GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Ravaglia Moreno campione italiano 2011 al quarto Memorial Marcel Van Den Eynde 2012... di Admin G.P.O.
 
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Il raggiungimento degli obiettivi sportivi, unitamente ad una attenta salvaguardia e valorizzazione della natura e dell'ambiente in generale, dovrà sempre guidare l'attività e le scelte di coloro che saranno, di volta in volta, chiamati a dirigere l'Associazione

G.P.O IMOLESE TUBERTINI
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di Admin G.P.O. (del 18/07/2011 @ 16:55:13, in PESCA AL COLPO, linkato 3713 volte)
GPO IMOLESE TUBERTINI DI FORZA IN FISSERO
4a PROVA TROFEO A2 FISSERO TARTARO
articolo di Angelo Borgatti ( Pesca In, Noi Pescatori, Tubertini High Quality)
 
Ottima prova dei ragazzi del GPO Imolese Tubertini di Bologna che il 17 luglio scorso hanno vinto la 4^ prova del trofeo A2, in calendario in Fissero nei tratti di Garolda e Ca’ Vecchia, e piazzato altre due formazioni rispettivamente al 6° ed 8° posto di giornata, segno di una impostazione di gara univoca e ben orchestrata.
Artefici della gara che ha fruttato il primo gradino del podio sono stati i componenti della formazione B della società felsinea, ossia Massimo Busi ed Alessandro Schilirò, che hanno pescato a Ca’ Vecchia, e Daniele Poli e Massimo Bonetti, che si sono confrontati con le bremettine di Garolda.
Per loro questa bella vittoria, realizzata con sole 8 penalità, rappresenta la svolta di una annata iniziata con qualche difficoltà e andata via via aprendosi sino a proiettarli sul secondo gradino del podio della graduatoria generale parziale, ad una prova dalla fine del campionato.
Il campo di gara è stato ampiamente all’altezza della manifestazione, offrendo una buona varietà di catture e la possibilità di spaziare tra diverse varianti di pesca a roubaisienne e di pasturazione per le tanto agognate breme.
Molto buona anche la prova di Riccardo Favalini, Simone Farnè, Carlo Pezzuto e Verter Bergonzoni, ossia GPO D, che con la sesta piazza odierna si collocano al quarto posto della classifica provvisoria. Per Ricky Favalini un altro bel primo in vista della prossima finale degli Italiani individuali, in programma domenica prossima proprio su queste sponde di cemento. Riccardo è mooolto superstizioso e non voglio dirgli nulla, ma il pensiero non lo puoi fermare, come diceva una famosa canzone…
Per tutti ora lo scoglio del Brian, affrontato per la prima volta a questo livello in versione autunnale; per molti una prima volta che potrebbe essere una ulteriore difficoltà sulla via della promozione o della salvezza. Il tempo per provarlo comunque c’è e i bolognesi vincitori in Fissero sicuramente lo sfrutteranno a dovere. Prima, però, un po’ di ferie per tutti!
 
Daniele Poli – GPO Imolese Tubertini B
Allora Daniele, tornate dalle acque mantovane con una bella soddisfazione ed un bel carico di speranze…
“Beh, la soddisfazione certamente moltissima, vincere una gara è sempre molto gratificante, quando è di questo livello lo è ancora di più. Le speranze, naturalmente, ci sono ma la classifica è molto stretta e i posti disponibili per la promozione sono solo 4, visto che il primo posto è praticamente già assegnato dal momento che chi ci precede ha un margine incolmabile. Certamente ci proveremo con tutto l’impegno.”
 
Vuoi far sapere ai nostri lettori come avete impostato la gara vincente nelle due zone del Fissero?
“In Garolda abbiamo scelto di fare una gara a raccogliere tutto quello che era possibile, sia sulla linea dei 7 metri che a 13, per insidiare le plaquette da una ventina di grammi che sono le prede più numerose in quel tratto. Abbiamo preparato delle lenza da 0.75 - 1 – 1.25g realizzate con i PRO78 che per noi sono i galleggianti ideali per questi pesci; come filo per lenze e terminali usiamo il PiùPiù dello 0.12/0.10/0.09 per legare ami Tubertini della serie 2opaca del 18 e delle serie 1M ed 1T sempre del 18, da preferire a seconda della tipologia di pescata che può uscire.
Abbiamo predisposto anche due punte più pesanti, 1.5 – 2g., con il filo più lungo per avere l’alternativa fuori dalla zona di pasturazione per i carassi o le breme più grosse. Come pasturazione noi qui preferiamo sempre la SUPERCUP di Van den Eynde che tagliamo con pane belga e terra di somma per fare una bella macchia e tenere in zona le bremettine. A parte abbiamo fatto del pongo con terra di somma e bentonite con dentro poco fouillis che abbiamo scodellato inizialmente. Come alimentazione durante la gara abbiamo dato un composto di terra di somma, terra di riviere e bentonite con dentro un quartino di fouillis; di pastura durante la gara ne abbiamo data poca. Come innesco abbiamo usato solo 2/3 fili di ver de vase. In questa zona la gara è stata abbastanza regolare anche se qualche siluro ha fatto la differenza.
A Ca’ Vecchia, dove la taglia dei pesci è maggiore, abbiamo usato la TURBO Classic di Van den Eynde tagliata con terra di somma maggiormente arricchita di fouillis. Per l’alimentazione la miscela di terre è stata la medesima di Garolda, mentre la differenza l’ha fatta l’innesco, esclusivamente realizzato con bigattini, vivi o stirati. Le lenze qui sono tendenzialmente più pesanti, da 1.25 a 2,5g e la linea di pesca usata solo quella a 13 metri. Gli ami usati qui sono stati esclusivamente le misure 15 e16 della serie 2opaca. Anche la geometria delle lenze è stata abbastanza classica, con il bulk a 35 cm dall’asola e due pallini sotto, equidistanti, a tarare il tutto.”
 
articolo di Angelo Borgatti ( Pesca In, Noi Pescatori, Tubertini High Quality)
 
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Di Admin G.P.O. (del 16/07/2011 @ 11:59:40, in EVENTI, linkato 2820 volte)
FINISCE A SUON DI VIP LA 4a EDIZIONE DE LA PESCA DEL CUORE 2011
Articolo di Sschiavone dal sito F.I.P.S.A.S.
 
Edizione 2011 all'insegna dello spettacolo e di tanti VIP. La Pesca del Cuore, gara a sfondo benefico che la Federazione organizza in collaborazione con il Comitato costituito appositamente, ed altri enti e organismi subentrati successivamente ha riscontrato, quest'anno, un grande afflusso di pubblico richiamato dai tanti vip che hanno risposto all'appello di solidarietà lanciato da Carlo Conti.
 
 
 
Massimo Ciavarro, Marco Masini, Giovanni Galli e le novità Paolo Bonolis, Paolo Conticini, Augusto De Megni e Niki Giustini, ovviamente con la regia di Carlo Conti, accoppiati con grandi Campioni FIPSAS, seppur sotto un sole cocente ed un caldo torrido, hanno dato vita ad una gara che, alla fine ha saputo riservare delle sorprese.
Conti enormemente soddisfatto per la riuscita dell'evento, ha dovuto, però, per l'ennesima volta soccombere alle new-entry. 
Infatti, il successo è andato alla coppia formata dal comico Niki Giustini e dal cantante Marco Masini che hanno messo il proprio sigillo alla 4° edizione della Pesca del Cuore.
La incantevole cittadina di Orbetello in una splendida giornata di sole, ha ospitato per la terza volta la manifestazione, il cui ricavato oltre 25.000 euro è stato interamente devoluto alla Fondazione Niccolò Galli ed alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.
La classifica finale ha visto il conduttore-pescatore Carlo Conti e Paolo Bonolis classificarsi terzi, preceduti dagli attori Massimo Ciavarro e Paolo Conticini. Augusto de Megni e Giovanni Galli si sono classificati quarti.
Si è gareggiato in laguna, i vip sono stati affiancati in pesca dai Campioni della FIPSAS: Ferruccio Gabba, Luigi Sorti, Simona Pollastri, Rodolfo Frigieri, Anthony Giacomini, Patrizia Palma, Iacopo Collavoli e Mauro Salvadori.
Sono state pescate numerose Orate subito rilasciate. La gara è stata organizzata dal comitato Pesca del Cuore in collaborazione con FIPSAS, Expogeo, Caccia e Pesca, Coop. la Peschereccia Orbetello, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole e forestali, del Comune di Orbetello e di Fair Play.
Sponsor della Manifestazione il Consorzio Ottico Italiano "GreenVision".
Un ampio servizio andrà in onda sabato 16 luglio verso le ore 14.30, durante la puntata di "Linea Blu", programma condotto da Donatella Bianche su Raiuno.
Il Presidente Federale Ugo Claudio Matteoli, al quale è stato demandato il compito di Presidente della Giuria, ha ringraziato gli atleti e i vip per essersi resi disponibili, in maniera del tutto gratuita, in questo gesto di solidarietà nel quale la Federazione ha creduto sin dall'inizio. 
 
Articolo di Sschiavone dal sito F.I.P.S.A.S.

 
 
Per saperne di più….
 
E’ ormai nota la passione di Carlo Conti per la pesca. Quando può si diverte con gli amici a pescare spigole, o almeno ci prova. Ed è cosi, fra amici, che è nata l’idea di un evento benefico associato alla pesca sportiva. Il mondo dello sport è da sempre legato ad eventi di questo tipo, pensiamo al calcio e alle partite del cuore, alla nazionale cantanti e cosi via… E il mondo degli oltre 2 milioni di pescatori Italiani stava a guardare? No…nel 2008 si rimboccano le maniche e nasce l’evento “La Pesca del Cuore”. L’idea nasce da Carlo Conti e viene sviluppata e resa velocemente realtà grazie all’amico Gionata Paolicchi.
 
L’evento è Organizzato dal Comitato Pesca del Cuore presieduto dallo stesso Conti assieme all’amico Gionata Paolicchi, dal Presidente della FIPSAS Ugo Claudio Matteoli e da Rodolfo Mostardi di Expogeo. Otto personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, del cinema, appassionati di pesca, abbinati ad altrettanti campioni di pesca della FIPSAS, si sfidano amichevolmente pescando le tantissime Orate che popolano la meravigliosa laguna di Orbetello.
 
