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 Maurizio Tarozzi in azione alla Prima Sfida Padova vs Bologna 2012... di Admin G.P.O.
 
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Di Admin G.P.O. (del 29/04/2012 @ 09:13:17, in FIUMI ITALIANI, linkato 9456 volte)
IL FIUME PO
Articolo di Pier Luigi Stagni
 
Il Po e’ il fiume piu’ importante d'Italia, ricco di affluenti che discendono dal versante sud della catena montuosa delle Alpi e, in parte dal versante appenninico.
Il Po nasce dal Monviso e sfocia nel Mare Adriatico dopo aver percorso circa 652 chilometri drenando un bacino idrografico di circa 75.000 chilometri quadrati. La portata media del fiume e’ di circa 1.540 metri cubi al secondo, certamente inferiore a quella di altri fiumi europei, tutti piu’ lunghi del Po. Per esempio: la portata del nostro Po e’ circa 1/6 di quella del Volga, 1/4 di quella del Danubio, i 2/3 di quella del Reno tedesco e del Rodano. La portata d’acqua del Po e’, tuttavia, molto superiore a quella di altri fiumi europei ben piu’ lunghi del nostro e con bacini idrografici molto superiori. Per esempio: la portata del Po e’ circa il doppio di quella dell'Elba e dell’Oder; il triplo di quella del Tago, del Duero e dell’Ebro e circa il doppio di quella della Senna e della Garonna; addirittura e’ quattro volte quella della Loira e della Mosa ed e’ simile a quella della Vistola e della Dvina Settentrionale. A fronte di una lunghezza relativamente modesta, in ambito europeo, il Po ha la caratteristica di raccogliere le acque di un bacino idrografico abbastanza grande e caratterizzato da territori montuosi importanti e densi di ghiacchiai (le Alpi). L’apporto di acque proveniente dall’Appennino e’, invece, per lo piu’, stagionale.
 
 
Il Po supera soltanto a Casalmaggiore, cioe’ della zona ai confini fra Emilia e Lombardia, la larghezza di un chilometro ed e’ profondo fra 2 a 4 metri nel tratto compreso fra Saluzzo e la confluenza del Ticino. Scendendo verso la foce il fiume raggiunge anche i 9 – 10 metri di profondita’. Dopo la localita’ di Ficarolo, celebre per una antica rotta del fiume d’importanza storica, si stacca, a destra, il Po di Volano, prima ramificazione del Delta del Po. Prima di sfociare in mare, a partire da una distanza di circa 35 chilometri, dal corso principale del fiume si staccano gli altri rami del Delta che sono, procedendo da sud verso nord: il Po di Goro, il Po di Gnocca (o della Donzella), il Po delle Tolle, il Po di Maistra ed il Po di Levante. Il corso principale del fiume, nel tratto finale, assume il nome di Po Grande o Po di Venezia, poi nell’atto di sfociare nel Mare Adriatico, Po di Pila.
Il corso del Po e’ protetto da potenti dighe ed argini con disposizione fino a duplice e triplice ordine per proteggere i territori circostanti da rotte ed inondazioni. Le piene sono in grado di modificare costantemente il fondo dell’alveo del fiume. La grande quantita’ di detriti che il fiume trasporta, unitamente alla mancanza di una sensibile inclinazione del corso del fiume nella sua discesa verso il mare, favoriscono la formazione di banchi di sabbia e di isole (spesso instabili, ma non in tutti i casi), e vanno anche a costruire quel delta che testimonia il modo con cui si e’ formata, nei millenni, la Pianura Padana. Il Delta del Po meriterebbe un discorso a sé, essendo zona di grande interesse naturalistico ed avifaunistico. La sua importanza e’ stata definitivamente sancita con la creazione di due parchi regionali del delta: uno in Emilia Romagna e, successivamente, uno nella parte veneta del delta padano.
Il Po e’, per un lungo tratto, navigabile e viene percorso da numerose chiatte che lo risalgono, o che ne discendono il corso, soprattutto fino alla zona del mantovano. Vi si esercita anche una importante attivita’ di navigazione turistica che attira visitatori anche dall’estero: vere e proprie mini crociere che discendono il fiume fino alla foce per raggiungere, poi, Venezia.
 
Articolo di Pier Luigi Stagni
 
CURIOSITA’ SUL FIUME PO
Sembra che dal 1986 siano stati molti gli avvistamenti nel fiume PO di un “fantomatico” Homo Saurus…. : - ) (tratto dal sito dell’U.S.A.C. Ufologic Studies Academic Center http://www.usac.it/ )
 
L’HOMO SAURUS
Nel 1986 cominciarono a moltiplicarsi inquietanti segnalazioni da parte di privati cittadini.
 
«Nella zona correva voce che alcuni pescatori avrebbero visto a piu’ riprese una figura che a balzi usciva ed entrava nell'acqua con un gran tonfo.» Questa creatura, narravano, era bipede ma non umana, era alta, slanciata, con una pelle squamata come quella dei rettili ed un muso allungato. I suoi occhi grandi, di un colore rosso vivo fecero gelare il sangue a tutti gli sfortunati testimoni, persone che porteranno per sempre scolpite nella memoria le immagini di quell'incontro. Dopo i primi racconti mormorati timidamente, la voce di questa verita’ troppo grande per rimanere nell'ombra si fece largo tra i sospetti e l'incredulita’ ed infine arrivo’ al ricercatore che aveva fondato uno dei primi e piu’ rispettati centri di indagine ufologica della nazione.
 
A questo punto inizio’ una minuziosa indagine su larga scala destinata a protrarsi per ben diciannove anni. Venne raccolto un numero impressionante di testimonianze; queste storie di persone che non si conoscevano tra loro contenevano elementi troppo simili per far pensare ad un inganno. Le successive scoperte del professore sembravano puntare verso un'origine extraterrestre della creatura. E non si trattava solo di parole: nel corso di questa investigazione emergevano tante prove fisiche inequivocabili, si scoprivano orme, segni, carcasse di animali morti in circostanze misteriose...
 
 
 
 
 

 
 
Titolo
BUONA LA PRIMA PER LA COPPIA DEL TEAM A.R.C.I. BORGHI ROSSELLA E FONTANA GIOVANNI
Canale Riolo a Malalbergo, Bologna 15 aprile 2012
Articolo di Danielli Stefano
 
Nel campo di gara del Riolo a Malalbergo il 15 Aprile si e’ svolta la prima gara del campionato
Provinciale Coppie.
In un campo di gara che nelle gare precedenti non aveva dato molto in fatto di catture , le
nostre due coppie formate da Borghi Rossella-Fontana Giovanni e Banzi Giuliano-Danielli
Stefano hanno offerto una ottima prova, infatti seppur con un pescato di Kg. 3,820 , la coppia
Borghi-Fontana si e’ aggiudicata un primo assoluto di gara , mente la coppia Banzi-Danielli
con un pescato di Kg. 0,700 ,si e’ aggiudicata un buon terzo posto di settore.
Sicuramente non si puo’ essere certamente entusiasti delle prestazioni che si ottengono ultimamente in certi campi gara nei quali si e’ spesso legati alla fortuna,specialmente nelle
catture di pesci di grossa taglia, ottenute con tecniche di pesca spesso snobbate dalle alte categorie.
E' infatti diventato indispensabile in questo campo di gara, detenere nel proprio set di pesca il
tanto discusso Ledgering, magari dotato di un buon filo sia in linea che nel terminale.
Questo infatti rende possibile , sempre con un buon colpo di c. fortuna avendo l'abilita’ di
riuscire ad arrivare piu’ vicino possibile alla sponda opposta e alle cannette, catturare una
Carpa di buona taglia.
Non e’ da disdegnare nemmeno la pesca con una Inglese dotata di un galleggiante di peso leggero 8-10 grammi.
Detto questo do appuntamento al 06 Maggio nel Po di Volano a Medelana per la seconda prova del Provinciale Individuale con tecnica a Ledgering.
 
