GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Umberto Ballabeni ai mondiali di pesca seniores 2011 di Ostellato... di Admin G.P.O.
 
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CURIOSITA' G.P.O. IMOLESE TUBERTINI è la società di pesca bolognese in cui gareggia Glauco Tubertini

G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di Pres (del 31/12/2010 @ 09:24:20, in EVENTI, linkato 3757 volte)
GIOCHI MONDIALI DELLA PESCA 2011
Ebbene sì, l'Italia ospiterà i Campionati del Mondo di Pesca Sportiva. Campionati che si svolgeranno dal 28 agosto al 5 settembre 2011 e che chiameranno all'appello 70 Nazioni, 3mila atleti e 27 discipline. Dalla mosca, passando per la pesca subacquea al big game, dalle acque dolci a quelle salate, tra fiume, laghi e mari lungo tutta la nostra costa.
Un evento davvero di grande impatto, organizzato dalla Fipsas e che si ripromettere di mettere in moto migliaia e migliaia di persone, senza contare le stime dei pescatori. Si pensa che possano oscillare tra i 500mila e i 2milioni nel periodo primaverile-estivo in mare!
Le gare del Mondiale si svolgeranno sul lago di Bolsena, la pesca a mosca a Bolzano, la sub a Marsala. Big game ed affini, invece, partiranno dall'Argentario dal Porto Santo Stefano per poi arrivare al Giglio. La pesca da barca, come il bolentino, e da terra si terranno in Toscana, mentre la trota con artificiali e naturale sul fiume Nera, il carpfighing a Pietrafitta (Cs) ed il surfcasting a Tarquinia.
La speranza, anche dello stesso Presidente della Fipsas, Matteoli, è che gli italiani, che hanno sempre avuto ottimi risultati vincano finalmente in casa..
 
UN EVENTO UNICO NEL SUO GENERE
Il 2011 sarà per tutti i pesca-sportivi un anno importantissimo. In Italia, dal 28 Agosto al 4 Settembre 2011 le Regioni Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Alto-Adige, Lazio e Liguria saranno il teatro della 3a edizione dei GIOCHI MONDIALI DELLA PESCA.
26 Campionati Mondiali in diverse discipline verranno disputati nella stessa settimana.
Un'impressionante cerimonia di apertura riunirà tutti i competitori il 28 Agosto 2011.
Un evento unico nel suo genere che unirà appassionati di tutte le discipline della pesca sportiva da tutto il mondo.
 
 
LA MASCOTTE DELL'EVENTO
 
 
DISCIPLINE
 
FIPSED – ACQUE DOLCI
Pesca al Colpo – Nazioni
Pesca al Colpo – Donne
Pesca al Colpo – Diversamente Abili
Pesca al Colpo – Master
Pesca al Colpo – Giovani U14
Pesca al Colpo – Giovani U18
Pesca al Colpo – Giovani U22
Feeder
Carp Fishing
Pesca alla Trota con Esche Naturali
Pesca alla Trota nei laghi (meeting)
Spinning da barca
Spinning da riva
Black-Bass
 
FIPS-MER - ACQUE MARITTIME
Pesca da natante – Seniores
Pesca da natante – Juniores
Surf Casting – Uomini
Surf Casting - Donne
Surf Casting – Giovani U16
Surf Casting – Giovani U21
Big Game – Drifting
Canna da riva
Long Casting
 
FIPS-MOUCHE – PESCA CON LA MOSCA
Pesca con la mosca – Seniores
Pesca con mosca – Giovani
 
ICSF – CASTING
Seniores
Giovani
 
 
 
PER NON DIMENTICARE I GIOCHI MONDIALI DELLA PESCA 2011, ELENCO MEDAGLIE
 
LE NOSTRE GALLERIE FOTOGRAFICHE DEI MONDIALI DI PESCA 2011
 
GALLERIA FOTOGRAFICA DEI MONDIALI DI PESCA DI PESCA AL COLPO SENIORES 2011 DI OSTELLATO, 3 - 4 SETTEMBRE 2011
 
GALLERIA FOTOGRAFICA DEI MONDIALI DI PESCA BASS FISHING 2011 DI BOLSENA, 2 SETTEMBRE 2011
 
 

 
 
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Di Admin G.P.O. (del 31/12/2010 @ 00:01:35, in CARPFISHING, linkato 6903 volte)

ITINERARI IN ACQUE "LIBERE"
articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto


La tecnica del carpfishing (pesca alla carpa) può essere effettuata in diversi siti, a partire da grandi laghi e fiumi per finire in cave e canali anche di modeste dimensioni, quello importante è accertarsi della presenza del ciprinide all'interno dello specchio o corso d'acqua in cui si ha l'intenzione di cimentarsi con questa piacevole tecnica. Prendendo come punto di riferimento Bologna elencherò le zone adibite all'esercizio del carp-fishing.

ZONA 1

OVVERO ZONA IN CUI è CONSENTITA LA PESCA NOTTURNA ESCLUSIVAMENTE A FONDO SENZA L'USO DI NESSUN TIPO DI GALLEGGIANTE E CON ESCHE E PASTURE VEGETALI O SFARINATI. GLI ESEMPLARI CATTURATI DEVONO ESSERE IMMEDIATAMENTE RILASCIATI ED è VIETATO L'USO E LA DETENZIONE DEL CESTINO.
-fiume Reno(con zona c.f quindi tre canne e possibilità di pescare di notte da Cà delle curve alla confluenza del torrente Samoggia)
-torrente Santerno(con zona c.f 3 canne dal ponte della via Emilia al ponte della ferrovia Bologna-Ancona)
-canale lorgana(con zona c.f dal ponte di via Morgone al confine con la provincia di Ferrara)
-bacino Brasimone (PESCA CONSENTITA CON 1 SOLA CANNA sull'intero perimetro ad esclusione del tratto individuato a zona di ripopolamento e frega)
-bacino di Suviana (PESCA CONSENTITA CON UNA CANNA!!) in riva sinistra,dal campeggio fino all'ancoraggio a terra delle boe di delimitazione dell'area di carico e scarico della diga.

Queste come già detto erano le zone in cui si ha la possibilità di pernottare altrimenti bisogna attenersi agli orari previsti dal calendario di pesca. Altro posto però in cui si ha la possibilità di pernottare ma che non risulta su calendario è la cava di S.Lorenzo a Sasso Marconi..tale cava ha una buona popolazione di carpe di taglia media "priva"di regolamento, acqua libera con possibilità di utilizzo di natante e come SEMPRE si consiglia l'utilizzo di un giubotto di salvataggio.
Per chi invece non ha la possibilità o la voglia di passare più giorni a pescare state tranquilli pescare a c.f non vuol dire per forza fare sessioni di più giorni e non è detto che i risultati non manchino comunque!! Chiunque può pescare a carpfishing quando e dove vuole e non necessariamente con tre canne (atteniamoci sempre ai regolamenti delle categorie di acque e della zona! informiamoci quindi prima di partire!) esistono tanti canali tipo l'emiliano romagnolo (fate attenzione alle rive di cemento che non sono molto sicure per la loro struttura) in cui la carpa è presente anche di notevole taglia..canali nel ferrarese o ad Argenta (credo che alcuni siano consciuti da tutti..tipo: circondariale ,navigabile, cavalletta, lorgana, botte, le due garda, ecc).

E a chi non piace il canale?

