GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Enrico Landi in azione al Primo Meeting dell'amicizia 2012... di Admin G.P.O.
 
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Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.

Charles Darwin
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Di Admin G.P.O. (del 30/10/2012 @ 17:11:18, in PERSONAGGI, linkato 1665 volte)

DUE AMICI VICE CAMPIONI D’ITALIA! CARLO PEZZUTO E RICCARDO FAVALINI

Articolo di Angelo Borgatti

Esistono grandi amicizie tra persone che condividono le stesse passioni, amicizie che durano anni o per tutta una vita; non è frequente, però, trovare due amici, amici veri, che arrivino ad ottenere importanti risultati nella passione comune…

Questo è un breve profilo proprio di due amici, che assieme calcano le scene dell’agonismo italiano ed assieme condividono l’amore per il nostro sport; due amici che gareggiano assieme da anni, ad ogni livello, nella stessa società, il G.P.O. Tubertini di Bologna e che di recente hanno conseguito due risultati estremamente importanti anche se, stranamente, in due specialità diverse.

Carlo Pezzuto, “Carletto”, è da pochi giorni rientrato da Montemolino (Pg) dove ha sfiorato il gradino più alto del podio nella maggior competizione individuale della Pesca al Colpo, il Campionato Italiano Seniores, classificandosi al secondo posto.
Medesimo piazzamento, secondo posto assoluto, nel Campionato Italiano individuale di Pesca a Feeder, quello conseguito dal suo grande amico e compagno di squadra Riccardo “Ricky” Favalini.

Carletto ha letteralmente sfiorato lo Scudetto tricolore verso la fine dell’ultima prova, quando un carassio da 500/600 grammi, che gli avrebbe fatto vincere il settore agevolmente, si è slamato a pochi centimetri dal guadino dopo un combattimento di alcuni minuti. Al termine è risultato secondo di settore per 110 grammi… e lo Scudetto tricolore è volato altrove!
 
 
Carlo, prima ancora di parlare di come sei arrivato al podio di Montemolino, una domanda a bruciapelo: ti è passata?
Un po’ si ma credo che dentro mi rimarrà comunque sempre qualche rimpianto… Arrivare a quel traguardo ti succede una volta nella vita e vederselo scivolare di mano così fa veramente male! Ti assicuro che per alcune notti mi sono svegliato di soprassalto, rivedendo in sogno quella scena dell’amo che scivola via dalla bocca di quel carassio che avevo già a portata di guadino…”

 
 
Vuoi raccontarmi cos’è successo?
Il campo di gara di Montemolino è molto bello ma si è dimostrato piuttosto scarso di catture. Dove sono capitato la domenica sapevamo che c’erano da prendere pochi pesci, difficili. Durante quell’ultima gara avevo già messo in nassa un cavedano discreto, un carassio e qualche alborella. Ero tra i primi del settore ed ero concentratissimo. Dietro a me, come sponde, avevo due persone fidatissime ed esperte come Verter Bergonzoni e Simone Farnè, con cui gareggio da anni. A mezz’ora dalla fine riesco ad illamare un carassio che si è dimostrato subito grosso e molto combattivo. Mi sono reso conto che con quel pesce avrei vinto il settore ed ho avuto probabilmente troppa fretta. Per ben due volte ho cercato di guadinarlo da sotto mentre mi passava vicino e per entrambe le volte è ripartito. La terza volta l’amo non ha tenuto…
Ce l’ho ancora davanti agli occhi e credo che l’avrò per molto tempo.”

Riassumiamo come sei arrivato a Montemolino…
Nelle prime due gare avevo fatto due primi di settore, anche con una certa fortuna, debbo dire, visto che nella prima prova di Ostellato ho vinto con un luccioperca da 100 grammi in un settore dove nessuno ha scapottato. In Cavo Lama ho fatto una bella gara, in condizioni meteo difficili, pescando all’inglese, tecnica che in quel campo di gara è abbastanza inusuale. Poi siamo arrivati alle finali di Montemolino. Nella prima prova sono capitato nella zona alta del campo di gara e sono arrivato secondo di settore pescando all’inglese all’inizio e poi a roubaisienne, sul fondo, con il mais, ed ho realizzato una bella pescata di oltre 4 chili. Nell’ultima gara sono stato sorteggiato nell’ultimo settore a valle, dove il pesciolini erano veramente presenti ovunque. Ho pescato prevalentemente a roubaisienne, a galla, ma anche così non ti davano tregua; occorreva stare concentrati continuamente perché ogni mangiata poteva essere quella buona e si doveva ferrare ad ogni segno del galleggiante. Due pesci di taglia comunque li ho presi, mentre il terzo…”

Come hai preparato le tue lenze per pescare a galla?
Si è rivelata una pesca a galla diversa da come siamo soliti fare dalle nostre parti, a Bologna. Pochi pesci di taglia e grande disturbo di queste pseudorasbore fameliche che attaccano ogni cosa cade nell’acqua. Il primo carassio l’ho catturato con un piccolo chicco di mais mentre il cavedano è rimasto attaccato ad un orsetto appuntato a metà corpo. Non c’era comunque un sistema meglio degli altri, occorreva solo stare molto “sul pezzo”, appunto Ho usato dei galleggianti PRO39 di Tubertini da 0.20 a 0.50, montati su una madre lenza del Fluorine da 0.09 mm. Come terminali avevo preparato degli ami del n° 20, sia della serie 30 che della serie 2, legati con 18 cm di PiùPiù dello 0.08. Lo schema della lenza è estremamente semplice, con dei pallini piccoli del n°12 e n° 11 ad iniziare dalla giunzione del terminale a salire, uno ogni cm circa, fino a taratura. La pesca si è svolta circa in 1 metro e mezzo d’acqua, sulla fiondatina di bigattini. Questo si è rivelato un particolare importante: capire bene dove lanciare i bigattini ed avere una fionda giusta per questo uso. Io ho usato la Maggot di Tubertini che si è rivelata ottima e precisa.”

E per pescare sul fondo?
Sul fondo c’era una pesca veramente bella, che richiedeva un appoggio importante, perché presentando l’esca a filo fondo non si trovava quasi nulla. Io ho montato le mia cime con una bandiera abbastanza lunga e delle lenze costruite con una madre lenza del Fluorine dello 0.14 e terminali da 30 cm. dello 0.12 a legare degli ami della serie 15 del 16 e del 14. Ho preparato delle lenze robuste perché la taglia dei pesci sul fondo è buona e quindi volevo stare sicuro.”

Mi hai accennato alla pesca all’inglese…
Si. Io credevo molto in quella pesca, mi piace e il posto si adatta molto bene a questa tecnica. Purtroppo in quel periodo sull’acqua c’erano molte foglie e quindi diventava difficile affondare bene il filo e pescare correttamente. La terza gara l’ho iniziata con l’inglese, appunto, ho catturato tre carassi e persi almeno altrettanti proprio perché il filo mi faceva un’arco sopra le foglie e non riuscivo a ferrare bene, a grande distanza.”

Quale pastura avete portato con voi?
Vista la grande presenza di carassi abbiamo usato la Gold Medal di Tubertini miscelata con della HiPro Carp di Van den Eynde. Come integratore abbiamo messo del Caramel di Van den Eynde.”

Ora per te si riaprono le porte del Club Azzurro, nel quale sei già stato dal 2002 al 2004…
Si, dopo 10 anni sono rientrato nel Club. Non ho ancora deciso se accettare di farlo, visti anche i momenti economici non facili. Il prossimo anno avremo un calendario difficile, con la SuperEccellenza e il Campionato Italiano e l’impegno del Club Azzurro sarà un ulteriore carico… Vedremo.”

Montemolino ha debuttato sulla scena nazionale della Pesca al Colpo proprio in questa occasione e per tutti gli agonisti del nord è stata la prima volta. Le tue impressioni?
Il campo di gara mi è piaciuto, assomiglia un po’ all’Arno ad Arezzo. Purtroppo in molti settori c’era una vera invasione di piccole pseudorasbore (cebacek) che disturbavano veramente tanto l’azione di pesca un po’ ovunque. I pesci comunque sono usciti e quindi occorreva trovare una alternativa valida. C’è stato chi ha pescato con le canne fisse, chi ha tentato con l’inglese oltre che con la roubaisienne, con la bolognese…
Si poteva pescare sia a galla che sul fondo. Peccato per la scarsa omogeneità di catture, probabilmente dovuta anche al periodo e alla siccità.”

