GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Tarozzi Maurizio con un bel carassio catturato nel canale di Anita durante l'8 Trofeo AIL del 14 apr... di Admin G.P.O.
 
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TEAM KAPPOTTO ?
Carp Fishing allo stato puro

Jonathan Vancini (Team Kappotto)
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di Admin G.P.O. (del 18/05/2013 @ 15:01:11, in PESCA AL COLPO, linkato 2037 volte)
GLAUCO TUBERTINI: QUINTO MEMORIAL MARCEL VAN DEN EYNDE
articolo di Angelo Borgatti
all'interno dell'articolo il video integrale della premiazione del quinto memorial Marcel Van Den Eynde
 
A distanza di alcuni giorni dalla conclusione del 5° Memorial Van den Eynde ho avuto la possibilità di incontrare Glauco Tubertini per scambiare qualche riflessione a mente fredda su questa importante classica e lanciare uno sguardo al suo futuro.
 
 
Glauco, le quinte si sono chiuse da pochi giorni sulla 5^ edizione del Memorial Van den Eynde. Possiamo parlare di una edizione un po’ sotto tono rispetto alle altre?
“Purtroppo non è stato possibile impiegare la solita data di inizio stagione e quindi siamo dovuti arrivare a fine aprile, in concomitanza con diverse gare programmate in vari ambiti locali, con campionati provinciali ed altro che hanno tenuto altrove una parte dei potenziali concorrenti. Comunque radunare oltre 500 agonisti è sempre un gran bel risultato, soprattutto nelle condizioni economiche in cui versa il Paese, quindi sono ugualmente contento del risultato.”
 
Il prossimo anno?
“Nel 2014 vorremmo tornare alla data classica, con i numeri delle ultime edizioni, sempre che il tratto di Covato venga ripristinato appieno, altrimenti più di 600 concorrenti è difficile poterli sistemare. Purtroppo, secondo le mie impressioni, temo che questo possa non accadere poiché i lavori procedono con tempi lenti, mentre mi dicono che tratti delle sponde non interessati dai lavori hanno subito ulteriori danni da smottamenti vari. Comunque vedremo come evolverà la situazione nei prossimi mesi.”
 
Cambiamo argomento. Si è registrato invece un bel successo del feeder, che ha sfiorato le 100 adesioni…
“Si, per l’Italia, oggi, 100 partecipanti sono veramente un bel risultato numerico. Ma non è una sorpresa per me, mi aspettavo una bella risposta poiché già lo scorso anno avevamo sfiorato le 80 presenze.”
 
Cosa ne pensi del movimento feeder in Italia, anche alla luce della Coppa Italia, del recente Pasinetti feeder e, oggi, di questo 5° Van den Eynde?
“Le presenze, secondo me, sono ancora poche rispetto alle potenzialità che io reputo esserci nel nostro Paese. Sicuramente nel prossimo futuro, se si faranno delle politiche promozionali adeguate, questo numero è destinato ad aumentare. “
 
Secondo te quali potrebbero essere i provvedimenti idonei a promuovere questa tecnica, che sembra interessare sempre più persone?
“Innanzitutto una compilazione dei calendari del colpo che tenga conto della voglia di molti di partecipare alle competizioni di entrambe le specialità. Se non ci saranno sovrapposizioni tra le gare dei vari campionati di colpo con le manifestazioni di feeder sicuramente il numero dei praticanti aumenterà. In secondo luogo occorrerebbe promuovere competizioni a livello di squadre e società e non solo individuali; le gare per squadre di Società coinvolgono molto di più gli agonisti, che sono stimolati da una doppia motivazione, sia individuale che di club. Come ultima iniziativa ritengo sarebbe opportuno predisporre due categorie di competizioni a feeder, per far si che chi si avvicina a questa disciplina non sia obbligato da subito ad entrare in contatto con i concorrenti più forti e preparati ma trovi una dimensione più consona ad un esordiente.”
 
Quest’ultimo argomento è stato motivo di un recente confronto dialettico importante all’interno del mondo “feeder” agonistico. Vuoi riassumermi brevemente le tue argomentazioni a proposito?
“Io vedo il feeder, a livello individuale, suddiviso in due categorie: una d’ingresso, promozionale, con delle limitazioni, per consentire un approccio più morbido con il modo dell’agonismo, con un regolamento idoneo, più libero, sia nell’uso delle tecniche che delle esche; oltre a questa ci dovrebbe essere una categoria superiore, che deve servire a far crescere l’agonista che ha deciso di dedicarsi ad un livello più alto, con regolamenti in linea con quelli internazionali; una categoria che prepari un nucleo di elementi forti da cui attingere per comporre la Nazionale. Questa suddivisione, secondo me, porterebbe ad almeno due benefici: da una parte consentirebbe ad un numero maggiore di praticanti il feeder amatoriale, e sono tanti, a tentare di avvicinarsi all’agonismo specifico ma in maniera più tranquilla; dall’altro lato porterebbe ad una evoluzione tecnica più spiccata di coloro che scelgono di praticare l’agonismo di alta fascia, creando un nucleo tecnicamente molto più forte e di alto livello, che potrebbe darci sicuramente delle belle soddisfazioni anche a livello internazionale.”
 