 Esistono cave in cui si pratica carpfishing, quella a me più cara è il lago rossobasso, meglio conosciuto come lago di Varignana. A dire il vero son due laghi e io prendo in esame quello no kill famoso per la preseza di lucci, ma per chi volesse passare una bella giornata in mezzo a un ambiente collinare quello è uno ottimo speccho d'acqua dove lanciare le nostre boiles e il divertimento non manca..le carpe son presenti in buon numero e vi faranno divertire con emozionanti combattimenti. Per quanto riguarda i regolamenti si pesca con una canna e amo SENZA ARDIGLIONE, 1 kg max di pastura, vietato esca viva o larva carnaria sulle rive del lago. Comunque troverete il regolamento, in caso mi sia scordato qualcosa. per ora concludo qua non venendomi in mente nient'altro.

un saluto a tutti sempre a disposizione per eventuali approfondimenti..

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

 
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Di SiMoN (del 30/12/2010 @ 23:50:17, in CARPFISHING, linkato 2399 volte)

PREPARARE LE GRANAGLIE
articolo di Finocchi Mirco


Di base si procede in questo modo:
- mettere a bagno in adeguato recipiente la quantità di mais desiderato per almeno 24 ore, ma per non più di 48 (oltre questo tempo il mais potrebbe deteriorarsi). (tenere in considerazione che il volume totale a fine processo di lavorazione aumenta di circa il 50%, in pratica raddoppia)
- Terminata la fase di ammollo, si procede con la bollitura per un tempo non inferiore a 45 minuti, in questa fase si possono aggiungere a piacimento ingredienti quali lo zucchero in quantità di 100g/Kg di mais secco.
- Si lascia raffreddare il tutto nella sua acqua di bollitura
Il mais a questo punto è pronto per l'uso, sia per la pasturazione che per l'innesco.
Semplice, efficace, economico.
Punto importante!!!! il mais va sempre cotto (bollito, RICORDO, per non MENO di 45 Minuti).
Obbiettivo NON causare danni alle Carpe e a tutto il pesce in genere.

articolo di Finocchi Mirco

 

 
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Di SiMoN (del 30/12/2010 @ 23:33:31, in CARPFISHING, linkato 5403 volte)

ABITUDINI E MIX - SPECIALE CARP FISHING

articolo di Simone Finocchi del Team Kappotto

Ciao ragazzi, siamo all' inizo... Questo sito sta iniziando a prendere forma.
Volevo passarvi qualche consiglio utile ,sempre presente sul mio taccuino, inerente ad 
abitudini, alimentazione ed esche preferite dalle nostre amiche carpe: 

Le abitudini:

FINE FEBBRAIO

Appena è passato l'inverno, le carpe sono ancora riunite in piccoli gruppi e sono presenti in acque profonde, dove vi sono buche e magari sorgenti o piccoli affluenti, che hanno una temperatura più accettabile a causa dell'inversione termica. Inoltre dobbiamo tenere d'occhio i posti più esposti al sole e quelli più riparati dal vento. Altre caratteristiche che può avere il posto scelto dalle nostre amiche carpe, possono essere fondali regolari, senza vegetazione, ma con acque limpide, dove il fondo è ricoperto da limo. Altre invece, preferiscono restare ancora nel fango del fondale per proteggersi dal freddo, e magari sono ancora in "letargo", anche se è una definizione inesatta, in quanto la carpa, essendo a sangue freddo, vive in base alla temperatura che vi è nell'ambiente che la circonda, influenzando le sue azioni. L'orario migliore per la pesca della carpa, risulta nelle ore più calde, dalle 12 di mattina fino a metà pomeriggio o fino al tramonto nelle giornate particolarmente buone. L'attività della carpa in questo periodo è in base alla temperatura dell'acqua. Le catture possibili saranno comunque molto soddisfacenti, in quanto le carpe attive sono le più grandi.

FINE MARZO

Le acque si cominciano a riscaldare. Questo processo è tanto più veloce in specchi d'acqua piccoli, e ovviamente risulterà più lento in specchi d'acqua grandi. Inoltre viene 
rallentato da vari agenti atmosferici. Proprio a questo riscaldamento dell'acqua, la carpa si posiziona nelle acque più basse, che si scaldano prima, facendo nascere microrganismi di cui la carpa si nutre. La sera, dopo il tramonto, le carpe tornano sul fondo in cerca di tepore. Altri posti che vengono scelti, sono fondali in pendenza, dove trovano cibo e una temperatura accettabile, e i probabili rovesci primaverili non la possono disturbare.

A MAGGIO

La carpa rimane nelle acque basse fino al tramonto, e la loro attività è rivolta ad 
immagazzinare più cibo possibile per prepararsi alla frega, ormai imminente, cercando cibo e un posto dove deporre le uova. Solitamente si orientano verso le zone dove sono nate loro stesse, erbai, canneti, lanche, ecc.

LA FREGA

Durante il periodo della frega, è ovviamente vietato la pesca della carpa, e solitamente 
questo periodo va dal 15 maggio a fine giugno. 

FINITA LA FREGA

Finita la frega, le carpe sono ancora riunite in gruppetti, ma giorno dopo giorno tendono a dissociarsi. Continuano inoltre a fare i soliti tragitti, e ciò ci permette di poterla catturare facilmente. Ambienti dove trovarle sono le prossimità di torrenti, affluenti, sorgenti sotterranee, o tutti i posti ben ossigenati e freschi. Le carpe sono solitamente nel sottoriva adesso, e bisogna stare attenti a non fare rumori molesti.

DA LUGLIO A META' SETTEMBRE

Si avrà una situazione che varierà con la temperatura. Quando ci sarà molto caldo, le carpe mangeranno di sera e di notte, quando vi è fresco, mentre negli altri periodi del giorno tenderanno a restare ferme. I periodi in cui possono mangiare anche di giorno, saranno durante e dopo i temporali, che rinfrescano le acque e le ossigenano. Dunque è sempre meglio pescare anche nelle zone dove il vento increspa l'acqua, in quanto la ossigena, e magari all'ombra di qualche albero. Diciamo che da metà agosto, le acque rinfrescate dai temporali, danno le condizioni migliori per la carpa, ed esse cominciano come in primavera a muoversi, seguendo il loro solito tragitto.

INIZIO OTTOBRE

La temperatura si abbassa di molto (dai 8 ai 17°C), ma il processo di raffreddamento 
dell'acqua è molto lento, in quanto trattiene di più il calore. Si ha un'accelerazione di 
raffreddamento quando vi sono perturbazioni. A novembre-dicembre iniziano le prime brinate, e la temperatura si abbassa ancor di più. A 4°C l'acqua diventa più densa, e la parte più ricca di ossigeno e fredda, scende sul fondo, al contrario di ciò che succede in primavera. I venti pensano poi a rimescolare gli strati e a uniformare la temperatura. Questo abbassamento di temperatura non significa però che le carpe non cerchino cibo, anzi! siccome devono immagazzinare cibo per l'inverno, sono ancora attive, sebbene in gruppo e in acque più profonde. Bisogna essere molto attenti nell'osservare lo specchi d'acqua e capire dove possono essere rintanate la carpe, per riuscirne a pescare, in quanto riducono di molto i loro spostamenti.