Le tre edizioni che si sono fino ad ora svolte hanno visto la partecipazione di importanti nomi del mondo della pesca (pensiamo a Paolo Volpini, Jacopo Falsini, Fernando Valvassura, Marino Poloniato, Umberto Ballabeni, Marco Volpi e tanti altri molto noti nel settore) e della televisione ( Carlo Conti, Gianfranco Monti, Giovanni Galli, Massimo Ciavarro, Marco Masini, Stefano Bettarini, Pupo, Ighli Vannucchi, Giorgio Panariello, Lucio caizzi, Antonella Clerici, Marcello Lippi, Leonardo Pieraccioni, Jerry Calà ecc..). Gli interi proventi della giornata di festa quest’anno saranno devoluti alla Fondazione Niccolò Galli e alla Fondazione dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
 
Tutti i proventi sono andati in beneficenza, non ci sono state spese e rimborsi da sostenere per nessuno, vip compresi.
 
sito di Carlo Conti http://www.carloconti.net/
 
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Di Admin G.P.O. (del 13/07/2011 @ 20:22:56, in SPINNING, linkato 1215 volte)
SECONDA GARA CAMPIONATO PROVINCIALE 2011 BASS FISHING DA BELLY BOAT
PROVA DI QUALIFICAZIONE GIRONE B
LAGHI SAPABA, BORGO NUOVO, BOLOGNA, 3 LUGLIO 2011
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Il 3 luglio si è svolta la seconda gara del campionato provinciale dal belly ai laghi SAPABA.
L’esito della gara è stato abbastanza soddisfacente per molti concorrenti, in parecchi hanno sofferto una minore pescosità rispetto la prima gara, infatti in circa un terzo hanno pesato 3 pesci, un terzo due e gli altri meno.
Anche la taglia è stata minore rispetto la prima gara
La gara, iniziata col freddo, si è conclusa sotto il sole con temperatura ideale, andata crescendo in molto caldo già verso la fine della gara.
I laghi si sono visti velati ma con acqua ampiamente accettabile .
Quindi l’occasione era attesa, la macchina organizzativa molto presto era già a pieno regime con minore “forza lavoro” del solito per la concomitanza di una gara a bass, ma i presenti si sono dati da fare e credo nessuno sia rimasto scontento o senza assistenza.
L’organizzazione è stata curata dal BBA e dalla FIPSAS, nelle persone di Corrado e Fabrizio, con come giudice il Negrini non col solito gommone ma su una piccola bass boat del BASS
Tra i concorrenti parecchi amici arrivati da province limitrofe.
In partenza molti hanno provato esche rigide (spinner e cranck) dando poi maggior peso alla gomma Durante la gara è prevalsa –come al solito- una grande cortesia e affabilità. Verso le 12.30 ci si avvicinava all’alaggio, assistiti a puntino dall’organizzazione, che sapevamo rifocillatasi durante la gara, pur senza il grigliatore ufficiale Max che era in gara.
Infatti risaliti in attesa della classifica e premiazione con annessi sfottò ci si è potuti rifocillare con molta pizza a tranci calda di forno che l’organizzazione ha offerto, abbondando con birre e bibite a disposizione.
Come di consuetudine i concorrenti hanno pesato, riempiendo la piscina di bass anche belli, molti medi e alcuni al limite della misura minima ma in buona salute.
Passata la fame si è proceduto alla premiazione che ha visto una classifica abbastanza chiara che ha penalizzato chi aveva bass piccoli e premiato chi ha abilmente attaccato bass fino ai 6 etti
INSERIRE LA CLASSIFICA
La gara ha visto come vincitore Daniele Gozzi (SBA), che è riuscito a catturare il big bass da 640 grammi. Secondo posto per Matteo Stabellini (TBA), quindi Alessio Bondi (RBA)
La gara è stata gestita dai concorrenti su tutto il lago, al fresco la mattina e al caldo a mezzogiorno, girando e rigirando alla cerca dei bass purtroppo non attivissimi specie col caldo
E soprattutto un’organizzazione buona, da ringraziare certamente
E ora appuntamento per la finale del 27 agosto, di cui si favoleggia che si griglierà……..sia per chi organizza che per chi gareggia.
Aspettandovi per la finale…..a presto
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan
Nb le foto sono mie, un ambito onore per chi come me fotografa poco
Se sono belle è merito mio, se no è il limite della macchinetta compatta ma il fotografo ufficiale era altrove…. : - )
 
GALLERIA FOTOGRAFICA DI MAURO MACCAGNANI
 
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 13/07/2011 @ 00:06:51, in SPINNING, linkato 3673 volte)
SPECIALE SPINNING, I JIG
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Ultima tipologia di esca in metallo trattata sono i jig
I jig al 99% sono esche che agiscono sol fondo essendo sostanzialmente ami adeguatamente piombati
Una piccola percentuale di jig leggeri e voluminosi può essere usata a mezzacqua con recuperi continui (swimming jig) ma sono assimilabili all’uso degli spinnerbait o dei chatterbait
Torniamo dunque ai jig da profondità
La struttura è semplice:
1.      Un amo, dal 2 al 7/0
2.      Una testina integrata sull’amo, di diversi pesi (da pochi a 50 grammi), di diverse forme
3.      La presenza o meno di antialga
4.      Un gonnellino o skirt
5.      Eventuale trailer
L’uso è concettualmente semplice, l’esca va sul fondo, anche in presenza di ostacoli essendo molto compatta e quasi sempre antialga, e qui viene mossa più o meno velocemente fino a interessare un predatore
Tutti i predatori sono interessati a questa esca, nel peso e nelle dimensioni giuste e adeguatamente animata
L’esca ha grande uso a bass e lucci, ma funziona per esperienza anche con trote, persici con regolarità e da report e discussioni con altri pescatori con perca , siluri e quasi tutti i predatori italiani, a volte è l’esca più catturante a nostra disposizione sia col freddo (pesci poco attivi, quasi fermi) che col caldo consentendo pesche su fondali importanti o all’ombra in “cover” o intrichi di rami altrimenti non pescabili.
Proviamo a definire prima gli usi più marginali, per pesci diversi dal bass (o lucci e siluri che tendono a condividere gli habitat).
Per le trote in torrente si usano microjig (o testine piombate) da pochi grammi fino a 10 (anche oltre per chi ha la fortuna di avere fiumi con grandi portate)
In genere si usano senza antialga, spesso lo skirt è realizzato in piume o pelo, l’amo è piccolo e il trailer adeguato alla trota che insidiamo, da 2 pollici in appennino e 5 sui grandi fiumi del Nord.
Consente di sondare le buche profonde con correnti vorticose che impediscono l’uso di minnow o crank e di rotanti e ondulanti, ma anche di entrare e permanere in piccole buche quasi senza rumore.
I moderni garisti utilizzano molto la tecnica dello swimming jig in torrente con microteste piombate e il solo trailer di gomma, ma qui siamo molto vicini alla pesca “pura” con esche di gomma
Al contrario le stesse tecniche, moltiplicate come pesi e dimensioni hanno grande uso nella pesca a lucci e siluri, ma anche qui si rientra nella pesca a gomma piombata < e magari a traina >
In effetti, dove ci sono lucci e siluri, mangiano senza problemi su jig da bass.
Chiudiamo il discorso sugli swimming jig che, per me, sono casi di movimento quasi continuo in caduta o su rive in forte pendenza nei casi in cui i predatori siano interessati a movimenti decisi e quasi continui.
Il jig classico si appoggia il più delicatamente possibile sul pelo dell’acqua e lo si lascia raggiungere il fondo dove viene animato con colpetti di cimino.
Qualora lo si cali tra rami e ostacoli dovremmo essere in grado di averne il controllo istante per istante e poter percepire ogni vibrazione, leggendo il fondo o gli ostacoli.
Quindi se la pesca sui fondali aperti è “facile” ma anche spesso non tanto redditizia il rendimento e la complessità della pesca crescono di pari passo più ci si avvicina a fondali intricati , in genere la casa del bass.
È una pesca che affascina o si detesta in genere e che SEMBRA facile, in realtà ben pochi pescano bene a jig e per farlo occorrono attrezzi sensibili.
Nelle cover molto complesse il casting aiuta trasmettendo meglio il controllo all’esca.
Esaminiamo le variabili dei jig, gli ami per esempio sono di vario tipo, di varie fogge e ovviamente di varie misure.
Qui le preferenze individuali hanno senso, ognuno di noi inlama in modo diverso, con diversa forza, diversi angoli e trovare il giusto angolo dell’amo molto spesso aiuta.
Anche il tipo di antialga fa spesso discutere, è ovvio che un ottimo antialga (per es uno spazzolino duro o fitto o un antialga con due fili di acciaio) sia efficacissimo per non incagliarci, ma possa farci sbagliare, perdere o non percepire le mangiate.
Diminuendo l’efficacia antialga, spazzolini piccoli e magari morbidi, aumenta la possibilità di incaglio.
Se nel pulito, su un fondo sabbioso, si potrebbe azzardare un jig senza antialga ovviamente tra i rami o grossi sassi sarebbe un voler perdere l’esca.
Il punto dove si è molto data da fare la fantasia di pescatori e case costruttrici è la forma della testa, quasi sempre di piombo in quanto nei jig ha poco senso ricorrere al tungsteno essendo il volume della testa parte integrante dell’esca, salvo che per microjig da finesse dove effettivamente si inizia a vedere un po di tungsteno.
Semplificando al massimo, ma ogni fornitore dirà che la “sua” forma è geniale, la forma della testa assolve a due compiti fondamentali, in genere contrapposti.
O ridurre al massimo l’ingombro per permettere penetrazioni sulle cover e negli ostacoli o impostare la posizione voluta del jig sul fondo così che con un colpetto di canna si muova e si riposizioni al meglio.
Teste sottili che facilitano l’entrata nei rami non garantiscono una posizione ottimale sul fango potendo coricarsi di lato, teste che garantiscono che l’amo stia sempre rivolto verso l’alto hanno più problemi nelle cover o tra i sassi avendo una base voluminosa, teste ottiomizzate sul fango possono dare problemi tra i sassi..
Anche come l’amo espone l’occhiello, in linea, in alto, angolato o meno caratterizza il jig e il suo movimento
Come al solito.. occorre cercare il giusto compromesso per dove siamo e la pesca che vogliamo impostare, sarebbe molto importante testare i jig in acqua limpida per vedere come lavorano.
Poi, purtroppo, in acque melmose non vedremo nulla, e forse neppure il pesce, ma perlomeno abbiamo idea di cosa aspettarci.
Lo skirt, che completa tutti i jig, in genere si deve intonare con i colori della testa del jig
Per fortuna qui i coloro sono abbastanza limitati, abbastanza natutali più il solito bianco e nero.
Jig e skirt sgargianti, salvo il giallo (chartreuse) e il verde chiaro (light water melon) sono insoliti
Poi si possono o mettere vetrificanti o glitter sulla testa.
Quindi anche per gli skirt classici colori naturali, verde, marrone grigio….
A volte lo skirt può essere “complicato” da appendici più lunghe, essere realizzato in materiali strani (pelli o alcantara), avanzati da pescatori a mosca (marabou, flashbou, peli di cervo), arricchito con rattle aggiungibili o rimovibili facilmente ma il 99% dei pescatori usa il classico skirt di silicone.
Il naturale completamento del jig è il trailer che completa la visibilità dell’insieme.
Premesso che la stragrande maggioranza dei trailer sono di gomma siliconica in tanti ancora amano la cotenna di maiale, conservata.
Materiale impegnativo da conservare e gestire ma che può dare effetti davvero interessanti.
La gomma del trailer non è un’invariante, il bass in genere assaggia l’esca per cui gomme ottime, salate o scentate bene aiutano e non poco
Se poi avessimo a disposizione gomma affondante e gomma galleggiante potremmo gestire al meglio l’assetto dell’esca.
Resta da dire che è un tipo di pesca che si ama o si odia, io personalmente non l’amo ma so che può dare grandi risultati.
In genere l’esca crea una pesca abbastanza statica ma che richiede grande controllo e grande attenzione, io ho visto prendere bass perché nel calare il jig tra i rami non si è “sentito” un certo ramo da qui la decisione che il bass l’avesse in bocca.
Le mangiate vanno da brutali colpi in canna, al filo che parte fino a tremolii sul filo o sulla canna, a volte difficili da gestire.
Quindi o si ha un’attrezzatura mirata e di valore o si sopperisce con tanta attenzione, tecnica, controllo del filo e buona vista (controllando il filo stesso)
E a volte l’intuito aiuta.
Su cover complesse solo un adeguato mulinello da casting consente di affinare al massimo la tecnica controllando il filo centimetro per centimetro.
 