Se posso vorrei concludere questa chiacchierata con un ringraziamento a delle persone veramente speciali come i miei compagni di squadra, senza i quali certamente non sarei arrivato fino a lì e senza i quali non sarei riuscito ad ottenere le belle soddisfazioni di questi anni, in tante manifestazioni importanti.
Voglio iniziare da Paolo Savini, uno dei titolari del negozio L’Hobby di Faenza, ormai un fratello per me, che ci aiuta moltissimo anche dal punto di vista materiale, Riccardo Favalini, che ha la pazienza e la costanza di accudirci con l’organizzazione delle gare di tutti, Simone Farné, l’ultimo entrato nel gruppo ma una bella realtà ed un agonista che avrà un futuro.
Un ringraziamento particolare, però, voglio farlo a Verter Bergonzoni, che conosco ormai da 30 anni, un grande di questo sport ed al quale dobbiamo gran parte del merito per i risultati che io e Riccardo abbiamo avuto in questi anni. Siamo una gran bella squadra, da anni, perché siamo innanzitutto amici, anche fuori dai campi gara, ed i risultati sono i risultati di tutti. Uno come Verter, che sembra un burbero ed un solitario, in realtà è veramente una grande persona ed un amico vero.”

Forse possiamo dire che Verter sia una persona che non si lascia conoscere tanto…
Si, però chi ha la fortuna di conoscerlo sa che è una persona con la quale puoi stare a chiacchierare per ore e che ti da’ sempre qualcosa. Quando ci dice una cosa non sbaglia mai. Ci lascia fare, anche sbagliare, ma alla fine ha sempre ragione lui; ci sa dare sempre il consiglio giusto e da quando è venuto con noi al GPO siamo riusciti a fare un salto di qualità importante, tutti quanti. E poi è anche un grande chef! A Montemolino ci ha fatto da mangiare, benissimo, per 4 giorni! Grazie.”


 
 
Riccardo Favalini – vice campione italiano Pesca a Feeder 2012

Riccardo, innanzi tutto complimenti anche a te per questo bel podio che ti proietta tra i più promettenti agonisti del Feeder italiano. Un risultato ancor più strepitoso se pensiamo che solitamente sei impegnato in altra specialità e sei alla tua prima partecipazione…
E’ vero, ho iniziato quest’anno con il Feeder ad alto livello, la scorso anno avevo partecipato ad un paio di garette tra noi amici, ad Ostellato, ma nulla di importante ed organizzato. Io, solitamente, come Carletto, faccio competizioni di Pesca al Colpo, da tanti anni. Quest’anno, con la mia squadra abbiamo partecipato al Trofeo d’Eccellenza Nord e siamo stati promossi al nuovo Campionato Italiano per Società del 2013. Inizialmente non dovevo neppure partecipare a questo Campionato Italiano, le cui prime prove erano in programma ad Ostellato. Poi i fatti del terremoto hanno scombinato il calendario e le prime due prove sono state spostate in Brian; molti ragazzi del GPO Tubertini hanno partecipato a questa competizione, che abbiamo preso inizialmente come una occasione di stare assieme, in allegria, per un week end ed anch’io mi sono aggregato al gruppo, così, per provare.”

E poi?
In Brian le cose sono andate molto bene, ho fatto due ottimi piazzamenti nelle due gare, sicuramente anche con un po’ di fortuna. Debbo dire che mi sono subito sentito a mio agio con questa tecnica, che ha certamente punti in comune con il Colpo ma anche delle peculiarità spiccate. A favore del Feeder, tra l’altro, anche i costi decisamente contenuti, sia in fatto di attrezzature che di esce e pasture. E in questi momenti questo aspetto non è indifferente. E poi il feeder è molto più catturante rispetto al Colpo e gia dalle gare del Brian ho potuto constatarlo di persona. Solitamente, infatti, nel canale veneto i pesi sono mediamente contenuti mentre in queste due gare per vincere il settore spesso è stato necessario superare i 10 kg. traguardo quasi impensabile nel Colpo.”

Ma come ti sei avvicinato al Feeder?
Nel nostro gruppo di amici, abbiamo la fortuna di avere un campione come Verter Bergonzoni, che dopo aver praticamente abbandonato l’agonismo Colpo si è dedicato a questa specialità con una rinnovata passione che aveva un po’ perso nell’altra tecnica. Essendo spesso assieme a lui, che ha già maturato una certa esperienza anche in questo campo, vista la sua presenza nello staff Azzurro della Nazionale Feeder, sia io che anche gli altri ragazzi del gruppo abbiamo potuto toccare con mano diversi aspetti di questa specialità, che è altrettanto affascinate del Colpo e che ha dei capisaldi tecnici indiscutibili e che debbono diventare patrimonio dell’agonista che voglia intraprendere questa tecnica. Diciamo che con Verter ho avuto la possibilità di bruciare in fretta le tappe dell’apprendimento!”

Nei giorni immediatamente successivi alla finale non sono mancate delle critiche, neppure tanto velate, sull’opportunità che agonisti di alto livello della Pesca al Colpo partecipino a gare nazionali di questa specialità. Qual’è il tuo pensiero in proposito?
Certe critiche, pur rispettandole, non le condivido. Certamente la partecipazione a questo campionato o ad altre competizioni di alto livello della pesca a Feeder, come il Van den Eynde o l’Italiano a Coppie o l’Italian Master ecc. di agonisti che provengono o fanno ancora il Colpo ha ribaltato certi equilibri tra coloro che sono storicamente dediti a questa tecnica. Non si possono però ignorare certi apporti anche da parte di coloro i quali vengono dal Colpo, anche perché, dati alla mano, tra coloro i quali parteciperanno agli stage di formazione della Nazionale ci sono diversi agonisti importanti del Colpo come Minghelli, Govi, Vezzalini. Credo che sarebbe giusto vedere questo apporto come un arricchimento per tutto il movimento del Feeder piuttosto che come una intrusione. Poi non è detto che chi proviene dal Colpo, vedi anche Verter stesso, non possa poi passare al Feeder in pianta stabile o quasi.”

Quali sono, secondo te, le differenze tra questi due mondi?
Io conosco bene l’ambiente del Colpo, molto meno quello del Feeder naturalmente, ma nella mia breve esperienza mi sembra di aver capito che proprio l’approccio alla competizione è differente, più tranquillo, meno esasperato. A livello tecnico i colpisti possono dare molto. Un’altra sostanziale differenza tra i due mondi è la possibilità maggiore di socializzare che il Feeder da’ ancora, visto che si possono affrontare le trasferte, lunghe o corte che siano, andando ancora via almeno in due con una macchina o lo spirito di amicizia e solidarietà che ho riscontrato in questo ambiente. Tutte cose che nel Colpo si sono ormai praticamente estinte.

Uno degli aspetti che frenano molti colpisti dal cercare l’avventura anche nel Feeder è la mancanza del famoso e sostanziale contatto con il galleggiante. Cosa puoi dirmi a questo riguardo?
Per chi viene dal Colpo, fatto in maniera intensiva come lo faccio io, sicuramente questa mancanza colpisce molto. Non vedere l’affondata del galleggiante mi condiziona indiscutibilmente tanto. E’ altrettanto vero che la generale, maggiore capacità catturante del Feeder rispetto al Colpo compensa molto questa mancanza. In definitiva lo spirito che ci anima tutti è catturare il pesce e, in campo agonistico, la sfida sportiva con l’altro e quindi la ricerca del particolare tecnico che ti possa dare il successo.”

Rikcy, ora si aprono le porte degli stage…
Si e ti dico che mi sembra ancora un sogno. Sono anni che cerco di avere un risultato di prestigio nella Pesca al Colpo, magari arrivando al Club Azzurro, ed invece mi si sono aperte delle belle possibilità alla mia prima esperienza con il Feeder… Comunque sono molto contento di essere arrivato sin qui e sicuramente onorerò l’occasione con il massimo dl mio impegno, per me, per i miei amici, per Verter che non mi fa mancare i suoi consigli e per lo sponsor Tubertini, che ci dato una bella mano in questa avventura.”

Se domani dovessi scegliere obbligatoriamente tra le due specialità, per quale opteresti?
Domanda cattiva! Probabilmente oggi sceglierei ancora la Pesca al Colpo.”
 
articolo di Angelo Borgatti

 
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Di Admin G.P.O. (del 29/10/2012 @ 22:15:24, in ARCI PESCA, linkato 1016 volte)
FINISCONO I CAMPIONATI A.R.C.I. 2012 CON LA QUARTA GARA A COPPIE IN RIOLO
articolo di Danielli Stefano
 
Con la quarta prova del Provinciale a Coppie del 21 Ottobre svoltasi nel canale Riolo a Malalbergo, si concludono i campionati dell'A.R.C.I. PESCA F.I.S.A. sia Provinciali che Regionali.
In questa gara disputata nel canale Riolo a Malalbergo, la coppia formata da Borghi Rossella e Fontana Giovanni si contendevano il primo posto assoluto in classifica.
Purtroppo taglie piccole e Carpe catturate dagli avversari, hanno relegato i nostri a un quinto posto di settore in questa gara.
Questo risultato però non ha fatto precipitare più di tanto la nostra Coppia in
classifica generale, piazzandoli sul terzo gradino del podio assoluto.
Buona anche la prova dell'altra coppia Banzi Giuliano e Danielli Stefano che con
un buon 3° posto di settore a soli 200Gr. Dai primi si è attestata al 22° posto
assoluto in classifica finale.
E' stata una annata difficile per il nostro Team A.R.C.I. ,campi di gara cambiati
all'ultimo, poca pescosità, infortuni che hanno visto rinunciare ad alcune gare due componenti del nostro Team , hanno fatto si che le classifiche non fossero troppo generose e i risultati non troppo eclatanti.
Ma si sa non tutte le annate sono uguali, e se ci si mettono anche problemi personali diventa difficile mantenere anche una buona continuità.
E' sicuramente con il medesimo impegno che il Team A.R.C.I. Del GPO affronterà i campionati per il prossimo anno, augurandosi una annata si, un po di fortuna ,e soprattutto tanta salute .
Al prossimo anno quindi con nuovi articoli sulla nostra compagine, sui nostri quattro atleti.
 
