GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Vito Villani alla prima prova del Club Azzurro 2012 di carpfishing a Pietrafitta... di Admin G.P.O.
 
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I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione.

Muhammad Ali
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Di Admin G.P.O. (del 30/10/2010 @ 11:13:31, in SCRIVONO DI NOI, linkato 2212 volte)
 
nella foto Marco Roncassaglia e Vittorio Passerini classificati 1° di settore e 3° assoluti
PRIMO TROFEO CA' ANITA
Articolo di Gabriele Bandini e Alessandro Scarponi
 
Un sabato da incorniciare per la coppia bolognese Tamburini Maurizio e Gottarelli Omer vincitori, sul Circondariale sud est Anita, del 1° trofeo Ca’ Anita messo in palio da Imerio Campi gestore del Bar Cà Anita. Le 60 coppie iscritte a questa manifestazione agonistica hanno dato inizio alla sfida alle ore 9 alla presenza del giudice di gara Umberto Guidetti il quale ha onorato anche le premiazioni finali consegnando il Trofeo Galliera Lorenzina, sua consorte prematuramente scomparsa, che tutti ricordano per l’impegno profuso in tanti anni a favore della pesca e dei pescatori. Tra le autorità presenti anche Monica Guerra Direttore del Gruppo Terre, l’Ente che ha in gestione l’Ostello e il ristoro Cà Anita, e l’Assessore all’Ambiente del Comune di Argenta Sauro Borea il quale ha effettuato un sopralluogo lungo il canale per rendersi conto di persona delle problematiche del canale e i lavori necessari per migliorarne le condizioni. L’Assessore Sauro Borea ha promesso il massimo impegno, nei confronti del Consorzio di Bonifica e della Provincia di Ferrara affinchè le opere di sistemazione del canale, dall’asportazione del limo in eccesso sul fondale e la riprofilatura dell’argine venga effettuata nei tempi più rapidi e nei modi migliori.
D’altra parte si sa, e anche l’Amministrazione di Argenta l’ha capito, che l’incremento del turismo legato alla pesca sportiva nella parte sud est del delta del Pò è strettamente legato alla rinascita di questo canale. La gara si è svolta in una bella giornata di sole mentre la pescosità è stata poco uniforme nel tratto prescelto compreso tra il guard rail e il ponte verde di ferro lato Ostellato.
Lo scalino più alto del podio, di questo 1° Trofeo Cà Anita, se lo è aggiudicato la coppia Tamburini e Gottarelli del Team Sarfix di Crevalcore i quali, a margine della premiazione hanno rilasciato a Match Fishing i seguenti commenti:
 
Oggi avete fatto i primi assoluti in questo 1° trofeo Cà Anita una bella giornata che vi ha portato una bella vittoria, al di la del picchetto che era certamente favorevole con l’esterno di gara..
 
Si abbiamo impostato la pesca con la canna roubaisienne a 13 metri, abbiamo fatto il fondo all’inizio con pastura da breme lanciano bocce a mano e poi abbiamo dato solo bigattini a fionda.
 
Che lenze avete usato visto il canale che si presentava molto piatto e con assenza totale di vento..
Abbiamo montato varie lenze ma abbiamo sempre pescato con una da 0,75 grammi con filo del 12 e amo del 15. D’altra parte pescare ultimi di gara non potevamo rischiare e così siamo andati ben armati. Forse se fossimo capitati in un settore centrale avremmo pescato più fine ma nella pesca serve anche la fortuna e oggi è stata dalla nostra parte.
 
Che pesci avete portato alla pesa?
Abbiamo catturato sei carassi e diverse breme di buona taglia per un peso complessivo superiore ai 13 chili.
Devo dire che ci siamo davvero divertiti.
 
Quanta profondità avevate nel tratto di canale dove avete pescato?
La profondità non era notevole, infatti abbiamo trovato solo 1,20 metri di acqua.
 
Quindi con poca profondità serviva fare poco rumore con la pasturazione..
E già abbiamo dato solo pochi bigattini a fionda e qualche altra palla di pastura a scodello durante la gara ma poca roba.
 
Quanto facevate appoggiare la lenza sul fondo?
Avevamo un appoggio sul fondo di 5 – 6 centimetri d’altra parte con l’acqua ferma non c’era bisogno di appoggiare di più.
 
Bene complimenti per la vittoria e in bocca al lupo per le prossime gare.
 
Grazie.
 
