GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 CARPFISHING - MANUELE MAZZONI DEL TEAM KAPPOTTO... di Admin G.P.O.
 
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I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione.

Muhammad Ali
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di Admin G.P.O. (del 26/02/2011 @ 12:06:24, in CARPFISHING, linkato 22381 volte)
CARP FISHING - QUASI RECORD DEL MONDO
Carpa Regina da KG 38,810


Questa la foto della carpa comune piu' grande del mondo - una bestia colossale da record dal peso di KG 38,810

E' stata catturata dal fuoriclasse tedesco Dieter Markus Stein in un lago tedesco di cui ha voluto mantenere segreto il nome. Il luogo dove e' stata catturata la carpa da record e' considerato come uno dei piu' difficili laghi del continente dove il divario di tempo tra una abboccata e l'altra puo' essere anche di svariati mesi.

Incredibilmente, e' la seconda volta che Dieter cattura questa carpa di ben 31 anni di eta'. Infatti due anni fa catturo' la stessa carpa ma con un peso inferiore di Kg 0,400 rispetto al peso attuale.

Dieter ha dichiarato che: "L'area del lago che avevo preso di mira aveva iniziato a diventare molto difficile a causa dei numerosi pescatori e a causa del rumore che ultimamente era aumentato notevolmente. L'attivita' del pesce era diminuita e le carpe si erano spostate fuori dalle zone degli spot tradizionalmente utilizzati da me. A questo punto ho deciso di spostarmi in una zona dove non avevo mai pescato. Dal mese di novembre ho iniziato a pasturare con boilies intere e sbriciolate per ottenere la fiducia delle carpe e ho continuato per ben 2 mesi".
Dieter , come innesco ha utilizzato una boiles all'aroma di pesce combinata con una mezza pop-up. Poi ha aggiunto nel PVA legato all'amo tre boiles. L'innesco si e' rivelato irresistibile per la carpa da record. L'abboccata e' avvenuta alle 5:30, dopo una breve sessione notturna.

"Speravo di prendere una delle grandi carpe a specchi che popolano il lago, ma certamente non mi devo lamentare perche' grazie a questa grande carpa comune ho acquisito il nuovo record. La carpa , prima di finire nel guadino, ha opposto una poderosa resistenza durata oltre 20 minuti.


Se questa carpa comune continuera' a crescere al ritmo attuale, in pochi anni , se venisse ancora catturata, potrebbe infrangere l'attuale record mondiale per una carpa comune che appartiene dal 2008 ad Andre Komornicki da Les graviers con una carpa a specchi di ben KG41.
 
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Di sipadan (del 25/02/2011 @ 22:32:34, in SPINNING, linkato 1843 volte)
 
LA PESCA NEI CANYON ALPINI
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Ciao
Queste sono le foto di una splendida pescata alpina
Chi è interessato al posto chieda e gli sarà detto dove è questa meraviglia
Incidentalmente è un tratto no kill….. con controlli teutonici
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I passaggi difficili non sono fotografati perché intenti a non fare il bagno a 7-8 gradi, acqua gelida
 
Ci sono 2 o 3 passaggi al limite dei waders, alcuni passaggi con corrente forte..
Meravigliose piane e correnti dove forse non abbiamo ancora pescato al meglio.
I locali hanno la strana attitudine a pescare con grossi minnow e pesanti rotanti, recuperando in modo costante.
Noi abbiamo pescato più leggero  modulando i recuperi e siamo stati premiati in piane e strisci, fino a 15 trote per bucanone…..
Come finisce questo tratto, da non fare se piove o minaccia pioggia?
Contro un canyon invalicabile, da qui si torna indietro per la stessa via
Perchè se cresce il livello sono problemi seri a uscire, visto che le pareti sono centinaia di metri a picco.
Narrano esistano sentieri per risalire, noi non li abbiamo visti.
Servono 3 o 4 ore per andare, 3 se siete veloci.
Se avete qualcuno davanti superatelo se potete, pescare per primi fa la differenza molto spesso.
Anche tornando, 2 o 3 ore si può pescare e magari si prende
 
Serve un permesso da 14 euro…. Ben spesi
Un suggerimento.. partite presto, se non trovate nessuno davanti…
È fatta
Noi non abbiamo preso trote gigantesche ma parecchie e il posto è da leggenda
 
