GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Glauco Tubertini al raduno del Tubertini Day 2011... di Admin G.P.O.
 
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Il raggiungimento degli obiettivi sportivi, unitamente ad una attenta salvaguardia e valorizzazione della natura e dell'ambiente in generale, dovrà sempre guidare l'attività e le scelte di coloro che saranno, di volta in volta, chiamati a dirigere l'Associazione

G.P.O IMOLESE TUBERTINI
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di Admin G.P.O. (del 29/11/2012 @ 17:27:00, in PESCA AL COLPO, linkato 2222 volte)
TUBERTINI DAY 2012, L'ARTICOLO DI ANGELO BORGATTI
 
Anche per il 2012 l’evento Tubertini Day è andato in scena sul palcoscenico di Ostellato Vecchio e, come solito, la regia di Paolo Bettella e dei suoi Pescatori Padovani Tubertini è stata impeccabile.
Se a questo aggiungiamo poi che anche il meteo, inizialmente cupo e piovoso, dopo circa metà gara ha graziato i presenti concedendo loro anche qualche sprazzo di sole, favorendo non poco l’ottimo svolgimento della gara e del graditissimo “dopo gara”, a base di panini, formaggi, porchetta, vino e dolci che hanno letteralmente deliziato tutti i presenti, ecco spiegato come si possa definire questo Tubertini Day un ennesimo successo organizzativo per la compagine patavina.
Il 4 novembre scorso, poi, anche il Circondariale ha fatto la sua parte, dispensando ai quasi 300 presenti, tra concorrenti per il Colpo che per il Feeder, una buona quantità di catture considerando il periodo e l’impatto del giorno precedente, quando tutto il tratto a valle del km. 5 era stato occupato dai partecipanti al 3° Italian Master. Catture costituite prevalentemente da bremettine da 50/100 grammi, pescate prevalentemente (anche in questo caso in controtendenza con le edizioni passate) a roubaisienne anziché all’inglese, anche se no sono mancate le catture di taglia, soprattutto quando si è passati a pescare con un maggior appoggio sul fondo dell’esca.
La presenza di tantissime di queste breme lascia veramente ben sperare per il futuro del canale dal punto di vista della popolazione ittica, sempre che minacce “esterne”, leggasi cormorani, bracconieri ecc, non si accaniscano in maniera eccessiva sul canale ferrarese.
La possibilità di impiegare anche fouillis e ver de vase ha certamente facilitato ed invogliato la presenza delle breme sulle pasture Tubertini e Van den Eynde, dispensate con generosità dalle tante coppie presenti, molte delle quali convenute appositamente in loco per onorare il brand del “Biancone”.
Come detto, da quest’anno nell’evento Tubertini Day è stata inserita una specifica zona destinata agli estimatori del Feeder Fishing, specialità sulla quale l’Azienda di Bazzano, sempre sensibile all’evoluzione tecnica della pesca sportiva e dell’agonismo, sta puntando fortemente, tanto da aver inserito almeno due formazioni specifiche tra le fila della Lenza Emiliana per la stagione 2013.
Alla fine sono stati Busi Fabio e Gilli Cesare della Cannisti Renazzesi Tubertini di Ferrara, ad aggiudicarsi le due roubaisienne EXTREME CARP5000 destinate alla prima coppia assoluta, grazie agli 11.710 grammi di pesci messi in nassa.
A poco più di 1 chilo Aroldi Luigi ed Aroldi Fabiano della Boretto Po Tubertini, che hanno portato in terra reggiana due bei panchetti SIMO completi. Terzo gradino del podio per Marco Corazza ed Andrea Polesi della Lenza Emiliana. Hanno completato il lotto dei vincitori assoluti, che si sono spartiti il ricco montepremi messo in palio dall’Azienda, rispettivamente: Aldegheri Daniele e Magrini Fabrizio del Team Crevalcore di Bologna, Bernardo Fezzoli e Mauro Zanolli de Lo Squalo Diamant di Brescia e Lorenzo De Maria ed Andrea Martelli del GPO di Bologna.
Stranamente, in questa occasione è risultata meno generosa la pescosità nella zona dedicata al Feeder, in netta controtendenza a quanto accaduto solamente il giorno precedente, in occasione dell’Italian Master, quando i praticanti questa disciplina avevano realizzato nasse da capogiro. Ad onor di cronaca va anche detto che le zone in cui sono stati dislocati i feederisti erano una agli antipodi dell’altra: nell’estremo tratto a valle di Covato il sabato (attorno al 250, per capirci) e, come detto, nel tratto a ridosso del cancello la domenica. Presumibilmente i tratti presentano una naturale differenza di concentrazione ittica che giustifica questo risultato.
 In questa sezione, comunque, hanno prevalso due neo acquisti della Lenza Emiliana Tubertini Feeder, Trani Giuseppe e Nonni Stefano, che con questo bel risultato hanno inaugurato al meglio il loro esordio tra le fila dei feederisti di Bazzano. Per loro un peso complessivo di 6.110 grammi, sufficienti a battere per una incollatura la coppia Paolo De Giudici/Andrea Berzacola del G.P.O. Tubertini. Terzi assoluti Verter Bergonzoni ed il Vicecampione italiano 2012 Riccardo Favalini, ancora del GPO Tubertini.
 
articolo di Angelo Borgatti
 
GUARDA IL VIDEO DELLA PREMIAZIONE DEGLI ASSOLUTI AL TERMINE DEL TUBERTINI DAY 2012
 
 
 
 


