GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Mattia Guadagnini con un Big Bass catturato a dicembre 2011 nel Naviglio Brenta... di Admin G.P.O.
 
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Non c'è obiettivo più entusiasmante di quello di avviare l'era del ripristino, ricreando la magnifica diversità della vita che ancora ci circonda

Edward O. Wilson, "The Diversity of Life", 1992
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di Admin G.P.O. (del 30/09/2012 @ 20:19:46, in CURIOSITA', linkato 8147 volte)
COSTRUIRE E MODIFICARE CANNE DA SPINNING E DA CASTING
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Non sempre troviamo la canna che fa per noi o la canna che troviamo non ci soddisfa appieno.
Di norma ci sono due grossi filoni:
1)    non troviamo proprio la canna che vogliamo
2)    la canna ci soddisfa ma ha difettucci per adattarsi a noi, al nostro modo di pescare
 
il caso (1) ha poche soluzioni, solo se sappiamo benissimo che fare e conosciamo i grezzi delle camme lo possiamo “risolvere”.
E sempre per canne abbastanza “standard”, avventurarsi in canne estreme e’ quasi impossibile salvo rischiare clamorosi insuccessi.
Si risolve comprando (in genere) negli USA un grezzo e nel montarselo o farselo montare.
Peccato che spesso ormai le spedizioni dagli USA costino piu’ della meta’ del costo del materiale.
Se decidiamo di fidarci di ottimi artigiani, o meglio artisti, come da Paolo del negozio l’Hobby di Faenza, montando componentistica abbastanza standard siamo certi che avremo un attrezzo pari a uno commerciale come qualita’ con le rifiniture e i colori che desideriamo.
Per esempio si fa se si cerca una canna molto simile a una nota non piu’ in produzione o non piu’ reperibile di cui si sia certi che il grezzo sia MOLTO simile.
In passato si comprava a prezzi bassi in USA (sito Mudhole su tutti) e talvolta certe canne conveniva addirittura comprarle con questo metodo.
Nulla vieta di comprare (con tutte le difficolta’ di interpretare le misure in pollici e gli ingombri “sulla carta”) anche la componentistica per avere canne completamente custom.
Qui spesso gli accessori, ovvero il complesso placca, manico, ornamenti e soprattutto gli anelli, costano ben piu’ della canna.
Anche qui esistono kit predefiniti che tolgono molti problemi e vie del tutto originali.
Anche qui ovviamente i passanti (gli anelli) vanno scelti in base a criteri noti (per es. il Fuji concept) e possibilmente omogenei.
Le differenze tra una stessa canna anellata in modo ottimale e anellata male o solo fantasiosamente sono abissali, si va da canne meravigliose a canne poco utilizzabili anche assumendo che la canna sia montata come richiesto quindi o “in spina” o “contro spina” scegliendo la parte della canna piu’ o meno rigida in base alla costruzione del grezzo stesso.
Ovvio che montaggi fuori spina di norma siano scadenti, salvo alcuni montaggi a spirale adottati in poche canne da casting.
Io fortunatamente possiedo una canna da salmoni (gia’ usata!!e con successo) montata a regola d’arte artigianalmente con manico in legno naturale e sughero superiore.
E’ il regalo di un amico e oltre a essere bellissima lavora meglio del corrispondente prodotto commerciale.
Altro caso e’ un cannino montato sempre dallo stesso amico, da pochi dollari, che con passanti  “standard” era poco reattivo e che l’intuito del mio amico ha reso eccellente montando un set di passanti leggerissimi, monoponte in titanio (non poco costosi… ma i passanti durano piu’ della canna).
A volta anche l’alleggerimento di pochi passanti si sente, mettendo in cima i passanti ultraleggeri.
A parte questi casi, non troppo comuni, restano le “personalizzazioni” di canne commerciali.
Ovvero la canna in se ci soddisfa ma ha:
1.    manico corto
2.    manico lungo
3.    manico grosso
4.    manico nel posto per noi sbagliato
5.    canna troppo lunga/corta/morbida
 
una canna troppo morbida, accettando qualche rischio, si indurisce (non sempre in modo perfetto) accorciandola in genere dalla cima ed eventualmente ritoccando la passantatura.
Con le moderne colle epossidiche spostare un manico e’ un’impresa che forse non vale piu’ la pena di affrontare, meglio giocare su allungare o accorciare il manico.
Anche il caso di manico grosso si affronta limando ad hoc l’esistente, e non e’ troppo difficile, , se il manico e’ troppo sottile in genere c’e’ poco da fare.
Accorciare il manico
Questo intervento serve spesso se siamo molto bassi (quindi il manico standard, che va bene a molti, ci risulta troppo lungo) o se l’attrezzo che ci piace e’ dimensionato in modo eccessivo, per veri giganti.
Certe canne americane sulla pezzatura da 7 piedi hanno manici grossi e lunghissimi, per persone over due metri sono adatte, per l’italiano medio un po meno.
L’operazione qui e’ concettualmente facile, si taglia un pezzo di manico (non con una sega da fare legna, meglio con una fresa da trapano ad alta velocita’ o una sega da ferro) , si rimette incollando con l’epossidica il tappo e ci siamo.
Che difficolta’ incontrero’? Che avro’ una canna con maggior peso in testa avendo tolto peso dal fondo, col mulinello piu’ indietro e con meno spazio per l’uso a due mani, quindi una bilanciatura differente.
Magari dovro’ bilanciare la canna con un mulinello differente, visto che a voler essere raffinati non si bilancia la canna ma il complesso canna piu’ mulinello.
Mulinelli estremamente validi passano da 200 a 330-400 grammi sulla stessa taglia (2500-3000) e la differenza non e’ da ridere per il bilanciamento.
Io amo e uso mulinelli leggerissimi e questo spesso complica non poco il bilanciamento di canne lunghe.
Allungare la canna
Questo capita quando abbiamo canne col calcio corto, di norma definite da belly o da barca…
Io credo che in questi casi prima di stravolgere la canna sia da chiedersi come mai sui e’ comprato quell’attrezzo se non ci soddisfa..
Io ho allungato due o tre canne, un paio comprate d’occasione e una perche’ non acquisibile se non con quel calcio.
Infatti molte case offrono diversi calci sulla stessa canna.
Per allungare il processo e’ un po piu’ complesso, si deve sempre segare la canna, infilare un perno all’interno della canna, incollare il tutto dopo aver costruito sul perno il nuovo fondo della canna, gestire i giochi e incollare.
Di norma il perno e’ un pezzo di legno duro cartato per portarlo conico o un pezzo di canna di scarto, infilato per qualche cm.
Il calcio in aggiunta si costruisce di solito con  tappi di sughero (che raccomando di ottima qualita’) forati nel centro, incollati con colla bicomponente e infine incollati  al manico esistente.
Il tutto con calma e fissando i pezzi per avere un manico perfettamente in asse.
Ovvio che questo alleggerira’ la punta della canna e bilancera’ verso il manico.
Si puo’ fare, ma personalmente non mi piacem, anche un bilanciamento piu’ estremo in caso di allungamento o accorciamento del manico mettendoci dei pesi ad hoc ma credo che questo renda la canna meno reattiva, magari piu’ bilanciata ma meno reattiva.
Do per scontato che cambiare i passanti sia piu’ comodo e con maggior resa estetica se fatto da competenti, tanto in negozio per comprare il passante bisogna andarci.
Ultimo intervento alla portata di molti, specie se dotati di pazienza, attaccare l’anellino portaesca dove manca nella canna.
Su internet si trovano facilmente le indicazioni e magari ci si accontenta di legarlo con ottimo cotone o uno spezzone di trecciato.
La differenza rispetto ai passanti e’ che si puo’ accettare per l’anellino porta esche una legatura non perfetta e magari non usare una resina bicomponente ma attack o verificatore per parquet.
Inoltre un errore di allineamento sarebbe accettabile mentre per i passanti non lo e’.
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 