Ci vedete con lo zaino.. ve lo sconsiglio
State leggeri
Gilet con impermeabile, 2 panini, acqua (almeno un litro), esche, canna e mulinello, cappello e occhiali polarizzati bastano, col caldo la giacca va nel gilet….(che spesso solleverete nei guadi…..)
 A presto
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
Titolo
Di sipadan (del 25/02/2011 @ 16:58:55, in SPINNING, linkato 6251 volte)
KIT INDISPENSABILE PER LA CORRETTA PESCA DEL LUCCIO
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
In occasione della prossima riapertura della pesca al luccio provo a riepilogare gli elementi indispensabili (!) per tutelare questo predatore già in difficoltà ed estremamente rarefatto
Premesso che per coscienza ecologica il luccio VA sempre rilasciato, con o senza obbligo di legge, almeno fino a che è così raro e con areali di distribuzione così limitati (a Bologna almeno)
Vi ricordo che 80 anni fa era ovunque, molto più diffuso delle carpe, quindi qualcosa è cambiato….e un minimo di responsabilità l’abbiamo
Punto 1 IL CAVETTO
Il luccio si pesca SEMPRE col cavetto, nel dubbio ci siano lucci se abbiamo un minimo di coscienza ecologica lo dobbiamo usare.
Lasciare un’esca in bocca al luccio ne compromette con alta probabilità la vita, oltre a farci perdere l’esca.
Il cavetto può essere di molteplici tipi di cui solo i seguenti danno reale affidabilità occorre essere certi che tutti i componenti abbiano la stessa resistenza di almeno 30 kg.
ð       Cavi in acciaio o titanio monofilare rigidi (monowire, per es il tooth proof), più o meno rigidi, con tenuta da 20 a 200 kg. Sono definiti se belli tosti “aste da jerk”. Possono pure essere in titanio. Se lo compriamo c’è indicata la tenuta, se ce lo costruiamo badiamo a far si che i componenti siano dimensionati tutti allo stesso livello, ovvero con tenuta analogo. Questi cavi sono perfetti per jerk , spinner e similari, su esche piccole bloccano un po il movimento salvo siano realizzati con fili molto sottili. Hanno il difetto che possono tendere a piegarsi (e riportarli dritti è complesso) ma sono pressoché eterni.
  • Cavi in titanio monofilare sottile annodabile. Sono morbidi e costosi, occorre il massimo dell’attenzione ne fare il nodo o “crimparli” se si decide di usare le boccoline  strette con le pinze invece del nodo per bloccare il filo . sono costosi
  • Cavi in acciaio termosaldabile, possono essere comprati già fatti o essere fatti in casa (meglio) o sul posto. Ce ne sono di infinità di modelli, con diverse tenute (da 5 a 50 kg), diversi diametri e diversi sistemi di ricopertura in materiale che scaldato (non bruciato!) dopo averlo arrotolato facendo asole si blocca in un unico filo. Sono i sistemi più diffusi, apparentemente facili da fare bastando un accendino ma sono i cavi che più facilmente si aprono se non ben fatti. Potrebbero essere pure crimpati, ma non è più semplice. Sono morbidi, leggeri e flessibili, adatti alle esche leggere
  • Cavi in fluorocarbon questi cavi sono i più dibattuti. Vanno crimpati “con le mani della domenica”, ovvero con boccole adatte, pinze adatte, testati uno a uno più volte con serietà. Premetto che per me NON sono meno visibili dell’acciaio o del titanio perché sono circa un millimetro di diametro ma danno un’ottima mobilità anche con esche medie. Io li ho stressati in canada e non ho mai visto uno tagliato se non pescando a mosca (dove il cavo va in bocca al luccio di sicuro e non di poco) e li ho visti in Irlanda reggere 10 minuti in bocca a un luccio. Però qui se si è sfortunati il dente entra e lo può tagliare, un’alea di dubbio resta e se non si è sicuri non usateli. Ovviamente sono oggetti di “consumo” e se un minimo graffiati vanno cambiati sollecitamente senza “cercare guai”.
Tutti gli altri cavi che vi propongono scartateli immediatamente, kewlar dacron e similari, fluorocarbon sottile, nylon grosso… si tagliano uso ridere con i denti di un luccetto, l’unica eccezione credibile in casi in cui l’incontro col luccio è certamente molto improbabile è usare un “cavetto” in termosaldabile da 10-15 kg che da poche chance, ma meglio di nulla e consente di usare esche leggerissime (che per contro il luccio inghiotte essendo piccole mettendo il cavo sui denti……. )
Quindi si desume che il luccio non andrebbe coscientemente pescato con esche piccole e leggere.
Punto 2 LE PINZE.
Servono almeno due paia di pinze, una lunga minimo 25 cm , robustissime
Servono per slamare in caso di abboccata profonda, per schiacciare ardiglioni, insomma sono indispensabili
Punto 3 IL TRONCHINO/TRONCHESINO.
Serve  anche un tronchesino, in genere a doppia demoltiplica, bello lungo.
Serve per tagliare ancorette o ami delle stesse in caso di abboccata profonda e deve essere in grado di farlo e bene.
Alla peggio, in casi disperati, si trancia lo split ring e si lascia l’ancoretta in bocca al luccio piuttosto che massacrarlo slamandolo. Se va bene gli acidi corroderanno l’ancoretta, non sempre purtroppo va bene.
Punto 4 L’APRIBOCCA.
Serve molto spesso un apribocca, meglio se senza punte, che consenta di tenere aperta la bocca del luccio per poterci lavorare. Costano poco….e a volte aiutano
Punto 5 LE ANCORETTE.
Stante la mia avversione per gli ami singoli, che uso solo dove sono obbligatori e sugli spinner e sulla gomma, perché li ritengo più pericolosi delle corrispondenti ancorette.
Io uso da un po ancorette senza ardiglione, dal 4 al 4/0 che sono più ottimizzate per l’inlamata, semplici nella slamatura e molto più sicure se ci si fora..
Sto togliendo piano piano l’ardiglione da tutte le  esche.
Purtroppo conviene appiattire o limare l’ardiglione essendo di difficile reperibilità l’ancoretta senza ardiglione di nascita.
Esistono, costano care e per di più sono difficili da trovare.
Punto 6 Guadino o altro.
A questo punto un amletico dubbio, guadino o boga?
Stante i danni certi che il boga grip può fare ai lucci è meglio il guadino
Ma se dalla barca non c’è dibattito…..serve il guadino da riva che devo fare?
Se posso uso il guadino, che vuole grosso, robusto, da carp fishing come dimensioni, meglio con le maglie in gomma (sopra i 100 euro e difficilmente reperibile).
In casi estremi io pur detestandolo ritengo che il boga sia utilizzabile se non si è in grado di fare l’opercolare, come spiegano benissimo nel sito di esoxitalia
con dovizia di particolari per chi volesse approfondire
ovvio che tutti i pescatori di luccio hanno l’obbligo “morale” di apprendere la presa opercolare ma nessuno inizia come esperto… o ha la possibilità di fare pratica accanto a un pescatore esperto.
Una “terza via” sarebbe il guanto antitaglio ma non è di semplice reperibilità in Italia.
Come mi regolo io?
Ancorette senza ardiglione
Guanto di pelle (finchè non trovo l’antitaglio)
Guadino dalla barca
Boga da riva che non uso mai <<ma meglio il boga del sollevare un grosso luccio stile carrucola>> o quasi
Se posso slamo il luccio in acqua
 
