GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Il CT Rodolfo Frigieri e Ferruccio Gabba ai mondiali seniores 2011 di Ostellato... di Admin G.P.O.
 
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Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare.

Ernest Hemingway
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di Admin G.P.O. (del 05/07/2011 @ 21:23:21, in ITINERARI, linkato 9007 volte)
BACINO UMBRO DI PIETRAFITTA (PG)
IMPIANTO SPORTIVO DEDICATO AL CARPFISHING GESTITO DALLA F.I.P.S.A.S.
 
Il bacino è veramente imponente con i suoi circa 110 ettari di estensione (profondità fino a 15 metri) circa 5 km di sponde interamente percorribili in auto
,tranne una zona di ripopolamento che viene definita oasi ed è una parte di sponda dove il pesce può riprodursi indisturbato e dove cinghiali,lepri,fagiani ed enormi nutrie scorrazzano senza alcun pericolo,donando all’intera struttura una parvenza di natura che vive bene vicino alle ciminiere che in apparenza sembrano minacciose. L’ENEL in questi ultimi anni stà facendo una campagna di sensibilità per quello che riguarda l’integrazione con la natura. Il lago è alimentato dal fiume Nestore,le sue acque vengono utilizzate dall’Enel per raffreddamento delle turbine e la qualità dell’acqua è controllata. Dal punto di vista della fauna, il lago è relativamente giovane e la taglia del pesce presente mediamente piccola, non per la data di escavazione ma perché in passato non essendo adibito alla pesca,ha subito alcune morie che non hanno permesso alle carpe presenti di crescere. Le sponde sono state stabilizzate da gradoni formati da pietre tenute da apposite reti metalliche. Dal 4 maggio 2009 il lago è gestito ufficialmente dalla FIPSAS e pertanto si sono introdotti nel lago dei quantitativi di carpe di taglia media (7-12 kg), alcune carpe fattrici ed amur di taglia importante,oltre che a 6 quintali di black bass (il tutto grazie all’interesse del Dott.Natali) che svolgeranno la funzione di bilanciare e contenere le future nascite di piccole carpe ;ma data la grandezza del bacino occorrono migliaia di carpe per far alzare la media delle catture e reperire carpe di taglia non è purtroppo facile,senza rivolgersi a bracconieri con le ormai note “Carpe volanti”. La FIPSAS ha creato un indotto dove svolgere le gare, ma anche un luogo pratico e facile dove poter pescare tranquillamente, dove poter accedere agevolmente con l’auto e dove si può pescare la notte senza nessuna preoccupazione anche perché il lago è completamente recintato. Il progetto è molto ambizioso e coronato dall’evento del mondiale che nel 2011 si svolgerà proprio sulle sue sponde e quella è l’occasione giusta per collocare questo bacino tra quelli di una importanza rilevante,ovviamente se sarà pronto e la popolazione di carpe sarà all’altezza della situazione.
 
LA FUNZIONE DELL’ITTIOLOGO
Molto importante la presenza nel progetto di un ittiologo ed il Dott. Mauro Natali del centro ittiogenico del Trasimeno e della Provincia di Perugia ha già dato la sua disponibilità per studiare e portare avanti dei ripopolamenti mirati per far sì che la popolazione di carpe del lago diventi adatta al carpfishing vero e non solo per le manifestazioni agonistiche,ma ovviamente non si possono fare miracoli ed occorrono anni di serio lavoro e di ricerca, oltre che a finanziamenti importanti. 
 
REGOLAMENTI
Obbligatoria la tessera FIPSAS. Il regolamento che segue è quello previsto per le gare e competizioni, pertanto sembra molto rigido, ma per le pescate al di fuori di questi eventi è consentito l’utilizzo di tre canne.-   è consentito esclusivamente l’impiego di canne da carpfishing telescopiche o ad innesti, - ogni concorrente, nell’esercitare l’azione di pesca, potrà utilizzare contemporaneamente non più di due canne armate di un solo amo, potrà comunque detenere un numero illimitato di canne di scorta montate ma non innescate e non appoggiate sul rod-pod.- Le canne utilizzate per il “marker” della zona di pastura, non dovranno essere posizionate sul rod-pod ma ben distinte dalle canne in pesca;- Ogni coppia dovrà essere dotata di un numero sufficiente di sacche di mantenimento per le carpe e di almeno un materassino per la slamatura; le sacche contenenti il pesce dovranno essere immersi in acqua per tutta la loro lunghezza per mantenere il pesce senza stressarlo troppo,ma la cosa migliore è il rilascio immediato.- Potranno essere impiegati esclusivamente ami singoli, con o senza ardiglione; non sono ammessi ami multipli; è obbligatoria la tecnica di innesco tipo “ HAIR RIG”- Dovranno essere utilizzate esclusivamente montature con piombi non inferiori a 50 gr.; in caso di rottura del terminale, il tipo di montatura utilizzata deve consentire al pesce di liberarsi facilmente della piombatura.- È consentito l’impiego di accessori quali: picchetti, portacanne, segnalatori etc.;- È vietata la pesca con il galleggiante;- E’ vietato il lancio pendolare.  
 
ESCHE E PASTURAZIONE
 
E’ CONSENTITO
Utilizzare soltanto le seguenti esche: granaglie (particles), boiles. - la quantità di pastura destinata sia alla pasturazione che all’innesco non deve superare i 50 Kg per coppia ;- pasturare con Balls (palle di granaglie) di diametro minimo di 40 millimetri e non superiore a 70 millimetri- utilizzare sia filo (stringer) che il sacchetto idrosolubile (PVA);- pasturare a mano o con l’aiuto della fionda o catapulta con o senza piedi, manovrata con due mani, con tubo lancia boiles manovrato con una o due mani, con il cucchiaione da pastura manovrato con una o due mani, con il bait-rocket la cui dimensione non dovrà essere superiore a 50 mm. di diametro interno e 200 mm. di lunghezza, lanciato esclusivamente con la canna da pesca;- usare dalle ore 20,00 alle ore 06,00 esclusivamente il tubo lancia boiler.- segnalare la zona interessata alla pasturazione (nel limite della propria postazione), con l’aiuto di due segnalini ,sia essi luminosi e non, questi riferimenti potranno essere mantenuti per tutta la durata della competizione, ma dovranno essere obbligatoriamente rimossi a fine gara.
 