 
 
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Di Admin G.P.O. (del 29/09/2012 @ 21:21:08, in PESCA AL COLPO, linkato 1300 volte)
IL GRANDISSIMO 2012 DI GIOVANNI BOTTAZZI
Articolo di Angelo Borgatti
 
Credo che il 2012 sara’ un anno che Giovanni Bottazzi ricordera’ certamente!
Il portacolori della Boretto Po Tubertini, infatti, dopo i successi locali e lo splendido Titolo italiano individuale Disabili conquistato a Peschiera nel giugno scorso, ha recentemente attaccato alla propria bacheca personale anche il bronzo a squadre e il fantastico argento individuale vinti al Mondiale Disabili svoltosi agli inizi di agosto a Coimbra, in Portogallo, sul Rio Mondego.
Giovanni ha disputato due splendide prove, contribuendo in maniera determinante al bronzo a squadre.
E’ innegabile che, alla luce dei risultati finali, rimanga in bocca qualche traccia di amaro per l’occasione sfuggita di un risultato ancora migliore, ma l’esperienza ci insegna che, oltre alla “fame”di successi, i campioni debbono avere anche le indispensabili doti della sportivita’ e dell’accettazione del risultato conseguito sul campo, anche in virtu’ del valore degli avversari. 
Certo che dopo la prima prova, con la Nazionale azzurra seconda dietro i padroni di casa ed il nostro Giovanni Bottazzi che realizza l’assoluto con oltre 5000 punti di bogas, un pensierino di en plein ce lo avevamo proprio fatto, lo confesso!
Purtroppo la gara di domenica si e’ rivelata ulteriormente difficile per gli Azzurri ed anche le altre nazionali hanno messo a punto tutti i particolari per migliorarsi, soprattutto i tedeschi, che riescono a precederci in graduatoria generale per una sola penalita’, 23 a 24, mentre i portoghesi, logicamente, sfruttano appieno la perfetta conoscenza del fiume di casa e vincono l’oro a squadre.
A livello individuale il rammarico e’ ancora maggiore, dal momento che Bottazzi, forte dell’assoluto del sabato, deve cedere per una incollatura l’oro individuale al portoghese Marques, beniamino di casa e fortissimo nella pesca delle bogas, la nostra lasca, che qui raggiunge taglie considerevoli e che noi non peschiamo mai a livello agonistico.
Nella gara della domenica il parmense alla corte del Presidente Zanichelli, della Boretto Po Tubertini, e’ stato sorteggiato proprio al fianco di Marques e si e’ consumata una sfida al cardiopalma sul filo dell’ultima bogas. I due terminano entrambi con oltre 5000 punti, un punteggio stratosferico con questi pesci e su questo campo di gara, estremamente tecnico e difficile, che richiede notevoli doti di concentrazione e precisione di pesca e pasturazione. Purtroppo Bottazzi la domenica non e’ riuscito a ripetersi e si e’ dovuto “accontentare” del secondo di settore e della medaglia d’argento individuale, distanziato dal lusitano di sole 11 bogas e con un peso per entrambi oltre i 10.200 punti complessivi!
 
Dalle parole di Giovanni il racconto della settimana portoghese:
 “E’ stata comunque una esperienza molto bella e voglio ringraziare tutti i componenti della spedizione, dai miei compagni di squadra al C.T. Neri, ai nostri accompagnatori e a tutto lo staff federale, che non ci ha fatto mancare nulla.
Il Rio Mondego lo conoscevo gia’ per averci disputato il Mondiale qualche anno fa. Si e’ confermato un fiume difficile, con dei pesci, le bogas, che vanno pescate con grande precisione a filo fondo, esclusivamente a ver de vase, e pasturate continuamente e con grande precisione.
Sono contento del mio Mondiale, arrivare a ridosso del campione locale pescando i suoi pesci credo sia un buon risultato, quindi…”
 
Vuoi raccontarmi con quali materiali Tubertini ha conquistato le tue due medaglie mondiali?
 “Ti confermo che questa e’ stata una di quelle competizioni in cui le attrezzature sono state veramente un asso nella manica per avere un buon risultato. Iniziando dalla EVOLA 9000, la mia roubaisienne, che con la sua leggerezza e bilanciatura e’ stata una compagna perfetta in una pesca in cui prontezza, leggerezza e precisione sono determinanti.
Anche i galleggianti che ho usato, i nuovi PRO 109, hanno fatto appieno il loro dovere nella corrente del Rio Mondego, che spesso aveva degli sbalzi di intensita’ e il cui letto ricco di erbe va letto alla perfezione per pescare nei corridoi liberi.
Le mie lenze ed i miei terminali li ho realizzati con il collaudatissimo Piu’Piu’ mentre gli ami che usato sono stati quelli della Serie 18 Pink nelle misure dal 20 al 24. Voglio ringraziare lo sponsor Tubertini per l’appoggio tecnico che mi ha fornito anche in questa occasione oltre a quanto fa per la mia Societa’, la Boretto Po.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
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Di Admin G.P.O. (del 29/09/2012 @ 21:05:56, in PESCA AL COLPO, linkato 1433 volte)
STEFANO BOCCAZZI VINCE IL GARONE NELLA FIUMA
Articolo di Angelo Borgatti
 
