con paesaggi che in tanti non hanno visto seppure vicinissimi alla città
 
il tutto, spesso ma non sempre, con un gilet con 500 grammi di esche, stivali, cappello, occhiali polarizzati e basta
o alla peggio con una borsa a tracolla con un pò di gomma…..
 
poi non nego che spesso muoviamo una barchetta un pò carica in cerca di lucci, movimentando quei 20-30 kg di esche a testa… spesso per nulla
 
la decisione di andare a pesca spesso è rapida, magari fa caldo e si punta la montagna per insidiare le trote
io rimetto in acqua il 99,99% del pescato, ovvio che se una trota mi muore la mangio
a volte si cammina per un’ora o due, a volte si pescano 6 ore e se ne camminano 3 o 4 per rientrare alla macchina
qui vale la resistenza, il colpo d’occhio e il lancio, la trota non è un avversario intelligentissimo, ma tanto timido e altrettanto bello.
E occorre muoversi con tanta cautela, senza battere e senza spostare sassi.
La si ama alla follia o la si odia come pesca.
Opportunamente quest’anno in acque “D” è tutelata con l’obbligo di ancorine senza ardiglione.
 
Magari invece si puntano i bass, che forse non sono intelligenti ma sono molto furbi. A momenti di follia in cui mangiano “tutto” comprese cose incredibili come esche alternano giornate di apatia ( o di presunta apatia ) in cui conta essere si silenziosi, magari approcciarli dall’acqua col belly, ma anche indovinare cosa vogliono e come la vogliono per abboccare.
E qui conta l’esca, la dimensione, il colore, lo scent o odore, la presentazione (a volte è assurdo ma paga far cadere l’esca in modo rumoroso..), la velocità di recupero.. il genio insomma
Però una cosa è certa, i bravi pescatori ne prendono molto spesso più dei principianti
 
Se si punta al luccio si va col “cappotto” incombente.
I lucci ormai sono pochi e poco tutelati , andrebbero difesi molto meglio e dobbiamo iniziare noi rimettendoli in acqua indipendentemente dalle normative.
Il luccio arriva ad essere un avversario potente, se grande mangia non sempre e molto selettivamente, e solo su esche presentate a regola d’arte.
Dalla riva è molto più difficile che dalla barca e chi pesca il luccio sa che molte uscite saranno a vuoto, certo che quando si attacca “la bestia” è il massimo dello spinning in Italia per me.
 
E in tanti ignorano una risorsa comune ma che mette a nudo i limiti tecnici di chi pesca, il tanto ignorato cavedano.
Avversario anche di grande taglia è indiscutibilmente furbo , ci vive vicino ed è un pesce che andrebbe rivalutato, io personalmente lo amo e credo che sia un test importante per vedere se si pesca “bene”
Io infatti vengo costantemente “bastonato” anche nei nostri fiumi dai bravi pescatori che lo pescano tutto l’anno, quindi un motivo per cui mangia o meno c’è quasi sempre.
E il cavedano mangia talvolta col ghiaccio…..
Ovvio che si va da decine di cavedani sull’etto…. Fino al pezzo isolato da 70 cm, bel oltre i 2,5 kg….
 
Se qualcuno si appassiona… non è un problema fare un’uscita in compagnia col bel tempo.
Tra le foto allegate assicuro non ci siano foto fatte a più di 100 km di distanza.. l’Irlanda o l’Alaska o il Canada sono altre discussioni.
 
articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
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Alla 2° edizione del Trofeo Van Den Eynde, ben organizzato dalle società GPO Imolese (unica società di pesca italiana ad essere sponsorizzata da Marcel Van Den Eynde), PS. Dario e Pesca Sport Ferrara, hanno partecipato ben oltre 500 concorrenti distribuiti sui due campi gara di Medelana e Ostellato.

Non c'è stata la possibilità di ospitare tutti coloro che avrebbero voluto partecipare per incapienza dei campi di gara ma nonostante questo è un bel segnale che fa ben sperare per il futuro dell'agonismo italiano.

Un grande evento il Trofeo Van Den Eynde, giovane di età, ma già divenuto una gara classica di inizio stagione; un buon test in vista dell'avvio del campionato di società Eccellenza Nord che partirà proprio domenica prossima sugli stessi campi gara ferraresi.

A questa competizione hanno partecipato quindi tutti i migliori agonisti del centro nord Italia compreso coloro che dovranno pescare nei vari campionati di serie A.

La prima edizione del 2009 aveva visto lo strapotere dei ragazzi dell'Oltrarno Colmic i quali, se vi ricordate, sbrigarono la pratica con 4 penalità e ricevendo da tutti l'appellativo di marziani.

Ma forse una botta di fortuna può accadere a tutti, dissero i più maliziosi, ma questi campioni hanno avuto poi modo di dimostrare durante l'anno che con le breme ci parlano visto il dominio assoluto che da un pò di tempo esercitano in ogni campo di gara dove c'è da pescare questo pesce argentato.

Po di Volano, Circondariale, Fissero Tartaro.....insomma per i ragazzi dell'Oltrarno non ci sono più segreti, questi sono la corazzata da battere e anche nel 2010 non sarà facile per i diretti antagonisti, i rivali storici, contendere lo scalino più alto del podio.

Lenza Emiliana, Team Ravanelli, Longobardi e qualche outsider che sicuramente emergerà durante il campionato sono sulla carta gli antagonisti più accreditati dell'Oltrarno Colmic e anzi da adesso in poi tutti gli osservatori speciali o gli 007 delle varie squadre cercheranno di carpire qualche segreto affinchè la legge del più forte possa essere equamente distribuita.

State attenti qui ci troviamo di fronte ad un gruppo che pesca bene, in armonia, che regala uomini di valore alla nostra nazionale, e che nelle gare che contano vince e convince.

Quattro penalità per vincere una gara è un punteggio raro che pochissime volte si è verificato a certi livelli ma invece, da un pò di tempo, con l'Oltrarno e da quando sono entrate in circolazione le breme si sta verificando sempre più spesso.

E allora onore al merito e viva l'Oltrarno Colmic e che questa forza possa portare grandi successi anche in campo internazionale a partire da giugno con i mondiali per club in Polonia e poi quello per nazioni in Spagna.

Allora vediamoli da vicino questi marziani della lenza: Il neo CT della nazionale azzurra, Rodolfo Frigeri, ha pescato ad Ostellato ed ha vinto il suo settore con kg. 16,110 distaccando Ferruccio Gabba di un solo chilo. Vince anche Stefano Premoli battendo proprio il campione italiano in carica Stefano Defendi con kg. 8,890; Andrea Fini vince il suo settore con kg. 11,220 e Jacopo Falsini che vince il suo settore con kg. 8,440 battendo un sempre agguerrito Daniele Barbieri del team Sarfix secondo con kg. 6,170.