E’ VIETATO
Esche vive di qualsiasi tipo e specie, crostacei, larve, vermi, uova di pesce, pesce vivo o morto, fouillis, ver de vase e prodotti di origine metallica;- la bentonite, l’argilla e piombo pasturatore negli impasti ; è altresì vietato l’uso di pastelle o di altri agglomerati sull’amo;- il Bait-Rocket, la catapulta in ogni sua forma e il cucchiaione con manico dalle ore 20,00 di sera alle ore 06,00 del mattino seguente;- tutti i congegni la cui forza di propulsione sia legata all’aria compressa, al gas o all’elettricità;- l’utilizzo di qualsiasi mezzo atto a guidare la pasturazione, tipo barche telecomandate o congegni similari, nonché alcun mezzo per l’individuazione del pesce del tipo ecoscandaglio o similari. Alla fine della pescata, le esche avanzate non dovranno essere gettate in acqua. Tutte le piazzole si raggiungono agevolmente in auto che poi vanno parcheggiate lungo la strada e negli appositi parcheggi.
 
 
LA PESCA
La pesca si effettua solamente a lancio, come da regolamento ed il pesce entra in pastura sia sul sottoriva che ad una distanza di circa 70-80 metri, previa abbondante pastura con boilies lanciate con il cobra e granaglie lanciate con il rocket, sono consigliate montature leggere ed ami piccoli considerando la taglia media delle carpe molto ridotta e l’esca da apporre sull’hair rig dovrà essere proporzionata,quindi boilies da 14-16 mm sono quelle che rendono maggiormente. All’innesco è buona norma aggiungere un sacchetto in pva riempito di boilies sbriciolate. Anche un innesco con mais e tiger non è affatto da sottovalutare e può risolvere la pescata. Tutta la montatura deve essere proporzionata,non occorrono fili grossi, è sufficiente montare sul mulinello un buon monofilo da 0,30, un dacron da 15-20mm ed ami del n.4 -6 . la montatura deve perfetta perché molte saranno le slamate perché le carpe seppur piccole,sono molte sospettose essendo cadute più volte sugli inneschi dei carpisti. Sono presenti nel lago,oltre alle carpe di piccola e media taglia anche un limitato numero di grossi amur che difficilmente si lasciano catturare, ma vale sempre la pena di tentare con apposite montature in cui l’esca,preferibilmente pop up è montata a ridosso dell’amo. Non mancano ovviamente i carassi che raggiungono dimensioni notevoli ,mentre è limitata l’azione di disturbo dei pesci gatto e gamberi rossi della lousiana,seppur presenti.
 
LE PIAZZOLE
Sulle sponde del bacino (lasciando una zona di riposo chiamata riserva) sono state predisposte 60 piazzole ad una distanza l’una dall’altra di circa 60-70 metri; le piazzole dal n.1 al n. 8 sono nella parte del lago con acqua più bassa, a ridosso della riserva,sono molto redditizie in primavera ,quando si avvicina il periodo della frega. Le piazzole dalla n.9 alla n.33 hanno un fondale molto uniforme e sono quelle che durante le manifestazioni danno pesce con costanza, dalla n.34 alla n.40 troviamo un fondale ricco di ostacoli dove possiamo trovare le carpe più grosse ,ma anche le più difficili a causa degli incagli frequenti. Questi ostacoli dovrebbero essere rimossi dall’intervento dei sub,ma personalmente non sono affatto d’accordo e lascerei una zona dove il pesce possa ripararsi.Dalla n.41 alla n.47 il fondale è pulito ma abbiamo davanti un muro di contenimento che ci ostacola non poco nel salpare le carpe quindi bisogna fare molta attenzione nel recupero del pesce, dalla n.48 alla n.60 si cattura con continuità tutto l’anno e sono le piazzole più ambite da chi si reca nel bacino per le sue pescate domenicali e le più frequentate nel corso di tutta la stagione.
 
VIABILITA’
Il lago si raggiunge dall’autostrada A1 uscita chiusi Chianciano in direzione Città della Pieve, Moiano e Tavernelle,dopo circa 30 km, dopo avere superato Tavernelle, troverete la deviazione per Pietrafitta sulla destra, costeggiate la recinzione della centrale finchè non trovate sulla sinistra una rotatoria; sulla vostra destra trovate una strada sterrata e seguendo le indicazioni arriverete al cancello di entrata al lago a fianco della casetta di legno dove si rilasciano i permessi.
 
articolo scritto da Andrea Coroi
 
N.B.
Il bacino di Pietrafitta (PG), dal 29/08/2011 al 01/09/2011, ospiterà i campionati del mondo di carpfishing
e il 15 16 e 17 luglio 2011 la seconda prova del campionato italiano a coppie di carpfishing, a questa prova parteciperà la coppia del GPO IMOLESE TUBERTINI composta da Vito Villani e Simone Finocchi
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 04/07/2011 @ 17:59:59, in ITINERARI, linkato 4021 volte)
IL PARCO LAGHI A SPINNING IN ESTATE
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
In provincia di Forl Cesena esiste una bella oasi per pescare al fresco
Vicino alla localit di Bagno di Romagna si trovano i laghi:
Acquapartita; in localit Acquapartita
Pontini; da Bagno di Romagna o San Piero in Bagno verso Acquapartita, a un bivio ottimamente segnalato.
Lago Lungo ;poco prima del Pontini da Bagno di Romagna o San Piero in Bagno verso Acquapartita, a un bivio ottimamente segnalato.
Riserva Fario: vicino al Pontini si raggiunge a piedi da questo o dalla strada del Lago Lungo
Fonte Sulfurea; 6 km dopo Acquapartitaverso Alfero, a destra subito dopo un ponte su un rio (popolato pure da belle trote..) a destra, non visibilissimo
Siamo piuttosto alti (700 metri circa) , quindi fresco anche col solleone, ottimamente accessibili, con prato allinglese ai lati dei laghi grandi, si pesca con la macchina vicino e con chioschi per rifocillarsi vicino ai laghi principali
As Acquapartita in molti posti si mangia anche decisamente bene
Parliamo di laghi a pagamento, in regime no kill, per 20 euro la mattina, 25 il giorno, 5 euro in pi per la riserva fario se c posto essendo a numero chiuso.
Obiettivo dellestate sono i bass, e a sorpresa le trotedove non ti aspetti
I bass sono presenti ad Acquapartita, dicono, che per famosa per i lucci che certamente ci sono ma sono molto furbi, specie poi in estate
In effetti qui abbiamo cappottato..
Ce ne sono molti di pi sia ai Pontini che al Lago Lungo , tanti sono piccolotti , tanti sono sul mezzo chilo ma alcuni sono ben oltre i 2 kg.
Non fatevi trarre in inganno se non li vedete a galla , come capita spesso di mattina, ci sono.
Il divertente che non necessariamente mangiano a gomma, magari piccola, a riva
Io ne ho presi a spinnerbait, chatterbait, crank, minnow e gomma decisamente non piccola
Non una pesca facile, su pesci che mangiano tutto.
Certi colori di gomma non hanno fatto effetto, cos come libellule e topini di pelo ma qui sta il bello della pesca.. se avessimo solo certezze non ci divertiremmo!
Vanno sorpresi, spesso mangiano di reazione, se rifiutano lesca raramente ci ritornano
Come facilmente intuibile non ho pescato con vermetti a waky agitati davanti alle labbra dei bass
Il prezzo di questa pesca il continuo movimento a cacciare pi che a pescare a vista il bass, gli occhiali polarizzati e un cappello sono altamente raccomandati.
Con cosa pescare? Io mi trovo sia a spinning che a casting visto che se posso non uso esche micro e visto che sono comodo in 2 avevamo 6 canne in macchina da ruotare.
Dovessi pescare con una canna sola direi a spinning.
Se si pesca leggero ci sono in giro (specie ai Pontini e suppongo nella riserva fario che non ho fatto) tante trote anche molto grosse.
La soluzione ottimale per me girare i laghi, due ore qui, due ore l.
Se amate le trote non saltate il lago davvero piccolo ma bello della fonte sulfurea; qui tante trote medio piccole vi faranno divertire con micro minnowe rotanti.
Il lago piccolo, poco pi di un macero, ma con acqua pulita ed erba.. in un ottimo contesto ambientale
E trote davvero furbe che un piacere inlamare .
Il tutto in rigoroso no kill, 1 amo singolo senza ardiglione che spesso vi danner lanima specie a trote.
Leggete bene il regolamento prima i due guardiapesca passano il loro tempo facendo la spola tra i laghi e controllando.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Sito del PARCO LAGHI
 
