GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Riccardo Favalini e Simone Farne' alla premiazione del primo Meeting dell'Amicizia 2012... di Admin G.P.O.
 
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La pesca è una filosofia, un modo di affrontare la vita.

Hemingway
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di sipadan (del 08/06/2010 @ 21:08:13, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 1107 volte)


datemi il vostro parere premesso che a me le aree no kill non danno fastidio, anzi io farei no kill la provincia....... nelle aree a spinning il no kill si trasforma in amo singolo e non mi piace ma non sarebbe opportuno individuare ALMENO tutte le aree di pregio della Provincia e farle no kill? perchè un no kill piuttosto che una riserva? perchè temo sia più facile "bracconare" in riserva dove nessuno va piuttosto che in un no kill dove vanno in tanti poi so che una percentuale dei pesci muore, ma forse è il male minore io conosco bene il no kill di castel del rio e conoscevo benissimo (parlo di passata) il no kill di marzabotto come era un sogno poi d'improvviso in pochi mesi il nulla e ora fa schifo per fortuna castel del rio resiste e incrementa il suo fascino poi - personalmente- gradirei qualche tratto in più riservato a spinning e mosca (guarda caso a me i moschisti non danno fastidio, sembra che lo spinning li disturbi) a rotazione magari ogni 2 o 3 anni con altrettanti tratti riservati a bolognese o carpfishing o altre tecniche ovvio che per fortuna da noi tante zone siano hgià no kill mauro (sipadan)

 
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Di sipadan (del 08/06/2010 @ 09:41:07, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 1275 volte)
IL LUCCIO SPECIE IN DIFFICOLTA'
Articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
vorrei spezzare una lancia a favore di questo bellissimo pesce che purtroppo è sempre più in difficoltà
cosa costa, come fatto x la lasca, metterlo in provincia (o in regione, o in italia) in rigoroso no kill
questo pesce non è sufficientemente tutelato da qualsiasi realistica misura minima, prima era 40 ed era ridicola adessoi è 50 e non cambia nulla , se non l'evidente buona volontà dei legislatori
ma anche a 80 o 90 non cambia nulla, i pesci sono pochi, i grossi sono tutti femmine
come subordinata sarebbe già accettabile un pressante invito al no kill, sorveglianza, misura minima 80 (equivale di fatto al 100, oltre i 100 è di fatto un nokill QUASI perfetto) e massimo un pesce per volta, da segnare
molto simile per dire al regolamento del lago Pranda sull'appennino reggiano
 
e vi rimando alla discussione sull'uso del pesce vivo..... altrettanto interessante
 
articolo di Maccagnani Mauro (sipadan
 
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Di sipadan (del 08/06/2010 @ 09:33:09, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 1178 volte)
IL PESCE VIVO, SI O NO ( E PURE IL MORTO...... )
articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
 
tecnica antica.. che in passato si è rivelata quasi sempre sostenibile dalle nostre acque
poi le acque sono peggiorate, il pesce si è rarefatto e ora col vivo non si fa più come una volta lucci, cavedanoni, anguille, grossi pescegatti ma sandre, lucci e siluri
guarda caso lucci, cavedanoni, anguille e grossi "gatti" ci hanno quasi lasciato e forse i lucci ci lasceranno
perchè perseguitare i pochi superstiti con una tecnica che era basata sul mangiare il pesce che si catturava? ora le acque sono inquinate, la cultura del tutto diversa e perchè consentire una pesca che quasi sempre uccide la preda inlamata?
se proprio vogliamo dare chance concediamola solo dove ci sono SOLO o quasi alloctoni quali perca e siluri, tanto lì la biodiversità è già andata a pallino
e non per ultimo anche i piani ittici regionali e provinciali sono in linea di principio contro la pesca col vivo, non per teoria o per protezione ma perchè così (come col morto, che spesso poi non è così morto... )si diffondono ulteriormente gli alloctoni quali pseudoraspore, gardon e altri animaletti vari
perchè non si prende atto che siamo "alla frutta" e si fa una moratoria per 5-10 anni?
poi si vedrà
mio padre mi narrava che tanti anni fa i lucci li prendevano tutti e in queste condizioni la pesca col vivo (allora di certo l'autoctona alborella o il cobite magari) era sostenibile
adesso?
col rischio di ulteriore (??) diffusione di alloctoni
e non solo per i predatori sia chiare
i vaironi e le lasche ormai si incrociano con bestie strane
 
 
articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
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Di sipadan (del 07/06/2010 @ 21:06:44, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 6003 volte)