Grandi e fantastici una vittoria ancora una volta targata Oltrarno e complimenti anche alle altre squadre che sono salite sul podio 2° l'SPS Traghetto Hydra con 7 penalità e 3° il Team Ravanelli Trabucco con 9 penalità

 
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Di Admin G.P.O. (del 28/02/2010 @ 23:50:25, in ATTIVITA' SOCIALI E RICREATIVE, linkato 2893 volte)

PRANZO SOCIALE 2010 G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
 
Primo pranzo sociale della neonata società di pesca bolognese G.P.O.Imolese Tubertini svoltosi il 28 febbraio 2010 presso l’ampio e raffinato ristorante Molino Rosso di Imola. http://www.molinorosso.net/
Nella foto: l'entrata del ristorante Molino Rosso di Imola
Nella foto: una delle sale da pranzo del ristorante Imolese Molino Rosso
 
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Di angelo b. (del 21/02/2010 @ 09:47:28, in PESCA AL COLPO, linkato 1332 volte)
BOLOGNA: LA WINTER CUP 2010 ESORDISCE COL BOTTO
Articolo di Angelo Borgatti
 
La prima edizione della Winter Cup ha visto il suo svolgimento il 21 febbraio 2010, nel lago del Centro Sport Aria Aperta di Bentivoglio (Bo) in una splendida giornata di sole.
Questa manifestazione, organizzata dal GPO/Imolese Tubertini in collaborazione con l’Agenzia di San Lazzaro di Savena (Bo) della Fondiaria Sai Assicurazioni, è stata pensata per far sfidare tra loro squadre di nove concorrenti (4coppie ed un singolo), in rappresentanza di negozi del nostro settore.
All’iniziativa hanno risposto 11 formazioni in rappresentanza di importanti negozi della provincia di Bologna e della Romagna, mentre almeno altre 5/6 formazioni si sono viste respingere la richiesta di iscrizione per esaurimento dei posti disponibili nel lago. Tra i presenti nomi di spicco dell’agonismo locale, come i componenti del Club Azzurro Seniores Gino Bacci, Loris Macchiavelli, Moreno Ravaglia, Lorenzo De Maria, il Nazionale Master Luciano Bazza oltre a vari agonisti dell’Eccellenza Nord e dell’A2.
Il grande successo di adesioni è probabilmente da ricercare tra vari fattori, tra cui: l’originalità della formula, che prevede lo scontro “testa a testa” tra due coppie adiacenti, la possibilità di pescare nel bello e pescoso impianto di Bentivoglio, la ricca premiazione, la curiosità di partecipare a quella che, probabilmente, è l’unica gara esistente con il Jackpot.
Grande adesione di partecipazione, si diceva, con 99 concorrenti schierati sulle 102 piazzole del lago e splendido colpo d’occhio con tutte le roubaisienne dispiegate alla massima lunghezza consentita a cercare le carpe, i carassi ed i clarius che popolano numerosi il lago; e le catture non si sono certo fatte attendere, visto che già pochi secondi dopo il fischio di inizio gara i primi elastici hanno iniziato ad uscire dalle cime sotto l’azione della prime catture!
Nonostante il periodo invernale ed un forte e violento nubifragio abbattutosi sulla zona nel pomeriggio e nella serata precedente, i pesci del C.S.A.A. hanno risposto egregiamente ed hanno consentito uno svolgimento regolare della gara, mentre la particolare formula dello scontro diretto in uno spazio assai ristretto (praticamente erano tutti mini settori da due coppie) ha contribuito ha rendere più omogeneo il campo di gara.
In alcuni casi si sono registrati pesi già dal sapore primaverile, come nel caso delle coppie Bonura/Bonura, della squadra Blu di Bazza Pesca, che ha realizzato l’assoluto di giornata con 44.200 punti e Degli Esposti/Foscardi, de L’Hobby 1, che hanno fatto fermare l’ago della bilancia a 34.000.
Tra gli individuali Favalini de L’Hobby 3 ha vinto il proprio settore con quasi 11 chilogrammi mentre l’altro raggruppamento di singoli è stato regolato da Landi di Pro Fish con poco meno di 6 chili. A tutti costoro premi aggiuntivi offerti dallo sponsor sotto forma di bottiglie di vini pregiati.
Successo finale per la formazione 3 de L’Hobby di Faenza che vince tutte le cinque sfide previste dalla manifestazione (4 di coppia e il singolo), totalizzando il massimo delle penalità previste (12); in virtù di questo risultato pieno, i nove componenti della formazione si sono aggiudicati, oltre al premio previsto per la squadra vincitrice, anche il jackpot supplementare. Al negozio vincitore, presente con uno dei due titolari Savini Paolo, è andato l’artistico trofeo in vetro soffiato simbolo della manifestazione, che verrà detenuto dai vincitori per tutto l’anno e rimesso in palio per la prossima edizione, oltre ad un buono sconto del 50% sulla quota d’iscrizione del prossimo anno. Visto il successo di adesioni, l’organizzazione sta valutando l’ipotesi di articolare l’edizione 2010/2011 in due semifinali preventive ed una finale tra le migliori classificate.
Al termine premiazioni di rito e ringraziamenti allo sponsor della gara, che per l’occasione ha distribuito a tutti i presenti gadget vari ed offerto a tutti gli iscritti la possibilità di condizioni di favore per l’acquisto dei propri prodotti.
 
Angelo Borgatti
 
CLASSIFICA FINALE
 
1          L’HOBBY 3 Faenza (1.5 – 1.5 – 1.5 – 1.5 – 6)       12        JACKPOT
2          PRO FISH      Imola   (1.5 – 1.5 – 1.5 – 0 – 6)          10,5
3          BAZZA rossa Bologna          (0 – 1.5 – 1.5 – 0 – 5) 8
4          L’HOBBY 1 Faenza (1.5 – 0 – 0 – 1.5 – 4) 7
5          LUPPI pesca sport     Bologna          (0 – 1.5 – 1.5 – 1.5 – 2)          6,5
6          CICCIO gialli S. Lazzaro       (1.5 – 0 – 0 – 0 – 5)    6,5
7          IANNELLI    Medicina         (0 – 0 – 0 – 1.5 – 4)    5,5
8          L’HOBBY 2 Faenza (0 – 1.5 – 0 – 1.5 – 2) 5
9          PIRANHA     S. Giovanni in P.        (0 – 0 – 1.5 – 0 – 3)    4,5
10        BAZZA blu    Bologna          (1.5 – 0 – 1.5 – 0 – 1) 4
11        CICCIO verdi            S. Lazzaro (0 – 0 – 0 – 1.5 – 1)         2,5
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 29/01/2010 @ 15:20:57, in CURIOSITA', linkato 1289 volte)

DIRETTIVO 2010 GPO-IMOLESE

Presidente Rizzatti Fabrizio 
Presidente Onorario Rinaldi Angelo 
Segretario Foscardi Luca 
Cassiere Stagni Giuseppe 
Responsabile Attività Istituzionali Degli Esposti Stefano 
Responsabili Pesca al Colpo Landi Enrico – Favalini Riccardo 
Responsabile Pesca in Fiume Dal Pozzo Antonio 
Responsabile Pesca in Mare Spuri Zampetti Lino 
Responsabile ARCI Pesca Danielli Stefano 
Responsabile CarpFishing Finocchi Mirco 
Responsabile Trota Lago Saati Franco – Degli Esposti Stefano 
Responsabile Spinning e Tematiche Ambientali Maccagnani Mauro 
Responsabile Comunicazione e sito Internet Stagni Giuseppe 

 
Titolo
Di angelo b. (del 29/01/2010 @ 13:29:39, in EVENTI, linkato 2226 volte)

NASCE LA POLISPORTIVA DELLA PESCA
(29/01/2010 presentazione al Circolo Benassi di Bologna della nuova società di pesca sportiva G.P.O. Imolese Tubertini) 
Articolo di Angelo Borgatti
 
 
“Il raggiungimento degli obiettivi sportivi, unitamente ad una attenta salvaguardia e valorizzazione della natura e dell’ambiente in generale, dovrà sempre guidare l’attività e le scelte di coloro che saranno, di volta in volta, chiamati a dirigere l’Associazione”: questo il principio fondante della nuova realtà della pesca sportiva bolognese che ha visto il suo battesimo ufficiale il 29 gennaio 2010.
 
