GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Simone Farnè con una carpa catturata alle Vallette con la roubaisienne il 9 aprile 2011... di Admin G.P.O.
 
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IL G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
è l'unica società di pesca italiana sponsorizzata
dal noto marchio di pasture belga
Marcel Van den Eynde, fondato dal
3 volte campione del mondo di pesca al colpo
Marcel Van den Eynde


G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di Admin G.P.O. (del 27/01/2011 @ 15:32:16, in SPINNING, linkato 2853 volte)
LA MIA AMERICA - CANADA - TERRITORI DEL NORD OVEST - LUCCI GIGANTI
IL FILMATO
 
Raccolta fotografica relativa alla stupenda avventura di pesca fatta da Mauro Maccagnani nel
2010 insieme ad alcuni suoi amici esperti pescatori di spinning
 
UNA BREVE DESCRIZIONE DEI  PROTAGONISTI DELLA SPEDIZIONE E DEL FILMATO:
Mauro Maccagnani [sipadan]
dopo anni di pesca al colpo si dedica allo spinning e all'autocostruzione di artificiali.
attivo da anni nella protezione ambientale dei predatori autoctoni delle nostre acque, dalle trote appenniniche ai lucci.
si interessa dai salmoni ai lucci e spesso viaggia per la passione della pesca
mete classiche l'europa, soprattutto Irlanda e di recente Canada e Alaska.
ma anche l'italia con cavedani e bass.
Piero Malinverni
grande pescatore di lucci e grande esperto d'Irlanda
da anni pesca e rilascia lucci in europa (e in canada)
espertissimo di jerk, sa pescare anche a gomma e a top water
grande costruttore di jerk artigianali.
Gianmichele Baroni
uno dei più estrosi pescatori toscani, attivo in italia europa (specie l'Irlanda) e canada
ex grandissimo autocostruttore attualmente dedica molto tempo alla sua passione di musicista rock con i "sexual disorders" uno dei grandissimi della pesca a jerk e a top water
Nicola Notari
grande pescatore sia a lucci che a grosse marmorate
da tempo fa la guida nel team di pikepride e ha grosse esperienze in europa e canada
non ama le pesche a piccoli pesci e pratica anche la pesca a mosca ad alti livelli per i lucci con grosse streamer.
 
Stefano Vallongo
Dal 2003 lavora in Irlanda come guida di pesca e coordinatore del team Pikepride. http://www.pikepride.com/it/News/ .
Ogni anno passa più di mille ore in pesca a contatto con i lucci irlandesi e ne studia abitudini, stranezze, movimenti stagionali e variazioni comportamentali. Specialista nella pesca con gli artificiali, è dedito alla progettazione e sperimentazione di nuove esche, tecniche e metodologie applicando tali esperienze sui più disparati ambienti che ospitano il luccio, dalle piccole risorgive ai grandi laghi del nord europa. Sostenitore del catch and release e della pesca senza ardiglione si applica in studi sul rispetto e sulla conservazione della specie. Da tempo collabora con fornitori per la divulgazione di attrezzi specifici per la pesca con gli artificiali e come consulente per varie aziende del settore.
grande esperto di pesca a jerk e con grosse gomme ha esperienze in molti paesi d'europa e in canada con tutte le condizioni climatiche, ha esperienza di costruzione e progettazione di esche innovative e pratica anche la pesca a mosca al luccio non disdegnando però le atre pesche, dal carpfishing alla pesca alle trote in torrente.
 
L’ARTICOLO COMPLETO, REDATTO DA MAURO MACCAGNANI, RELATIVO A QUESTA SPEDIZIONE LO POTETE LEGGERE CLICCANDO SU QUESTO LINK : http://www.gpofishing.it/dblog/articolo.asp?articolo=83
 
 
 
Titolo
Di sipadan (del 27/01/2011 @ 09:23:40, in ITINERARI, linkato 4639 volte)
I CENTO LAGHI DEL PARCO REGIONALE DEL CEDRA E DEL PARMA
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
Questo articolo prende spunto da una follia estiva, con qualche amico e i figli di Andrea decidiamo di andare a pescare ai laghi Sillara
Che non sono propriamente un comodo laghetto
Partiamo da Monchio delle Corti,800 metri e puntiamo a laghi a oltre 1700 metri.
Tutti con zaino, canne nello zaino, kway e lindispensabile aiuto di Davide che nella zona fa anche servizio di guida , oltre che controllare il parco, fare marmellate e fare il veterinario (e gestire qualche camera per chi vuole prenotare da dormire.)
Prendiamo per salire, per evitare le 5 ore di salita dal punto pi vicino, la funivia che ci porta in alta quota

Dopo buone tre ore di camminata ci troviamo qui

Ai laghi Compione, siamo quasi in vetta (quasi)
Proviamo a pescare ma lacqua sembra da bere, e ai primi lanci mi accorgo che il mulinello decide autonomamente di chiudersi, facendomi pasturare nel lago qualche artificiale.
Io vedo solo un attacco che slamo, proviamo un po anche per riposarci visto che siamo alti, in uno scenario maestoso su una bassa brughiera di tipo nordeuropeo con tanti mirtilli (buoni da mangiare)
Lultimo strappo e arriviamo qui, sotto pochi metri dal crinale del GEA Grande Escursione Appenninina.
Purtroppo passato da poco ferragosto e ci deve essere stato un caos fenomenale, supponiamo con bagni e attendamenti abusivi.
Lacqua spettacolare, i laghi magnifici ma solo una o due trote rispondono ai nostri tentativi per fortuna premiando uno dei bimbi
E da qui ci viene lidea di fare una volta in futuro la follia chiedendo il permesso- di pernottare in tenda in quota attrezzandoci adeguatamente per usufruire in pesca dei magici momenti della sera e dellalba.
Qui pu piovere sempre e si passa da 30 gradi a pochissimi gradi di notte.
Quindi si deve salire con sacco a pelo, tenda, acqua (anche se sembra potabile questa, ma non si sa mai), cibo, legna.
Un bellimpegno, visto che le strade qui non ci sono.
E chi controlla e ripopola laghi e rii sale con le sacche con gli avanotti dentro camminando per ore.
Quindi il massimo rispetto ecologico dovuto.
Con il pomeriggio dopo aver tentato a lungo, sentita lacqua per recuperare alcuni artificiali ed esserci riposati ritorniamo a valle.
Sappiamo che la funivia non la raggiungeremo per lultima corsa e ci avviamo a piedi, ricordando cha abbiamo due under 10 con noi.
Si scende, ben guidati da Davide, per sentieri non comodi e sdrucciolevoli ma in sicurezza, in fondo siamo in 6 adulti con due bambini. Che si stancheranno meno di noi.
E viene buio, passando per valli popolate da timidissimi lupi, scendendo con le torce (lo sapevamo ed eravamo attrezzati).
Verso sera siamo alle auto, stanchi ma felici anche se in molti non abbiamo toccato trote, ma queste trote dalta quota sanno che torneremo a disturbarle.
Nel contesto del parco (e zone limitrofe) ho battuto anche questi laghi
Pranda
in realt nellaltissimo appennino reggiano (1.350 metri)
Bel no kill al luccio, ripopolato ad hoc
Ha 2 o 3 laghetti vicini grandi e piccoli, interessanti
Per un maltempo maledetto ci siamo stati allapertura (1 maggio) attrezzati per trote e lucci, ma abbiamo trovato un gran freddo e poche trote
Il posto bello, accessibile, fresco con acqua cristallina.
Di certo lo riprover con tempo pi ragionevole, i 1.350 metri si fanno sentire in primavera.
Il lago principale
Lagastrello
Stesso fine settimana lungo, solo 1.200 metri e in realt in toscana, di poco
E se al Pranda avevamo il sole qui siamo stati martellati da pioggia semi ghiacciata fino allo sfinimento.
Lopportunit era lapertura alla trota, risoltasi in pochi pesci ma belli.
Anche questo lago, grande ma che ammette il giro su tutto il perimetro, ha acqua bellissima e scenari meravigliosi.
Ci si pesca con una quota giornaliera.
In inverno era cos, quando ci siamo stati era senza neve
Anche questo lago andrebbe rivisto in primavera
Il Ballano
Anche questo bel lago a 1340..
Laghetto di montagna nell'Appennino parmense est, il Lago Ballano non lontano dal paesino di Monchio delle Corti.
Attorno si estendono foreste di faggio che rivestono i rilievi fino alle cime e molti sentieri che conducono nell'Appennino, tra cui il percorso al Lago Verde, raggiungibile a piedi da qui in meno di un'ora. (ci devo andare)
Meta di picnic, barbecueed escursioni domenicali, c' un servizio bar, possibile piantare la tenda e pescare, munendosi del tesserino per la pesca e cosa importante per i pigri ci si arriva in macchina.
Qui ci sono stato un paio di volte nella stagione giusta e ho ancora il dente avvelenato per le scarse catture.
I pesci ci sono (e in buon numero li buttano come nel Lagastrello) e sono pure belli, di fatto un laghetto ripopolato.
Se vi fa storcere il naso un lago che sa essere davvero difficile, popolato da pesci veramente grandi e furbi.
Si percorre tutto in unoretta o poco pi, ha tutti i tipi di spot e purtroppo frequentato, per cui a volte si incontrano parecchie persone
Non sono laghi in cui obbligatorio pescare a spinning, anzi molto pi facile trovare chi pesca a galleggiante con esca naturale (siamo sempre in zona D, non con i bigatti) e il Ballano e il Lagastrello essendo turistici sono ovviamente con possibilit di trattenere il pescato.
Io sul Ballano ho visto inseguimenti di trotoni e basta, ma il conto non chiuso e avendo per questestate non grossi impegni vedr di prendere finalmente del pescetra cui un paio di trote ben over 50
In zona, vedi il libro del parco o internet http://www.parks.it/parco.cento.laghi/index.php, qualche altro lago c.
Nome ; Area mq ; quota metri ; prof.max metri ; Comune ;Parco Note
Lago Santo parmense 81550 1507 22,5 Corniglio P a r c o Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano
Lago Ballano 73000 1341 19 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Verde 59800 1507 24 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Pradaccio 40000 1370 2 Corniglio P a r c o Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano (riserva naturale)
Lago Gemio superiore (Lagoni) 35700 1355 5 Corniglio P a r c o N a z io n a l e dell'Appennino Tosco-Emiliano
Lago Gemio inferiore (Lagoni) 32500 1329 7,4 Corniglio P arco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano
Lago Squincio 31000 1241 3 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Scuro parmense 11600 1527 10,4 Corniglio Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano
Lago Sillara superiore 11400 1732 10,5 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Sillara inferiore 11350 1731 9 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Verdarolo 11300 1390 3 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Palo 8700 1508 5,6 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Compione inferiore 4700 1674 2,9 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Scuro di Rigoso 4000 1392 2,5 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Frasconi 2000 1606 1,5 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago Compione superiore 1780 1686 2,5 Monchio Parco Regionale dei Cento Laghi
Lago del Bicchiere 1700 1724 1,5 Corniglio Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano

I fiumi del parco 100 laghi (parma)

Se i laghi e laghetti sono tanti, allora i fiumi sono di pi
E si va da riserve ripopolate stile pronta pesca a torrenti del tutto impervi.
Da percorsi di tutto riposo ad arrampicate, da prendere con le dovute cautele.
Da fiumi impetuosi a torrenti larghi un metro o poco pi.
Alcuni tratti sono banali e li abbiamo fatti da soli, magari c da fare strada per tornare allauto ma come in montagna da noi.
In altri giri (per es. i pisaroton) senza guida dura anche perch, oltre a essere facile perdersi, ci sono tanti km da fare a piedi.
La guida invece, sfruttando ignobilmente la moglie, riesce a farsi recuperare riducendo di tanto la fatica
Considerazioni finali
Non posso essere accusato di rivelare posti segreti, questi sono pubblicizzati ma purtroppo poco noti.
In basso nei fiumi (che sono i pi facili e comodi e i pi ripopolati) e nei laghi ci sono trote belle grosse e il regime consente , non per i laghi alti e altissimi in genere) il prelievo del pesce per chi lo desidera.
Io non sono scandalizzato di questo uso delle acque, che pure sono bellissime e non degradate e come gestione ricordano molte acque trentine e dellAlto Adige.
Allontanandosi dal fondovalle si attaccano i piccoli torrenti, molto ben conservarti e con ottime trote , spesso mediterranee, ma non grandissime in genere.
E le salite e la pesca si fa pi difficile, tra ambienti infrascati e solitari con cascate, pareti in frana, a volte passaggi difficili
Ognuno pu scegliere quello che preferisce, che per me il massimo
Il posto ideale per un week end lungo, peccato da Bologna sia molto penalizzato dalla viabilit che per 150/170 km richiede circa 2 ore, con 100 km di bellissima autostrada.
Si mangia bene, si spende il giusto, in estate fresco: che vogliamo di pi?
Io sono innamorato di questi posti
Nota per gli amanti della biologia.
possibile visitare lo stabilimento dove si allevano le trote, molte mediterranee, quelle originali dei nostri Appennini per gli esperti
Non si vede gran che ma una trotella (un riproduttore) di ben oltre 50 cm
Poi col tempo si scrocca anche una pescata qui al laghetto Cesira
Gestito dalla locale societ di pesca dove vivono simpatici animali
Lanimale, rimesso subito in acqua era sui 60 cm.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
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Di Admin G.P.O. (del 17/01/2011 @ 23:38:25, in GARE AD INVITO, linkato 1980 volte)

ATTENZIONE: LE ISCRIZIONI AL 3°MEMORIAL VAN DEN EYNDE SONO SOSPESE SINO ALL'11 FEBBRAIO 2011 ( DATA DEL FISHING SHOW 2011 ) A CAUSA DEL RAGGIUNGIMENTO DELLE 1000 ISCRIZIONI MAX PRESTABILITE

 Per informazioni contattare : info@gpofishing.it

 

 
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Di sipadan (del 15/01/2011 @ 22:04:10, in SPINNING, linkato 1837 volte)
LA MIA AMERICA - CANADA - TERRITORI DEL NORD OVEST - LUCCI GIGANTI
articolo di Mauro Maccagnani
 