Il reggiano Stefano Boccazzi, della Boretto Po Tubertini, ha iscritto il proprio nome nell’albo d’oro di questa bella manifestazione ferragostana organizzata dalla medesima societa’ della bassa reggiana.
Il Sodalizio del Presidente Andrea Zanichelli, sempre attivissimo ed uno degli artefici, assieme al mitico “Carpein”, degli importanti lavori di recupero della Fiuma, ha messo in campo anche quest’anno una perfetta organizzazione per questa gara di due giornate che richiama sulle sponde del canale reggiano tanti bei nomi dell’agonismo nazionale come Ferruccio Gabba, Simone Carraro, Gianluigi Sorti, il C.T. della Nazionale Rudy Frigieri ed ancora Marco Manni, Maurizio Fedeli, Bruni ecc.
La concomitanza poi con la prossima gara dell’Eccellenza Nord ha ulteriormente caricato di significati agonistici l’evento andato in scena il 18/19 agosto, richiamando sulle sponde della Fiuma Mandria vecchia anche un discreto pubblico di appassionati che hanno cercato di carpire qualche segreto ai tanti campioni presenti.
La Fiuma si e’ dimostrata assai generosa con chi l’ha saputa interpretare in maniera adeguata, infatti la totalita’ dei settori sono stati vinti nei due giorni di gare sempre con oltre 8.000 punti!
Tra tanti assi dell’agonismo nazionale, e’ stato uno dei beniamini di casa, Stefano Boccazzi appunto, ad avere il sopravvento sui 62 presenti con 2 penalita’ totali ed oltre 17.000 punti; in questo modo si e’ aggiudicato il prestigioso premio di 1.000 euro messo in palio per l’assoluto del “Garone 2012”, precedendo nell’ordine D’Antona, Ferruccio Gabba, Tonelli, Bertuletti, Carraro, Ruozzi, tutti con 3 penalita’, Bonaveri, Polesi e Govi con 4.
 
E’ lo stesso Andrea Zanichelli a raccontarmi delle variabili tecniche da impiegare in Fiuma in questo periodo, con acque molto veloci a causa del pompaggio dal Po per motivi irrigui:
 “Sostanzialmente si possono utilizzare vele o piastre fino a 20/25 grammi per pescare fermi o molto rallentati sulla pasturazione di inizio gara, oppure galleggianti normali da 3/6 grammi per pescare a passare, magari con un appoggio molto generoso sul fondo.
Le linee di pesca possono essere a 4/5 pezzi di canna oppure a 13 metri, alternando le due opzioni durante la gara.
Come fondo iniziale siamo soliti lanciare una decina di palle di Super Crack di Van den Eynde addizionata di una uguale misura di terra di fondo nera Black Heart Heavy. La pasturazione di mantenimento consiste in una palla scodellata regolarmente ogni 15/20 minuti sul luogo di pesca. E’ buona norma mantenere alimentato le due linee di pesca per alternarle tra di loro, dal momento che spesso le mangiate non hanno continuita’ per tutta la durata della gara.
Noi della Boretto Po Tubertini qui impieghiamo molto il Frisbi, una piastra di Tubertini che ci consente di stare sia ben fermi sulla pastura che di pescare in movimento, a seconda del comportamento dei pesci. Le nostre lenze le creiamo con il Piu’Piu’ dello 0.148 per la madre lenza mentre i finali sono dello 0.108 e 0.117 per legare ami n°18 e 16 della serie 18.
Essendo della zona la Fiuma e’ un po’ il nostro canale, che frequentiamo assiduamente e quindi abbiamo dimestichezza sul come far lavorare lenza ed innesco in relazione alla velocita’ dell’acqua ed al comportamento dei pesci. Comunque pescare in Fiuma e’ sempre molto bello ed affascinante per tutti, dal momento che non si e’ mai totalmente tagliati fuori dalla gara e le alternative possono essere diverse a seconda della stagione e del movimento dell’acqua. Per questo invitiamo chinque nnon vi abbia mai pescato a venirci a trovare durante una delle tantissime gare anche infrasettimanali che organizziamo qui e sono sicuro che si innamorera’ della Fiuma Mandria, vecchia o nuova che sia.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
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Di Admin G.P.O. (del 29/09/2012 @ 20:48:42, in PESCA AL COLPO, linkato 2524 volte)
SUL TEVERE AD UMBERTIDE INTERNATIONAL 2012 A FRANCESCO VASELLI
Articolo di Angelo Borgatti
 
36 anni, sposato, 2 figli, impiegato: questo l’identikit di Francesco Vaselli, neo vincitore dell’International Fishing 2012 disputatosi, come da copione, sul Tevere, ad Umbertide, con la solita precisa regia di Sandro Zucchini.
Francesco è un agonista in forza alla Vasca Azzurra Tubertini di Pisa e disputa il Trofeo A3 Colpo.
E’ alla sua prima partecipazione all’International ma non è nuovo a gareggiare ad Umbertide in manifestazioni così prestigiose, dal momento che già nel 2011 era giunto terzo assoluto alla MatchFishing Cup.
In questa occasione le sue due prove sono state disputate rispettivamente il sabato a Carpina bassa, sopra la scogliera, mentre domenica è stato sorteggiato alle Schioppe.
Nella gara di sabato la sua attenzione si è rivolta prevalentemente ai cavedani, insidiati dapprima a 6 pezzi poi a 11.50, a galla.
E’ lo stesso Francesco che mi descrive la sua azione di pesca ai sospettosi cavedani umbri: “La mia partenza è stata a sei pezzi di canna dove ho trovato subito qualche pesce; a questa distanza, però, nono sono durati molto e quindi mi sono allungato ad 11.50, distanza alla quale ho terminato la gara catturando prevalentemente cavedani ed un paio di carpette mantenendo i pesci a galla con frequenti fiondatine di bigattini e pescando con un orsetto appena appuntato su di un amo del 24 della serie 247 di Tubertini legato su dei finali da 25 cm. dello 0.074 del Fluiorine. Vinco il sabato con 8.060.”
  
E la seconda prova? Alle Schioppe si fanno pesi importanti…
 “Sono stato anche fortunato avendo avuto in sorteggio il primo picchetto del campo gara. Ho iniziato pescando a 13 m. a mezz’acqua, con la profondità che avevo sondato alla distanza del 5° pezzo. Ho pasturato solamente con del Tortue di mais fine Tubertini, non troppo bagnato per poterlo lanciare bene, ma che comunque facesse una bella macchia a mezz’acqua, addizionato di canapa e mais. La mia lenza era un 4x12 montato su di una madre lenza Hercules Tubertini dello 0.16 diretto, che portava legato un 12 della serie 21 da usare impiegando il mais. La stessa pasturazione l’ho fatta sul 5° pezzo, alternativa da usare nella seconda parte della gara. Come pasturazione di mantenimento solo mais fiondato con regolarità. I pesci sono entrati quasi subito a 13 metri. Dopo un ‘ora sono venuto sulla corta distanza ed ho trovato delle belle carpe; la prima era sui 4 kg. circa e mi ha fatto veramente sudare per metterla in nassa. Fortunatamente le punte che avevo predisposto per pescare a quella distanza, corredate da un elastico cavo Hunter da 2.6 mm. hanno fatto appieno il loro dovere ed alla fine vinco il settore con oltre 29 chili di carpe, carassi e cavedani. Questo peso mi ha consentito di terminare primo assoluto con oltre 37 chili complessivi nei due giorni.”
 