 
Il 29 gennaio scorso è stata una data molto importante per i numerosissimi Soci di due sodalizi “storici” dell’agonismo Colpo italiano: in questa data, infatti, presso una sala del Circolo “Benassi” di Bologna, si è ufficializzata l’incorporazione della SPS Imolese da parte del Gruppo Pesca Ortofrutticolo 2000, che in questo modo hanno dato luogo ad un sodalizio che numericamente ed agonisticamente si colloca tra le più importanti realtà del Paese.
Riuniti sotto l’egida degli sponsor Tubertini e Van den Eynde, le due storiche compagini della provincia felsinea possono vantare un glorioso passato di svariati decenni di militanza nell’agone della Pesca Sportiva italiana e, da ora, un potenziale roseo futuro.
Il GPO/Imolese che vede la luce in quest'inizio del 2010 si caratterizza per almeno un paio di motivi salienti: da un lato rappresenta un potenziale agonistico molto forte nelle specialità classiche delle Acque Interne, dall’altro annovererà al proprio interno specialità assai diverse tra loro come il Carp Fishing, lo Spinning e la Pesca in Mare, tecniche che credo non abbiano mai coabitato tutte assieme sotto gli stessi colori, e per questo si può a ragione caratterizzare come una vera e propria “multispecialità”.
Nel dettaglio il GPO/Imolese presenterà nella stagione agonistica alle porte 11/12 formazioni impegnate in tutte le serie della Pesca al Colpo e precisamente: 2 squadre che disputeranno il Trofeo d’Eccellenza Nord, quattro formazioni impegnate in A/2, tre nel Trofeo di serie B Emilia Romagna oltre al Campionato Promozionale di Bologna; oltre alla Pesca al Colpo la compagine del Presidente Rizzatti vedrà suoi agonisti impegnati anche nella Trota Lago e nella Pesca in Fiume. Sono al vaglio della Società le possibilità di aderire già da quest’anno alle manifestazioni agonistiche federali nelle specialità del Carp Fishing e dello Spinnig, mentre anche una rappresentanza di praticanti le iniziative dell’ARCI Pesca troveranno casa sotto lo stendardo del GPO/Imolese.
 
Ma sentiamo dalle parole di alcuni degli interessati i commenti a caldo:
 
Fabrizio Rizzatti – Presidente Gruppo Pesca Ortofrutticolo
Presidente, come siamo arrivati ad essere qui questa sera?...
“E’ un discorso piuttosto lungo e complesso ma che cercherò di sintetizzare. Il G.P.O. è l’erede del glorioso Ortofrutticolo di Bologna, che ha scritto tante pagine di vittorie nell’agonismo Colpo degli anni d’oro di questa specialità, con decine di successi a tutti i livelli, sia di carattere individuale che per squadre. Anche noi, nella seconda parte degli anni ’90, abbiamo vissuto una crisi profondissima di ricambio generazionale, che ci ha portato, nel momento più nero della nostra storia, a contarci in otto!
Da allora, basandoci sui principi e su quegli ideali di solidarietà e sportività che ci erano stati trasmessi dai fondatori della Società e che sono tutt’ora alla base del nostro impegno, e facendo affidamento sulla nostra volontà di riscatto e di mantenere accesa quella fiammella, siamo arrivati ad oggi, in un crescendo di adesioni e di presenze che ci ha riportato ad essere una bella realtà di questo sport.
Oggi quegli otto sono qui… oltre a qualcuno in più!”
 
 
Sicuramente quella di allora è stata una bella sfida, come quella che ci accingiamo ad intraprendere ora…
“Certamente. In tutto questo, e prima di proseguire nei discorsi, voglio, vogliamo, ringraziare il sostegno del nostro sponsor storico, la Ditta Tubertini, il cui capostipite Gabriele è stato una delle punte di diamante di quel Ortofrutticolo da cui discendiamo e il cui figlio, Glauco, che prosegue nella gestione dell’Azienda sulle orme di Lele, oggi è uno dei nostri Soci agonisticamente più impegnati e prosegue la dinastia Tubertini nella nostra Società. La ditta Tubertini, anche nei momenti più bui della nostra storia, non ci ha mai fatto mancare il suo contributo, non solo economico ma anche di sostegno morale a continuare, a stringere i denti ed andare avanti. Anche in questo progetto ambizioso che teniamo a battesimo questa sera, la spinta di Glauco Tubertini, sia come rappresentante dello sponsor che come membro del G.P.O. è stata determinante. Senza questa collaborazione sarebbe stato assai improbabile concepire e portare avanti questo progetto.”
 
Ecco, parliamo appunto del progetto, di come è nato e di cosa si prefigge…
“Da tempo l’idea ambiziosa di riunire sotto lo stesso tetto, sotto gli stessi colori, più discipline sportive o meglio più pescatori che praticano diverse tecniche, covava sotto la cenere ma l’oggettiva difficoltà di soddisfare le condizioni necessarie affinché questo avvenisse ha sempre mantenuto questa ipotesi nell’angolo dei sogni. Nella seconda parte dello scorso anno, la contemporanea conoscenza con rappresentanti di altre tecniche come il Carp Fishing e lo Spinning e la possibilità di incorporare gli amici dell’Imolese, alle prese con difficoltà gestionali, ha fatto tornare a galla quel progetto. Durante i mesi successivi, il confronto con tutte queste realtà e un lungo scambio di idee con lo sponsor su questa nuova evoluzione del G.P.O, ci ha portato alla convinzione che questa sfida, sicuramente complessa ma stimolante, poteva essere accettata.
E da oggi ci stiamo provando.”
 
Possiamo parlare di una polisportiva della pesca?...
“Si. Il termine mi sembra molto azzeccato, nuovo ma appropriato. Voglio ribadire che nel nostro intento, quelle che abbiamo gettato questa sera non sono le fondamenta di una nuova Società, ma l’evoluzione in senso allargato di qualcosa che già esisteva. Il G.P.O. ha ampliato il novero dei suoi Soci con quello degli amici dell’Imolese, confermando la sua presenza nei settori della Pesca al Colpo, della Trota Lago e della Pesca in Fiume che li vedevano già impegnati, e si è ulteriormente allargato in ambiti per noi completamente nuovi come il Carp Fishing, lo Spinning, la pesca in mare. Ognuno di questi ambiti, però, dovrà essere parte integrante di uno stesso tessuto connettivo: non varie società sotto uno stesso nome ma tanti amici che esplicano in maniera diversa la comune passione per la Pesca Sportiva, l’Ambiente e l’Associazionismo riuniti sotto gli stessi colori. La prima sfida che dovremo affrontare sarà proprio questa: la capacità di convivenza ed integrazione tra noi.”
 
Quanto hanno influito gli sponsor tecnici Tubertini e Van den Eynde in questa evoluzione?...
“Nella decisione in se, nel percorso di incorporazione tra le due Società e nell’ingresso di praticanti di altre specialità la presenza degli sponsor è stata marginale, com’è giusto che sia, per lasciare il massimo spazio di manovra possibile ai due Direttivi precedenti di preparare tutti i passaggi. Determinante è stato invece il supporto economico e preziosa l’opera di consulenza che la ditta Tubertini ci ha offerto, anche tramite i tanti personaggi di spicco dei vari settori di cui si avvale come collaboratori. Ecco, definirei quella degli sponsor una presenza discreta ma fondamentale nei tanti momenti di necessità che abbiamo incontrato in questi mesi di preparazione.”
 