nel 2010 decidiamo l'ultima “follia”, il viaggio al Gran Lago degli Schiavi, viaggio lungo e costoso ma che in passato è stato da tutti considerato il top della pesca al luccio nel mondo.
Solita organizzazione con l'amico Stefano che gestisce l'Irlanda, che ha testato il posto di persona l'anno scorso e che ha mostrato foto e video eccezionali.
Il viaggio è terribile al'andata
si parte con un ottimo Bologna - Francoforte
si pernotta a Francoforte perché la coincidenza è troppo stretta e approfittiamo per un giro in città con temperature estive.
Francoforte nel centro storico è bella, la passeggiata sul fiume piena di gente, si mangia discretamente e la sera ci si fa un paio di cocktail al fresco sul lungofiume
peccato per l'albergo iraniano, scelto per scaramanzia, che definire bettola è un complimento immeritato con odori di muffa e un rarissimo bagno al piano eredità del 1800.
in pratica partendo da Milano si poteva fare un volo la sera, pernottare vicino l'albergo e ripartire la mattina.
I tubi sono subito un problema, da Bologna partiamo in tre, io e gli amici che hanno dormito da me.
Tra minacce, complimenti alle receptionist, tessere da frequent flyer e trattative da suck arabo li facciamo imbarcare per 80 euro due tubi dopo un'oretta di trattative.
A Francoforte il volo è intercontinentale, abbiamo più peso a disposizione e con poche moine a una receptionist di oltre 100 kg ce li imbarcano (visto che è arrivato un amico da Milano e le guide da Dublino abbiamo 4 tubi e ci siamo già distribuiti da un mese 60 kg di esche in 5, tra bagagli a mano, tubi e bagagli in stiva.
Ne bastavano 5 kg...... forse meno
arriviamo dopo solo 14 ore di volo a Yellowknife via Calgary con cambio di aereo, è notte e andiamo a dormire dopo due foto in paese.
La mattina ricarichiamo tutto e andiamo come in un esodo all'aeroporto degli idrovolanti dove un capace bimotore ci carica in 8, si sono aggiunti due americani, con armi e bagagli, più due addetti del lodge, più benzina, viveri, bombole di gpl.. se si cade il funerale vichingo con le fiamme è assicurato!.
teniamo presente che siamo ai margini del circolo polare artico con un clima fresco ma non freddo.
Dopo un'ora di volo, con i tappi nelle orecchie per il rumore, atterriamo e abbiamo attraversato il lago sul lato “corto” ovvero sui 100 km, su quello lungo ci voleva un jet essendo 400 km.
Ammariamo (raccomando a tutti il volo in idrovolante, è bellissimo, io avevo già volato alle Maldive e ci volo sempre volentieri) e capita il primo caso strano, attracchiamo al pontile e nella manovra causa vento forte lo stacchiamo... ottima manutenzione.
Lo riparano al volo e scendiamo accolti da qualche zanzara (sono poche e per fortuna sensibili all'OFF), qualche cane e lo staff del posto molto gentile.
Ci accomodiamo in due camere “essenziali” , minuscoli bungalow da terremotati, con un bagno solo (costante del viaggio) nella sala centrale del lodge da cui si gode una vista bellissima.
E ci va bene, fino a pochi anni fa si dormiva in tenda senza bagno con cucina autogestita.
Qui invece fanno da mangiare, alla canadese ok, ma c'è sempre qualcosa di pronto dalle 6 alle 9, dalle 12 alle 13 e dalle 18 alle 20.
gli orari
sugli orari di pesca c'è da dire
qui è “buio” dalle 03 alle 05 e se c'è luna si vede benino da pescare, per il resto c'è il sole o luce abbondante come in un tramonto estivo da noi.
Decidiamo di norma di fare tre turni di pesca
8-12 e 15-18 e 20-24 e oltre per chi ha il fisico.
Io spesso la sera o il pomeriggio non pescherò già soddisfatto dei turni precedenti
le barche e le esche
abbiamo a disposizione 6-7 barche in alluminio attorno ai 5 metri, in genere ne useremo 3 tranne che per certi viaggi dove ne useremo due, tutte con motore da 25 cavalli.
Come esche abbiamo usato di tutto e di più , con ancorette senza ardiglione comprate apposta e montate al posto delle originali sia perché molto efficaci che perché occorre ridurre il rischio di piantare un'esca con ardiglione in mano o peggio, l'ospedale è a un'ora di volo e costerebbe una follia organizzare un trasporto ad hoc.
Abbiamo anche pescato a mosca e a mosca con canne da spinning (spinfly).
Se ci fosse da portare una sola tipologia di esca? Ondulanti mepps cyclops che prendono sempre e ovunque, lucci grandi e piccoli anche pescando in modo molto approssimativo.
Obiettivamente di esche (salvo pescare a mosca, in cui il luccio ingoia molto) pescando con cavetti e trecciati grossi se ne perdono poche, io non ho mai visto tagliare a spinning e a casting il fluorocarbon del 100 (salvo pescare a mosca) e ho perso in tutto 2 o 3 esche, rompendo il trecciato o perché “distrutte” dai morsi dei lucci.
Le guide
il posto è tale che per noi italiani abituati a poco pesce la guida costa tanto e serve a poco, solo se non si è in grado di guidare la barca.
Infatti le guide conoscono pochi posti, pescano col motore rigorosamente acceso (che disturba non poco) e portano i due americani in giri che spesso ci seguono facendogli prendere molto meno pesce di noi.
Il posto di pesca
pescheremo sulle sponde del lago degli schiavi, che non ha nulla a che vedere con gli schiavi ma con la tribù indiana degli “slaves” o schiavi che viveva qui in estate.
Infatti qui da ottobre a maggio può fare -40 e venire troppo presto può portare a restare bloccati da ghiacci vaganti con freddo o se tardi ricevere le prime nevicate, infatti ricordiamo che siamo al circolo polare.
Si pesca di fatto in 15-20 spot tutti vicino a riva in quanto non è ragionevole cercare di navigare su un lago simile senza barche ben più adeguate, poi in realtà il più dei posti se ben pescato, può dare lucci.
In precedenza era possibile fare molti walleye ma quando siamo arrivati noi avevano già raggiunto acque più fonde e lontane.
Se il tempo ci avesse assistito avremmo passato un giorno andando con le guide a namaycush (grossi salmerini, qui definiti trote di lago) ma non è stato possibile anche perché anche con la stagione avanzata le avremmo trovate in profondità con poche speranze a spinning dovendo ricorrere a pesca a traina.
Noi abbiamo trovato tempo variabile e un po di pioggia, veramente insolito in un luogo che è definito “deserto artico” dai geografi.
Inoltre abbiamo avuto una infelice combinazione di acque basse, alghe e acqua non trasparente, molto insolita.
Il limite dell'acqua bassa è stato nella difficoltà di navigazione, con frequenti blocchi sul fondo per fortuna fangoso dei motori e l'acqua non trasparente ha reso meno divertente spesso la pesca ma non meno proficua.
Che ci sia poco da vedere al di fuori della pesca mi pare ovvio, se interessasse prolungare il soggiorno conviene fare base a Calgary dove ci sono rodei e parchi ed è in pianura.
Cosa si vede e gli animali presenti
contrariamente a quel che pensavo qui ci sono ben pochi animali da vedere, a parte le aquile che tentano a volte di insidiarci le esche e di cui abbiamo visto un esemplare al campo ferito.
Abbiamo visto un'alce e poco più.
Ma occorre sempre pensare al clima che a breve sarebbe diventato proibitivo.
La pesca
il primo giorno nonostante un po di vento arriviamo in pesca su acque abbastanza trasparenti.
Peschiamo con trecciati da 65 libbre, cavi in acciaio o fluorocarbon, canne da casting da 3 once in su, da 2 quando ci si stanca.
Dopo un po di tentativi ci accorgiamo che sono molto attivi e mangiano a galla e inizia uno spettacolo indimenticabile.
Sei pescatori che recuperano esche diverse a galla, con attacchi continui a galla tanto da non capire che esca seguano, fino a che una botta forte indica che un luccio ha trovato l'esca e l'ha presa in bocca; non mancano due, tre o quattro canne simultaneamente in tiro.
E in acqua cade di tutto: wtd (walking the dog), propeller, grossi popper, jerk di superficie, gomma recuperata a palla, filibustieri oversize, da 30 a 200 grammi e da 10 a quasi 30 cm.
Molti di questi erano realizzati ad hoc da me e alcuni amici e molti testati (tra molte risate degli astanti) presso i laghi FIPS alla SAPABA a Pontecchio.
E tutto viene attaccato (e spesso sbagliato) dai lucci.
Io provo 10 o 12 esche e prendo con tutte o quantomeno vedo molti attacchi, in certi istanti l'acqua esplode più volte a distanza ravvicinata segno che l'attacco è portato da più lucci.
Infatti qui è incredibile, ma trovati i lucci ci si accorge che sono in grandi branchi, da 40 cm a ben oltre il metro fino a 120 cm, almeno noi non siamo stati in grado di passare 1,20 metri : - ).
qualche metro esce anche in questo pomeriggio che è la prima uscita.
Io la sera faccio il cambio di alcune ancorette e non esco ma ne prendono pure quella sera.
Dopo di che non si ripeterà più un simile giorno su esche a galla complice un progressivo intorbidimento delle acque dovuto al vento e a un po di piogge sparse.
Il giorno dopo cominciamo a battere i posti più noti, talvolta tornando a pranzo se vicini o stando via con panini dalla mattina alle 18.
si verifica da subito l'effetto devastante degli ondulanti (tutti o quasi) e specie dei mepps cyclops tanto che dopo un po verranno usati per gare amichevoli o per ridere in quanto semplicemente TROPPO efficaci, non prima che tutti li testiamo perché increduli di tanto effetto.
Cominciano a comparire con frequenza lucci da 105, 110 e oltre con una varietà di esche e di tecniche impressionanti, ma comincia ad emergere una certa preferenza dei lucci per i jerk side to side (ovvero che fanno un regolare destra sinistra) recuperati senza jerkate a velocità sostenuta.
Un jerk color carpa, realizzato dal mio amico Cepi2, semina il terrore per un giorno fino a che un motore non taglia il trecciato.
I miei amici pensano che li abbia finiti ma non sanno che io ho solo 4 kg di esche..ma tutte di questo tipo.
Ovviamente chiunque può usare tutte le esche e le canne in barca nel nostro gruppo, più volte offriamo canne ed esche agli americani ma loro si accontentano della loro pesca e delle loro catture con rotanti, ondulanti e piccoli minnow.
Da qui in avanti pescherò quasi solo con questi jerk, miei, di Cepi2, di Bassunter, del Gatto  essenzialmente recuperati a palla nel modo che sarà definito come “dritto x dritto x 3,14” e occasionalmente a galla con pesci di gomma da ben 2 euro alla coppia.
I ragazzi del gruppo comprendevano una selezione di bravissimi pescatori di lucci italiani, espertissimi a jerk e a altre esche con anni di pesca all'attivo ma con ancora tanta voglia di scherzare e di spiegare e apprendere nuove tecniche.
Qualcuno per esempio il primo giorno ha ereditato una mia esca troppo pesante per la schiena -oltre 200 grammi per 30 cm- e ne ha fatto un uso ben oltre quel che potevo pensare, in virtù di tecnica (e fisico) non comuni.
Dopo un giorno in posti noti attacchiamo un posto un po più lontano con tre barche e uno spirito sempre più goliardico.
Dopo molte catture prendiamo terra per mangiare panini e berci una birra e peschiamo con una canna in plastica di Barbie con mulinello incorporato in plastica e prendiamo tutti almeno un pesce montando il classico ondulante cyclops.
A questo punto io di solito pesco con jerk side to side, un paio con diver più o meno grossi, uno insiste su minnow e esche strane top water e gli altri provano a mosca sia da riva che dalla barca.
Tutti nei giorni successivi ove possibile in pausa pranzo proviamo a mosca o a spinning con grosse mosche piombate e fatta salva la difficoltà a lanciare (io sfrutto l'altezza delle rocce sull'acqua per aiutarmi con la coda di topo) le catture si susseguono quasi più che a spinning.
Occorre montare terminali flessibili ma non in fluorocarbon ma la mangiata, spesso a vista, è frequente.
Arriviamo a uno dei giorni topici, la baia di Midway.
Mentre gli altri del gruppo facevano riprese video ancoriamo la seconda barca davanti a una baietta.
Per ore ogni lancio è un attacco, o meglio più attacchi in caso il primo si slami, tutto su tre jerk tanto che uno risulterà distrutto e sarà abbandonato sul lago, uno devastato dai morsi e uno messo fuori servizio perché si stanno muovendo gli anellini che tengono le ancorette.
L'esca distrutta era un jerk che funzionava a metà via tra i diver e i glider.
È il pomeriggio di pesca più intenso che ricordi, credo irripetibile per la continuità delle mangiate spostandosi di pochi metri in qualche ora.
Credo che almeno venti volte le canne fossero entrambe in tiro, con taglie tra i 60 cm e il metro.
Da ricordare un giorno risalendo il fiume vicino al lodge, tra terribili secche che ci hanno costretto a remare e spingere ma che hanno portato in barca parecchi over metro e (purtroppo solo) visti lucci veramente grossi, stimati oltre 130 cm.
Un cenno sui pesci presi, al 99,9% lucci tra cui qualche luccio “silver” dalla livrea chiara e meno marcata, attivi per ore ogni giorno che se ricercati si trovavano spesso in acque diverse, ma si trovavano con regolarità.
Punte di lucci da 120 cm con parecchi esemplari oltre i 110 e i 115.
a volte ci sono stati momenti magici, una serata in cui ero a pesca in acqua torbida e su un mare di alghe sono usciti più animali oltre 110 cm e fino a 119!
e che dire delle pescate a mosca sia con la coda di topo che con canne da casting con piccole modifiche per appesantire e rendere lanciabili le mosche?
Non appena la mosca cadeva in acqua (si parla di “mosche” di 10 cm) si vedevano ombre che si avvicinavano e a vista si inlamava, veramente emozionante anche per chi non sa pescare correttamente a mosca.
I giorni più entusiasmanti, non per le catture, ma per il divertimento sono stati quelli in acqua limpida in cui si vedeva in diretta l'attacco del luccio.
Riepilogando è un viaggio lungo, costoso, non comodissimo ma il top che io abbia mai vissuto con tanti, tanti lucci.
Ovvio che sia difficile da organizzare ma se vi capita... non esitate
a detta di tutti gli esperti sentiti è uno dei top ten lodge per i lucci.
Se non è il primo vorrei vedere gli altri.. ma c'è tempo.
 