 CON O SENZA ARDIGLIONE?

argomento scottante cosa è meglio ovviamente tutti diciamo che gli ami senza ardiglione sono meglio, ma a spinning a passata non ho dubbi, le rare che volte che pesco a passata o uso ami barbless o schiaccio gli ardiglioni sui quei 500 ami che mi restano ma a spinning nei no kill è obbligatorio l'amo singolo senza ardiglione, in acque "D" ancorine o ami senza ardiglione e qui per me scatta uno strano fenomeno, per ma è attualmente meglio tutelata la zona "D" dei no kill perchè? se su un cucchiaino metto un amo barbless sono tentato di metterlo più grande della corrispondente ancoretta, magari in perfetta buona fede per evitare che ingoi e rischio l'occhio del pesce o di passargli la testa infatti l'amo singolo senza ardiglione ha una penetrazione infinitamente superiore all'amo con ardiglione a parità di sezione e nel 90% dei casi un amo grosso è pure lungo e per i bass? spesso senza ardiglione gli si passa la testa e anche per i lucci può accadere , pensate che parlo di ami dal 5/0 all'11/0, specie per gli esemplari più piccoli io per lamia esperienza, messa in campo da parecchi anni, preferisco per le trote e i cavedani l'ancoretta senza ardiglione che non arriva quasi mai all'occio, di certo non fora la testa e molto raramente viene ingoiata (la frequenza per me è la stessa dell'amio equivalente, scegliendola adeguata ai pesci) ovvio che ancorette del 12 hanno senso solo in certi posti, se no la possibilità che il pesce ingoi è alta poi qualche pesce si perde.. rischi del mestiere ma è talmente facile e banale slamare , anche a bicca "cucita" che ce ne si innamora subito del sistema negli ultimi anni mi sono morte in mano o rilasciate molto sanguinanti (purtroppo è quasi la stessa cosa... animali molto delicati) 20-25 trote nei no kill (5 l'anno circa) e qualcuna in meno con l'ancoretta considerandio che pesco al 90% in zone da ancoretta e che ne prendo (di trote) grossomodo uguale la percentuale di danni da me verificata sul campo da ragione 10 a 1 alle ancorette se senza ardiglione, ma di recente con ami adatti, "grandi" ma "corti" anche nei no kill ho pochi incidenti

Mauro (sipadan)

 
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Di sipadan (del 07/06/2010 @ 09:46:45, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 1042 volte)
 
LA TROTA RIPOPOLAMENTI O RISCOPERTA?
Articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
ciao a tutti
parliamo di trote
forse non tutti sanno che molti torrenti sono ancora popolati di trote, forse non tante, forse non vicine dove si arriva con la macchina, forse non grosse..
detto questo sarebbe da chiedersi che "politica" proporre agli organi preposti
si va dal ripopolamento stile pronto pesca x turisti alla valorizzazione dell'esistente
come in molti casi non esiste una risposta ovvia, io personalmente vedo un mix di soluzioni
ma partiamo a monte.... che trote abbiamo
in emilia in teoria dovremmo avere storicamente solo trote mediterranee, una "specie" ben definita e non avere ne macrostigma ne marmorate
poi decenni di immissioni hanno introdotte fario atlantiche
<>
ora considerato che i pesci non conoscono limiti se non fisici (dighe, cascate) per me sono da tutelare integralmente i pochi torrenti popolati da mediterranee o con una certa popolazione di esse
la soluzione per queste acque < ben delimitate da ostacoli> è MINIMO un no kill ben controllato e se tutto andasse in linea teorica da queste acque, chiuse o quasi chiuse, si potrebbe tentare la diffusione di trote di qualità e ceppo originale
poi esistono torrenti in cui il pesce circola liberamente e se il pesce c'è si può solo monitorarme la quantità e qualità ed eventualmente aiutarlo con ripopolamenti mirati
poi esistono acque al limite della zona D, o spopolate o mal popolate
perchè in queste zone non provare a fare percorsi addirittura facilitati con trote di immissione) anche iridee se sterili e se le zone sono ben delimitate e ben difficilmente si potrebbero vedere ibridazioni in zone "delicate"
si farebbero felici tutti (e perchè non chiedere per zone "facilitate" e ben ripopolate qualche euro a pescata??) proteggendo con nokill o chiusure le zone più pure e offrendo a tutti, magari a pagamento, l'opzione di prendere trote in ambienti belli ma senza troppi ostacoli
è una banale copiatura del Trentino per certi versi.......
ovvio che LA SOLUZIONE sta in un no kill completo (o quasi, non sono così pazzo da pensare che se ognuno di noi porta a casa 5 trote/anno sia un dramma, se porto a casa 5 mediterranee do di certo un danno ambientale) non imposto
per fortuna, o spero per consapevolezza del Legislatore, attualmente in zona "D" vige il divieto di pesca con l'ardiglione consentendo peraltro l'uso dell'ancoretta che A MIO GIUDIZIO è la scelta migliore.
 