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Di Admin G.P.O. (del 03/07/2011 @ 19:08:20, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 17631 volte)
 
IL GAMBERO KILLER O GAMBERO ROSSO DELLA LOUISIANA PROCAMBARUS CLARKII
 
Viene chiamato anche gambero killer perché negli ambienti acquatici in cui è stato introdotto, ha preso il sopravvento sulle altre specie presenti, diventando in breve tempo, anche per l’assenza di predatori naturali, l’anello preponderante della catena ecologica anche a causa delle sue caratteristiche caratteriali che lo rendono molto competitivo nei confronti delle specie presenti nei corsi d’acqua in cui è stato introdotto. Questo animaletto “molto simpatico” a noi pescatori è originario del sud degli USA e del Nord del Messico ed è stato esportato praticamente in tutto il mondo a scopo alimentare per la facilità con cui si alleva.
 
Ha un ciclo vitale che prevede più riproduzioni durante il corso dell’anno, specialmente nelle aree a clima temperato, con una produzione di uova che supera le 500 unità ad ogni ciclo riproduttivo e per questo motivo tende a colonizzare i corsi d’acqua in un tempo relativamente ristretto..
 
Questo animaletto si adatta molto facilmente ad ogni sorta di ambiente, può respirare anche fuori dall’acqua per un tempo stimato intorno alle 24 ore e questa sua caratteristica gli permette di spostarsi da un corso d’acqua ad un altro sfruttando la vegetazione. Riesce a sopravvivere a temperature vicine ai 50 gradi e anche nei canali che vengono essiccati stagionalmente. Nei periodi invernali si rifugia nella propria tana cadendo in una sorta di letargo.
 
Tollera alti livelli di salinità delle acque e basse concentrazioni di ossigeno. E’ insensibile alla “peste del gambero” che colpisce le popolazioni autoctone di gamberi (Austrapotamobius pallipes italicus ) e ne è addirittura portatore sano. Quando fu introdotto in Europa alla fine dell’800 per compensare il forte calo delle popolazioni autoctone a causa della peste, nessuno immaginò che sarebbe stato la causa di un ulteriore declino delle nostre specie.
 
LA DIETA
Il Gambero della Louisiana è molto opportunista e ha una dieta molto varia che si adatta a quello che riesce a trovare nell’ambiente sia di origine animale che vegetale e non ha gusti specifici.
Questa sua caratteristica gli permette di cibarsi anche di alimenti che non aveva mai visto prima.
Dato che si ciba anche di girini di rospi e rane ne riduce drasticamente la popolazione con il risultato di fare aumentare il numero di insetti presenti nell’ambiente. Si ciba anche di germogli di piante diventando un pericolo per le risaie e le culture.
 
LE TANE RAMIFICATE
La resistenza di Procambarus clarkii è dovuta, fra l'altro, alla sua capacità di costruire tane. Rifugiandosi in esse, riesce a sopravvivere nei momenti delicati del suo ciclo biologico, come la muta o la riproduzione, a proteggersi dai predatori e dalle condizioni climatiche estreme, o troppo calde o troppo fredde. E’ in grado di scavare gallerie sotterranee ed alcune possono essere anche molto complesse e ramificate, raggiungendo anche la profondità di 5 metri. In una sola tana possono convivere sino ad una cinquantina di animali. Ecco, dunque, da dove deriva il problema per la stabilità degli argini dei corsi d'acqua e delle coltivazioni agricole laddove l'animale s'insedia. Con la sua attività di scavo, inoltre, il gambero intorbidisce le acque: la luce penetra con più difficoltà e questo ostacola la crescita delle piante.
 
LA DIFFUSIONE
Grazie a tutte le sue caratteristiche, e a causa dell'uomo che lo ha trasportato, sia per venderlo e sia casualmente, questo gambero si è diffuso in gran parte d'Europa. E' presente in Portogallo, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Germania meridionale, Paesi Bassi, Svizzera, Cipro. In Italia si trova, oltre naturalmente alla Toscana, in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo
 
I NEMICI DEL GAMBERO KILLER
Non sono tantissimi gli animali che in Italia mangiano il gambero rosso americano. Però, alcuni uccelli hanno cominciato a conoscerlo e ad apprezzarlo. Per esempio l'airone rosso, Ardea purpurea, del tarabuso, Botaurus stellaris, della garzetta, Egretta garzetta, e del cormorano, Phalacrocorax carbo, il cui numero è aumentato con l'arrivo del gambero". Fra i pesci, è il boccalone, Micropterus salmoides, pure lui "made in Usa". Ma il nemico più efficace è il luccio, Esox lucius, in grado di predare gamberi di ogni taglia, ma che interviene soprattutto sui piccoli . Negli ambienti urbani, il gambero rosso è predato anche dai ratti.
 