 
Antonio Dal Pozzo – Presidente SPS Imolese
Dal Pozzo, questa sera è una serata storica per i colori della SPS Imolese… Vuoi dirci in poche parole da dove venite?...
“L’Imolese è stata fondata nel ’46 ed è una delle Società decane del nostro sport, molto radicata nel territorio e ricca di storia sportiva ed agonistica.
Da sempre lo spirito associazionistico ha contraddistinto il nostro sodalizio, a carattere molto familiare. Col tempo si è avuta anche una svolta verso l’agonismo, sia Colpo che Fiume e Trota, che ci ha portato a frequentare tutti o quasi i livelli di queste specialità.
Questa importante realtà dell’associazionismo emiliano-romagnolo ha conseguito importanti risultati tanto nella specialità della Pesca in Fiume, dove da sempre è tra le prime dieci migliori società, che nella Pesca al Colpo, con la vittoria di molte gare a vari livelli, ultima in ordine di tempo quella nell’ultima prova del trofeo d’Eccellenza Nord 2009, a Spinadesco, che ci ha permesso di partecipare alle finali per l’assegnazione dello scudetto 2009. Anche dal punto di vista organizzativo ci siamo sempre distinti per le tante manifestazioni che abbiamo gestito per conto della Federazione e che ci hanno valso, negli anni, da parte del CONI, due importanti riconoscimenti come la Stella d’Argento e quella di Bronzo per meriti sportivi.
Purtroppo negli ultimi anni il sempre minore ricambio con nuove leve ha portato a difficoltà gestionali via via maggiori. Quando ci è stata prospettata la possibilità di entrare in sinergia con il GPO di Bologna ci è sembrata una soluzione ideale per continuare questo nostro percorso.”
 
 
Glauco Tubertini – Rappresentante della TUBERTINI
Glauco, come siamo arrivati ad essere qui questa sera?...
“In forma larvata questa idea, anzi questa fantasia, di creare un grande sodalizio che si potesse definire una polisportiva della pesca c’era già da tempo, ma era sempre rimasta nei sogni, appunto. Poi, nell’autunno scorso, anche alla luce delle difficoltà organizzative che i ragazzi di Imola stavano attraversando, si è prospettata la possibilità di unire le forze per dar seguito e forma a questo sogno. Nei mesi seguenti i Direttivi si sono incontrati varie volte, noi come Azienda abbiamo cercato di dare loro i sostegni che i vari problemi organizzativi incontrati richiedevano e oggi siamo qui…”
 
 
Oggi, qui, tu sei nella doppia veste di rappresentante del comune Sponsor tecnico Tubertini e di agonista del G.P.O. con il quale, tanto tu che dapprima tuo padre Lele, avete un rapporto che va oltre il semplice rapporto commerciale ma è anche un legame sicuramente più profondo. Come vivi questo momento?...
“Hai detto bene. Vorrei essere creduto nel momento in cui affermo che in questo momento il discorso commerciale è assolutamente secondario rispetto alla soddisfazione, come socio, per quanto sta nascendo questa sera. Questo perché, per la mia famiglia, l’Ortofrutticolo prima ed il G.P.O. ora hanno un posto particolare nel nostro cuore. Mio padre Gabriele è nato agonisticamente ad alto livello nell’Ortofrutticolo, con il quale ha conquistato i suoi primi importanti successi. Io avevo già militato in passato in questa compagine, da alcuni anni vi sono tornato e con essa abbiamo centrato anche due finali consecutive, nel 2007 e nel 2008, del Campionato Italiano per Società, quindi…
L’Imolese è un’altra importante formazione, storica, di Bologna e quindi poter accomunare queste due realtà sotto la stessa bandiera per me è veramente impagabile. ”
 
 
Hai accennato anche alla parte commerciale dell’operazione. Il mio ruolo mi impone anche di fare l’Avvocato del Diavolo e quindi girarti le considerazioni che molti, più o meno velatamente, fanno sulla convenienza di una Azienda come quella che rappresenti, nel favorire l’unione di due sodalizi che già in precedenza erano patrocinati da voi?...
“La Tubertini ha, come sua nota caratteristica, quella di essere sempre stata un azienda innovativa sul mercato, in qualsiasi settore si sia posizionata. E anche in questo ambito ha voluto accettare questa scommessa, quella di essere presente nel tentativo di creare una società polivalente, un discorso assolutamente innovativo nel panorama italiano. A livello di immagine si potrebbe pensare che avere due compagini sponsorizzate possa rendere di più, però noi crediamo che la forza della Pesca Sportiva in Italia siano le Società, ci abbiamo sempre creduto e continuiamo a crederci, e quindi abbiamo ritenuto che, anche commercialmente, una Società grande, forte, presente in gran parte delle specialità e focalizzata all'espansione come questa GPO/Imolese, possa, alla lunga, rappresentare anche un miglior veicolo pubblicitario. Certamente il nostro impegno, anche economico, aumenta ed aumenterà ma vediamo attorno a noi tanto entusiasmo e voglia di fare che accettiamo volentieri il rischio, che d’altra parte è parte integrante del nostro lavoro.”
 
 
In Italia, negli ultimi anni, le Società sono chiaramente in difficoltà, per vari motivi più volte analizzati. Vorrei la tua opinione in merito e, se vuoi, vorrei ti sbilanciassi anche in una previsione a medio termine, diciamo 5-10 anni, su questo argomento…
“Io ritengo che il mondo della Pesca Sportiva in Italia non sia assolutamente in crisi ma, semplicemente, si sia evoluto e si stia ancora evolvendo. In quest’ottica anche le Società devono adeguarsi: sono nate nuove tecniche e nuovi stili di Pesca Sportiva, il mondo cambia ed anche le Associazioni di pescatori devono cambiare, adeguarsi alle nuove esigenze dei nuovi pescatori sportivi e alle loro caratteristiche. Tutto qua.”
 
 
Alla luce di quanto hai detto, ritieni quindi che la convivenza sotto lo stesso tetto di varie specialità, anche concettualmente assai distanti tra loro, sia possibile proficuamente?...
“Debbono coesistere, assolutamente, perché tutte hanno un denominatore comune che è l’ambito in cui si esplicano. E’ un percorso sicuramente difficile, da costruire passo dopo passo, ma è indispensabile che questo avvenga, pena la fine di tutto.
Si deve partire dal basso, dalle Società, per arrivare ad una unica, grande Federazione passando attraverso ad una grande Fiera comune, ad un tutto che inglobi tutte le specificità, che rappresenti tutti i grandi numeri che questo nostro Sport muove, grandi numeri che potrebbero darci visibilità a tutti i livelli, non ultimo quello politico.”
 
NUOVO DIRETTIVO 2010 GPO-IMOLESE
 
Presidente Rizzatti Fabrizio
Presidente Onorario Rinaldi Angelo
Segretario Foscardi Luca
Cassiere Stagni Giuseppe
Responsabile Attività Istituzionali Degli Esposti Stefano
Responsabili Pesca al Colpo Landi Enrico – Favalini Riccardo
Responsabile Pesca in Fiume Dal Pozzo Antonio
Responsabile Pesca in Mare Spuri Zampetti Lino
Responsabile ARCI Pesca Danielli Stefano
Responsabile CarpFishing Finocchi Mirco
Responsabile Trota Lago Saati Franco – Degli Esposti Stefano
Responsabile Spinning e Tematiche Ambientali Maccagnani Mauro
Responsabile Comunicazione e sito Internet Stagni Giuseppe
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo
Di sipadan (del 07/12/2009 @ 16:09:28, in SPINNING, linkato 2046 volte)
 
SPINNING ALLA TROTA IN AMBIENTE APPENNINICO
Articolo di Mauro Maccagnani (sipadan)
 