L'INVERNO

Con l'arrivo dell'inverno i giorni sono sempre più freddi, e solitamente si smette di 
pescare la carpa. Però se qualche specchio d'acqua ferma non ghiaccia, e ci sono giornate piacevoli, vi è ancora la possibilità di catturare qualche bella carpa. Comunque anche nelle prossimità di affluenti e torrenti che creano profonde buche che hanno temperature accettabili, è possibile catturare, come nei pressi di canali che derivano da centrali idroelettriche, che servono per il riscaldamento delle turbine. Qui i pesci rimangono sempre attivi, ed è probabile catturare qualcosa. Molto importante è che la profondità sia di minimo tre o quattro metri e in prossimità di erbai e canneti, dove vi è dunque la possibilità di trovare cibo.

Alcuni MIX:

_50/50_

SEMOLINO 350 g
FARINA DI SOYA TOST 250 g
fARINA DI MAIS 200 g
LATTE IN POLVERE 200 g

Questo mix è detto anche "carrier mix" perchè è un mix di partenza dal quale possono essere fatti tagli di ogni genere, ad esempio togliendo dal totale un 10-15 % e sostituirlo confarina di pesce, birdfood,farine di origine vegetele o animale a seconda dei vostri scopi.



_HNV_

FARINA DI MAIS 200 g
SEMOLINO 350 g
FARINA DI SOYA TOST 200 g 
CASEINA 250 g

Questo mix è chiamato HNV( High Nutritional Value) perchè la sua particolarità è il suo alto valore nutrizionale dato dalle proteine del latte,quale la caseina. E' un mix da usare con la massima cautela PERchè a lungo termine potrebbe saziare il pesce;consigliato nelle stagioni in cui è necessario apportare una buona quantità di proteine e nelle pescate veloci in inverno ed inizio primavera.

Alcune ricette:

_Mix primaverile_ Proteine grassi e carboidrati

BIRDFISH MIX

SEMOLINO 200 g
FARINA DI sOYA TOST 200 g
fARINA DI MAIS 200 g
GLUTINE DI MAIS 100 g
BIRDFOOD 100 g
LATTE IN POLVERE 100 g
FARINA DI CRISALIDE 100 g

Aroma Frutta 6 ml
Csl 20 ml
NHDC Sweetner 8 ml
Olio essenziale 
Bergamotto 6 g.

8 Uova



_Mix estivo_ Carboidrati e proteine

FISHMEAL MIX

SEMOLINO 200 g
FARINA DI SOYA TOST 200 g
FARINA DI MAIS 200 g
FARINA DI ARINGA 100 g
FARINA DI CECI 100 g
LATTE IN POLVERE 100 g
FARINA DI RISO 50 g

Aroma Green Lipped Mussel 
o Fruttato 5 ml
Melassa 30 ml
NHDC Sweetner 6 ml
Olio essenziale
Black Pepper 9 g.
Multimino 25 ml

8 uova



_Mix autunnale_ Proteine e grassi

BIRDFISH MIX SPEZIATO

FARINA DI SOYA GRASSA 300 g
SEMOLINO 200 g
FARINA DI MAIS 150 g
LATTE IN POLVERE 150g
FARINA DI ARINGA 150 g
SPEZIE IN POLVERE 20 g

Aroma Sweet Spice 8 ml
Melassa 15 ml
NHDC Sweetner 8 ml

Liquid Liver 20 ml
Olio essenziale
Black Pepper 6 g.
1 cucchiaio di olio d' oliva

10 uova



_Mix invernale_ Proteine e pochi grassi

HNV MIX

FARINA DI MAIS 200 g
SEMOLINO 350 g
FARINA DI SOYA TOST 200 g 
CASEINA 250 g

10 albumi

Questo è un mix che si potrebbe usare anche senza parte liquida ma ognuno è libero di 
apportare modifiche rispetto alle proprie esigenze. Non esagerare con la pasturazione soprattutto in questa stagione. Un sacchetto in pva riempito di pellet e qualche boiles spezzettata sarà già sufficiente per creare una grande attrazione attorno all' innesco.
Queste sono ricette semplici veloci ed abbastanza economiche. Con qualche modifica in base alle esigenze di ognuno di noi, si riveleranno molto efficaci.I vari componenti sono facilmente reperibili in un qualsiasi mulino o negozio specializzato.

Spero di esservi stato utile! Alla prossima e.........

IN CULO ALLA BALENA!!! 

articolo di Simone Finocchi del Team Kappotto

 
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Di Admin G.P.O. (del 30/12/2010 @ 23:20:33, in CARPFISHING, linkato 1590 volte)

nella foto da sinistra: Simone Finocchi, Villani Vito. Moretta Luca, Negrini Davide

CAMPIONI PROVINCIALI E CARPE
articolo di Emanuele Iacovone

Le carpe sono state le protagoniste del Campionato Prov.le a Coppie di Carp Fishing di Bologna, conclusosi il 24 e 25 ottobre scorso nel bell’invaso Fipsas/Sapaba organizzato dalla società sportiva Rosario Lake di Bologna.

I ragazzi che costituivano le coppie di carpisti dei vari Teams, iscritti alle diverse società di pesca sportiva di Bologna e provincia: Gpo Imolese, Rosario Lake e San Lorenzo si sono sportivamente ‘sfidate’ per conseguire il titolo di campioni provinciali.

Durante le cinque prove i concorrenti hanno saputo ben affrontare le varie difficoltà dei diversi campi di gara, come la pescosità incerta, la percorribilità dei luoghi e non ultimo il maltempo, che li ha visti solidali a collaborare durante le fasi precedenti l’inizio delle varie gare e non solo. Come di consueto non sono mancati momenti divertenti e scherzosi tra un bicchiere di buon vino rosso e qualche veloce spuntino.

L’aria goliardica e la condivisione dei momenti, immersi nella natura, non ha fatto dimenticare ad i singoli appassionati, gli accorgimenti tecnici e la preparazione dei terminali e inneschi affinché le carpe abboccassero numerose.
“Se è vero che il risultato sta nella preparazione”, è doveroso riconoscere che se non ci fossero gli amici pesci qualsiasi tentativo tecnico nella pesca sportiva non avrebbe senso.

Questo i carpisti lo sanno bene, in quanto spesso durante le uscite a pesca si incappa in lunghe attese che nonostante la cura per la preparazione delle attrezzature e delle esche, non regalano neanche un cattura, bensì un bel ‘cappotto’.

Non è stato il caso di questo entusiasmante campionato, dove l’esperienza degli ottimi concorrenti ha portato molte carpe a guadino ignare di cadere nelle mani di attenti pescatori sportivi, ma allo stesso tempo felici (ci piace pensare) di riavere la libertà per un attimo perduta. 

La ridotta pescosità dei giorni precedenti l’ultima gara ed i repentini cambiamenti meteo, avevano lasciato poche speranze alle otto coppie concorrenti; ma nonostante ciò, durante la prova che doveva eleggere i campioni provinciali, i carp sounders non sono stati in silenzio, e a parte qualche mancata ferrata la discreta e uniforme pescosità, ha fatto divertire tutti.