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I. PESCA per il G.P.O.IMOLESE
 
 
 
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 16/10/2012 @ 23:46:14, in PESCA AL COLPO, linkato 1712 volte)
FRANCESCO MINGHELLI, UN “TAPPO” QUASI AZZURRO…
Articolo di Angelo Borgatti
 
IL Club Azzurro Seniores e’ terminato da poco piu’ di 48 ore ed e’ il momento delle analisi. Per noi del G.P.O. Tubertini anche questa competizione ci tocca da vicino, visto che dentro al Club abbiamo avuto, negli anni, diversi nostri Soci/amici che si sono sempre distinti sia come risultati che, ancora piu’ importante, come sportivita’. A memoria mi vengono in mente, negli ultimi anni, Paolo Savini, gestore del mitico negozio “L’Hobby” di Faenza, poi Lorenzo De Maria, che e’ arrivato alla maglia Azzurra un paio d’anni orsono o poco piu’; e’ stato poi il momento di Moreno “Morello” Ravaglia che, oltre a vincere un grande tricolore individuale lo scorso anno, alla maglia Azzurra e’ arrivato nell’anno del mitico Mondiale di Ostellato, e quest’anno ha vinto l’Europeo a Squadre… Moreno e’ poi passato alla Lenza Emiliana, facendosi onore, ma un pezzetto di lui e’ ancora GPO e lo restera’ ancora per molto (almeno per noi). Da un paio di stagioni la nostra Societa’ e’ rappresentata nel Club Azzurro da Francesco Minghelli, meglio conosciuto da tutti come “tappo”!
 
 
Francesco e’ entrato nel Club un po’in sordina e lo scorso anno lo ha trascorso ad ambientarsi ad un livello competitivo di altissimo tenore; quest’anno, dopo sei gare difficilissime e tirate, nelle quali ha realizzato anche due sonanti primi nella seconda gara di Medelana e nella quinta, ad Ostellato, e’ arrivato a sfiorare la mitica maglia Azzurra, sogno e punto di arrivo di ogni agonista italiano.
“Tappo” (chissa’ poi perche’ questo sopranome, visto che e’ tutt’altro che piccolo!) lavora come magazziniere alla Tubertini ed e’ a contatto quotidianamente con buona parte del gotha dell’agonismo tricolore, nelle vesti dei vari campioni della Lenza Emiliana Tubertini come “Ferro” Gabba, Simone (Carraro), “Ballabio” Ballabeni, Giuliano Prandi ma non solo, visto che a Bazzano transitano, per vari motivi, tanti campioni di ieri e di oggi del nostro agonismo, Ecco quindi che “Tappo” mastica scatoloni ed agonismo per 8/10 ore al giorno, festivi compresi, e da questa frequentazione ne ha sicuramente tratto tanto ma la scintilla del campione luccicava in lui anche prima.
Francesco, quest’anno, e’ stato il miglior atleta targato Tubertini, dopo Simone il marziano, di tutto il Club e si e’ lasciato alle spalle fior di campioni ed Azzurri titolati. E tutto questo non per caso.
Per questo credo sia giusto tributargli un grande “Complimenti Tappo e grazie”, da tutto il GPO Tubertini!
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
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Di Admin G.P.O. (del 16/10/2012 @ 00:21:05, in GARE AD INVITO, linkato 1905 volte)
QUARTA EDIZIONE COPPA D'INVERNO LAGHI CSAA BENTIVOGLIO
DOMENICA 20 GENNAIO 2013
TROFEO INVERNALE RISERVATO AI NEGOZI
 
Il 23 gennaio 2013 il GPO Imolese Tubertini organizzera' la quarta edizione della Coppa D'Inverno ai laghi del Centro Sportivo All'Aria Aperta di Bentivoglio (Bologna)
Il premio per la prima squadra assoluta sara' di ben 700 euro con il Jackpot fissato a 400euro
Per leggere il regolamento e le modalita' di iscrizione scaricate il volantino in formato pdf cliccando sul link che si trova in fondo a questa pagina.


CLICCA SU QUESTA SCRITTA PER ESEGUIRE IL DOWNLOAD DEL VOLANTINO DELLA MANIFESTAZIONE IN FORMATO PDF

 

LINK ALL'ARTICOLO DEL GPO SUI LAGHI DEL CENTRO SPORTIVO ALL'ARIA APERTA DI BENTIVOGLIO (BOLOGNA) L'ARTICOLO CONTIENE ANCHE LE INDICAZIONI PER RAGGIUNGERE L'IMPIANTO SPORTIVO

GALLERIE FOTOGRAFICHE DELLE PRECEDENTI EDIZIONI:

WINTER CUP 2010 (653 IMMAGINI)

WINTER CUP 2011 (575 IMMAGINI)

WINTER CUP 2012 (266 IMMAGINI)

 


 

 
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Di Admin G.P.O. (del 13/10/2012 @ 23:25:20, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 1715 volte)
GOLETTA DEI LAGHI 2012 BILANCIO FINALE
 
Si e’ concluso il settimo viaggio di Goletta dei Laghi per il monitoraggio e la valorizzazione dei maggiori bacini lacustri. 64 punti monitorati nei laghi del Centro Nord, il 62,5% inquinati o fortemente inquinati; per il primo anno la Goletta dei Laghi sbarca al Sud per la promozione dei bacini d’acqua dolce. Legambiente: “I laghi sono un patrimonio inestimabile troppo spesso a rischio. E’ necessario porre l’attenzione sulla tutela di questi bacini, ineguagliabile patrimonio di biodiversita’’” . Sono 64 i punti monitorati dal laboratorio mobile di Legambiente durante il passaggio della Goletta dei Laghi di Legambiente. Tra questi, 40 hanno riportato un livello di batteri fecali oltre il limite concesso dalla legge. Ancora una volta il maggior numero di campioni risultati fuori legge sono stati prelevati alla foce di fiumi e torrenti, a conferma che i problemi per i laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell’entroterra.
 
Inquinamento Idrico
Si conclude oggi la settima edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna per il monitoraggio scientifico e naturalistico dei maggiori bacini lacustri italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e per la tappa laziale con il contributo della Provincia di Roma, assessorato alla tutela ambientale. Un viaggio durato oltre un mese, lungo tutta la Penisola, dai confini con la Svizzera fino in Sicilia. Diciassette i laghi coinvolti nella campagna, in 11 regioni della Penisola. Il bilancio finale e’ stato presentato questa mattina, in conferenza stampa, da Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente; Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale; Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio e Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU.
 
Per il primo anno la Goletta dei Laghi ha raggiunto anche le regioni del Centro e del Sud per promuovere e valorizzare i bacini minori e le aree che li ospitano. Toccate, dunque, per la prima volta Toscana, Marche, Sicilia e Calabria e dopo anni di nuovo l’Abruzzo, dove l’equipaggio della Goletta ha rilevato l’azione positiva e il valore aggiunto che le aree protette hanno svolto nella tutela della biodiversita’’ e promozione del territorio. Positive, infatti, le buone pratiche messe in piedi dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dal Parco della Sila, che hanno compiuto rispettivamente 90 e 10 anni di attivita’’, che hanno lavorato per la tutela della natura, la qualificazione dell’offerta turistica e la promozione delle tipicita’’ del luogo. Positiva anche l’azione del Comune di Massa Marittima (GR), nel cui territorio ricade il lago dell’Accesa che, per preservare le ottime condizioni del bacino, ha acquistato l’anello di territorio intorno al lago. Nessun valore aggiunto, invece, nell’azione della Riserva di Piani di Spagna, sul lago di Como, alla cui gestione gli attivisti di Legambiente hanno consegnato una bandiera nera. Su quest’area, infatti, ricca di biodiversita’’, pesa la minaccia di nuove costruzioni. Negativo anche l’esempio dell’amministrazione della Riserva Naturale Orientata Lago Soprano, in capo alla Provincia Regionale di Caltanissetta all’interno dell’area del Comune di Serradifalco, che non sta svolgendo le azioni previste nel piano di gestione dell’area protetta.
 