Ma tu questa suddivisione la immagini solo a livello nazionale o anche nelle varie realtà provinciali?
“Solo a livello nazionale, naturalmente. La categoria chiamiamola “promozionale” deve esplicarsi a livello provinciale o regionale, magari con delle finali che diano accesso a qualche obbiettivo da individuare. Naturalmente queste due categorie non debbono essere chiuse una ai partecipanti dell’altra, ma anzi dovrebbero poter essere disputate indifferentemente da coloro che le vogliano seguire entrambe. Se poi si vuole dare un vero incremento numerico ai praticanti la specialità, bisogna dare risalto alle competizioni a squadre, il vero motore che anche nel passato hanno fatto esplodere sia il colpo che la pesca in mare ecc. Sono le Società che fanno l’agonismo e lo fanno crescere. Se, al contrario, si mantengono le competizioni prevalentemente a livello individuale il feeder rimarrà sempre una nicchia del colpo.”
 
Ritieni che sia logico suddividere i colpisti dai feeder men?
“Le tecniche debbono rimanere divise: le gare di Colpo non debbono prevedere l’uso del feeder e viceversa. Ma, date permettendo, non si deve precludere ad un colpista di fare competizioni di feeder e viceversa. Naturalmente, e mi ripeto, occorre lavorare sulla stesura dei calendari evitando al massimo le sovrapposizioni dei campionati, anche se non è facile sicuramente.”
 
Secondo te è quantificabile capire quanti sono i colpisti passati in toto o in parte al feeder e quale percentuale è invece quella dei feeder men “puri”?
“Non riesco a dirtelo. Certamente vedo che molti degli attuali praticanti facevano o fanno ancora anche il colpo. Certamente il feeder è più agevole da praticare del Colpo, richiede una minor preparazione preventiva rispetto al colpo, anche se pure qui c’è una necessità di saper fare le cose bene, di conoscere tutta una serie di nozioni e di fare delle prove indispensabili. Ci sono comunque diverse affinità, per cui l’agonista che viene dal Colpo non impiega molto tempo a trovarsi a suo agio con questa tecnica.”
 
Come titolare di una tra le più importanti aziende d’Europa del settore, secondo te nel nostro Paese la distribuzione dei praticanti questa tecnica è abbastanza uniforme o ci sono zone a più spiccata vocazione feederista?
“La tecnica è praticata a macchia di leopardo sul territorio. Sicuramente ci sono buoni bacini di praticanti nel Lazio, in Lombardia, stanno venendo avanti il Veneto e l’Emilia Romagna… Sostanzialmente il movimento si afferma maggiormente dove ci sono i campi di gara e dove c’è già una vocazione agonistica verso la pesca al colpo, ma non solo. Ci sono zone dove Società o anche solo personaggi di spicco e trainanti sono dei volani anche per la diffusione di questa tecnica, altre dove si stenta molto di più. “
 
Il mondo delle Aziende cosa può fare per incrementare questo movimento, secondo te?
“Principalmente nostro compito è creare e proporre prodotti idonei alle acque italiane e ai pesci che abbiamo in Italia, oltre che allestire categorie e fasce di prodotti adatti alle possibilità economiche delle varie fasce di clientela. Ci tengo comunque a ribadire che le mie opinioni in relazione al movimento feeder che ti ho espresso in precedenza sono le opinioni dell’agonista, del pescatore e non dell’operatore commerciale che vuole incrementare il proprio giro d’affari. Quando mi esprimo su argomenti come questi cerco sempre di svestire i panni del titolare d’azienda per vestire solo quelli del pescatore.”
 
Trattando con larga parte dei paesi europei , sei accreditato per fare una istantanea del movimento feeder in Europa…
“Commercialmente il mercato estero del feeder è preponderante rispetto a quello italiano, ma semplicemente perché lì il feeder è una tecnica praticata da più tempo e vi sono delle condizioni climatiche che predispongono maggiormente all’uso di questa tecnica rispetto al nostro colpo .”
 
Concludiamo con una riflessione sui vincitori di questo 5° Memorial Van den Eynde: per il secondo anno consecutivo vince Il Gambero Milord’s che, con il massimo rispetto dovuto, non è nel novero delle “fortissime” del nostro sport…
“Ci arriverà, è solo questione di tempo, ma ci arriverà. I componenti di questa squadra li conosciamo tutti e la loro attuale collocazione sportiva è solo momentanea. Io ritengo che già dal prossimo anno saranno tra le squadre che disputeranno il Campionato Italiano per Società.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
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Di Admin G.P.O. (del 18/05/2013 @ 14:31:26, in EVENTI, linkato 2348 volte)
SERATE A SPINNING 2013 AL SAPABA
 
La sezione provinciale FIPSAS di Bologna promuove dal 30 maggio 2013 le serate al Black Bass in Sapaba lago2
LE SERATE SI SVOLGERANO CON L’AUSILIO Di ROBERTO RONDININI IL QUALE METTERA’ A DISPOSIZIONE LA SUA ESPERIENZA AL SERVIZIO DI TUTTI I RAGAZZI              ( PICCOLI e GRANDI !!)
 