Nell’articolo verranno presi in considerazione i tipici ambienti torrentizi appenninici, partendo dalle sorgenti o quasi fino al punto in cui i corsi riescono a diventare piccoli fiumi: si tratta perciò di torrenti larghi da 50 centimetri a poche decine di metri. I torrenti appenninici sono in genere caratterizzati da una portata d’acqua molto variabile, abbondante in primavera, scarsa in estate in funzione delle precipitazioni e spesso molto scarsa in autunno se non piove con regolarità. Salvo casi eccezionali tuttavia si mantiene sempre un minimo deflusso idrico che consente nella maggior parte dei torrenti di pescare tutto l’anno, con ovvi adattamenti alle variabili situazioni riscontrate in ciascuna stagione.
La popolazione delle trote
La popolazione delle trote presenti risulta per solito alquanto eterogenea: si va da pesci di fenotipo atlantico di recente immissione (livrea caratterizzata da macchie diradate relativamente grandi a disposizione quasi geometrica e pinne poco rappresentate) ad altre simili ma nate sul posto (livrea come le precedenti ma con buon sviluppo delle pinne e profilo allungato), per arrivare fino a trote molto rustiche di ceppo mediterraneo quasi puro a una analisi visiva (molte piccole macchie irregolari nere e rosse con profilo idrodinamico e pinne ben dimensionate). Esistono anche alcune popolazione di iridee che si riescono a riprodursi in ambienti limitati e particolari. In tanta eterogeneità sarebbe molto interessante svolgere analisi genetiche per chiarire la genetica dei ceppi presenti, mirando al recupero di quelli autoctoni, in genere al momento confinati in aree molto isolate perché lontane da strade, impervie o molto infrascate e cioè ambienti non toccati dall’uomo da tanti anni oppure legate a recenti ripopolamenti, più o meno mirati, con materiale di alta qualità genetica.
La pesca e la nostra sicurezza
Il primo necessario aspetto di cui tener conto da parte di quanti siano intenzionati ad affrontare un torrente di montagna consiste nel pianificare con cura la propria sicurezza. “Fare” un piccolo torrente da soli consente di pescare in ogni buca in tranquillità e personalmente nei pochi torrenti “facili” dove esiste un sentiero tracciato e magari riceve il cellulare non ho difficoltà a farlo (lasciando sempre detto dove sono!). Invece sui torrenti impervi è raccomandabile pescare sempre in coppia, avendo nel caso a disposizione oltre al telefono cellulare (che di solito non riceve) anche una buona coppia di ricetrasmittenti. Le possibilità di pesca si dimezzano, costringendo in genere a esplorare una buca a testa, ma ci si fa compagnia e si accresce di molto la sicurezza. Occorre ancora tenere conto che le ricetrasmittenti in ambienti boscosi e in presenza di curve del fiume captano poche centinaia di metri per cui sarebbe opportuno darsi anche dei punti di incontro a orari concordati, anche solo per riposarsi. Qualora non si conosca bene il torrente è meglio non distanziarsi troppo dal compagno, solo conoscendo bene il corso entrambi è possibile superarsi per circa un chilometro, sempre fissando a priori tempi e luoghi di ritrovo. In base alla preparazione fisica e alla propria inclinazione affronteremo torrenti sempre più difficili fino a capire la tipologia adatta alle nostre caratteristiche. In casi estremi e solo per veri esperti 10-20 metri di corda e un paio di moschettoni sicuri e testati possono risultare molto utili ad affrontare passaggi difficili. Comunque sconsiglio a chi non sia davvero esperto (anche di roccia) risalire pareti a strapiombo o cascate, affrontando grossi rischi anche perché gli stivali da pesca non sono la miglior calzatura per affrontare una specie di scalata. Molto meglio cercare un sentiero per aggirare l’ostacolo e se possibile, studiare in precedenza le mappe della zona. Gli ultimi consigli consistono nel dotarsi di una minima riserva di cibo energetico (cioccolata, panino) e almeno un litro d’acqua, magari in un termos, oltre a un buon antizanzare con funzioni anche antizecche. Fra l’altro è altamente raccomandabile controllare al ritorno all’auto di non avere contratto una zecca. Allo stesso modo vanno evitate con cura le zone infestate dalle processionarie, che possono anch’esse dare problemi.
Regolamentazione
In Emilia Romagna oltre alla licenza serve il tesserino segnacatture per le acque da trote che sono definite di categoria “D”. Si ricorda che pure nell’auspicabile caso in cui si proceda al rilascio immediato delle catture, il tesserino va comunque compilato PRIMA di iniziare a pescare. In Toscana a oggi non è previsto nulla di simile. In talune aree possono necessitare tesserini o permessi specifici (ad esempio tratti no-kill).
L’attrezzatura
L’attrezzatura in questi torrenti conta ma fino a un certo punto, maggior valore hanno la costanza, la forma fisica, la conoscenza dei luoghi e il giusto approccio all’ambiente. Il lancio più lungo di norma non supera i 10-15 metri, spesso addirittura si riduce a 5 o 6 e quindi qualsiasi canna adatta al nostro polso lunga 180 centimetri o anche meno risulta adeguata. Che sia mono o in due pezzi cambia poco, salvo che il secondo modello si stiva meglio nel bagagliaio dell’auto. La scelta del mulinello è personale, io utilizzo con soddisfazione un ottimo 2500 molto leggero, altri preferiscono attrezzi di taglia inferiore per contenere il peso totale. Considerando che la taglia delle trote catturate si aggira spesso intorno ai 15-20 centimetri, con pochi esemplari sui 30 o in casi eccezionali 35 centimetri, il nylon o fluorocarbon dallo 0.14 allo 0.20 in bobina non hanno controindicazioni. Nel caso si preferisca come me il trecciato è possibile scendere a un ottimo 5 o 10 libbre.
Io opto per questa scelta perché a fronte di una visibilità di certo maggiore, consente lanci lontani e precisi con minor sensibilità alle parrucche. Per quanto riguarda gli artificiali, ci avvarremo in primo luogo di rotanti da 1-2 a 10 grammi, riservando i maggiori all’affronto delle grandi buche in primavera. Ne consegue quindi di poterci dotare della classica canna da spinning ultraleggero, con cui potremo anche gestire piccoli minnow sotto i 5 centimetri.
Gli artificiali
Nell’ambito dei rotanti prediligo i Martin da 1 a 6 grammi, ricorrendo talora al 9 ma nulla osta a ricorrere ai corrispondenti con cavalierino sul tipo dei vari Veltic, Mepps Aglia o Vibrax. Per contrastare negative torsioni a carico di lenze tanto sottili e facilitare rapidi cambi di esca aggiungeremo una microscopica bigirella con moschettone. La preferenza verso i Martin dipende anche dalla possibilità di assemblarli in varianti personalizzate utili per due ordini di ragioni. In primo luogo, per quanto nelle stragrande maggioranza dei casi si riveli adeguata la classica colorazione argento, ritengo che talvolta un colore di pala diverso o mai visto in quel torrente possa fare la differenza, minore o maggiore a seconda dei giorni ma reale, mentre molto meno importanza assume il colore del corpo. Ad esempio in precedenti ripetuti periodi passati hanno avuto miglior successo palette nel complesso verdi, bianche, gialle o più di rado nere, tralasciando fregi o puntini di poco o nessun valore. Per esaltare questa caratteristica sono inoltre solito ricorrere per le mie creazioni a palette dello stesso colore su entrambe le superfici. In secondo luogo potremo riprendere un concetto ideato dal grande Eugenio Avico, il quale per far dominare le correnti ai suoi artificiali abbinava una pala piccola a un corpo maggiorato di peso. Dovremo però adattarlo alle nostre piccole acque dove spesso serve molto di più il contrario, pala grande per galleggiare meglio e peso minore del consueto. Si può così giungere al limite di usare pesi modestissimi (mezzo grammo) su pale piccole per poter battere basse correntine con presenza di alghe sul fondo. Per la mia esperienza gli ondulanti, troppo pesanti anche nei modelli “micro”, trovano scarso impiego in questi ambienti ristretti. Diverso è il discorso per i minnow fino