Ai problemi di gestione del territorio intorno ai laghi, sui bacini insiste anche il problema dello stato di salute delle acque. A ridosso della scadenza europea per il raggiungimento del buono stato dei corsi d’acqua, fissata al 2015, solo il 37% delle acque lacustri a livello nazionale, infatti, ha raggiunto oggi la classe di buona qualita’’. Un dato che ribadisce l’urgenza di attivare un monitoraggio attento e costante di tutti gli specchi lacustri e azioni di risanamento per non trovarci impreparati alla scadenza europea dettata dalla direttiva 2000/60 e incorrere in dannose e evitabili sanzioni economiche, oltre che rinunciare alla tutela delle risorse idriche italiane.
 
“Con il passaggio della Goletta dei Laghi vogliamo riportare l’attenzione sui nostri bacini lacustri - commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – Queste aree rappresentano una parte importantissima del nostro territorio, un enorme serbatoio di paesaggio, natura e biodiversita’’. Non solo, rappresentano infatti anche un’importantissima riserva di acqua dolce fondamentale per l’ambiente e per l’uomo, soprattutto durante i periodi di siccita’’, come quello che stiamo vivendo, che fanno da contraltare alle violente precipitazioni autunnali. Per questo la tutela non solo qualitativa ma anche quantitativa dell’acqua deve diventare una priorita’’ delle amministrazioni rivierasche e a tutti i livelli istituzionali, a partire dalla regolamentazione degli usi e dal controllo sulle eccessive captazioni. La buona gestione delle acque e del territorio e’ stata al centro del viaggio nei grandi laghi italiani grazie alla Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, evidenziando temi come lo sviluppo delle energie rinnovabili, il turismo di qualita’’, la mobilita’’ e la navigazione sostenibile. Azioni fondamentali per rendere il territorio piu’ forte, competitivo e attraente. Per questo in conclusione della campagna rilanciamo l’appello a tutte le Amministrazioni rivierasche di mettere in pratica una corretta gestione del territorio, fondamentale per la tutela e lo sviluppo economico e turistico degli specchi lacustri, che rappresentano una parte importantissima del nostro Paese”.
 
Maglia nera, anche quest’anno, ai grandi laghi del nord su cui si riscontra la falla piu’ grande nel sistema di depurazione. Sono 36, infatti, i punti risultati fuori legge nei laghi del nord, risultati inquinati o fortemente inquinati. Sul lago d’Iseo sono stati campionati 7 punti, di cui 6 risultati inquinati. Cinque di questi hanno rilevato la presenza di batteri fecali ben oltre il doppio del limite consentito dalla legge, classificandosi fortemente inquinati. Sul lago di Como, dei 13 punti campionati, 10 sono risultati critici con 8 punti fortemente inquinati. Sul lago Maggiore sono stati 6 i punti campionati, di cui 5 sono risultati fortemente inquinati. Sul lago di Varese i tecnici di Legambiente hanno effettuato due campionamenti risultati ambedue fortemente inquinati. Sul lago di Lugano, i tre punti campionati dai tecnici hanno rilevato due punti fortemente inquinati e uno inquinato. Sul lago di Garda sono stati prelevati 14 campioni di cui 8 sono risultati critici; di questi cinque punti sono risultati fortemente inquinati e 3 inquinati. Sul lago di Bolsena, sono stati prelevati 5 campioni di cui 3 sono risultati critici, di cui 2 sono risultati fortemente inquinati e 1 inquinato. Sul lago di Vico sono stati prelevati: un punto e’ risultato fortemente inquinato. Sul lago di Albano, 3 i punti campionati di cui uno e’ risultato fortemente inquinato e uno inquinato. Al lago Fibreno sono stati effettuati 2 campionamenti di cui un punto e’ risultato inquinato. Superano l’esame della Goletta dei Laghi di Legambiente i laghi di Viverone, in Piemonte, e i laghi laziali Bracciano, Salto e Turano.
 
Ancora critica, dunque, la situazione della depurazione sui maggiori laghi italiani. Carenze che si ripercuotono sulla qualita’’ delle acque, come evidenziato dal monitoraggio dei biologi della Goletta dei laghi. Situazione che e’ costata al nostro Paese anche una condanna dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea per la mancata applicazione della Direttiva sulla depurazione 91/271/CE arrivata il 19 luglio scorso. Il provvedimento arriva nell’ambito della procedura d’infrazione 2004/2034 che colpisce duramente l’Italia in quanto dopo oltre otto anni il Paese ancora non e’ riuscita a mettersi in regola.
 
“Il monitoraggio scientifico svolto da Legambiente - aggiunge Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente - mette in luce anche quest’anno le numerose criticita’’ per quanto riguarda l’inquinamento proveniente da scarichi civili non depurati che riguardano i grandi laghi del nord Italia ma anche gli specchi d’acqua minori monitorati nel Lazio. Una fotografia che rileva oltre il 60% dei prelievi al di sopra dei limiti di legge. Un sistema depurativo carente, che nel nostro Paese riguarda ancora un quarto della popolazione e che rischia, oltre che gravi ripercussioni ambientali, anche di farci pagare pesanti sanzioni derivanti dalle procedure d’infrazione aperte per il mancato rispetto delle direttive europee. Per questo, completare il trattamento degli scarichi deve diventare una priorita’’ per l’agenda politica a tutti i livelli. La sfida della qualita’’ dell’acqua si gioca poi anche attraverso una buona gestione dei territori rivieraschi. Infatti, per avere dei laghi in buono stato, come previsto dalle direttive europee, non basta migliorare la qualita’’ delle acque ma bisogna anche garantire la salvaguardia e la tutela degli interi ecosistemi lacustri. Per questo oltre ridurre gli scarichi inquinanti occorre fermare il consumo di suolo, la cementificazione delle coste e tutelare le aree naturali che contribuiscono a mantenere i laghi in buona salute”.
 
A bordo della Goletta dei Laghi ha viaggiato anche Living Lakes, il network internazionale, presieduto in Italia da Legambiente, per la salvaguardia e la valorizzazione dei bacini lacustri. Oltre 100 le amministrazioni, tra parchi, comuni e province, e le associazioni intercettate durante il viaggio, a cui e’ stato presentato il progetto e promossa l’adesione con l’obiettivo di promuovere le buone pratiche di gestione del territorio in grado di coniugare rispetto dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.
 
Quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e’ stato Main Partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e in particolare del mare e dei laghi, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, ha spiegato in conferenza Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU. L’olio usato e’ cio’ che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – ha continuato Mastrostefano - questo rifiuto pericoloso puo’ danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come un campo di calcio. Con la nostra attivita’’ di comunicazione cerchiamo di modificare i comportamenti scorretti di chi crede che piccole quantita’’ di olio lubrificante disperse nell’ambiente provochino poco inquinamento”. Delle 431.000 tonnellate di olio lubrificante che sono state immesse al consumo in Italia nel 2011, il Consorzio ha raccolto 189.268 tonnellate di oli usati, oltre il 95% del potenziale raccoglibile. Nel Lazio il COOU ha recuperato 10.916 tonnellate di olio lubrificante usato: 6.948 nella provincia di Roma, 1.519 a Latina, 1.461 a Frosinone, 719 a Viterbo e 269 a Rieti.
 
 
 
 
Il giudizio di Legambiente viene dato in base ai risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche (sono presi come riferimento i valori limite per la balneazione indicati dal Decreto Legislativo del 31 marzo 2010 nell’allegato A) e secondo i seguenti criteri
 
- INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 500 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1.000 ufc/100ml
 
- FORTEMENTE INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 1.000 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2.000 ufc/100ml
 
Il monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che effettuano le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilita’’).
 