Complimenti allora Francesco, per un risultato così prestigioso che ti iscrive nell’albo d’oro dell’International. Vuoi ringraziare qualcuno per l’occasione?
 “Innanzitutto la mia famiglia e poi la Vasca Azzurra Tubertini, la Società nella quale milito da oltre 20 anni. Anche allo sponsor Tubertini è giusto dare il dovuto ringraziamento per l’aiuto che da alla Vasca Azzurra e, di conseguenza, a noi agonisti.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 25/09/2012 @ 17:02:59, in PESCA AL COLPO, linkato 2057 volte)
STEFANO E GIULIANO: BRAVI!       
TERZA PROVA REGIONALE EST CANALE FIUMA 23 SETTEMBRE 2012
Articolo di Angelo Borgatti
 
Ieri 23 settembre 2012 siamo stati in Fiuma per la terza prova del Regionale Est.
Due squadre a rappresentare il “nostro” GPO Tubertini in questo bel campionato ancora a misura d’uomo.
Ieri, tra le altre, sono successe almeno due belle cose, che credo sia giusto portare alla conoscenza di tutti: l’esordio in questo campionato di Giuliano Marinella che, chiamato a sostituire un titolare della squadra B assente per infortunio, ha risposto alla grande con un sonante 2° di settore in un campo di gara nient’affatto facile da interpretare, con pesci sospettosi e difficili, e la sonante vittoria di Stefano Sapia, noto spacciatore romagnolo di pesce surgelato ed appassionante appassionato di agonismo! (Sito S.I.C.A. http://www.sica-cesenatico.it/chisiamo.html )
Supportato da una sponda d’eccezione come Marco “Ronca” Roncassaglia, che lo ha preso per mano il sabato con la pesca all’inglese e per …i fondelli la domenica, per non farlo distrarre troppo, Stefano ha centrato un primo bello e chiaro, pur gareggiando in posto non certo favorevole come il picchetto 5 del settore terminale.
Roubaisienne prima e pesca all’inglese interpretate perfettamente hanno portato Stefano alla sua prima vittoria in un campionato ufficiale FIPSAS.
Ad entrambi un grande e sentito GRAZIE, da tutti noi!
 
Stefano Sapia Giuliano Marinella
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
 
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Di Admin G.P.O. (del 23/09/2012 @ 20:22:26, in EVENTI, linkato 1494 volte)
NOZZE D’ORO PER L’ASD VAL D’AMONE
Articolo di Angelo Borgatti
 
Il mezzo secolo di vita e’ sempre un traguardo ambito ed in ambito sportivo non facilmente raggiungibile. E’ una percentuale ridotta quella dei sodalizi che, in qualsiasi sport, riescono a raggiungere questo prestigioso traguardo, tanto piu’ in ambito completamente dilettantistico come la Pesca Sportiva.
 
Tra le Societa’’ che possono fregiarsi di questo traguardo, dal mese di agosto 2012, vi e’ anche la ASD Val d’Amone di Brisighella (Ra).
 
Questa simpatica compagine, legata a filo doppio con la ridente cittadina dell’appennino faentino e al suo territorio, nasce proprio nel 1962 per volere di un pugno di amici accomunati dalla passione per la pesca e, soprattutto, dalla voglia di realizzare qualcosa che potesse andare al di la’’ di questa passione condivisa, qualcosa che esaltasse lo spirito di amicizia, di solidarieta’’ tra le genti, sentimenti che in Romagna sono un valore fondante, da sempre.
 
Possiamo dire che quegli uomini abbiano decisamente raggiunto questo traguardo, se in una calda serata d’agosto oltre 40 Pescasportivi con le famiglie si sono ritrovati in un agriturismo vicino a Modigliana per celebrare in allegria la ricorrenza dei primi 50 anni di vita della ASD Val d’Amone, ricorrenza per la quale e’ stata anche offerta a tutti i presenti una bella maglia commemorativa dell’evento realizzata in collaborazione con lo sponsor tecnico Tubertini.
 
E’ l’attuale Presidente della Val d’Amone, Luigi Missiroli, a raccontarmi di questo importante traguardo della Val d’Amone:
 “La Federazione ha appena compiuto 70 anni e noi siamo al mezzo secolo: questo credo significhi molto sul nostro attaccamento alla Pesca Sportiva e alla sua organizzazione. Probabilmente siamo tra le societa’’ sportive piu’ vecchie del territorio, dopo quelle del calcio, che pero’ hanno un diverso spirito, essendo spesso semi-professionistiche.”
 
Quali sono le specialita’’ in cui sono impegnati i soci della Val d’Amone?
 “Siamo presenti in varie discipline, vista la nostra collocazione sul territorio. Innanzi tutto la Pesca al Colpo, in cui sono impegnati il maggior numero dei Soci; poi la Pesca in Fiume, che in Romagna ha un po’ la sua culla e noi, che siamo proprio stanziali sul Lamone, nasciamo proprio come Sodalizio di amanti della pesca nel fiume. Abbiamo poi anche Soci che praticano la Trota Lago e la Trota Torrente.”
 
Presidente Missiroli, ha accennato al Lamone di cui avete le effigie anche nel vostro nome. Qual e’ la situazione di oggi del fiume che scorre nella valle di Brisighella, bagna Faenza e sfocia in Adriatico?
 “Purtroppo il verbo “bagna” oggi e’ solo un modo di dire, dal momento che la situazione idrica del nostro fiume e’ disastrosa! Non solo la terribile siccita’’ di questa estate lunga, calda e senza pioggia hanno messo in ginocchio il Lamone, ma anche e soprattutto i prelievi indiscriminati e spesso illegali per le colture di kiwi, che nella nostra valle sono tantissimi, hanno portato il fiume ed i suoi abitanti ad una situazione allucinante: praticamente a valle di Brisighella fino ad oltre Faenza il letto e’ completamente asciutto ed arido ed i pesci scomparsi, mentre a monte della nostra cittadina rimangono risorse idriche esigue e stagnanti, tanto che le competizioni sono state completamente sospese per la tutela delle specie ittiche presenti, tutela che, purtroppo, sta a cuore solo a noi pescatori, dal momento che le Autorita’’ competenti svolgono un opera di controllo assolutamente insufficiente per combattere i prelievi illegali d’acqua e le razzie altrettanto illegali di pesci da parte di bracconieri di varie etnie che asportano indiscriminatamente ogni specie viva nelle acque del fiume, in barba a divieti e leggi vigenti!”
 