Ecco i vincitori dei settori:
 
Settore A
Gottarelli – Tamburini 13950
Bottoni – Curarati 10580
Nicolini – Coverini 9570
Bonetti – Roveri 9510
 
Settore B
Beldomenico – Bertaccini 5750
Pezzone – Liparini 5330
Tassinari – Corradi 3460
Finessi – Caldieri 2650
 
Settore C
Bandini – Zamara 6510
Luca – Mirko 2680
Naccari – Pretolani 2300
Vecchi – Nanni 2240
 
Settore D
Flamigni – Ricci 3200
Domeniconi – Merli 2440
Benotti – Sambri 2390
Fabbri – Mazzini 1960
 
Settore E
Roncassaglia – Passerini 5920
Fuscardi – Viaggi 2680
Zambelli – Benati 2190
Strollo – Pelloni 2040
 
Settore F
Zavoli – Barilli 2420
Wongwicht – Bacci 960
Venturi – Sonni 790
Dal Pozzo – Ridolfi 380
 
Classifica Assoluti
 
Gottarelli – Tamburini (Team Sarfix) 13900
Bandini – Zamara (G.P.S.La Seregnese – Camaldoli) 6510
Roncasaglia – Passerini (G.P.O.) 5920
Beldomenico – Bertaccini (La Fenice) 5750
 
Articolo di Gabriele Bandini e Alessandro Scarponi
 
 
Titolo
nella foto Gianni Pezzoli del G.P.O. Imolese Tubertini con la carpa da Kg10,5 menzionata nell'articolo
 
REGIONALE EMILIA ROMAGNA GIRONE C: LA BAGNACAVALLESE FA SUA L’ULTIMA PROVA AD OSTELLATO
Articolo di Alessandro Scarponi
 
Con la sesta ed ultima prova effettuata domenica 17 ottobre 2010 sul Circondariale Covato cala il sipario sul campionato di serie B girone est Emilia Romagna.
In una giornata proibitiva dal punto di vista climatico, dove tutte le componenti metereologiche negative per la pesca si sono fatte trovare pronte, le 50 squadre partecipanti si sono date battaglia per cercare quei punti che potevano valere chi per la promozione in A2 e chi per evitare la retrocessione nella sottostante serie C.
Partenza alle ore 9,30, con i classici 5 minuti per la pasturazione pregara, con il campo gara occupato dal picchetto 1 dove iniziava la prima zona al picchetto 200 dove finiva la quarta zona.
Nella notte le condizioni meteo hanno portato quel cattivo tempo che tutte le previsioni annunciavano e oltre al vento, pioggia e melma sull’argine anche la temperatura si è abbassata di parecchi gradi rispetto al giorno prima dove lungo il canale si sono visti diversi agonisti intenti a provare ancora con la maglia a maniche corte.
Dunque sole estivo al sabato e freddo invernale la domenica con il pesce, che di fronte a questi svarioni climatici, ne ha risentito frenando quella attività che lo ha contraddistinto fino a poche ore prima.
Al raduno, ascoltando i commenti del dopo gara, si sono sentite diverse versioni sulla conduzione della gara.
Chi ha pescato a 13 metri trovando pesce subito e chi invece soffrendo l’assenza di abboccate ha ripiegato sulla linea di pesca a 6 pezzi di canna.
Il divieto dell’uso del fouillis e ver de vase ha obbligato gli agonisti ad usare le classiche esche con i bigattini vivi e morti a farla da padrone rispetto ai vermi o al mais.
Ne è venuta fuori una gara difficile, non solo per le condizioni del tempo, ma anche perchè si è fatto fatica a capire come portare il pesce sotto la punta.
Che fosse meglio la pastura dura con molta terra scodellata? oppure la pastura non troppo stretta a spaccare lanciata a mano?
Mah…, una cosa è certa, questo canale a volte ti sorprende perchè tra due picchetti vicini anche la taglia del pesce è diversa pur nelle identiche impostazioni tecniche di pesca.
Il canale si è presentato ai pescatori con una leggera corrente che spingeva da destra verso sinistra rispetto alla postazione del paniere sovvertendo quindi tutte le certezze acquisite nei giorni di prova quando l’acqua è sempre stata ferma imballata.
Ma il bello della pesca sta proprio qui con le varianti sempre pronte a sorprendere e con l’acume tattico del garista a trovare le soluzioni giuste applicando gli accorgimenti vincenti.
In queste condizioni meglio sfiorare o apppoggiare molto la lenza sul fondo? meglio una piombatura aperta o chiusa? meglio un amo piccolo o……… insomma tanti interrogativi a cui dare una soluzione immediata mentre le lancette dell’orologio impietose vanno avanti inesorabili.
Poi nella pesca ci vuole anche un pizzico di fortuna sia nel prendere il picchetto giusto come nel prendere il pesce che ti può regalare la vittoria e riuscire di portarlo a guadino.
Nel settore B della prima zona queste due situazioni si sono verificate determinando l’esito positivo e negativo nel piazzamento dei garisti interessati e guarda caso la situazione negativa mi coinvolge direttamente.
Decido di impostare la mia gara sulla sei pezzi visto che a 13 metri nessuno nel mio settore vedeva le mangiate.
Parto con lenza da 0,50 con 5 cm di appoggio amo del 20 sul finale dello 0,10 lungo 20 centimetri. Dopo il fondo iniziale fatto di 7/8 palle inizio ad alimentare con piccole quantità di bigattini lanciati a mano. Dopo un pò inizio a catturare, la taglia non è proprio bella però visto che gli altri non prendono niente mi accontento. Ogni tanto però mi attaccavo sul fondo tanto da strappare il finale ogni volta per riuscire a sganciarmi. Una , due, tre volte e poi alla quarta nemmeno il finale si strappa; porcaccia…… e adesso? prendo l’elastico in mano e sento che qualcosa si muove sul fondo, quando affiora vedo una nuvola nera di pantano, acc…. lo riesco a salpare, era un sacco vuoto di concime agricolo fermo li da chissà quanto tempo che avevo staccato dal fondo.
Da quel momento si è spenta la luce nel mio picchetto e finisco la gara con 7 penalità.
 