I progetti a bordo di Goletta dei Laghi
Sos Goletta
E’ il servizio messo a disposizione dei cittadini per segnalare tubature che scaricano in mare, o nei laghi, liquidi o sostanze sospette in acqua, tratti di mare o di lago dal colore e dall’odore sgradevoli. Per fare una segnalazione basta inviare una breve descrizione della situazione, l’indirizzo e le indicazioni utili per individuare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata e un recapito telefonico. Gli SOS si possono inviare via mail, all’indirizzo sosgoletta@legambiente.it o tramite sms e mms al numero 346.007.4114
 
Living Lakes
Promuovere la protezione e lo sviluppo degli habitat naturali, salvaguardare la loro varia flora e fauna, aumentare la conoscenza e il livello di sensibilita’’ nei confronti degli ecosistemi delle aree lacustri e sviluppare in modo sostenibile il turismo e le economie locali. Questi gli obiettivi della rete italiana di Living Lakes, presieduta da Legambiente, che comprende ad oggi 3 associazioni e 10 tra i maggiori laghi italiani. Living Lakes e Goletta dei Laghi viaggeranno insieme per promuovere iniziative ed eventi mirati a diffondere e valorizzare sempre di piu’ la tutela del nostro patrimonio lacustre. http://www.livinglakesitalia.it/
 
Sostieni la Goletta dei Laghi!
Da quest’anno hai la possibilita’’ anche tu di diventare supporter della campagna acquistando la t-shirt ufficiale dell’equipaggio. La puoi trovare durante le iniziative della Goletta dei laghi o direttamente online al bazar di legambiente.
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 13/10/2012 @ 18:11:34, in ITINERARI, linkato 4696 volte)
LAGO DI ENDINE IN PROVINCIA DI BERGAMO
 
Il lago di Endine e’ un lago della Provincia di Bergamo di 2,1 km2. Situato a 337 m s.l.m. nella Val Cavallina, sviluppa un perimetro di circa 14 chilometri ed e’ diviso tra i comuni di Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico e Spinone al Lago.
Il lago di Endine, provincia di Bergamo si trova in Val Cavallina. Si raggiunge facilmente da Lovere e da Riva di Solto, o in senso inverso da Casazza, percorrendo la Strada statale 42 del Tonale e della Mendola che lo costeggia lungo tutta la sua sponda occidentale. Il lago occupa la parte centrale della valle, donandole caratteristiche peculiari tra cui una variegata flora spontanea. Con una forma allungata, il lago e’ situato a 340 metri di altitudine ed e’ alimentato, com’e’ tipico dei bacini montani, da numerosi torrenti che scendono dai monti circostanti e ha un unico emissario, il Cherio, che scorre poi nella pianura per andare a confluire nell’Oglio.
Il lago, incassato nella stretta valle tra alti rilievi, ha conservato pressoche’ intatto l’ambiente naturale classificato in un primo tempo zona di "rilevante interesse ambientale" dalla Regione Lombardia, successivamente Parco e come tale soggetto a tutela.
Le rive alternano fitti canneti, luogo di riproduzione della ricca fauna ittica e rifugio per la fauna avicola, a piccole spiagge molto frequentate nei fine settimana dai turisti che vi possono consumare la colazione al sacco in aree appositamente attrezzate.
Le acque, sufficientemente limpide, tendono ad un caratteristico colore verde scuro. Sulla sponda occidentale, oltre la strada statale 42, il territorio e’ intensamente antropizzato, soprattutto nel settore inferiore; la sponda orientale meno soleggiata, per contro, presenta pochi abitati.
Il perimetro del lago e’ totalmente percorribile, essendo affiancato sul lato est dalla strada che collega Monasterolo del Castello a Endine Gaiano. Qualche chilometro a nord-est di quest’ultimo centro si incontra un altro minuscolo specchio d’acqua, il lago di Gaiano, lungo non piu’ di 200 metri e largo 100, molto rinomato per la pesca al luccio.
L'abitato e il territorio circostante non presentano sopravvivenze monumentali di grande rilievo a parte il castello medievale dei Suardi situato a Bianzano, da cui si potevano controllare i traffici sul lago. Vi si praticano gli sport d’acqua (vela, windsurf, canoa e canottaggio), e la pesca.
Non e’ consentito il campeggio libero, ne’ l'uso di barche a motore.
Antiche mulattiere da Endine Gaiano e dalla riva destra salgono sino a Ranzanico e da qui a Bianzano. I piccoli paesi rivieraschi hanno chiesette ricche di opere d’arte.
Nei giorni piu’ freddi dell'inverno il lago si ricopre di uno strato di ghiaccio e si può percorrere a piedi e in alcuni punti con i pattini o in bicicletta (per quanto vietato dai regolamenti comunali per motivi di sicurezza). La percorribilita’ invernale del lago ghiacciato era sfruttata fino al XIX secolo per raggiungere da Monasterolo la riva occidentale, attraverso il punto piu’ stretto del lago, la’ dove il promontorio di Monasterolo, tenuto a parco pubblico, si protende verso Spinone.
Fino a qualche decennio fa era tradizione attendere che, al formarsi della crosta di ghiaccio, il parroco di Endine benedicesse la stessa prima che qualcuno osasse avventurarvisi sopra. Pare che la Curia abbia sconsigliato il parroco dell'assumersi le responsabilita’ connesse a tale azione e, di conseguenza, la cerimonia della benedizione del ghiaccio e’ stata abolita.
Il Lago di Endine e’' il luogo ideale per una vacanza all'insegna del relax e svago. Lungo la costa si scoprono spiaggette alberate ed angoli di natura incontaminata. Molti i ristoranti direttamente sul lago che vi aspettano con cortesia per farvi assaporare i piatti tipici della zona. Si possono noleggiare pedalò, canoe, barche per una tranquilla giornata nel meraviglioso lago. Questo luogo, dall' atmosfera magica trasmette ai visitatori serenita’ e conferisce un clima vacanziero fatto di cose semplici. Si raggiunge facilmente da Lovere e da Riva di Solto.Si colloca in una delle piu’ belle valli bergamasche: La Valle Cavallina.Il lago di Endine occupa la parte centrale della valle donandole caratteristiche peculiari.La superficie del lago e’ piu’ modesta rispetto a quella del lago d’Iseo ( 2,34 Km quadrati).E’ alimentato dalle acque provenienti dal monte Boario e da altri corsi minori.Abbondano nel lago le seguenti specie di pesci: Luccio, Savetta, Cavedano, Scardola, Persico, Carassio, Persico sole, Trotto, Persico trota, Carpa, Tinca, Lucioperca, Alborella, Ghiozzo. Le localita’ da visitare del lago di Endine sono: Monasterolo, Endine, Spinone al lago, San Felice al lago, Ranzanico. Monasterolo e’ uno dei centri piu’ frequentati del lago, soprattutto nel periodo estivo. Interessante e’, infatti , il centro storico medievale che si adagia fino alla riva. Un sito da visitare e’ il Castello Medievale con il suo bellissimo giardino dove si trovano numerose essenze dai colori vivaci. All’interno del castello nel ‘600 fu edificata una chiesetta e dedicata a S. Anna. Il Spinone al lago gode di buona posizione: il nucleo antico si trova un poco monte del lago e presenta una bella architettura romanica, come la chiesa di S.Pietro in Vincoli, probabilmente uno degli edifici religiosi piu’ antichi della valle. Anche a Spinone vi era una castello ma fu abbattuto nel secolo XV. Interessanti escursioni regaleranno al visitatore splendidi scorci su tutto il lago.L’abitato di Ranzanico si trova ad una quota di 520 metri; il centro antico conserva i resti della fortificazione (la torre sulla piazza)
 
LUOGHI NELLE VICINANZE DA VISITARE
Monasterolo del Castello deve il suo nome ad un antico monastero benedettino. Ospita inoltre un castello trecentesco posto sopra una collinetta e quasi nascosto allo sguardo dal folto parco che lo circonda.
Sito del comune di Monasterolo del Castello
 
Spinone al Lago, sorto in epoca post-romanica e posto in riva al lago di Endine, e’ noto per le fonti termali di San Carlo alle quali si narra si sia ristorato San Carlo Borromeo durante una sua visita nel 1575. Ancora oggi si può bere l'acqua alla "Fonte spinosa" nella Valle del Tuf. Spinone ospita la chiesetta di San Pietro (XI secolo) tutta in pietra viva e circondata da cedri e cipressi, e’ l’unico esempio di architettura romanica sul lago di Endine.
Sito del comune di Spinone del Lago
 
La Valle del Freddo: in alta Val Cavallina, subito dopo il laghetto di Gaiano, la Valle del Freddo, conosciuta anche come Valle del Diavolo, e’ forse il fenomeno naturale piu’ interessante e singolare dell’intero territorio bergamasco per via del suo particolare microclima. In questa localita’, posta a soli 360 metri di altitudine, cresce infatti un’ampia varieta’ di flora di norma rintracciabile solo a quote superiori a 1500 metri. Tutto ciò avviene perche’ nel terreno si generano correnti d’aria a temperatura bassissima (2-4 gradi) che fuoriescono da una serie di buche poste nel fondo della valletta e consentono la sopravvivenza, anche durante l'estate, della vegetazione alpina tra cui la stella alpina. La Valle del Freddo e’ un parco visitabile nei mesi di maggio, giugno e luglio.
 