 
 
 
 
 
 
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I. Pesca per il G.P.O.Imolese
  
 
 
 
 

  
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 26/04/2012 @ 19:26:09, in FIUMI ITALIANI, linkato 10113 volte)
 
I FIUMI ITALIANI
articolo di Pier Luigi Stagni
   
E’ forse superfluo ricordare le definizioni di fiume, torrente e canale, ma ci sembra il caso di iniziare questo discorso sui fiumi italiani ricordando le differenti caratteristiche degli uni e degli altri.
Prima di tutto dobbiamo distinguere un canale dai fiumi e dai torrenti: il canale e’ un’opera frutto del lavoro dell’uomo, costruita, cioe’, di solito, scavata, al fine di effettuare bonifiche, di portare acqua per l’irrigazione o, comunque, dove ce n’e’ bisogno per qualunque motivo, oppure allo scopo di alleggerire la portata d’acqua dei fiumi in caso di piena e cosi’ via. Il regime di un canale e’ regolamentato dall’uomo stesso per mezzo di chiuse, idrovore ed altre opere di ingegneria idraulica di questo tipo.
Fiumi e torrenti, invece, sono corsi d’acqua completamente naturali e spontanei nei quali, di solito, l’uomo interviene soltanto per motivi di sicurezza, costruendo o rinforzando gli argini e ben poco altro.
Il fiume e’ un corso d’acqua perenne che e’ caratterizzato da una portata d’acqua relativamente costante durante tutto l’anno, destinata a variare, in modo rilevante, soltanto nelle fasi di piena o di magra che sono, di solito, condizionate dal normale avvicendarsi delle stagioni. Attuali follie del clima permettendo, le fasi di piena di un fiume si verificano in primavera ed in autunno, mentre le stagioni in cui la portata e’ minore sono l’estate e l’inverno. Questo, ovviamente, dalle nostre parti. Le abbondanti piogge autunnali ed il disgelo delle nevi in montagna, in primavera, sono infatti la causa delle normali fasi di piena di un fiume. Il Nilo, per esempio, essendo cosi’ lungo e’ sempre stato provvidenziale per le coltivazioni egiziane ma le sue attese fasi di piena che permettono agli agricoltori egiziani di ottenere due raccolti all’anno dipendono da cio’ che succede all’equatore, cioe’ oltre 6.600 chilometri piu’ a sud.
Il torrente e’, a sua volta, un corso d’acqua completamente naturale e spontaneo come il fiume con la differenza che e’, pero’, caratterizzato da repentini cambiamenti della portata d’acqua che dipendono dalle stagioni e, a volte, addirittura dalle condizioni meteorologiche. Un pesante acquazzone in montagna, oppure una perturbazione meteo persistente, insomma, possono variare decisamente la portata di questo corso d’acqua in qualunque momento. Questo e’ il motivo per cui i torrenti sono sempre stati ritenuti molto piu’ pericolosi dei fiumi come causa di alluvioni: spesso rapide e senza preavviso. Al contrario, salvo casi eccezionali, un fiume e’ maggiormente governabile e, con il passare del tempo, l’uomo ha provveduto a costruire, appunto, canali artificiali per poter alleggerire e poter controllare le fasi di piena, di solito previste ed attese, senza particolari motivi di ansia.
Quindi, contrariamente a cio’ che verrebbe spontaneo pensare, non e’ la lunghezza o la dimensione del corso d’acqua che distingue un fiume da un torrente, bensi’ il regime idrico profondamente diverso fra i due corsi d’acqua che si sono creati, entrambi, naturalmente e non per l’intervento dell’uomo.
Da questa semplice distinzione deriva che un fiume, per esempio il Po, che ora citiamo come esempio, ha una numerosa serie di affluenti che possono essere, a loro volta, fiumi, ma anche torrenti. Solo per fare un esempio: il Ticino, che affluisce nel fiume Po in territorio lombardo, e’ a sua volta un fiume, mentre gli affluenti emiliani provenienti dall’Appennino sono, per lo piu’, torrenti (oppure “fiumi”, ma soltanto per antica definizione che e’ stata mantenuta, ma si tratta di fiumi a regime torrentizio).
Ricordiamo anche la distinzione fra i due tipi di foce che un fiume puo’ avere quando sbocca in mare. Una foce di un fiume puo’ essere a delta oppure a estuario. I fiumi che, raggiungendo il loro sbocco in mare, non creano depositi di sedimenti a forma di ventaglio creano una “foce ad estuario”, ossia sfociano in mare in un unico ramo. Se, invece, il fiume si suddivide in varie ramificazioni lungo le quali il fiume deposita, in continuazione, sedimenti trasportati durante il suo percorso, questo tipo di foce si chiama “foce a delta” (ed e’ il caso, per esempio, del nostro Po, del Nilo, del Danubio, del Mississippi, ecc.).
I fiumi italiani scorrono in un Paese relativamente piccolo come l’Italia. Non esistono, quindi, nel nostro Paese, fiumi di rilevanza mondiale per lunghezza e portata d’acqua. Soltanto il fiume Po assume importanza storica poiché e’ collegato ad antiche storie della mitologia greca, mentre il Tevere e’, naturalmente, storicamente affiancato alla presenza di Roma e del suo antico impero e questo dice gia’ tutto da sé senza dovere aggiungere altro in questa sede. Tuttavia, questi importantissimi fiumi italiani, se rapportati a certi “giganti” mondiali, hanno lunghezze assai poco rilevanti.
Il fiume piu’ lungo del mondo e’ il Nilo che scorre in Africa dalla zona dell’equatore fino al mare Mediterraneo e sfocia in mare in territorio egiziano dopo avere percorso ben 6.671 chilometri.
Al secondo posto nel mondo, per lunghezza, si piazza il sudamericano Rio delle Amazzoni, lungo 6.280 chilometri.
Il terzo posto, in questa classifica delle lunghezze, e’ occupato dallo statunitense Mississippi-Missouri-Red Rock che raggiunge, complessivamente, i 5.970 chilometri. Segue l’orientale Yangtze (5.800 chilometri circa).
In questa classifica mondiale il fiume piu’ lungo d’Europa, che e’ il Volga (Russia), si piazza soltanto al sedicesimo posto con i suoi 3.531 chilometri.
In Europa, dietro il Volga, il secondo fiume per lunghezza e’ il Danubio, fiume pieno di storia e di letteratura e, volendo, anche di musica (ricordiamo il famoso valzer di Johann Strauss: Sul bel Danubio blu). Questo famosissimo fiume nasce in territorio tedesco, nella Selva Nera e, dopo avere percorso ben 2.860 chilometri finisce con lo sfociare nel Mar Nero. Il Danubio e’ stato per secoli un'importante via navigabile. Conosciuto nella storia come una delle frontiere dell'Impero romano, il fiume corre entro i confini di ben dieci paesi: Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria, Romania, Moldavia e Ucraina. Il suo bacino idrografico comprende addirittura parte delle acque di altri nove paesi: Italia, Polonia, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovenia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Repubblica di Macedonia e Albania. La foce del Danubio forma un’importante zona deltizia affacciata, come detto, sul Mar Nero ai confini fra Romania e Ucraina.
E’ curioso notare, anche, che il Danubio attraversa ben tre capitali europee: Vienna (Austria), Budapest (Ungheria) e Belgrado (Serbia).
Anche le sorgenti del famoso Reno tedesco si trovano poco distanti da quelle del Danubio ma il fiume germanico si dirige e sfocia a nord, in Olanda, dopo avere percorso 1.326 chilometri. Il famoso Reno di Germania (omonimo di quello emiliano) si piazza, soltanto, al nono posto fra i piu’ lunghi fiumi europei, dietro ai gia’ citati Volga e Danubio ma anche dietro ai famosissimi Ural e Don, fra gli altri.
Il fiume Po (e finalmente parliamo dell’Italia) e’ il fiume piu’ lungo ed importante del nostro Paese e, in queste classifiche di lunghezza, si piazza, in Europa, di poco dietro al francese Rodano (812 chilometri) e alla Senna (776 chilometri) che attraversa Parigi.
 