 
Adesso vi racconto la nota positiva che è capitata ad un concorrente vicino al mio picchetto di Bologna, un tal Gianni Pezzoli della società GPO Imolese Tubertini il quale dopo pochi minuti dall’inizio della gara aggancia un pesce “fuori misura” che lo terrà impegnato per oltre mezz’ora durante la quale ne sono viste di tutti i colori.
Il povero Pezzoli resosi conto di avere agganciato un pesce XXXXXXXLLLLLLL è riuscito magistralmente ad apporre resistenza alle prime fughe del pesce evitando quindi lo strappo del finale.
La canna inarcata alla massima lunghezza con l’elastico fuori dalla punta di una decina di metri si faceva ben notare anche da lontano tant’è che dopo pochi minuti, tanti curiosi, accorrevano alla spicciolata fino a radunarsi in una trentina di persone.
Quando il pesce affiora in superficie capisco dalla stupefazione del pubblico, “OOOOOOOHHHHHHH” che doveva trattarsi di qualcosa di fuori dal comune.
“che carpa mamma mia” grida uno spettatore, “ma che culo che c’ha il Pezzoli” grida un altro… Non vi posso scrivere la risposta del bolognese della GPO Imolese all’indirizzo del signore che lo aveva apostrofato pochi secondi prima.
La carpa sembra cedere, forse il freddo calato su Ostellato nella notte ha tramortito anche i pesci e quindi anche la forza messa in atto dalla carpa è stata controllabile. Però quando arriva a pochi metri da riva, mostrando tutta la livrea argentata e la grande coda rossa, la canna cede e si spezza il vettino, la carpa ritenta una fuga ma Pezzoli ormai stremato dalla fatica resiste come faceva Pantani in cima al Mortirolo e riprova a domare la “bestia”. Nuova virata sottoriva del pesce che fa cedere anche il sottopunta; ormai la canna è fuori uso tanto da sembrare una rama per gli storni ma l’elastico tiene. Pezzoli, ricordandosi che nella vita ha domato pesci ben più grossi pescando a traina in mare, non si perde d’animo e riesce a portare il pesce ad un metro dalla riva ma…. “c… non entra nel guadino!!” ed è qui che sorprende tutti, facendosi largo tra due ali di folla, che sta tifando incredula, si avvicina all’auto con la canna tutta drtitta verso il cielo e il pesce nell’acqua, apre l’auto, prende una testa di guadino da carpe, smonta la testa piccola e attacca quella grande, fino ad avvicinarsi ancora all’acqua e dopo un’ultima virata del pesce la guadina. L’applauso è fragoroso e la carpa, quando la si può notare sull’erba insaccata nel guadino, è da paura: alla pesa farà fermare l’ago della bilancia a kg. 10,500.
Come dicono a Bologna “socmel ad pess!!”.
Sul magico Circondariale di Ostellato a volte le vittorie arrivano anche così con pesci da sogno che possono diventare una felice realtà.
Bravo Pezzoli, complimenti per l’impresa e per come sei riuscito a condurre l’operazione “gross poisson”.
Per il resto che dire, ordinaria amministrazione, con la sesta prova che viene vinta dalla società Bagnacavallese Colmic con 8 penalità guidata dal bravissimo Foschini Fabio di Russi, la quale trova i punti salvezza proprio sul rettilineo finale. Seconda di giornata la squadra A del Circolo Sportivo il Pescatore Milo che sale sul podio con 12 penalità e terza, con 13 penalità, la squadra B del Città del Rubicone capitanata da Marco Trevisani.
Termina il campionato di serie B e la classifica conferma quanto si era potuto vedere durante tutto l’arco del campionato con la vittoria della squadra A del Città del Rubicone nella quale ho avuto la fortuna di militare trovando tre compagni di altra categoria come Andrea Facibeni, Alberto Laghi e un certo Marco Mazzetti ex campione italiano nonchè componente della nazionale juniores di alcuni anni fa.
Al secondo posto della classifica finale troviamo il team Sarfix di Crevalcore con la squadra B mentre al terzo posto un’altra romagnola il Bellaria Rimini Miramare Hydra.
La forte squadra A delle Canne Estensi Milo, che di fatto pescava in casa, totalizza 21 penalità che non sarebbero mai state se tre garisti su quattro della squadra non avessero incappato in brutti picchetti di settori esterni.
Sorteggi che si sono rivelati molto strani e forse non regolari in quanto alcuni pescatori della stessa società si sono ritrovati a pescare spalla a spalla nello stesso settore.
Evidentemente qualcosa non ha funzionato nel computer del giudice di gara; infatti, anche le operazioni per la stesura delle classifiche finali, è durata molto tempo a causa di qualche problema tecnico.
E così cala il sipario con l’ennesima cronaca della gara, le foto dei protagonisti e a tutti arrivederci il prossimo anno in serie A2.
 