Il bel tempo ha contribuito a terminare al meglio la sessione, al termine della quale, il giudice di gara ha potuto redigere la classifica finale eleggendo i campioni provinciali costituiti dalla coppia Morretta Luca e Negrini Davide della Rosario Lake (foto in alto), secondi classificati Finocchi Simone e Villani Vito –Team Kappotto GPO Imolese e terzi Minghetti Matteo e Buldini Ivan – Big Fishing Team Rosario Lake (da sx foto in basso) che hanno ottenuto anche il riconoscimento per aver pescato la Big-Carp della prova finale che ha fatto puntare l’ago della bilancia a Kg 13,200.
La giornata si è conclusa tra sorrisi e strette di mano auguranti i migliori risultati per coloro i quali parteciperanno ai campionati di categoria superiore.

articolo di Emanuele Iacovone

 
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Di Admin G.P.O. (del 30/12/2010 @ 22:45:02, in CARPFISHING, linkato 1353 volte)

IN CANALE D'ESTATE

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

Era un pomeriggio d’estate molto afoso quando al telefono con mio cugino parlando di sessione passate assieme alcune tra 
esse moto avventurose ci assalì il desiderio di tornare per l’ennesima volta assieme sulle rive di un posto a noi caro che scherzosamente denominiamo “il canalone” ovvero un tratto del canale circondariale conosciuto come valle lepri.
Iniziammo a dividerci i vari compiti lui ormai non pesca da tempo si limita a farmi da fedele compagno d’avventura e dividere con me la passione della natura e dal punto di vista logistico è insuperabile, infatti, suo compito era reperire tutto il necessario per il campo base e mio compito si restrinse a organizzare minuziosamente tutto il necessario inerente all’azione piscatoria.
Il caldo di questo periodo aveva scatenato in noi l’irrefrenabile desiderio di provare ad insidiare qualche grosso amur come gli anni passati e per chi non lo sapesse uno dei momenti migliori per dare la caccia a questo esemplare di carpa (infatti, l’Amur è una carpa erbivora)è per l'appunto l’estate e il caldo che rende sì le carpe apatiche ma il discorso è inverso per l’Amur.Questa caccia all’Amur specie con il periodo caldo può risultare faticoso in quanto gli habitat per lo più frequentati dalle carpe erbivore sono i canali di bonifica e tutti noi pescatori sappiamo che in tali spot lo scarseggiare di alberi è ben nota e non tutti affronterebbero 4 giorni sotto un solo battente. Finiti i preparativi decidemmo di fare il classico sopralluogo e così un pomeriggio andammo a vedere la situazione della nostra posta che a mal in cuore scoprimmo essere inagibile causa lavori. Noi non ci arrendiamo e decidemmo di spingerci a valutare un'altra zona di canale e a furia di cercare osservare trovammo la zona adatta a noi con tanto di frangi-vento (ovvero una specie di boscaglia sotto l’argine)il che avrebbe alleviato il caldo torrido del periodo. Individuata quindi la zona iniziò una rapida pasturazione preventiva a base di granaglie. Arrivò finalmente il giorno della partenza l’entusiasmo era alle stelle ma andammo incontro subito alla prima difficoltà… avevano completamente tagliato la vegetazione sugli argini del canale…nemmeno un ciuffo di canna era rimasto.. un po’ molto demoralizzati scaricammo il tutto e mentre io preparavo canne terminali ecc mio cugino Marcello iniziò l’allestimento del campo base.. di primo pomeriggio eravamo in pesca e calate le canne ci rifugiammo nella boscaglia per un meritato riposo. Non tardò molto l’ora di una prima “cattura”infatti, trovammo morta dal caldo fra le maglie della rete del guadino poggiata in terra una bella sorpresa…

Beh come inizio direi che non è male! purtroppo la biscia si era incastrata tra le maglie della rete ed è morta sotto il sole cocente senza che, sfortunatamente, noi potessimo fare nulla per salvarla.
Il pomeriggio passò nel silenzio pi totale e nella notte si poteva udire il verso delle nutrie e la loro entrata in acqua per tutto il canale. Ci svegliamo di buon ora un po’ prima che albeggiasse in modo da osservare la superficie acquatica alla ricerca di qualche segnale e muniti di pazienza e binocolo giungemmo alla conclusione che non eravamo in un settore molto produttivo e decidemmo di cambiare drasticamente l’area su cui calare gli inneschi ma tenendo sempre la stessa strategia ovvero un terminale sotto la riva opposto esattamente in una rientranza della sponda, una a centro canale e una a pochi metri da noi lungo il sotto riva in tal modo coprivamo un po’ tutte le possibili zone di passaggio. per quanto riguarda la pasturazione fu effettuato un lavoro di tale tipo.. nella canna innescato gran pop up (chicchi di grano assieme a una spugnetta da rendere l'innesco galleggiante stacco qualche cm dal fondo)pasturammo con solo grano turco in grandi quantità nella canna a centro canale un omino di neve (innesco di due boiles in questo caso una affondante da 20mm e una galleggiante da 18mm) con solo qualche boiler da 24 mm al pesce mentre per la canna nell’immediato sotto riva grano turco misto boiles e al terminale era innescata una boile singola fruttata. La fiducia nel cambio settore era alta ma gli imprevisti non tardarono ad arrivare, infatti, iniziò a scendere tutta l'erba tagliata, vere e proprie isole vaganti per il canale e noi eravamo posizionati in una conca dopo una curva e tutti i detriti tendevano fermarsi davanti a noi.
Iniziammo a provare prima con le canne a punta basa poi con l’utilizzo di piombi affonda filo per far sì che i nostri fili stessero stesi sul fondo.. ma era tutto inutile, lo sporco rendeva difficile ogni operazione ma a tramonto ecco la prima carpa..

Carpa ovviamente enorme come si può vedere dall’espressione!ovviamente la foto è stata effettuata con un certo spirito per innalzare ancora di più la felicità della cattura non certo la cattura della vita ma che offre sempre tante emozioni e soprattutto ci ha salvati dal cappotto! arrivò la sera e dopo una buona cena decidemmo di coricarci in tenda ma non si fece in tempo ad addormentarsi che l’avvisatore acustico iniziò a suonare.. ed ecco la seconda carpa

a differenza della cattura precedente che fu effettuata con il mais pop up questa ha preferito la boiles fruttata a pochi metri da noi! La notte passò velocemente e se il buon giorno si vede dal mattino noi iniziammo molto bene direi in quanto praticamente fu il suono dell’acustico a darci la sveglia…il mais pop up ha colpito ancora…

Purtroppo come si può notare anche in foto i detriti (e lì vi assicuro erano nulli a confronto di quel che ci aspettò dopo)non ci lasciavano in pace…per tutta la giornata faticammo a calare nuovamente i terminali.. eravamo disperati. Di primo pomeriggio mentre osservavamo lo scorrere di questi banchi di canne erba e quant’altro notammo che dietro ad esse alcune carpe bollavano in superficie e io non sono un tipo né tradizionale né statico e con un pizzico di pazzia decisi di togliere una canna dal pod che erano lì soltanto a prendere il sole e decisi di effettuare dello stalking ovvero cacciare le carpe in movimento. Questa tecnica è di voga in Inghilterra e consiste nel girare localizzare il pesce nel sotto riva pasturare n po’ e lanciargli quasi sopra.. io provai una variante siccome, le vedevo bollare in superficie innescai una pop up piccola e bianca quindi ben visibile al posto di un piombo cercai dei sassi e li legai con del filo idrosolubile che a contatto con l’acqua dopo un po’ si scioglie. Perché tutto questo?? Semplice il piano era lanciare a monte della bollata, il filo si scioglieva il sasso si perdeva e l'innesco pop up risaliva in superficie nella speranza di ingannare quegli esemplari che bollavano a galla. Sarebbe stato davvero bello riuscire a prendere una carpa in quel modo quasi bizzarro ma con una sua logica dietro ma purtroppo non ebbi quella fortuna e l’attesa continuò alleviata da qualche scatto fotografico del paesaggio tipico del mezzano..