IN BUONA COMPAGNIA PER CHI VOLESSE FERMARSI LA SERA PER CENA VERRANNO ORGANIZZATE LIBERAMENTE DI VOLTA IN VOLTA SERATE CON PIZZA O GRIGLIATA
 
PER I PIU’ PICCOLI NON E’ PREVISTO NESSUN CONTRIBURO MENTRE PER I PIU’ GRANDI E’ PREVISTO UN PICCOLA QUOTA DI EURO 3,50 PER LA PESCA NEL LAGO 2
ESCLUSO IL MANGIARE
 
VI ASPETTIAMO TUTTI I GIOVEDI' SERA DALLE ORE 17:30 IN POI!!!
 
NON MANCATE !!!
 
per trovare i laghi del Maglio ( Sapaba ) di Pontecchio Marconi , Bologna utilizzate la carta seguente
 

 
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 03/04/2013 @ 21:54:00, in ARCI PESCA, linkato 2305 volte)
SOTTO UN DILUVIO UNIVERSALE SONO INIZIATI
I CAMPIONATI PER IL TEAM A.R.C.I. DEL G.P.O.IMOLESE
articolo di Danielli Stefano
 
Dopo aver saltato le prime due gare di Campionato per le avverse condizioni atmosferiche , Domenica 24 Marzo, con la prima prova del campionato Regionale     
BOX tenutasi a Ostellato Vecchio dal Km.3 al Km. 5, è iniziato l'anno agonistico per il team A.R.C.I. del G.P.O.IMOLESE .
Le due gare saltate dal nostro Team per via del tempo avverso , riguardavano per la precisione il Trofeo delle Società affiliate all'A.R.C.I. PESCA e , la prima prova del Campionato provinciale individuale con tecnica all'Inglese .
Puntualizzato questo , nella prova del 24 Marzo a Ostellato Vecchio , il nostro Team , che ricordo composto da Borghi Rossella-Fontana Giovanni-Banzi Giuliano
Danielli Stefano, si è comportato molto bene piazzandosi al 2° posto di settore .
Un secondo posto non facile in considerazione della poca pescosità in questo periodo di Ostellato Vecchio e , del sorteggio in un settore integrato poco fortunato che ha complicato le cose.
Se si escludono i 15Kg. Ottenuti da una sola Squadra in tutto il campo gara , la media del pescato è stata di 7-8 Kg. a BOX .
Le poche catture ma di buona taglia hanno consentito alla nostra compagine di ottenere questo buon risultato .
Prossima gara il 14 Aprile in Allacciante o nel Garda Alto , per la prima prova del campionato Provinciale Coppie , sperando in una situazione climatica più favorevole .
 
 
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I. Pesca per il G.P.O.IMOLESE
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 28/01/2013 @ 16:50:06, in GARE AD INVITO, linkato 5081 volte)
QUINTA EDIZIONE DEL MEMORIAL MARCEL VAN DEN EYNDE 2013
Dalla sera del 28 gennaio 2013 sono aperte le iscrizioni alla quinta edizione del Memorial Marcel Van Den Eynde
Come per l'edizione precedente le iscrizioni si potranno fare solo online dal sito del GPO Imolese Tubertini.
Per iscriversi bisognera' cliccare sull'apposito pulsante posizionato in alto a destra in tutte le pagine del nostro sito

Qui sopra il pulsante per entrare nell'area dedicata alle iscrizioni al 5 Memorial Marcel Van Den Eyne

N.B il pulsante si trova in alto a destra in ogni pagina del nostro sito

Per saperne di piu' torna a trovarci spesso e consulta questo articolo che verra' aggiornato a breve con le ultime novita' in merito ad una delle piu' grandi gare di pesca al colpo della storia della pesca agonistica italiana.
Tra gli iscritti ci saranno: ospiti internazionali, campioni nostrani che hanno vinto praticamente tutto a livello internazionale. Se sei un agonista, potresti avere l'occasione di pescare vicino e confrontarti spalla a spalla con uno di questi famosi campioni della pesca al colpo internazionale.
Nella scorsa edizione il numero degli iscritti ha superato abbondantemente le 1000 unita' e purtroppo molte iscrizioni in esubero ( circa 300 ) non hanno potuto essere soddisfatte per carenza di posti gara.
 
Qui sopra le anteprime del volantino della quinta edizione del Memorial Marcel Van Den Eynde
 
A breve le novita' ma intanto gustati le gallerie e i video delle precedenti 3 edizioni del Memorial Marcel Van Den Eynde.
 