 
I fiumi italiani sono assai piu’ brevi degli altri fiumi europei perché l’Italia e’ una penisola, stretta ed allungata, dove si eleva la catena montuosa degli Appennini che dividono le acque in due versanti opposti: quello tirrenico e quello adriatico. Lo “spartiacque appenninico” e’ appunto quella linea di crinale montuoso che permette di smistare le acque su di un versante o sull’altro.
Se i corsi d’acqua italiani sono mediamente, piuttosto brevi, in compenso sono numerosi. Questo e’ dovuto alla relativa abbondanza delle piogge che bagnano l'Italia, in generale, ed anche alla presenza della catena montuosa delle Alpi, nella parte settentrionale del paese, che e’ ricca di ghiacciai, di nevai e, quindi, di sorgenti.
Altri fattori, che ne stabiliscono l’importanza (lunghezza, portata d’acqua, ecc.) dipendono anche dalle caratteristiche del suolo che i fiumi attraversano, come l’inclinazione e la maggiore o minore permeabilita’.
I fiumi piu’ larghi e con maggiore portata d’acqua sgorgano dalle Alpi a causa della particolare disposizione di questa catena di monti e della particolare elevatezza del rilievo. Non dimentichiamo che le vette piu’ alte di tutta Europa si trovano proprio nelle Alpi, ai confini italiani con Francia e Svizzera (Monte Bianco – Monte Rosa, ecc.).
Lungo il resto della penisola italiana, invece, attraversata in lungo dagli Appennini, i corsi d’acqua che scendono verso il Mare Adriatico non superano mai i 200 Km (ad eccezione del fiume Reno), mentre soltanto una decina superano i 100 chilometri. Questo e’ dovuto al fatto che lo spartiacque tende ad avvicinarsi maggiormente a questo mare. Verso il Tirreno i fiumi sono invece, mediamente, piu’ lunghi poiché le valli e la fascia sub-appenninica sono piu’ vasti.
I fiumi alpini sono di origine glaciale, e sono soggetti a fasi di piena nella stagione primaverile ed in quella estiva. I laghi alpini sono numerosi, e sono piu’ o meno vasti, ed occupano le parti piu’ depresse delle valli alpine. La loro presenza attutisce l'impetuosita’ dei fiumi e funge da filtro per le acque torbide. La ripidita’ delle valli da cui i fiumi alpini scendono provoca una notevole velocita’ delle acque e, di conseguenza, una sensibile attivita’ di erosione e di trasporto, a valle, di detriti cosiddetti alluvionali. Queste acque colme di detriti vengono appunto definite acque torbide. La decantazione e’ appunto il processo che permette che gran parte di questo materiale eroso nel viaggio delle acque del fiume venga abbandonato nei laghi di cui tali fiumi sono immissari. Dove questo non avviene, cioe’ dove un fiume non si getta come immissario in un lago per poi uscirne come emissario, le acque torbide arrivano fino alla foce del fiume. E’ il caso del Po dove il suo delta, proprio a causa dei depositi che il fiume trascina con sé fino alla sua foce, avanza progressivamente verso il mare Adriatico creando metri e metri di nuove terre ogni anno. Per verificare concretamente questo fenomeno basterebbe confrontare una carta del delta del Po di qualche secolo fa, con una piu’ recente e con una attuale.
I fiumi appenninici sono soggetti a piene improvvise, prevalentemente primaverili ed autunnali e per questo sono di solito definiti come fiumi a regime torrentizio. In contrapposizione sono soggetti a magre estive molto accentuate nell'Appennino Settentrionale, e quasi assolute in quello meridionale. Le uniche eccezioni a questa regola, nel centro-sud, sono l’Aterno-Pescara, il Volturno, il Liri-Garigliano, fra quelli che sfociano direttamente in mare, ai quali bisogna aggiungere il Velino, il Nera e l’Aniene che sono affluenti del Tevere. Questi fiumi sono alimentati da grosse sorgenti carsiche. Mancano infatti nell'Appennino nevai e ghiacciai simili a quelli alpini, ad eccezione del ghiacciaio del Calderone, che si trova sul versante settentrionale del Corno Grande del massiccio del Gran Sasso, in Abruzzo.

   
 
Elenco dei principali fiumi italiani in ordine di lunghezza (CLICCA SUI LINK PER VEDERE L'ARTICOLO DEDICATO AL FIUME)
Fiume
Lunghezza in chilometri
Regioni attraversate
652
Piemonte – Lombardia – Emilia Romagna - Veneto
Adige
410
Trentino Alto Adige - Veneto
Tevere
405
Emilia Romagna – Toscana – Umbria - Lazio
Adda
313
Lombardia
Oglio
280
Lombarida
Tanaro
276
Piemonte – Liguria
Ticino
248
Svizzera – Piemonte – Lombardia
Arno
241
Toscana
Piave
220
Veneto
Reno
211
Toscana – Emilia Romagna
Sarca-Mincio
194
Trentino Alto Adige – Veneto - Lombardia
Volturno
175
Molise - Campania
Brenta
174
Trentino Alto Adige - Veneto
Secchia
172
Emilia Romagna – Lombardia
Tagliamento
170
Friuli Venezia Giulia – Veneto
Ofanto
170
Campania – Basilicata – Puglia
Ombrone
161
Toscana
Chiese
160
Trentino Alto Adige – Lombardia
Dora Baltea
160
Valle d’Aosta – Piemonte
Liri-Garigliano
158
Abruzzo – Lazio – Campania
Bormida
154
Liguria – Piemonte
Tirso
153
Sardegna
Basento
149
Basilicata
Panaro
148
Emilia Romagna
Tartaro-Canalbianco-Po di Levante
147
Veneto – Lombardia
Aterno-Pescara
145
Abruzzo
Imera Meridionale o Salso
144
Sicilia
Agogna
140
Piemonte – Lombardia
Sesia
138
Piemonte – Lombardia
Agri
136
Basilicata
Olona
131
Lombardia
Lambro
130
Lombardia
Flumendosa
127
Sardegna
Savio
126
Emilia Romagna
Dora Riparia
125
Piemonte
Taro
125
Emilia Romagna
Serio
124
Lombardia
Rio Mannu-Coghinas
123
Sardegma
Sangro
122
Abruzzo
Metauro
121
Marche
Bradano
120
Basilicata Puglia
Bacchiglione
118
Veneto
Nera
116
Marche – Umbria
Tronto
115
Marche – Abruzzo
Trebbia
115
Liguria – Emilia Romagna
Simeto
113
Sicilia
Livenza
112
Friuli Venezia Giulia - Veneto
Stura di Demonte
111
Piemonte
Serchio
111
Toscana
Fortore
110
Campania – Molise – Puglia
Calore Irpino
108
Campania
Belice
107
Sicilia
Cervaro
105
Puglia
Noce
105
Trentino Alto Adige
Platani
103
Sicilia
Orco
100
Piemonte
Drava
 
Trentino Alto Adige (e' un affluente del Danubio che nasce e scorre per alcuni km in territorio italiano)
Isonzo
 
Friuli Venezia Giulia (Nasce e scorre in gran parte in territorio della ex Jugoslavia per entrare in Italia e sfociare in mare Adriatico dopo pochi km)
 

Elenco dei fiumi italiani in ordine di portata d’acqua
 
Fiume
Portata d’acqua in metri cubi al secondo
Po
1540
Ticino
350
Tevere
239
Adige
235
Adda
187
Isonzo
170
Oglio
137
Tanaro
132
Piave
125
Liri-Garigliano
120
Arno
110
Dora Baltea
110
Nera
108
Reno
95
Brenta
93
Livenza
85
Volturno
82
Isarco
78
Sesia
70,4
Tagliamento
70
Toce
70
Sele
69
Mincio
60
Velino
60
Aterno-Pescara
57
Sile
55
Stura di Demonte
47
Serchio
46
Secchia
42
Bormida
40
Magra
40
Trebbia
40
Panaro
37
Chiese
36
Crati
36
Aniene
35
Fella
35
Stura di Lanzo
32
Ombrone Grossetano
32
Calore Irpino
31
Bacchiglione
30
Brembo
30
Calore Lucano
30
Dora Riparia
26
Simeto
25
Rapido o Gari
25
Orco
24
Serio
23
Cervo
22
Metauro
21
Cordevole
21
Chiascio
20
Tanagro
20
Esino
18
Santerno
16
Idice
16
Olona
15
Lambro
12
Mella
11
 

Elenco dei principali fiumi italiani in ordine alfabetico
Adda
Adige
Agogna
Agri
Aniene
Arno
Aterno-Pescara
Bacchiglione
Basento
Belice
Bormida
Bradano
Brembo
Brenta
Calore Irpino
Calore Lucano
Cervaro
Cervo
Chiascio
Chiese
Cordevole
Crati
Dora Baltea
Dora Riparia
Drava
Esino
Fella
Flumendosa
Fortore
Idice
Imera Meridionale o Salso
Isarco
Isonzo
Lambro
Liri-Garigliano
Livenza
Magra
Mella
Metauro
Mincio
Nera
Noce
Ofanto
Oglio
Olona
Ombrone
Orco
Panaro
Piave
Platani
Po
Rapido o Gari
Reno
Rio Mannu-Coghinas
Sangro
Santerno
Sarca-Mincio
Savio
Secchia
Sele
Serchio
Serio
Sesia
Sile
Simeto
Stura di Demonte
Stura di Lanzo
Tagliamento
Tanagro
Tanaro
Taro
Tartaro-Canalbianco-Po di Levante
Tevere
Ticino
Tirso
Toce
Trebbia
Tronto
Velino
Volturno
 

Elenco dei fiumi italiani in ordine di posizione geografica.
Il fiume Po

Gli affluenti di sinistra del Po
Gli affluenti di sinistra del fiume Po scendono tutti dalla catena montuosa delle Alpi e sono, nell’ordine:
Pellice                                         
Dora Riparia
Stura di Lanzo
Orco
Dora Baltea
Sesia
Agogna
Ticino
Olona
Lambro
Adda
Oglio
Sarca – Mincio