FAUNA ITTICA PRESENTE NEL LAGO
Alborella, Anguilla, Carassio, Carpa, Cavedano, Cobite, Ghiozzo, Luccio, Lucioperca, Persico, Persico sole, Persico trota, Rodeo amaro, Savetta, Scardola, Siluro, Tinca, Triotto, Vairone
 
CARPFISHING AL LAGO DI ENDINE
Regolamento per l’esercizio del Carp fishing con attendamento sulle rive del lago di Endine e
individuazione delle aree idonee.
Sono individuate sul territorio dei rispettivi comuni le postazioni ritenute idonee per l’attendamento
dell’attivita’ di Carp fishing come da cartografia allegata con numerazione progressiva da 1 a 17 e
opportunamente segnalate con apposita cartellonistica.
Non e’ consentito attendarsi e successivamente richiedere l’autorizzazione.
Ogni pescatore prima di esercitare la pesca alla carpa da postazione fissa con attendamento deve
munirsi con congruo anticipo di autorizzazione rilasciata dal comune di competenza.
L’autorizzazione all’attendamento e’ personale e non cedibile a nessun titolo, il titolare
dell’autorizzazione deve essere presente in loco.
Possono essere fatte al massimo n. 4 richieste annue sulla medesima postazione dalla medesima
persona.
La rinuncia all’occupazione deve essere tempestivamente comunicata al comune interessato
I moduli per la richiesta di attendamento possono essere ritirati presso gli uffici dei rispettivi
comuni:
Comune di Endine Gaiano
Via F. Nullo, 2 -24060 Endine Gaiano (BG), tel. 035/825005 – 035 826208 fax. 035/827221
Comune di Monasterolo del Castello
Piazza Papa Giov.XXIII, 5 -24060 Monasterolo del Castello (BG), tel. 035/814515 fax.035/814526
Comune di Ranzanico
Piazza Caduti, 1- 24060 Ranzanico (BG), tel. 035/829022 fax. 035/829268
Comune di Spinone al Lago
Via G. Verdi, 17- 24060 Spinone al Lago (BG), tel. 035/810051 fax. 035/811345
Comunita’ Montana Val Cavallina
Via Don Luigi Zinetti, 1 -24060 Casazza (BG), tel. 035/810640 fax. 035/811536
presso la Casa del Pescatore a Monasterolo tel. 035/814741
presso il negozio “Tutto pesca” di Ranzanico tel. e fax. 035/819365
 
Sito da cui si puo’ eseguire il download del modulo per l’autorizzazione
 
 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 12/10/2012 @ 19:58:05, in SPINNING, linkato 4396 volte)
APPUNTI DI PESCA AL LUCCIO A SPINNING
Articolo di Andrea Monari
In coda all’articolo considerazioni di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Il luccio, qui da noi, e’ purtroppo un pesce abbastanza raro a differenza di qualche decennio fa, in cui era presente un po’ovunque; pochi sono gli spot in cui e’ ancora possibile insidiarlo con successo e chi decide di addentrarsi nell’impresa, deve innanzitutto possedere una discreta dose di costanza e determinazione, i cappotti infatti sono un’eventualita’ tutt’altro che remota. Dato che con l’avanzare dell’autunno la stagione per questo tipo di pesca entra sempre piu’ nel suo culmine, decido di passare un pomeriggio insieme alla mia fidata canna da spinning, optando per una pescata molto itinerante e con l’intenzione di sondare alcuni spot potenzialmente interessanti. Decido di impostare l’intera sessione su due sole esche:
La prima e’ uno spinnerbait, esca di reazione per eccellenza, che ho provveduto a modificare con l’inserimento di un secondo gonnellino e di un trailer hook sul quale ho innescato un grosso grub bianco, la utilizzero’ nei punti in cui la vegetazione e’ maggiormente infrascata e per sondare gli strati d’acqua piu’ profondi; la seconda esca e’ invece un minnow galleggiante di medie dimensioni di una marca della grossa distribuzione, esca economica ma con un’azione di nuoto davvero bella, anche con il cavetto d’acciaio, elemento assolutamente indispensabile quando si va per lucci.
Proprio con quest’ultima, mentre recupero nel sottoriva, avverto un attacco, ferrata immediata e dopo un breve ma intenso combattimento ecco che questo esemplare ad occhio vicino agli 80 cm posa per la foto ricordo, gentilmente scattatami da un passante, prima di tornare nel suo ambiente con tutte le cure del caso:
Il tempo di riprendere in mano il minnow e mi rendo immediatamente conto di essere un po’sottodimensionato per questo tipo di pesca, uno split ring infatti, con relativa ancoretta, si e’ completamente sfilato mentre l’altro ha fortunatamente tenuto nonostante un’evidente deformazione:
Questa volta e’ andata bene, probabilmente anche la canna abbastanza elastica ha fatto la sua parte, permettendomi di portare a riva il pesce, ma la forza che questi dentati predatori sono in grado di sprigionare e’ davvero notevole, e pensare che si tratta di un bell’esemplare ma non certo di un “big” over metro! Comunque, gia’ dalla prossima uscita non solo provvedero’ a sostituire tutti gli split ring con altri piu’ robusti, ma rinforzero’ anche il sistema trecciato-cavetto, 60-90 lbs puo’ ad esempio essere un buon abbinamento perche’ bisogna essere in grado di poter forzare il combattimento anche in caso di esemplari di taglia, sia per evitare che il pesce possa venire a contatto con qualche ostacolo che per scongiurare un’eccessiva produzione di acido lattico, che gli puo’ essere addirittura fatale.
Dato che il luccio si tratta di una specie a rischio, e’ auspicabile la massima protezione dei pochi che rimangono, vado ora a fornire qualche utile accorgimento per fare un buon catch and release: oltre a tenerlo fuori dall’acqua il meno possibile e’ opportuno evitare di tirarlo in verticale o infilare le dita nelle branchie, ma solleviamo il pesce con entrambe le mani, esso infatti e’ “abituato” ad essere sorretto dal peso specifico dell’acqua e un comportamento sbagliato del pescatore puo’ essergli fatale, se non nell’immediatezza nel giro di qualche giorno. Per slamarlo senza venire a contatto con i numerosi ed affilatissimi denti di cui e’ dotato, ci saranno di aiuto un paio di pinze a becchi lunghi e dei tronchesi per tagliare l’ancoretta senza esitazione nel caso l’operazione dovesse risultare difficile, la punta che rimane infatti si degradera’ in breve tempo e verra’ espulsa, se poi avremo schiacciato l’ardiglione sia alle ancorette che agli ami singoli (a seconda del tipo di esche e dei regolamenti in vigore) cio’ sara’ ancora piu’ semplice.
Personalmente, credo che l’informazione in questo senso non sia mai troppa!
In bocca al luccio, la caccia all’esemplare da metro continua!!!!
 
Articolo di Andrea Monari
 
Considerazioni di Mauro Maccagnani [sipadan]
Ci sono un paio di considerazioni che e’ bene diffondere
Una che il cavetto non e’ l’unico punto da guardare
Il caso di Andrea (bravo e fortunato) dimostra che il punto che cede e’ il piu’ debole della catena
La catena e’ fatta dal mulinello, dal filo, dalla canna, dal cavetto, dall’esca e dagli split ring e dalle ancorette
Esche “low cost” non vanno necessariamente male, anzi molte della grande distribuzione sono ottime ma spesso hanno split ring e ancorette mediocri che se su un cavedano da 30 cm non fanno danni su predatori belli tosti sono deboli
Sostituire gli split ring con quelli robusti stile 2x o 3x a piu’ giri e di spessore maggiorato solo raramente peggiora il nuoto.
Poi cambiare le ancorette con ancorette piu’ robuste.. ne esistono di 100 tipi e pesi, un po si va a tentativi
Non sempre le piu’ grosse e pesanti sono migliori, basta siano adeguate ai pesci
Per i nostri lucci non servono ancorette da mare stagnate spesse (in genere poco affilate…) ma ancorette robuste e basta.
Io personalmente nel 90% dei casi preferisco schiacciare gli ardiglioni per tutelare sia le mie dita che il pesce
Queste ancorette, specie quelle nate barbless, forano in maniera impressionante e piantandosi nel duro becco del luccio fanno bene il loro mestiere
Per me se slamo un luccio sull’afflosciarsi del filo o in salto ne inlamo due che con l’ardiglione non avrei inlamato, poi me la gioco tenendo la trazione.
Nb tutti usano le libbre una libbra mezzo kg all’ingrosso
Sul cavetto poco da dire:
•          termosaldato, non mi piace perche’ se solo termosaldato puo’ cedere (anche se in rarissimi casi)
se termosaldato e crimpato… non mi piace lo stesso ma e’ adeguato se da almeno 50 libbre e resta un po morbido
•          fluorocarbon del 100 crimpato, per me il non plus ultra, un po morbido ma valido e basta controllarlo spesso e sostituirlo se seghettato, tiene 70-80 libbre
•          monowire, cavetto rigido, perfetto ma rigido, almeno da 70 libbre
qui conta pure e tanto mettere girella e moschettone di adeguato libraggio, sempre sulle 70-80 libbre
nylon o trecciato, il nylon da 65 libbre sembra un boa e si avvita nell’acqua tante spire fa, meglio il trecciato, piu’ sottile e resistente.
Da almeno 50 libbre, il 65 e’ quasi uguale ed e’ meglio.
Di canna e mulinello poco da dire, se reggono bene
Potendo scegliere meglio il casting potenza da almeno 2 libbre o piu’ lunga oltre 2 metri.
 