Una denuncia pesante e circostanziata, Presidente…
 “Certo! D’altra parte l’articolo 1 del nostro Statuto si ispira e prevede, come primo impegno di ogni Socio, proprio la tutela del nostro fiume e la vigilanza dai prelievi idrici illegali, dal bracconaggio e dall’inquinamento. Nessuno meglio di noi conosce la situazione del Lamone.”
 
La Val d’Amone e’ molto radicata nel tessuto sociale di Brisighella e del territorio circostante, ne e’ parte integrante da mezzo secolo…
 “Si, e’ vero. Val d’Amone e’ un termine usato anche da altre Associazioni sportive locali, vedi il calcio, ma la ASD SPS Val d’Amone e’ conosciuta anche da chi non pratica la Pesca Sportiva; il merito di questo credo sia legato al nostro lavoro sul territorio e al Trofeo che organizziamo tutti gli anni e di cui siamo particolarmente orgogliosi, il Trofeo Citta’’ di Brisighella, gara nazionale che ha celebrato quest’anno la sua 49^ edizione. Questa gara e’ famosa anche per la bella opera in ceramica, sempre dei pezzi unici creati appositamente per l’occasione dai nostri maestri ceramisti Batoli e Cornacchia, che va a premiare la squadra vincitrice. Quest’anno i ceramisti cesseranno la loro attivita’’, spegneranno i forni, ma ci hanno gia’’ realizzato l’opera destinata alla 50^ edizione, nel 2013. E sara’’ un pezzo ancor piu’ prezioso del solito. Un invito per richiamare ancora piu’ appassionati a partecipare al nostro Trofeo.”
 
Presidente, chi sono i componenti del Consiglio Direttivo della Val d’Amone oggi?
 “Oltre al sottoscritto reggono le sorti della Societa’’ Graziano Brunetti, Vicepresidente, Ivo Bubani, Franco Liverani.”
 
Missiroli, vuole ringraziare qualcuno per questi primi 50 anni?
 “Solo i Soci, esclusivamente i Soci che si sono succeduti in questi decenni. E’ solo merito loro se stasera siamo qui a celebrare il primo cinquantesimo della Val d’Amone, in attesa del secondo.!”
 
Torniamo alle note liete di questa serata e alla ricorrenza che ci ha portato qui. Vogliamo ricordare i Soci fondatori che 50 anni fa realizzarono questo sogno che oggi celebriamo?
 “Innanzi tutto Aldo Galliani, storico ideatore e fondatore della Val d’Amone, primo Presidente, rimasto in carica tantissimi anni e primo difensore del Lamone dagli attacchi di quei tempi, le escavazioni di sabbia e ghiaia che ne deturparono il letto per tanti anni. Poi Liverani il marmista, nonno del nostro campioncino Leopoldo, Emilio Tedioli, Floriano Sportelli…
Di quelli il solo Sportelli Floriano e’ ancora tra noi a testimoniare quei giorni e lo spirito che li animo’.”
 
Sportelli Floriano ha 85 anni ed e’ l’ultimo in vita dei padri fondatori della Val d‘Amone. Dalle sue parole il ricordo di quei giorni…
 “Fu innanzi tutto Aldo Galliani a lanciare l’idea ad un piccolo gruppo di amici di cui facevo parte. Iniziammo in 5 ma gia’’ dopo 20 giorni eravamo piu’ che triplicati. Io allora facevo il postino in questa valle ed andando di casa in casa per lavoro facevo soci tra i contadini ed i paesani di queste contrade, poiche’ molti erano i pescatori presenti. Iniziammo ben presto a fare uscite di gruppo, magari in pulman, piccole gare sociali ed anche gare federali, spingendoci sempre piu’ lontano. Erano tempi in cui battevamo non solo i fiumi della Romagna ma si andava anche in Toscana e poi sul Po…
Sono tante le storie che si potrebbero raccontare di quei primi anni di vita della Societa’’. C’erano pochi soldi ma tanta volonta’’ e voglia di stare assieme, accomunati dalla passione per la pesca e dall’amicizia.”
 
Presente alla cena di celebrazione anche l’Assessore al Bilancio ed allo Sport del Comune di Brisighella, Mario Bedeschi.
 
Assessore, una bella ricorrenza per Brisighella quella che celebriamo questa sera …
 “Certamente! Brisighella, pur non essendo grandissima, vanta tante Societa’’ sportive in varie discipline ma nessuna di queste, se escludiamo il calcio, ha ancora raggiunto questo traguardo ambizioso. Questo e’ un grande merito dei dirigenti, vecchi e nuovi. La Societa’’ di pesca ha un rapporto bellissimo con l’Amministrazione Comunale, che negli ultimi anni ha riconosciuto loro una piccola sede nei locali dimessi della ex stazione ferroviaria. Purtroppo i mezzi economici dei comuni sono sempre piu’ limitati e quindi non riusciamo ad accogliere per il momento altre loro istanze; loro, pero’, sono ben consci di queste difficolta’’, non accampano richieste particolari e sono molto rispettosi delle autorita’’. Debbo anche riconoscere loro il merito per la grande opera di controllo e sorveglianza del Lamone fatta dai Soci della Val d’Amone, una opera che si basa esclusivamente sul volontariato.”
 
Da alcuni anni la Val d’Amone ha legato il proprio destino agonistico allo sponsor tecnico Tubertini e proprio con le parole di Glauco Tubertini a ringraziamento della scelta della sua Azienda come sponsor tecnico da parte del Sodalizio ravennate voglio chiudere queste note:
 “Il marchio Tubertini sponsorizza naturalmente tante Societa’’, in tutto il Paese, ma alla Val d’Amone noi siamo particolarmente legati, tramite il nostro rappresentante di zona Enrico Landi ed il negozio di riferimento L’Hobby di Paolo Savini e Maurizio Leoni, da una antica amicizia che risale ad ancor prima che iniziasse il rapporto ufficiale di collaborazione. Tramite questi contatti la Tubertini ha sempre avuto un occhio di riguardo verso gli amici di Brisighella ed il loro lavoro sul territorio e con i pescatori della zona. Da parte nostra la volonta’’ di continuare questa collaborazione ed amicizia e’ certamente massima e voglio rivolgere al Presidente Missiroli e a tutti i Soci della Val d’Amone Tubertini il miglior augurio di continuare su questa strada.”
 
PALMARES
Quasi 50 ani di agonismo hanno portato molti trofei e soddisfazioni ai ragazzi della Val d’Amone e non e’ facile ricordarli tutti.
 