Il resto..
Ovvio che procurato il cavetto e l’esca manca ancora qualcosa, per esempio canna, mulinello e filo
Qui mi limiterò a qualche cenno
Io pesco a casting perché lo ritengo molto meno faticoso
Ma la cosa importante è il filo
È inutile usare un cavetto da 60-80 libbre (30-40 kg di tenuta) con un bel nylon del 25 che ne tiene 8 o 10
TUTTA l’attrezzatura deve essere dimensionata correttamente quindi un ottimo nylon con tenuta da almeno 30 kg… (non esiste o è una gomena..) o l’equivalente in trecciato, da 65 libbre (30-35 kg) in su.
Il trecciato funziona molto meglio del nylon sui mulinelli da spinning, costa ma dura di più, è rigido e perdona anche canne più morbide se le preferiamo e ci accompagnerà per anni.
Scegliamolo buono e non troppo economico, io lo preferisco più morbido che rigido ma sono preferenze.
Ora che abbiamo tutto non ci resta che apprestarci a contare i “cappotti”… infatti vi assicuro che pescando da riva tutto  l’anno (periodo di chiusura escluso, mi raccomando non disturbiamo i pochi lucci rimasti quando provano con fatica a riprodursi) prendere un luccio ogni 10 uscite è un successo.
E mio padre mi diceva che prima della guerra pure gli imbecilli mangiavano i lucci e i bravi pescatori le carpe……
 
Nota finale
Per chi volesse provare la pesca del luccio ed è dotato di forza fisica per caricare la barca sul tetto… l’excalibur (la mia barchetta) è a disposizione degli amici del GPO per provare “sul campo” (la mia barchetta) è a disposizione degli amici del GPO per provare “sul campo”
Se vi ha interessato questo articolo – e quelli che vi ho linkati decisamente più professionali- chiedete e approfondirò i punti che vi interessano
 
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 23/02/2011 @ 00:13:43, in NEWS G.P.O., linkato 2885 volte)

E' ONLINE IL NUOVO SITO DEL NOSTRO SPONSOR TUBERTINI HIGH QUALITY

 Da alcuni giorni è online il nuovo sito del nostro sponsor principale  TUBERTINI HIGH QUALITY

All'interno del sito potrete trovare il catalogo
consultabile online, oppure scaricabile in formato pdf, con tutte le novità Tubertini per l'anno 2011. Un'altra sezione molto interessante è la Web TV Tubertini con filmati di alta qualità con i campioni del nostro sport... insomma è da vedere assolutamente ; - )

LA STORIA DELL'AZIENDA TUBERTINI

E' il lontano 1971 quando Gabriele Tubertini, grande appassionato di pesca, decide di fare del suo hobby il proprio lavoro ed assieme alla moglie Milena aprono un negozio di articoli da pesca a Bazzano, in provincia di Bologna. Alcuni amici “garisti” conoscendo la sua abilità, lo convincono ad avvicinarsi al mondo dell'agonismo iscrivendolo nella squadra S.P.S. Sasso Marconi.
Che Tubertini avesse la pesca nel sangue lo dimostrò subito, vincendo il campionato italiano individuale alla sua prima partecipazione e piazzandosi al secondo posto l'anno seguente, oltre ad inanellare una entusiasmante serie di risultati a livello nazionale ed internazionale.
Le riviste di settore cominciarono così, ad interessarsi assiduamente del nuovo fuoriclasse rendendolo famoso e conosciuto da tutti gli agonisti con il soprannome del mitico Lele. Grazie a questa fama ed alle efficaci pasture Tubertini, prodotte personalmente, il negozio ebbe un clamoroso incremento di clientela, al punto di non riuscire più a soddisfare tutte le richieste. Fu a questo punto che Lele decise, assieme agli amici Paolo Cavazza e Nerio Ballestri, di aprire una distribuzione all'ingrosso.
Corre l'anno 1975 quando la pesca sportiva inizia la sua grande evoluzione: è la svolta fra un mercato generico e standardizzato e la ricerca, da parte dei pescatori più evoluti, di prodotti di alta qualità finalizzati ai vari sistemi di pesca. Ma i vecchi distributori di articoli da pesca snobbarono queste nuove esigenze, fu allora che la Tubertini, già improntata sulla ricerca e lo sviluppo, riuscì a garantirsi una fetta di mercato sempre più ampia.
Col passare degli anni l'azienda in rapido sviluppo incrementò la propria produzione interna, introducendo nuovi prodotti e lavorazioni riguardanti: canne da pesca, galleggianti, pasture e monofili, investendo per poter garantire una qualità superiore alla concorrenza.
A tutt'oggi la filosofia di Lele non è cambiata e vige ancora che il marchio Tubertini non sarà mai posto su di un articolo di qualità scadente.