 
articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
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Di Admin G.P.O. (del 03/06/2010 @ 10:37:49, in ARCI PESCA, linkato 1106 volte)
PRESENTAZIONE DEL TEAM ARCI DEL G.P.O. IMOLESE
 
Salve ,siamo i 5 soci agonisti che partecipano ai campionati A.R.C.I. pesca FISA
nella neonata societa G.P.O.IMOLESE.
Vogliamo innanzi tutto ringraziare la Società stessa e,in particolare il Presidente Fabrizio Rizzatti, di poter continuare a svolgere la nostra attività agonistica in questa
nuova Società ,nata dall'unione di due grandi società che nell'ambito del settore hanno ,e mi auguro continuino a farlo,rappresentato il meglio della pesca sportiva in
Italia ,la G.P.O. MERCATO ORTOFUTTICOLO 2000 e L'IMOLESE.
Ci sentiamo di porgere questi ringraziamenti in quanto, nei confronti della più blasonata F.I.P.S.A.S. , che annovera anche dei veri professionisti della pesca chi, come noi partecipa ai pur numerosi campionati A.R.C.I., associazione che vanta
anch'essa numerosissimi partecipanti, si sente componente di un movimento più popolare anche se animato da un medesimo spirito agonistico, che annovera comunque tra le sue fila ottimi atleti che spesso arrivano dalla stessa federazione F.I.P.S.A.S.
Un vanto comunque lo possiamo esporre con fierezza, nelle nostre fila è presente
l'unica Donna agonista della Società ,la Signorina Borghi Rossella, agonista con la a maiuscola in quanto, vanta un esperienza nell'ambito della pesca sportiva di parecchi
anni .
 
Vogliamo, per proseguire ,portare a conoscenza di chi leggerà questo articolo sul
nostro sito ,quali saranno i nostri impegni agonistici per l'Anno 2010.
La federazione A.R.C.I. PESCA F.I.S.A articola la sua attività agonistica con i seguenti
Campionati
Campionato Provinciale a Squadre in Coppia in 4 prove
Campionato Provinciale a Coppie in 4 prove
Campionato provinciale individuale in 4 prove tecniche
Campionato Regionale BOX in 4 prove
Campionato denominato COPPA ITALIA per Società a BOX i 3 prove
Il nostro gruppo è formato dai seguenti elementi che andiamo a presentare
Borghi Rossella – Fontana Giovanni – Banzi Giuliano – Frabetti Alessandro -
Danielli Stefano.
 
La nostra attività agonistica è iniziata il 28 Marzo con la prima prova del Campionato
Provinciale Squadre a Coppie , nel campo gara della Covato a Ostellato, dove a distinguersi , per la squadra, è stata la coppia formata dalla Borghi Rossella(tanto per ribadire il concetto) Fontana Giovanni che, nel loro settore hanno ottenuto un ottimo 2° posto.
La seconda coppia ,che forma la squadra , è composta dai seguenti elementi ,
Banzi Giulianio e Danielli Stefano ,che nell'occasione si sono classificati al 5° posto
nel loro settore.
Questi risultati hanno portato la squadra a ottenere 7 punti totali in questa prima prova.
Si è poi svolta l' 11Aprile la prima prova del campionato provinciale a Coppie nel campo gara del Garda Alto .
Le coppie partecipanti per noi ,erano formate da Borghi Rossella-Fontana Giovanni ,
che hanno ottenuto un bel 3° posto e, dalla coppia formata da Banzi Giuliano-Danielli
Stefano ,che hanno ottenuto un 5° posto nel loro settore.
Il 25 Aprile si è poi svolta la prima prova del campionato Provinciale individuale con
tecnica a Rubaisienne nel Garda Alto.
Per ribadire il concetto dell'ottimo elemento di cui ci vantiamo il possesso , la
Borghi Rossella ha ottenuto un ottimo 1° posto nel suo settore , Fontana Giovanni
un altrettanto ottimo 2° posto , Banzi Giuliano un buon 3° posto e, aimè , Danielli Stefano (il sottoscritto) un poco onorevole 6° posto equivalente ad un ultimo in quanto i nostri settori nelle gare A.R.C.I. Sono formati da 6 picchetti.
 