Un caro saluto a tutti da Alessandro Scarponi.
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 24/10/2010 @ 11:40:59, in SCRIVONO DI NOI, linkato 1831 volte)
CAMPIONATO ITALIANO PER SQUADRE DI SOCIETÀ 2010
 
CASTELMAGGIORE HYDRA DOMINATRICE DEL MINCIO
Armiraglio, Chiarini, Pavan e Zucchi Campioni d’Italia.
articolo di Marco Rosellini per Noi Pescatori
 
Nei giorni 23 e 24 ottobre si sono disputate sul fiume Mincio a Peschiera del Garda le ultime due prove del Campionato Italiano per squadre di Società.
Il gravoso impegno dell’organizzazione è toccato alla società milanese dei F.lli Campana Maver: possiamo tranquillamente affermare che hanno lavorato molto bene sotto ogni aspetto, magari le gare fossero preparate sempre così. Complimenti a tutti quelli che hanno lavorato.
Bravo anche il Giudice di Gara Fusconi che si è impegnato affinché tutti i dubbi che si fossero eventualmente presentati venissero chiariti al meglio.
Alla vigilia uno di questi dubbi riguardava il coefficiente da assegnare ai punteggi di queste due prove; infatti, il Regolamento Particolare parlava di coefficiente 2, mentre la Circolare Normativa diceva coefficiente 1,5.
Particolare di non poco interesse questo, infatti il Comitato di Settore, alla vigilia delle prove, ha inviato a tutte le società partecipanti la precisazione che il coefficiente da assegnare era quello stabilito dalla Circolare Normativa, cioè 1,5.
Le settimane che hanno preceduto queste due prove finali sono state piene di polemiche sulla regolarità del Mincio; le prove qua disputate dalle serie A girone 1 e 2 nelle domeniche precedenti avevano dato risultati piuttosto deludenti, con poche catture di pesci, anche molto grossi.
Questo dato aveva creato molti dubbi sulla validità e regolarità del campo gara per una finale di Campionato Italiano, quindi, le telefonate e le voci che sono circolate sono state moltissime, c’era chi voleva il Mincio e chi non voleva proprio venirci.
Al termine di queste due gare pensiamo che il risultato dimostri ancora una volta che i bravi pescatori prendono i pesci ovunque; se guardiamo la classifica finale troviamo nelle posizioni di vertice formazioni che sono “da sempre” ai primissimi posti delle classifiche nazionali, crediamo quindi che questo dato parli da solo, evitando qualunque ulteriore commento.
Ma vediamo la cronaca di questo week end.
Terza Prova
Le condizioni atmosferiche della gara del sabato sono state incerte; un timido sole non è riuscito a forare la densa massa di nubi che ha coperto il cielo, in compenso l’assenza di vento e la moderata velocità della corrente del fiume hanno consentito agli agonisti di disputare una competizione in buone condizioni generali.
La gara è iniziata alle 10,30 dopo i controlli di rito; la pasturazione pesante nei 5 minuti precedenti il via ha visto lanciare in acqua molta pastura contenente casters ma anche bigattini incollati con ghiaietto.
Le scelte tecniche dettate dalle prove dei giorni precedenti erano le seguenti:
bolognese oltre la linea della roubaisienne (circa 20/25 metri) con lenze varianti tra i 2 ed i 6 grammi, bolognesi per pesca abbastanza vicina alla riva con lenze da 0,5 a 2 grammi, inglesi scorrevoli pesanti con lenze da 14/20 grammi per pescare circa a metà fiume o ancora più in là, roubaisienne con lenze da gr. 0,30 a 0,50 per pescare a mezz’acqua (ma anche sul fondo) sulla fiondata di bigattini, roubaisienne con lenze da gr. 1 a gr. 5 per pescare con bigattini o casters tra gli 11 ed i 13 metri, infine roubaisienne montate con grosse lenze portanti pesanti vele o piastre (anche da 25 grammi) per pescare bloccati sopra la pasturazione a bigattini incollati.
Alla partenza i concorrenti sono usciti quasi tutti con le bolognesi, tranne alcuni che sono partiti direttamente alla ricerca dei pescioni (prevalentemente carpe) con le vele; dopo cerca 30/45 minuti molti sono rientrati sulle roubaisienne alla ricerca di tecniche alternative.
Camminando lungo il campo gara si vedevano spesso canne piegate enormemente e gruppi di persone che si assiepavano dietro al garista impegnatissimo nella ricerca della cattura; troppe volte abbiamo visto perdere i pesci, slamati oppure strappati.