Per visitare il nuovo sito dell'azienda Tubertini basta cliccare qui

 
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Di sipadan (del 22/02/2011 @ 21:34:45, in ITINERARI, linkato 4258 volte)
Il Fusola (Siena)
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Non so ancora se sia un bel progetto decaduto o si mantenga, ma quando l'ho visto io era un caso di successo in cui pesca, ambiente e turismo riuscivano a coesistere
Torrente Fusola
Corso d'acqua collinare di media portata, si origina dai numerosi rami sorgentizi che scaturiscono dalla tenuta della Selva, nel comune di Monteroni d'Arbia e dopo un percorso di circa 5 km, si getta nel torrente Sorra.
I micro-ambienti di acque correntie di pozze , la temperatura che, grazie al rigoglioso ombreggiamento < in parte purtroppo distrutto> non supera i 15 gradi durante i periodi di magra, nonche' la presenza di una cospicua quantita' di macroinvertebrati, rendono questo torrente idoneo al ciclo vitale dei salmonidi.
Il Tratto No kill si sviluppa nell'alto corso del torrente, per una lunghezza di circa 1500 metri.
Salmo (trutta) macrostigma
Sebbene la totalit dei ripopolamenti venga effettuata con trota fario, secondo molti biologi probabilmente, questa indigena solo dell'arco alpino e del versante settentrionale dell'Appennino, mentre la semispecie S. (trutta) macrostigma rappresenterebbe la forma indigena delle coste tirreniche e in generale di tutto il bacino del Mediterraneo rappresenterebbe la forma indigena delle coste tirreniche e in generale di tutto il bacino del Mediterraneo
Quest'ultima semispecie, si distingue dalla S. (trutta) fario per il minor numero di vertebre, di appendici piloriche, di raggi in alcune pinne, di denti sullo stelo del vomere e per la livrea. Il fenotipo Salmo (trutta) macrostigma), in particolare, caratterizzato da: per il minor numero di vertebre, di appendici piloriche, di raggi in alcune pinne, di denti sullo stelo del vomere e per la livrea. Il fenotipo ) in particolare, caratterizzato da:
  • macchia preopercolare ben evidente;
  • presenza di 9-13 macchie "parr";
  • assenza di macchie nere sul dorso;
  • assenza di macchie rosse orlate di bianco sui fianchi; sono ammesse solo alcune macchie rosso mattone o rosso arancio senza alone preferibilmente verso la coda;
  • limitate macchie nere sui fianchi anche orlate di bianco (da 20 a 60 per lato);
  • forma del corpo pi "tozza" della fario;
  • ventre grigiastro con addome bianco.
Il fenotipo comunque pu variare per le possibili ibridazioni con la fario. Salmo (trutta) macrostigma colonizza alcuni corsi d'acqua peninsulari caratterizzati da una forte presenza di vegetazione acquatica, accentuate magre estive, acqua limpida, a moderata corrente e temperature estive ben superiori a 20, considerate al limite per la sopravvivenza dei Salmonidi. Questo tipo di trota, quindi pi adatta a vivere in corsi d'acqua di tipo "mediterraneo", cioe' con lunghezza e portata limitate, soggetti a consistenti magre estive e conseguente innalzamento della temperatura. ( colonizza alcuni corsi d'acqua peninsulari caratterizzati da una forte presenza di vegetazione acquatica, accentuate magre estive, acqua limpida, a moderata corrente e temperature estive ben superiori a 20, considerate al limite per la sopravvivenza dei Salmonidi. Questo tipo di trota, quindi pi adatta a vivere in corsi d'acqua di tipo "mediterraneo", cio con lunghezza e portata limitate, soggetti a consistenti magre estive e conseguente innalzamento della temperatura.
Questa trota non esiste piu' o quasi nei nostri fiumi e saputo di un esperimento di ripopolare il tratto del Fusola con alcuni amici abbiamo deciso anni fa di pescarci, per inlamare la famosa macrostigma in un rigoroso no kill
Va prenotata l'uscita via internet e quando ci sono andato cerano sempre guide esperte come accompagnatori
Il torrente davvero piccolo con poca pendenza, in tratti un fosso, spesso impervio da percorrere per i boschi sulle rive
Il no kill un km o poco piu', in una mattina si fa tutto, ma poi Siena non in capo al mondo
Poi si fa un bel pranzo a base di specialita' tipiche e via, verso casa.
E sinceramente poco importa se oggi sia ancora unoasi o un insuccesso
Ci voleva il coraggio di provare e qui per due o tre anni si avuto un tratto di rio con le macrostigma a disposizione di chi voleva vederle e pescarle con rispetto.
Io ci sono riuscito e la mia trota l'ho avuta.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 