Felici di esserci fatti conoscere ,pensiamo di fare cosa gradita tenendovi aggiornati sul proseguo della nostra attività agonistica e sui nostri risultati.
 
Redatto da Danielli Stefano responsabile delle attività A.R.C.I. PESCA per la
G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
 
 
 
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Di sipadan (del 22/05/2010 @ 15:33:43, in SPINNING, linkato 2089 volte)
SCUOLA DI PESCA AL BASS - BASS YOUTH 2010
per ragazzi fino a 14 anni
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]


Il 23 maggio si è svolto presso il lago Sapaba la manifestazione del bass youth.
In una bellissima giornata circa 40 ragazzi da 3 ai 14 anni hanno potuto conoscere il mondo del bass fishing. Il raduno ha avuto inizio in mattinata con la registrazione dei partecipanti cui è stata consegnata la tessera FIPSAS giovani. Poi l'ittiologo Andrea Des ha illustrato in maniera interattiva ai giovani pescatori e agli accompagnatori molto interessati tante informazioni sui pesci e sulla loro vita, illustrando l'importanza degli ambienti acquatici, supportato dall'istruttore federale Iacovone Emanuele. Dopo interessanti prove di lancio la naturale irruenza dei ragazzi ha preso il sopravvento e si è iniziato a pescare accompagnati dai "volontari" delle varie associazioni che hanno reso possibile l'evento. Significativa la presenza di intere famiglie e a sfatare il mito che le donne non amino la pesca una forte percentuale di partecipanti erano bambine o ragazze. Il vasto parco canne, armato dalle esche fornite dagli sponsor o messe in campo dai volontari, è finito nelle mani dei ragazzi che seguiti uno per uno hanno potuto provare a pescare nel lago Sapaba2 appositamente riservato. Dopo un po' di tempo tanti ragazzi già lanciavano da soli con notevole maestria mentre altri si facevano assistere solo nel lancio (magari a casting) e pescavano gestendo l'esca con i consigli degli esperti. Il lago è stato sufficientemente ricco di catture, anche considerando che il meraviglioso entusiasmo dei ragazzi causava un certo "rumore" sulle rive, creando una insolita condizione di pesca in cui i bassman, di solito furtivi sulle rive, si comportavano in maniera rumorosa accompagnati da una frotta di pescatori entusiasti. Un grosso pesce gatto americano, qualche bass di taglia rilevante e tanti bass di media taglia hanno arricchito la manifestazione.
Poi la calura e il continuo correre sulle rive hanno ridotto le mangiate del pesce ma a questo punto... i giovani partecipanti al bass youth hanno potuto pranzare assieme sotto il gazebo del lago grazie ad un ricco sacchetto pranzo offerto dalla Bologna Bass Angler. L'attività è stata seguita anche dal Presidente della Sezione Provinciale Donato Puggioli e dal Responsabile Acque Interne Fabrizio Rizzatti. Dopo il pranzo è stato consegnato ai ragazzi il meritato attestato, accompagnato da un pack di depliant con dentro alcune esche per poter continuare da subito l'attività di pesca. I più appassionati hanno avuto l'opportunità di pescare un po' anche nel pomeriggio ma la bella giornata era già volta in un troppo caldo pomeriggio per avere buoni esiti nella pesca. Gli organizzatori hanno potuto con calma così fare due chiacchiere mentre si ripristinava l'ambiente naturale del lago.

articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 01/05/2010 @ 17:43:54, in PESCA IN FIUME, linkato 2177 volte)

Raccolta fotografica di una giornata di pesca nel fiume Po a caccia di Barbi Europei (spagnoli)