RICETTE A BASE DI GAMBERO KILLER
Presupponendo che deve essere catturato in acque non inquinate e prive di metalli pesanti….
Proponiamo un paio di ricette trovate in rete per dare una mano a ridurne il numero presente nelle nostre acque interne : - P
 
GAMBERI DI FIUME
Ingredienti:
1 kg di gamberi di fiume
4 spicchi d'aglio
1/8 di litro di olio
500 gr di pomodori tritati
1 bicchierino di Brandy
Peperoncino piccante
Sale
 
Preparazione:
In una padella con l'olio fate dorare bene gli spicchi d'aglio.
Aggiungete quindi il peperoncino e i pomodori tritati.
Quando il tutto sarà ben rosolato unite i gamberi di fiume, puliti in precedenza. Rigirateli varie volte finché avranno assunto un bel colore rosso. Bagnateli con il brandy e fiammeggiate.
Versate il tutto in una casseruola di coccio e servite subito
 
GAMBERI DI FIUME CON FAGIOLI ALLA FRIULANA
 
Ingredienti:
1200 gr di Gamberi di fiume
350 gr fagioli freschi sgranati
100 gr lardo
1 cipolla
Alloro
Aglio
1 cucchiaino aceto di vino
Vino bianco secco
Sale e Pepe q.b.
 
Preparazione:
Lessare i fagioli con l'alloro. Rosolare un battuto di metà lardo, cipolla; unirvi i fagioli lessati senza la loro acqua, 1 cucchiaino d'aceto, sale, pepe. Far prendere sapore.
A parte rosolare il lardo rimasto con l'aglio ed unirvi i gamberi, sale e pepe; sfumare col vino.
Rovesciare i fagioli in un grande piatto e disporre al centro i gamberi.
 
...BUON APPETITO! : - )
 
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 03/07/2011 @ 04:13:46, in ARCI PESCA, linkato 1299 volte)
 
CAVO LAMA E OSTELLATO VECCHIO OSSI DURI PER IL TEAM A.R.C.I.
Aggiornamento gara A.R.C.I. 2a prova Regionale BOX e 2a PROVA Provinciale Coppie
Articolo di Stefano Danielli
 
Il 12 Giugno si è svolta la seconda prova del Regionale BOX A.R.C.I. in Cavo Lama a Novi di
Modena , svoltasi per il nostro Team nel tratto Ponte Ascona.
In un canale che aveva visto due giorni prima della gara abbassarsi il livello dell'acqua drasticamente ,per poi rialzarsi a mezza giornata dalla gara, non è stato facile per il nostro Team
trovare una tecnica di pesca che facesse la differenza.
Colpevole anche un acqua notevolmente sporca e fitta.
In questo contesto , se si considera che la nostra compagine si trovava a gareggiare nel settore con i primi di gara , tanto per cambiare, non è stato facile ottenere una buona prestazione , attestandosi
al 4° posto di settore con Kg. 7,200 di pescato ,cercando di sfruttare al meglio la pesca a galla
con la Roubaisienne con catture che non superavano i 50Gr. al pezzo .
 
Ancora più dura è stata la 2° prova del Provinciale a Coppie il 19 Giugno a Ostellato Vecchio, che
non ha smentito le esperienze negative precedenti.
In un pessimo campo di gara in cui la coppia Borghi Rossella-Fontana Giovanni si è trovata a pescare davanti alla draga che sta svolgendo i lavori di pulizia del fondo, e la coppia Banzi Giuliano-Danielli Stefano a gareggiare nel settore degli ultimi di gara.
Ha visto Borghi - Fontana a zero catture come altre quattro coppie nel loro settore, ottenere un 3° di settore a sorteggio.
E la coppia Banzi-Danielli , ottenere un 4° di settore con una cattura ottenuta con tecnica a
ledgering lanciando sulla sponda opposta del canale.
Prossimi aggiornamenti per la gare di Luglio.
 
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore agonistico A.R.C.I. per il G.P.O. IMOLESE,
 
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Di Admin G.P.O. (del 27/06/2011 @ 07:07:18, in PESCA AL COLPO, linkato 1340 volte)
LAPO TUBERTINI VINCE A PISA CON 7 PENALITA
Articolo di Angelo Borgatti (Pesca In, Noi Pescatori, Tubertini High Quality)
Importante successo della storica APO Tubertini di Firenze, che nella terza prova dellA3 Colpo del 26 giugno scorso ha sgominato lagguerrito lotto delle altre contendenti, aggiudicandosi la prova in calendario sullArno pisano.
Sui quattro campi di Calcinaia Vecchia, Calcinaia Nuova, Fornacette e Castelranco, gli agonisti dellAPO, trascinati da quel monumento della Pesca Sportiva agonistica che Francesco Casini, hanno totalizzato sole sette penalit complessive, frutto di un grande primo di settore a Calcinaia Nuovo del Checco nazionale che regola il settore con oltre 15 chili, del secondo di settore di Claudio Nuti a Calcinaia Vecchio, del terzo di Matucci a Castelfranco con 16 chili e del devastante primo di Fabrizio Filindassi, a Fornacette, con oltre 25 chili fatti pescando IN PIEDI con 6/7 pezzi di roubaisienne!
Grandi, veramente!
Articolo di Angelo Borgatti (Pesca In, Noi Pescatori, Tubertini High Quality)
 
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Di Admin G.P.O. (del 26/06/2011 @ 19:42:14, in PESCA AL COLPO, linkato 2389 volte)
 
AD OSTELLATO UN PODIO TARGATO TUBERTINI
3a PROVA TROFEO A2 26 GIUGNO 2011 OSTELLATO VECCHIO
Articolo di Angelo Borgatti (Noi Pescatori, Pesca In, Tubertini High Quality)
 