 
 
 
 
Solo un’avvertenza: se abbiamo il sospetto ci siano lucci dobbiamo per proteggerli usare il cavetto, sempre
Poi il grosso bass mangia lo stesso, io ho bass da due etti presi con trecciato giallo da 60 libbre, fluorocarbon del 130 e moschettone gigante…….
 
Scusate se mi sono intromesso in un articolo altrui…….
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Mauro Maccagnani [sipadan]
 

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 09/10/2012 @ 18:20:03, in GARE AD INVITO, linkato 1897 volte)
RADUNO DI PESCA ALLA TROTA CON ARTIFICIALI
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Il 2 dicembre 2012 si terra’ un raduno di pesca alla trota presso il Lago Azzurro in localita’ Mancini frazione Gragnano di Sansepolcro (AR).
La manifestazione sarà organizzata dall’Associazione Sportiva Sansepolcro e il Club Black Bass & Co.
All’interno dell’articolo troverete piu’ dettagli sull’ evento
Per ottenere maggiori dettagli e conoscere alcuni dei partecipanti visitate questo link : http://autocostruzione.forumcommunity.net/?t=52557703
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 09/10/2012 @ 12:58:37, in SPINNING, linkato 1896 volte)
ATTIVITA’ ESTIVE 2012 AI LAGHI SAPABA DI PONTECCHIO, LA PESCA AL BASS E’ UN’INCOGNITA MA LA CENA NO….
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Per tutta l’estate del 2012 presso i laghi Sapaba a gestione Fipsas e’ stato possibile pescare i bass nel lago 2 a prezzo “politico” comprensivo, per chi voleva, di pizza e bere.
 
 
 
E talvolta invece della pizza c’era una bella grigliata preparata dai due artisti della griglia Marco Ginghini e Claudio Sielli.
L’iniziativa, aperta a tutti, era mirata anche a chi volesse imparare la pesca al bass da zero, infatti tra i presenti c’era sempre qualcuno disponibile a illustrare i principi di pesca dal vivo, sia che ci si rivolgesse a ragazzi che ad adulti.
 
 
 
Un sincero grazie a Roberto Rondinini, un vero campione del bass fishing, che e’ stato molto spesso presente e ha dispensato tanti consigli.
Il GPO Imolese Tubertini ha curato l’organizzazione in genere tramite Mirco Finocchi e Giuseppe Stagni , spesso aiutati anche dal presidentissimo Fabrizio Rizzati.
Il negozio di Mr Fish di Bologna ha fatto spesso da punto d’incontro e cassa di risonanza dell’evento.
Purtroppo l’estate calda e una non proprio ottimale presenza dei bass non hanno regalato grandi catture; il lago 2 non e’ il massimo come struttura per bass mentre il lago 1 era purtroppo in “secca” causa siccita’ e i non ottimali lavori sul grande lago a fianco.
Ma se sui bass ci sono margini di miglioramento (io resto dell’opinione che una gestione economicamente sostenibile deve offrire anche immissioni di pesce, in base ai ricavi) sul resto si e’ sfiorata la gestione ottimale.
 
 
 
Con pochi euro si mangiava la pizza, si beveva, si pescava e si lasciava (e quasi tutti l’hanno fatto spontaneamente) un piccolo “obolo” a favore del lago (del comprensorio) per future immissioni.
Il tutto organizzata volontariamente da chi sacrificando tempo alla pesca ordinava la pizza, gestiva le ordinazioni, preparava il bere in fresco, incassava…. Cui va un grazie di cuore quindi.
Queste sono le colonne, magari poco visibili, che tengono su il bass fishing a livello di base e che forse consentono l’espansione del movimento ai neofiti e ai giovani.
Senza chi investe tempo purtroppo l’ormai cronica scarsita’ di bass a Bologna (ancora non tutelati da leggi), spesso in cave non accessibili aveva sezionato i pescatori di bass tra gli agonisti e chi dopo due tre uscite a vuoto non insisteva in questa pesca veramente meravigliosa.
Le serate ai Sapaba sono un tentativo per incrementare la base e spesso sono state premiate da partecipazione di ragazzi che sono “il futuro”
E spesso con catture migliori che i veri o presunti professionisti.
Speriamo che questa iniziativa si possa ripetere in futuro, magari con qualche immissione visto che qualche fondo e’ stato raccolto oltre ai costi vivi dei ticket del lago, si e’ data visibilita’ alla struttura, si e’ fatto un minimo di controllo sociale il giovedi’ sera (spesso oltre 20 persone), si e’ diffusa la pesca specie verso i giovani.
Di piu’ era difficile fare  con le condizioni ambientali.
Certo che magari nel 2013 magari avremo accesso all’illuminazione del lago, una migliore soluzione per avere piu’ luce per mangiare e magari organizzare una o due grigliate, magari poter fare serate anche teoriche a tema con proiettore e allora si potra’ fare ancora di piu’.
Un appuntamento al 2013 col tepore estivo e in bocca al bass
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 08/10/2012 @ 20:08:48, in SPINNING, linkato 2361 volte)
CAMPIONATO PROVINCIALE INDIVIDUALE DI BOLOGNA SPINNING IN TORRENTE 7 OTTOBRE 2012 TORRENTE SILLA
 
All'interno dell'articolo troverete le classifiche delle 2 prove del Provinciale Individuale di Bologna Spinning in Torrente 2012. Troverete anche l'articolo dedicato scritto dal nostro Mauro Maccagnani [sipadan]
Le due prove si sono svolte la mattina e il pomeriggio del 7 ottobre 2012 nel torrente Bolognese Silla
 