e giunse la sera e in lontananza si poteva ammirare uno scenario sicuramente suggestivo ma inquietante il temporale era imminente!!

e infatti tardò poco…

Il vento si alzò e pioggia incessante iniziò a cadere giù da un cielo nero squarciato solo lampi la cui luce quasi abbagliava i temporali estivi in queste zone sono tanto folcloristici quanto cattivi. Verso mattina la pioggia ci lasciò no spiraglio e iniziammo a smontare tutto il più velocemente possibile sapevamo che non era finita lì e in lontananza, infatti, altra pioggia era in arrivo e ci colpì in pieno e completamente zuppi entrammo in macchina sperando che il sentiero fosse agibile (la pioggia nel mezzano non perdona, la terra diventa fango in meno che non si dica e c da restare piantati) per fortuna avevamo scelto un sentiero in parte ghiaiato con fianco delle stoppie di grano.. riuscimmo ad uscire abbastanza facilmente. Così si concluse questa sessione di carpfishing... l’obbiettivo Amur non fu raggiunto ma poco importa qualche carpa uscita la buona compagnia non è mancata quindi direi che la sessione è andata bene e spero di non avervi annoiato con questo racconto..

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

 
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Di Admin G.P.O. (del 30/12/2010 @ 22:25:43, in CARPFISHING, linkato 1188 volte)

L'ETICA NEL CARP FISHING

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

Quante volte è capitato di sentire parlare di etica legata alla nostra disciplina? 
Specie negli ultimi tempi ciò accade sempre più spesso, anche se, ad occhi esterni si possono manifestare alcune incongruenze. 
Questo lavoro è stato creato in seguito ad una ricerca, analizzando le varie opinioni trovate sui vari forum, riviste specializzate e vari libri.
Radunato mie idee ed opinioni, mie e di altre persone, ho raccolto il tutto con lo scopo di tentare un approfondimento sul tema.

Analizziamo per cominciare i due argomenti separatamente, l’etica e il carpfishing..

Etica (Estratto da forte Wikipedia)
L'etica (dal greco antico èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.
L'etica può anche essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. Essa pretende inoltre una base razionale, quindi non emotiva, dell'atteggiamento assunto, non riducibile a slanci solidaristici o amorevoli di tipo irrazionale. In questo senso essa pone una cornice di riferimento, dei canoni e dei confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere. In questa accezione ristretta viene spesso considerata sinonimo di filosofia morale: in quest'ottica essa ha come oggetto i valori morali che determinano il comportamento dell'uomo.

Carpfishing:
Si può tradurre come pesca alla carpa moderna applicando il concetto di catch and release. In altre parole il carpista immortala la cattura con una foto per poi rilasciarla nel suo habitat naturale con tutte le cure possibili.
Comunque, una definizione vera e propria non esiste in quanto ognuno di noi interpreta questa disciplina a modo suo, con punto di vista strettamente personale….e forse questo anche il bello di questa disciplina.
Ognuno la può vivere ed interpretare come meglio crede ma nonostante ciò, si possono trovare punti comuni tra i tanti modi di vivere questa passione;
-staccare dalla quotidianità
-stare a contatto con la natura
-catturare le carpe
-ricercare gli esemplare di taglia (denominati “big”)
-trascorrere giornate con amici condividono la stessa passione

Ovviamente ci sono anche persone che si avvicinano a questa disciplina solo per alcune di queste ragioni come stare in compagnia o fare campeggio magari tralasciando un l’aspetto sportivo principale, il pescare, ma questo è un altro argomento che magari riprenderò in un altro articolo.

Chi è il carpista moderno?
Forse il carpista moderno è un pescatore sportivo che si reca sulla riva di un lago, spesso per più di un giorno, con l’intento si di catturare del pesce ma alla ricerca di quell’esemplare unico che possa fargli provare un’emozione particolare. 
Il carpista si mimetizza con la natura cogliendone se possibile ogni suo aspetto a bellezza, la rispetta in tutti i suoi aspetti e non solo praticando il "no kill" anche se resta un suo punto di forza. Esso, infatti, non trattiene il pescato ma, come detto poco fa, lo rilascia incolume, trattandolo con tutte le cure possibili, utilizzando tutti quelle attenzioni e i vari dispositivi a disposizione (ad esempio il materassino sul quale adagiare la carpa in fase di slamatura, o effettuando sistematicamente l’operazione di re-ossigenazione prima del rilascio del pesce).
Questo accade perché lui è a caccia di una semplice e intensa emozione; immortalare l’evento con una foto che potrà rivedere nel tempo e che ogni volta le ricorderà quel momento e il dettaglio rivivendo per un attimo la stessa emozione di quel giorno.

Questa era solo una sintesi del concetto di carpfishing e di carpista, ora passiamo a come l’etica possa interagire con il carpfishing.

Etica e carpfishing

Questo è un argomento di dibattito particolarmente in voga fra carpisti. L’etica è un tema su cui ognuno dice la propria opinione, che può essere condivisa e non; i pareri sono così numerosi che probabilmente non si verrà mai a capo del problema. Questo perchè, proprio come per il carpfishing, anche in questo ognuno a un suo modo di pensare e di vedere le cose. Il concetto di etica viene spesso menzionato in vari tipi di pesca, dal carpfishing allo spinning così nella pesca al siluro e in tanti altre discipline; ma c’è veramente qualcosa di etico in tutto questo?

Se per un attimo analizziamo il tutto senza ipocrisia, noteremo che il concetto di etica siamo noi ad inserirlo in tale ambito. 
Ebbene sì, la carpa è diventa una nostra preda. In parole brutali noi andiamo ad ingannare un animale con le nostre esche, addirittura lo si abitua a tali inganni con l’intento di forargli la bocca con un uncino acuminato, gli causiamo un forte stress dovuto al combattimento e il tutto solo per appagare un nostro desiderio, un nostro divertimento. Inoltre è importante pensare a chi effettua il no kill al siluro, che per insidiarlo attacca altri esemplari vivi ad un amo. Obbiettivamente parlare di etica in questi ambiti non è molto corretto. Credo sia più giusto dire che noi adottiamo un concetto di etica perché interessati alla carpa o al siluro o al black bass, questo perché siamo interessati a tali specie. Rilasciamo il pescato, ma perché? Sostanzialmente quale è il primo pensiero che salta in mente alle persone? Si spera che il pesce cresca e che si avrà modo di riprenderlo più avanti. Queste osservazioni sono state riportate anche da altre persone su forum e riviste. Non sono il primo e non sarò certamente l’ultimo ad affrontare questo tipo di argomenti, si può comunque affermare che nel carpfishing il rispetto nei confronti del pesce sia sempre è al primo posto. E questo non può fare altro che onore a questa disciplina.
Nel complesso noi cerchiamo di arrecare meno danno possibile, un rispetto della natura molto elevato, praticando uno sport (comunque la pesca in generale) sano e “genuino”; il carpfishing per molti, diventa un vero stile di vita e ciò dà la possibilità a tante persone di trovare quel senso di pace che si crea facendo ciò in cui si crede. Il carpfishing può aprire gli occhi anche su certi problemi, quale ad esempio all’ambiente, problemi che magari, se non si vivesse a stretto contatto con la natura, non verrebbero totalmente notati. Noi cerchiamo, quindi, di divulgare il giusto messaggio a tutti i nuovi appassionati che si avvicinano a questa tecnica. Non è una lotta solitaria.. Dobbiamo lottare assieme per AMORE DI QUESTA DISCIPLINA.