 
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 17/12/2012 @ 22:28:19, in PESCA AL COLPO, linkato 2154 volte)
SIMONE FARNE’ VINCE LA QUALIFICAZIONE AGLI ITALIANI 2013
CAMPIONATO PROVINCIALE DI BOLOGNA 2012
articolo di Angelo Borgatti
 
Al termine di 5 prove molto tirate, suddivise in una fase iniziale (le prime tre gare disputate, nell’ordine a Ostellato Vecchio, Acque Alte e Garda Alto) ed in una finale, la quarta e la quinta (Ostellato Vecchio e Ostellato Covato), nelle quali i primi 40 classificati della graduatoria provvisoria dopo la terza prova si sono staccati dal resto del gruppo per confrontarsi tra loro e stabilire la classifica degli aventi diritto a partecipare alla prima prova del Campionato Italiano individuale 2013, è stato Simone Farnè del G.P.O. Tubertini ha prevalere su tutti e ad imporsi su di una concorrenza estremamente agguerrita e qualificata.
Nella graduatoria dal 41° posto in poi, i cui partecipanti ambivano al titolo di Campione Provinciale, è stato Marco Lodovisi, della Minerva RossoBlù Team Bazza, al termine della quinta prova, a salire al vertice della particolare classifica finale.
Ci scusiamo con tutti gli interessati ma non possiamo fornire la pubblicazione delle classifiche finali in quanto, ad oggi, non ancora disponibili dal sito ufficiale della FIPSAS di Bologna.
 
articolo di Angelo Borgatti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 17/12/2012 @ 21:30:36, in ATTIVITA' SOCIALI E RICREATIVE, linkato 2926 volte)
PRANZO SOCIALE 2013 GPO IMOLESE TUBERTINI
 
Domenica 13 Gennaio 2013
CASA DEI POPOLI – ARCI CURIEL
ORE 12,30
Via Domenico Cimarosa 107 – Casalecchio di Reno (BO)
 
 
Il prezzo a persona è di Euro 28,00
 
 
 
Bambini fino a 6 anni GRATIS
Bambini da 7 anni a 11 anni Euro 15,00
 
Si prega di dare adesione entro e non oltre il 07 Gennaio 2013 a:
Fabrizio Rizzatti 349/7586727
o
Danielli Stefano 334/1977846
 
 
 
 
 
 
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 14/12/2012 @ 09:54:45, in PESCA AL COLPO, linkato 3845 volte)
SIMONE CARRARO TRIONFA CON CENTINAIA DI PLAQUETTE!!!
articolo di Angelo Borgatti
 
Si sono da poco spente le luci sul Club Azzurro 2012 di Pesca al Colpo, Club Azzurro che ha visto letteralmente spadroneggiare Simone Carraro, che si è concesso il lusso di vincere la più difficile kermesse a livello individuale, quella che raduna le 50 migliori canne d’Italia al netto degli Azzurri della scelta tecnica, con sole 7 penalità sulle sei gare in programma (Medelana, Medelana, Fissero, Fissero, Covato, Covato), con una gara d’anticipo e distanziando il secondo il ben 5 punti. Stratosferico!
Ma tra le vittorie di questo Club Azzurro di Simone, quella che ha lasciato il segno maggiore, secondo me, è stato… il secondo posto realizzato dal milanese trapiantato a Bazzano nella quinta prova, a Covato!
Non che le altre vittorie di Carraro non siano state belle ed importanti, ma questo secondo posto per me ha una valenza particolare, infatti, è stato realizzato con una splendida pescata in velocità di oltre 300 bremettine da qualche decina di grammi, ingannate con il ver de vase pescando con cinque-sei pezzi di canna, in una gara che è stata un vero concentrato di velocità, precisione, meticolosità e regolarità, sia esecutiva che mentale. In quest’occasione l’asso della Lenza Emiliana Tubertini, pur avendo realizzato oltre 10.000 punti è stato battuto solo da una carpa XXL. Nella gara della domenica, ennesimo primo del “Cannibale”, sempre con le bremettine, pescate questa volta a 13 metri!
Si badi, pescare a questi livelli, con questa intensità e con un esca “difficile” come il ver de vase le plaquette è un’arte, alla stessa stregua del saper fare bene l’alborella di italica memoria. Come per la pesca alle alborelle, anche questa alle plaquette non si improvvisa dalla sera alla mattina, poiché anche in questo caso siamo di fronte ad una forma tecnica pura, fatta di materiali specifici, esche curatissime, pasturazione precisa e mirata oltre che tempi strettamente calcolati ed automatismi e gestualità allenati con cura!
Simone in questo è stato un vero maestro e con lui mi sono focalizzato sulle attrezzature, sulle lenze impiegate, sulla pasturazione, sugli inneschi e sulla presentazione dell’esca, sulla gestualità vera e propria che lo hanno portato a questa performance.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE LENZE ED I MATERIALI
Dovendo pescare un grande numero di pesci in velocità con il ver de vase, la lenza deve avere almeno due prerogative: la velocità di entrata in pesca e la percezione più esatta possibile della mangiata.
 