a 5 cm, di solito galleggianti, meglio se montati su singolo micromoschettone o con un semplice nodo sul filo, così da concedere maggior libertà di movimento. Devono trattarsi di modelli piccoli e compatti per favorire la precisione nel lancio e di immediato movimento al primo accenno di recupero: inutile un minnow che si muova dopo due metri in una buca lunga un metro e mezzo. Inoltre vanno scelti abbastanza leggeri da non provocare un negativo tonfo quando cadono in acqua. Nelle buche importanti o nelle rare correnti profonde trovano infine spazio sia i jig in marabou o flashbou che la “gomma” sul tipo di microshad o vermettini da 2 o 3 pollici piombati o usati a drop shot. In ogni caso dobbiamo avere piena padronanza dell’esca impiegata così da sapere in anticipo a che distanza si possa lanciare, quale disturbo provochi all’ingresso in acqua, come si muova e cosa si debba percepire sulla canna in caso di funzionamento corretto. Conoscere gli artificiali, non esitare a cambiarli a seconda delle diverse posizioni affrontate anche in base alla dimensione stimata degli esemplari presenti e soprattutto credere nelle nostre possibilità rappresentano l’essenza ultima dello spinning in torrente. Ricordiamoci nel dubbio di iniziare di regola con esche meno “invasive” che ben presentate e recuperate possono funzionare anche sulle trote di taglia.
Come vestirci
Il classico suggerimento sempre valido è quello di non vestirci in modo chiassoso. Sui nostri torrenti bastano e avanzano i cosciali, un paio di pantaloni non vistosi e una camicia –meglio se a manica lunga- verde o marrone o grigia o mimetica. I cosciali hanno di norma la classica suola di gomma che si adatta a molte esigenze, ma volendo si potrebbero indossare cosciali o waders traspiranti e stivali da wading, magari a suole intercambiabili. Un limite in questo caso è però rappresentato dall’abbondanza di rami rotti e rovi sui nostri torrenti di fronte a cui la robustezza di un classico cosciale in gomma risulta imbattibile. Da non dimenticare un cappello, meglio a tesa larga, utile per ridurre l’impatto con rami e ragnatele e forse a modificare un pochino la nostra sagoma qualora ci si debba sporgere dai consigliabili ripari vegetali. Io preferisco dove possibile non girare con uno zainetto al seguito ma con un marsupio o un classico gilet con tante tasche in cui stipare un indumento antipioggia, una bottiglia d’acqua, gli artificiali (pochi) , il cellulare (se prende), una piccola radio ricetrasmittente, forbici, pinze, girelle e nel caso una macchina fotografica. Sono ancora utili una cartina escursionistica o un GPS, per capire sempre dove ci si trovi. Facoltativo l’uso di occhiali polarizzati per la costante alternanza di luoghi esposti ad altri ombreggiati, se pensate di usarli (anche a protezione degli occhi) meglio non siano dotati di lenti troppo scure.
L’approccio alle buche
Anche se abbigliati in maniera mimetica, qualora si provochino rumori specie sui sassi o si faccia cadere in acqua qualcosa o ancora ci si sposti stando dentro la buca, difficilmente prenderemo pesci. I nostri torrenti, essendo piccoli, vanno affrontati di rigore a risalire da valle a monte, visto che le trote stanno di solito col muso rivolto alla corrente per essere pronte a ghermire le proprie prede. Inoltre fra di esse sussiste una precisa gerarchia con la più grossa nel posto migliore (in genere sotto la schiuma dove cade acqua) e le piccole nei raschi a fine buca. Dunque meno ci facciamo vedere o “sentire”, specie battendo sulla roccia o sui sassi, meglio è. All’apparenza perciò potrebbe sembrare migliore provare a lanciare da lontano, ma… C’è sempre un “ma”: parliamo di pesci sospettosi per cui spesso il primo lancio è quello buono, se non l’unico buono. Quindi se non fossimo certi di poter eseguire un ottimo lancio, è meglio avvicinarsi con prudenza fino a raggiungere la giusta distanza, badando a scegliere la riva da cui si possa lanciare al meglio delle proprie capacità. Esistono, specie nell’affronto di buche grandi (o meglio lunghe), strategie diverse. E’ possibile ad esempio provare ad arrivare a mezza buca, catturare una trota media e solo dopo alcuni lanci esplorativi provare nella schiuma per cercare la “big” della buca, magari avvicinandosi oppure lanciare percorrendo prima una sponda e poi ritornare sui propri passi per sondare quella opposta. Io in genere dopo aver preso una trota provo ancora per due o tre lanci, magari ci scappa le seconda, o se fortunatissimi la terza, poi conviene spostarsi senza rimpianti. Esistono ancora posizioni particolari dove non ci sono scelte per via del muro di ramaglie che giunge a lambire l’acqua. In tal caso occorre arrivare il più possibile vicino per effettuare l’unica proiezione possibile: il lancio a balestra.
Considerazioni (personali) a carattere di tutela delle trote
Dopo anni di esperienze maturate lungo i torrenti, sono arrivato alla personale conclusione che l’artificiale meno dannoso per le trote intorno ai 20 centimetri sia quello dotato di ancorina dal numero 8 al 10 senza ardiglione. In effetti laddove è obbligatorio l’amo singolo senza ardiglione, pur con tutte le attenzioni ho avuto indici di mortalità più alti, imputabili a mio avviso a diversi fattori. Si tende in primo luogo a sostituire l’ancorina con un amo di maggiori dimensioni (ad esempio la consueta ancorina del numero 8 con amo singolo del 4). Esso risulta molto più lungo e tale da giungere con maggior facilità a trapassare l’occhio, se non addirittura il cranio, a causa della maggior forza di penetrazione. L’ancorina senza ardiglione (che andremo a montare singola su qualsiasi esca, fosse anche un minnow) non riesce ad arrivare all’occhio e anche di fronte al rischio di “cucire” la bocca della trota la slamatura riesce lo stesso veloce. In ogni caso la raccomandazione è quella di cercare di tutelare al meglio delle nostre capacità le popolazioni superstiti di “regine delle montagne”, così da difenderle e lasciare anche ai bambini di oggi la stessa possibilità di pescarle in futuro che è stata concessa a noi.
E per finire 10 consigli pratici
1) Se possibile iniziate a pescare trote in compagnia di un esperto, anche a costo di seguirlo senza canna: per imparare è meglio avere un maestro
2) Esercitatevi a effettuare ogni tipo di lancio prima in acque sgombre, magari andando a cavedani in fiumi senza vegetazione: occorre prendere confidenza con la propria attrezzatura
3) Gradualmente sviluppate (magari laddove sia possibile recuperare gli artificiali) la vostra capacità di arrivare sempre più vicino agli ostacoli: colpirli con violenza danneggia l’artificiale, se non addirittura –come nel caso dei cespugli- ne comporta la perdita
4) Iniziate in progressione lo spinning sui torrenti: prima con poche ore su torrenti facili, dotati di un chiaro sentiero. C’è tempo per fare 8-10 ore di camminata a 1600 metri. Occorre investire tempo per conoscere l’ambiente in cui si andrà a pescare
5) Portatevi appresso poche esche, a voi ben note e testate. A trote uno zainetto o un marsupio bastano, meglio lasciare spazio per un indumento antipioggia, un pullover, un cambio o l’acqua
6) Non pensate che il trecciato serva a recuperare esche: se l’ancorina incoccia bene un ramo si rompe anch’esso come col nylon.
7) Iniziate ricorrendo a canne abbastanza economiche: sui torrenti cadere e danneggiare la canna non è infrequente
8) Se vi piace fotografate la trota maneggiandola sempre a mani nude bagnate, senza sollevarla dal filo e comunque non toccatela mai a mani asciutte o peggio con uno straccio: si tratta di animali delicati che non vanno stretti. Slamatela con l’ausilio di una pinza e se gli ami o l’ancoretta sono senza ardiglione in un secondo tornerà libera priva di ferite serie
9) Man mano che affrontate torrenti difficili o impervi incrementate la sicurezza (per esempio ricorso a radio ricetrasmittente e pesca sempre in coppia)
10)                   Banale ma ovvio. Rispettate l’ambiente del torrente! Anche fuori dall’acqua.
 