articolo di Mauro Maccagnani
 
 
 
Titolo
Di sipadan (del 14/01/2011 @ 18:06:12, in ITINERARI, linkato 2976 volte)
UNA META VICINA, IL NOKILL DI ASCOLI A TROTE E CAVEDANI
articolo di Mauro Maccagnani
un articolo diverso, su un posto vicino e facile da raggiungere e in cui relativamente facile pescare , ma non ovvio prendere pesci.
Siamo ad Ascoli sul Tronto, si mangia bene tra l'altro, tratto prettamente cittadino.
dovremo dotarci di waders e fare in un negozio del luogo il permesso che costa pochi euro.
Tra l'altro vicino ci sono fior di fiumi con altri no kill e la zona molto bella.
Divideremo i 3-4 km di fiume con altri pescatori a spinning o mosca (infatti un santuario della pesca a mosca), dovremo pescare con un solo amo singolo, non avremo un odore proprio meraviglioso ma c' tanto tanto pesce.
E per chi come me abituato all'appennino tanta acqua che corre, a volte con un po di alghe e in estate un po di zanzare.
E per chi avesse idee di non rispettare le regole.... tanta sorveglianza come giusto.
Io sono sceso sotto lo stadio e sono risalito fino alla fine del tratto nokill.
Si alternano correnti, buche grandi e piccoli, piane tranquille, rapide, intere zone a poca corrente.
Non in tutti i tratti si pu pescare se il livello non basso e spesso si deve fare un tratto sulla sponda.
In genere facile avere all'atto del pagamento del permesso una cartina peraltro penso scaricabile in rete, cartina molto comoda per ritornare (temo a piedi) all'auto.
Trote e cavedani sono furbissimi, ma grossi e belli, a volte ben oltre i 50 cm.
Sugli orari e le tecniche ci sono diverse visioni, io mi sono trovato bene a pescare mattina e sera e a battere il fiume come sono abituato qui, ovvero uno o due lanci e via (in una mezza giornata si fa un bel tratto, io l'ho fatto tutto) mentre in tanti prediligono insistere sulle buche muovendosi molto poco, percorrendo mezza riserva in un giorno.
Ovvio che ognuno deve pescare come crede, le esche sono certe, rotanti e minnow con alto rischio di perderle, infatti spesso occorre lanciare sulla sponda opposta molto vicino alle frasche.
Il fatto da tenere in considerazione che siamo in una zona molto battuta, ma che pu dare grosse soddisfazioni pescando con fantasia.
Insolitamente le foto che vedrete non sono frutto di una raccolta ma di questi 2 giorni (meglio uno e mezzo) e il massimo esperto del tratto ci giura che giornate cos tremende e pessime non le ha mai viste!!!
Questo il mio record, una trota presa a sera, sui 50 cm dopo una giornata in cui il mio compagno Gianluca mi fa sbeffeggiato con catture a raffica.
Solo allontanandomi da lui.. ho colpito
Lui nel frattempo faceva queste. Molte erano attirate dal mio minnow, uscivano dalle loro zone e attaccavano la sua esca casi del fato
E dire che avevo ben iniziato (verso le 10 visto che eravamo distanti a dormire in un posto MERAVIGLIOSO in collina) con un pesce subito
Un bel cavedano
Poi ci siamo dati a percorrere il fiume dandoci il cambio, un po avanti io e un po avanti lui con il nostro amico Alberto che insisteva sulle buche e veniva distanziato tanto che a fine giornata sbucher da met zona, mentre noi ritornavamo da quasi fuori Ascoli
Combattendo con questi oltre che con le trote
Il fiume offre scorci suggestivi oltre a piane e rapide, sotto siamo in piena citt sotto il ponte romano
Il giorno successivo rifacciamo lo stesso tratto e come al solito inizio bene, ma vengo ritravolto da Gianluca sia sulle correnti che sulle piane.
Stavolta sappiamo bene dove si passa e abbiamo idea di dove stia il pescetanto che procediamo tanto veloci che Alberto va in un altro tratto del fiume.
Io verso le due abbandono, un caldo devastante a inizi settembre e torno a casa.
Porto Gianluca da Alberto e imparer che lo bastona pure nellaltro tratto con queste bestiole
Ecco qui i 3 audaci che per un paio di giorni hanno battuto il fiume
Con i risultati visti sopra
Il fiume, giudicato basso dal massimo esperto, per me al limite del pescabile tanta acqua c, la classica differenza su dove si abituati a pescare.
Un po di fango, di alghe sul fondo rendono il fiume non bellissimo a prima vista ma pescando ci si accorge che pieno di vita.
Il tratto chiaramente ripopolato, ma averne a Bologna di tratti simili, magari vicino a Bologna.
Il 90% del pesce si fa a minnow ma anche il rotante ha un suo senso ed il bello lalternarsi di posti di pesca tra loro diversissimi in cui si da sfogo alla fantasia, in una foce di un affluente per mezzora abbiamo tirato su ombre lontanissime, rivelatesi poi al millesimo lancio lungo (grazie anche al trecciato) grossi cavedani.
A volte si vede il pesce seguire, non una volta come nei nostri torrenti, ma 5,10 volte
E spesso cambiando qualcosa, esca, recupero alla fine si convince a mangiare
Esistono anche pesci odiosi che o non ci considerano o peggio guardano e seguono lesca senza mangiare
In ogni caso un bellissimo posto per un week end, poi dovr pur rifarmi con i miei soci
330-340 km da Bologna quindi affrontabile
solo informatevi prima sui livelli che se troppo alti costringerebbero a salire sulle strade o ritornare indietro
e vi assicuro che la salita sotto i ponti dura e per tornare alla macchina ci sono belli belli 3-4 km a piedi
lideale sarebbe avere due auto una a inizio e una a fine tratto, ma tutto sommato una passeggiata anche se su di essa pesa la giornata passata in pesca
Un grazie ad Alberto (Alvelas) e Gianluca per le foto
NB anche Alberto che uno dei pi grandicacciatori di cavedani dItalia ne prende e di belli solo che se fa foto ha difficolt a fotografarsi
Poi lui molto pi fissosui posti e resta spesso solo
Noi dormivamo un po lontani, ma vicino qui dove si mangia e si beve divinamente.
uno splendido borgo nel club dei Borghi pi belli dItalia ( in Umbria sono 22, nelle Marche 18, in Emilia Romagna, che da sola pi grande di queste due regioni messe insieme, solo 10.), che merita senzaltro un giro con la luce del sole e soprattutto meno fretta.
articolo di Mauro Maccagnani
 