 
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Di angelo b. (del 21/02/2011 @ 18:26:25, in GARE AD INVITO, linkato 2629 volte)

WINTER CUP 2011 - 20 FEBBRAIO 2011 - LAGHI C.S.A.A. DI BENTIVOGLIO - BOLOGNA



PESCA AL COLPO – WINTER CUP 2011
 
SECCO UNO/DUE DI BAZZA NELLA WINTER CUP 2011
articolo di Angelo Borgatti
 
Un risultato netto edemolente, come uno scambio pugilistico destro/sinistro, quello conseguito, domenica 20 febbraio, dalle formazioni schierate da Luciano e Maurizio Bazza nell’edizione 2011 della Winter Cup, la particolare manifestazione ideata dal GPO Imolese Tubertini che prevede uno scontro tra formazioni di nove elementi (4 coppie ed un singolo) in rappresentanza di negozi del nostro settore.
Teatro della manifestazione il classico lago del Centro Sport Aria Aperta di Bentivoglio (Bo), per l’occasione completo di 99 presenze sulle 102 disponibili.
La formazione Blu del Team Bazza, capitanata dallo stesso Luciano Bazza, per l’occasione in coppia con Poletti, e composta da fior fior di campioni del calibro di Claudio Bergami in coppia con Claudio Nadalini, Loris Macchiavelli con Nicola Sabatino, Massimo Pilati con Won Gwichit SonPon e da Gino Bacci come singolo, ha sbaragliato la concorrenza realizzando 8.5 penalità sulle 9 totali, sfiorando il colpaccio di aggiudicarsi anche il Jackpot supplementare, riservato alla formazione in grado di aggiudicarsi tutte le sfide. A questo punto è forse d’obbligo chiarire, per chi non ne fosse a conoscenza, il particolare meccanismo della manifestazione organizzata dal Sodalizio felsineo.
11, appunto, le formazioni in lizza, in rappresentanza di esercizi commerciali di Imola, Bologna, Faenza, S. Giovanni in Persiceto, per contendersi il montepremi ed il caratteristico trofeo ”itinerante” che, di anno in anno, viene rimesso in palio sino a quando un negozio lo avrà vinto per tre volte anche non consecutive.
Ogni negozio partecipante può iscrivere una o più formazioni in sua rappresentanza, composte da 4 coppie ed un singolo. Ogni coppia, poi, gareggia “testa a testa” con una coppia di una formazione avversaria, determinando un punteggio di 1.5 penalità per la vincente e 0 per la sconfitta; i concorrenti singoli, invece, si confrontano in mini settori da 6 al termine del quale maturano un particolare punteggio. La somma dei punteggi realizzati dalle 4 coppie e dal singolo è il punteggio finale di quella formazione.
Ottima seconda, come dicevo, la formazione Rossa ancora di Bazza Pesca Sport composta da Pulga/Vanni, Malaguti/Lodovisi, Vivarelli/Calzolari, Rossi/Ceccarini e Borsari come singolo, che hanno totalizzato 7.5 penalità.
Il podio si è completato con la formazione che rappresentava il negozio PRO FISH di Imola del neo Azzurro Moreno Ravaglia, nella quale hanno militato anche Lorenzo De Maria, Glauco Tubertini, Francesco Minghelli, Enrico Landi, Daniele Poli, Massimo Bonetti, Alessandro Schilirò e Massimo Busi.
Nel complesso buona la resa del lago in termini di pescato, anche in considerazione delle condizioni meteo che hanno dispensato, nel corso delle 4 ore su cui si è articolata la gara, temperature abbastanza basse, cielo grigio con frequenti spazzi di pioggia e vento fastidioso.
Obbligatoria per tutti la tecnica roubaisienne per consentire di disporre in sicurezza tutti i 99 concorrenti sulle lunghe sponde contrapposte dell’impianto; partenza pressoché unanime alla massima lunghezza consentita (13 metri) e anche oltre con lenza dalla bandiera lunga per poi ripiegare, nella seconda parte della gara, ad una pesca più corta, 4/6 pezzi di canna, operata da buona parte dei concorrenti, che hanno trovato alcune, determinanti, catture di carpe e carassi poco oltre il primo gradino.
Non sono mancati i carnieri interessanti, che hanno fatto pregustare ai bravi realizzatori punteggi già dal sapore primaverile, con il display delle bilance elettroniche che si sono fermati anche oltre i 20 chili a coppia fino agli oltre 30.000 punti della coppia Rambaldi/Parazza, del Team De Franceschi, che ha realizzato il maggior punteggio di giornata.
Al termine della manifestazione, dopo aver ringraziato gli sponsor NEON STILE e BUSI&SABATINI che hanno consentito con il loro sostegno lo svolgimento di questa edizione della WINTER CUP, l’organizzazione del GPO Imolese Tubertini, visto il grande consenso ottenuto e considerando anche il fatto che diverse formazioni sono rimaste escluse per esaurimento dei posti disponibili, ha reso noto che per l’edizione 2012 probabilmente sarà introdotta una fase qualificante con modalità da definirsi, che darà diritto di partecipazione alla finale; per il momento l’unico negozio con il diritto acquisito è appunto Bazza Pesca Sport, che con questa vittoria potrà schierare la propria squadra con una quota d’iscrizione ridotta del 50%, ulteriore premio per i vincitori.
Arrivederci alla Winter Cup 2012, con l’augurio che qualcuno possa aggiudicarsi il nuovo Jackpot!
 