 
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Di Admin G.P.O. (del 28/11/2012 @ 22:05:48, in SPINNING, linkato 2094 volte)
L'INCROCIO DEI PALI
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Domenica dopo un sabato di pesca accompagno l’amico Emanuele Iacovone a tentare il luccio.
Non abbiamo molte ore davanti e non vale la pena di fare l’alba.
Alle 8 ci vediamo a Casalecchio e saliamo verso il lago che forse è il più difficile per i lucci, ma che forse ospita ancora qualche “mostro”.
Emanuele ha un’attrezzatura un po più light della mia, lui pesca a spinning e io a casting.
Un po di tuning dell’attrezzatura, con un cavetto rigido in acciaio (un po “sottile” per i miei gusti) ma che completa bene e senza danneggiare il nuoto per la sua esca e si parte a pescare.
Battiamo una zona a poche centinaia di metri dall’auto, una sponda che degrada verso il centro del lago.
Io parto con uno snodato e Emanuele con un minnow.
La pesca lascia poco spazio alla creatività, qui bisogna battere acqua sperando di interessare il luccio se gli si passa vicino.
Ci dividiamo la zona, compresa una profonda baia, sempre pescando a qualche decina di metri di distanza.
Emanuele prova l’incocciate del fondo e solo dopo qualche istruzione, dopo aver provato tecniche da bass, tirando sul trecciato con un tronco riesce piegando un’ancoretta a recuperare il tutto.
Certo il contesto naturale è bellissimo e questo è già tanto.
Io in seguito perderò lo snodato su un incoccio simile, ma da me cederà il trecciato prima delle ancorette, vista l’attrezzatura veramente strong.
Monto a questo punto uno spinner giallo, doppia pala willow gialla e oro, amo trailer con trailer.
Primo lancio, non sento neppure un colpo ma un peso sulla canna.
Quest’anno il 99% delle mangiate viste da me e dagli amici sono così, il luccio grosso o piccolo che sia si “appoggia” a sta a noi ferrare.
Solo occasionalmente si sente il colpo.
Qui non si può sbagliare, c’è.
Forte inlamata e inizio a prenderlo facendo presente a Emanuele che c’è.
La difesa inizialmente è anomala (forse si sta girando su se stesso, lo fanno ogni tanto) poi esplode.
È lui, uno dei mostri che cercavo.
Per me passa bene il metro, lo combatto, lo faccio venire a galla a fatica che anche Emanuele lo veda, poi si stacca dopo neanche 10 secondi.
Ritorno con uno spinner non piccolo tutto storto, il trailer di gomma non ha segno di denti quindi il trailer era fuori dalla bocca.
Il cavetto non è segnato, la testa dello spinner si.
Il maledetto ha mangiato di testa, mi ha ridotto il gonnellino con i denti ma non sono riuscito a piantagli uno dei due ami.
Incazzato? Manco un po, qui si vince e si perde come decide il fato.
Ho fatto bene, ho trovato il posto buono su km di sponda, ho insistito e l’ho fatto mangiare.
Con l’attrezzatura leggera forse Emanuele avrebbe avuto difficoltà, io ero “blindato” ma il destino ha deciso diversamente.
Però so che c’è e prima o poi la ruota girerà diversamente, certo che se avesse saputo che tornava in acqua poteva sforzarsi di offrirmi l’opportunità di una foto J
Dopo un po cambiamo posto e battiamo qualche altro tratto, certi però di avere avuto “l’incontro” desiderato con LUI (o meglio LEI al 99% è una femmina) , il re o la regina delle acque, il pesce all’apice della catena alimentare.
Desistiamo infine anche vista una temperatura non primaverile e una certa “bora” subita per ore.
Sarei stato più contento di avere una foto, ma sapere che qui
  1. Non svuotano alla boia il lago
  2.  Non lo seccano (anche in area di parco…)
  3. Non si interra
  4. Ci sono i lucci
 
È già entusiasmante
In un contesto dove l’80% delle acque da lucci soffre il disinteresse di tutti, i luoghi più belli e ripopolati bene in passato sono alla mercè di chi li può svuotare o seccare non è poco.
So che qui ancora ci danno col vivo e li portano a casa, ma mi auguro che prima o poi la Legge arrivi dove non arriva il buon senso.
Mi sarebbe piaciuto vivere quando mio padre era giovane i più bravi prendevano ogni tanto una carpa nei canali, ma se avevi fame un luccio in qualche maniera si faceva prendere.
Potremmo addirittura sperare che con un briciolo di tutela in futuro la cattura di un luccio non sia più un evento.
 
Certo che un vantaggio l’ho, so dove sta, so cosa gli piace e fino al 15 dicembre ci riprovo appena posso.
Credo Emanuele sia stato soddisfatto, poi magari alla prossima occasione arriviamo alla foto.
Ovviamente l’invito vale per tutti gli amici, se non temiamo il freddo e il cappotto fino a che non chiude……..
 
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 25/11/2012 @ 14:31:11, in LEDGERING FEEDER, linkato 1849 volte)
DOPPIO PODIO PER LA LENZA EMILIANA FEEDER 2012
articolo di Marco Scartabellati e Angelo Borgatti
 
Tornare da un Campionato Italiano con due medaglie sulle tre disponibili è sicuramente un risultato da ricordare, per ogni società ed in ogni specialità.
Questo importantissimo risultato è stato centrato dalla Lenza Emiliana Tubertini Feeder il 6 e 7 ottobre scorsi, a Castelfranco (Pi), dove si è svolto il 1° Campionato Italiano a coppie di Pesca a Feeder, ottimamente orchestrato dalla A.S.D.P. Forze Polizie Armate e V.V.F.F.
33 le coppie presenti, la maggior parte formata dagli storici componenti della carovana del feeder agonistico: Lenza Emiliana, Team Lbf Italia e Team Lbf Centro, con però qualche novità costituita da qualche graditissimo pescatore locale e qualche colpista in cerca di nuove emozioni.
Questa dell’Arno pisano, conosciutissimo per le innumerevoli manifestazioni della Pesca al Colpo, anche di altissimo livello come le finali di Campionato Italiano per Società o alcuni Campionati del Mondo giovanili del recente passato, è stata, al contrario, una scelta assolutamente nuova per il Feeder nazionale e, date le sue caratteristiche di elevatissima pescosità e la preponderante presenza di enormi e potenti Clarius, o pescigatto Americano, ha rappresentato per tutti un bel rompicapo tecnico su come affrontare al meglio questo fiume dal punto di vista tecnico e delle attrezzature, enormemente sollecitate durante le prove e le gare stesse.
Oltre alla taglia della popolazione ittica, hanno sollevato numerosi interrogativi la presenza di incagli micidiali sul fondo di certi picchetti e la possibilità di vedersi aggrediti direttamente i grossi pasturatori da parte dei grossi clarius presenti, eventualità che si è poi puntualmente verificata, per fortuna non in maniera eccessiva, per molti dei presenti.
Anche la quantità e l’intensità della pasturazione hanno rappresentato un incognita non di poco conto per affrontare correttamente queste acque e questi pesci, abituati a ricevere grosse quantità di esche e pasture durante le gare di Pesca al Colpo.
L’esperienza delle recenti finali del Campionato Italiano per Società, svoltesi in queste acque di recente, ha indirizzato in maniera importante la formazione della Lenza Emiliana Tubertini Feeder, che ha fatto tesoro di quanto provato in precedenza dai fratelli maggiori del Colpo Gabba e c.
Ecco quindi che nel corso delle prove sono state provate, tra l’altro, degli inneschi di esche certamente inusuali per le acque interne come le mazzancolle, rivelatesi poi veramente micidiali nella selezione della taglia delle catture. Al termine delle due gare, entrambe le coppie della Lenza Emiliana Feeder hanno realizzato due vittorie di settore ciascuna, differenziandosi tra loro solo per il peso complessivo di catture realizzate.
Manuel Marchese e Stefano Mariotti hanno realizzato un sonante primo assoluto nella prima prova, con il ragguardevole peso di 68.140 grammi, mentre Marco Scartabellati e Michele Capoccia hanno regolato il loro settore con quasi 48 kg.
 