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

 
Titolo
Di sipadan (del 30/12/2010 @ 17:35:17, in SPINNING, linkato 3671 volte)

USO DEI JERK NELLA PESCA DEL LUCCIO

articolo di Maccagnani Mauro (sipadan) responsabile Spinning del G.P.O.

i jerk da luccio 

I jerk da luccio sono esche anche molto diverse tra loro, come pesi e dimensioni, materiali e usi.

Diciamo che di norma si tratta di esche senza paletta, che vanno dai 10 cm per 25 grammi a oltre 30 cm per 200 e più grammi.

Principalmente sono di diversi tipi di legno, più raramente in resina piena anche se alcuni sono internamente cavi, possono o meno avere il rattling interno.

Per dare una prima selezione partiremo dai jerk più comuni e forse più semplici da usare e da capire.

Infatti, come in tutta la pesca a spinning, l’esca è tanto più efficace ed efficiente quanto più ci crediamo e quanto più la sfruttiamo a pieno nelle sue varie sfaccettature, conoscendone i pregi e i difetti.

 

I tipi di jerk

Per poter essere di esempio ai più ci focalizzeremo su poche esche abbastanza semplici da fare e gestire, di peso non eccessivo visto che cercheremo di stare ben sotto i 100 grammi di esca finita, costruite utilizzando il materiale più comune da reperire, ovvero il legno, e che realizzino appunto esche facilmente utilizzabili in pesca visto che se ben realizzate vanno da sole con un andamento destra sinistra oltre a rispondere con larghe sbandate alle jerkate, ovvero ai colpi di canna che potremmo imprimere in azione di pesca o anche alle “twitchate” ovvero a rapide accelerazioni imposte accelerando il recupero col mulinello.

Questi tipi di jerk ( o meglio di jerkbait)  si chiamano glider ed hanno un tipico movimento side to side regolare. Alcuni muovono sia recuperandoli dritti che con jerkate di mulinello e canna, altri solo con jerkate e il loro movimento side to side va utilizzato insieme a pause più o meno lunghe e stalli. Ricordo a tutti che sono esche da lucci, quindi il loro uso è legato indissolubilmente al cavetto e all’uso di trecciati (altamente raccomandati con carichi di almeno 65 libbre, 80 con i jerk grossi) è  meglio evitare i monofili perché essendo elastici fanno perdere contatto con l’ esca. Anche se si opta per utlizzare jerk più piccoli e leggeri vi posso garantire che non c’è reale vantaggio, pescando a casting come mi sento di consigliare sempre, nel passare da un 65 libbre a un 50 libbre in fase di lancio o recupero e al contrario  un forte incremento nel rischio di perdere esche in fase di lancio in caso di parrucche. Paradossalmente a jerk si sente meno il divario anche se si pesca a spinning perché sono esche intrinsecamente con poco attrito che sono recuperabili benissimo a spinning specie se di basso peso.

 

uso dei jerk da luccio

premetto che l’uso ottimale dei jerk si ottiene con (ovvio) canne da jerk, di norma corte (180-200 cm) e rigide. Alcuni jerk sono di uso abbastanza “facile”, molti glider o “side to side” per es il buster jerk o alcuni salmo, per es lo slider, si muovono da soli con qualsiasi tipo di recupero. Anche un recupero continuo da un moto ritmico destra-sinistra che talvolta attira il luccio. Ovviamente questi jerk hanno molte più probabilità di essere riconosciuti come pericolosi dai lucci se recuperati in modo regolare. Poi da qui in avanti si cresce, da un recupero con accelerazioni di mulinelli, a recuperi con accelerazioni di mulinello e colpetti dio canna (il jerkare appunto), a colpi di canna, dall’alto in basso preferibilmente o anche di lato. La jerkata può essere da appena accennata con un colpetto di cima a una “bastonata” con una bella canna rigida. Qui il cavetto conta poco , la tipologia di jerk “FACILI” non sente eccessivamente il tipo di cavetto. Tra i side to side poi esistono jerk meno facili che non hanno un movimento automatico al recupero. Vanno jerkati più o meno forte per animarli e occorre un preciso senso del ritmo per metterli in movimento e fargli fare il side to side. Uniti al giusto cavetto, più sono “difficili” più preferiscono l’asta da jerk rigida, sia essa in acciaio o titanio, consentono movimenti da gestire ma molto adescanti. L’asta da jerk esalta il movimento in quanto sulla jerkata accentua  il movimento a lato. Un bravo pescatore a jerk credo sia in grado di muovere adeguatamente qualsiasi jerk, magari facendo fatica e a dargli un movimento ritmico se messo in grado di pescare un poco rialzato e con canna adatta e mulinello con alta velocità di recupero, il classico 7:0 che tante marche producono.

Ma la pesca inizia qui…. Il vero pescatore a jerk li usa in base alle sue visioni di cosa vuole il pesce, alcuni usi possibili sono:

Jerk,jerk, jerk praticamene continuo

Jerk pausa jerk pausa

Jerk jerk jerk pausa Jerk jerk jerk pausa

E tutte le possibili combinazioni che ci vengono in mente per stimolare i lucci ad abboccare. L’avvertenza è essere SEMPRE in contatto con l’esca, il mulinello a recupero veloce  serve a rimanere in contatto sia dopo la jerkata che nella pausa, cosa facile da dire ma non banale da fare. Perché spesso la mangiata, specie il luoghi con elevata pressione di pesca arriva (e magari subdola) nella pausa quando il jerk resta abbandonato a se stesso. I jerk più lunghi e filanti hanno di norma un moto a “S” molto ampio e in genere veloce, quelli più alti e stretti (per es il runtt) generano un moto più lento e stretto che batte meno acqua ma consente di insistere più tempo sugli spot. Questi jerk sono di norma piatti a forma di pesce schematizzato, per quanto jerk con fianchi arrotondati siano disponibili sul mercato. Altra “categoria” di jerk sono i diver che in prima approssimazione sulla “pullata” come si definisce qui la jerkata vanno verso il fondo per poi risalire essendo tutti più o meno floating, con diverse velocità di risalita. Di norma sono in genere figure di rotazione, in genere doppi coni, con più o meno incisioni (che di fatto sono palette dinamiche), con alcune eccezioni quali appunto il suick thriller. Esempio tipico il pig o il suick thriller. Su questi tipi adesso è molto in auge un cavetto meno rigido in quanto non deve “condurre” il jerk su un lato ma interferire il meno possibile con la risalita che su jerk molto ben fatti può portare l’esca su di muso, di coda (la più frequente), o anche di lato. Anche in questo caso è essenziale non perdere MAI il contatto con l’esca. Banalizzando all’estremo i diver fanno in verticale quello che i side to side fanno in orizzontale. La regola giusta è quella che fa prendere pesce con tutte le combinazioni possibili si possono fare infiniti moti dell’esca in acqua. A complicare il tutto esistono altri jerk (o similjerk) con codine, palettine, trailer in gomma o marabou che sconfinano verso i minnow, i crank, i wtd e i top water, magari in base all’uso che ne fa il pescatore. Alcuni jerk hanno accentuati moti di tipo “wobbling” ovvero avanzando muovono lungo l’asse del jerk stesso come ondeggiando, ovvero si comportano come filibustieri in grande scala. Questo moto a volte risulta molto adescante, a volte invece viene ignorato dai lucci. Ma se noi sapessimo con cosa mangerà domani il luccio non ci divertiremmo più alla lunga. La pesca con jerk spesso insiste sul primo metro, massimo due dalla superficie.È anche vero che esistono jerk che affondano per consentire una pesca più a fondo ma sono usi non comunissimi e che richiedono sia grande conoscenza dei fondali che grande tecnica di pesca da sviluppare. I jerk infatti in genere sono amati perché consentono una pesca veloce, di superficie o sugli scalini (i lucci non si fanno scrupoli a salire pure di 4 metri se gradiscono), che copra tanta acqua. Per contro è una pesca si divertente ma molto stancante per braccio e schiena specie con esche piuttosto pesanti, oltre i 50 grammi.