IL BARBO EUROPEO
Il barbo europeo è un pesce legato al fondale dei fiumi con acque chiare, correnti e ben ossigenate dove si trattiene di preferenza. La specie è gregaria. I branchi di giorno rimangono nascosti tra le asperità del fondale, dove la corrente è più forte, spesso vicino a cascate e cascatelle o presso le estremità dei moli. Al tramonto i barbi diventano più attivi e, durante le ore notturne, si disperdono per la caccia al cibo. I giovani barbi europei si cibano di insetti, vermi, uova di pesce e detriti vegetali. Gli adulti, che hanno abitudini notevolmente più aggressive dei barbi italici, tendono a diventare ittiofagi catturando anche piccoli pesci. In molte zone dell'Europa centro orientale vengono catturati a spinning, pescando con piccoli cucchiaini rotanti. In alcune zone dell'Europa orientale questi pesci si nutrono anche dei resti animali presenti nelle acque di scarico dei macelli. Trascorrono l'inverno in una sorta di letargo, in piccoli gruppi che si raccolgono nei tratti più profondi dei fiumi, nelle buche che si aprono nelle rive o sotto pietre, fascine, ecc.

da ittiofauna.org

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 25/04/2010 @ 23:06:13, in CARPFISHING, linkato 1265 volte)

Bene la seconda prova del campionato prov.le a coppie di Carp-Fishing
2° Prova Camp. Prov.le a Coppie Carp-Fishing

Sabato 24 e domenica 25 aprile, presso i laghi Sa.pa.ba/Fipsas, si è svolta la seconda prova del Campionato Prov.le a coppie di Carp-Fishing, organizzata dalla società di pesca sportiva "Rosario Lake" di Bologna.
Giudice di gara Fipsas, Iacovone Emanuele.
Dieci delle undici coppie di atleti provenienti dalla prima prova, si sono radunate per le fasi di sorteggio dei posti gara, mostrandosi determinati a competere per la seconda prova, affrontando sin da subito, la pioggia battente sia durante le fasi di preparazione del sabato mattina, sia durante le fasi di accesso sui posti gara dove le difficoltà non sono mancate.
La gara ha avuto inizio alle ore 14.30 del sabato, sotto una debole pioggia, i concorrenti ben dislocati sulle comode sponde del lago hanno pasturato e lanciato i migliori inneschi (boiles) che le grosse carpe presenti nel lago aspettavano fameliche.
La presunta rapida reazione delle carpe, non si è manifestata subito e solo dopo qualche ora si sono viste delle deboli 'partenza' e si è sentito qualche carp sounder bippare.
Il pomeriggio è trascorso tranquillamente, tutti gli atleti avevano previsto che durante la notte e nelle prime ore del mattino seguente ci sarebbero state delle forti 'partenze' e catture!
La mattina seguente infatti, il Gdg ha preso atto delle catture avvenute durante la notte e delle operazione di pesatura effettuate alle prime ore del mattino dagli stessi concorrenti, che con la massima cura hanno rimesso in acqua le belle carpe. Come previsto dagli atleti partecipanti, le prime grosse catture si sono avute di notte; ma durante gran parte della mattina di domenica ed il pomeriggio poche mangiate e tanta attesa.
La fine della gara era prevista per le 18.30 di domenica, solo un'ora prima si sono susseguite numerose partenze di carpe di diversa pezzatura, che hanno ripagato l'attesa e la determinazione di alcuni atleti facendo arrivare l'ago della bilancia fino ai 13 kg di peso con una splendida Carpa a specchi.
Dopo ventotto ore la gara si è conclusa, anche se la pescosità è stata disomogenea, tutti i concorrenti si sono salutati e complimentati a vicenda, mostrando il solidale spirito di sacrificio e determinazione che li contraddistingue ed il sano fair-play sportivo che non deve mai mancare in una gara di pesca sportiva.


articolo di Iacovone Emanuele

 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 25/04/2010 @ 10:04:03, in SCRIVONO DI NOI, linkato 1157 volte)
 
 
Nelle foto Tarozzi Maurizio ASD G.P.O. Imolese Tubertini di Bologna assoluto di giornata con  KG. 8,620
 