Innanzi tutto i due prestigiosi Titoli tricolore di Leo Liverani (under 20) e Alan Rossi (under 18), i 4 Titoli provinciali giovanili sempre di Liverani, il Bacco d’Argento conquistato due volte nella Sieve, la vittoria nel Regionale Emilia Est del 2003 (Solio, Bassi, Bubani, Moretti) ed il Titolo Regionale individuale di Ivo Bubani nello stesso anno. Il quinto posto nel Regionale Emilia Est del 2009, il terzo posto a squadre nel Regionale Emilia Romagna di Pesca all’Inglese 2011 (Bernabe’ G, Giovannelli E., Gualtieri M. e Liverani A.) oltre a svariati Campionati Provinciali nelle specialita’’ Colpo, sia individuale (I. Bubani) che a squadre (Bassi, Bubani, Solio, Moretti, Petroncini e Liverani), Carpa (S. Benedetti), Fiume (S. Benedetti e R. Vespignani), Trota Lago (G. Malavolti e M. Trenta) e Torrente (S. Benedetti e M. Cimatti). Numerose le vittorie anche in importanti manifestazioni regionali e nazionali oltre a svariate partecipazioni ai massimi Campionati delle varie specialita’’.
 
Articolo di Angelo Borgatti
 


 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 22/09/2012 @ 21:07:48, in ARCI PESCA, linkato 1293 volte)
CANALE RIOLO A MALALBERGO
TERZA PROVA PROVINCIALE ARCI DI BOLOGNA A COPPIE 2012
Articolo di Danielli Stefano
Il 16/09/12 nel canale Riolo a Malalbergo si e svolta la terza prova del Campionato Provinciale Coppie ,che ha visto le nostre due coppie Borghi-Fontana e Banzi-Danielli
difendersi nei loro settori.
Bene la coppia Borghi Rossella-Fontana Giovanni, che con un secondo di settore hanno difeso bene il loro secondo posto in classifica generale.
Peccato che, nonostante occupassero il primo posto di gara, per una Carpa in meno si sono dovuti accontentare appunto di un secondo posto di settore.
Solo un quinto di settore per la coppia Banzi Giuliano-Danielli Stefano che hanno dovuto lottare con una scarsa pescosita nel loro settore, peraltro centrale, penalizzati da numerose catture di Carpe , cosa non riuscita a loro.
Strano come al solito il comportamento del canale Riolo che la Domenica precedente in occasione del TROFEO CITTA' DI MALALBERGO , ha visto una pescosita completamente diversa , con buone taglie e belle pesate.
Prossimo appuntamento per il nostro Team il 30/09/12 nella Fiuma Vecchia a Boretto di Reggio Emilia per la quarta e ultima prova del Regionale BOX.
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I. Pesca per il G.P.O.Imolese


 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 19/09/2012 @ 20:19:58, in PESCA AL COLPO, linkato 1471 volte)
GIOVANNI BOTTAZZI SCUDETTO A PESCHIERA
Articolo di Angelo Borgatti
 
Giuanin, come lo chiama affettuosamente Gino Grigoli, e’ nato in provincia di Parma, ha 46 anni, e’ sposato ed ha un figlio. Si occupa di certificazione e qualita’ nell’industria.
 
E’ portatore di un doppio handicap: a 10 anni ha perso un occhio in un incidente; a 15, lavorando in officina con un trapano a colonna, per una tragica fatalita’ ha perso anche parte del braccio destro. Nonostante tutto questo, senza mai perdersi d’animo e dimostrando anche molto ingegno, Giovanni e’ sempre riuscito a condurre una vita normale: da ragazzino, spostando acceleratore e frizione sulla stessa manopola, riesce ad andare in motorino come gli altri ragazzi; in passato ha giocato a tennis, in inverno scia e poi, fin da ragazzino, pesca… E bene!
A 18/20 anni si avvicina all’agonismo, prima nella Trota Lago, dove si guadagna anche una finale a livello regionale, poi nella Pesca al Colpo, con la Lenza Sorbolese, con cui inizia a vincere le prime gare, sia a box che individuali, qualificandosi sempre tra i primi venti. In seguito passa alla Lenza Parmense, passaggio che coincide con la prima partecipazione ad un Mondiale per nazioni. Nella Lenza Parmense si respira aria d’”alta quota” e questo consente a Giovanni quel salto tecnico indispensabile per competere anche sui campi di gara internazionali. Alla Lenza Parmense rimane per un alcuni anni, vince il suo primo Titolo italiano individuale e partecipa ai suoi primi Mondiali. Da 5/6 anni e’ passato alla Boretto Po Tubertini, un sodalizio piu’ piccolo e familiare, vicino a casa, con cui partecipa al Regionale Ovest. Giovanni fa parte di una formazione i cui restanti componenti sono normodotati e con i quali ha appena vinto il Provinciale box di Parma.
Ho avuto l’occasione di vederlo pescare a bolognese e posso assicurare che ne sono rimasto letteralmente ipnotizzato per la velocita’ di esecuzione di tutte le fasi di lancio, pesca e recupero dei pesci, la precisione nell’azione di pesca e, in generale, per la calma e la naturalezza che dimostra in ogni momento, oltre alla grande ed insospettata prestanza fisica. Un vero esempio per tutti noi normodotati, di costanza e forza di volonta’!
 
Giovanni, nonostante i tanti Mondiali ed anni di pesca ad alto livello, prova ancora molta emozione ad ogni appuntamento con la maglia Azzurra, non si abitua…
“Qualcuno dice che si fa l’abitudine allo stress da prestazione. Io dico che non ci riesco; anzi, ogni volta sono esausto come la prima volta. Ogni volta “debbo legarmi le braghe alle caviglie!”
Chiaro no?!?
 
Cosa significa essere disabile nel nostro Sport, Giovanni?
“Ne’ piu’ ne’ meno di quello che significa in tutti gli ambiti: il disabile deve cambiare il suo modo di pensare. Il mondo e’ fatto per le persone che hanno “tutti i pezzi al loro posto”, i disabili si debbono adattare ed ingegnarsi a superare le difficolta’. Questa e’ stata ed e’ una regola di vita, per me.”
 