Per le plaquette a 5/6 pezzi (media g. 35) 4 punte montate con:
Madre lenza: Fluorine Tubertini da mm. 0.10
Galleggianti: PRO95 Tubertini da g. 0.50 (1) – 0.75(2) – 1(1).
La scelta è caduta su questo modello affusolato con deriva in carbonio ed antenna in fibra di vetro per la sua estrema sensibilità e capacità di evidenziare le starate. Data la piccola taglia dei pesci l’antenna in fibra consente di percepire molto meglio le abboccate rispetto ad una antenna in plastica, anche se di diametro fine.
Finale: PiùPiù da mm 0.08 lungo 10 cm
Amo: Serie 2 opaca n° 18.
Elastico: Catch Pole Elastic dello 0.8.
La lenza è estremamente semplice, rapida nell’entrata in pesca e a prova di groviglio: due pallini del n°10 distanziati di ½ cm, pinzati sopra l’asola; sopra di questi un bulk a 15 cm.
Distanza apicale/galleggiante: 40 cm.
 
Per le plaquette a 13 metri (media 40/60 g.) 4 punte montate con
Madre lenza: Fluorine Tubertini da mm. 0.12
Galleggianti: PRO107 Tubertini da g. 1.50 – 2 – 2.50. La scelta è caduta su questo modello a filo passante dalla forma più raccolta perché a 13 metri il movimento dell’acqua è più importante; questo é un modello più stabile, con collarino che evidenzia bene le starate e l’antenna in plastica per avere miglior tenuta su acqua che può muovere. La taglia maggiore dei pesci compensa la lieve perdita di sensibilità della plastica rispetto alla fibra. La taglia maggiore del galleggiante è giustificata dalla necessità di avere una entrata in pesca veloce, di avere una visibilità migliore e dalla necessità di scendere verticalmente sul punto pasturato.
Finale: PiùPiù da mm 0.09 lungo 15 cm
Amo: Serie 2 opaca n° 18
Elastico: Catch Pole Elastic dello 0.9
La costruzione della lenza ricalca la stessa filosofia estremamente semplice: due pallini del n°10 distanziati di ½ cm, pinzati sopra l’asola; sopra di questi un bulk a 20 cm.
Distanza apicale/galleggiante: 60 cm.
 
 
DISTANZA DI PESCA
Nella pesca corta ha optato per una linea di pesca a circa 5 pezzi e ½, perché a quella distanza mediamente a Covato inizia il fondale massimo che si mantiene poi fino a 13 metri ed oltre.
 
 
PASTURAZIONE ED ALIMENTAZIONE
Come mix di base 2 kg di Turbo Black Van den Eynde, 1 kg Gold Medal Brown Tubertini, 250 g. di brasem al caramello a cui ha aggiunto 2 kg di Terre de Fonde Van den Eynde.
A parte ha preparato 5 lt di Argilla Nera Umida V.d.E.
Fondo iniziale a 5/6 pezzi: circa 2 litri del mix di base a cui ha aggiunto 2 lt di Argilla Nera Umida V.d.E. + 1/8 di lt. di fouillis.
In questo modo buona parte delle larve, a contatto con la pastura, muoiono e rimangono sul fondo. Questo aspetto è molto importante per il risultato della pescata. Questa miscela di esche, terre e pasture è stata bagnata molto al fine di ottenere un composto molto molle che è stato gettato a mano all’inizio, creando una grande macchia persistente. A differenza di quanto si possa credere, la maggior parte degli ingredienti, bagnati in questo modo, si adagia pesantemente sul fondo rilasciando lentamente piccole particelle.
Fondo iniziale a 13 mt: il rimanente del mix di base è stato diviso in due parti: una di queste è stata impiegata per realizzare palle piuttosto dure da lanciare sulla linea dei 13 metri, addizionato di 1/8 di fouillis. Oltre a questo sono state scodellate 5/6 palle di pongo realizzato con 2 lt di Argilla Nera Umida ed 1/8 di fouillis.
Come alimentazione, nella pesca corta fatta il sabato per le 4 ore, per circa 2 ore Carraro non ha più dato nulla. Dall’inizio della 3^ ora ed ogni 15’ ha poi scodellato una piccola pallina di terra di somma nera e fouillis ed una del mix di base. Alimentazione fatta rigorosamente a scodella per evitare rumori che potessero richiamare sul posto i siluri. Per la pesca a 13 metri di domenica, l’alimentazione è stata fatta dopo circa 1 ora, quando le mangiate andavano a diminuire, con 1 pallina di Argilla Nera Umida con fouillis ed 1 del mix di base scodellate ogni 15’.
 