Primo provinciale di Bologna di pesca a spinning nel torrente Silla
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Visto che era il caso di farlo.. e grazie alla buona volonta’ di qualcuno ci troviamo in 9 a Silla per un campionato alla trota in torrente.
Un grande GRAZIE alle Lontre che non solo l’hanno organizzato ma che hanno pure vivacizzato il campionato con 7 pescatori su 9, uno forse non era delle Lontre ma era semicostretto dagli amici.
Da Bologna per questa volta siamo solo in 2, io e Emanuele Iacovone della FIPSAS.
Il grande sforzo organizzativo comincia con la grandiosa dissimulazione, leggo il regolamento e leggo trote fario.
Da mega esperto che sono <se ci credete ve ne racconto una peggio> prendo le esche da trote fario…
poi studio dove ripopolano e approfondisco il luogo con google maps, google earth, servizi segreti e telefonate in loco.. poi andiamo in un posto diverso.
A questo punto con una mezza levataccia (il giorno prima mi ero fatto un paio di km di torrente con due o tre belle trote) sono poco prima delle 8 a Silla, e imparo che volevano iniziare alle 8..
Aspettiamo Emanuele, un caffe’, vediamo partire la formula 1 ( : - ) ) e via verso il torrente.
Visto che qualche bracconiere locale c’e’ (o il sospetto ci possa essere) il fiume e’ presidiato dalla polizia provinciale.
Tra raduno e sorteggio sono tutti inesperti, io scherzi a parte mi sono fatto istruire da Loris Ferrari che ha visto qualche gara e che mi fornisce un po di gomma da mondiali e campionati italiani.
Emanuele ne sa come me, i locali narrano di avere fatto una gara, di avere comprato le canne da spinning ieri, alcuni chiedono come e’ fatta una trota..
In realta’ la gara e’ semplice da capire in pochi, le trote sono in un tratto di fiume, si sorteggia, uno alla volta si va in pesca dove si vuole nel campo gara che sara’ 500 metri.
Le attrezzature non sono da “pro”, le gare in belly vedono attrezzi piu’ specifici, numerosi, vari e costosi.
Qui si va da 1 a 2 canne, lunghe fino a 2,70 e serve solo classe, non megacanne o megamulinelli, anzi qui serve roba facile che non faccia casini, per lo piu’ nylon piuttosto che trecciato
Io ho una 210, una 240 e una 180, pesco con la mia fida 210, con trecciatino
In gara 1 sono sorteggiato per primo, faccio 3 metri e occupo la piana sotto il via (alla fine ci staremo in tre, senza disturbarci)
In 5 minuti sono tutti sul fiume, un fischio e si parte.
Le trote ci sono e tante, aggressive (all’inizio)
Quasi tutti partono con rotanti, le mangiate non mancano ma neppure le slamate.
Capisco subito che sara’ un revival della gara del Rosario, comincio a slamare (qui non rompo almeno) e forse usare i cucchiai senza ardiglione non e’ un’idea geniale.
Io perdo il pesce e gli altri cominciano a prenderne, velocissimi non sbagliano un colpo (in realta’ ne sbagliano solo meno), io avevo il guadino in macchina ma qui le trote volano a riva sollevate di peso e per fortuna non ho una canna ultralight.
In pochi minuti sono sotto, cambio cucchiaini puntando sul colore mentre qui va l’argento e la velocita’.
Dopo un po ci si sposta e calano le mangiate, incocciamo parecchie trotelle fario native sui bassi fondali (ottimo segno) e i piu’ cominciano a passare a gomma.
Io insisto a cucchiaio e ipoteco l’ultimo posto nonostante un bel girare su e giu per il campo di gara, a gomma i locali sono fortissimi, io molto meno nonostante le esche da lusso.
Non e’ banale pescare a gomma, qui una canna lunga al limite dei 270 aiuta, io credo ciecamente non fossero garisti ma sono per loro ammissione gran pescatori al tocco con la teleregolabile e aiuta.
Sanno quando e come tirare, interpretano i colpetti della canna e dirigono molto bene l’esca cosa che io non so affatto fare.
Sento i colpetti ma tiro fuori tempo se mi accorgo della mangiata.
Verso la fine la gomma diventa sempre piu’ piccole, emerge il colore, la tecnica e gia’ che ero indietro resto buon ultimo.
Fischia la fine gara, contiamo e sono ultimo con 7 trote, vinceranno con 30 o giu’ di li’.
Qui emerge l’amicizia e la gentilezza degli organizzatori, loro sono di casa ma ci hanno organizzato il pranzo e pranzano con noi (benissimo peraltro), veramente la simpatia su tutto.
Tra antipasti, tortellini, grigliata mista, dolce, caffe’ e ammazzacaffe’ a un ottimo prezzo viene stancamente l’ora della seconda gara, che sara’ a un chilometro di distanza.
Qui il fiume e’ piu’ piccolo e tutti prevedono meno prese, ma partiamo.
Sono ultimo in sorteggio, so che cucchiaini hanno prese in mattinata e …..
Va come la mattina, mangiano aggressive ma male, tante si slamano e si parte prima a gomma quindi per me scende prima il buio.
Non sono in forma smagliante e un po la pesca e’ difficile, un po il mal di schiena e gli anni pesco peggio del solito e mi fermo ogni tanto.
E non so se ero il meno giovane ma gli asltri hanno un altro fisico.
A gomma non cavo una trota a pagarla, a cucchiaio slamo e mi fermo a guardare il fine gara, in un ambiente competitivo ma amichevole.
Si pesca fianco a fianco, non mancano gli sfotto’ ma neppure i consigli, nessuno si lamenta, anzi si sorride.
A fine gara sono ultimo di nuovo (un vero fuoriclasse) con 4 trote, si vince con 40.
La solita media di 15-20 trote a testa
Chi ha vinto, non importa a nessuno in realta’
Ha vinto la pesca e un campionato che ha visto la luce e merita un futuro, si riesce pure a premiare i vincitori di gara 1 e gara 2, i secondi e altro.
Puo’ non piacere una gara in cui si uccide il pesce, ma qui davvero non si puo’ fare diversamente e il 50% delle trote resta li’.
Che auspici si possono trarre?
Di rifare la gara con piu’ iscritti, piu’ bolognesi o cittadini in genere mantenendo la simpatia e la generosita’ di chi organizza.
Poi si vince e si perde.
Magari anno prossimo da Bologna partiranno i migliori trotaioli per impensierire le lontre e gli amici, o almeno provarci.
Non ci sono quasi foto, ma o peschiamo o fotografiamo (vietato il commento che era meglio fotografare visto l’esito)
Nb a tavola “secondi a nessuno”!!!
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 

Classifica riveduta e corretta per gentile concessione di Luciano Benassi

clicca su questa scritta per scaricare il file in pdf della classifica finale riveduta e corretta

IL TORRENTE SILLA
Il Silla (Sella in dialetto bolognese) e' un importante torrente o fiume dell'alto Appennino bolognese, affluente del Reno, secondo per lunghezza (18 km) ed estensione del bacino idrografico dopo il Samoggia, ma primo per portata d'acqua (mediamente 6 m/s su base annua e 20 in primavera, ma con piene anche di oltre 200 m/s) fra i tributari di sinistra del maggior fiume emiliano.
Le sorgenti principali del Silla si trovano nel versante orientale del massiccio del Corno alle Scale e sono rappresentate da vari rami disposti a ventaglio: il fosso delle Naspe, il fosso della Rodichiaia, il fosso di Mezzo (che nasce dal passo del Cancellino) e il fosso della Capannaccia; essi, una volta confluiti, originano il rio del Casellino. L'altro ramo sorgentizio del Silla e il torrente Causso, il quale proviene dal poggio delle Ignude, nel massiccio di monte Gennaio, e lungo 5 km ed e alimentato dalla famosa sorgente o fonte dell'Uccelliera (un altro nome con cui e noto il complesso di monte Gennaio). A poca distanza verso sud dalla frazione Pianaccio del comune di Lizzano in Belvedere, il rio del Casellino da sinistra e il torrente Causso da destra danno finalmente vita al vero e proprio torrente Silla.
Scende in una valle incassata (nel primo tratto il ramo che scende dalla Punta Giorgina con diramazioni secondarie al Passo dello Stofinatoio - 1.847 m s.l.m.- percorre l'Orrido di Tanamalia lungo oltre 1,5 km) ricevendo piccoli affluenti, fra cui il Fosso dei Bagnadori, che drena il versante orientale del massiccio del monte Grande (m. 1.827), che si riuniscono, in parte al Rifugio Segavecchia, in parte presso Pianaccio, frazione di Lizzano in Belvedere. La porzione alta della valle ha aspetto decisamente alpestre: in localita Segavecchia la parete est del Corno alle Scale incombe quasi verticale per circa mille metri con la caratteristica formazione rocciosa dei Balzi dell'Ora: si tratta di una parete rocciosa di tipo alpestre che non trova riscontri in nessun'altra formazione montuosa appenninica, eccetto che nelle montagne abruzzesi.
Sotto il contrafforte boscoso, quasi a picco sul fiume, sormontato dall'abitato di Monteacuto delle Alpi, riceve da destra il rio Baricello (lungo 7 km) che, nato dal versante nord del Monte Orsigna (1555 m) con il nome di Rio Mantara, scende precipite formando numerose cascate, in una valle stretta e boscosissima, come del resto, e l'intero medio bacino del Silla.
Ha acque relativamente abbondanti in ogni stagione (ma, specie in primavera, e impressionante lo spumeggiare delle acque di scioglimento delle nevi ai piedi del contrafforte di Monteacuto delle Alpi), anche a causa dell'elevatissima piovosita (anche superiore a 3000 mm di acqua annui) della parte alta del bacino, caratterizzato, inoltre, dalla persistenza della neve in quota solitamente fino a giugno.
Uscito dalla Gola di Monteacuto delle Alpi, il fiume percorre l'ultima parte del corso volgendo verso est in una valle decisamente piu larga e caratterizzata anche dalla presenza di praterie e zone a calanco, ricevendovi piu modesti affluenti stagionali, fra i quali, da sinistra, proveniente dal Passo della Masera, il Rio Sasso (lunghezza 3,6 km e bacino di 32 km) col suo affluente Rio Quadolto che, invece, manda le sue sorgenti al passo di Salliolo, sotto il monte Grande (1531 m). Riceve anche affluenti da sinistra provenienti dal Monte Belvedere (1140 m) e dal Monte Castello (980 m) che ne contornano a nord il bacino, ma questi non possono avere l'importanza di quelli che scendono da sud, siccome provengono da zone a inferiore piovosita (solo 1300 mm di pioggia annui) e costituite da rocce argillose impermeabili, franose e soggette alla formazione di calanchi, sicche il loro contributo e avvertibile solo nelle piene.
La parte inferiore della valle e del bacino, piuttosto, e caratterizzata da importanti insediamenti industriali, sia nel settore alimentare, sia in quello meccanico, insediamenti concentrati per lo piu nella frazione di Silla del Comune di Gaggio Montano, alla confluenza del fiume nel Reno, praticamente nella piccola conurbazione di Porretta Terme.
Nel Medioevo, in localita Poggiolforato, fu scavato un canale artificiale (ora del tutto scomparso per interramento) che metteva in comunicazione il suo bacino (piu precisamente il Rio Sasso e, con ogni probabilita, il suo affluente Rio Quadolto che scorre alla minima distanza da Poggiolforato) con quello del torrente Dardagna (ramo sorgentizio del Panaro) che scende dal versante nord del Corno alle Scale, ricco d'acqua in ogni stagione, allo scopo d'incrementarne la portata, specie nella stagione estiva, ed aumentare, in tal modo, quella del Reno, consentendovi la fluitazione del legname (utilizzato in quel tempo anche a scopo edilizio) dai folti boschi dell'alto Appennino, fino alla chiusa di Casalecchio, sul Reno, e di qui fino nel centro di Bologna per mezzo del Canale di Reno.
Articolo sul torrente Silla estratto da Vikipedia
 
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