Con questo punto si chiude la “serie” sulle esche metalliche, le prossime serie saranno su esche in legno e resina poi seguirà la gomma.
Certo che appena finito il lavoro sarà da rivedere perché la tecnica avanza a grandi passi nello spinning, e il bassfishing è il motore di queste evoluzioni
 
 
  
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 11/07/2011 @ 22:52:18, in SPINNING, linkato 2579 volte)
SPECIALE SPINNING, PESCI E SIMILI IN METALLO
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Queste esche sono tra le ultime nate e scivolano in molti casi verso il mondo dei jig
La categoria è molto variegata, da veri e propri pesci di metallo con tanto di paletta a esche di uso prevalentemente in mare.
Partiamo dal più facile, un classico
L’unico pesce in metallo con paletta non storico, il Luciapuma.
 
Esca per tanti versi innovativi, di derivazione forse marina si può avere in più misure, da trota fino a luccio o pesci di mare
L’esca è fatta con due lamine di metallo, si può regolare inclinando le lamine, nelle misure grandi ha più punti di attacco per il filo
Esca efficace se ha un limite l’ha nel piacere o meno e forse in limiti su correnti forti
Io un po l’ho usata e qualche pesce ce l’ho pure fatto ma sinceramente preferisco legno o resina sui minnow
Altra esca di diretta derivazione marina o di costruzione artigianale sono i lipless in metallo
 
 
 
 
Queste esche sono particolari, assicurano grosso affondamento e grande permanenza sul fondo
Pesche che a me non piacciono e che non faccio ma che se ben gestite portano a ottimi risultati anche da riva consentendo di tenere ottimamente il fondo e grazie ai punti di attacco multipli di fare diverse azioni
Direttamente di derivazione dal vertical jigging che secondo me funzionerebbe pure a lucci e siluri (sinceramente ne sono certo sui laghi profondi..)
Ovvio non esche da 30 cm o 400 grammi
 
 
Per le cheppie io uso come minnow i più piccoli, per i lucci sul fondo è opportuno cambiare il dacron con titanio o termosaldabile
Il fatto che il vertical jigging in profondità richiede un fisico che non ho più.
Credo con piccole esche sia efficace a persici dalla barca
Dalla stessa matrice nipponica arrivano questi artificiali che ci portano diretti nel mondo dei jig che saranno oggetto dell’ultimo articolo sulle esche metalliche
 
 
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 09/07/2011 @ 00:23:07, in PESCA AL COLPO, linkato 2654 volte)
2a PROVA REGIONALE EST EMILIA ROMAGNA 2011 (CAVO LAMA 5 GIUGNO2011)
BIS DI FUOCO DEL TEAM SARFIX
Articolo di Angelo Borgatti (Pesca In, Noi Pescatori, Tubertini High Quality)
N.B.all'interno dell'articolo troverete le classifiche
 
Secondo atto del Regionale Est Emilia Romagna 2011 e bis secco ed inappellabile del Team Sarfix E di Bologna, che replica, migliorandosi, la vittoria di Ostellato nella prima prova.
Se allora si poteva attribuire ai bolognesi una dose di fortuna nel successo di tappa dovuto alle penalizzazioni di altre formazioni, dalla Lama esce una formazione nettamente forte che guida già il gruppo con 4.5 penalità di vantaggio sulla seconda della lista, la Fenice Amo d’Oro Perla Verde Colmic A di Rimini e ben 7 lunghezze sulla S. Marino Maver di Bentivoglio (Bo) trascinata da un incontenibile Marchino Bernardi che realizza un bel primo anche oggi nonostante sia stato sorteggiato al picchetto 7 dell’ultimo settore, e divide la vetta della classifica individuale a punteggio pieno, incuneato tra Aurelio Dina e Massimo Malservisi, entrambi del Circolo Sportivo Il Pescatore Milo di Ferrara. I bolognesi piangono ancora i punti persi per penalizzazione nella prima prova, così come lo fanno i felsinei della Camaldoli Maver B che si parcheggiano in quarta posizione generale.
Torniamo al Team Sarfix E, orfana di Mirko Govi il 5 giugno scorso, che non poteva pescare per aver disputato la concomitante gara dell’A/2 in Brian ma ottimamente sostituito da un grande Claudio Mariani che ha realizzato un primo sonante ed è sempre un cliente molto, molto ostico ovunque; come punteggio per ora non siamo al devastante ritmo dell’Amo Santarcangiolese del 2009 di Luca Ponti e c, che vinse le prime 2 gare del trofeo totalizzando 12 penalità complessive, ma è innegabile, come ho scritto a corollario della prima prova, che questa formazione è di caratura altissima e sarà sicuramente una delle protagoniste di questo campionato, avendone già ipotecato la promozione alla serie A/2, visto che il calendario 2011, per la prima volta, propone sole 5 prove anziché le canoniche 6. Siamo quindi quasi a metà strada e la prossima prova a Covato non li troverà certo impreparati. Molto bene anche le onnipresenti Canne Estensi Milo del garbatissimo Daniele Crovetti, tanto micidiale in veste di agonista che, come oggi, di C.T. I ferraresi hanno sferrato anche loro un micidiale uno/due piazzando le formazioni C ed A, nell’ordine, a destra e a sinistra della squadra di Bologna sul podio.
A dimostrazione che quando il direttore d’orchestra è in gamba, trombe e violini suonano all’unisono una bella sinfonia, e la sinfonia odierna dei ferraresi in Cavo Lama è stata sicuramente molto più intonata di quella che gli stessi hanno suonato nella gara casalinga ad Ostellato, il 15 maggio scorso.
Parlando della gara in Lama, organizzata dalla Città del Rubicone Daiwa con l’ausilio dell’Amo Santarcangiolese Colmic sotto l’occhio vigile del G.diG. federale Piggioli, non possiamo dire che sia filata proprio liscia e me ne dispiace molto e mi stupisce, conoscendo la capacità organizzativa dei romagnoli che ci hanno stupito solo 7 mesi orsono organizzando impeccabilmente un evento internazionale come l’Italian Master!
Oggi, purtroppo, qualche sbavatura si è registrata, sia nelle operazioni di sorteggio preliminare, che si sono dovute rifare il mattino della gara con qualche ritardo inevitabile sugli orari, sia nei segnali di inizio e fine gara, con la pasturazione pesante durata “inspiegabilmente” soli 5 minuti anziché 10 e il segnale acustico della fine arrivato ben due volte nei settori a monte e quindi stabilito “ad occhio” tra i concorrenti, dal momento che anche i pochi (Sigh!) Commissari di Sponda non sapevano come comportarsi.
Personalmente ho pescato nel primo settore della prima zona e posso garantire che i primi settori hanno terminato più o meno dopo tre ore, con pesci salpati più o meno regolarmente allo scadere (quale dei due segnali?), e con le inevitabili discussioni che sempre accadono in questi casi.
Ma possibile che non si vogliano ancora usare i cellulari tra il Direttore di Gara ed i Commissari di Sponda, dotati di tromba e collegati tra loro in conversazione multipla (conferenza), per dare inizio e fine gara contemporaneamente? E’ più difficile scriverlo su queste righe che farlo praticamente! La tecnologia al giorno d’oggi ci fornisce dei mezzi, e allora usiamoli!
La spiegazione fornita è stata che la concomitanza con lo svolgimento, sempre sul campo centrale, di una gara provinciale di Padova, iniziata alla nostra stessa ora, ha generato confusione nei segnali. Inverosimile, dal momento che l’orario era proprio lo stesso e i padovani non hanno avuto problemi di sorta. Molto più probabilmente qualcuno tra gli organizzatori forse aveva dimenticato che la pasturazione pesante dura 10 minuti e non più 5!
Che dire, poi, della assoluta mancanza di almeno un trofeo o una targa per i vincitori, da mettere nella Sede sociale? Non intendo cose costose, ma almeno un barattolo a ricordo della vittoria varrebbe la pena consegnarlo ai vincitori di una gara importante come questa. Quella semplice busta bianca con dentro il denaro del premio è veramente svilente del significato agonistico che la vittoria riveste per la Società. Almeno per i primi assoluti.
Passiamo oltre, che forse è meglio.
Tecnicamente la gara in Lama è stata generalmente molto tirata e anche abbastanza pescosa; certo non si fanno i 100 pesci come qualche anno or sono, ma rispetto al recente passato il campo gara ha fornito una bella prova, con difficoltà tecniche variamente affrontate. Partenza pressoché totale sulla linea della 13 metri con le solite pasturazioni quantitativamente contenute di sfarinati e/o bigattini incollati, generalmente scodellati poco prima del punto di pesca, a seconda delle convinzioni personali; alternativa quasi per tutti la pesca corta a 6/7 metri da riva; si sono viste montate anche diverse inglesi, che in alcuni casi hanno aiutato molto ad ottenere buoni piazzamenti, vedi i vincitori del Team Sarfix E.
Pressoché irrilevante, stranamente, la pesca a galla, spesso protagonista della seconda parte della gara in Lama.
A mio personale parere, la pesca nel canale modenese quest’anno ha subito un ulteriore variazione tecnica, con presenza più numerosa di pesci rispetto allo scorso anno ma con uguali difficoltà tecniche che rendono molto interessante una gara in queste acque. Speriamo solo che l’allarme meteo lanciato in queste ore dalla Protezione Civile per le precipitazioni copiose che stanno flagellando il nord Italia non costringano a delle manovre idriche anche sui canali della pianura padana come, appunto, il Cavo Lama, manovre che potrebbero scombinare pesantemente i carassi della Lama, prossimi all’appuntamento con la seconda prova degli Italiani Seniores.
 