Possiamo dire che i pesci di Peschiera sono diventati veramente esagerati, basti pensare che in prova c’è stato chi ha salpato carpe anche di 7 kg!!!
Viste queste premesse c’è stato qualcuno che ha guardato in alto cercando un ulteriore aiuto da lassù ed ha esposto sul picchetto l’immagine di San Nicola invocando il suo aiuto…
Comunque il pubblico presente, non molto a dire il vero, si è sicuramente divertito a veder catturare scardole, cavedani, barbi e carpe di taglia extra large.
Certamente qualche anno fa, quando si parlava di preparare una gara a Peschiera, pensavamo subito ad ami piccolissimi e nailon estremamente ridotti; oggi è cambiato tutto e la taglia dei pesci richiede lenze ed ami all’altezza della situazione, pena non portare a guadino nessuna preda.
Certamente sarà soddisfatto di questa gara Fabio Ponzalli della APS Borghigiana Pellicano Maver Tiger che oggi ha realizzato il maggior peso assoluto con la bellezza di kg 8,210; ha pescato con la roubaisienne e una pesante vela bloccata sul fondo, ha catturato diverse carpe portando alla bilancia una bellissima pesata che alla vigilia non era facile da prevedere.
Gli altri vincitori di settore sono risultati:
Luca Pera dei F.lli Campana Maver con kg 3,480, Umberto Ballabeni della Lenza Emiliana Tubertini con kg 4,170 ed infine Stefano Premoli della Polisportiva Oltrarno Colmic che ha sfruttato pienamente l’ultimo picchetto del campo gara con kg 6,290.
Tra gli altri ci piace citare la pescata di Pavan della Castelmaggiore Hydra che si è piazzato al secondo posto nel settore terminale, pur avendo il picchetto n. 3; ha pescato molto bene e i pesci che l’hanno portato così in alto nella classifica li ha presi con la canna inglese a metà fiume, dove ha trovato cavedani e scardole, bravo.
I dati statistici sono i seguenti: pescato totale kg 89,660, pescato medio kg 2,240.
La classifica di giornata ha visto prevalere un’ottima Cannisti Castelmaggiore Hydra con 16 penalità, seconda ad un solo punto la Polisportiva Oltrarno Colmic squadra A, terza con 18 punti la Polisportiva Oltrarno Colmic squadra B. eccellenti quarti i F.lli Campana Maver con 19 penalità.
La generale provvisoria dopo 3 gare vede quindi al comando la Cannisti Castelmaggiore Hydra con 55 punti seguita dalla corazzata della Polisportiva Oltrarno Colmic squadra A con lo stesso punteggio.
Ad un brillantissimo terzo posto troviamo l’altra squadra dell’Oltrarno Colmic B con 55,5 penalità.
Dopo una sfortunata gara odierna si piazza al quarto posto una Lenza Emiliana Tubertini che chiama vendetta per i pesci che oggi ha perso all’ultimo momento; il distacco dal vertice è comunque di soli 3 punti, quindi il titolo è ancora molto vicino.
Queste sono le formazioni che probabilmente domani si contenderanno la vittoria all’ultimo pesce; visti i distacchi ridottissimi siamo sicuri che stanotte qualcuno dormirà molto poco, comunque, gli aspiranti alle maglie tricolori sono tutti agonisti di primissima fascia, d’altronde non avrebbe potuto essere altrimenti perché alla fine i migliori vengono sempre fuori.
Quarta Prova
Le condizioni atmosferiche alla domenica sono decisamente peggiorate e dopo un inizio gara con il cielo coperto si sono aperti i rubinetti e ha cominciato a piovere piuttosto forte.
La pioggia ha influito sulla pesca rendendola ancora più difficile.
Le tecniche sono rimaste le stesse del giorno precedente e la tensione sulle sponde si poteva affettare con il coltello.
Abbiamo notato come molti garisti fossero particolarmente tirati e nervosi; ma tutto ciò è particolarmente comprensibile vista l’importante posta in gioco e le distanze ridottissime nella classifica generale.
Al Via molti hanno scelto di impugnare la bolognese alla ricerca di qualche pesce sulla scia dei molti caster immessi in pastura, poi, anche oggi, sono rientrati sulle roubaisienne secondo le impostazioni decise a tavolino.
Dopo non molti minuti i primi pesci hanno cominciato ad essere agganciati ed è cominciata così la solita lotta tra pesci e pescatori; crediamo di poter affermare che quasi nella maggior parte dei casi i pesci hanno vinto, slamandosi o rompendo i terminali.
Dobbiamo anche dire che diverse canne hanno ceduto sotto gli sforzi e le sollecitazioni imposte loro dalla taglia esagerata di alcuni pesci.