CLASSIFICA FINALE
 
1
BAZZA PESCA SPORT
BLU
8,5
2
BAZZA PESCA SPORT
ROSSA
7,5
3
PRO FISH
A
7         
4
L’ HOBBY
A
6
5
TEAM DE FRANCESCHI
A
5,5
6
L’ HOBBY
B
3,5
7
L’ HOBBY
C
3,5
8
PIRANHA
A
3,5
9
MISTER FISH
A
3
10
BAZZA PESCA SPORT
VERDI
3
11
LUPPI SPORT
A
1
 
 
articolo di Angelo Borgatti
 
 
Titolo
Di sipadan (del 17/02/2011 @ 22:09:29, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 3728 volte)
 
TUTELA DEI PESCI - CONSIDERAZIONI SULL'UTILIZZO CORRETTO DEGLI AMI
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Le esche artificiali sono normalmente dotate di ancorette singole, doppie o anche triple in genere con ardiglione.
Le esche per le pesche con esche naturali sono in genere ami singoli con ardiglione, salvo rare eccezioni per es. per la pesca a mort maniè dove spesso si usano ancorette
Nella pesca a mosca di norma si usano ami singoli
Altra possibile eccezione il carp fishing in cui si usano talvolta ami singoli a punta rientrante (circle hook)
 
La tutela della trota
 
La trota si tutela certamente imponendo nelle aree interessate l’uso di una sola ancoretta o di un solo amo nel caso dello spinning in cui è facile trovare esche difformi
L’unico amo o l’unica ancoretta tutela molto il pesce in quanto evita a priori che un pesce allamato su un singolo amo o ancoretta venga riallamato all’esterno dal secondo, che spesso arriva all’occhio se non alle branchie.
In caso di presenza di ardiglione in questi casi il danno è massimo ma anche senza ardiglione in zone di pregio e/o da tutelare è bene imporre una sola ancoretta o un solo amo
 
Con o senza ardiglione?
 
L’esca armata con amo o ancoretta senza ardiglione e certamente meno pericolosa per il pesce in fase di slamatura e in caso di aggancio dall’esterno
 
Amo o ancoretta
 
L’ancoretta senza ardiglione ha la caratteristica di essere potenzialmente pericolosa se ingoiata (ipotesi di trote..) ma il caso non è frequente
Peraltro la presenza di più punte per definizione ne limita il potere di penetrazione e il fatto che se usata di dimensione corretta renda difficile l’ingoio (non troppo piccola) e una penetrazione eccessiva (se di misura non eccessiva)
 
L’amo espone alcune caratteristiche tipiche
In genere si è portati a sostituire una ancoretta media con un amo grande
Se questo riduce – in teoria- il rischio di ingoio dello stesso espone al rischio che l’amo se troppo lungo possa giungere in casi sfortunati all’occhio sia dall’interno che dall’esterno e dall’esterno alle branchie
Purtroppo non c’è una definizione di amo univoca, assunti che tutti gli ami senza ardiglione abbiano una capacità di penetrazione massima tra tutti i casi finora considerati.
Se TROPPO LUNGHI espongono al rischio di raggiungere l’occhio o addirittura il cervello sia in fase di allamatura che in fase di combattimento
Se TROPPO APERTI espone al rischio che la punta dell’amo sia molto lontana dal gambo dello stesso ed esponga al rischio di raggiungere ancora più facilmente l’occhio e la testa
Se per giunta sono molto “STORTI” ovvero disassati il rischio cresce ancora
Se poi si parla degli ami a punta rientrante (circle hook) mediati dalla pesca in mare a grosse prede la loro forma li porta a conficcarsi profondamente e a “cucirsi” nell’apparato boccale.
Sono ami che nel carp fishing, in cui le carpe mangiano normalmente aspirando e allamandosi in punta di bocca sono accettabili, mentre nella pesca a trote o lucci sarebbero da vietare
 
Se poi si privilegiano gli ami per ridurre i danni ai pesci sarebbe opportuno vietare le sezioni troppo spesse che realizzano fori ben superiori alla somma delle tre punte di una ancoretta
 
Spinning
 
Nel caso dello spinning appare ragionevole proporre l’uso preferenziale di ancorette senza ardiglione con un chiaro range di misure permesse in relazione ai pesci diffusi nelle acque e ove possibile alla loro taglia
È difficile che una regolamentazione sia la stessa in acque da lucci o grosse mormorate e in aree da fario di 20-30 cm
Si propone una micro tabella
Torrenti piccoli montani ancorette senza ardiglione dal n. 10 al n. 6
Grossi torrenti ancorette senza ardiglione dal n. 8 al n. 2
Acque da lucci o mormorate ancorette senza ardiglione dal n. 6 al n. 1/0
 
Qualora si opti per gli ami sarebbe auspicabile limitare ai soli ami dritti di sezione non eccessiva, evitando in ogni caso i circe hook e con un certo rapporto tra lunghezza e apertura
Si propone una micro tabella
Torrenti piccoli montani ami senza ardiglione dal n. 10 al n. 4
Grossi torrenti ami senza ardiglione dal n. 8 al n. 1
Acque da lucci o mormorate ami senza ardiglione dal n. 4 al n. 1/0
Con tutti i limiti della molteplicità degli ami in commercio
 