La domenica la giornata si annuncia con un meteo meno estremo ma è prevista la tanto temuta pioggia, condizione che, oltre al disagio risaputo, qui a Castelfranco rappresenta un doppio handicap, dal momento che può rendere la sponda impraticabile alle auto e talmente viscida da rendere la salita e la discesa dal ripido argine una vera e propria impresa.
Il pesce inizialmente latita un po’, poi, pian piano, comincia la rumba, con le catture che si susseguono con ritmi alterni; individuare la strategia migliore per tentare solo i pesci di grossa taglia è stata la chiave di volta della manifestazione, e l’uso di esche di derivazione marina è risultato determinante per il risultato. Nuovo primo assoluto del duo “tritacarne” Marchese/Mariotti, che la domenica si “ferma” a soli “66” kg!
Molto bene ancora Scartabellati e Capoccia che vincono un settore “più umano” con soli, si fa per dire, 38 kg.
Anche per loro la soddisfazione di terminare a punteggio pieno e la gioia del podio tricolore, sebbene sul gradino più basso. Salgono a sfiorare il cielo, invece, Manuel Marchese e Stefano Mariotti, che con due assoluti in due gare dettano la loro legge con una ferocia inappellabile: per loro è oro!
Al termine sono il Tricolore e l’Inno nazionale a rendere il giusto omaggio a questi primi campioni italiani a coppie del nuovissimo circus del feeder italiano. Naturalmente targati Tubertini!
 
articolo di Marco Scartabellati e Angelo Borgatti
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 25/11/2012 @ 14:00:26, in ARCI PESCA, linkato 1737 volte)
TIRIAMO LE SOMME PER IL TEAM A.R.C.I. DEL G.P.O.IMOLESE PER IL 2012
articolo di Danielli Stefano
 
Una annata abbastanza dura per il nostro Team A.R.C.I. nelle varie competizioni dei campionati A.R.C.I.
Discreto nel Regionale BOX il piazzamento dei nostri ,Borghi Rossella-Fontana Giovanni-Banzi Giuliano-Danielli Stefano, che con un 4° un 2° un 3° e un 4° di settore nelle quattro prove hanno portato a casa un 14° assoluto di classifica su 36 squadre.
Passando al Campionato Provinciale a Coppie ,bene la coppia Borghi Rossella-Fontana Giovanni ,che fino all'ultima gara si sono battuti per il primo gradino del podio,sfuggitogli soprattutto per un po di sfortuna nell'ultima gara.
E' infatti con con i seguenti piazzamenti , un 1° un 2° ancora un 2° e un 5° di settore sempre nelle quattro prove che hanno conquistato il 3° assoluto di classifica finale.
Faticosamente 22° assoluti in classifica ,la coppia Banzi Giuliano-Danielli Stefano ,che nelle quattro prove si sono piazzati con tre terzi posti e un quarto nell'ultima gara.
Ottimo piazzamento per Fontana Giovanni nel Provinciale Individuale ,ottavo assoluto in classifica finale con quattro secondi posti di settore nelle quattro prove.
Subito dietro con un 11° assoluto di classifica Borghi Rossella che ha conseguito questo risultato con uno 0 nella prima gara ,pessimo canale in quel periodo Anita, un 1° un 5° e un 2°
di settore.
Col fiato sul collo a Rossella ,Danielli Stefano 12° assoluti di classifica copiando uno 0 di settore sempre nelle prima gara a Anita, un 1° un 4° e un 3° nelle altre prove.
Più affaticato Banzi Giuliano 24° assoluto di classifica finale avendo ottenuto un 3° un 5° un4° e un 5° di settore nelle sue quattro prove .
Va considerato che la prima prova con tecnica di pesca all'Inglese ad Anita ,ha mietuto parecchie vittime ,con una pescosità scarsissima ,solo un trenta per cento dei garisti ha pesato.
Ricordo che nelle quattro prove dell'individuale Provinciale A.R.C.I.si usano tecniche diverse di pesca ,Inglese-Ledgering-Bolognese-Roubasienne.
Concludo facendo una considerazione sull'annata di pesca del Team , l'anno scorso è stato un anno si, questo un anno no, chissà ,se i modi di dire sono veritieri per il prossimo anno si spera per una buona annata.
 
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I. Pesca per il G.P.O.IMOLESE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 23/11/2012 @ 20:26:14, in SPINNING, linkato 5204 volte)
L'ASPIO, IL CIPRINIDE CARNIVORO
articolo di Emanuele Iacovone
 
L’arrivo delle basse temperature climatiche, spesso dissuade dall’andare a pesca, portandoci a volte a rinviare una levataccia con la speranza di una giornata, sì fredda, ma almeno mitigata dal sole.
In inverno molte specie di pesci riducono l’attività natatoria, per altre invece la stagione invernale è topica per il loro ciclo vitale, portandoli alla costante ricerca di cibo per far fronte alle fatiche della riproduzione.
Così come poche specie di pesci anche poche “specie” di pescatori sportivi, col freddo, la nebbia, la pioggia o la neve non rinunciano ad andare a pesca, se pur con la consapevolezza del rischio di non pescare nulla, la passione per gli ambienti naturali e i pesci, fomenta il desiderio di confrontarsi con l’astuzia e la forza di qualche grande predatore acquatico.
Tra questi i più comunemente ricercati nel periodo invernale sono trote e salmerini, lucci e siluri e con un pizzico di fortuna qualche cavedano di taglia. Presenti sia in acque correnti fredde sia in bacini di profondità, tutti verosimilmente sono insidiabili con esche artificiali in gomma o dal corpo rigido purché ben manovrate. Di solito i pescatori sportivi che utilizzano le esche artificiali ne fanno una filosofia sportiva, permettendo loro di praticare il variegato mondo della pesca a spinning.
 Fra i tanti predoni invernali, un amante dello spinning non può restare indifferente all’esistenza di un predatore insolito come l’aspio, l’unico della famiglia dei ciprinidi a mostrare un’indole prettamente carnivora tale da permettergli un rapido accrescimento. Vorace e veloce, vive in corsi d’acqua lenti e profondi e nei laghi di pianura, nonostante sia privo di dentatura esterna la sua bocca ampia dalla forte mascella rivolta verso l’alto, lo agevola nel bloccare prede di buona taglia e addirittura uccelli acquatici. Alloctono poco conosciuto, dall’atteggiamento schivo, non è molto presente nei corsi d’acqua italiani, perciò difficilmente raggiungibile; ne consegue che rappresenta una specie ambita che accresce la curiosità in molti pescatori sportivi.
 