Titolo
Di TETO (del 12/01/2011 @ 18:36:22, in ATTIVITA' SOCIALI E RICREATIVE, linkato 1965 volte)

PRANZO SOCIALE 2011 G.P.O. IMOLESE TUBERTINI

PRANZO SOCIALE
Domenica 06 Febbraio 2011
PRESSO
CASA DEI POPOLI – ARCI CURIEL
 Via Domenico Cimarosa 107 – Casalecchio di Reno (BO)
ORE 12,30
 MENU
v     APERITIVO DI BENVENUTO CON STUZZICHINI
v     TORTELLINI IN BRODO e LASAGNE ALLA BOLOGNESE
v     LOMBO DI MAIALE AGLI AGRUMI e ROLLE’ DI TACCHINO CON VERDURE
v     PATATE FRITTE e INSALATA MISTA
v     TRIS DI FORMAGGI
v     ZUPPA INGLESE e CREAM CARAMEL
v     ACQUA, VINO BIANCO, VINO ROSSO
v     CARRELLO DEI LIQUORI
Il caffè non è compreso nel prezzo e si può prendere nell’adiacente BAR CURIEL
Il prezzo a persona è di Euro 28,00
Bambini fino a 6 anni GRATIS
Bambini da 7 anni a 11 anni Euro 15,00
 
Si prega di dare adesione entro e non oltre il 28 Gennaio 2011 a Fabrizio Rizzatti 339/3782535
 
COME ARRIVARE:
PER CHI ARRIVA DA MILANO:
Autostrada A1 uscita BOLOGNA CASALECCHIO - seguire le indicazioni per PORRETTANA - BOLOGNA una volta sull’asse attrezzato uscire al primo svincolo PORRETTA – proseguire sempre dritto per circa 3 Km e girare a sinistra in Via Duse.
PER CHI ARRIVA DA ANCONA:
Autostrada A1 uscita SAN LAZZARO DI SAVENA – prendere la tangenziale e uscire allo svincolo 1 CASALECCHIO DI RENO - seguire le indicazioni per PORRETTANA BOLOGNA una volta sull’Asse Attrezzato uscire allo svincolo PORRETTA – proseguire sempre dritto per circa 3 Km e girare a sinistra in Via Duse.
PER CHI E’ DI BOLOGNA:
Sulla Porrettana (S.S.64), usciti dall’abitato di Casalecchio di Reno, proseguire in direzione Sasso Marconi. Dopo il semaforo del distributore AGIP (MC DONALD) girare alla terza strada a sinistra in Via Duse.
 
Volantino curato da Degli Esposti Stefano (Teto)
 

Visualizzazione ingrandita della mappa
 
Titolo
Di sipadan (del 11/01/2011 @ 22:10:55, in SPINNING, linkato 2658 volte)
La mia America - Il Canada – i lucci del Quebec
articolo di Mauro Maccagnani
 