 
INNESCO
Dovendo procedere in velocità, anche la fase dell’innesco del ver de vase è razionalizzata al massimo per evitare perdite di tempo.
Interessante il sistema di Simone, che consiste nel posizionarsi alcune larve, ben separate tra loro, su di una salvietta aperta sulla coscia destra. In questo modo evita di andare “a cercare” ogni volta la larva giusta nell’acqua ma la sceglie tra quelle già pronte ed asciutte.
 
 
PRESENTAZIONE DELL’ESCA
La tipologia della pasturazione iniziale ci fa intuire che la sua azione è mirata a cercare i pesci tendenzialmente staccati dal fondo, all’interno della “nuvola”. Secondo l’agonista della Lenza Emiliana questo è il naturale modo di insidiare questi pesci, che tendono a mangiare le particelle ed il fouillis che trovano in sospensione a pochi centimetri dal fondo. La sua esca è proposta circa 5 cm staccata dal fondo.
Durante la calata dell’esca frequentemente l’abboccata, sempre piuttosto timida, si evidenzia negli ultimi 5/10 cm di discesa, con l’antenna che rimane emersa quasi completamente anziché la metà prevista dalla taratura del galleggiante.
Pesca a 5/6 pezzi: Un filo di v.d.v. presentato a 5/10 cm dal fondo. L’innesco è centrale sul corpo della larva.
Pesca a 13 metri: uno/due fili di ver de vase presentati a radere il fondo o in appoggio 2/4 cm
 
GESTUALITA’
In tutte le pesche di velocità, uno degli aspetti fondamentali è quello della gestualità, che deve consistere nel minor numero di movimenti possibili, sempre i medesimi, fatti nello stesso modo e con gli stessi tempi, con gli attrezzi necessari sempre a portata di mano; tutto questo per ridurre al minimo i tempi morti ed ottenere il massimo risultato possibile.
Simone manovra la canna sul lato destro del corpo. Al momento del rientro la canna scorre a metà della coscia, stacca il kit (2 pezzi poiché il nostro usa una banniere molto ridotta tra vetta e galleggiante) e salpa il pesce; l’innesto maschio della canna viene appoggiato nell’incavo tra coscia e tronco. Slamatura, innesco nuovo (ogni volta!), prelevato dalla coscia destra; esca in acqua e canna filata nuovamente fuori. L’azione di pesca consiste nel calare la lenze verticalmente sempre nella stessa posizione. La parte terminale della calata è fatta lentamente per evidenziare l’eventuale mangiata in starata.
 
Simone, catturare oltre 300 pesci nell’arco delle 4 ore di gara è certamente un bel traguardo, ma analizzando le cifre, si parla di poco più di un pesce al minuto…
“Esatto. Non c’è frenesia in questa pesca ma solo la regolarità di calare l’esca 320/330 volte nello stesso punto, cercando di non sbagliare nulla, per rientrare con il pesce in canna. E’ una questione di concentrazione ed attenzione, piuttosto. Il tempo impiegato per curare i particolari lo si recupera con la regolarità delle catture.”
 
E’ comunque necessaria una grande concentrazione, senza concedersi distrazioni. Tu caratterialmente sei piuttosto irruento, come si concilia questo con la concentrazione necessaria in questi casi?
“Innanzi tutto a me piace questa tipologia di pesca e quindi mi porta ad impegnarmi al massimo. Quando sono in queste condizioni io non guardo nessuno. Siamo solo io e la mia canna. E basta.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 06/12/2012 @ 10:14:33, in DOCUMENTI, linkato 11748 volte)
NUOVO CATALOGO 2013 TUBERTINI HIGH QUALITY
articolo di Giuseppe Stagni
  
Sul sito del noto produttore italiano di attrezzatura da pesca di qualita’ e’ disponibile il download del nuovo catalogo 2013 in formato elettronico pdf
 
 
Il catalogo vanta la bellezza di oltre 420 pagine patinate di attrezzatura da pesca sportiva top level, ed è corredato dalle spiegazioni tecniche dedicate ad ogni articolo scritte da personaggi di spicco dell'agonismo nazionale ed internazionale. Con questa edizione, la nota ditta di Bazzano, ha superato se stessa  Il catalogo lo si puo’ scaricare gratuitamente e in piena autonomia dal sito di Tubertini High Quality in formato compresso.
Una volta decompresso il file sul vostro pc lo potrete consultare tramite il diffusissimo software gratuito Adobe Reader
 
 
 
LINK PER SCARICARE IL NUOVO CATALOGO TUBERTINI 2013
 
LINK PER SCARICARE SUL VOSTRO PC UNA VERSIONE GRATUITA  E ORIGINALE DI ADOBE READER
 
LINK PER SCARICARE UNA VERSIONE DEL NOTO PROGRAMMA PER LA COMPRESSIONE-DECOMPRESSIONE DEI FILE RAR
 
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 29/11/2012 @ 17:27:00, in PESCA AL COLPO, linkato 2355 volte)
TUBERTINI DAY 2012, L'ARTICOLO DI ANGELO BORGATTI
 