Qua a Peschiera i cavedani, le scardole e le carpe diventano sempre più grandi, quindi è sempre più problematico metterli nel guadino.
Tra una cattura ed un pesce perso abbiamo visto che il pubblico era leggermente aumentato rispetto al sabato, anche se non di molto; peccato per la pioggia che ha un po’ rovinato lo spettacolo.
Anche oggi c’è stato chi si è particolarmente divertito realizzando il maggior peso assoluto, infatti Giuliano Prandi ha portato alla bilancia una bella nassa di kg 5,340; a questo proposito ci piace segnalare che oggi Prandi ha battuto di soli 30 grammi Ponzalli Fabio che ieri aveva realizzato il maggior peso assoluto; evidentemente il garista toscano, con una condotta di gara d’attacco impostata sulla roubaisienne e le pesanti vele, ha disputato due gare veramente eccezionali, bravo.
I vincitori di settore in quest’ultima gara sono risultati:
Prandi Giuliano della Lenza Emiliana Tubertini con kg 5,340, Ponzalli Fabio dell’APS Borghigiana Pellicano Maver Tiger con kg 5,310, Gabba Ferruccio della Lenza Emiliana Tubertini con kg 3,770 e Amadori Gilberto, ultimo di campo, della Polisportiva Oltrarno Colmic con kg 4,425.
I dati statistici sul pescato sono stati i seguenti: pescato totale kg 76,400, pescato medio kg 1,910.
Al fatidico “fuori le canne” si sono intrecciate le telefonate per confermare o smentire i conti che venivano aggiornati minuto per minuto dai capitani delle varie formazioni.
Ma la parola finale e ufficiale è venuta solo dal computer del Giudice di Gara che ha sancito la vittoria di giornata della Lenza Emiliana Tubertini che ha così ribadito ulteriormente la sua forza con sole 14 penalità, però alle sue spalle si sono confermati, a solo mezzo punto di distacco, i bravissimi pescatori della Castelmaggiore Hydra che hanno ribadito con questo risultato di aver interpretato al meglio il Mincio attuale.
Splendido anche il risultato ottenuto dall’APS Borghigiana Pellicano Maver Tiger che con 17 punti ha conquistato il terzo gradino del podio.
Ma la classifica più attesa era quella generale che avrebbe sancito i vincitori del Titolo italiano.
Ebbene, nonostante i loro sforzi e la loro bravura, la Lenza Emiliana Tubertini non è riuscita a completare pienamente il recupero: i forti ragazzi di Lele Tubertini si sono dovuti accontentare di un secondo posto che sicuramente non li soddisferà pienamente dopo aver vinto l’Eccellenza ed essere arrivati a Peschiera in testa alla classifica provvisoria.
Hanno invece vinto meritatamente e sono i nuovi CAMPIONI D’ITALIA i tenaci pescatori della Cannisti Castelmaggiore Hydra.
Cosa possiamo dire di questa splendida affermazione?
La giovane formazione felsinea da anni continuava a piazzarsi nelle posizioni di vertice delle graduatorie nazionali, però non riusciva mai a fare il cosiddetto salto di qualità, conquistando qualcosa di concreto come un titolo di grande interesse.
Quindi, oggi che finalmente ha raggiunto questo importantissimo traguardo, non possiamo che esserne tutti più che felici; infatti, è il raggiungimento di un obbiettivo inseguito a lungo con costanza, tenacia ed umiltà. Bravi.
Bellissimo anche il terzo posto andato ad una splendida Polisportiva Oltrarno Colmic squadra B; la società del patron Andrea Collini è talmente forte da essere l’unica che è riuscita nella non facile impresa di portare due squadre nella finalissima, era quindi quasi logico che almeno un gradino del podio finisse a Firenze, complimenti.
Del resto al quarto posto troviamo l’altra fortissima formazione dell’Oltrarno Colmic, la A.
Le premiazioni sono state effettuate dal Sindaco di Solaro (MI) e da due Consiglieri nazionali: il Presidente della Sezione di Milano Landonio ed il Presidente della Sezione provinciale di Verona Begal.
Per il prossimo anno si preannunciano alcuni cambiamenti alla formula di questo Campionato, crediamo comunque che con solo piccole modifiche si possa migliorare un format che già adesso premia praticamente soltanto formazioni veramente molto forti; infatti, i vincitori degli ultimi anni sono risultati sempre tra i migliori in senso assoluto in Italia, quindi il meccanismo funziona e funziona bene.
Comunque auguriamo di cuore a chi dovrà fare le non facili scelte per il prossimo anno un: BUON LAVORO.
 