 
Nuovo round ad Ostellato della A2 Colpo, che il 26 giugno scorso ha fatto schierare i 200 partecipanti sulla sponda del Circondariale, nel Campo Vecchio.
Nota dominante di tutta la settimana precedente le difficoltà di interpretare bene il campo di gara ferrarese, sia per la quantità delle catture che per il fondale, letteralmente martoriato dalla draga che ormai da mesi sta operando per aumentare la profondità e la portata del canale. Come ormai noto a tutti, il lavoro di scavo produce sul fondo del corso d’acqua dei notevoli dislivelli, anche nell’ordine di oltre un metro, dislivelli che sembrano essere disseminati senza un preciso ordine sul letto del canale e che determinano notevoli difficoltà a chi vi deve gareggiare, visto che è ormai assodato che per avere risultati in termini di catture è fondamentale esercitare l’azione di pesca su di un tratto più ampio possibile di fondo vecchio, quello cioè non intaccato dai “morsi” della draga; nei punti in cui l’opera di scavo ha fatto il suo corso, i pesci sembrano non trovare un habitat ideale a sostarvi, probabilmente perché questi interventi vanno a scoprire o smuovere fanghi e detriti “poco invitanti” che allontanano le breme ed i carassi. La prima opera che tutti i 200 concorrenti hanno fatto una volta sistemati panchetto ed attrezzature sul posto di pesca, è stata quella di capire cosa avevano davanti e a che distanza, “radiografando” meglio possibile, con roubaisienne e bolognesi, le caratteristiche del fondale antistante il proprio picchetto. Ecco quindi che l’azione di pesca, a roubaisienne, si è svolta sulle linee di pesca più disparate, dai 6/7 metri fino a 13, più o meno di fronte alla propria postazione di pesca, dove si è potuto trovare uno spiazzo praticabile; ancora più complessa la pesca all’inglese, vista la difficoltà maggiore a determinare la distanza di pesca e il lanciarvi regolarmente sopra la lenza. Questa terza prova ha messo in risalto una schiacciante superiorità di alcune formazioni venete che hanno saputo interpretare molto bene le acque ferraresi; la singolarità di essere tutte squadre di Padova e tutte targate Tubertini non può certo considerarsi una semplice coincidenza, ma probabilmente anche il frutto di una visione abbastanza comune di interpretare il campo di gara, oltre che l’impiego di attrezzature di ottima qualità.
Onore quindi ai Pescatori Padovani Tubertini del Presidentissimo Paolo Bettella, che porta la formazione A sul vertice più alto del podio e la B al terzo posto di giornata, impediti in una storica doppietta dai cugini “terribili” del River Club Tubertini capitanati da Thomas Busatto (che con il primo di settore di settore di oggi si porta al comando della graduatoria individuale con 4 penalità).
Molto bene anche altre due formazioni che portano il logo Tubertini sulle divise come la Val d’Amone A di Brisighella di Leo Liverani, Ivo Bubani, Fabio Ugolini ed Ivano Solio, quinta assoluta, ed il G.P.O. Imolese D che ha schierato Ricky Favalini, per lui un altro assoluto individuale con quasi 7 kg dopo l’assoluto nella seconda prova dell’Italiano individuale in Cavo Lama!, Carletto Pezzuto, Verter Bergonzoni e Simone Farné, ottavi di manche. Sull’assoluto individuale è giusto puntualizzare che sarebbe stato appannaggio di un altro atleta del G.P.O. Imolese. Massimo Bonetti, che ha sfiorato quota 8000 punti ma è stato penalizzato di un punto, classificandosi quindi secondo di settore…
 
Intervista a Alberto Bettella – Pescatori Padovani Tubertini A – vincitori di giornata
 
Complimenti Alberto, avete sfiorato una doppietta sensazionale, per di più fuori casa…
 
“Si, ci siamo andati veramente vicino! Voglio innanzi tutto ringraziare i miei compagni di Società per lo splendido risultato di oggi: Fabio Boccardo (1), Daniele Nardo (2) e Federico Berton (3) che pescano con me in squadra A; Davide Signorin (1), Giorgio Donato (2), Enrico Bondanelli (3) e Maurizio Crivellin (7) che compongono la squadra B.”
 
Cosa avevate visto durante le prove della settimana e come avete impostato la gara di oggi?
”Il campo di gara era di difficile interpretazione, in quanto a causa delle bennate della draga, ogni picchetto aveva una storia a se, quindi la distanza di pesca variava da posto a posto e sicuramente il fatto di trovare un piano più lungo possibile era di grande aiuto. Nel mio caso è stata una gara difficilissima in quanto a 13 e 11,50 metri avevo una buca enorme, tanto che la punta in 3 pezzi non era sufficiente ad arrivare sul fondo, e per questo motivo ho dovuto accorciare il tiro a 7 pezzi di roubaisienne. Per fortuna sono riuscito a prendere qualche pesce la prima ora innescando il ver de vase, per poi allungarmi a 11,50m pescando di traverso sulla mia destra, dove sondando avevo trovato un piano di circa 70 cm con il fondo vecchio che mi ha dato altre due breme che mi hanno fatto fare un bel quarto di settore, fondamentale alla fine per la vittoria della prova. Dopo le varie prove effettuate nei giorni antecedenti la gara, avevamo deciso di impostare la gara facendo un gran fondo di pastura e terra in partenza, circa 5 litri di materiale, per poi alimentare con regolarità durante le tre ore di gara aumentando la frequenza con il passare del tempo. Secondo quello che avevamo visto, nell'ultima parte di gara si veniva premiati se si era costanti nello scodellare una palla di pastura ed una di terra e fouilles con un intervallo di circa 15 minuti nella prima ora, dieci nella seconda e ogni cinque nell'ultima. Come pastura abbiamo utilizzato un mix tra Turbo Classic e Turbo Black con in aggiunta della terra di Fondo di Van Den Eynde. Per la terra con aggiunto il fouilles, invece abbiamo scelto l'argilla nera, sempre di Van Den Eynde, con un po' di bentonite. Al contrario di altri, noi abbiamo deciso di dare della pastura dura, che fumasse il meno possibile, pescandoci in cima molto leggeri e soprattutto con un bell'appoggio; le lenze principali da noi utilizzate sono state 0,50 e 0,30 grammi con una piombatura molto chiusa. In partenza siamo partiti un po’ più pesanti, 1,00 grammo e giusti al fondo, che poteva rendere qualche pesce in più.”
 
Proprio oggi avete avuto il rientro tra le vostre fila di due amici…
“Si e voglio approfittare di questa occasione per ringraziare due ragazzi che sono tornati a gareggiare con noi da questa prova, Daniele Nardo e Davide Signorin, il loro apporto per noi è stato di grande aiuto!”
  
Intervista a Thomas Busatto – River Club Tubertini A
 
Thomas, oggi avete fatto un piccolo dispetto ai cugini Pescatori, infilandovi proprio in mezzo…
“Guarda, non volevamo fare nessun dispetto, abbiamo fatto la nostra gara e siamo arrivati ad un soffio dal gradino più alto. Certo fa piacere vedere tanti concittadini sul podio. Poi ci scherzeremo sopra tra noi. Voglio citare e ringraziare i miei compagni di squadra che mi hanno aiutato a vivere questa bella giornata: Bacelle Maurizio, Crepaldi Matteo e Lazzaro Giuseppe.”
 