Le interviste
Carlo Alberto Pignatti – Team Sarfix E
Vuoi ricordare i tuoi compagni di squadra di oggi?
“Oltre a me hanno pescato Vincenzo Rodolfi, Mauro Felicani e Claudio Mariani, che oggi sostituiva Mirko Govi.”
 
L’impostazione di gara del Team Sarfix E?
“Come solitamente si imposta in Lama, a 13 metri ed anche a 6 pezzi. Anche l’inglese per noi è stata importante e tutti e 4 l’abbiamo preparata ed usata.
Sulla roubaisienne abbiamo fatto una pasturazione mista, sia a pastura che con i bigatti in colla. Come lenze siamo partiti pesanti, sui 2 grammi, per poi alleggerirci verso la fine. La pesca a galla, invece, ha reso pochissimo.”
 
Due gare e due vittorie…
“E’ vero! Noi veniamo da un bel girone Ovest dello scorso anno, che io ho vinto come singolo e vinto anche come squadra nella nostra precedente società. Speriamo di riuscire a portare in A/2 anche questa formazione del Team Sarfix.”
 
 
Rossi Davide – Canne Estensi Milo A
Davide, primo assoluto individuale e terza squadra di giornata…
“Si, oggi ha girato bene. Ho catturato una grossa carpa stimata in oltre 4 chili che mi ha aiutato molto a vincere. Siamo andati anche molto bene come società, impostando la gara dando la pastura corta, un paio di metri indietro, ed i bigattini in colla sotto la punta della canna. Alternativa la pesca corta ma l’abbiamo praticata poco.
La mia squadra, la A, è composta da Negri William, Cancelli Manuel e Fabbri Olmes. La squadra C, oggi seconda, è formata da Gambetti Andrea, Zampollo Franco, Droghetti Emanuele e Servidei Antonio.”
 
Piggioli Odoardo – Giudice di Gara federale
Odoardo, una tua impressione da dentro su questa seconda prova…
“Come pescosità la gara è stata buona, dal punto di vista organizzativo abbiamo avuto qualche inghippo…”
 
Cos’è successo con i segnali acustici?
“Il D. di G. si è sbagliato e ha dato solo 5 minuti di pasturazione pesante e non 10. Al termine ci sono stati due segnali perché la gara in concomitanza sul Centrale ha creato il disguido. Non loro, naturalmente, ma il fatto che gli orari erano praticamente concomitanti.”
 
Articolo di Angelo Borgatti (Pesca In, Noi Pescatori, Tubertini High Quality)
 
 

 

PESCA AL COLPO – TROFEO SERIE B EMILIA ROMAGNA – Girone Est
 
CLASSIFICA DELLA SECONDA PROVA
 
 
 
1
Team Sarfix Crevalcore
(E)
8
 
2
Canne Estensi (Milo)
(C)
9
 
3
Canne Estensi (Milo)
(A)
10
 
4
Faps Team Bazza
(A)
10
 
5
A.S.S. Amo Santarcangiolese (Colmic)
(A)
11
 
6
La Fenice Amo D'Oro Perla Verde (Colmic)
(A)
11,5
 
7
Team Sarfix Crevalcore
(B)
13
 
8
Faps Team Bazza
(C)
13
 
9
A.S.D. S.P.S. San Marino (Maver)
(A)
14
 
10
Canne Estensi (Milo)
(B)
14
 
11
A.S.D. Città Del Rubicone (Daiwa)
(B)
15
 
12
ASD G.P.O. Imolese (Tubertini)
(B)
17
 
13
A.S.D. Lenza Medicinese (Tubertini)
(A)
18
 
14
A.S.D. Camaldoli (Maver)
(B)
18
 
15
A.S. Dil. Castello (Maver)
(B)
18
 
16
A.S.D. Camaldoli (Maver)
(A)
18
 
17
Circolo Sportivo Il Pescatore (Milo)
(A)
19
 
18
A.P.S.D. Bellaria - Rimini Miramare (Maver)
(B)
19
 
19
Pesca Sport Ferrara (Tubertini Parco)
(A)
19
 
20
Faps Team Bazza
(B)
20
 
21
Garisti Dario Albieri (Tubertini)
(A)
20
 
22
Circolo Sportivo Il Pescatore (Milo)
(B)
21
 
23
A.S. Dil. Castello (Maver)
(A)
21
 
24
Cannisti Castelmaggiore (Hydra)
(A)
22
 
25
ASD G.P.O. Imolese (Tubertini)
(C)
22
 
26
S.P.S. Red 90 (Maver)
(B)
22
 
27
A.S.D. Team Maver Bologna
(A)
22
 
28
A.P.S. Le Aquile (Colmic)
(B)
23,5
 
29
A.P.S. Le Aquile (Colmic)
(A)
24
 
30
Garisti Dario Albieri (Tubertini)
(B)
24
 
31
Team Sarfix Crevalcore
(C)
24,5
 
32
Cannisti Bianco Azzurri (Maver)
(A)
25,5
 
33
A.P.S.D. Bellaria - Rimini Miramare (Maver)
(A)
25,5
 
34
A.S.D. Città Del Rubicone (Daiwa)
(A)
26
 
35
A.S.S. Amo Santarcangiolese (Colmic)
(B)
26
 
36
Team Sarfix Crevalcore
(D)
27
 
37
ASD G.P.O. Imolese (Tubertini)
(A)
27,5
 
38
Dopolavoro Ferroviario Bologna (Tubertini)
(A)
28
 
39
Faps Team Bazza
(D)
28
 
40
ASD Lenza Sammartinese (Maver)
(A)
28
 
41
Team Amo Panigale (Bazza Gipizoo)
(A)
28
 
42
Team Sarfix Crevalcore
(A)
28
 
43
A.P.S. Le Aquile (Colmic)
(C)
29
 
44
Cannisti Castelmaggiore (Hydra)
(B)
30
 
45
Unione Pescatori Centesi (Tubertini)
(A)
31
 
46
S.P.S. Cavalletta (Milo)
(A)
31,5
 
47
ASD Cann. Lavino Di Mezzo (Team Bazza)
(A)
33
 
48
S.P.S. Red 90 (Maver)
(A)
35
 
49
S.P.S. Bagnacavallese (Colmic)
(A)
35,5
 
50
Cannisti Castelmaggiore (Hydra)
(C)
39
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CLASSIFICA PROGRESSIVA DOPO LA SECONDA PROVA
 
 
1
Team Sarfix Crevalcore
BO
(E)
18
2
La Fenice Amo D'Oro Perla Verde (Colmic)
RN
(A)
22,5
3
A.S.D. S.P.S. San Marino (Maver)
BO
(A)
25
4
A.S.D. Camaldoli (Maver)
BO
(B)
29
5
A.S.D. Città Del Rubicone (Daiwa)
FO
(B)
29
6
A.S.S. Amo Santarcangiolese (Colmic)
FO
(A)
32,5
7
Faps Team Bazza
BO
(C)
33
8
Circolo Sportivo Il Pescatore (Milo)
FE
(A)
34
9
A.S.D. Camaldoli (Maver)
BO
(A)
34
10
ASD G.P.O. Imolese (Tubertini)
BO
(B)
34
11
Canne Estensi (Milo)
FE
(A)
35
12
Team Sarfix Crevalcore
BO
(B)
35
13
Canne Estensi (Milo)
FE
(C)
35,5
14
Faps Team Bazza
BO
(A)
37,5
15
A.S. Dil. Castello (Maver)
FE
(A)
38
16
Canne Estensi (Milo)
FE
(B)
39
17
A.S. Dil. Castello (Maver)
FE
(B)
40
18
Circolo Sportivo Il Pescatore (Milo)
FE
(B)
40
19
A.P.S.D. Bellaria - Rimini Miramare (Maver)
RN
(B)
40
20
A.P.S.D. Bellaria - Rimini Miramare (Maver)
RN
(A)
41,5
21
Cannisti Castelmaggiore (Hydra)
BO
(A)
41,5
22
A.S.D. Team Maver Bologna
BO
(A)
42
23
ASD G.P.O. Imolese (Tubertini)
BO
(A)
43,5
24
A.S.S. Amo Santarcangiolese (Colmic)
FO
(B)
44
25
Faps Team Bazza
BO
(B)
44
26
A.S.D. Città Del Rubicone (Daiwa)
FO
(A)
45
27
Garisti Dario Albieri (Tubertini)
FE
(A)
45
28
Team Sarfix Crevalcore
BO
(D)
46
29
Cannisti Bianco Azzurri (Maver)
FE
(A)
46,5
30
Cannisti Castelmaggiore (Hydra)
BO
(B)
47
31
S.P.S. Red 90 (Maver)
RA
(B)
47
32
A.S.D. Lenza Medicinese (Tubertini)
BO
(A)
48
33
Pesca Sport Ferrara (Tubertini Parco)
FE
(A)
48
34
Faps Team Bazza
BO
(D)
48
35
Garisti Dario Albieri (Tubertini)
FE
(B)
48
36
ASD G.P.O. Imolese (Tubertini)
BO
(C)
49
37
A.P.S. Le Aquile (Colmic)
FO
(B)
49,5
38
Team Sarfix Crevalcore
BO
(C)
51,5
39
Team Sarfix Crevalcore
BO
(A)
52
40
Dopolavoro Ferroviario Bologna (Tubertini)
BO
(A)
52,5
41
A.P.S. Le Aquile (Colmic)
FO
(A)
53
42
A.P.S. Le Aquile (Colmic)
FO
(C)
56
43
Unione Pescatori Centesi (Tubertini)
BO
(A)
57
44
ASD Lenza Sammartinese (Maver)
FO
(A)
57
45
Team Amo Panigale (Bazza Gipizoo)
BO
(A)
59
46
S.P.S. Bagnacavallese (Colmic)
RA
(A)
61,5
47
S.P.S. Cavalletta (Milo)
FE
(A)
61,5
48
Cannisti Castelmaggiore (Hydra)
BO
(C)
63
49
ASD Cann. Lavino Di Mezzo (Team Bazza)
BO
(A)
65
50
S.P.S. Red 90 (Maver)
RA
(A)
76

 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 07/07/2011 @ 20:36:39, in ITINERARI, linkato 11947 volte)
 
OASI VALLICELLA, MIGLIARINO, FERRARA
Ottimo sito per i raduni delle gare di pesca al colpo nel Po di Volano a Medelana
 
Ricavata dal ripristino di una vasta area naturale, nella quale sorgevano fino a qualche anno fa cave d'argilla, questa oasi naturale mette a disposizione ben 14 laghi dove è possibile esercitare diverse tecniche di pesca.
Un ampio parcheggio, zone verdi riservate ai bambini, impianti sportivi offrono ottime opportunità non solo ai singoli pescatori ma anche ad intere famiglie interessate a soggiornare in questi incantevoli luoghi per più giorni.
 