Gli affluenti di destra del Po
Gli affluenti di destra del fiume Po scendono dal settore delle Alpi confinante con la catena montuosa degli Appennini e dagli Appennini stessi a partire dal Passo di Cadibona (che segna il confine fra Alpi ed Appennini) ed il fiume Panaro compreso. Gli affluenti di destra del fiume Po sono, nell’ordine:
Tanaro
Scrivia
Trebbia
Taro
Parma
Enza
Secchia
Panaro

I fiumi del Triveneto
La Pianura Padana si protende lungo il Veneto ed il Friuli-Venezia-Giulia ed attraverso questo territorio scorrono vari fiumi molto importanti, che sono nell’ordine, procedendo verso est:
 
Tartaro-Canalbianco-Po di Levante
Adige
Brenta
Sile
Piave
Livenza
Talgiamento
Isonzo
Timavo

I fiumi del versante orientale degli Appennini (Mare Adriatico)
I fiumi, che nascono sullo spartiacque orientale dell'Appennino e scendono al Mare Adriatico, sono in genere brevi e, ad esclusione del fiume Reno, nessuno supera i 200 km di corso complessivo. In genere questi fiumi sono scarsi d'acqua nella stagione estiva, ad eccezione, soltanto, dell'Aterno-Pescara che e’ l'unico fiume a sud del Po ad avere portate minime estive, alla, foce maggiori di dieci metri cubi al secondo. I fiumi appenninici sono soggetti a piene, anche violente, in primavera e in autunno e per questo sono definiti a regime idrico di tipo torrentizio. Questi fiumi scorrono, per la maggior parte, grossolanamente paralleli tra di loro lungo valli che hanno andamento perpendicolare alla costa. Le uniche eccezioni a questa regola sono fornite dal fiume Reno e dallo stesso Aterno-Pescara, citato sopra, che disegnano una sorta di tracciato a forma di 'L'.
I principali fiumi del versante orientale appenninico, procedendo da nord verso sud, sono:
Reno
Lamone
Fiumi Uniti
Savio
Marecchia
Foglia
Metauro
Esino
Chienti
Ete vivo
Tronto
Vibrata
Salinello
Tordino
Vomano
Piomba
Saline
Aterno-Pescara
Sangro
Biferno
Fortore
Ofanto

I fiumi del versante ionico (Mar Ionio)
I fiumi che sfociano nel Mar Ionio sono caratterizzati da impetuose piene invernali, aggravate dal fatto che l'Appennino Lucano, dal quale nascono e scendono, e’ scarsamente coperto di vegetazione. In quei periodi i fiumi di questa zona trasportano a valle una grande quantita’ di detriti alluvionali e la scarsa pendenza di gran parte del loro corso favorisce la formazione di acquitrini.
A parte i fiumi principali, i corsi d’acqua di questi territori assumono la denominazione di “fiumara”, corso d’acqua caratteristico proprio dei territori di Lucania e Calabria, ma anche della Sicilia. La “fiumara” e’ un corso d’acqua a pendenza lieve che per lo piu’ risulta essere in secca ma che, pero’, e’ soggetto a piene improvvise e, in qualche caso, addirittura disastrose. Le fiumare sono, quindi, corsi d’acqua con regime d’acqua fortemente stagionale e, nei periodi di secca, vengono utilizzate, addirittura, come vie di comunicazione, ovvero come vere e proprie mulattiere.
I principali fiumi del versante ionico, procedendo da est verso ovest, sono:
Bradano
Basento
Agri
Sinni
Crati
Neto

I fiumi del versante ligure tirrenico (Mar Ligure e Mar Tirreno)
I fiumi del versante ligure-tirrenico dell’Appennino sono, generalmente, caratterizzati da un regime idrico di tipo torrentizio, con magre estive che, per i fiumi calabresi, rappresentano addirittura vere e proprie “secche”. A questo tipo di regime non sono estranei neppure corsi d'acqua lunghi e importanti come l'Arno e l’Ombrone i quali, in estate, scaricano in mare valori modestissimi di portata. Soltanto alcuni fiumi fanno eccezione a questa regola e fra questi vi e’ il Tevere con alcuni suoi affluenti e sub affluenti come il Nera, il Velino, l’Aniene. Il Liri Garigliano, il Volturno, il Sele con il suo affluente Tanagro e pochi altri, sono alimentati da grosse sorgenti carsiche e scaturiscono ai piedi di massici calcarei presenti nella Sabina, nel Matese, nel Cilento, ecc. e sfuggono alla regola dei regimi torrentizi. Cosi’ come i fiumi Magra e Serchio i cui bacini si trovano su territori montani soggetti ad elevatissima piovosita’ anche nel periodo estivo (Alpi Apuane, Appennino Tosco-Emiliano). I fiumi tirrenici sono quelli con il corso piu’ lungo e con i bacini piu’ estesi di tutto l’Italia centrale, anche rispetto a quelli del versante adriatico, ma nessuno di essi supera i 200 km di lunghezza ad eccezione del Tevere e dell’Arno. Solo tre di essi (il Volturno, l’Ombrone Grossetano ed il Liri-Garigliano), superano i 150 km di corso complessivo.
Ancor piu’ torrentizi sono i fiumi del versante appenninico ligure, soprattutto per via della estrema brevita’ della loro lunghezza, dovuta alla forte vicinanza dello spartiacque appenninico alla costa. Anche in questo caso vi e’ qualche eccezione, fra cui il Roia (il cui corso di 59 km di lunghezza si svolge, tuttavia, in gran parte nel territorio francese), la Magra (che e’ il maggiore fiume per portata media che sfocia nel Mar Ligure, ma che scorre pero’, in gran parte, in Toscana) e il Vara (principale affluente della Magra, che con quasi 60 km di percorso e’ il fiume piu’ lungo interamente ligure). Questi fiumi sono gli unici corsi d’acqua della Liguria che non presentano secche estive.
I principali fiumi del versante ligure-tirrenico dell’Appennino sono, procedendo da nord verso sud:
 
Roia
Arroscia
Polcevera
Bisagno
Lavagna
Magra
Frigido
Carrione
Serchio
Arno
Cecina
Ombrone
Albegna
Chiarone
Fiora
Tevere
Liri-Garigliano
Volturno
Sele
Alento
Mingardo
Lambro
Bussento
Noce-Castrocucco
Lao

Ifiumi insulari: Sicilia
In Sicilia i corsi d'acqua sono, piu’ che altro, grossi torrenti ed alcuni sono classificati come fiumare, tipiche della Calabria. Tra i piu’ importanti fiumi della Sicilia ci sono:
 
Imera Meridionale o Salso
Simeto
Platani
Belice
Alcantara
Gela

 
 
Ifiumi insulari: Sardegna
I fiumi piu’ importanti della Sardegna sono:
 
Coghinas
Mannu
Cedrino
Tirso
Flumini Mannu
Flumendosa
Temo
 
articolo di Pier Luigi Stagni
 
 
  

 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 23/04/2012 @ 17:11:28, in PESCA AL COLPO, linkato 1580 volte)
OTTAVO TROFEO AIL 2012, LA LENZA ROMAGNOLA VINCE ANCORA
14 APRILE 2012, CANALE DI ANITA
articolo di Angelo Borgatti
  