Domanda inevitabile: la vostra impostazione di gara?
“Sapevamo essere fondamentale verificare il fondo antistante e quindi abbiamo sondato il picchetto molto attentamente, cercando le zone dove il fondo risultava il più uniforme possibile.
Come pasturazione si era deciso di bagnare 4 kg di Turbo Black mescolata con la terra di somma nera (per un totale di 13 litri). Per arrivare a 17 litri abbiamo preparato della terra di somma nera non troppo bagnata. L’impostazione era quella di partire a roubaisienne per i primi 30 minuti e vedere se il pesce mangiava. Infatti chi era nei posti buoni dopo 5-10 minuti ha iniziato a vedere delle mangiate.
Passato questo lasso di tempo, si prendeva in mano l’inglese e ci si pescava fino alla fine della gara. Sotto il pesce se non ce lo hai non entra; mentre fuori le possibilità di trovare qualche abramide erano maggiori.
Sulla roubaisienne abbiamo preparato dei PRO 97 da 0.50g. fino a 2.50g oltre a due Skipper da 0.50g e 1g, mentre sulle inglesi abbiamo montato dei PRO 69 da 20g. Come ami per tutte le nostre lenze abbiamo scelto degli ami del 15 e del 16 della serie 2 opaca legati con del Fluorine 0.12mm perché la possibilità di incocciare delle breme anche molto grosse non era remota.”
 
Con il primo di settore di oggi sei in testa alla classifica individuale. La tua gara è stata difficile?
“Ho pescato a 11 metri con lo skipper da 0.50g appoggiato circa 20cm. Ho iniziato a catturare dopo una decina di minuti innescando sempre un bigattino morto con 2/3 fili di ver de vase; verso la fine mi è scivolata di mano la canna battendo sull’acqua e non ho visto più nulla. Ho alimentato esclusivamente con pastura e fouillis ed ho messo in nassa anche pesci importanti. Alla fine vinco con 6.100 grammi. Debbo ringraziare anche di aver avuto in sorteggio un buon posto.”
 
Articolo di Angelo Borgatti (Noi Pescatori, Pesca In, Tubertini High Quality)
 
GALLERIA FOTOGRAFICA CLASSIFICA
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 26/06/2011 @ 17:55:14, in PESCA AL COLPO, linkato 1306 volte)
3a PROVA TROFEO DI SERIE A2 OSTELLATO VECCHIO 26 GIUGNO 2011
articolo di Giuseppe Stagni
 
Domenica 26 giugno si è svolta la terza prova del Trofeo di serie A2
Gara caratterizzata, purtroppo, ancora da alcuni cappotti, causati dalle asperità del fondale dovute al dragaggio del canale ancora in corso nella zona cancelli/fili. Ne sa qualche cosa il nostro Simone Farnè, capitato in un picchetto con un dislivello di un paio di metri che si protraeva fino alla riva e con la minuscola zona rimasta con un fondo quasi normale coperta da ostacoli che hanno costretto il nostro Simone a far di tutto per non perdere tutte le lenze. Farnè ha concluso la gara con 10 punti certamente non meritati.  Il fondo, purtroppo, non si è ancora livellato e occorrerà ancora molto tempo prima che si verifichi un assestamento accettabile e che renda il fondale uguale per tutti i concorrenti.
La gara è stata vinta dalla squadra A dei Pescatori Padovani composta da : Federico Berton, Alberto Bettella, Fabio Boccardo e Daniele Nardo con sole 10 penalità. Il primo assoluto è stato fatto dal nostro Bonetti Massimo con 7890 grammi che purtroppo ha concluso la gara con 2 punti dovuti ad una banale dimenticanza che ha fatto scattare la penalità durante i controlli delle matrioske da parte dei commissari di gara.
 
articolo di Giuseppe Stagni
 
Tra le nostre gallerie fotografiche potrete trovare l’album da 232 fotografie inerente a questa manifestazione (foto di Giuseppe Stagni)
 
Nei prossimi giorni pubblicheremo anche il filmato relativo a questa prova
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 25/06/2011 @ 20:26:38, in PESCA AL COLPO, linkato 3397 volte)
 
La classifica finale  e quella inviduale all'interno dell'articolo
CAMPIONATO EUROPEO DI PESCA AL COLPO 2011
OPOLE POLONIA 25 e 26 GIUGNO 2011
EUROPEO: SI VINCERA' SUL FILO DEL GRAMMO
Articolo sschiavone PER FIPSAS
 
Questo fine settimana è all'insegna della grande pesca. Infatti, in Polonia, con precisione a Opole, sulle acque del canale Vulga, dopo la giornata di allenamento ufficiale di ieri, stamane è iniziata la prima manche della gara per conquistare il titolo europeo 2011.
 
E' l'unica uscita internazionale, al di fuori dell'Italia, che la Squadra Seniores di Pesca al Colpo capitanata da Rudy Frigieri ha in calendario per questa stagione.
 
Ovviamente, sarà un test fondamentale, questo europeo polacco, per gli azzurri, e un pò per tutte le altre nazioni, prima dell'apertura dei Mondiali di Pesca Sportiva che si svolgeranno in Italia ad agosto.
 
Il campo gara si presenta bellissimo ed ideale per una competizione così prestigiosa, ma altri fattori, sia climatici che tecnici stanno condizionando e, sicuramente falseranno risultati e performance di molti team dei 27 iscritti alla competizione.
 
Pioggia, e nella prima parte della gara anche vento, stanno infastidendo l'azione di pesca. Ma il fattore più condizionante è sicuramente la scarsa pescosità riscontrata dagli alteti.
 
Pesci piccoli e di peso inferiore ai 100g sono le uniche prede con le quali stanno e dovranno combattere i concorrenti. Arborelle, Gardon, persici di piccola taglia saranno le prede più ambite e presenti nel Vulga. I più fortunati potranno imbattersi nelle rare Breme, vicine al kilogrammo di peso, che si sono viste sporadicamente durante gli allenamenti.
 
L'Italia, a detta del CT, Frigieri, opterà per una pesca ai pesci piccoli, più stancante ma sicuramente più consistente e produttiva al peso.
 