PRESSO OASI VALLICELLA POTRAI:
 
 * praticare la pesca sportiva in ben 14 specchi d'acqua
 * degustare le specialità tipiche della zona sapientemente preparate dai nostri cuochi
 * praticare escursioni in bicicletta grazie al percorso ciclabile a ridosso dei laghi e a veri e
     propri percorsi all'interno dell'Oasi
 * praticare escursioni a cavallo o in calesse (previa prenotazione)
 * immergerti in bellissime passeggiate in armonia con il paesaggio e nello spirito del turismo slow
 * giocare con i tuoi bambini in vaste aree verdi completamente sicure
 * festeggiare compleanni, battesimi, matrimoni e tutti i tuoi momenti di festa
 
LA PESCA
La pesca sportiva è uno sport molto diffuso nelle regioni italiane attraverso circoli di appassionati.
In questa parte di territorio della Provincia di Ferrara, in particolare, questa pratica garantisce circa 100.000 presenze l’anno grazie alla particolare morfologia e ricchezza di specchi e corsi d’acqua, rappresentando una risorsa unica per il panorama italiano.
 
Oasi Vallicella ospita uno straordinario e ampio circuito per la pesca sportiva delle seguenti discipline:
 
    * PESCA CON ARTIFICIALI - SPINNING e MOSCA (black bass, stripp bass, trota, luccio)
    * CARPFISHING
    * PESCA AL PESCEGATTO
 
Fiore all'occhiello di questa oasi è un circuito realizzato su oltre 15 ettari di specchi d'acqua composti da vasche diverse (ottenute dalla bonifica di una cava d'argilla), unite attraverso dei tagli che garantiscono il passaggio sia dei belly-boat che delle imbarcazioni a motore elettrico.
La limpidezza dell'acqua va dall'opaco/torbido nei bassi fondali, dal metro ai 50 centimetri per poi aumentare fino a poter vedere il fondale.
 
In queste acque non sono state rare catture di oltre 50 pezzi in una giornata per singolo pescatore, oltre che esemplari di balck bass di oltre 3,5 kg. Il pescato ha infatti dimostrato come l’Oasi risulti popolata da bass di taglia elevatissima con punte normali over 2 kg.
Naturalmente gli Hot Spot sono raggiungibili solo da barca e dal Belly Boat, ma anche da riva si possono effettuare belle catture.
In effetti, uno studio approfondito ha evidenziato il parere unanime nel considerare la logistica e il circuito all'interno dell'Oasi come un'area che si avvicina al luogo ideale per molti Bassman.
 
LA RISTORAZIONE
Aperto nel 2009, il Ristorante Oasi Vallicella si è sempre caratterizzato per la genuinità e la freschezza degli ingredienti, proponendo ai propri clienti i sapori veri e autentici del nostro territorio.
 
Ancora oggi, dopo la riapertura da parte della nuova gestione della Famiglia Dal Piva di Belluno, siamo in grado di offrirvi una cucina autentica caratterizzata dal connubio tra il carattere deciso e inimitabile dei piatti delle Dolomiti e la tradizione della cucina ferrarese.
Il locale è ideale per festeggiare qualsiasi momento di festa: battesimi, cresime, compleanni, feste di laurea,potendo disporre infatti di oltre 70 coperti, 25 dei quali in una saletta riservata.
Durante la stagione estiva offriamo la possibilità di allestire altri 65 coperti nel nostro giardino estivo, all'ombra di ampi ombrelloni e gazebi.
 
COME RAGGIUNGERLA
Da uscita A13 Ferrara Sud immettersi nella Superstrada Ferrara-Mare (Raccordo Autostradale direzione Porto Garibaldi) prendere uscita Migliarino e seguire indicazioni stradali per Oasi Vallicella
 
Da uscita A13 Ferrara Nord mantienere la destra al bivio, seguire le indicazioni per Ferrara/Bondeno/Copparo/Finale Emilia ed entrare in via Eridano/SP19. Svoltare a sinistra in via Modena, continuare su viale Po. Svoltare a sinistra in viale Cavour e proseguire fino alla rotonda, imboccando la 2a uscita su via Pomposa/SP 15. Continuare su via Provinciale Copparo Migliarino/SP4. Svoltare a sinistra in via Travaglio/SP4 e proseguire dritto fino all'ingresso Oasi Vallicella
 
 
 
QUI SOPRA LA RACCOLTA FOTOGRAFICA DI UNA GARA ORGANIZZATA DAL G.P.O. IMOLESE TUBERTINI NEL PO DI VOLANO IL 5 MARZO 2011, IL RADUNO E' STATO ORGANIZZATO PRESSO L'OASI VALLICELLA DI MIGLIARINO

INDIRIZZO CIVICO DELL'OASI VALLICELLA
Via Argine Travaglio 193/C
MIGLIARINO (FE)
Tel.: +39 0533 52086
E-mail: info@oasivallicella.it
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 06/07/2011 @ 23:25:51, in EVENTI, linkato 2580 volte)
 
4a EDIZIONE  LA PESCA DEL CUORE ORBETELLO 9 LUGLIO 2011
LA PESCA DEL CUORE ALL’INSEGNA DELLA COMICITA’
 
La Pesca del Cuore è arrivata quest’anno alla sua quarta edizione: appuntamento a Orbetello sabato 9 luglio. Una maniera intelligente per coniugare solidarietà e spettacolo. L’incasso infatti viene destinato alla Fondazione Niccolò Galli, un campione in erba, prematuramente scomparso e alla "Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Meyer" di Firenze. Come al solito ci saranno tanti Vip in gara: gli attori Massimo Ciavarro e Paolo Conticini, i comici Gabriele Cirilli e Niki Giustini, il calciatore campione del mondo di Spagna ’82 Giovanni Galli, il cantante Marco Masini, il vincitore del Grande Fratello 6 Augusto de Megni, guidati dal presentatore-pescatore Carlo Conti.
 
Il mondo della pesca avrà in gara i suoi campioni: Ferruccio Gabba, Simona Pollastri, Rodolfo Frigieri, Luigi Sorti, Antonhy Giacomini, Patrizia Palma, Iacopo Collavoli, Mauro Salvadori. Appuntamento alle 12 presso il ristorante "I Pescatori di Orbetello". La gara si svolgerà in questa semplice maniera: otto barchini sui quali saliranno un vip ed un campione di pesca. Il barchino che prende più pesce vince. Il pesce verrà rilasciato a fine gara. Alle ore 14 uscita in barca e inizio gara, alle ore 17 la premiazione. E’ previsto un servizio gratuito che parte dal molo di Orbetello per chi vuole vedere i pescatori-vip in gara. La nostra manifestazione, che in questi anni è cresciuta sempre di più, è organizzata dal comitato organizzatore “Pesca del Cuore” in collaborazione con FIPSAS, Expogeo, Caccia e Pesca (Sky), Coop. La Peschereccia Orbetello, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Comune di Orbertello, Fair Play. La gara è sponsorizzata da Green Vision. Il ricavato, 25.000 euro, come detto, verrà interamente devoluto alla Fondazione Niccolò Galli e alla "Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Meyer" di Firenze.
 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 06/07/2011 @ 21:02:57, in ITINERARI, linkato 13646 volte)
 
LAGO DI BILANCINO - BARBERINO DEL MUGELLO - FIRENZE
Il Lago di Bilancino è un lago artificiale situato nel Mugello, presso Barberino di Mugello in provincia di Firenze., ha una superficie di 5kmq, si trova ad un’altitudine di 252m sul livello del mare e ha una profondità massima di 31 metri. L’immissario principale è il fiume Sieve
 
FAUNA ITTICA
La fauna ittica è rappresentata da carpe, con esemplari pescati di oltre otto chilogrammi, carassi, cavedani, persici trota, lucci anche di grandi dimensioni (questi ultimi, insieme ai carassi, già presenti nelle cave preesistenti alla formazione del lago) ed alborelle. Verificata è inoltre la presenza di barbi, trote e vaironi, tutti provenienti dai torrenti che alimentano il bacino, ed anche anguille e tinche, a seguito di un ripopolamento del 2000 con soggetti di taglia di 2-300 grammi. Sono presenti infine anche persici reali, persici sole, pesci gatto (non molti) e qualche siluro. Come ordine di grandezza, tramite metodi indiretti, la biomassa ittica attualmente presente nel bacino è stimabile intorno alle 4-5 tonnellate con un'analoga produttività ittica annuale
 
 
LE NORME PER LA PESCA NEL LAGO BILANCINO
Con Delibera del Consiglio Provinciale n.78/2009 sono state modificate le regole per la pesca sul Lago di Bilancino. Per la pesca nel lago è sufficente essere in possesso di una licenza di pesca e di un documento di riconoscimento, mentre non è più necessario il tesserino per la pesca nell'invaso di Bilancino.
Le nuove norme per la ZONA DI PROTEZIONE dell'INVASO DI BILANCINO prevedono, che nei tratti di sponda non soggetti a divieto la pesca sportiva è consentita, secondo le modalità previste per le acque a ciprinidi dalla L.R. 7/2005, con le seguenti restrizioni aggiuntive:
 
Limiti di prelievo:
no kill (obbligo di reimmissione immediata in acqua) per le specie: luccio, tinca, trota fario;-per le altre specie si applicano i limiti di prelievo previsti dal D.P.G.R. 54/r/2005.
 
Mezzi di pesca:
la pasturazione è consentita fino ad un massimo di 2 Kg/giorno per pescatore;
è vietato usare pesce vivo o morto, o parti di esso, come esca;
pescando da natante o ciambella, si dovrà mantenere una distanza di almeno 50 metri dai
tratti di sponda a Divieto di Pesca;
i movimenti in acqua con la ciambella (belly boat) sono consentiti entro una distanza di
non oltre 60 metri dalla sponda.
 
L.R. 7/2005 - D.P.G.R. 54/2005 Art. 12
 
LE REGOLE DEL LAGO
Il Comune di Barberino di Mugello per garantire a tutti l'accesso e la fruibilità del lago ha predisposto un regolamento per favorire il rispetto dell'ambiente e della sicurezza. Rispettiamo queste poche regole per il miglior utilizzo delle splendide aree del Lago!
1) Non usiamo le imbarcazioni a motore, eccetto quelle a motore elettrico.
2) Teniamo gli animali fuori dall'acqua nelle zone di balneazione e teniamo sempre i cani al guinzaglio.
3) Non occupiamo le spiagge con ombrelloni, sdraio, sedie etc, o con mezzi nautici - salvo i mezzi di soccorso - nella fascia di 5 metri dalla battigia.
4) Teniamo un comportamento civile nelle aree pubbliche che non rechi disturbo agli altri utenti. Evitiamo giochi rumorosi, l'uso di saponi e sostanze chimiche, l'abbandono di rifiuti.
5) Rispettiamo le strutture pubbliche presenti (non vanno danneggiate, imbrattate e sporcate).
6) Salvaguardiamo le piante, i giardini e i prati per mantenere la bellezza del luogo.
7) Non accendiamo fuochi, bracieri, barbecue, evitiamo di incendiare le sterpaglie, le siepi etc., per non provocare incendi.
8) Assicuriamoci che i rifiuti, i materiali solidi e liquidi non rimangano per terra. Usiamo gli appositi contenitori della spazzatura.
9) Sulle sponde peschiamo nelle apposite aree, e in acqua utilizzando imbarcazioni a remi, oppure le ciambelle del tipo belly boat. Ricordiamoci che possiamo utilizzare fino ad un massimo di due canne. Peschiamo dove è consentito e non nelle zone adibite alla balneazione. È possibile utilizzare la pasturazione fino ad un massimo di 2 kg. e ricordiamoci di pescare senza esche vive.
10) Ricordiamo che esiste un divieto di campeggio libero e di sosta di veicoli del tipo camper e caravan al di fuori delle aree attrezzate.
 