 
Personalmente, proprio la curiosità mi ha spinto a desiderare di incontrare questo indomabile predatore, dapprima presentatomi quasi casualmente con racconti e foto da due preziose conoscenze, durante una manifestazione alieutica, Loris e Giorgio, esperti di pesca con esche artificiali, grazie ai quali, in seguito, ho potuto pescare per la prima volta il mitico aspio. 
Giorni fa, mi sono ritrovato in loro compagnia, ospite su di un confortevole natante, fra la nebbia padana, fitta e fredda che distorceva i confini fra l’acqua e la terra. Giorgio e Loris, con la loro esperienza non sembravano per niente preoccupati, infatti, da lì a poco hanno ancorato sullo spot prescelto.
Le attese di pescare subito diversi aspi, nei pressi di una corrente d’acqua, sono state disilluse probabilmente dai repentini cambi di livello della stessa. Poco soddisfatti abbiamo continuato la ricerca del ciprinide carnivoro. Con un timido sole d’inverno abbiamo sondato un’altra sponda, che a detta dei due compagni di pesca, fino allora si era mostrata poco generosa di catture.
Da lì a poco ….
La fortuna del principiante … fortuna e basta … il talento che incontra l’occasione??!
Sta di fatto che, oggettivamente sommando l’esca ‘furba’ prestatami da Loris, un buon recupero della stessa, l’attrezzatura ben montata e la mia esperienza sostenuta dalla passione di scoprire la pesca come se fosse la prima volta, non è mancata l’emozione dello strike con un bell’aspio di oltre due chili, che trattenuto SOLO nella fotocamera digitale, ci ha rinvigorito nel proseguimento dell’avventura.
Dopo aver toccato e osservato per brevi istanti il forte argentato predone, ho percepito un forte legame con l’ambiente circostante, mentre per i compagni al mio fianco, conosciuti solo poche settimane prima, ho avvertito un’amicizia di lunga data.
Poco dopo si sono susseguite poche altre catture e qualche ferrata mancata, fino a quando un forte attacco alla mia esca, ha attirato l’attenzione di Loris e Giorgio, ma dopo un breve recupero, abbiamo avvistato a poca profondità la sagoma il grosso aspio, nuotando sotto la barca con un abile colpo di coda si è liberato dall’esca lasciandomi con un palmo di naso. Intanto Loris e Giorgio, con scherzosa ironia, realisticamente cercavano di convincermi che si trattava sicuramente di un esemplare di oltre tre chili. Comunque compiaciuto e divertito, ho continuato a lanciare la stessa esca artificiale con destrezza, cercando di imitare i lanci precisi e tecnici dei due veterani della tecnica al lancio.
Non è bastato, e i successivi tentativi di pescare aspi da parte dell’equipaggio non hanno sortito effetti, perciò dopo uno spuntino si è deciso di tornare a casa.
Tal esperienza da conferma di un mio personale pensiero, che l’attività della pesca sportiva non è fine a se stessa, ma racchiude prima durante e dopo l’azione di pesca: momenti di rispetto, divertimento e condivisione sportiva e ambientale amplificando altresì la serenità d’animo e l’amicizia.
 
articolo di Emanuele Iacovone
 
Chi e' Emanuele Iacovone:
Emanuele è un istruttore Fipsas, agonista della pesca al colpo e responsabile del settore giovani della sezione di Bologna. Da relativamente poco tempo si sta cimentando in altre tecniche di pesca tra cui lo spinning, il casting e le gare a trota in torrente
 

 
 
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Di Admin G.P.O. (del 21/11/2012 @ 21:56:46, in PERSONAGGI, linkato 1789 volte)
TUBERTINI DAY 2012, I FIGLI D'ARTE CRESCONO.....
articolo di Angelo Borgatti
 
Il 4 novembre scorso è stata una data doppiamente importante per la famiglia Tubertini!
Oltre al tradizionale evento del Tubertini Day, che ha portato sulle sponde del Campo Vecchio del Circondariale di Ostellato quasi trecento estimatori del marchio di Bazzano, c’è stato il battesimo del fuoco “agonistico” della terza generazione di Tubertini: 
 
 
 
dopo i fasti di ieri del capo dinastia Lele, “il biancone”, degli anni ’70, ’80 e ’90, il presente di Glauco, da anni sul palcoscenico dell’Eccellenza Nord e traghettatore nella modernità dell’Azienda, ieri ha impugnato una EVOLA9500 anche Matteo Tubertini, figlio di Glauco.
Per lui quasi un battesimo nella pesca sportiva, se si escludono un paio di pescate amatoriali, in mare, con il nonno ed il papà. Matteo sino ad ora è stato impegnato con altri sport ed interessi tipici della sua età, ma oggi ha voluto cimentarsi con quegli attrezzi e quelle tecniche di cui sente parlare da sempre in casa, una casa frequentata da sempre da grandissimi campioni che in questi decenni hanno incrociato le proprie strade con quelle della famiglia Tubertini.
Matteo ha dovuto cimentarsi con una pescata estremamente difficile e tecnica come quella alle placchette del Circondariale insidiate a roubaisienne con fouillis e ver de vase, condizione che manda in difficoltà non pochi agonisti di provata esperienza.
Per l’occasione il papà Glauco ha chiesto ad un campione di razza della Lenza Emiliana come Simone Carraro di fungere da tutor sul campo a Tubertini junior, per insegnarli i primi rudimenti di questa difficile specialità.
Ho avuto la fortuna di stare alle spalle dell’inedita coppia nel corso della gara, sotto l’ombrellone e a fianco di papà Glauco, ed è stato veramente un piacere vedere e constatare la costanza e la precisione di un istintivo come Carraro nel portare quasi per mano Matteo alla scoperta di quel mondo magico e complesso che è la roubaisenne: “esci adagio con la canna… cala la lenza in perpendicolare. Tieni sospeso il galleggiante, fallo entrare in acqua dolcemente. Spostala un po’ di lato. L’antenna è rimasta un po’ fuori: quella è la mangiata, ferra! Rientra…”; dal canto suo il giovane Tubertini ha dimostrato una innata propensione ad affrontare la canna ad innesti e una buona capacità di seguire passo passo quanto gli stava infondendo un concentrato di decenni d’esperienze di un campione come Carraro.
E al termine Matteo/Carraro, in coppia con un altro mostro sacro come Umberto Ballabeni, hanno centrato un benaugurate 4° di settore che ha soddisfatto non poco l’allievo ed il maestro e, innegabilmente, riempito d’orgoglio papà Glauco!
Sulla sponda nonna Milena aveva un sorriso al neon stampato sul viso; al suo fianco, in silenzio assorto, “il biancone” non perdeva un movimento della terza generazione di Tubertini: buon sangue…
 
 
 
 
 
 
 
Glauco Tubertini
Oggi ha esordito la terza generazione Tubertini, tuo figlio Matteo…
“Diciamo che oggi Matteo è venuto a fare una pescata con degli amici. Il suo interesse principale, comunque, per il momento deve rimanere la scuola e la Maturità che dovrà affrontare a luglio. Sino ad ora i suoi interessi sono stati altri, quelli tipici dei ragazzi della sua età. Certamente mi ha fatto molto piacere che lui abbia voluto avvicinarsi al nostro mondo; sarà comunque lui a decidere cosa fare in futuro: se vorrà continuare bene ma se le sue scelte saranno altre andrà comunque bene ugualmente!”
 