Anche per il 2012 l’evento Tubertini Day è andato in scena sul palcoscenico di Ostellato Vecchio e, come solito, la regia di Paolo Bettella e dei suoi Pescatori Padovani Tubertini è stata impeccabile.
Se a questo aggiungiamo poi che anche il meteo, inizialmente cupo e piovoso, dopo circa metà gara ha graziato i presenti concedendo loro anche qualche sprazzo di sole, favorendo non poco l’ottimo svolgimento della gara e del graditissimo “dopo gara”, a base di panini, formaggi, porchetta, vino e dolci che hanno letteralmente deliziato tutti i presenti, ecco spiegato come si possa definire questo Tubertini Day un ennesimo successo organizzativo per la compagine patavina.
Il 4 novembre scorso, poi, anche il Circondariale ha fatto la sua parte, dispensando ai quasi 300 presenti, tra concorrenti per il Colpo che per il Feeder, una buona quantità di catture considerando il periodo e l’impatto del giorno precedente, quando tutto il tratto a valle del km. 5 era stato occupato dai partecipanti al 3° Italian Master. Catture costituite prevalentemente da bremettine da 50/100 grammi, pescate prevalentemente (anche in questo caso in controtendenza con le edizioni passate) a roubaisienne anziché all’inglese, anche se no sono mancate le catture di taglia, soprattutto quando si è passati a pescare con un maggior appoggio sul fondo dell’esca.
La presenza di tantissime di queste breme lascia veramente ben sperare per il futuro del canale dal punto di vista della popolazione ittica, sempre che minacce “esterne”, leggasi cormorani, bracconieri ecc, non si accaniscano in maniera eccessiva sul canale ferrarese.
La possibilità di impiegare anche fouillis e ver de vase ha certamente facilitato ed invogliato la presenza delle breme sulle pasture Tubertini e Van den Eynde, dispensate con generosità dalle tante coppie presenti, molte delle quali convenute appositamente in loco per onorare il brand del “Biancone”.
Come detto, da quest’anno nell’evento Tubertini Day è stata inserita una specifica zona destinata agli estimatori del Feeder Fishing, specialità sulla quale l’Azienda di Bazzano, sempre sensibile all’evoluzione tecnica della pesca sportiva e dell’agonismo, sta puntando fortemente, tanto da aver inserito almeno due formazioni specifiche tra le fila della Lenza Emiliana per la stagione 2013.
Alla fine sono stati Busi Fabio e Gilli Cesare della Cannisti Renazzesi Tubertini di Ferrara, ad aggiudicarsi le due roubaisienne EXTREME CARP5000 destinate alla prima coppia assoluta, grazie agli 11.710 grammi di pesci messi in nassa.
A poco più di 1 chilo Aroldi Luigi ed Aroldi Fabiano della Boretto Po Tubertini, che hanno portato in terra reggiana due bei panchetti SIMO completi. Terzo gradino del podio per Marco Corazza ed Andrea Polesi della Lenza Emiliana. Hanno completato il lotto dei vincitori assoluti, che si sono spartiti il ricco montepremi messo in palio dall’Azienda, rispettivamente: Aldegheri Daniele e Magrini Fabrizio del Team Crevalcore di Bologna, Bernardo Fezzoli e Mauro Zanolli de Lo Squalo Diamant di Brescia e Lorenzo De Maria ed Andrea Martelli del GPO di Bologna.
Stranamente, in questa occasione è risultata meno generosa la pescosità nella zona dedicata al Feeder, in netta controtendenza a quanto accaduto solamente il giorno precedente, in occasione dell’Italian Master, quando i praticanti questa disciplina avevano realizzato nasse da capogiro. Ad onor di cronaca va anche detto che le zone in cui sono stati dislocati i feederisti erano una agli antipodi dell’altra: nell’estremo tratto a valle di Covato il sabato (attorno al 250, per capirci) e, come detto, nel tratto a ridosso del cancello la domenica. Presumibilmente i tratti presentano una naturale differenza di concentrazione ittica che giustifica questo risultato.
 In questa sezione, comunque, hanno prevalso due neo acquisti della Lenza Emiliana Tubertini Feeder, Trani Giuseppe e Nonni Stefano, che con questo bel risultato hanno inaugurato al meglio il loro esordio tra le fila dei feederisti di Bazzano. Per loro un peso complessivo di 6.110 grammi, sufficienti a battere per una incollatura la coppia Paolo De Giudici/Andrea Berzacola del G.P.O. Tubertini. Terzi assoluti Verter Bergonzoni ed il Vicecampione italiano 2012 Riccardo Favalini, ancora del GPO Tubertini.
 
articolo di Angelo Borgatti
 
GUARDA IL VIDEO DELLA PREMIAZIONE DEGLI ASSOLUTI AL TERMINE DEL TUBERTINI DAY 2012
 
 
 