Mosca
 
Stante l’uso generalizzato dell’amo singolo non si vedono limitazioni che sarebbero inutili se non l’inibizione dell’ardiglione
 
Pesca col vivo o col morto
 
Da evitare sia perché potrebbe far diffondere alloctoni che per la pericolosità verso i predatori stante l’abitudine a ferrate molto ritardate lesive per gli stessi e il frequente uso di ancorette
 
Pesca con esche naturali
 
Qui obiettivamente la limitazione sull’ancoretta è generalmente inutile essendo la quasi totalità dei pescatori già adottanti ami singoli
L’imporre la mancanza di ardiglione con certe esche naturali (camole, lombrichi) può essere mal recepita rendendo obiettivamente più difficile la pesca stessa poiché l’esca tende a “sfilarsi”, però in un contesto di protezione e incremento della fauna ittica può essere recepita, già i campi di gara nella quasi totalità impongono l’amo singolo SENZA ardiglione
 
Il bass, un caso anomalo (o la pesca con la gomma)
 
Mentre il bass se pescato con esche a spinning rigide e/o metalliche rientra nella casistica predetta ove pescato a gomma ha comunemente in uso ami dal 1/0 al 7/0, con punte per i lucci di ami dell’11/0
Qui la mancanza di ardiglione, su ami tipicamente molto rigidi e sottili, espone al rischio di passare da parte a parte la preda.
In questi casi sarebbe opportuno, non tanto perché l’esca si sfili, problema ovviabile, ma per rallentare la forza di penetrazione mantenere un micro ardiglione o non schiacciare del tutto l’ardiglione stesso.
Fortunatamente per la trota si usano di norma ami di minori dimensioni anche qualora si usi come esca la gomma in tutte le sue forme che possono rientrare nei canoni suggeriti in precedenza.
 
Possibili eccezioni
 
Ove si volessero fare eccezioni queste vorrebbero evidenti
Sono tipologie di pesche relativamente facili da riconoscere
  • Il carp fishing che raramente porta a catture di predatori in ambiti protetti, e generalmente da appostamenti prolungati e facilmente riconoscibili.( tende, batterie di canne)
  • Il ledgering in acque di pianura
  • La pesca “estrema” al siluro con attrezzature sovradimensionate per quanto a volte pericolosa per i lucci, peraltro esistono poche acque condivise in cui far valere le norme più restrittive
 
Raccomandazioni
 
qualsiasi norma o legge per essere applicata deve essere comprensibile, facilmente diffondibile, tabellabile su cartelli del tipo di quelli in uso sulle acque e non ambigua e facilmente verificabile dal personale addetto al controllo.
In caso di dubbi forse è meglio limitare “peggio” o in modo non ottimale ma in maniera univoca
Le eventuali eccezioni limitate a poche acque se uniformi sono ampiamente accettabili
  
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Titolo
Di sipadan (del 16/02/2011 @ 23:03:12, in SPINNING, linkato 5638 volte)
 
 
La mia Olanda - Spinning
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
l'Olanda è una meta vicina e facile.
In un week end è possibile pescare in Olanda
un volo da Bologna ad Amsterdam con ritorno di solito sta sotto i 100 euro, il noleggio di un'auto per due o tre giorni divisa in due pure, dormire in un b&b 30-40b euro a notte.
Mangiare si mangia pure qui....
se portiamo canne travel stanno in valigia, forse pure le due pezzi, se vogliamo pescare con monopezzo prepariamoci a pagare 40-50 euro a tratta per il tubo da dividere in due o tre.
La pesca non è apparentemente emozionante, si pesca in piccoli canali (dal metro ai 10 metri di larghezza) a filo della strada in genere, con acqua non sempre meravigliosa, anzi a volte nera.
Ma i lucci ci sono, eccome e se pure io non ho mai preso pezzi over metro ci sono tanti pesci.
La pesca è di movimento, si pesca per un chilometro, poi via di nuovo in macchina a cercare dove mangia.
Ovvio che se si hanno indicazioni aiuta, in genere ci si può anche basare sul colore e trasparenza dell'acqua, con quel certo colore mangia.....con altri meno.
Forse l'Olanda è l'Italia di 70 anni fa per i lucci, i lucci sono più o meno dappertutto e occorre solo pescarli.
Una canna da 2 metri a 2,50, fino a 40 grammi, trecciato, con la tecnica che preferite (spinning o casting) poche esche non pesanti (a volte si pesca in mezzo metro d'acqua) e siamo a posto.
Io ci sono stato sempre col freddo per cui ero bello coperto, piove pure ogni tanto ma dopo un po diventa una gara con se stessi  per dimostrarsi più furbi dei pesci che stanno si un po qua e un po là ma non dappertutto, è bellissimo per es. pescare in mezzo ai parchi cittadini o in città.
Organizzatevi per fare la licenza, non è bello rischiare multe ed evitate i periodi in cui non si può pescare.
Ovvio che l'Olanda non è famosa per il cibo per cui si sopravvive ma qualche giorno si sopporta, io mangio in ristoranti orientali o nei pub
ottima birra, belle ragazze per i giovani (le signore dopo i 25 tendono a diventare fuori sagoma molto spesso : - ) ), quasi tutti parlano inglese e di norma sono socievoli, anche le ragazze ai pub spesso.
Preparatevi a tanti km a piedi, ma in piano e in bocca al lupo per questa meta davvero vicina

 
le esche più redditizie, come si vede dalle foto, sono
·        Spinner
·        Rotanti grossi alleggeriti, il classico martin 28 quasi senza peso, da costruirsi in genere
·        Mini swim bait o snodati se preferite
·        Minnow galleggianti non troppo affondanti
·        Microjerk
Con la gomma non abbiamo provato ne con i jig, ma perché no? E con più caldo pure con esche top water.
Insomma un viaggio che mi sento di consigliare, poca spesa tanta resa
 