 

Le ancorette

Sulle ancorette ci sono svariati tipi di discorsi

Premesso che vanno usati split ring adeguati all’attrezzatura quindi da ALMENO 80 libbre o più. In genere il jerk viene venduto con ancorette che si reputano (per il produttore) ottimali. Spesso è così ma se sappiamo che stiamo cercando lucci oversize vale la pena di montare le ancorette migliori come tenuta badando bene a bilanciare il size dell’ancoretta, il suo peso, la sua robustezza e la sua affilatura. Purtroppo in genere le ancorette più affilate non sempre sono le più robuste e le più robuste in genere sono pesanti e non sempre il massimo come punta

Qui serve il miglior compromesso e fare tanti tentativi per vedere se ancorette diverse modificano il nuoto dell’esca (a volte pure in meglio). E chi dice che le ancorette vogliano uguali? Il mettere pesi diversi modifica il nuoto probabilmente ma se so che ho il 90%  di mangiate di pancia qui metterò l’ancoretta in cui credo, magari in 4/0 se sono a caccia di mostri lasciando magari un 2/0 in coda o viceversa.

Io tutte le esche nuove –essendo un auto costruttore- le sto armando con ancorine SENZA ARDIGLIONE di fabbrica per buoni motivi

- Si perdono, per me, gli stessi pesci, non di più

- Si prendono molte più mangiate essendo terribilmente affilate, consentendo di allamare anche “musate” o tocchi subdoli

- Danneggiano meno il luccio

- Se per malasorte si piantano in un braccio o mano si levano molto meglio e ho già visto casi imbarazzanti con l’ardiglione su laghi remoti dove “operare” in barca con le pinze e non è il massimo.

Se anche sono un filo più deboli delle migliori con ardiglione (cui in genere schiaccio l’ardiglione prima di andare in pesca) in fin dei conti se si deformano il luccio si libera e in caso di incaglio provo ad aprirle. 

Tipologia

         side to side

         diver

         altri

Affondamento

         galleggiante floating

         neutro suspending

       affondante sinking

 

Quando usare i jerk da luccio

I jerk non hanno grande effetto in inverno a lucci fermi sul fondo.Nel post frega e in autunno quando il luccio è in piena attività, magari in acque non troppo profonde, da il meglio di se.Su lucci apatici, tipici dell’estate, ha effetti molto variabili, a volte nulli a volte sono le esche che possono smuovere il pezzo.

 

Dove usare i jerk da luccio

I jerk hanno poco senso, se non con lucci in grandissima attività, su acque molto profonde. Infatti ho visto lucci in estate salire su jerk da 4 o 5 metri di profondità, ma non è assolutamente la regola.I jerk sono spettacolari come resa sopra folti erbai, su bassofondi in corrispondenza di gradini e, col limite dell’uso in acque non troppo profonde, su sbalzi di fondale.Anche i ripari (rocce, tronchi sommersi) sono spot molto interessanti se solo si può far fare un paio di metri al jerk. Altra resa eccellente è nei pressi dei canneti col limite che la doppia ancoretta mal sopporta la pesca NEL canneto. Purtroppo in erba fluttuante o in alghe filamentose anche proteggere le ancorette con antialga ha effetti minimi. La dimensione del jerk si dovrà conformare alla portata d’acqua che ci troviamo davanti, in una piccola roggia o in una risorgiva ha poco o nullo senso usare jerk da 200 grammi. Al contrario non è affatto dimostrato che jerk piccolo porti luccio piccolo, ne che jerk grande porti luccio grande. Anzi in più occasioni ho preso lucci notevoli con jerk piccoli così come lucci piccoli con jerk grandi ovviamente. Se accettiamo il rischio di perdere qualche jerk (di norma costosi) o di rischiare di bruciare uno spot per cercare di recuperarli più si va vicini agli ostacoli più crescono le possibilità di vedere attacchi, magari immediati all’ingresso in acqua. Per me il pescatore di lucci deve accettare questi rischi, già i lucci sono rari (più dei jerk) e limitarsi a pescare dove pescano tutti, senza correre rischi per l’esca, ci limita molto.Moltissimi jerk hanno grossi limiti in corrente anche moderata, se amiamo pescare in questi ambienti dobbiamo scegliere i non tanti jerk che sopportano la corrente.

 

Come pescare con i jerk da luccio

Le opportunità sono praticamente infinite , se ci troviamo in presenza di lucci attivi nessun problema, l’abboccata sarà una “botta” sulla canna indiscutibile con magari il luccio attaccato ad entrambe le ancorette. Poi al crescere della malizia dei lucci, in funzione della pressione di pesca o di cause esterne, potremmo incominciare a sentire piccoli colpi (le classiche “musate”) o vederci seguire l’esca da lucci che sembrano segugi ma non mordono l’esca stessa.A jerk non abbiamo che da provare a rallentare il recupero o accelerarlo, col luccio in coda occorre provare a rallentare per vedere se il luccio ci attacca.Se il luccio è interessato proviamo con jerk più “lenti”.In caso di musate la procedura è la stessa ma dovremo mettere estrema attenzione a NON perdere mai il contatto dell’esca.Spessa diciamo di non sentire tocche poi troviamo l’esca bucata o con un dente incastrato……che vuol dire che banalmente la tocca c’è stata ma non l’abbiamo percepita.E in ogni caso ricordiamo sempre che tutti sanno che l’esca va rallentata nei pressi della barca e della riva per interessare eventuali lucci che seguono, con molti jerk il moto troppo vicino è già non efficace, proviamo quindi anche a rallentare a 4-5 metri di distanza così non diamo l’opportunità al luccio di vedere noi o la barca.A Lucci vale ancora di più che per altri pesci la regola che non servono canne da leggenda o 100 esche da 50 euro ognuna, già i jerk non costano poco ma un jerk molto evoluto è complesso da usare e adatto a veri esperti, per iniziare pochi jerk ma buoni e semplici da usare.Quando sapremo gestire completamente i primi jerk potremo passare ai jerk più complessi, magari artigianali che richiedono “arte” per animarli.