REGIONALE E. R. EST: LA 1° PROVA AD ANITA
Articolo di Alessandro Scarponi
 
l 25 aprile 2010 sul Circondariale sud est Anita si è svolta la prima prova del Trofeo Regionale Emilia Romagna girone est al quale vi partecipano 50 squadre provenienti dalle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forli’ Cesena, Rimini e Repubblica di San Marino.
Una giornata decisamente bella, metereologicamente parlando, ma non altrettanto dal punto di vista della regolarità del canale.
I concorrenti hanno avuto modo nei giorni precedenti di provare la pesca e tutti si erano convinti che la tecnica migliore, che poteva rendere di più, era quella con la canna inglese.
Quindi fuori le vecchie 4,20 dalla soffitta per cercare di insidiare breme, carassi e qualche carpa che in questo tratto di canale sono le specie prevalenti.
Ad Anita il pesce per esserci c’è ma però la conformazione irregolare dell’argine sulla riva opposta è stata determinante per l’esito finale in ogni settore.
Con chiarezza si sono capite alcune cose: il pesce in questo 25 aprile pareva maggiormente raggruppato nei tratti di canale con argine opposto senza cannela o come dicono da queste parti con la “pelata”.
Infatti al raduno, ascoltando le voci del dopo gara, si è appreso che molti settori sono stati vinti proprio da coloro che si sono ritrovati l’argine opposto senza canna palustre con lo smotto.
Incredibile perchè in altri tempi le migliori pescate venivano realizzate solo da chi pescava davanti tanta a vegetazione.
Ma il pesce, che ancora non è entrato in frega, pare gradire ambienti puliti, ma quando dovrà amoreggiare probabilmente si trasferirà dove c’è la canna palustre.
La pesca come detto è stata impostata da tutti a tecnica inglese anche se la lunga canna ad innesti era stata preparata da quasi tutti i concorrenti in caso di necessità.
Ore 9,30 pronti via con i soliti cinque minuti di pasturazione pesante, con le fionde a lanciare palle di pastura oltre la metà del canale, e piccole palline di bigattini incollati lanciate sopra lo scalino a pochi metri dall’argine opposto.
La corrente inesistente, nella prima parte della gara, ha favorito questa tecnica di pesca e infatti chi ha pescato subito sopra il fondo fatto all’inizio è riuscito a catturare qualche breme e anche carassi.
Ma a metà gara l’acqua ha iniziato a muovere e in quelle condizioni l’uso della tre pezzi si è fa improduttivo a causa del galleggiante in movimento che non favorisce la mangiata regolare del pesce.
Allora che fare?
Qualcuno, come nel caso di Andrea Facibeni della Città del Rubicone Daiwa, decide di imbracciare la roubaisienne riuscendo a catturare qualche pesce che alla fine risulterà determinante per agguantare la seconda posizione nel suo settore.
Altri invece modificavano la lenza alla canna inglese e pescando con 3 metri d’acqua, distanza tra l’amo e l’antenna del waggler, la dove la profondità non superava i 70 centimetri, continuava a catturare pesci importantissimi per il buon risultato di settore.
Se dovessimo riportare tutto quello che il popolo della lenza ha esternato al raduno nel dopo gara dovremmo scrivere alcune pagine ma ci soffermeremo solo su alcune note negative comuni.
Per esempio la gara a tecnica libera a molti non è piaciuta, meglio una tecnica specifica (inglese o rubaisienne);
L’inizio gara alle 9,30 non è piaciuto, per via dei tempi accessori del dopo gara, in quanto molte persone hanno potuto raggiungere la propria abitazione solo a metà pomeriggio;
Le bilance per la pesatura del pesce non indicavano i grammi singoli tanto che in alcuni settori, dove c’è stata pochissima pesca anche solo 5 grammi di differenza avrebbero significato piazzamenti diversi;
L’ultima nota negativa è stata riservata alla prossima gara del regionale est, quella in programma nel canale Destra Reno a Ravenna, che si svolge la domenica successiva la prima prova con la maggioranza degli agonisti che si presenteranno senza avere avuto il tempo di provare la pesca in questo canale.
La prima e la seconda prova, distanziate solo da 7 giorni l’una dall’altra, sono state criticate da molti e per questo al raduno in molti cercavano notizie sul canale ravennate e sulla sua pescosità.
Però ci sono stati anche aspetti positivi: dalla regolarità delle classifiche per le quali non sono stati presentati reclami, la celerità delle operazioni di peso da parte della società organizzatrice il CONSANDOLO MILO di Ferrara; e l’accoglienza al bar del raduno, lo Spaventapasseri, come sempre sopra le righe da parte di Imerio e Patrizia.
La prima prova del Campionato Regionale ha visto il successo della SPS Cannisti Renazzesi che con 9 penalità si aggiudicano meritatamente la gara di Anita, la squadra vittoriosa è formata da Vincenzo Collari, Claudio Gilli, Fabio Busi, Eugenio Fortini.
 
IMOLESE GPO TUBERTINI 2° SQUADRA CLASSIFICATA CON 12 PUNTI
Articolo di Alessandro Scarponi
 

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