Facile il titolo per questo pezzo sulla bella manifestazione di solidarieta' promossa dalla Lenza Romagnola Tubertini di Alfonsine (Ra), giunta quest'anno all'ottava edizione.
Facile perche' gli amici romagnoli hanno vinto anche quest'anno, bissando il successo del 2011, la manifestazione sportiva ma, soprattutto, hanno vinto per l'ottava volta la scommessa di raccogliere fondi per una causa tanto nobile come quella dell'AIL (Associazione Italiana per la lotta alle Leucemie).
Sabato 14 aprile, nonostante le condizioni meteo poco concilianti con un evento sportivo all'aria aperta come una gara di pesca, nonostante la scarsa pescosita' del canale, nonostante la concomitanza in calendario con la prima prova del Trofeo d'Eccellenza Nord e ben due prove di campionati provinciali vari che hanno forzatamente tenuto lontano da Anita molti potenziali partecipanti, Maurizio Randi e soci hanno schierato 44 concorrenti nel tratto di Circondariale Sud Est a cavallo del chilometro 2.
Per fortuna, Qualcuno lassu' in alto ha voluto benedire la nobile causa che ci ha portato sul canale ferrarese, mantenendo chiuse le cataratte del cielo e le finestre del maestrale, nonostante tutte le previsioni meteo dei giorni precedenti consigliassero di starsene al calduccio e all'asciutto in casa, pensando ad altro; cosi' ne e' uscita una mattinata fresca ma tutto sommato accettabile, senza una goccia di pioggia e con un vento affrontabilissimo per chi abituato alle bizze di Anita e del suo Eolo.
Meno ottimale la situazione della pescosita' ma, daltronde, si poteva benissimo immaginare che non sarebbe stata una mattanza ma una ricerca esasperata di qualche tocca. Programmata a tecnica libera, per la maggioranza la prova e' stata da subito quasi esclusivamente una gara all'inglese ma non sono mancati quelli che hanno tentato la carta roubaisienne, almeno ad inizio gara, per cercare una mangiata per poi ripiegare presto sulla canna di origine britannica. Come linea di pesca con i waggler, la maggiormente gettonata e' stata quella sulla tre quarti del canale, nel punto di massima profondita' (si fa per dire!!!), pasturata, a seconda delle varie opinioni, con mix di terre e pasture varie o con palline di bigattini incollati con ghiaia, sempre in modeste quantita' e con la massima precisione possibile, per non saziare i pochi pesci presenti.
Sono usciti generalmente numericamente pochi esemplari ma spesso di taglia notevole, sia carassi che breme, che hanno fatto lievitare i pesi in maniera quasi normale per qualsiasi altra gara, non fosse altro che quasi sempre questi pesi sono il frutto di 2/3/4 catture nell'arco delle tre ore.
Il maggior peso assoluto di giornata e' stato fatto registrare da Gianni Pezzoli del GPO Tubertini, che e' stato sorteggiato al primo picchetto del campo gara ed ha regolato tutti con 5300 punti frutto di una decina di pesci circa. Altri vincitori di giornata sono risultati, nell'ordine, Sergio Lama della Bagnacavallese, Luciano Pasini della Lenza Romagnola Tubertini, Claudio Ianniciello del GPO Tubertini di Bologna ed ancora uno dei padroni di casa della Lenza Romagnola Tubertini, Aldino Faccani. Per tutti costoro il sapore della vittoria ha assunto anche il sapore, ben piu' tangibile, di prosciutto stagionato, il classico premio in natura che questa gara riserva a tutti i vincitori di settore; premi in natura di vario genere anche per i classificati fino al quarto posto di ogni settore.
Tra le squadre, come detto, la Lenza Romagnola Tubertini (Luciano Pasini, Aldino Faccani, Giovanni Fantini e Damer Dal Pozzo), con 14 penalita' complessive bissa il successo del 2011, dimostrando una perfetta conoscenza delle acque di casa. Seconda piazza, con 16,5 punti, per gli Amici per la Pesca di Bologna mentre la Bagnacavallese di Frulloni e company salita sul terzo gradino del ideale podio per squadre. Al termine, come da copione, tutti a pranzo alla Festa del Cacciatore e del Pescatore di Borgo Fratti di Alfonsine, l'evento annuale che promuove tutta la manifestazione di raccolta fondi pro AIL in collaborazione con la locale Associazione di cacciatori.
Operatore al computer d'eccezione nella persona di Antonio Fusconi, notissimo membro del Settore nazionale Acque Interne e G. di G. nazionale dei massimi campionati di Pesca al Colpo.
Arrivederci all'edizione 2013, con la speranza di una partecipazione ancora maggiore per raccogliere un contributo economico ancora maggiore da offrire a tutti coloro che, meno fortunati di noi, sono seguiti ed assistiti dall'AIL.
  
articolo di Angelo Borgatti
 
 
 
 
 
  
  
 
 
 
 

 
Titolo
PRIMA GARA DEL CAMPIONATO PROVINCIALE DI BOLOGNA DA BELLY BOAT, 15 APRILE 2012 LAGHI SAPABA
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan] foto di Mirko Marcato
  
Per la terza volta partecipo al campionato provinciale da belly
Il tempo sembra terribile, piove da tempo ma di fatto saremo fortunati
Alle 6 e rotti sono al sapaba, anche per assistere al varo della portabote che si rivelera' forata.
Alle 7 siamo in acqua, con bel freddo nonostante il neoprene dei waders
Ho 2 tasche piene di gomma, pochi minnow e jig
In macchina resta una canna da casting da oncia, sul portacanne del belly ho
6.6 a spinning 3/8 con trecciatino
Altra 6.6 a spinning 5/8 con trecciatino
6 a casting da 1/2 con trecciato
Piu' guadino, retino regolamentare, giubbotto rigido di salvataggio (temendo la pioggia con l'automatico), cinghiolo di riserva, cellulare..
Partenza tranquilla, l'acqua fredda, bruttina e bassa, tanto che in molti punti si tocca
Il pesce non sembra ben disposto
Fedele alle mie idee parto con i miei punti che penso buoni.. e non lo sono
Vago per il lago alla ricerca del pesce, guardo il panorama dove si affaccia il sole, si vede fumo e nebbia alzarsi, le colline sono incorniciate di nebbia e luci
Provo pure a crank e decido che se voglio scappottare devo pescare fino.
Passano ore, solo una mangiata quando affiancando i buoni copio un'esca che mi dara' una mangiata
Poi vado al lato lago nuovo e con sfiga mi accorgo che un pontone perde, gia' bello sgonfio
Dopo capiro' che il guadino faceva pressione su una valvola, maledette camere d'aria di ricambio del fishcat che non sono uguali
Attraverso tutto il lago, recupero attrezzi di un amica carpista che ha condiviso il corso di pesca a mosca, un rapido pit stop di gonfiaggio dalla riva (ovviamente sgongio il pontone che espone alla riva le canne e il portacanne) e riparto
E qui eta', stato fisico e fortuna si alleano. sono rimasto perche' stanco - sono 6 ore di gara- vicino il punto di arrivo
qui ha pagato il finesse a galla (finalmente.....) sotto gli alberini con due bassetti
Vermino da finesse 4 pollici vatermelon con codina, accorciato, su amo del 4 da drop-texas
in 10 minuti mi sono messo dal cappotto al passaggio del turno
Poi a mezzora dalla fine vado a vedere il buco della portabote e a riposarmi
Pesiamo in 12 forse ce la faccio
Poi andiamo a pranzo a cura del BBA che ci portera' pizze calde, poi altri amici e simpatizzanti (Max per esempio) portano 1 mortadella, 3 o 4 salami che vengono disintegrati a velocita' impressionante
Taccio sulle bottiglie di vari liquidi
Poi piove a dirotto per un po e si pesa
sono nono, su 12 che hanno pesato
8 hanno fatto cappotto
quindi sono in finale con i miei soli mezzi, senza ripescaggi
dietro a questi signori per es...
Brini gran campione italiano
Debbi ex campione del mondo e vincitore anno scorso
Guazzi altro campione
piu' un paio di ragazzi (per es l'amico delle Lontre) che arrivano sempre in classifica qui ai sapaba e chi ha vinto che ha indovinato tutto
purtroppo i pesci immessi, piccolotti e fermi non hanno dato un gran aiuto
forse pescando l'ultima mezzora arrivavo piu' si, con 7 etti ero al podio (ma ne avevo nemmeno 6.) ma il fisico questo .
Che dire, solita gara tra amici che pescano per vincere ma si parlano, ti fanno parlare, pescare vicino, mangiano con tutti e ridono, sia che vincano sia che siano in cappotto
Purtroppo quest'anno poche foto o niente , il fotografo era missing in action.....
2 ultime considerazioni
Per una volta il piccolo GPO dello spinning batte la corazzata BBA
Visto il successo siamo stati arruolati io e Daniele come cuochi per la golden rod di domenica 22.
   