 
Articolo di Mauro Maccagnani (sipadan)
 
 
 
Titolo
Di angelo b. (del 08/11/2009 @ 02:35:10, in PESCA AL COLPO, linkato 1116 volte)
6° MEMORIAL MUZZI WALTER
IL PO DI VOLANO SALE ALLA RIBALTA
articolo di Angelo Borgatti
 
L’inclusione del canale ferrarese nel novero dei campi di gara di alcune delle massime competizioni del calendario 2009 ha destato da parte di molti agonisti il giusto interesse per questo impianto, che è degno di essere valorizzato e merita la giusta attenzione e gli sforzi che la Federazione, non solo locale, sta mettendo in campo. L’auspicio è che il discorso attualmente in corso possa giungere a compimento in un prossimo futuro.
 
L’otto novembre scorso, lungo le sponde del Po di Volano, in località Medelana (Fe), si sono schierate le 50 coppie partecipanti al “6° Memorial Muzzi Walter”, gara nazionale ben organizzata dalla Pesca Sport Ferrara Tubertini sotto le precise direttive del Direttore di Gara Gabriele Lavezzi.
Molto ampia e qualificata la partecipazione a questa bella manifestazione, che ha esercitato ulteriore richiamo anche presso la platea di molti agonisti provenienti da province limitrofe e non solo come Bologna, Reggio Emilia, Modena, Milano ecc. attirati, oltre che dal bel montepremi in palio, anche dalla voglia di provare questo nuovo campo di gara, da quest’anno inserito nei calendari di manifestazioni prestigiose come l’Eccellenza Nord e l’A/2.
L’inserimento del Po di Volano nel circuito delle gare di alto livello, proietta, a mio avviso giustamente, questo canale alla ribalta dell’agonismo nazionale e, con la contemporanea conferma del nuovo campo di Ostellato Covato, sancisce il rientro della Sezione di Ferrara nel novero delle organizzazioni trainanti della Federazione come potenzialità di campi di gara.
Il Po di Volano, come campo di gara, è già stato illustrato in più numeri precedenti della Rivista da parte del sottoscritto e da altri cronisti; credo sia giusto ricordare che si tratta di un corso a regime di corrente variabile a seconda delle stagioni e dei bisogni irrigui della zona, con profondità variabili, da poco meno di 2 metri, nel tratto finale del campo di gara, ai 3.5/4 metri dei settori a monte; è un corso d’acqua dove si possono esercitare tutte le tipologie di pesca, in relazione alla velocità della corrente appunto, ma che vede la roubaisienne come tecnica principalmente usata per cercare le numerosissime breme e i più rari, ma grossi, carassi presenti; catture occasionali sono rappresentate da grosse carpe e siluri, il cui incontro spesso è sinonimo di rottura delle lenze. Le sponde sono relativamente ripide e sono costituite dalle vecchie sassaie di contenimento che nel tempo sono state ricoperte dalla vegetazione spontanea. L’accesso è garantito da una strada asfaltata che consente la sistemazione dell’auto proprio alle spalle del pescatore. Attualmente la capienza del campo di gara è di circa 100 agonisti, portabile a 120, ma sono in corso contatti della Fipsas di Ferrara con le Amministrazioni locali per tentare di aumentarne la capienza interessando il tratto a monte del ponte situato all’inizio dell’attuale campo di gara. Se si riuscisse a raggiungere un accordo in tal senso, mi sento di poter dire che questo campo di gara, opportunamente sistemato, potrebbe diventare un vero fiore all’occhiello tra gli impianti a disposizione dell’agonismo nazionale, sia dal punto di vista tecnico che come quantità e qualità del pescato.
In attesa che maturino i frutti che stanno spuntando, gustiamoci quanto abbiamo a disposizione ora.
Tornando alla manifestazione in oggetto, quella dell’otto novembre scorso è stata una competizione sicuramente pescosa, anche se la distribuzione delle catture ha sicuramente risentito della stagione un po’ avanzata e della presenza massiccia di un alto numero di concorrenti, condizione che i pesci del Po di Volano ancora non conoscono con frequenza, ma che nei prossimi mesi, per i motivi suddetti, impareranno sicuramente a conoscere, visto il probabile elevato numero di allenamenti che vi saranno disputati. Comunque, un pescato medio approssimativo di 2/3 chili a testa credo si possa tranquillamente definire soddisfacente, anche perché, in termini numerici, vista la taglia generalmente più modesta di queste breme rispetto ad Ostellato, rappresentano una media di 10/20 pesci che non è certo disprezzabile; va detto che, in molte occasioni, per il piazzamento sono necessari pesi ben maggiori e, quindi, il divertimento e la possibilità di esprimersi c’è veramente per tutti.
In questa occasione il canale si è presentato in condizioni di corrente piuttosto lenta, tanto da bastare lenze da 1 a 3 grammi, montate tanto con segnalatori classici che con vele e piastre. Dopo l’iniziale pasturazione pesante, le breme generalmente non hanno tardato molto a farsi vedere e sentire sugli elastici dei concorrenti, che le hanno insidiate alla distanza di 12/13 metri da riva. Nel prosieguo delle tre ore in alcune zone le abboccate dei pesci sono rallentate ma hanno continuato ad impegnare i concorrenti, mentre in altri tratti si sono rarefatte ed hanno obbligato diversi agonisti a sfoderare il proprio bagaglio di esperienza per cercare un determinante pesce in più.
Al termine, nel corso della premiazione finale, consegnata dalla signora Marta Muzzi, figlia della scomparso Walter, sono stati premiati come vincitori della manifestazione Simone Farné e Borgatti Angelo, del G.P.O. Tubertini di Bologna, che hanno messo in nassa 17.600 grammi di pescato; secondi assoluti, con 11.440 punti, sono risultati Semproli e Fabbri della Città del Rubicone Trabucco. Completano il lotto dei vincitori di settore le coppe: Bonaveri/Melloni del Vairone Maver con 11.420 punti, Zani/Mariani della Città del Rubicone Trabucco con 11.340 grammi e Favalini/Pezzuto del G.P.O. Tubertini con 10.540.
 
articolo di Angelo Borgatti
 
Titolo

PRIMO MEMORIAL MARCEL VAN DEN EYNDE
L’Oltrarno vince nel ricordo del grande Marcel…
articolo di Angelo Borgatti
 