Giovanni, raccontami un po’ come sei arrivato al Titolo Italiano di categoria…
“Inizialmente dovevano essere quattro prove, due in Cavo Lama, a Ca’Rossa, e due in Canal Bianco, ad Ostiglia.
La prima prova siamo riusciti a disputarla, anche se e’ stata difficile per la presenza del piumino. Purtroppo la domenica e’ venuto un nubifragio che ha obbligato ad annullare molte gare, tra cui anche la nostra. Si e’ cosi’ deciso di recuperarla ad Ostiglia, assieme alle altre due previste. Poi il terremoto ha fatto il disastro che tutti sappiamo, costringendo la Federazione a spostare nuovamente il campo gara, per il quale e’ stato scelto il Mincio, qui a Peschiera.
Il fiume ci ha regalato tre bellissime gare, tecniche e difficili, tutte disputate nello stesso week end. Il sabato mattina ho pescato a roubaisienne a 11.50, cercando scardole e qualche carassio. Sono riuscito a fare il quarto.
Il sabato pomeriggio e’ stato piu’ difficile, con il pesce che non rispondeva. Dopo un ora avevo un paio di scardolette e basta. Con il mio accompagnatore abbiamo deciso di passare alla bolognese da 3 grammi, sempre sulla linea della 11.50. In questo modo ho messo in nassa una ventina di scardolette che mi hanno consentito di fare il secondo. A questo punto del campionato ero in testa con un punto di distacco su Fabio Coscia; il terzo era molto piu’ staccato, e quindi era una lotta tra noi due. Nell’ultima gara, della domenica mattina, sono capitato nel picchetto centrale, al n°5. Nella prima mezz’ora c’e’ stata pesca per tutti, con la cattura di scardole da 2/300 grammi molto interessanti. Poi e’ scesa la notte per tutti. Visto che ogni tentativo sulle scardole sembrava inutile, abbiamo deciso di tentare i cavedani, sul fondo, con un grammo. Alla prima passata ho attaccato un pesce che mi ha tenuto impegnato 25 minuti ma alla fine e’ entrato nel guadino. Era un cavedano da 1,920 kg! Subito dopo ne ho attaccato un altro che si e’ slamato ed un terzo che mi ha strappato tutto! Sul fondo non c’era piu’ pesca ed allora ho voluto provare a galla, sempre sui cavedani che si vedevano girare sotto il pelo dell’acqua. Ho visto altre tre “fucilate” ma non ci sono arrivato… Alla fine faccio il quarto, piazzamento che mi ha consentito di vincere bene il Titolo, dal momento che Fabio la domenica e’ andato male.”
 
Le tue vittorie a livello nazionale ed internazionale?
“Sono stato Campione italiano individuale nel 2004 e nel 2012. Con quella di quest’anno sara’ la mia 10^ maglia azzurra ed ho vinto due Meeting internazionali con la Nazionale, In Germania ed in Italia.
I miei due Titoli italiani individuali li ho vinti in quelle occasioni in cui siamo usciti dal circuito dei laghetti, location che spesso e’ stata preferita per le indubbie qualita’ logistiche che possono offrire. Nella pesca nelle acque libere mi sento piu’ a mio agio, mi piace di piu’. Molto del merito di questi Titoli li debbo e voglio condividere con i miei accompagnatori, Marco Saccani e Gino Grigoli. Marco credo lo conoscano tutti come agonista, e’ stato anche Campione Italiano individuale e in questi anni mi ha seguito tantissimo in giro per l’Italia e con la Nazionale; Gino e’ altrettanto valido, oltre che amico. Entrambi si alternano, a seconda delle loro possibilita’, e formiamo un team veramente efficiente.”
 
Com’e’ la situazione della Pesca Sportiva ed agonistica per i Diversamente Abili nel nostro paese?
“Quando ho iniziato io eravamo circa 25/30 persone. Purtroppo la pesca per i diversamente abili in Italia non e’ facile ne diffusa, nonostante i tanti sforzi che la Federazione, tramite i vari Responsabili e C.T. che si sono alternati in questi anni, ha fatto per cercare di avvicinare tante persone con disabilita’ a questa splendida disciplina.
Purtroppo, in questi anni, il numero dei praticanti e’ andato diminuendo, vuoi per motivi economici, vuoi per le difficolta’ di accesso a taluni campi di gara; per fortuna talune realta’, come in Mincio, la Lama, la Fiuma a Boretto e qualche altra hanno creato delle pedane estremamente comode e sicure per poter pescare e/o gareggiare con profitto; sul sito della FIPSAS esiste l’elenco di tutte le realta’ dotate di queste installazioni, affinché tutti possano esserne a conoscenza ed usufruirne.
Peccato che rimanga difficile incrementare il numero di disibili praticanti la Pesca e, di conseguenza, l’agonismo, perché la pesca e’ una grande occasione di aggregazione per noi e per chi ha i nostri problemi ed aiuterebbe moltissimo ad abbattere delle barriere psicologiche che spesso il disabile ha verso i normodotati. E poi puo’ dare, come ha dato a me, tantissime soddisfazioni. Voglio anche ricordare e confermare che la Pesca Sportiva e’ uno dei pochi sport che consente di annullare una gran parte del divario fisico con i normodotati.”
 
Spiegati meglio, Giovanni…
“Pensa che io svolgo la gran parte della mia attivita’ provinciale e regionale con i normodotati, e pesco da solo, senza accompagnatore, anche se il regolamenti me lo consentirebbero. Io voglio essere autonomo il piu’ possibile e ci riesco praticamente sempre. Certamente, chi ha un handicap motorio ed e’ obbligato alla carrozzina ha difficolta’ maggiori di accesso ai luoghi di pesca.”
 
Parlami dei materiali tecnici che hai usato nelle finali di Peschiera che ti hanno portato al Titolo italiano…
“Uno dei particolari fondamentali qui a Peschiera e’ la pastura, che oltre che di ottima qualita’ dev’essere legante al punto giusto e lavorare in un certo modo. Io ho fatto un mix di 2 kg di Fondo Pro con 1 kg di Gold Medal White, un composto ad alto peso specifico, legante, che lavora sul fondo e porta i pesci bene in scia. Ho anche incollato un chilo di bigattini con la Rubber e un pacco di ghiaino naturale. Sulla roubaisienne ho montato dei PRO109 da 1/1.5/2 grammi, mentre per la bolognese io preferisco i PRO50. I miei ami per Peschiera sono la serie 2, universale e vero all round, e la serie 30, dal n°20 al 24 per i pesci veramente difficili. Come fili, in lenza uso il Tatanka neutro da 0.115mm mentre di terminali qui ne occorrono da 0.07 mm. fino a 0.11, del Piu’Piu’ per coprire tutte le possibili situazioni.”
 
Grande Giovanni, grande come agonista e campione ma, soprattutto, GRANDE come esempio!
 