 
CLASSIFICA FINALE
1 Cannisti Castelmaggiore (Hydra) (A) 76,80 98.690
2 Lenza Emiliana (Tubertini) (A) 79,00 105.335
3 Polisportiva Oltrarno (Colmic) (B) 83,50 89.805
4 Polisportiva Oltrarno (Colmic) (A) 90,00 94.805
5 A.P.S. Borghigiana Pellicano (Maver Tiger) (A) 97,00 83.405
6 Alto Panaro (Sensas Stonfo) (A) 98,30 85.615
7 S.P.S. F.lli Campana (Maver) (A) 110,50 77.765
8 S.P.S. Longobardi (Milo) (A) 119,00 80.890
9 A.D.S. Lenza Parmense (Maver) (A) 121,00 79.111
10 ASD G.P.O. Imolese (Tubertini) (A) 126,00 76.115
 
articolo di Marco Rosellini per Noi Pescatori
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 14/10/2010 @ 20:50:07, in SPINNING, linkato 6428 volte)
IL PERSICO TROTA SARDO
A pesca sul lago Coghinas
articolo di Emanuele Iacovone (istruttore attività giovanile F.I.P.S.A.S di Bologna)
 
L'estate è ormai trascorsa, ma i ricordi delle vacanze e delle uscite a pesca sono entrate nel cuore appassionato di coloro i quali hanno dedicato alle classiche ferie, alcuni o tutti i giorni per andare a pesca.
Tanti pescatori sportivi, oltre a crogiolarsi al sole delle spiaggie o della montagna, si sono immersi in itinerari anche estremi, dalla pesca ai grandi salmoni canadesi, ai big-bass e walleyes degli States, alla pesca d'altura al marlin e sailfish oltre ai tarpon e i dorado del golfo del Messico e chi più ne ha più ne metta; su tutte le latitudini i pescatori hanno dato sfogo alla loro passione.
Per molti le vacanza sono trascorse in relax e piacere, e senza andare troppo lontano le soddisfazioni vissute lungo gli itinerari di pesca italiani non sono sicuramente mancate a nessuno.
Ognuno si è dedicato alla tipologia di pesca preferita, o per chi come me a avuto modo di praticarle quasi tutte, ha potuto percepire le forti vibrazioni delle catture e le amozioni durante il rilascio di grandi pesci.
Dedico questa esperienza agli amici pesca-sportivi ed in particolare ai bass-anglers, ai quali consiglio, per chi non lo ha ancora fatto, di visitare e frequentare uno tra i più ambiti laghi artificiali della Sardegna, il Lago Coghinas.
Il maestoso e incantevole lago, azzurro e calmo a volte irrequieto ma generoso, con i profumi della vegetazione circostante, il tepore del sole, gli infiniti silenzi sinuosi tra le rocce che marcano il suo perimetro, avvolge in un piacevole isolamento a cui non si è abituati, mentre i forti Persici Trota sono in agguato lungo le sue profonde sponde.
Il secondo bacino lacustre per estensione della Sardegna, prende il nome dall'omonimo Fiume Coghinas, le cui acque si raccolgono nel lago insieme alle acque del Rio Mannu da est, dando vita ad uno dei laghi artificiali più conosciuti, incorniciato dal monte Acuto e Limbara.
Durante le mie vacanze in Sardegna ho deciso di passare un giorno intero sul lago. Ho scelto di soggiornare in un agriturismo il più vicino possibile al lago, che mi offrisse oltre alle squisite specialità della cucina sarda, anche una discreta visione d'insieme del paesaggio.
Scelta perfetta e via all'avventura sulle rive del lago!
Nonostante sia risaputo che la pesca a spinning sul lago Coghinas risulti più proficua dalla barca, ho comunque intrapreso il cammino lungo le profonde sponde, e con non poche difficoltà ho provato ad insidiare qualche difficile bass: ardua impresa, ma proseguo determinato tra macchia meditterranea e rocce.