Oggi ha avuto un maestro d’eccezione: Simone Carraro…
“Simone è stato eccezionale! Gli ha insegnato, lo ha impostato nei movimenti, lo ha seguito passo passo per tutta la gara. Debbo dirti che sono stato molto impressionato da come Matteo ha risposto: considera che lui non ha mai pescato se escludiamo qualche uscita in mare, durante le vacanze. Non ha mai preso in mano una roubaisienne ed oggi si è trovato ad affrontare le condizioni piu impegnative, con una tecnica complessa come la pesca alle placchette con fouilllis e ver de vase. Ha dimostrato una naturalezza nei movimenti ed una facilità di esecuzione che mi ha veramente sorpreso. Ti confesso che mi sono anche un po’emozionato!”
 
Matteo Tubertini
Matteo, oggi hai esordito nella tua prima gara con la tecnica più difficile e con un maestro d’eccezione come Simone…
“Debbo dire che è stato un po’ faticoso, è stata la prima volta che ho preso in mano quella canna… Però mi sono divertito e sono contento.”
 
Com’è Simone come tutor?
“E’ stato molto bravo e soprattutto… paziente!”
 
Com’è stato l’impatto con la pesca e la gara? Pensi di seguire le orme di tuo padre e del nonno?
“Si, mi sono divertito molto. Credo proprio che tornerò e poi… vedremo. Questo mondo mi piace e spero di essere all’altezza di quello che hanno fatto loro.”
 
articolo di Angelo Borgatti
 
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Di Admin G.P.O. (del 17/11/2012 @ 18:21:37, in EVENTI, linkato 1907 volte)
TUBERTINI ALL'ITALIAN MASTER 2012
articolo di Angelo Borgatti
 
Il week end del 3 e 4 novembre scorsi sono stati oltremodo importanti per i colori e l’Azienda Tubertini. Due sono stati gli appuntamenti che hanno visto in campo, non solo agonistico, gli uomini dell’Azienda: l’Italian Master, organizzato dal sito Match Fishing sotto l’egida di alcune delle maggiori testate e siti web nazionali, e il Tubertini Day.
 
 
In questo caso spendiamo due parole sulla prima delle rassegne agonistiche che ha visto scendere in campo, oltre che due formazioni della Lenza Emiliana Tubertini e svariate altre compagini recanti il logo Tubertini, anche buona parte dello staff organizzativo ed espositivo dell’Azienda bazzanese, coordinati dal sempre presente Buzzoni, vero deus ex machina dello stand, assieme a Minghelli Francesco, ai campioni della Lenza Emiliana Ferruccio Gabba, Simone Carraro, Giuliano Prandi, Umberto Ballabeni, Moreno Ravaglia, Mauro Belloni, Enrico Landi. Presente al gran completo anche la formazione Feeder della Lenza Emiliana composta da Manuel Marchese, Marco Scartabellati, Michele Capoccia e Stefano Mariotti.
Tanti gli appassionati ed estimatori del brand bolognese che si sono seduti sul panchetto predisposto per saggiare la nuova Concept8, la nuova otto pezzi ad innesti top di gamma Tubertini nel segmento roubaisienne, la fiammante Evola 9500 o le altre roubaisienne della nuova gamma 2013 di Bazzano. Molti agonisti anche tra gli espositori dell’accessoristica e delle canne per il feeder, specialità emergente in Italia che coinvolge sempre di più anche tanti agonisti del Colpo.
 
articolo di Angelo Borgatti
 
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Di Admin G.P.O. (del 12/11/2012 @ 20:36:21, in SPINNING, linkato 2051 volte)
  
IL FASCINO DELLA PESCA A SPINNING, DIVERSI AVVERSARI, DIVERSE ATTITUDINI
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Nei momenti di pescate meno frequenti si trova il tempo per qualche pensiero “filosofico”.
I nostri diversi avversari nelle acque ci costringono a utilizzare, scoprire o sviluppare diverse attitudini.
 
Partiamo dall’oggi , siamo nel bello della pesca al luccio invernale, a novembre prima che chiuda.
Qui serve l’attitudine a soffrire per vari motivi
È freddo e magari piove (anche se si pesca pure col caldo…)
I lucci sono pochi
I posti scomodi e lontani, ancora più lontani quelli dove si può con la barca
Pesca davvero faticosa sia come pesca (attrezzi tosti) che come dover camminare
 
Perché si fa, perché il luccio ha un suo fascino, quello del massimo predatore italiano
(non me ne vorrà chi ama il siluro che diventa pure più grosso, ma il re delle NOSTRE acque è e resterà sempre il luccio!)
Perché è un pesce magari non tra i più furbi, ma che mangia per “finestre” ovvero quando vuole e quel che gli piace
E le esche da luccio vanno da minnow di qualche cm a esche da un etto per 30 cm, fino a gomme da qualche etto.
Gomma. Metallo, legno , plastica; a volte va tutto e a volte va solo quell’esca, magari di quel colore.
Quindi ci vuole la costanza di pescarlo spesso e l’occhio o la fortuna di pescarlo al momento giusto con l’esca giusta.
Io lo rispetto profondamente e lo pesco “come si deve”
Trecciato da 65 libbre
Cavetto bello grosso (acciaio da 100 kg o fluorocarbon da 1mm per 80 libbre
Canna da casting potente
Sempre con me un tronchese , 2 o tre pinze lunghe, guadino o boga per salparlo, solo se serve per slamarlo
Macchina fotografica
 