Dopo i salmoni decido di attaccare i lucci
una preparazione puntuale e trovo , sempre con la stessa organizzazione dei salmoni ma con la presenza del titolare, l'idea giusta:il Quebec del nord
circola la voce che i lucci siano tanti ma non tanto grandi, bene andiamo a vedere, la mamma dei lucci ci sarà pure..
viaggio come al solito comodissimo:Bologna Amsterdam Montreal
mi trovo con i compagni di viaggio a Montreal dopo 12 ore tra voli e attese.. manco troppo
noleggiamo un superfuoristrada (siamo in 6 con 3 tubi di canne) e ci avviamo per gli ultimi 800 km da fare in auto
sono le 14....
mi spiace non visitare Montreal che è una bellissima città (c'ero già stato nell'82) che vi raccomando, ma si parte
800 km in Canada sono “normali” ma abbiamo solo informazioni di massima
l'idea è dormire dopo 400-500 km e ripartire la mattina.
Per sfortuna non c'è nessuno, teniamo i limiti di 110-130 km/h quasi fissi e alle 19 abbiamo fatto 600 km
la guida raccomanda di fermarci ma decidiamo di chiudere il viaggio.
Mai peggiore errore fu fatto, troviamo la strada per il resort con tanta fatica e piombiamo in una foresta in piena notte su uno sterrato a tratti veloce a tratti impossibile
il navigatore ci abbandona (ma lo sapevamo che lo avrebbe fatto) e cerchiamo di notte nel buio una strada senza indicazioni e il cellulare ovviamente non prende.
alle 4 disperati, dopo varie strade senza uscita, ormai decisi a provare a dormire in macchina, stremati ci accorgiamo di avere fatto quasi 300 km, di essere senza tanta benzine e di avere di certo superato l'obiettivo quando cercando uno spiazzo per dormire troviamo un'indicazione del resort che ci rimanda indietro attraverso una foresta sconvolta da un incendio anno scorso.
3 km e arriviamo e ci eravamo passati accanto almeno 3 volte
scopriamo che la strada ha 3 nomi diversi, uno locale, uno nazionale e uno per le motoslitte (le strade senza uscita senza neve....) e che per fortuna ci aspettano, siamo nel posto giusto e hanno benzina – se no erano 120 km indietro per il distributore.....
dormiamo un po e la mattina ci informiamo
attorno a noi per 30 km di lato c'è il nulla, ci siamo noi 6 e 4 cacciatori di orsi, ma anche 120-150 laghi di cui almeno 30 raggiungibili in auto, 40 in quad, 1 a piedi e gli altri mai testati per la pesca.
Su ogni lago c'è una barca se piccolo o 2 se grande, si parte dal lodge con la guida in quad con i motori , i serbatoi per la benzina e il pranzo al sacco (noi seguiamo in auto, mai visti 6 pescatori qui : - ) ).
ovviamente ci dovremo dividere in 2 o 3 gruppi, visto che le barche sono da 2.
il primo giorno peschiamo nel laghetto del lodge (9 km di lunghezza) visto che non hanno alcuna informazione recente sulla pescosità del lago, qui pescano solo con ondulanti e vanno prevalentemente a walleye (molto simile al nostro perca) che finiscono con assoluta regolarità in cucina.
Tra l'altro il periodo è ottimo per la caccia.
E qui qualche sospetto dovrebbe venirci in mente unito a un fantomatico “avete qualcosa per le zanzare?”
questo l'abbiamo, repellenti vari locali, retine da mettersi in faccia, guanti ma ci mancano birre e whisky che ci verranno vendute a prezzi da rapina visto che non hanno la licenza per venderle.
Comunque partiamo con zanzare inferocite nel tratto di 20 metri attorno il bagnasciuga, e il primo giorno e non abbiamo con noi retine e spray ma ci allontana da riva e sembra finita.
Il panorama, dove non intaccato dall'incendio che aveva un fronte di 120 km, è spettacolare con pini fittissimi fin sull'acqua, pochi approdi e clima primaverile (è luglio, qui ottobre è già inverno).
In 6 peschiamo in modi diversissimi, io passo molte ore con spinner – non mangia in tutto il Canada per me con questa esca, rotanti x i walleye (qui falcidiati da un mese di pesca intensa) poco efficaci per i lucci, rotanti per lucci.
Non ho ondulanti che sono l'esca principe qui e verso sera in cappotto passo ai minijerk da 8-10 cm.
Il mio compagno di pesca ne ha già fatti 8 tra i 50 e gli 80 cm e mi guida in una baia, un po stanco in attesa di ritornare
lancio e perdo dopo un inseguimento il mio miglio minijerk nonostante un mezzo bagno, ma è attaccato un metro sotto in acqua fredda e attaccato a un ramo di “soli” 10 metri.
Si spacca il cavetto.
Monto un altro minijerk ricordando l'attacco precedente e vedo uno sciacquio dietro l'esca, poi un altro, poi un tocco poi nulla.
Rilancio e un pesce sbaglia il minijerk, lo insegue e lo sbaglia di nuovo 2 o 3 volte fino sotto barca.
Rilancio, vado piano e lo fermo, lo lascio “bollare” a galla pronto a inlamare.
Non serve......uno scroscio d'acqua e sono in combattimento per riavere la mia canna, ho il 50 libbre non ho paura, cavo in acciaio pieno...
e infatti viene in barca un bel over 100, ma non erano tutti piccoli?
È quasi buio, ma un ultimo lancio cambiando esca (mi ha masticato le ancorette.......le cambierò), un altro minijerk
un metro di recupero e una botta “gentile” seguita da una serie di salti sul pelo dell'acqua mi dice che ho in canna un quasi metro.. combattimento veloce e a cena.
Qui si mangia bene , siamo contenti nel lodge solo per noi se non fosse che nel tratto del bagnasciuga abbiamo zanzare scatenate, la mattina avremo qualche sorpresa non prima di ricevere istruzioni su come chiudere le porte per non fare entrare eventuali orsi, sono orsi neri ma capaci di fare danni ad un uomo.
The day after... al mattino ci accorgiamo di essere gonfi come palloni su mani, testa e tutte le parti scoperte il giorno prima.
Per fortuna abbiamo antistaminici e cortisone che useremo al limite del possibile, ma i cappelli non entrano in testa tanto i ponfi sono gonfi.
E impariamo che le zanzare fanno danni ma i mosquito disastri... queste bestiole di meno di un millimetro passano ovunque, si installano dove si suda (bordo cappello, bordo giacca) e ci succhiano allegramente il sangue senza dolore.
E risponderanno ben poco ai repellenti purtroppo
ma partiamo per altri laghi oggi, con spray, retina indossata (ma i mosquito passano) e decisione a non stare sul bagnasciuga.
La resa dei vari laghi varia molto e se ne possono fare anche due al giorno, uno nella mattina e uno nel pomeriggio.
Io ho fatto giorni con due lucci, specie in laghi piccoli e con oltre 30 lucci in mezza giornata, sempre in laghi piccoli.
Memorabile un pomeriggio al “lucciodromo” dove in un recupero si sentivano 5 o 6 attacchi di lucci diversi specie su snodati.
E nel lucciodromo il mio compagno di barca sfila un 125, alla faccia del “sono tutti piccoli”.
In un paio di laghi medio grandi ho preso alcuni 105, due 110 e un 115 frutto di una pesca che forse questi pesci non avevano mai visto.
Infatti in questi laghi pescando con jerk poco sotto l'etto, con lanci da lontano verso riva e verso grosse strutture (rami, alberi in acqua) spesso si vedevano attacchi paurosi, tecnica che richiede essenzialmente un ottimo trecciato ben imbobinato, mulinelli da casting in ottimo stato e buona mira.
Gli altri pescatori che hanno insistito con esche diverse, minnow, snodati, rotanti, ondulanti hanno forse preso più pesci ma più piccoli in media.
Poi dopo un po le barche sono sempre le stesse e la nostra barca spesso era in posizioni più lontane raggiungibili solo con mezzi guadi o trasporti della barca sulla riva per qualche metro o scavalcamenti di dighe di castori (qui sono considerati dannosi) e questo porta a pescare pesci che da mesi non vedevano un'esca.
Ovvio che una pesca più comoda possa rendere un po meno.
Noi siamo arrivati a vedere lucci da metro mangiare un esca di legno ferma a mezzacqua....e ferrarsi da solo, a prendere tanta acqua da rischiare di affondare per l'acqua che entrava dal cielo, a pescare con un certo caldo ma con i vestiti chiusi col nastro isolante per evitare i malefici mosquitos e le zanzare.
Ritorno un attimo sulle zanzare, alla fine della vacanza si assisteva sbarchi e imbarchi in corsa stile “marines”, con barca che si allontanavadi parecchi metri in attesa che chi fosse ancora sulla riva potesse attrezzarsi e saltire in barca al volo.
Gli sbarchi erano contrari, il più rapido sbarcava, accendeva l'auto con aria condizionata al massimo e a zanzare espulse faceva segno di sbarcare.
Le guide erano incuranti delle zanzare e mosquitos in quanto abituati e coperto di interi cappotti di rete, ovviamente non utilizzabili normalmente in pesca.
I walleye
capitolo a parte meritano i walleye, che sono il pesce nazionale del Canada e che sono realmente ottimi da mangiare.
Pescando in località remote in waders ovviamente arrivavamo in zone mai pescate dove erano “imbarazzanti”, a parte attaccare jerk mostruosi per loro < walleye da 40 cm che attacca un jerk da 25> pescando a mosca mangiavano a volte ogni lancio; e vanno da 30 cm a 5 kg e se a volte non mangiano è perché arrivavano i lucci a scacciarli (e mangiarli).
I walleye sono pesci bellissimi, non tirano troppo ma esiste la varietà “blu” che è semplicemente meravigliosa.
E se si trova un ingresso di fiume in cui si possa ancorare la barca i walleye si affollano a decine visto che qui i lucci non amano sostare vicino le uscite o le entrate dei torrenti.
Ma perché?
Perché in pochi giorni un gruppo di castori potrebbe chiuderli fuori dal lago e perché ogni tanto piove, e piove e piove
il giorno in cui abbiamo rischiato di affondare non abbiamo più trovato la strada del ritorno e ci hanno dovuto recuperare in quad riportandoci per altra strada.. perché? Perché la strada era sparita per la piena, più un metro in 4 ore, per ben 500 metri di strada che avevano trasformato due laghi in uno solo....
infatti i castori che sono ovunque fanno dighe che poi con la piena cedono con effetti devastanti a catena sulle altre dighe, così che la piena non sale piano piano ma sale a “gradini” con effetti non simpatici
gli animali e la natura
qui si vedono in quantità castori, i falchi pellegrini e pescatori, qualche orso, alci.
Fatto salvo la zona devastata dall'incendio si pesca tra foreste centenarie, impenetrabili, con pochi sentieri in cui è semplicissimo perdersi.
Come in quasi tutto il nord i fiumi sono molto poveri di vita quindi non è che ci siano alternative ai laghi anche per l'inaccessibilità dei fiumi.
i quad
l'offerta del resort è il viaggio in quad, un famoso motorino a 4 ruote in diverse declinazioni, automatiche, a marce, in grado di portare pesi e trainare carrelli, di scendere per sentieri da capre.
Obiettivamente chi ha approfittato dei quad non ha fatto grandi prese ma perché essenzialmente sono laghi non noti in cui si può trovare il lago miracoloso o un lago senza pesci.
Il problema è che il quad va guidato all'opposto della moto, per voltare va portato il peso dalla parte opposta alla curva, esattamente l'opposto che la moto che ero abituato a guidare, quindi ho rinunciato al tentativo.
I pro del viaggio
pur costoso non è mostruosamernte costoso
il viaggio è lungo ma non troppo, organizzandosi si possono visitare città come Montreal o Quebec o parchi nazionali
il posto è bello
si mangia bene
si può prendere tanto pesce
i contro
alcolici costosi se non li si compra al supermarket (e pure qui), mangiate voi alce in umido con acqua o coca : - )
le zanzare e i mosquitos, odiosi
io ho preso cortisone tutti i giorni, ho pescato con i polsi , le caviglie e il collo chiusi col nastro da carrozzeria e mi si sono sgonfiati i ponfi dopo alcuni giorni.
E la retina regge il possibile e gli spray fanno quel che possono.
Però non è ovvio trovarle, ci sono pure in Europa e in Svezia e Finlandia non le ho trovate dove pure era possibile ci fossero.
 
articolo di Mauro Maccagnani

 
Titolo
Di Pres (del 10/01/2011 @ 22:58:56, in GARE AD INVITO, linkato 2018 volte)
SOCIETA’ DILETTANTISTICA PESCATORI PADOVANI TUBERTINI
CAMPIONATI ITALIANI, PER SOCIETA’ 1971 ;PESCA PRATICA 1978; MASTER RAGAZZI 1999-2001-2003-2005
TROFEO DELLE REGIONI 2001; TROFEO VENETO 1979-1980-1994-.2001-2009: SERIE A/2 2006
Partecipazione Mondiali Senior.1972-1982-1983 Partecipazione Mondiali Donne  2010
Partecipazione .Mondiali Giovani.2001-2003-2003-2005-2005-2006-2006-2007-2007-2007-2010
STRADA CHIESA VECCHIA,96 - 35125 PD – TEL. 049/680925 - 049/8806963
C.F. 92098800284 P.I. 03943030282 COD. FIPSAS 0280034 REG. CONI 33021
 
 
 
Scuola di pesca “Martin Pescatore”
 
GARA PROMOZIONALE     20 FEBBRAIO 2011
 
CAMPO DI GARA CANAL BIANCO LOC. ZATTERE
 
La Pescatori Padovani Tubertini organizza per il giorno 20 febbraio 2011 una gara individuale sul Canal Bianco Località Zattere a Loreo Ro.
 
Le Iscrizioni dovranno pervenire entro le ore 20 del giorno 18 febbraio presso la Pescatori Padovani Tubertini, in via Chiesavecchia 96 – 35125 – Padova - Telefono 3403547508 o anche Fax al numero 0498806963 o al nostro indirizzo mail
 
La quota d’iscrizione è di € 13,00 a concorrente.
Settori da 10.
Materiale consentito: pastura 10 Litri. Esche 1 litro di Bigattini e 0,5 litri di Fouilles. Ver de vase e lombrichi solo come innesco.
 
Pasturazione Pesante consentita 10 minuti prima dell’ inizio gara.
 
La gara verrà disputata a TECNICA LIBERA.
 