AREE DI SOSTA INTORNO AL LAGO DI BILANCINO
Con ordinanza n. 130 del 10.08.2009 e' stata data attuazione alla nuova regolamentazione della sosta veicolare sulle aree intorno al lago di Bilancino, che potrà usufruire di parcheggi liberi e di nuovi parcheggi a pagamento.
Queste le aree di sosta, gli obblighi e le limitazioni:
1) LOC. IL PALAGIO nell'area di parcheggio appositamente segnalata è consentita la sosta alle sole AUTOVETTURE, MOTOVEICOLI E VELOCIPEDI;
2) PARCHEGGI LIMITROFI A VIA G. NENCINI la sosta è consentita alle sole AUTOVETTURE, MOTOVEICOLI E VELOCIPEDI.
 
Con ordinanza 74/2011 è stata invece disposta la revoca dell' ordinanza n.130 del 10/08/2009 nella parte relativa all'istituzione e regolamentazione del servizio di parcheggio, nell'area posta sulla sponda sinistra del Lago in Loc. Bellavista, sia per parcheggi a pagamento per la sosta dei camper , sia per la sosta libera per autovetture e motocicli, sia per quello nell'area Polifunzionale in loc. Andolaccio per la sosta a pagamento per i camper. Nelle suddette aree non è quindi più possibile parcheggiare.
E' stata altresì disposto l'istituzione del divieto di transito a tutti i veicoli a motore nell'area di Bellavista sulla sponda sinistra del Lago
 
STORIA
Già sul finire degli anni cinquanta si fece strada l'ipotesi di creare uno sbarramento sul fiume Sieve, in località Bilancino, onde limitare i rischi di alluvione nella piana dell'Arno e sopperire al bisogno idrico di Firenze e Prato. Fu solo nel 1978 tuttavia che si costituì il "Consorzio per le risorse idriche. Schema 23 Firenze", formato da 10 comuni della piana (attuali province di Firenze e Prato). Gli studi di progetto vennero affidati agli ingegneri Giuseppe Baldovin, Arrigo Forasassi e Giorgio Hautmann e ad Alessandro Martelli (ingegnere capo); gli elaborati furono presentati nel 1982 e nel 1984 venne stipulata una convenzione tra la Regione Toscana, il comune di Barberino, la Comunità Montana e la Provincia di Firenze che prevedeva la trasformazione dell'invaso in un vero e proprio lago, con la conseguente creazione di aree attrezzate e di recupero lungo le sponde: in particolare vennero previste 5 aree comprensive di un centro permanente di ricerca e controllo per problemi ambientali, un'area faunistico-venatoria e un polo di sport acquatici.
I lavori di sbancamento e risistemazione, avviarono nello stesso 1984, ma se le opere relative alla diga procedevano speditamente, più complesso fu l'iter della torre di presa e della casa di guardia, per la quale i tre progettisti incaricati avevano presentato un progetto "in stile" rifiutato dalla committenza. A tal fine nel 1987 venne incaricato l'architetto Angelo Villa di redigere un nuovo progetto, presentato l'anno successivo e immediatamente approvato; i lavori per queste due fabbriche furono avviati nel luglio 1991 e conclusi ufficialmente il 21 febbraio 1996. La diga è ufficialmente inaugurata con l'apertura al pubblico nell'ottobre 1999.
 
LA DIGA
La diga è costituita da un imponente bastione che adattandosi parzialmente all'orografia del sito definisce il margine sud-orientale del lago; tale bastione presenta sul versante orientale una scarpata terrazzata rivestita di manto erboso e scandita da camminamenti d'ispezione sia in verticale che in orizzontale; sul versante verso il lago, un'interrotta pendenza in massi calcarei e ciottoli di ghiaia. Sul culmine di tale sezione triangolare è posizionata la viabilità di servizio che, partendo dalla variante della statale della Futa in coincidenza con l'abitato di Bilancino, conduce ai due corpi della casa di guardia e della torre di presa, collegate da un'aerea passerella metallica. La viabilità di collegamento, dall'andamento sinuoso e dal carattere panoramico, è scandita regolarmente da speroni triangolari (alternativamente a monte e a valle) aventi funzione di sosta e di controllo.
 
LA CASA DI GUARDIA
In corrispondenza con l'imbocco scarico di fondo e derivazione sulla Sieve ed al termine della viabilità di servizio della diga, è situata la struttura progettata da Angelo Villa, caratterizzata da uno stile decisamente moderno e funzionale e dall'uso prevalente e volutamente tecnologico di cemento faccia vista, vetro cemento e profilati metallici di tipo industriale. Il complesso si compone di due edifici dalla volumetria compatta e dal linguaggio omogeneo, rispettivamente la casa di guardia ed il centro servizi a monte e la torre di presa a valle, raccordati tramite una passerella a sbalzo dal tono volutamente industriale, costituita da 16 campate di travi Vierendell e con pavimento e parapetto in pannelli di Orsogrill. La casa di guardia presenta un impianto rigorosamente geometrico ed assiale, laddove la pianta complessiva di un trapezio è ottenuta tramite la giustappozione di due diversi moduli: un trapezio con iscritto un cerchio a monte (la casa di guardia) ed un triangolo il cui vertice è tagliato per raccordarsi al corpo della passerella, adibito a semplice muro perimetrale al piano terra. Tali nuclei sono collegati al primo livello tramite un piano interamente vetrato a pianta trapezoidale, di fatto la centrale di controllo dell'intero impianto, ammorsato a monte allo sperone cilindrico del corpo della casa di guardia. I due piani superiori (secondo e terzo) sono ricavati nel nucleo cilindrico della torre (in cemento, vetro e vetrocemento) e presentano ambedue una pianta circolare e simmetrica, sul cui asse sono distribuiti rispettivamente il vano scale (a monte) e la sala panoramica finestrata (verso la diga).
 
LA TORRE DI PRESA
La torre di presa presenta anch'essa una volumetria compatta, definita da una muratura in cemento con aperture in vetrocemento all'ultimo livello e sovrastata da una trasversale passerella d'ispezione a travi reticolari metalliche. La pianta è in questo caso pseudoellittica e l'edificio si articola su 5 livelli; i primi tre (identici, in parte al di sotto del livello dell'acqua) ospitano le condotte metalliche e le bocche di presa; i 2 superiori, raccordati da un vuoto con scala centrale di collegamento, hanno funzioni di servizio e sono in quota con la passerella metallica.
 
LA ZONA DI BILANCINO
La diga e le due strutture di servizio della torre di presa e della casa di guardia sono situate al margine sud orientale dell'invaso di Bilancino, ampia superficie idrica oggi adibita anche a lago. Tale lago è posizionato all'interno del territorio comunale di Barberino di Mugello, ad ovest della statale 65 della Futa, importante asse viario di collegamento interregionale tra Toscana ed Emilia-Romagna, e nelle immediate vicinanze del casello autostradale dell'Autostrada A1. Esso è al centro di un'area di rilevante valore paesaggistico e architettonico; nelle vicinanze due complessi architettonici di valore monumentale - le ville medicee di Cafaggiolo (a valle, sulla statale) e del Trebbio (a monte, nelle pendici di sud ovest) - e tutt'attorno un ricco e ben conservato patrimonio naturale ed antropizzato: boschi, colture, pievi e case coloniche. In tale sistema particolare rilievo assumono quei complessi (come ad esempio la chiesa ed il borgo di San Giovanni in Petroio) dai quali si gode un magnifico panorama del nuovo e vasto lago.L'ingresso alla diga ed al lago è segnalato, sul versante sud-est, da un sistema urbano volutamente conservato, il borgo di Bilancino, piccolo nucleo lungo strada (la variante 65 della Futa) definitosi nel XIX secolo. La riva del lago, durante la stagione estiva, è balneabile ed è attrezzata con alcuni veri e propri stabilimenti.
 
L’OASI DI GABBIANELLA
 
COME NASCE L’OASI
Durante i lavori per la realizzazione del Lago di Bilancino, si osservò che le aree allagate che venivano a crearsi lungo l’asta del fiume Sieve, costituivano un punto di sosta di eccezionale valore per una quantità crescente di uccelli migratori. Nacque così l’idea di realizzare nelle immediate vicinanze del Lago una area umida artificiale, che potesse costituire un punto di sosta per gli animali in migrazione lungo la rotta migratoria tirrenica. Vennero così avviati i lavori, nel 1996, che portarono nel 2004 alla inaugurazione di questa importante area protetta ed all’affidamento alla cooperativa Ischetus che la gestisce sotto l’egida del WWF. Tale area ha acquisito nel tempo un valore sempre più importante, a causa della progressiva perdita di ambienti umidi nel territorio del Mugello, a causa dei lavori per l’Alta Velocità. Oggi l’Oasi di Gabbianello rappresenta l’unica area protetta del territorio e ha un grande valore sia in termini di conservazione della biodiversità che in termini didattici, ricreativi, sociali ed educativi.
 
IL CONTESTO GEOGRAFICO DELL’OASI
L’area protetta (25 ettari, di cui 8 allagati) è situata nel Comune di Barberino di Mugello, nelle vicinanze del paese di Galliano, a 5 Km da Barberino e a 30 Km da Firenze, e si sviluppa sulla sponda nord-est del Lago di Bilancino.
L’Oasi si colloca in un contesto paesaggistico, tipicamente toscano, di grande suggestione, circondata da ampie zone boschive, pascoli e zone coltivate principalmente col metodo biologico, in un’area pianeggiante protetta dai monti dell’Appennino tosco-romagnolo e dal rilievo dalla Calvana.
Intorno all’Oasi sorgono numerose opere architettoniche di grande interesse storico: i castelli medicei del Trebbio e Cafaggiolo, la Villa delle Maschere, la Pieve romanica di S.Giovanni in Petroio, la strada romana Flaminia militare.
 