Il 27 maggio 2008 il mondo della Pesca Sportiva e dell’agonismo ha perso uno dei suoi massimi rappresentanti di tutti i tempi: Marcel van den Eynde.
Il 22 marzo scorso, la ditta Tubertini, legata al campione belga e alla sua famiglia da un antico e solido rapporto di amicizia oltre che da un consolidato rapporto di collaborazione commerciale, ha voluto ricordare Marcel van den Eynde con un Memorial appositamente dedicato a lui.
Palcoscenico della prestigiosa manifestazione i nuovi campi gara di Ostellato Covato e del Po di Volano a Medelana, in provincia di Ferrara.
La manifestazione, in origine riservata alle 50 squadre partecipanti al Trofeo Eccellenza Nord, in seguito alla grandissima richiesta di partecipazione è stata allargata anche ad altre formazioni, fino al raggiungimento della massima capienza prevista per i due campi di gara: ben 93 squadre, quindi, hanno schierato i propri rappresentanti sulle sponde dei due canali, mentre alcune altre decine di richieste non hanno potuto trovare accoglienza da parte dell’organizzazione per la mancanza di posto!!!
Molteplici le ragioni di un così grande successo: innanzi tutto la volontà di esserci per ricordare il grande personaggio che è stato van den Eynde, la possibilità per le partecipanti al Trofeo Elite nord di testare i campi di gara teatro della prima prova del campionato che si sarebbe svolta la domenica successiva, il ricco montepremi messo a disposizione dalla Azienda bolognese ad integrazione della quota delle iscrizioni e, non ultimo, la possibilità per molti di cimentarsi con i rinomati “bremodromi” ferraresi i quali, soprattutto quello di Medelana, non hanno certo deluso le aspettative.
Prima di entrare nella cronaca della gara, credo sia doveroso ricordare che i due campi hanno risposto in maniera egregia, anche se diversa: ad Ostellato il campo gara ha fornito una resa meno omogenea, alternando tratti pescosissimi ad altri, soprattutto nella parte alta del campo gara, decisamente più avari e diseguali; peraltro, l’effetto “dragaggio”, risultante dai recenti lavori di pulizia del fondale del canale, che tanto avevano fatto temere per la pescosità nelle settimane precedenti, probabilmente anche grazie alla tantissime prove effettuate si è fatto sentire molto meno del previsto e sui primi 150/160 posti gara i pesci si sono resi disponibili un po’ per tutti, con l’acuto individuale di Daniele Poli del G.P.O. Tubertini di Bologna che ha fatto fermare l’ago della bilancia a 18.260 grammi. A Covato, oltre alla classica canna ad innesti, impiegata dalla grande maggioranza, almeno nella prima parte della gara, si sono riviste montate diverse, direi molte, canne inglesi. Qualche coraggioso ha voluto tentare l’impostazione solo con questa tecnica sin dall’inizio, pescando più o meno attorno alla metà del canale, e quasi sempre i risultati finali hanno dato loro ragione. A mio avviso, credo non sia difficile prevedere, per il prossimo futuro, che sulle comode e curate sponde di questo campo di gara si vedranno si sempre montate canne ad innesti, ma solo in tre pezzi e molto più corte di tredici metri!
Discorso diverso per Medelana, dove la velocità dell’acqua e la tipologia di pesca sono da roubaisienne pura, classica e bellissima. I pesci sono tanti, generalmente di buona taglia e, soprattutto molto affamati!
La cronaca della pescata dovrei farla fare al buon “Genova”, alias Marco Genovesi, che anche in quest’occasione, dopo i fasti del recente Club Azzurro e di svariate gare minori, si è portato a casa il cartellino del prestigioso “primo assoluto”, non solo di Medelana ma di tutto il Memorial, con oltre 19.000 punti. Probabilmente Marco conosce ormai tutte le breme del Po di Volano, avendole già toccate una per una con mano!
I veri mattatori della giornata, però, sono targati Firenze, almeno come recapito della Società.
Jacopo Falsini, Andrea Fini, Stefano Premoli e Rudy Friggeri, ossia Oltrarno Colmic A, hanno letteralmente stravinto questo “1° Memorial van den Eynde” con una sentenza inappellabile: 4 penalità e tutti gli altri a casa!
La squadra di Collini ha dimostrato di aver capito anche le sfumature di questi campi di gara, e si candida ad essere un cliente scomodissimo per tutti già dalla prima prova dell’Elite della prossima settimana.
Andrea Fini e Stefano Premoli a Medelana hanno fatto molto bene, d’altra parte entrambi anche nel Club Azzurro avevano dimostrato di essere entrati bene nei meccanismi di questo canale, così come Falsini e Friggeri ad Ostellato, dove hanno vinto i rispettivi settori alternando tecnica francese ed inglese con tempismo perfetto.
Dietro ai marziani odierni si collocano due formazioni che conoscono molto bene questi campi di gara: i padroni di casa della Pesca Sport Ferrara (Sarti Lorenzo – Martin Andrea – Bassanese Luca e Della Bartola Mirco) e i bolognesi del G.P.O. Tubertini B (Pezzato Carlo – Bergonzoni Werter – Favalini Riccardo e Savini Paolo), entrambe con 10 penalità e distinte solo dai piazzamenti individuali.
Dopo queste tre, sono state premiate ancora da Glauco Tubertini, in rappresentanza della Azienda al tavolo della premiazione, la squadra A della Lenza Emiliana Tubertini e il Lenza Club Padova Tubertini di capitan Bagarello.
Alla premiazione hanno presenziato, in qualità di ospiti d’onore, due personaggi d’eccezione: la figlia del campione belga, Michel, che continua l’attività produttiva del padre, e Jan van Schendel, campione della Nazionale olandese e dirigente della famosa casa di pasture van den Eynde. Entrambi hanno apprezzato molto il carattere e la buona riuscita della manifestazione ideata dalla Azienda bolognese, ed hanno manifestato la speranza, per la prossima edizione, di estendere la partecipazione anche a prestigiose e titolate rappresentative europee, per onorare ancor su più vasta scala la memoria di Marcel.
In chiusura, ma con il giusto rilievo, va sottolineata la precisa e puntuale opera di organizzazione delle società che si sono accollate l’onere della preparazione e gestione dell’evento: il G.P.O. 2000 Tubertini di Bologna, la Pesca Sport Ferrara e i Garisti Dario di Ferrara, che hanno dispiegato un buon numero di Commissari di sponda sui due campi di gara, ben identificabili dalle pettorine gialle in dotazione. Rapido ed efficiente anche l’operato dei Giudici di Gara della Sezione FIPSAS di Bologna.
 
 articolo di Angelo Borgatti
 
Nella foto la squadra B del G.P.O. classificata terza assoluta.
Con le maglie blu partendo da sinistra: Paolo Savini, Verter Bergonzoni, Riccardo Favalini, Carlo Pezzuto.
A destra con la maglia blu: Glauco Tubertini (titolare dell'omonima azienda e componente del G.P.O.)
Con le maglie nere partendo da sinistra: Jan Van Schendel (più volte componente della nazionale olandese) e Michele Van Den Eynde ( la figlia di Marcel Van Den Eynde )

CLASSIFICA FINALE GENERALE
(prime dieci formazioni)
1
Polisportiva Oltrarno (Colmic)
FI
(A)
4
2
Pesca Sport Ferrara
FE
(A)
10
3
Ass.Sport.Dil.G.P.O(Tubertini)
BO
(B)
10
4
Lenza Emiliana (Tubertini)
BO
(A)
11
5
Lenza Club Padova (Tubertini)
PD
(A)
12
6
Pescatori Padovani (Maver)
PD
(A)
12
7
S.P.S. La Torre (Maver)
RO
(A)
12
8
A.S.D. Città del Rubicone
FO
(A)
12
9
Cannisti Castel Maggiore(Hydra)
BO
(B)
13
10
Ass.Sport.Dil.G.P.O.(Tubertini)
BO
(A)
13
 
 

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