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan] foto di Mirko Marcato
 
 
 
  
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 12/04/2012 @ 13:18:14, in LEDGERING FEEDER, linkato 1991 volte)
QUARTO MEMORIAL MARCEL VAN DEN EYNDE 2012, LA PRIMA VOLTA DEL FEEDER
Il 1 di Aprile 2012, nel nuovissimo campo gara Valli di San Camillo (meglio conosciuto come Cavalli), a Ostellato (FE), si e' svolta la prova dedicata alla tecnica del Feeder Fishing nell'ambito del Quarto Memorial Marcel Van den Eynde.
E' la seconda volta che la tecnica del Feeder Fishing viene inserita in un appuntamento di livello nazionale, dopo l'Italian Master di Novembre 2011, e questo dimostra la sempre maggior considerazione che questa disciplina gode da parte sia della FIPSAS che dai grandi marchi del mondo della pesca, con immensa soddisfazione sia del sottoscritto che da parte degli adepti di questa tecnica.
La risposta a questa storica apertura degli organizzatori del Van den Eynde agli agonisti del circuito del Feeder Fishing e' stata ottima, con la presenza dell'elite dell'agonismo italiano alla manifestazione con alcune eccezioni dovute principalmente alla crisi economica che, purtroppo, condiziona pesantemente anche il mondo della pesca; alla fine sono stati ben 68 gli iscritti al Memorial, numero che supera di una decina di unita' la media di partecipazione ai Campionati Italiani di specialita'.
La gara, della durata di 4 ore, ha preso il via alle 9.30, quasi in concomitanza con un vento freddo di bora, tanto previsto quanto poco gradito, che non cessera' per tutto il resto della giornata infastidendo non poco gli agonisti, vuoi per le difficolta' nel lanciare in maniera precisa a lunga distanza, vuoi per la difficolta' nel percepire la mangiata su tip (cimini) molto sensibili o semplicemente per il freddo che, dopo un venerdi' ed un sabato con clima tropicale, non tutti erano preparati ad affrontare.
Tante le toccate non viste a causa del moto ondoso prodotto dal vento e da rami e materiale vario in acqua che disturbava la percezione corretta delle mangiate sulla cima, tanti i bigatti triturati e le camicie recuperate senza aver percepito niente! Per fortuna le bremes di taglia e qualche bel carassio hanno piegato, nella maggior parte dei casi in maniera parecchio decisa, la cima della canna rendendo possibile la ferrata anche in mezzo alle raffiche davvero forti che creavano difficolta' persino nell'utilizzo del guadino!!!
Il pesce, da parte sua, dopo un venerdi' eccezionale ed un sabato abbastanza apatico, si e' dimostrato disposto a collaborare alla buona riuscita della manifestazione; le catture sono state non numerose ma di dimensioni importanti come si era gia' capito nei giorni precedenti; questo ha determinato delle situazioni di differenze di peso anche notevoli tra chi ha trovato il pesce e chi, per svariati motivi, non e' riuscito a bollare o ne ha trovato uno casuale.
La pescata vincente si e' quasi sempre svolta a centro canale, su una linea attorno ai 35/40 mt. di distanza, anche a causa del vento che non consentiva una precisione accettabile a piu' lunga distanza.
Si e' fatto risultato caricando un cage feeder (pasturatore a gabbietta aperto alle estremita') di pastura scura o simile con vari additivi segreti che nessuno rivelera' mai, se non sotto tortura; esca principe il bigattino morto.
1 assoluto del bravissimo Gregorio Monego del Team Lbf Italia con 15900 punti, realizzati usando come pastura dei pellets sempre in un cage feeder e come esca il bigatto; grazie a questa condotta di gara Greg si porta a casa un bellissimo paniere offerto dallo sponsor Tubertini.
Bravissimi anche il mio compagno di squadra Stefano Mariotti, della Lenza Emiliana Tubertini, che fa il Secondo assoluto con 11390 punti e Paolo Zaffani del Team Lbf Italia, che con 10060 punti completa il podio e vince una bella canna da feeder con relativo mulinello sempre offerti dalla ditta Tubertini.
Da evidenziare il risultato di squadra della Lenza Emiliana Tubertini, che con il primo di Stefano Mariotti, il primo di Scartabellati, il Secondo di Michele (Capace) Capoccia, e il Terzo di Manuel (Marcheselli) Marchese ottiene un risultato di squadra di tutto rispetto. Peccato non vi fosse una classifica per squadre
Bello, comodo e pescoso il nuovo tratto di campo gara, anche se un adeguamento della stradina lo renderebbe perfetto, mentre alcuni agonisti hanno lamentato la presenza di sospette reti o cordini che hanno rappresentato ostacoli insormontabili per gli sfortunati che li avevano nel picchetto.
Da segnalare che al sabato ho beccato in flagrante un losco individuo che pescava con un tramaglio approfittando della fitta nebbia che ha reso difficile capire cosa facesse fino alle 10.00 quando si e' diradata; dopodiche' il bracconiere, vistosi scoperto e velatamente minacciato da una quindicina di arrabbiatissimi pescatori, ha ben pensato di fuggire a gambe levate abbandonando la rete in mezzo al prato
Non so se fosse italiano o straniero pero' l'italiano lo capiva benissimo!!!
FEEDER FISHING LE INTERVISTE (a cura di Angelo Borgatti)
Monego Gregorio Primo assoluto Feeder
Complimenti Gregorio. E la prima volta che vieni ad Ostellato?
No, c'ero gia' stato in occasione dell'Italian Master del novembre scorso, dove abbiamo anche vinto come squadra.
Nonostante le condizioni meteo, oggi vi siete proprio divertiti
Si, oggi stato veramente soddisfacente la pescata. Ho realizzato oltre 15 chili di belle breme, nonostante che con il vento sia tutto pi difficile.
 
Vuoi dirmi la tua impostazione di gara?
Avevo preparato 4 canne: due per la pesca a centro canale e due, piu' potenti, per arrivare sotto le canne della sponda opposta. Quest'ultime, per fortuna, non le ho dovute usare. Non ho fatto il fondo iniziale, perche' avevo l'impressione che i pesci non gradissero troppo il rumore che si crea con questa operazione. All'inizio lanciavo piu' di frequente, scaricando velocemente il feeder. Ho caricato il pasturatore, durante la gara, solo con sfarinato e pellet e non ho mai impiegato i bigattini, se non come esca. Ne innescavo due, stirati, e dopo pochi minuti dall'inizio ho iniziato a vedere le prime tocche.
 
Come hai costruito le tue lenze?
Nulla di particolare. Ho usato dei pasturatori pesanti ma piccoli, per non alimentare troppo ma rimanere ben fermo sul fondo. Il terminale da circa 70/80 cm. Come pasture ho usato solo pastura da breme e piccoli pellets.
 
Le tue impressioni su Ostellato
Per la nostra tecnica e' un canale molto bello, un campo che ti permette di pescare da sotto sponda fino all'altra riva, in molteplici condizioni. Peccato sia un po lontano da Milano!
 
Glauco Tubertini
Mi sembra che l'ingresso del Feeder Fishing nel Memorial sia stato positivo
Si, quello del Feeder un settore che si sta sempre piu' sviluppando e nel prossimo futuro avra' degli importanti sviluppi, sia sportivi che commerciali. Come tecnica molto catturante e regala belle soddisfazioni. L'importante, a mio avviso, che rimanga una categoria a se stante rispetto al colpo, magari con una attivita' non concomitante con il colpo, cosi' da dare anche a questi pescatori la possibilita' di cimentarsi con questa nuova tecnica e viceversa.
 
La Lenza Emiliana Tubertini e' probabilmente la prima, almeno tra le formazioni di vertice, ad avere al suo interno una squadra dedicata al feeder fishing
Si, quest'anno abbiamo costituito questo team con 4 ragazzi d'oro, motivatissimi ed entusiasti, che mi aiutano moltissimo anche nella ricerca dei prodotti migliori e nei test relativi. Tutti vengono dal colpo e nel feeder stanno ottenendo anche dei buoni risultati.
 
Commercialmente, il segmento feeder che percentuale di mercato ricopre?
Agonisticamente e' ancora di nicchia ma dal punto di vista amatoriale e' numericamente molto importante. Consideriamo che si pesca a feeder anche in mare oltre che nei grandi fiumi e laghi, quindi ha una potenzialita' d'impiego e' enorme. Non una tecnica di pesca che richieda una attrezzatura particolarmente costosa per essere praticata con successo, quindi molto adatta anche ai giovani; infatti ci sono molti ragazzi che si avvicinano al feeder.
 
MARIO MOLINARI C.T. della Squadra azzurra feeder fishing
Mario, oggi eri presente come agonista ma come C.T. della Nazionale hai avuto la conferma delle potenzialita' del feeder fishing, che proprio in condizioni difficili come quelle odierne, con le altre tecniche che hanno mostrato un po la corda, vi ha consentito di realizzare una ottima media di catture. Ultimamente si sta sollevando il dibattito sull'opportunita' di mantenere questa specialita' a se stante o integrarla nel novero della pesca al colpo?
Non vorrei alimentare queste discussioni visto che sono parte in causa. Io dico solo che il feeder deve crescere e per farlo deve attingere al bacino dei pescatori del colpo che, per motivi vari, si interessano o potrebbero interessarsi a questa disciplina una volta che inizino a praticarla. Non voglio dire che se ne innamorerebbero ma potrebbero rendersi conto che questo e' un altro modo di pescare. Gare di grande promozione come questa di oggi, se fosse stata a tecnica libera, avrebbe potuto far provare ad un numero maggiore di concorrenti anche questa carta, probabilmente facendo loro catturare qualche pesce in piu'..
 