PREMIAZIONI  
1° Classificato Buono €   45,00     
2° Classificato Buono €   25,00       
3° Classificato Buono €   15,00     
4° Classificato Buono €   10,00
 
Raduno. Presso il Bar COMMERCIO in via Roma a LOREO Ro. alle ore 7,00. Ore 7,30 distribuzione materiale. Inizio gara ore 9.30 termine gara ore 12.30.
 
Reperibilità fouilles e ver de vase FERRARI OSCAR Tel. 3316521371
 
 
    Direttore di Gara                            Segretario di Gara                   Giudice di Gara
Destro Giuseppe                            Bettella Paolo                          Barison Livio
 
Titolo
TRANSLATION OF THE SITE G.P.O. IMOLESE TUBERTINI IN 50 LANGUAGES.
TRADUZIONE DEL SITO G.P.O. IMOLESE TUBERTINI IN 50 LINGUE
Articolo di "Stagni Giuseppe"
 
Visto che, visualizzando le statistiche del nostro sito, mi sono accorto che molti degli utenti che lo visitano non sono italiani, ho aggiunto l’utility “Google Traduttore” in modo tale da rendere immediatamente internazionale il nostro Blog.
Il motivo di queste visite da oltre confine, molto probabilmente, è dovuto al fatto che molti utenti raggiungono il nostro sito attraverso il nostro canale su Youtube; oppure perché molti di questi visitatori sono contatti del nostro profilo su Facebook e, non ultima possibilità, potrebbe essere dovuto all’imminenza del 3° Memorial Van den Eynde (gara di interesse internazionale).
Per tradurre in tempo reale tutto il sito nella lingua desiderata, basta selezionare la lingua dal menù a tendina visualizzato nella parte destra/alta della pagina (vedi immagine di questo articolo) e attendere qualche istante. Per tornare alla lingua originale basta riselezionare la lingua italiana oppure chiudere la barra che si è aperta in alto nella pagina cliccando sulla "X"
 
Articolo di "Stagni Giuseppe"
 
Titolo
Di sipadan (del 07/01/2011 @ 12:58:56, in SPINNING, linkato 2244 volte)

La mia America: Alaska, Yakutat
articolo di Mauro Maccagnani (sipadan)
 