A volte se è piccolo (parliamo sempre di 50 cm almeno) si sente pure poco in canna ma la soddisfazione è impagabile, si prende un pesce “raro” e il vero re delle acque, e si spera sempre nel pezzo grosso.
Io in Italia ho fatto il 110 circa, qualche metro e qualche 90 (in anni di pesca) e uno solo di questi pesci vale la fatica.
Di certo pescarlo dalla barca dove si può da di più, la tranquillità di portare il megaguadino, di avere aiuto per slamarlo, di essere comodi e non magari a strapiombo sui sassi.
Ma anche da riva, dove occorre battere posti difficili da raggiungere salvo poi prenderlo magari dalla strada…..
È la tipica pesca del vecchio orso, qui non si trovano tanti compagni specie quando piove e fa freddo.
Ma quando c’è in fronte di bassa pressione che arriva è più facile che mangi quindi via con freddo neve e pioggia.
Uno degli ultimi lucci è stato preso sotto un ponte, non per scelta tecnica ma perché mi stavo allagando se fossi rimasti all’aperto, con tanta pioggia da mettere in crisi il goretex.
Questo pesce si fa molto meglio lontano da Bologna e spesso dall’Italia (Irlanda, Svezia, Canada) dove abbonda – o meglio abbondava in qualche posto- ma il fascino del nostro paese, finchè il fisico regge, mi spinge a cercarlo qui da noi anche se, quando va bene, un luccio su 5 uscite è un successo, grande o piccolo che sia
 
Andando a ritroso trattiamo la trota, la regina delle montagne.
Qui da noi non diventano grosse (40cm sono già rare, media sui 20-25), altrove sfiorano 80 cm e magari li passano.
Trota appenninica
Qui il 90% dello sforzo, capita la tecnica che non è difficile, va nello sviluppare alcune doti
Imparare a muoversi furtivi
Essere silenziosi
Essere sufficientemente mimetici
Camminare fino a trovare le trote
Spesso e volentieri capacità di lanciare in posti ristretti
 
Il nostro modello potrebbe essere il lupo, che pure abita le nostre vette, silenzioso sfuggente e grande trottatore delle montagne.
Senza le doti sopraelencate di trote se ne fanno poche, di certo si possono trovare fiumi più aperti e comodi per il lancio, di certo si possono trovare fiumi vicini alle strade, ma se non siamo poco visibili e silenziosi perdiamo tante ipotesi.
Salvo pochi fortunati casi ci sono più trote più il posto è scomodo, lontano dalla strada e pure infrascato.
Per fortuna la trota si pesca da aprile a fine settembre, quindi col caldo per lo più e stare al fresco in montagna non fa male.
Io mi sono trovato ad abbandonare fiumi con 35 gradi all’ombra e arrivare a volte a iniziare a pescare con 8 gradi, spesso l’apertura si fa con tracce di neve.
Se cerchiamo invece grosse trote un po più lontano da Bologna, in grandi acque molte doti richieste si possono non avere, il fiume grande perdona un po di rumore e di minore mimetismo, ci costringe a guadare al limite (da noi in montagna di solito si arriva a 40 cm di acqua di solito se va bene) e ci porta verso una pesca che sfiora quella del luccio.
Se nei nostri torrenti vanno alla grande rotanti piccoli (pochi grammi, martin fino al 4 e mepps dell’1 o del 2) e minnow fino a 5 cm per le grandi trote del fondovalle vanno minnow fino a 13 cm e rotanti grossi, ondulanto quasi a sfiorare la pesca del luccio.
Anche l’attrezzatura cambia, da cannine da 180 cm e mulinelli leggeri si arriva a canne da 240 e mulinelli taglia 4000, da fili di nylon del 16 o trecciato dello 006 a nylon del 25 o trecciato del 12 dovendo affrontare correnti e rapide che da noi non si vedono mai, neanche nelle piene.
Io sono poco pratico delle grandi trote, specie marmorate, ho qualche 50 cm tra le foto e poco oltre.
Se queste trote non vi bastano restano i salmoni…..
Ovvio che occorre puntare decisamente l’estero, attrezzarsi da battaglia (canne da 240-290, capacità di lancio sui 40-50 grammi, per esperienza ondulanti e rotanti -9-12-15-20 grammi- , mulinelli di gran qualità almeno taglia 4000) e prepararsi a fare fatica.
Tanto vale puntare alaska o british columbia, patire il freddo e la pioggia spesso, ma puntare a battaglie epiche con animali potentissimi.
E quando vi parrà che i salmoni siano potenti attaccate se siete fortunati una steel head e vedrete la potenza pura.
Anche questa è una pesca da lupi, ma non i nostri piccoli, quelli del luogo belli grossi.
Qui magari serve meno essere mimetici ma occorre inseguire i pesci (magari in barca per qualche tratto) e prepararsi a combatterli anche in correnti impetuose fino ad arrivare stanchi a sera, talvolta per i troppi lanci con canne potenti e , per fortuna, spesso per i tanti pesci combattuti.
 
 
 
 
Restano due grandi prede, per certi versi le più diffuse ma di certo le più “furbe”
Sono il bass e il cavedano.
Il cavedano e il bass sono prede che per essere prese richiedono che ci comportiamo come volpi.
In effetti nessuno dei due all’inizio è furbo, se vi capita di pescare in acque in cui nessuno pesca vi assicuro che sono assai poco sospettosi, tanto da rendere la pesca non troppo fine.
Ma dategli tempo (rimettendoli in acqua) e da pesci coraggiosi e aggressivi fino alla stupidità diverranno pesci furbi e smaliziati.
Per fortuna o maledizione mangiano di tutto, a volte sono sospettosi come trote, a volte pescate in mezzo a un branco e continuate a prenderne.
Diventati smaliziati diventano due pesci diversi.
Il cavedano va preso diventando il più possibile mimetici e silenziosi, alternando esche su esche che però sono per lo più rotanti e minnow, se non mangia ma c’è chi passa a imitazioni di rane, grilli e altre creature.
Spesso queste combinazioni li inducono a mangiare e spesso sono avversari notevoli, alcuni mangiano già a 10 cm ma altri sfiorano e passano i 60 cm e stanno spesso vicino a noi, anche dove non sospettiamo.
I bass sono ancora più complessi, credo abbocchino A TUTTO, compresi oggetti improponibili, a hardbait, a jig, a gomma.
Se a trote si potrebbe pescare con 10 esche è normale a bass avere 30 TIPI di esche, da provare, ruotare, da fare a galla o a fondo.
Più l’esca è nuova (per il posto) più il bass si incuriosisce, salvo poi schifarla almeno per un po.
Con questi pesci si possono avere giornate memorabili, io ho avuto giorni con 50-100 pesci , magari tanti piccoli ma pure tanti grossi.
In rari giorni mi sono stancato di pescare i bass a gomma e poi mi sono stancato a esche rigide (e non sempre in sardegna )
Peccato i bass si facciano sempre più rari, le cave vengano sempre più spesso bracconate e poi recintate… fino a 5-6 anni fa a Bologna era normale prendere almeno 4-5 pesci over 2 kg in qualche cava
“sic transit gloria mundi” purtroppo
 
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
QUI DI SEGUITO ALCUNI VIDEO DEI VIAGGI DI PESCA A SPINNING DI MAURO MACCAGNANI
SONO DA VEDERE ASSOLUTAMENTE!
 