Tu vedi questa grande sinergia tra il colpo ed il feeder
Si. Un buon agonista di pesca al colpo pu trovare nel feeder degli ottimi sbocchi e non avrebbe difficolta', una volta imparate facilmente le regole di base, a catturare bene anche con il pasturatore.
 
Come C.T. della Nazionale manifestazioni come questa potrebbero servirmi a verificare diverse cose e lo stato di forma degli agonisti. D'altra parte, in paesi come l'Inghilterra, dove il feeder fishing e' parte integrante dell'agonismo colpo, questa non la e' tecnica principe, ma semplicemente un arma in piu' nelle possibilita' di ogni agonista, oltre all'inglese o alla roubaisienne. In gare come questa di oggi provare ad integrare entrambe le situazioni potrebbe essere interessante.
 
C'e' chi sostiene che con la pesca a feeder si corre il rischio di impoverire il patrimonio tecnico dell'agonismo italiano
Non e'assolutamente vero, anzi il contrario. Se analizziamo il livello tecnico dell'agonismo di paesi dove il feeder fishing e' pratica abituale come l'Inghilterra ma anche diversi paesi dell'Est, possiamo vedere che le corrispondenti nazionali di pesca al colpo sono ad alto ed altissimo livello. Ripeto. solo una opportunita' in piu'.
 
Una delle frecce allarco degli estimatori di questa tecnica la sostanziale economicita' rispetto al colpo
Certamente. Un tempo si diventava agonisti partendo dalla pesca amatoriale, con una attrezzatura tutto sommato semplice. Oggi non e' possibile, se vuoi fare agonismo colpo devi avere una attrezzatura minima molto costosa. Con il feeder questo non serve; il feeder e' una tecnica semplice, dove con una attrezzatura anche ridotta si possono affrontare competizioni impegnative come quella di oggi, con buoni risultati.
 
Oggi c'erano quasi tutti i componenti della Nazionale, qui ad Ostellato
Si e gia' ieri ho potuto vedere che sono tutti ben motivati e carichi. Oggi ho pescato a fianco di De Pascale ed abbiamo combattuto sportivamente fino all'ultimo pesce. Stefano Mariotti ha realizzato il secondo peso assoluto con oltre 12 chili; Monego era in Nazionale lo scorso anno. Speriamo che al prossimo Mondiale ci si possa togliere di dosso quell'ultimo assoluto che ha segnato il nostro debutto internazionale, lo scorso anno, proprio in casa. A meta' aprile andremo in Belgio per visionare una competizione sul campo di gara del Mondiale 2012, sperando possa servirci per inquadrare bene quella difficile situazione.
 
Cosa ne pensi del fatto che la Lenza Emiliana Tubertini abbia inserito nel novero delle proprie specialita' anche un team di feeder fishing?
Ritengo che la scelta di ampliare il proprio raggio d'azione denunci una sensibilita' a questa nuova tecnica ed una apertura anche mentale verso questo metodi pesca e ad ipotetici nuovi scenari. Il fatto che sia stato istituito un Mondiale significa che la tecnica, anche per la Federazione, ha un futuro e quindi Tubertini ha voluto mettersi al passo sin da subito con un suo team, di cui 2 componenti sono gia' atleti Azzurri.
 
Marco Scartabellati, foto di Stagni Giuseppe e Manrico Mingozzi ed interviste di Angelo Borgatti
 
  
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 10/04/2012 @ 22:00:17, in ARCI PESCA, linkato 1799 volte)
PRIMA PROVA REGIONALE BOX A.R.C.I. VALLETTE DI OSTELLATO
25 MARZO 2012
Articolo di Danielli Stefano
 
Solita storia alle Vallette di Ostellato, poche catture caratterizzano in questo momento questo
campo di gara.
Il 25 Marzo 2012 si e' svolta la prima prova del Campionato regionale BOX alle Vallette appunto, e come si era gia' notato nella prima prova del Provinciale individuale ,attualmente questo campo di gara
si presenta ostico a inizio di stagione dando soddisfazione solo ad esterni di settore e pochi altri.
In questa prima prova il nostro Team ha dovuto subire questo momento negativo, pur trovandosi in un settore centrale combattendo cosi' ad armi pari con i restanti del settore.
Con un pescato di Kg 2,620 si e' dovuto accontentare di un onorevole quarto posto di settore,
tenendo presente che, come altri nel settore, nel Box della propria Squadra si sono verificati
dei cappotti.
Falsati i risultati di settore anche dal fattore taglia delle catture che svariavano dalle poche decine
di grammi a catture da oltre il chilo e mezzo.
Prossima gara il 15 Aprile 2012 per la prima prova del Provinciale a Coppie nel campo di gara del Riolo a Malalbergo (BO).
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I pesca per il G.P.O. IMOLESE
 
 
 
 

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 10/04/2012 @ 17:18:33, in PESCA AL COLPO, linkato 2361 volte)
QUARTO MEMORIAL MARCEL VAN DEN EYNDE 2012, CONCLUSIONI
Articolo di Angelo Borgatti
  
Lo scorso 1° aprile ennesima festa della pesca, della Tubertini e del marchio Van den Eynde, con la quarta edizione del Memorial che ricorda il grande campione belga, le sue vittorie, le sue famose pasture e la grande amicizia che lo legava a Lele Tubertini e alla sua famiglia. Come in tutte le altre tre precedenti edizioni, erano presenti la figlia del campione belga, Michelle, e il CT della Nazionale olandese e grande collaboratore della Azienda, Jan van Schendel.
 
Grande apparato organizzativo e scenografico messo in campo dall’Azienda di Bazzano, che si è avvalsa, come consuetudine, della impagabile opera dei soci del G.P.O. Tubertini, della PescaSport Ferrara Tubertini e della Garisti Dario Tubertini; splendido il colpo d’occhio dei campi gara e del raduno con la moltitudine di striscioni presenti, le bandiere al vento (e quest’anno ce ne è stato davvero tanto!!!) e la pennellata di giallo offerta dai 1075 secchi con il logo Tubertini corredati di due sacchi di terre e pasture Van den Eynde fatti trovare sul picchetto ad ogni agonista iscritto.
 
Immenso il campo di gara, comprendente Ostellato Covato, Ostellato Vecchio, la Valle S. Camillo (ex Cavalli) ed il Po di Volano a Medelana e fisicamente durissimo, il lavoro dei tanti volontari che hanno predisposto il campo di gara e contribuito ad allestire la grande esposizione di materiali Tubertini e Van den Eynde per la pesca al colpo ed il feeder fishing, coordinati da Buzzoni, Minghelli, Landi e compagni, nell’amplissimo capannone messo a disposizione all’interno della Zona Industriale di S. Giovanni di Ostellato, sede di raduno e premiazione
 
Per quanto riguarda l’organizzazione, non si può evitare di sottolineare l’ottimo successo della modalità d’iscrizione, elettronica tramite un sito internet dedicato, che, a mio parere, è stata l’antesignana di una rivoluzione tecnologica a cui il mondo della pesca sportiva agonistica non può e non deve sottrarsi e alla quale la stessa Federazione dovrebbe adeguarsi in futuro. Potersi iscrivere direttamente, tramite un accesso specifico per ogni sodalizio, senza interferenze esterne, immettendo direttamente i propri nominativi e le coordinate bancarie del versamento per la propria iscrizione, hanno rappresentato un miglioramento organizzativo di non poco conto, oltre che una maggior fluidità in tutte le operazioni di sorteggio ed abbinamento, che hanno consentito un miglior deflusso dei concorrenti dal luogo di raduno, una delle problematiche maggiori riscontrate nell’edizione 2011. Anche la scelta di distribuire separatamente tra le varie categorie e campi gara i cartellini per i posti gara ha rappresentato una migliore gestione degli oltre mille partecipanti a questa immensa festa della pesca.
Certamente qualche sbavatura è rimasta, ma ben poca cosa rispetto alla immensa mole di lavoro organizzativo che una manifestazione di questo genere necessita e credo si possa affermare che il lavoro dei tanti soci di GPO Tubertini, PescaSport Ferrara Tubertini e Pescatori Dario Tubertini impegnati per l’occasione, coordinati dal Presidente del GPO e Direttore di Gara Fabrizio Rizzatti, oltre che da Gabriele Lavezzi della PescaSport e Fabrizio Menegatti dei Pescatori Dario, sia stato di ottimo livello e meriti un plauso speciale. Precisa e puntuale anche l’opera del Giudice di Gara nazionale Luciano Benassi, ottimamente coadiuvato per l’occasione dai G. di G. Paolo Bettella di Padova e Odoardo Piggioli di Bologna, che sono riusciti ad ottenere ed elaborare tutti i dati necessari per le premiazioni finali in tempi ragionevoli rispetto alla mole di partecipanti. Forse su questo aspetto, su cui sta già lavorando l’organizzazione, si potranno ottenere dei miglioramenti nell’edizione 2013 del Memorial.
 