STATUS DI PROTEZIONE
L’Oasi di Gabbianello è stata riconosciuta nel 2004 come A.N.P.I.L. (Area naturale protetta d’Interesse locale) del Sistema Regionale delle Aree Protette della Toscana, e rientra nel Sistema Nazionale WWF Italia delle Oasi.
 
IL VALORE AMBIENTALE E NATURALISTICO DELL’OASI
Con la progressiva bonifica e successiva scomparsa di molti ambienti umidi, l’Oasi di Gabbianello rappresenta oggi l’unica area umida protetta del Mugello. Sebbene di origine recente e artificiale, l’Oasi manifesta le caratteristiche ideali per divenire un ambiente di grande importanza naturalistica e punto di passo per l’avifauna migratrice. L'Oasi di Gabbianello, e più in generale il lago di Bilancino, sono infatti poste lungo una delle principali direttrici migratorie interne della nostra regione, e si può ritenere in stretto collegamento con il sistema delle aree umide della vicina Piana Fiorentina. Grazie ad una buona diversificazione di habitat e alla posizione geografica particolarmente favorevole, l’Oasi potrà rivestire un ruolo importante per lo svernamento delle anatre in provincia di Firenze, come rilevato anche dai primi censimenti operati sull'area, in particolare Germano reale, Alzavola, Fischione, e potrà inoltre offrire un ambiente ideale per la futura nidificazione di molte specie, come per esempio il Cavaliere d’Italia, il Tarabusino, la Marzaiola. Durante la migrazione l'area è frequentata da numerosi uccelli, fra cui si ricorda Cicogna bianca, Gru e Oca selvatica. Particolare attenzione merita la presenza del Fenicottero rosa che, nel corso della migrazione autunnale, ha iniziato ad frequentare l’Oasi di Gabbianello come area di riposo e pastura. Queste presenze rappresentano un’importante conferma che il processo di rinaturalizzazione dell’area procede in modo costante e positivo.
Tra i passeriformi scopriamo specie tipiche del canneto come il Cannareccione, la Cannaiola e l’Usignolo di fiume. Un’attenta osservazione del cielo ci permetterà, inoltre, di ammirare uccelli rapaci stanziali o di passo come il Gheppio, la Poiana, il Falco pellegrino, il Falco pescatore, il Falco di palude e l’Albanella reale.
 
LA VALENZA SOCIALE DELL’OASI
La presenza di un’area palustre protetta nel cuore del territorio mugellano, a due passi da Firenze e da altri importanti centri abitati, offre a tutti, e soprattutto alle famiglie e ai bambini delle scuole, nonché agli appassionati del settore, ampie possibilità per conoscere il grande valore naturalistico degli ambienti umidi e apprezzarne le bellezze botaniche e faunistiche, riappropriandosi così di uno spazio e di un contatto diretto con la natura, spesso trascurati. Grande importanza verrà quindi data alle attività divulgative per i visitatori, sia attraverso la realizzazione di spazi e strutture tematiche, sia attraverso l’organizzazione di visite guidate, incontri tematici e attività ricreative. Particolare attenzione sarà rivolta agli interventi di didattica al fine di avvicinare i giovani alle problematiche ambientali e far conoscere l’importanza di una piccola area protetta così vicina a noi: le attività si rivolgono alle Scuole Elementari, Medie Inferiori, Superiori, ed Università attraverso moduli interattivi e multidisciplinari basati su esperienze compiute sul campo e in laboratorio. L’Oasi è inserita a tal fine nella Rete dei laboratori didattici della Provincia di Firenze ed è sede di progetti educativi Infea.
L’Oasi rappresenta inoltre un punto di partenza fondamentale per la scoperta del territorio locale, con un programma di escursioni a piedi ed in mountain bike alla scoperta delle meraviglie storiche, naturalistiche e paesaggistiche di questo angolo della Toscana.
 
COME RAGGIUNGERE L’OASI
L’Oasi si trova nel Comune di Barberino di Mugello ed è facilmente raggiungibile, in auto, dall’autostrada del Sole (A1, uscita Barberino di Mugello) o da via bolognese seguendo le indicazioni per Barberino di Mugello. Mantenendosi sulla strada statale n. 65 voltare per Galliano e dopo 1 km seguire i cartelli indicativi dell’Oasi (dalla uscita A1 circa 6 km). L’area è raggiungibile anche con mezzi pubblici SITA e con la Linea Ferroviaria Faentina (fino alla stazione di San Piero a Sieve).

DAL SITO TOSCANO DELLA F.I.P.S.A.S http://www.fipsas.com
LA PESCA SPORTIVA NEL LAGO DI BILANCINO
Realizzato per risolvere i problemi di approvvigionamento idrico dell'area fiorentina, questo bel lago artificiale svolge altre importanti funzioni quali la regimazione delle piene dell'Arno, contenendo quelle del bacino imbrifero dell'Alto Mugello e, cosa non secondaria, quella di alimentare anche nei momenti di maggiore siccità, con l'erogazione controllata delle sue acque, il sottostante corso dei fiume Sieve, con la benefica ricaduta per tutta la vita acquatica dei principale affluente dell'Arno.
Oltre a ciò, la notevole estensione dei lago, superiore ai 5 chilometri quadrati, unitamente alla felice ubicazione del luogo e alla buona viabilità primaria che lo contorna, fanno sì che lo stesso offra molteplici possibilità di svago all'aria aperta, tanto da farlo considerare alla stregua di un piccolo mare interno. La Bilancino S.p.A., recentemente costituita dagli Enti competenti per gestire le varie risorse dell'intero complesso e quindi anche per la valorizzazione dell'area dove sorge il lago, sta portando avanti vari progetti per rendere il luogo, sotto l'aspetto paesaggistico e ricettivo, sempre più accogliente e gradito al turismo.
Sono quindi in corso di realizzazione o di ulteriore sistemazione zone di balneazione, parcheggi, piantate di alberi di alto fusto, percorsi pedonali ed in particolare, per quanto concerne le attività sportive, la regolamentazione di attività quali la vela, il windsurf e la pesca, quest'ultima con il concorso diretto della Provincia di Firenze, del Comune di Barberino di Mugello e delle Associazioni dei Pescatori dilettanti.
In proposito, il Lago di Bilancino, proprio per le sue acque particolarmente pulite, costantemente alimentate da vari corsi d'acqua quali il fiume Sieve, i torrenti Stura, Tavaiano, Lora, Calecchia ed altri minori, riscontra un grande interesse da parte dei pescatori sportivi che lo stanno frequentando in misura crescente. In queste favorevoli condizioni la fauna ittica presente sta colonizzando l'intera superficie dei lago, naturalmente prediligendo i punti più idonei alle singole specie, che comunque dovranno adattarsi agli inevitabili cambiamenti di livello, dovuti sia ai necessari riempimenti che ai graduali rilasci per le primarie necessità idriche sopra indicate.
Attualmente nel lago le specie preminenti sono: carpe, con esemplari pescati di oltre otto chilogrammi, carassi, cavedani, persici trota, lucci anche molto grossi (questi ultimi, insieme ai carassi, già presenti nelle cave preesistenti alla formazione del lago) ed alborelle; vi è inoltre la presenza di barbi, trote e vaironi, tutti provenienti dai tanti torrenti che alimentano il bacino, ed anche anguille, tinche (a seguito di un ripopolamento dei 2000 con soggetti di taglia dai 200 ai 300 grammi), persici reali e sole, pesci gatto (non molti) e altro ancora.
Nel lago, nel rispetto del regolamento vigente e nelle zone consentite, si può pescare con tecniche diverse; molto praticata è la pesca a fondo, soprattutto per le carpe, oppure "all'inglese" e con la roubaisienne, in genere per insidiare i difficili cavedani; risultano valide anche le canne bolognesi o quelle fisse più o meno lunghe, comprese quelle corte per le alborelle. Considerata la presenza di predatori quali persici trota (black bass) e lucci è interessante anche lo spinning, oltre alla pesca a mosca specie nei tratti dove si immettono i vari affluenti. È consentita la pesca con l'impiego dei belly boat (ciambella galleggiante) e da imbarcazioni a remi o dotate di motore elettrico.
Per pescare nel Lago di Bilancino, oltre alla licenza di pesca, occorre munirsi di un tesserino, gratuito, corredato dal "Regolamento di Pesca nell'invaso di Bilancino" (a cura della Provincia di Firenze), dove sono evidenziate le zone consentite alla pesca e dove il pescatore dovrà indicare le catture. Il tesserino va restituito all'atto dei ritiro di quello per l'anno successivo. Per quanto non previsto nello specifico regolamento valgono le disposizioni della Legge Regionale Toscana n. 25 dei 1984 e successive modificazioni.
I dati così raccolti, consentiranno al Comune di Barberino di Mugello e all'Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Firenze di perseguire un'ottimale gestione ittica e di conseguenza effettuare mirati ripopolamenti per arricchire la pescosità del grande bacino. Il tesserino può essere ritirato presso il Comune di Barberino di Mugello, le Associazioni dei pescatori e nei principali esercizi commerciali della zona.
 
Riportiamo qui di seguito i posti dove può essere ritirato il predetto tesserino:
In loco, a Barberino di Mugello, presso l'URP del Comune, presso l'ufficio Informazioni Turistiche (via del Lago c/o casello autostradale), al Bar Tabacchi Mantelli di piazza Cavour, al Bar Giardino di viale Repubblica, al Bar Gigi in viale Libertà, al negozio di pesca Pippo in corso Corsini, al Bar Bottega dei Bilancino in via dei Lago ed al negozio di articoli da pesca di Pierantonio Giustini in piazza Ughi a Cavallina.
A Firenze, presso le sedi: della F.I.P.S.A.S., in via Gordigiani, 14, nella mattinata dei giomi feriali escluso il lunedì (9-12,30 -Tel. 055354768); dell'ARCIPESCA FISA Provinciale, presso il Circolo Le Torri, via Lunga, 157 (orario pomeridiano 14-17 - TeL 0557321765); dell'ENALCACCIA PESCA E TIRO Delegazione Regionale, in via Luigi da Palestrina, 27 (Tel. 055354833).
A Prato, all'ITALPESCA in via P.Crocco.
 