   
 SPINNING A SALMONI IN ALASKA  SPINNING A LUCCI IN CANADA
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 11/11/2012 @ 12:42:17, in PASTURE e ATTREZZATURA, linkato 5431 volte)
NUOVI PRODOTTI TUBERTINI HIGH QUALITY
Articolo di Giuseppe Stagni
Tubertini High Quality e una azienda che da decenni investe in ricerca e propone i migliori prodotti che si possono trovare sul mercato per fare in modo che la nostra passione preferita sia sempre supportata da articoli ottimi e innovativi.
LA MISSIONE DELL'AZIENDA TUBERTINI
La frenetica attivita' agonistica, che costringe a continui confronti serrati con gli avversari, consente all'azienda Tubertini di essere costantemente all'avanguardia nei prodotti da pesca sportiva. L'azienda Tubertini, su consulenza dei suoi agonisti e collaboratori, progetta e realizza articoli competitivi e vincenti, certa che l'agonismo rappresenti la base per l'evoluzione tecnologica dei prodotti e soprattutto conscia del fatto che tali evoluzioni possano regalare piena soddisfazione anche ai pescatori sportivi
LO STAFF DELL'AZIENDA TUBERTINI
L'azienda Tubertini per garantire la massima competenza nel settore pesca sportiva ed agonistica, si avvale di personale altamente specializzato. Piu dell'80% dei dipendenti dell'azienda sono pescatori appassionati, senza considerare lo staff tecnico esterno composto da pluricampioni italiani e mondiali di ogni tipologia di pesca
LA SEDE TUBERTINI DI BAZZANO BOLOGNA
La sede Tubertini si trova a Bazzano in provincia di Bologna, dove si estende per oltre 2.800 mq ed occupa 29 dipendenti. Al suo interno, oltre al reparto stoccaggio e spedizione, vi sono i reparti di produzione dei galleggianti, quello di imbobinamento nylon e l'area per lo studio e l'assemblaggio dei panieri da pesca professionali. A poche centinaia di metri dalla sede centrale, si trova un secondo capannone di 800 mq dedicato alla produzione delle pasture. L'azienda Tubertini si avvale di 19 rappresentanti monomandatari che coprono l'intero territorio italiano servendo piu di 1000 negozi.
Questa lista e una piccola parte dei prodotti innovativi proposti negli ultimi tempi dallazienda di Bazzano:

PASTURE TUBERTINI HIGH QUALITY
PASTURA TUBERTINI MATRIX BLACK in busta da 2kg
Pastura a grana medio fine con un peso specifico relativamente leggero, concepita per essere utilizzata in acque ferme e stata sviluppata per soddisfare gli agonisti piu esigenti. Per la pesca alle breme con l'utilizzo di fouilles e consigliabile l'aggiunta in peso del 50% di terra di somma nera. Invece nella pesca ai carassi ed alle carpe la MATRIX BLACK si presta molto all'aggiunta di bigattini morti. Per aumentarne il potere attirante si possono aggiungere 250 gr di Brasem Tubertini o Touche Tubertini ogni 3 kg di pastura.
PASTURA TUBERTINI MATRIX BROWN in busta da 2kg
Pastura a grana medio grossa con un peso specifico abbastanza elevato e sufficientemente legante per essere utilizzata in acque medio veloci. Si consiglia sempre l'aggiunta in peso di almeno un 30% di terra di fondo (dopo averla bagnata) in questo modo si presta anche all'aggiunta di esche vive come bigattini, caster e fouilles. Per aumentarne il potere attirante e consigliabile aggiungere 250 gr di Brasem Tubertini o Touche Tubertini ogni 3 kg di pastura.

PASTURE MARCEL VAN DEN EYNDE
PASTURA VDE DS Feeder in busta da 1kg
Dutch Special Feeder e una delle pasture da feeder piu' famose, gli ingredienti utilizzati hanno un buon potere legante e si impastano facilmente. Si consiglia di inumidirla piu' o meno, a seconda della tipologia del luogo di pesca: in caso di acque poco profonde la pastura deve esplodere al contatto con la superficie, mentre in acque piu' profonde e in corrente, e' meglio aggiungere piu acqua per ottenere un impasto piu legante, in grado di raggiungere il fondo. Puo' essere tagliata con la pastura Record Zilver e addizionata di esche come vermi, bigattini, caster, pellet, mais ecc...
PASTURA VDE Dynamic Feeder in busta da 1kg
La Dynamic Feeder e' una pastura ideale per essere usata in pasturatori "open end" in acqua corrente. Gli ingredienti sono stati selezionati e miscelati per produrre un effetto estremamente intenso ed immediato per attrarre e stimolare cavedani, carpe, breme, tinche ecc...
PASTURA VDE Super Crack Bream Black in busta da 1kg
Pastura a grana fine mediamente legante ideale per la pesca di breme e carassi in acque ferme o lente, ottima per la pesca di pesci sospettosi o di grossa taglia. Per l'utilizzo in acque veloci e consigliabile l'aggiunta da un 30% ad un 50% in peso di terra di fondo o terra river clay black.
PASTURA VDE Super Crack Bream Brown in busta da 1kg
Pastura a grana fine mediamente legante ideale per la pesca di breme e carassi in acque ferme o lente. Per l'utilizzo in acque veloci e consigliabile l'aggiunta da un 30% ad un 50% in peso di terra di fondo o terra river clay brown.
TERRA VDE River Clay terra disponibile nei due colori black e brown e in busta da 2kg
Queste due terre sono molto versatili e possono essere usate in aggiunta alla pastura per pescare in profondita' o in acqua corrente in modo che, una volta sul fondo le palle di impasto si aprano molto lentamente. In alternativa le River Clay possono essere usare come veicolo per il trasporto delle esche vive come fouilles, ver de vase, bigattini, caster, e vermi sul fondo. Disponibili nella versione marrone e nera.
TERRA VDE Terra Black Earth terra disponibile nel colore black e con due pesi specifici diversi in confezione da 2kg
Queste terre nere possono essere utilizzate singolarmente o miscelate con altre pasture e sono ideali per la pesca in acque molto limpide e quando la pesca si presenta difficoltosa, come durante le competizioni. Usate singolarmente le Black Earth sono perfette per il trasporto di esche vive come fouilles, ver de vase, bigattini, caster e vermi sul fondo del posto di pesca. Si consiglia l'utilizzo della Black Earth quando l'acqua e ferma o lenta (canali, fiumi e laghi) mentre la Black Earth Heavy e ideale se si pesca in acque profonde ed in condizioni di corrente sostenuta.