Fatte le giuste e doverose celebrazioni dell’organizzazione, è d’obbligo parlare dello svolgimento della manifestazione dal punto di vista agonistico. Il lotto dei partecipanti era diviso sui vari campi gara a seconda della loro provenienza agonistica: a Medelana erano schierati i partecipanti al Trofeo Eccellenza Centro integrati da alcune squadre di concorrenti generici per completare i 100 posti del campo gara; ad Ostellato Covato era schierata la quasi totalità delle compagini dell’Eccellenza Nord, oltre ai giovani ed individuali, mentre nel Campo Vecchio erano disposte tutte le altre formazioni che hanno voluto essere della partita; nel nuovo campo gara della Valle S. Camillo (ex Cavalli), si è invece svolta la corrispondente gara a feeder fishing, che ha visto schierato buona parte del gotha di questa nuova specialità del panorama agonistico italiano, a cominciare dal C.T. della Nazionale, Mario Molinari, diversi componenti della formazione Azzurra, l’accompagnatore Azzurro Verter Bergonzoni oltre a tanti altri simpatizzanti della tecnica anglosassone. (Per questa parte della competizione vi rimando allo specifico articolo sempre nelle nostre news).
 
Tornando alla competizione di Pesca al Colpo, va detto che le condizioni meteo hanno notevolmente influenzato tanto le tecniche impiegate che la pescosità del Circondariale, che è stata generalmente piuttosto bassa. Una perturbazione accompagnata da un forte vento di bora ha flagellato per tutta la giornata il campo di gara, abbassando drasticamente le temperature, fino al giorno precedente quasi estive; la specialità che mediamente ha risentito meno dello stravolgimento meteo è stata proprio quella del feeder fishing, tecnica che riesce meglio a sopperire ai gravi disagi che il forte vento provoca tanto alla pesca con la roubaisienne che all’inglese, consentendo una migliore presentazione dell’esca sul fondo ed una meno gravosa percezione delle mangiate. Per tutti gli altri è stata spesso una sofferenza tentare di impostare una corretta pasturazione ed una efficace azione di pesca; per la maggioranza dei concorrenti la tecnica prevalentemente usata è stata quella all’inglese, dal momento che mantenere correttamente in pesca le lunghe canne ad innesti era in certi momenti veramente impossibile. In generale i campi gara di Ostellato hanno risposto in maniera scarsa e non sono mancati i cappotti, ed in certi tratti del Campo Vecchio sono stati addirittura predominanti. Decisamente meglio il rendimento del Po di Volano, con pesi mediamente migliori rispetto al Circondariale, anche se molto lontani da quanto fatto registrare solo il week-end precedente nel corso delle due prove di Club Azzurro. Acqua piuttosto veloce e pesca più difficoltosa hanno accompagnato per tutte le tre ore i cento concorrenti qui schierati.
Dopo i successi di formazioni appartenenti all’Elite nord, quest’anno è stata la volta di una squadra partecipante al prossimo Trofeo A3, Il Gambero Milord di Reggio Emilia, che ha vinto la kermesse con sole 4.5 penalità realizzate da Domenico Nizzoli, Gino Bacci, Loris Macchiavelli e dall’ucraino Sergheij Burdak. Piazze d’onore per Amo Santarcangiolese ed Oltrarno.
Prima delle formazioni targate Tubertini la vincitrice dell’edizione 2011, la formazione B della Lenza Emiliana, composta da Marco Corazza, Andrea Polesi, Mauro Belloni, integrata dal Campione Italiano 2011 Moreno Ravaglia. Per loro la busta n°5 della premiazione finale assoluta, officiata per intero dal “padrone di casa” Glauco Tubertini in compagnia di Michelle e Ian, che hanno consegnato i prestigiosi trofei e premi in materiale da pesca Tubertini a tutti i primi classificati di ogni categoria.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
INTERVISTA A GLAUCO TUBERTINI
Glauco, sei fisicamente molto provato…
Assolutamente si! Sono, anzi siamo, in piedi dalle quattro di stamattina, oltre al lavoro di ieri per allestire il campo gara, la mostra qui al raduno, e tutto quanto concerne lo svolgimento della manifestazione. In più ho anche pescato e il vento ed il freddo di oggi ci hanno provato fisicamente ancora di più.”
 
Sei soddisfatto di questo 4° Memorial Van den Eynde?
“Molto. Ogni anno le cose vanno meglio dal punto di vista organizzativo. Quest’anno eravamo oltre 1000. Innanzi tutto voglio ringraziare i Presidenti delle tre Società che hanno gestito il Memorial, con Fabrizio Rizzatti del GPO in testa; ma tutti quanti i presenti sono stati all’altezza della situazione: i concorrenti hanno capito lo spirito della giornata ed anche voi dei media state svolgendo un lavoro eccezionale per tutto il movimento. Sono anche molto soddisfatto del innovativo sistema di iscrizione elettronica che abbiamo adottato e che ha consentito di ovviare a molti degli inconvenienti registrati lo scorso anno. E’ il frutto del lavoro di Rizzatti padre e figlio ed è giusto menzionarlo. Anche gli amici Michelle e Jan sono molto soddisfatti dello svolgimento di tutta la manifestazione.”
 
E il prossimo anno?
“Faremo certamente il 5° Memorial Van den Eynde! Sperando che non ci sia la Bora…”
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 08/04/2012 @ 22:25:00, in ARCI PESCA, linkato 1860 volte)
DURA LA PRIMA PROVA DEL PROVINCIALE INDIVIDUALE DI BOLOGNA A.R.C.I. CON TECNICA INGLESE
Ostellato, 18 marzo 2012
articolo di Danielli Stefano
   
Dura la prima prova del Provinciale Individuale con tecnica Inglese che si è tenuta in quel di Ostellato Vecchio il 18 Marzo.
Il periodo freddo o forse il fatto che il pesce si sia abituato a mangiare più a tiro della
rubaisienne, hanno reso questa gara veramente avara di catture con numeroso cappotti in ogni settore.
Nella sequela di cappotti purtroppo vi si sono trovati anche due dei componenti il nostro TEAM
A.R.C.I. Borghi Rossella e Danielli Stefano hanno subito questo duro smacco ,quelle di non vedere
mai il galleggiante andar sotto.
Meglio sono andati gli altri due componenti,infatti Fontana Giovanni si è piazzato 2° di settore ,
mentre Banzi Giuliano si è piazzato 3° nel suo settore seppure con poche catture.
Molto deludente quindi la prima gara della stagione A.R.C.I. Ostellato si è dimostrato come al solito ostico e avaro, in tutti i settori le catture sino state scarse anzi scarsissime anche se di buona taglia ,solo i concorrenti esterni hanno goduto di una migliore sorte in fatto di catture,come di regola.
Prossima gara il 25Marzo ahimè sempre a Ostellato,però alle Vallette dietro ai Cavalli,campo di gara nuovo per i garisti A.R.C.I. quasi esclusivamente adibito al Carp Fishing quindi una incognita.
    
Redatto da Danielli Stefano responsabile del settore A.R.C.I. per il G.P.O. IMOLESE
  
 
  
   

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 08/04/2012 @ 16:33:39, in EVENTI, linkato 2789 volte)
SERATA A TEMA: FEEDER FISHING 20 APRILE 2012
A FINE ARTICOLO TROVERETE L'ALBUM FOTOGRAFICO DELLA SERATA 117 IMMAGINI
 
LA SEZIONE PROVINCIALE FIPSAS DI BOLOGNA ORGANIZZA
VENERDI' 20 APRILE 2012
ALLE ORE 20:30 AL CIRCOLO BENASSI
VIALE CAVINA, 4 BOLOGNA
 
 
 
 
 
 
UNA SERATA A TEMA:
APPROCCIO AGONISTICO
AL FEEDER FISHING
SCHEMI DI LENZE, ACCESSORI, PASTURAZIONE
MA ANCHE
MENTALITA' AGONISTICA E PREPARAZIONE ALLA GARA
 
RELATORE DELLA SERATA
MARIO MOLINARI
C.T. DELLA SQUADRA NAZIONALE DI FEEDER FISHING
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PER LA PARTECIPAZIONE E' CORTESEMENTE RICHIESTA UNA CONFERMA TELEFONICA DI PRESENZA ED UN CONTRIBUTO DI 3 EURO PER IL NOLEGGIO DELLA SALA.
 
 
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
ANGELO BORGATTI : 3355737232
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
VERTER BERGONZONI : 3355210173
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
 
  
 
  
 
 
 

 
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