Insomma, chi vincerà, facciamo i debiti scongiuri a proposito dell'Italia, lo farà per uno scarto minimo di 200/250g nei confronti dei diretti avversari.
 
Francia e Inghilterra (ci sono i mostri sacri della pesca mondiale in campo) sono sicuramente le dirette antagoniste degli azzurri che comunque sono partiti con le migliori intenzioni e più agguerriti che mai a non lasciare nulla di intentato.
 
A tutti i nostri un grande "IN BOCCA AL LUPO".
 
 
SQUADRA AZZURRA
Stefano DEFENDI
Jacopo FALSINI
Andrea FINI
Ferruccio GABBA
Stefano PREMOLI (Riserva)
Gianluigi SORTI
 
COMMISSARIO TECNICO
Rodolfo FRIGIERI
Adriano FUMAGALLI
 
STAFF TECNICO
Gino GOVI - Marco MANNI - Moreno RAVAGLIA (G.P.O. IMOLESE TUBERTINI) : - )
 
DELEGATI FEDERALI
Maurizio NATUCCI
Antonio GIGLI  
  
 
 
 
 
 

POLONIA VOIVODATO DI OPOLE
  
Questa e’ la regione piu’ piccola della Polonia Situata nella parte sud-occidentale, confina con la Repubblica Ceca e con i quattro altri voivoidati: Bassa Slesa, Lodz, Grande Polonia e Slesia. E’ perlopiù pianeggiante con le montagne Opawskie e Monte Sant’Anna ad est. Il paesaggio della regione diventa piu’ variegato grazie al fiume Odra. Il voivoidato deve il suo carattere industriale ai ricchi giacimenti di calcare, marna, marmo e basalto. Comunque, anche l’agricoltura e’ una sua risorsa assai importante.

Il suo capoluogo - Opole - vanta il bellissimo centro storico e la cattedrale gotica. Ma la citta’ e’ apprezzata non solo per i suoi monumenti, ma soprattutto per il Festival della Canzone che sin dal 1963 viene tenuto nell’anfiteatro locale. La regione di Opole attira anche i fautori del riposo nella natura: oltre alle montagne, troviamo alcuni laghi (Turawskie, Otmuchowskie i Nyskie). Il Monte Sant’Anna e’ uno dei luoghi piu’ importanti del pellegrinaggio polacco. L’Orgoglio piu’ grande della regione di Opole e’ il castello di Brzeg paragonabile a quello di Wawel a Cracovia per via della sua architettura e grandezza. Le ben conservate fortificazioni di Paczkow, soprannominata la “Carcassonne polacca”, risalgono al Medioevo. L’Ottocentesco Palazzo di Moszna, dotato di 365 stanze e innumerevoli torri e torrette, stupira’ tutti. Nei dintorni di Olesno si trovano altre costruzioni sacrali.
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 25/06/2011 @ 14:41:48, in LEDGERING FEEDER, linkato 5478 volte)
 
SPECIALE LEDGERING HAIR RIG SENZA NODO
Per gentile concessione di LBF ITALIA LEDGERING & BARBEL FISHING ITALIA
 
qui di seguito potete osservare la procedura per la realizzazione del classico no-knot (senza nodo)...
per mostrare qualcosa di più del metodo per collegare l'amo al multifibre, abbiamo deciso di realizzare un hair rig che prevede l'utilizzo dell'anellino metallico come metodo di collegamento tra capello ed esca...oltra a ciò, potrete osservare anche l'impiego delle girelle con dispositivo di sgancio e sostituizone rapida del terminale...
 
1) i materiali occorrenti: un amo ad occhiello, uno spezzone di trecciato per terminali (nella foto un inguainato di kriston), un anellino metallico per hair rig, una girella (nella foto un modello quick change), un manicotto in silicone copri nodo, filo interdentale ed ago per completare l'innesco una volta realizzato il terminale
 
2) legare lo spezzone di trecciato da terminali all'anellino metallico con un grinner...bastano pochi giri...il nodo nn deve reggere a grandi trazioni
 
3) inserire il capo libero del terminale nell'occhiello dell'amo; è fondamentale che si rispetti la direzione indicata nell'immagine, il filo deve fuoriscire dall'occhiello sempre in direzione della curvatura dell'amo...utilizzando un terminale inguainato è possibile rendere piò morbido e mobile il capello semplicemente rimuovendo parte della guaina
 
4) tenendo ben fermo il capello, effettuare una serie di giri (spire parallele) attorno al gambo dell'amo partendo dall'ochiello in direzione della curvatura dell'amo...se non si utilizzano guaine in silicone, al fine di tenere in posizione il capello, è buona norma avvolgere il gambo dell'amo fino ad un altezza corrispondente alla punta o all'aridiglione dell'amo stesso
 
5) per chiudere il senza nodo è necessario affttuare ancora un paio di spire, questa volta in direzione opposta, quindi tornando, con il nostro avvolgimento, verso l'occhiello dell'amo...a questo punto è fondamentale che il capo libero del terminale venga nuovamente infilato dall'esterno verso l'interno della curvatura come mostrato in figura...(mai il contrario..il funzionamento dell'ahir rig si basa proprio su questo!)
 
6) una volta legato l'amo è necessario occuparsi della giunzione tra terminale e lenza madre...iniziare con l'infilare un manicotto copri nodi (e copri girelle) sul capo libero del terminale
 
7) realizzare una comune asola prestando attenzione che non ecceda in lunghezza la misura del manicotto in silicone
 
8) calzare il manicotto in silicone sulla girella...in questo caso potete osservare una girella che consente il cambio rapido dei terminali, molto utile qualora abbiate intenzione di variare l'impostazione della pescata o nei casi in cui dovete scollegare il terminale per calzarvi sopra un sacchetto in PVA (procedura che verrà mostrata in un altro tutorial)
 
 
9) ecco come si presenta il terminale ultimato...l'utilizzo dell'anellino consente di variare l'innesco senza dover dipendere dalla lunghezza del capello...passare dal mais ad una boiles singola, oppure ad un doppia sarà possibile legando l'esca all'anellino mediante uno spezzone di filo interdentale
 
 
Articolo pubblicato per gentile concessione di LBF ITALIA – LEDGERING & BARBEL FISHING ITALIA
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 25/06/2011 @ 12:18:39, in PESCA AL COLPO, linkato 1439 volte)
 
LO SCUDETTO DELLA POLISPORTIVA CASTELFRANCO TUBERTINI
Articolo di Angelo Borgatti (Noi pescatori, Pesca In, Tubertini High Quality)
 