 

Cavetti

I cavetti da lucci sono storicamente in diversi materiali

  • · Acciaio monowire rigido, un unico   fil di acciaio più o meno spesso , ovvio che più è spesso più alta è la tenuta, fino a 350 kg. (asta da jerk)

  • Titanio monowire (asta da jerk)

  • Titanio morbido, si può addirittura tentare di annodarlo

  • Acciaio termosaldante in diversi libbraggi  (da 20 a 80 libbre) da saldare con l’accendino

  • Fluorocarbon almeno del diametro 100 (100 libbre o oltre) da crimpare con tubini da crimpaggio e apposite pinze

Una simile varietà di cavi, fatto salvo le recenti introduzioni del titanio, è giustificata da fattori storici e da diversi comportamenti in acqua

L’asta in monowire rigida (da 30 a oltre 500 libbre) facilita molti tipi di recupero e agevola il moto destra sinistra (side to side) del jerk, impedendo che nelle spanciate venga a contatto col cavetto o col tracciato.I cavetti morbidi (termosaldante o fluorocarbon) danno più mobilità alle esche, su tutto la gomma, ma sui jerk sono spesso controproducenti. Raccomando sempre di provare l’esca con diversi cavetti, per capire con quale tipologia rende meglio e che recupero da la miglior resa a quella specifica esca.

 

Note finali sul luccio

Il luccio è un pesce vicino in molte località all’estinzione.Appare del tutto logico non trattenerli per non mettere ancora più in difficoltà la specie.E altrettanto banale è rispettare i loro periodo di divieto NON PESCANDOLI e non solo per il periodo di legge ma per il tempo in cui realmente si riproduce.Catturare in periodo riproduttivo una femmina (i grossi lucci sono femmine…) vuol dire rischiare 10.000 uova, ne vale la pena?Ultima avvertenza per i neofiti, maneggiare e slamare un luccio non è banale.È facile fare male al luccio e facile farci male.Sconsiglio del tutto l’uso del boga che facilmente danneggia il luccio, meglio un guadino grande, sempre un apribocca, un trancino per ancorette (nel dubbio si tagliano), due pinze a becchi lunghi completano la dotazione del pescatore di lucci che li ama.Un buon guanto antitaglio può aiutarci, meglio sarebbe imparare da un esperto a fare la presa opercolare ma non è procedura da imparare da libri e riviste, si deve imparare sul campo perché se mal fatta senza guanto antitaglio ci si fanno molti e dolorosi tagli che sono molto lunghi a guarire.L’ottimale sarebbe fare qualche uscita con un vero esperto, per esempio tramite qualche club come per esempio lo Spinning Club Italia, per imparare sul campo tante cose sui lucci ma non sempre è possibile, allora almeno documentiamoci prima di pescare su libri o tramite internet per es. sul sito e forum dello Spinning Club Italia o di Black Bass & Co, o dell’Esox2000.Ultima raccomandazione, usare la macchina fotografica ci farà immortalare i lucci senza compromette la specie del più grande predatore autoctono italiano.

articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)

 
Titolo
Di sipadan (del 30/12/2010 @ 04:55:37, in SPINNING, linkato 3193 volte)

PESCA IN CANADA

articolo di Riccardo D'Alberto

 

L'occasione di andare in Canada a pescare salmoni si è presentata improvvisamente.

Fino a 5 giorni prima della partenza non mi era neanche passata per la mente l'idea., ma vuoi per la disponibilità di un amico, vuoi per la fortuna di aver trovato un volo a prezzo contenuto, mi son trovato in viaggio per Vancouver.

Totalmente disinformato riguardo l'attrezzatura necessaria mi son portato dietro solo un paio di canne: una shimano diaflash 2.70 xh e una st croix LTM73MHF accompagnate una da uno shimano technium 4000 e l'altra da un curado dhsv 201.

Dopo essere atterrato in British Columbia ho passato i primi giorni a fare il turista, ad acquisire informazioni sulla pesca e in ultimo a fare la licenza, quest'ultima reperibile facilmente in tutti i negozi di pesca e in molte stazioni di servizio.

Il clima purtroppo non è stato clemente, la pioggia mi ha accompagnato per tutti i 17 giorni del mio soggiorno, ma dopo aver pescato in Irlanda negli ultimi 3 anni, non mi ero per nulla scoraggiato!

Durante le mie pescate sui vari fiumi attorno a Vancouver avrei potuto insidiare tutte e 5 le specie di salmoni presenti nel Pacifico: i Pink salmon, i Coho, i Sockeye, i Chum e i Chinook.

La pesca al salmone si è rivelata abbastanza semplice, per non dire molto. Una volta trovato lo spot giusto si insisteva per parecchio tempo, anche tutta la giornata, lanciando principalmente rotanti, ottimi i martin, e ondulanti come gli ardito doppiati. Tutte le esche come da regolamento della British Columbia dovevano presentare amo singolo senza ardiglione.

Una volta allamati i pesci opponevano una difesa incredibile fatta di fughe lunghe e potenti alternate a salti spettacolari.

I trecciati imbobinati sui mulinelli devono essere di ottima qualità e di libraggi sostenuti. Io non andrei al di sotto delle 50lb, questo perchè può capitare che diversi pesci risultino essere allamani anche fuori bocca e tentare di fermare pesci di una decina di kg agganciati per la punta della coda, magari in un carrentone, è un impresa ardua.

Ho pescato sempre in wading, un esperienza sorprendende vedere decine di salmoni che ti passano letteralmente sui piedi o che ti saltano ripetutamente davanti venendoti incontro quasi puntandoti! L'unica difficoltà dell pescare immersi fino a vita in acqua è il momento del salpaggio; quando il pesce è allamanto per la bocca non si presentano troppe difficoltà, lo si lascia sfogare a dovere per poi prenderlo saldamente per la coda, mentre per gli esemplari agganciati fuori bocca conviene arretrare sulla sponda fino a spiaggiarli.

Una guida di pesca conosciuta sull'Harrison river mi ha spiegato che i salmoni tendono ad essere più o meno aggressivi in base al livello d'acqua, ovvero in caso di forti innalzamenti di livello tendono ad ignorare le esche sia che si tratti di artificiali, sia di mosche sia si trattino di esche naturali.

I fiumi da me battuti sono stati: il Capilano river, il Vedder river, l'Harrison river e lo Squamish river. Di questi il più produttivo è stato sicuramente l'Harrison, letteralmente invaso di Chum di notevolissime dimensioni. Quessto fiume è presenta un corso piuttosto corto che va dall'Harrison lake fino al fiume Fraser e probabilmente proprio il fatto di uscire da un lago e aver mantenuto un'acqua cristallina nonostante le piogge è stato il motivo del successo dell pescate.

Le due canne portate si sono rivelate affidabili e ottime in pesca, anche se in verità la st croix si è rivelata forse eccessivamente dura e il braccio dopo ripetute catture risultava essere molto affaticato causa le eccessive sollecitazioni subite.

Si tratta di posti magnifici, panorami mozzafiato, pescare con le aquile che ti sorvolano, vedere le foche che cacciano i salmoni, il sempre possibile incontro con l'orso rende questa esperienza indimenticabile, sicuramente da provare almeno una volta nella vita!

articolo di Riccardo D'Alberto

 
Titolo
Di sipadan (del 29/12/2010 @ 13:36:59, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 4486 volte)

RILASCIAMO IL LUCCIO: E’ UNA SPECIE A RISCHIO ESTINZIONE!

La qualità delle acque è sempre più scarsa, le zone di frega, soprattutto in Emilia Romagna, stanno scomparendo. La riproduzione naturale non è più sufficiente a ripopolare le acque dei fiumi e dei laghi della nostra regione. Ognuno di noi può, nel suo piccolo, fare qualcosa: maneggiamo il luccio con cura e rimettiamolo in acqua.

 
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