La mia America inizia con un sogno: la pesca dei salmoni
Dopo mesi di preparazione con un amico parto da Roma, dopo qualche pescata a bass e trote, per un viaggio bello lungo
Roma – Philadelphia – Seattle con dogana e recupero bagagli a Philadelphia non proprio semplice visto che il mio amico non parla inglese.
A Seattle l’organizzazione si dimostra perfetta, recupero bagagli, telefonata gratuita e un van ci porta in hotel gratis, peccato sia tardi per mangiare.
Alla mattina iter opposto, van che ci porta in aeroporto dopo colazione e imbarco per Yakutat, dove lo formalità sono assai ridotte.
Se in America ho sempre visto formalità imponenti e grossa security qui qualcuno monta la canna in aeroporto e gliela fanno passare, ma da Seattle all’Alaska (alcune ore di volo) sembra equiparato a un bus.
Già l’aereo è per metà passeggeri e per metà cargo, sembrano conoscersi tutti anche con le hostess e imbarcano frigo e bagagli extra size.
Premetto che io ho potuto viaggiare con 23+23 kg a persona + 23 kg extra x il materiale da pesca senza limiti di sagoma, bei tempi……
Ma qui si portano di tutto, l’Alaska è la patria della caccia e della pesca, con pesi di 50 kg, ma è un viaggio interno e sembra tutto o quasi lecito.
Arriviamo a Yakutat, grande come Granarolo ma con aeroporto internazionale, e ci assegnano gentilmente il veicolo prenotato, un Ford 350 da nemmeno 6 metri ( L ), con cassone e 4 posti.
E una casetta da 6 camere…..
E siamo in 2, ma qui tutto è fatto in grande
Avremmo pure una barca ma sono 200 kg che non sposteremo mai e inoltre il fiume è in una piena definita “dangerous” ovvero pericolosa.
E la cosa peggiore è che senza guida perdiamo tanto tempo anche solo a reperire una cartina, ne abbiamo per fortuna una piccolissima dall’Italia, quindi se possibile ameno per un paio di giorni prendetevi una guida.
Nb le mappe si trovano nel 99% dei casi nei drugstore, se no dalla Polizia o dai Ranger se in zona parco vi fosse necessario.
Troviamo subito (uno o due giorni di esplorazione su “strade” dubbie con buche abissali, con consumi da 3 km per litro che impongono due serbatoi sui veicoli) che siamo stati sfortunati, Yakutat è una penisola vicino a ghiacciai con meno di 100 km di strade che vanno nel nulla, non esisteva telefonia cellulare, nessuno sui preoccupa di fornirvi radio o similari e ha 3 piccoli fiumi e uno grande, il Situk.
Il Situk è in piena e i 3 piccoli fiumi hanno finito da un po la risalita dei salmoni-
I salmoni sono i silver (ovvero grossi trotoni da 4 a 8 kg che da argentei diventano rossi e deformi col passare del tempo che passano nel fiume per riprodursi risalendolo) che fino alla fine tirano come bisonti, ma che muoiono tutti a riproduzione finita.
Il periodo di settembre è teoricamente perfetto, ma ilo caldo ha un po’ anticipato le risalite e ora ci sono pochi salmoni.
Il problema è che dovendo prenotare con mesi di anticipo dall'Italia ci vuole fortuna, sono molto più fortunati gli americani che con 3-4 ore sono sul luogo e possono arrivare al momento giusto in basa a una telefonata.
Abbandonata l’idea di poter pescare nei fiumi piccoli, che sono davvero comodi in tanti casi, dobbiamo decidere se affrontare il Situk in piena o provare con uno dei voli aerei già prenotati.
Tentiamo il Situk, che è davvero in piena e in grado di spostare 100 kg di pescatore senza fatica.
Ci sono due posti per pescare, alla foce dove si pesca comodi essendo il fiume larghissimo e basso, oppure al ponte di “ninemiles” ovvero nove miglia e rotti (20 km) dalla città dove è un torrente delle dimensioni del fiume Reno.
Ma in foce sappiamo che i salmoni non ci sono e allora verso il “ninemiles” su una strada che per fortuna dopo un po’ verrà sistemata alla meno peggio, e la percorriamo su un super fuoristrada senza poter correre oltre 50 km/h.
L’accesso al fiume è sempre più complesso quanto più ci si allontana dal ponte, anche per la piena che allaga un bel po di terreno.
Occorre in ogni caso fare rumore, più se ne fa meglio è, perché qui abbondano orsi (e sono grizzly), alci e ogni animale selvatico.
E infatti troviamo in abbondanza aquile testa bianca e lontre, animali che vi assicuro non sono affatto piccoli.
Peschiamo all’inizio dalla riva, con martin del 6, 9, 12 sapendo che occorre pescare con amo singolo e non trattenere oltre 2 pesci a testa al giorno.
Magari avere pure dei 15 o dei modificati pala 9 piombo 15 (detti “Avico” ricordando chi per primo li ha diffusi per le grosse trote in Italia) ma faremo con quel che abbiamo, ovvero con i 9 e i 12, in genere i 12.
I salmoni si vedono, qualcuno argenteo, qualcuno rosso, qualcuno già in fin di vita ma pochi per fortuna.
Armiamo le canne (loomis da salmoni da spinnig HSR1012S GL2 8,6” da ¼ a 1e1/4 di potenza in due pezzi, ovvero metri 2,55 x 7-35 grammi) con ottimi mulinelli da spinning taglia 4000 con trecciato.
Dai primi esperimenti infatti è chiaro che col nylon del 40 non si pesca, viene trascinata (drena) troppo in corrente, proviamo il trecciato da 15 libbre ma lo si rompe come nulla e cominciamo a pensare che finiremo i cucchiaini.
Quindi passiamo al 30 libbre.
L’uso della frizione è del tutto da escludere…inlamati in bocca i salmoni tirano a folle velocità con frequenti salti indifferenti alla corrente e anche controcorrente e puntano immediatamente verso ostacoli, se inlamati non in bocca la forza è più che raddoppiata.
Il cucchiaino va fatto lavorare opportunamente, per fortuna il mio amico “Doc” parla poco l’inglese ma pesca in tanta acqua e tanta corrente da tempo e mi insegna il trucco principale, ovvero far arrivare il cucchiaino, lanciato a monte, dritto verso le testa dei pesci fermi e non di traverso al fiume come verrebbe in mente ai più.
E con una corrente terribile non è affatto facile, ma piano piano capiamo qualcosa.
Appena il salmone mangia (pescando in questo modo il 50% almeno dei salmoni sono presi in bocca con punte dell’80% quando si capisce che i salmoni sono attivi, arrivando a “indovinare” quale prenderemo) si sente una botta terribile e inizia una lotta ricca di puntate, a favore e controcorrente, salti stile delfino, rotolarsi sul pelo dell’acqua fino al momento cruciale dello slamarlo….
Bel problema, infatti una mano tiene la canna, una gira il mulinello e… sono finite
Infatti occorre bloccare in qualche modo canna e mulinello e prendere il salmone per la coda, bella teoria ma irrealizzabile
Per fortuna abbiamo il boga che diventa lo strumento principale per bloccare sulla mandibola il pesce e poterlo slamare, qui il pesce dopo muore in ogni caso e importa poco ma in realtà il danno è minimo.
Prossima volta anzi mi procurerò un piccolo raffio fatto ad hoc per ”pungere” il salmone sulla mandibola e tirarlo a riva.
Per dare un’idea un amo dal 2 al 2/0 spesso scompaiono completamente nella mandibola.
Io ho usato ami di tutti i tipi, privati dell’ardiglione, dai circle hook a quelli da carpa a quelli dritti; preferisco quelli dritti perché a volte si aprono consentendoci di salvare l’esca dalle piante o dalla bocca di un salmone irriducibile.
In alternativa… mettere split ring (anellini spaccati) da 15 o 20 libbre facendo sì che siano i primi a cedere.
Quando tornerò (non se…) mi farò cura di avere almeno 50-100 cucchiaini tra 6, 9,12 e 15 grammi e materiale per realizzarne altri 100!
I motivi per cui si perdono? Alberi su questa o l’altra sponda, tronchi sommersi, alberi in acqua e salmoni che non si fermano (spesso rampinati dall’esterno), costringendo talvolta a tagliare il 30 libbre.
Ricordiamoci una grande scorta di trecciato da 15, 20, 30 libbre se peschiamo salmoni fino a 8 kg, forse 10 con forbici adatte.
Il primo giorno si chiude con pochi pesci portati a riva, gran fatica ma molte cose imparate.
Il pranzo si salta dopo una ricca colazione (in Alaska e USA pagare in contanti è estremamente insolito, si va di carta di credito per pochi dollari) e la cena si fa in uno dei (due) ristoranti del paese, in genere accontentandosi.
In realtà mangiando pesce (il salmone costa poco, qui il re è l’halibut anche per la pesca) o leggendo bene il menù si riesce a mangiare con 40 dollari a testa (nel 2005), gli ambienti sono informali tanto che spesso chi alloggia vicino mangia in waders.
Piccola digressione sul come vestirsi, io ho sempre usato waders in neroprene perché l’acqua erta fredda, stivaletti da wading con suole intercambiabili, tuta in materiale tecnico e giacca in goretex visto che spioviggina ogni tanto.
Le foto con la giacca arancione sono dovute al fatto che era raccomandato vestirsi in colori visibili –oltre a fare rumore- per non sorprendere animali selvatici.
Il giorno dopo, non senza qualche difficoltà, usufruiamo di uno dei voli compresi nel prezzo, con un’organizzazione stile “dammi un passaggio”.
Ci sono 3 o 4 aerei, le gomme sgonfie servono per la sabbia, da 4 a 6 posti che fanno la spola dall’aeroporto a dove si chiede (maledetta non disponibilità di una guida), ci aggreghiamo a 2 locali e dopo un viaggio semplicemente fantastico a bassa quota appena vede una spiaggia ci atterra e ci dice che quando ripassa gli possiamo “far segno” che ci viene a prendere, se no alle 17 cerca chi è ancora in pesca.
E ci lascia con un sibillino ”attenzione alla marea, che qui fa 3 metri col mare calmo” e il mare in effetti è in burrasca.
Altra nota dolente il trasporto attrezzatura, sotto l’aereo in un cassone arrugginito senza alcuna protezione, risultato canne graffiate e mulinelli pure che a me interessa poco ma il Doc vorrebbe uccidere il pilota, si convince solo quando capisce che ci serve per il ritorno infatti siamo a quasi 50 km senza uno straccio di strade.
È il giorno peggiore, la pesca in foce fa schifo, si è in riva al mare e si pesca in un canale fondo 50 cm in cui non c’è un pesce a pagarlo e siamo col patema d’animo per la marea (che non arriverà….)
Il solo posto pescabile a 1 o 2 km è preso e infatti là qualche salmone lo prendono come impareremo al ritorno.
L’unica cosa bella è che peschiamo in mezzo a decine di aquile che divorano i resti dei salmoni che sono passati.
Nel primo pomeriggio infreddoliti decidiamo di tornare con i nostri colleghi americani, facciamo l’aereo stop e ripartiamo incazzatissimi.
Tra l’altro in altre giornate ne hanno fatto a pacchi, 100 e rotti pesci in mattina che tra l’altro loro sfilettano, congelano e portano a casa pescando apposta dove non vale il limite di 2 pesci.
Decidiamo di non usare più l’aereo e i giorni rimasti, salvo un paio di tentativi per vedere se ci sono risalite nuove sui fiumetti (e non le troviamo) e un tentativo su in fiume più lontano in auto (gran successo ma irripetibile perché si arriva shakerati per la strada infame che considerano “mantenuta”….) insistiamo sul nine miles bridge.
E giorno dopo giorno con il calare della piena e una maggior percorribilità dei sentieri che ci fa arrivare 2 km sopra e due sotto il ponte arriviamo fino ad avere in mano 25 salmoni io e 50 il Doc che pesca sempre meglio e ha un fisico da cinghiale.
Infatti è una pesca che esaurisce, se non si prende per la rabbia, essendoci i salmoni e se si prende per la fatica!
Credeteci, vera fatica…
Nel frattempo peschiamo tra gruppi di lontre (a 50 cm da noi), aquile dappertutto, negli spostamenti vediamo pure una grizzly che allatta un orsetto da 100 kg e svariati alci (sono grandi come un cavallo con le corna..).
Più si riesce ad entrare in acqua più si pesca meglio, si guada a fatica ma si guada, correntoni paurosi che sono adesso placide piane dove si vedono i salmoni che attendono di risalire e come già anticipato si vedono benissimo quelli che si agitano più degli altri e che sono di norma disposti a mangiare.
Se si arriva bene su questi o mangiano o agitandosi si rampinano.
In certi momenti si prendono per la bocca in altri si rampinano e sono dolori portarli a riva.
Il Doc prova una canna più corta e nervosa e lavora meglio (con queste portate il casting pare da escludere) ma la 7 piedi regge un po e poi essendo in carbonio alto modulo cede clamorosamente, ritorna alla gl2 che è carbonio a basso modulo.
Nel frattempo ogni tanto troviamo compagnia, in Alaska gli americani sono grossi, siamo in una zona dove i locali hanno una forte componente inuit e i turisti pescatori per lo più pescano a mosca….
Che vuol dire in molti casi un piombo da 40 grammi tenuto fermo in corrente o addirittura a scendere, cucchiaini sulla coda di topo, mosche piombate 20 grammi su canne da spinning, canne da casting con crank; un macello insomma gestito da canne e mulinelli da supermercato.
Chi pesca a spinning usa rotanti tipo mepps o vibrax del 6 (mostruosi) con pala allungata e spesso imitazioni di uova attaccate e non hanno grandissima tecnica, con qualcuno parlo e noto che provano a copiarci ma siamo troppo avanti.
Sono persone squisite che ci danno tante info, specie quando in un guado gli recupero 25 cucchiaini che abitavano un ramo, tenuti uno o due dei nostri e un paio dei loro glieli rendo tra pacche sulla spalla che fanno effetto.
Impariamo troppo tardi come usare le barche ma neppure loro si sono fidati a scendere il fiume (sono 35 km…) per pescare dove si ferma la barca.
L’ultimo giorno ci provano due canoisti ma la sera narrano che abbiamo fatto bene a stare sulla riva!
Alla partenza per il ritorno ci troviamo che imbarcano casse con ghiaccio di salmone (50 kg a cassa), chi fucili con frigo di cacciagione insomma con 40 kg di bagaglio in due più le canne ci guardano come matti perché non portiamo a casa nulla.
In effetti abbiamo provato ma noi abbiamo 30 ore di volo e i voli successivi peseranno il materiale, non c’è affumicatoi per affumicare quindi torniamo con bei ricordi e foto.
 
Che dire di questa esperienza?
La guida serve!
Il posto e bello ma limitato, se si trovano i salmoni sotto nei fiumetti è bello perche si può cambiare se no è un po monotono con solo un fiume che se in piena è difficile da pescare.
Ultimo problema arrivando tardi abbiamo pescato gli ultimi giorni su un letto “odoroso” di pesci già morti che non è il massimo della vita, ma ripeto che prenotando con tanto anticipo è difficile “indovinare” .
Per Yakutat suggerisco di alloggiare al polar bear lodge dove stanno tutti i pescatori –si fanno due chiacchiere- e di contrattare eventuali voli in loco, sempre che si parli inglese.
 
articolo di Mauro Maccagnani (sipadan)
 
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