L’edizione 2011 del Campionato Italiano a box di Pesca al Colpo si è disputata nel week end del 18/19 giugno scorsi.
Per la prima volta nella storia di questa manifestazione la data di svolgimento del “garone” è stata anticipata a giugno anziché nel classico ultimo fine settimana di agosto, a causa della concomitanza con lo svolgimento dei Giochi Mondiali della Pesca che, a cavallo di agosto e settembre, trasformeranno il nostro Paese nella capitale mondiale della Pesca Sportiva.
Nel complesso si può certamente dire che tanto la scelta della data che la manifestazione in se siano state azzeccate e ben riuscite. Questa gara, che qualcuno accusa di avere scarso spessore agonistico visto il notevole peso che riveste il sorteggio sul podio finale, in realtà riassume in se lo spirito originario delle grandi manifestazioni della FIPSAS, senza eccessive esasperazioni ma esaltando il senso di aggregazione che comunque dovrebbe sempre essere alla base del nostro sport. Ecco quindi che, con tutti i distinguo che ognuno può o vuole trovare nella formula, la “gente” della Federazione accorre numerosa, numerosissima, sin da mesi prima delle gare, a riprova che la formula comunque piace e da l’opportunità, anche a formazioni non di primissimo piano, di vivere due giorni di gloria e portare in Società uno scudetto tricolore. Peccato che tutti i campi gara della Lama, in varia misura, abbiano risentito dello stravolgimento determinato dall’abbassamento di livello imposto dall’allarme meteo diramato dalla Protezione Civile nella settimana antecedente lo svolgimento della 2^ prova Campionato Italiano Seniores e proseguito sino a tutto il 20 giugno. Questo provvedimento ha obbligato il Consorzio di Bonifica a ridurre notevolmente la portata idrica di tanti corsi della pianura emiliana, tra cui anche i campi gara del Cavo Lama, che sabato 18 giugno ha accolto gli 800 concorrenti iscritti al Campionato Italiano a box con circa ½ metro d’acqua in meno del livello normale. E’ evidente che, come già avvenuto per la gara del massimo campionato individuale, anche in quest’occasione i carassi e le carpe del canale abbiano risentito notevolmente di questi sbalzi di livello, che ne hanno condizionato il comportamento e la disponibilità ad abboccare. Peraltro, il sabato, a meno di mezz’ora dall’inizio gara, stabilito alle 10.10 dopo il canonico tempo dedicato alla pasturazione pesante, improvvisamente le acque della Lama si sono messe in movimento piuttosto veloce ed a crescere rapidamente, obbligando un po’ tutti a smontare lenze più o meno leggere e a rimontare vele e piastre varie per affrontare la nuova situazione. La pesca agonistica, comunque, è bella anche per questo! Domenica, invece, acque e livello pressoché stabili hanno fatto da palcoscenico alle tre ore di gara.
Prima di parlare del risultato sportivo credo sia giusto sottolineare la precisa e puntuale organizzazione curata dalla Sezione FIPSAS di Modena, che in questa occasione ha delegato ben tre sodalizi alla gestione di tutte le operazioni: SPS Bastiglia, SPS Il Torrione ed Alcedo Team che hanno allestito un campo gara con una ottima segnalazione e fornito ben 50 Commissari di Sponda che hanno operato velocemente tutte le procedure ante e post gara, con una pesatura veloce che ha consentito di iniziare le premiazioni attorno alle ore 14, a poco meno di due ore dal termine della seconda gara. Ottimo e collaudato anche l’operato dei Giudici di Gara federali Giancarlo Cassanelli e Giuliano Deserti, due autentiche macchine da guerra in occasioni come queste. Tutti bravi!
I più bravi, però, sono come sempre i vincitori, che riescono a realizzare due primi di settore nelle due giornate (e quest’anno sono state 17 le formazioni che ci sono riuscite) totalizzando anche un grande peso complessivo; quest’anno i più “pesanti” sono stati gli uomini della Polisportiva Castelfranco Tubertini di Castelfranco Emilia (Mo) che hanno realizzato un peso complessivo di 33.720 grammi battendo la seconda assoluta di meno di 1 chilo! Per il capitano Franco Simonini un grande riconoscimento per i tanti anni di passione dedicati la nostro sport.
 
Innanzi tutto complimenti, Franco, a te e alla tua squadra per un risultato così importante. E’ giusto ricordare chi ti ha aiutato in questi due giorni per arrivare ad innalzare oggi lo scudetto tricolore del Campionato Italiano a box.
“Certamente. Oltre a me sono scesi in campo anche Giorgio Benevento, Andrea Milanesi e Sergio Cavazza.”
 
Il sorteggio dove vi mandato in questi due giorni?
“Sabato eravamo primi di campo a ponte Borelle, abbiamo vinto il settore e siamo giunti ottavi assoluti di giornata. Oggi siamo stati sorteggiati all’ultimo picchetto di Ponte Samice e abbiamo nuovamente vinto il settore e realizzato l’assoluto di giornata. La somma di questi due splendidi risultati ci ha portato sul gradino più alto del podio. Siamo stati certamente fortunati nel sorteggio ma abbiamo sfruttato al massimo la dea bendata!”
 
La vostra impostazione in questi due giorni?
“Visti i buoni posti avuti in sorteggio siamo partiti all’attacco e dall’inizio abbiamo pescato esclusivamente corto, con 4/5 pezzi di canna. Solo il più interno di noi ha alternato la pesca sotto con la pesca fuori. Nella seconda giornata, questa pesca ha reso ancora più e abbiamo fatto oltre 20 chili.”
 
Parlami un po’ delle attrezzature che avete usato in questo week end…
“Come pastura abbiamo fatto un mix in parti uguali di Tubertini Gold Medal Brown e Tubertini Fondo Big che abbiamo usato alternata ai bigattini incollati con la ghiaia. Come lenze abbiamo usato dei Tubertini PRO 105 da 0.50g montati su madre lenza dello 0.14 con terminali dello 0.12 PiùPiù. I nostri ami sono stati del 16 e del 14 della serie 2B Tubertini .”
 
Per voi è il primo scudetto…
“Abbiamo vinto questo Titolo anche in passato, in una edizione in Brian quando non si accedeva per iscrizione libera come ora. Naturalmente la gioia è altrettanto sentita perché la concorrenza è notevole ed agguerrita e questo ci rende ancora più contenti, per noi, i nostri compagni e per lo sponsor.”
 
Articolo di Angelo Borgatti (Noi pescatori, Pesca In, Tubertini High Quality)
 
 
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