 
LUOGHI DI INTERESSE STORICO-ARTISTICO
Il Lago di Bilancino è ubicato in comune di Barberino di Mugello, il cui centro abitato si trova nelle immediate vicinanze del casello dell'Autostrada del Sole A1. Per la sua posizione geografica, Barberino è definita la porta del Mugello. Territorio di antichissima frequentazione umana, conserva importanti testimonianze storico-artistiche meritevoli di essere visitate. Se la pesca sportiva è per gli appassionati il motivo principale di spostamento, l'occasione della presenza sul Lago di Bilancino può essere confortata da altre cose piacevoli, come un soggiorno di vacanza per godere, nel verde di questa bella parte di Toscana, dei cibi e dell'antica cultura dei luoghi, che dettero fra l'altro i natali alla famiglia Medici, che per secoli dominò Firenze. Nei dintorni del centro storico di Barberino, con il suo Palazzo Pretorio, le Logge Medicee ed il Castello Cattani (a nord dell'abitato), si trovano pievi, ville e castelli degni di nota.
Fra questi, oltrepassata la frazione di Cavallina, c'è la chiesa di San Giovanni in Petroio, risalente all'undicesimo secolo, che domina dall'alto il lago di Bilancino. Proprio sul lago, in località Torracchione - Cavallina, vi è la Villa Torre il Palagio (già Villa La Torre).
Dalla parte opposta, sulla strada che porta al Passo della Futa, si trovano la Villa delle Maschere, una delle più vaste ville campestri del comprensorio che prende il nome dai mascheroni teatrali che decorano una parte dell'edificio ed il Castello di Villanova, già possesso dei nobili Ubaldini, signori del Mugello in epoca medievale.
Questi edifici ed il parco sono attualmente oggetto di grandi interventi di ristrutturazione che permetteranno di essere fruibili come luogo per convegni e cerimonie. Non visibili dal lago, ma comunque raggiungibili in pochi minuti d'auto, vi sono altri luoghi di grande interesse.
Il Castello del Trebbio, costruito nella prima metà del Quattrocento da Michelozzo per Cosimo il Vecchio de' Medici ed il Convento di Bosco ai Frati, di patronato mediceo, nel cui interno è conservato un crocifisso ligneo attribuito a Donatello; entrambi i siti sono ubicati nel limitrofo comune di San Piero a Sieve. Ed ancora, sempre in comune di Barberino di Mugello, la Villa di Cafaggiolo, altro possedimento mediceo, luogo preferito per la caccia da Lorenzo il Magnifico; la Badia a Vigesimo, complesso dell'ordine vallombrosano; la Pieve di Sant'Andrea a Camoggiano, di scuola sangallesca, in località Camoggiano.
 
Poiché alcuni degli edifici sopra indicati sono privati o comunque non sempre aperti al pubblico, è opportuno contattare direttamente gli uffici informazioni di zona per conoscere la visibilità ed avere informazioni sulla logistica.
 
Riferimenti utili:
 
Siti da visitare
Ufficio Informazioni Turistiche
Via del Lago, 33 - loc. I Boschi
c/o casello autostradale A1 Barberino di Mugello
Tel. 0558420106 Fax 0558420942
e-mail: barberinomugello@firenzeturismo.it
aperto tutti i giorni 10-19
 
Ufficio Turistico Comprensoriale
Comunità Montana del Mugello
Via Togliatti, 45
Tel. 055845271 Fax 0558456288
e-mail: turismo@ cm-mugello.fi.it
http://turismo.mugello.toscana.it
 
Bilancino S.p.A.:
www.bilancinolagoditoscana.it
 
Comune di Barberino di Mugello:
www.comune.barberino-di-mugello.fi.it
 
Comunità Montana dei Mugello:
http://turismo.mugello.toscana.it
 
APT Firenze:
www.firenzeturismo.it
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 06/07/2011 @ 16:55:25, in SPINNING, linkato 2468 volte)
 
GLI SPINNERBAIT O SPINNER
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
struttura
Sono esche composte da una armatura a “V”, corpo di piombo e amo nella parte inferiore, una o più pale di cui sempre una alla sommità del ramo superiore della “V” connessa con una girella.
Uno spinnerbait che funzioni correttamente in acqua sta verticale, quasi senza oscillazioni, con le pale che si muovono, “parte” al minimo recupero e se lasciato fermo cade verso il fondo quasi in verticale con le pale in movimento.
I materiali per l’armatura sono in genere l’acciaio rigido, il titanio, attualmente sono in commercio spinner con il ramo superiore flessibile.
Il peso può essere un corpo di piombo o tungsteno, raramente di leghe più leggere.
Talvolta però un corpo vistoso può essere indicato, per visibilità o per particolari forme che stabilizzano il nuoto e si ricorre in questo caso a leghe di piombo più leggere
Le pala superiore, sempre presente è connessa ad un anellino alla sommità del ramo superiore della “V” con una girella, ovviamente più la girella è di qualità (le migliori sono a cuscinetti) meglio gira.
La pala o le pale sul ramo superiore dello spinner sono collegate con cavalierini e in genere hanno movimenti ridotti, possono essere una o più, fino a 5 su spinner da lucci
La connessione al terminale, cavetto, nylon o trecciato che sia può essere garantita da un anellino chiuso in punta alla struttura che garantisce la miglior robustezza ma un ingombro un po maggiore e una maggiore lavorazione; la maggior parte degli spinner ha la punta della “V” assotigliata e parallela che viene chiusa dal pescatore con un gommino da galleggiante o un po’ di termoretraibile
In caso di grosse prede è insolito ma possibile che in combattimento il gommino cede a il vincolo filo spinner lavori o sul piombo o sull’attacco della paletta con possibilità di rotture e quasi certa deformazione dello spinner, a volte recuperabile e a volte no.
Gli spinner hanno altre 2 componenti importanti, l’amo , il gonnellino o skirt e due importanti opzioni, l’amo trailer e il trailer (in genere di gomma) che può essere posizionato sia sull’amo principale che sull’amo trailer.
 
L’amo
Non tutti gli spinner sono impostati sugli stessi ami, alcuni produttori prediligono ami più piccoli e altri più grandi, alcuni ami lunghi e altri ami più corti.
E la differenza non è poca visto che pesa sulla lunghezza dell’esca.
 
Il gonnellino o skirt
Il 90% o forse di più degli spinner è dressata con uno skirt di fili di gomma, ma nulla vieta che lo stesso effetto possa essere raggiunto con pelo di cervo, fili sintetici (flashbou o simili), marabou o altre piume e ancora altro
In tanti non danno il giusto valora allo skirt che è un aspetto per me qualificante in quanto è forse la cosa più visibile dello spinner in acqua, forse più delle palette.
Lo skirt può essere molto minimalista, ma io prediligo skirt ben gonfi e visibili tanto che spesso li sostituisco con altri più grossi, densi e lunghi o li raddoppio
Cambiare gli skirt è facile e talvolta consente grossi miglioramenti in pesca, non è una cattiva idea avere alcuni skirt di ricambio in pesca, peso nullo e possibili benefici certi
Gli skirt sono di solito di due tipi, una matassina di fili tenuti da un anellino in caucciù e un anellino connesso in posizione fissa ai filamenti
I più usano mettere l’anellino sulla testa e la coda rivolta verso l’amo, provate a invertire mettendo la coda in avanti e il movimento cambierà
Ultima nota, talvolta lo skirt si perde perché cede l’anellino di caucciù, se volete evitarlo potete legarlo con po’ di filo di rame e resterà in sede per sempre (o quasi).
 
Le opzioni : trailer e amo trailer
Se in parecchi usano trailer attaccati all’amo per dare volume allo spinner in molti meno usano gli ami trailer.
Sinceramente non capisco perché, in pochi secondi si aumenta la lunghezza dell’esca, si gestiscono diversi trailer, si possono mettere ami a trailer piccoli o grandi che aumentano in caso di mangiate difficili le possibilità di allamare pesci e soprattutto di risolvere i casi in cui i pesci mangiano e si slamano a ripetizione.
Incidentalmente in pochi secondi si può togliere…
 
Opzione estrema, l’antialga
In casi davvero estremi si può dotare lo spinner di antialga in nylon o in acciaio, per es. su canne fitte e sottili, ninfee fitte e alga filamentosa; di solito l’esca di per sé è antialga
L’aspetto dello spinner è dato dall’insieme di tutti questi oggetti, la pala o le pale danno vibrazioni e flash, mentre il colore dell’esca è definito dal corpo più il gonnellino e solo corretto (salvo casi limite) dal trailer
Ovvio che un grosso trailer su un grosso amo trailer cambia molto lo spinner e in genere richiede di rivedere la piombatura dello spinner ed è riservato in genere alla pesca al luccio
In casi “normali” si può quindi cambiare l’aspetto col solo cambio dello skirt, fatto salvo che i pescatori in genere sono pigri e raramente cambiano qualcosa nello spinner, preferendo cambiare lo spinner in blocco
Non è un errore ma un po’ di manualità consentirebbe di avere molte più combinazioni visibili
La testa dello spinner da cui parte l’amo e che da il peso allo spinner ha in effetti meno importanza, salvo scegliere corpi grossi e molto visibili.
L’importanza della forma della testa dello spinner ce l’ha nell’aerodinamica e soprattutto nell’idrodinamica.. corpi piccoli e stretti consentono di evitare anche le alghe più fastidiose, danno il miglior lancio specie con pale piccole ma danno poca stabilità, la stabilità viene aumentata da corpi voluminosi e sagomati con baricentro basso al prezzo di avere una sezione più grande che penalizza la funzione antialga e la lunghezza e stabilità nel lancio.
Lo spinner è peraltro un’esca dall’utilizzo molto vasto , dal peso che spazia dai pochi grammi ovvero 1/8 di oncia fino a 3 once (da 3 a 90 grammi), da molto piccolo (in USA li utilizzano a crappie, i persici sole) ovvero poco più di una moneta di due euro a dimensioni oltre la mano umana, che ha utilizzo ad alta velocità, a bassa velocità, a galla e fin vicino alla lenta traina a grande profondità.
 
I colori
La mia esperienza mi porta a prediligere 4 colori
Bianco, nero, giallo e marrone come skirt
Io al 90% uso teste bianche, nere e gialle
Per le pale oltre alle classiche argento e oro uso talvolta pale rosse, gialle e nere, più o meno lucide, più o meno olografiche
Inoltre hanno senso pale in lexan trasparente, che non danno bagliori ma solo vibrazioni.
 
Le pale
Le pale willow, lunghe e strette (le uniche che lavorano in genere bene in due o più pale se serve) caratterizzano per il tipo di vibrazione e lo scarso attrito in acqua spinner veloci, da recuperare a galla
Ovvio che se lasciati cadere senza recuperare questi spinner raggiungono anche grosse profondità ma la vibrazione in genere si sfrutta appunto a galla-
Cambia molto che pala willow si usa, due pale piccole sono leggerissime danno vibrazioni ben diverse da una pala grandissima che produce attrito
Le pale colorado (non facili da far lavorare bene se doppie) hanno una vibrazione più bassa che è più adatta a basse velocità a si percepisce bene sulla canna, molto meglio delle willow
Poi il mercato usa decine di pale di forme diverse, tipiche di certi produttori (per es, certe willow della booyah e le pale dei terminator), magari con piccole diversità di forma e soprattutto di peso rispetto le pale più “standard”
Unito agli esempi fotografici che seguiranno questo articolo ha il solo scopo di allargare la visione di chi crede che solo quel tipo di spinner esista o catturi, le variabili sono tante, i produttori tanti, le modifiche spesso semplici… verso la maggior capacità di catturare pesce
 
Articolo di mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
 
 

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