Articolo di Angelo Borgatti
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 18/09/2012 @ 20:21:12, in SPINNING, linkato 1465 volte)
FINALE DAL BELLY BOAT AI SAPABA
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Finale del provinciale di Bologna da Belly Boat laghi FIPSAS SAPABA
La finale dal belly dei provinciali ai laghi FIPSAS Sapaba di Pontecchio Marconi parte alle 6.00 del 16 settembre.
E' buio, ovvio e i primi ciambelloni vengono gonfiati alla tenue luce dei neon del tavolo da pranzo.
Fa pure freddo.
Per fortuna l'organizzazione e' perfetta e il caffe' e' pronto per tutti.
Si paga l'iscrizione, si riceve il numero e il lunch pack, ci si saluta amichevolmente (il clima e' il punto forte della manifestazione, e' una gara realmente fra amici), ci si aiuta se serve e man mano che albeggia arrivano tutti in un trionfo di ciambelloni, canne, porta canne, nasse, giubbini.
Il colpo docchio con i 15bbelly e' davvero entusiasmante, i presenti (alcuni hanno raccolto le defezioni di chi aveva impegni concomitanti, ma i presenti hanno sempre ragione) agguerriti, ottima copertura fotografica dell'evento, eccellente organizzazione, nulla da eccepire.
Il lago SAPABA 1 e' basso purtroppo, e' cresciuto di qualche centimetro ma in tanti punti si tocca con le pinne e alcuni passaggi da una sponda all'altra vicino l'isola sono emersi.
Ci sono pure cigni e papere a farci compagnia.
Tecnicamente prevale lo spinning sul casting, il finesse sul resto poi durante la gara si vedranno giocare carte disperate J.
Inizia malino con poche catture e prosegue peggio, di pesce che mangia non ce ne e' tanto, di pesce di misura che mangia ce ne saranno 3 (tre).
Diversissime le strategie come al solito, chi va a destra, chi a sinistra, chi verso l'isola.
L'acqua e' pure non splendida, il clima non indiavolato, in acqua ci sono molti grandi pescatori che non hanno nulla da invidiare agli assenti, e i tanti outsider sanno che oggi si puo' pescare il jolly e vincere con un paio di colpi forunati.
In anticipo parlando col presidente Flavio Manaresi io avevo scommesso che si fosse vinto con 600 grammi e due pesci, lui diceva 810 grammi.
Purtroppo eravamo ottimisti.
Di pesci ne vengono fuori (pochi) ma sotto misura , dai piccoli davvero ai maledetti da 20, 21,22,23, 24.
E anche chi pesca piu grosso non puo fare selezione.
Io ho preso due pesci, uno in un buco dove ho infilato la canna e uno nel finale, 23-24 stimato il primo e 23 il secondo.
Altri ne hanno fatto 5 o 6 altri meno, in tanti avevano a fine gara la nassa secca.
Si narrava sul lago fino all'ultimo di due nasse in acqua (piu Max cui era caduta e non l'ha recuperata a bordo.).
 
Viene piu' caldo e col caldo vengono fatte le prese di cui sopra, si smettono le giacche e l'ultima ora si sta veramente bene in acqua, peccato il pesce non collabori.
Io personalmente dopo 5 ore e mezza mi avvicino e risalgo un po prima, in crisi col ginocchio, non prima di non aver provato nella zona di ingresso/arrivo.
E l'idea, avuta peraltro in molti, non e' pellegrina infatti in chiusura Manaresi colpisce un pesce..
Saliamo e cominciamo a disfare le attrezzature, a sgonfiare ciambellani, aspettiamo 10 minuti che un'altra gara ci lasci il tavolone e i grandi volontari addetti alla griglia sono sul pezzo.
Pure il grande Max con assistente al seguito non solo pesca ma controlla la cottura.
La tavola e imbandita da lusso, il vino di qualita superiore, costine e salsiccia da urlo e in grande quantita'.
C'e' pure un leggero antipasto di fagioli, cipolla e pomodori
Anche una torta arriva, portata dalla compagna di un concorrente, di qualita' veramente eccezionale.
Tra lo sforzo di chi cuoce, di chi ha scelto la carne e di chi la mangia non si sa chi ci metta maggiore intensita', ma e' uno scontro tra giganti.
Purtroppo la pesatura e' stata velocissima.
La premiazione vede vincere e big bass il grande Flavio Manaresi.
Il quarto e il quinto premio vanno a sorteggio, mentre si fanno due chiacchiere al tavolo.
Chi si e' classificato ha avuto fortuna e ha pescato bene.
  
CLASSIFICA
1) Flavio Manaresi + Big Bass
2) Pierluigi Gulmini
3) Luca Venturi
 
Chi non e' arrivato a pesare ha scontato un po' la poca acqua, i pesci piccoli e soprattutto i pochi pesci.
Il sito dei sapaba merita miglior sorte, piu' acqua e piu' pesce , e' davvero bello, in 20 ci si sta benissimo ed e' con un po' piu' acqua anche un po' piu' tecnico come visto nei campionati precedenti.
Purtroppo il contorno (pranzi, organizzazione, servizi) non sempre puo coprire i limiti di pescosita' e le misure immesse.
Se alla prima gara non era male. La seconda e andata peggio e dopo la finale sono affiorati dubbi se insistere, specie da chi arriva da lontano (che vanno ringraziati in modi particolare, i modenesi e le Lontre dell'Appennino , che pure in genere si piazzano) .
Va bene essere simpatici e bravi nell'organizzazione ma pure il lato pesca va qualificato.
L'anno prossimo potrebbe essere la svolta, se si fara'.
Se si garantisce acqua e pesce i pescatori vengono sempre volentieri, gli sforzi fatti con tante gare al Sapaba 2 e le serate dello spinning estivo degli incassi li garantiscono, il posto ha immense potenzialita' anche per i carpisti, speriamo una volta tanto il buonsenso prevalga e tuteli (magari anche da bracconieri, siluri e cormorani) un'oasi cui tanti pescatori sono affezionati.
Nb non ho vinto quest'anno con poco pesce e difficile, il giorno degli outsider, quindi vista l'eta' non credo vincero' piu il provinciale.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 12/09/2012 @ 20:13:04, in CARPFISHING, linkato 2174 volte)
QUARTO ENDURO DI CARPFISHING HELP SOMEONE 2012
BACINO DI SUVIANA 5 - 6 – 7 OTTOBRE 2012
 
LA SEZIONE CARPFISHING DEL GPO IMOLESE TUBERTINI
IN COLLABORAZIONE CON ETHNIC, TUBERTINI HIGH QUALITY, F.LLI TOVOLI DI SUVIANA, IL NEGOZIO MISTER FISH DI BOLOGNA, IL NEGOZIO DI PESCA SPORTIVA L'HOBBBY DI FAENZA, L'EDICOLA MERIDIANA DI CASALECCHIO DI RENO.
 
Organizza la quarta edizione dell’Enduro di carpfishing a scopo benefico “Help Someone 2012”
 
La manifestazione agonistica si svolgera’ presso il Bacino di Suviana i giorni 5, 6 e 7 ottobre 2012
A fine manifestazione verra' premiata la prima coppia classificata piu' premi a sorpresa
 
I premi saranno i seguenti:
alla prima coppia 50 euro
 
Parte dell’incasso verrà devoluto in beneficenza
La quota di iscrizione all’Enduro e’ fissata a 40 euro a coppia
 
Per ottenere il regolamento e prenotarsi per l’Enduro non esitate a contattare l’organizzatore
Mirco Finocchi
Telefono 3482341924
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
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