 


 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 28/11/2012 @ 22:05:48, in SPINNING, linkato 2256 volte)
L'INCROCIO DEI PALI
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Domenica dopo un sabato di pesca accompagno l’amico Emanuele Iacovone a tentare il luccio.
Non abbiamo molte ore davanti e non vale la pena di fare l’alba.
Alle 8 ci vediamo a Casalecchio e saliamo verso il lago che forse è il più difficile per i lucci, ma che forse ospita ancora qualche “mostro”.
Emanuele ha un’attrezzatura un po più light della mia, lui pesca a spinning e io a casting.
Un po di tuning dell’attrezzatura, con un cavetto rigido in acciaio (un po “sottile” per i miei gusti) ma che completa bene e senza danneggiare il nuoto per la sua esca e si parte a pescare.
Battiamo una zona a poche centinaia di metri dall’auto, una sponda che degrada verso il centro del lago.
Io parto con uno snodato e Emanuele con un minnow.
La pesca lascia poco spazio alla creatività, qui bisogna battere acqua sperando di interessare il luccio se gli si passa vicino.
Ci dividiamo la zona, compresa una profonda baia, sempre pescando a qualche decina di metri di distanza.
Emanuele prova l’incocciate del fondo e solo dopo qualche istruzione, dopo aver provato tecniche da bass, tirando sul trecciato con un tronco riesce piegando un’ancoretta a recuperare il tutto.
Certo il contesto naturale è bellissimo e questo è già tanto.
Io in seguito perderò lo snodato su un incoccio simile, ma da me cederà il trecciato prima delle ancorette, vista l’attrezzatura veramente strong.
Monto a questo punto uno spinner giallo, doppia pala willow gialla e oro, amo trailer con trailer.
Primo lancio, non sento neppure un colpo ma un peso sulla canna.
Quest’anno il 99% delle mangiate viste da me e dagli amici sono così, il luccio grosso o piccolo che sia si “appoggia” a sta a noi ferrare.
Solo occasionalmente si sente il colpo.
Qui non si può sbagliare, c’è.
Forte inlamata e inizio a prenderlo facendo presente a Emanuele che c’è.
La difesa inizialmente è anomala (forse si sta girando su se stesso, lo fanno ogni tanto) poi esplode.
È lui, uno dei mostri che cercavo.
Per me passa bene il metro, lo combatto, lo faccio venire a galla a fatica che anche Emanuele lo veda, poi si stacca dopo neanche 10 secondi.
Ritorno con uno spinner non piccolo tutto storto, il trailer di gomma non ha segno di denti quindi il trailer era fuori dalla bocca.
Il cavetto non è segnato, la testa dello spinner si.
Il maledetto ha mangiato di testa, mi ha ridotto il gonnellino con i denti ma non sono riuscito a piantagli uno dei due ami.
Incazzato? Manco un po, qui si vince e si perde come decide il fato.
Ho fatto bene, ho trovato il posto buono su km di sponda, ho insistito e l’ho fatto mangiare.
Con l’attrezzatura leggera forse Emanuele avrebbe avuto difficoltà, io ero “blindato” ma il destino ha deciso diversamente.
Però so che c’è e prima o poi la ruota girerà diversamente, certo che se avesse saputo che tornava in acqua poteva sforzarsi di offrirmi l’opportunità di una foto J
Dopo un po cambiamo posto e battiamo qualche altro tratto, certi però di avere avuto “l’incontro” desiderato con LUI (o meglio LEI al 99% è una femmina) , il re o la regina delle acque, il pesce all’apice della catena alimentare.
Desistiamo infine anche vista una temperatura non primaverile e una certa “bora” subita per ore.
Sarei stato più contento di avere una foto, ma sapere che qui
  1. Non svuotano alla boia il lago
  2.  Non lo seccano (anche in area di parco…)
  3. Non si interra
  4. Ci sono i lucci
 
È già entusiasmante
In un contesto dove l’80% delle acque da lucci soffre il disinteresse di tutti, i luoghi più belli e ripopolati bene in passato sono alla mercè di chi li può svuotare o seccare non è poco.
So che qui ancora ci danno col vivo e li portano a casa, ma mi auguro che prima o poi la Legge arrivi dove non arriva il buon senso.
Mi sarebbe piaciuto vivere quando mio padre era giovane i più bravi prendevano ogni tanto una carpa nei canali, ma se avevi fame un luccio in qualche maniera si faceva prendere.
Potremmo addirittura sperare che con un briciolo di tutela in futuro la cattura di un luccio non sia più un evento.
 
Certo che un vantaggio l’ho, so dove sta, so cosa gli piace e fino al 15 dicembre ci riprovo appena posso.
Credo Emanuele sia stato soddisfatto, poi magari alla prossima occasione arriviamo alla foto.
Ovviamente l’invito vale per tutti gli amici, se non temiamo il freddo e il cappotto fino a che non chiude……..
 
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 

 

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