Note non di pesca
Amsterdam a parte sexy shop e similari o negozi per sballo è una bellissima città
Non il top della sicurezza ma stando sui viali illuminati è davvero bella da girare
 
Sono da vedere le serre di fiori e da spendere qualche minuto a vedere i –purtroppo- rari mulini a vento, al più non in servizio.
Anche il mare arrivando alle dighe è da vedere, gli olandesi non lo amano perché gli hanno strappato le terre dove peschiamo, ma in passato ci hanno vissuto sopra come potenza marittima.
Vederlo in tempesta dalle dighe è indimenticabile.
 
Chi capisce l’olandese è bravo….. lingua ardua da capire ma l’inglese è parlato ovunque.
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 13/02/2011 @ 14:11:33, in EVENTI, linkato 2223 volte)

FISHING SHOW 2011 - FOTO SCATTATE IL 13 FEBBRAIO 2011

Questo è il link per vedere su Facebook le prime 100 foto di 600 scattate il 13 febbraio nei padiglioni del 5° Fishing Show e nel padiglione dell'EUDI Show (Salone Europeo della subacquea)

STAND TUBERTINI AL 5° FISHING SHOW DI BOLOGNA FIERE


Questo è il primo filmato girato nello stand di Tubertini. Nei prossimi giorni ne seguirà un altro girato nel resto della fiera.

 
Titolo
Di sipadan (del 10/02/2011 @ 17:17:50, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 1620 volte)
Conferenze Esox Italia-SCI a Bologna e Vicenza
In occasione delle prossime fiere legate al mondo della pesca sportiva Esox Italia in collaborazione con Spinning Club Italia organizza due serie di conferenze nell'ambito della tutela del luccio e della riqualificazione degli ecosistemi acquatici. La prima di queste conferenze si terrà in occasione del Fishing Show: Salone della Pesca Sportiva a Bologna Fiere dal 11 al 14 febbraio 2011. La seconda avrà luogo in occasione del Pescare Show: Salone Internazionale della Pesca Sportiva presso la Fiera di Vicenza dal 19 al 21 febbraio 2011.  
Argomento della prima conferenza che si terrà il giorno 12 febbraio alle ore 11 presso la Sala Concerto di Bologna Fiere sarà "Il luccio di ceppo autoctono un importante indicatore di qualità ambientale". In tale occasione intreverranno il Dr. Ielli membro dell'AIIAD che parlerà dell'importanza della tutela del fenotipo italico del luccio e la sua rilevanza come indicatore di qualità ambientale ed il Dr. Pareschi che in collaborazione con l'Università di Ferrara e la Provincia di Ferrara presenterà un quadro della situazione dei corsi d'acqua collegati al basso corso del Po indicando alcune linee operative per il recupero della qualità delle acque, della biodiversità e in particolare per la reintroduzione del luccio. Segnaliamo inoltre che domenica 13 febbraio presso la Sala Concerto alle ore 13 si terrà il convegno organizzato da WWF e SCI "Pesca a spinning e tutela degli ambienti costieri marini: quale collaborazione possibile?" in cui interverranno Mario Narducci presidente nazionale SCI, Dario Balzanelli, Guida di pesca internazionale e Marco Costantini, Naturalista e Responsabile WWF del Programma Mare. Il programma completo lo trovate a questo link.
La seconda conferenza verterà sul tema "Tutela e riqualificazione degli ecosistemi acquatici di pianura" e si terrà a Vicenza sabato 19 febbraio alle ore 11. In tale sede interverranno il Dr. Castaldelli dell'Università di Ferrara che parlerà dei problemi legati alla riqualificazione ambientale nel distretto Padano-Veneto ed il Dr. Lanzoni dell'Università di Ferrara che svolgerà alcune considerazioni in merito all'alloctonia ed all'impatto che questa ha avuto sulla rarefazione delle specie autoctone. Chiuderà i lavori il Dr.Pareschi di Esox Italia con alcune riflessioni sul luccio di specie italico come specie ombrello e sulla nascita e gli scopi di Esox Italia.
In entrambe le occasioni Esox Italia sarà inoltre lieta di incontrare tutte le persone interessate all'associazione presso lo stand che gestirà insieme a SCI, dove si potrà inoltre assistere a diverse proiezioni tra cui il filmato "Messer Luccio" girato dal Fly Club'90 Versilia e la recente trasmissione dedicata alla tutela del luccio italico andata in onda nella rubrica Pesca Mag su SKY Caccia e Pesca in cui sono intervenuti Corrado Forlani per Esox Italia, la Dr.ss Livia Lucentini dell'Università di Perugia e il Dr. Mauro Natali ittiologo della provincia di Perugia
 
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