CANNE DA FEEDER E ACCESSORI
CANNA DA FEEDER TUBERTINI NEXT GENERATION
Canna da feederNext Generation disponibile in 3 misure con 3 potenze diverse e con un assortimento di ben 14 vettini diversi
Prestazioni di altissimo livello, finiture impeccabili e dotazione straordinaria: queste le caratteristiche che pongono le Next Generation ai vertici della collezione feeder Tubertini. Le tre canne sono perfettamente calibrate sul casting riportato, ma la cosa veramente interessante e la straordinaria disponibilita di vettini; infatti oltre alle tre vette in dotazione (3x Multi-Tip Equipped) e disponibile una gamma di ben 14 modelli diversi che consentono al pescatore di porsi nelle migliori condizioni nell'affrontare ogni sessione di pesca.
modello
misura
sezioni
ingombro
potenza
Medium Feeder
3,60 m
3+3
125 cm
60 g
Medium Heavy Feeder
3,90 m
3+3
135 cm
80 g
Heavy Feeder
4,20 m
3+3
145 cm
100 g
Next Generation Tips Vettini per canna da feeder Next Generation
Fast Glass: Vetta interamente realizzata in fibra di vetro a sezione piena, estremamente sensibile.
Carbon Lake: vette in carbonio a sezione piena e profilo ridotto, molto sensibili e leggere.
Spliced: Vette ibride composte da una parte in carbonio tubolare ed una parte in carbonio pieno; ottima sensibilita' di punta e peso estremamente ridotto.
Hollow Carbon: Vette in carbonio tubolari molto leggere edestremamente sensibili sulla spiombata.
River Carbon: Vette interamente realizzate in carbonio a sezione piena; ottima rigidita e robustezza.
modello
pezzi
peso
colore
Carbon Lake
1
1,5 oz
Giallo
Carbon Lake
1
2,0 oz
Giallo
Carbon Lake
1
3,0 oz
Giallo
Spliced
1
1,0 oz
Bianco
Spliced
1
1,5 oz
Bianco
Spliced
1
3/4 oz
Bianco
Hollow Carbon
1
1,0 oz
Verde
Hollow Carbon
1
1,5 oz
Verde
Hollow Carbon
1
3/4 oz
Verde
River Carbon
1
2,0 oz
Rosso
River Carbon
1
3,0 oz
Rosso
River Carbon
1
4,0 oz
Rosso
River Carbon
1
5,0 oz
Rosso
Fast Glass
1
1/2 oz
Arancione

FODERI PORTA CANNE
Portacanne Luis misura 16x160x18 cm
Fodero rigido ideale per il trasporto di canne dotate di mulinello, come bolognesi, inglesi o feeder rods. Estremamente resistente e ben rifinito ha 3 vani separati, manico e tracolla imbottiti, cerniere di qualita' superiore, base in materiale plastico e dorso rinforzato per evitare rotture accidentali.
Portacanne Vertigo misura 18x165x27 cm
Fodero rigido ideale per il trasporto dei kit o delle canne fisse, estremamente resistente e ben rifinito, ha un vano principale dotato di 6 velcro ferma canne, manico e tracolla imbottiti, cerniere di qualita' superiore, base in materiale plastico e dorso rinforzato per evitare rotture accidentali. Nelle due lunghe tasche laterali possono essere riposti accessori vari come picchetti, pali da guadino, ecc..
Portacanne Kobe misura 34x195x16 cm
Fodero rigido ideale per il trasporto di due roubaisienne, estremamente resistente e ben rifinito, ha un vano principale dotato di velcro ferma canne, manico e tracolla imbottiti, cerniere di qualita' superiore, base in materiale plastico e dorso rinforzato per evitare rotture accidentali delle canne da pesca.
Articolo di Giuseppe Stagni

Collegamento esterno al sito di Tubertini High Quality

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 09/11/2012 @ 19:43:55, in CARPFISHING, linkato 1513 volte)
UNA PESCATA A CAPPELLA AI LAGHI SAPABA DI PONTECCHIO (BO)
GLI AMICI CARPISTI PER LA PESCA ORGANIZZANO
 
PRESSO IL LAGO 1 SAPABA NEI GIORNI 08/09 DICEMBRE 2012 un week end di pesca, non competitiva, riservato a tutti gli appassionati di carpfishing, il ricavato decurtato delle spese di gestione sarà accantonato per consentire un piccolo ripopolamento del lago 1 da carpfishing
Regolamento:
•          Essere in possesso delle tessera F.I.P.S.A.S in corso di validità
•          È consentito esclusivamente l’impiego di numero due canne a testa.
•          Ogni singolo concorrente o coppia, dovrà essere dotato di guadino adeguato e di materassino di slamatura
•          Non sono ammessi terminali che siano solidali alla zavorra in maniera inscindibile tale da non consentire la perdita di quest’ultima in caso di rottura accidentale della lenza madre.
•          Sono ammesse qualsiasi tipo di esche
•          Il quantitativi di esche consentiti per ognuno sono di Kg 3 in tutto.
•          Non è consentito pasturare con mezzi atti a guidare la pasturazione, tipo barche telecomandate o similari, nonché alcun mezzo per l’individuazione del pesce (ecoscandaglio).
•          Non è consentito accendere fuochi, abbandonare esche o rifiuti nell’area dei laghi e loro adiacenze; è vietata la balneazione.
•          La scelta della postazione di pesca è del tutto libera ( chi prima arriva meglio alloggia ) e per chi vuole può presentarsi al lago anche il venerdì.
•          Per tutto quanto non contemplato sopra vige il regolamento attualmente in vigore presso il lago
 
 
La pescata si concluderà domenica 09/12/2012 alle ore 12.00 circa con panino e salsiccia per tutti.
I posti massimi riservati sono 15, per info e prenotazioni contattare Gianluca al numero 3477726507 Costo della pescata è 20 euro a testa, sia che uno partecipi in coppia sia che uno partecipi singolarmente( l’importo e suscettibile di variazioni minime in funzione del numero dei partecipanti).
 
 
Si fa presente che i partecipanti hanno l’obbligo di adottare tutti quei provvedimenti atti ad evitare danni alle persone ed alle cose. Gli organizzatori saranno esonerati da ogni responsabilità per danni ed incidenti di qualsiasi genere che per effetto della manifestazione potessero derivare alle persone o alle cose degli aventi attinenza alla manifestazione a terzi.
 
 
 
 
 

 
 
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