Immerso nel silenzio, all'improvviso porgo l'attenzione al rumore di un motore, ecco spuntare in un'ansa un natante pronto a partire sul lago.
In quell'istante la fortuna mi ha offerto la possibilità di godere a pieno dell'emozione di pescare anche dal natante: infatti, un simpatico pescatore di nome Piero, aveva già notato il mio tentativo di pescare da riva, dopo un fraseggiare a distanza in merito alla pescosità del lago, mi ha invitato a salire sulla barca per un'amichevole uscita di pesca a spinning. Devo ammettere che, nonostante l'itinerario a piedi possa coniugarsi all'escursione in terra sarda, da natante si cambia musica, con la possibilità di scegliere le decine di anfratti rocciosi e insenature, il tentativo di pescare risulta più avvincente e realizzabile.
Infatti dopo aver individuato lo spot riparato da alcune sferzanti ventate di maestrale, abbiamo montato i worms in texas rig, e mentre l'ecoscandaglio ci indicava una profondità di circa otto metri ecco che Piero recupera un primo bass da chilo, catturato tra le scure rocce di un' insenatura. Dopo alcuni minuti e qualche modifica di innesco, anch'io con grande emozione pesco il primo persico trota sardo di circa mezzo chilo, che recuperato sotto il natante e slamo in acqua senza stressarlo troppo.
Durante la mattinata abbiamo pescato una decina di bass senza superare il chilo, il big-bass non era venuto fuori, ma senza abbatterci ci eravamo ripromessi di tornare dopo un buon pranzo rigenerante.
Eccoci di nuovo in barca, superficie del lago meno increspata dal vento e quasi convinti di pescare qualche persico trota di taglia, ci accingiamo lungo le scogliere di granito montando come inneschi vari worms in texas rig e drop-shot, alternati ad alcuni cranks di profondita di diverso colore.
Le prime catture non si fanno attendere, ma la taglia dei bass resta sotto il chilo.
Per circa quaranta minuti non abbiamo avuto nessun attacco sui nostri artificiali, ma all'impovviso Piero tira fuori un coloratissimo Persico Reale pescato con un crank affondante, nel frattempo io cambio l'ogiva in piombo del worm, appostati sotto un roccione che cade a picco dalla riva, ad una profondità di poco più di sei metri, lanciamo le nostre esche, faccio affondare velocemente la mia, e dopo pochi giri di manovella del mulinello in recupero, STRIKE....un velocissimo attacco di un grosso bass mi piega la canna da pesca e dopo qualche interminabile istante e dopo alcuni salti fuori dall'acqua lo recupero, immortalo il bel centrarchide in una foto ricordo e subito dopo lo rimetto in acqua.
La prima grossa cattura oltre il chilo e mezzo ci fa sperare per il meglio.
Piero cattura ancora qualche discreto bass, per me invece la cattura successiva sembra il replay della prima, ancora un big-bass di quasi due chilogrammi lascia sorpreso Piero, che con una battuta si complimenta con me ed io con lui, in quanto lui non ha nulla da imparare nella pesca a spinning.
Riamaniamo in barca fino al tramonto, il silenzio è interrotto da qualche lontano 'scampanellio' di mucche al pascolo, mentre le catture dei persici trota, sembravano dare la precedenza ai vivaci persici reali, con i quali abbiamo concluso, ormai al crepuscolo, la nostra uscita in barca.
Una candida luna piena sembrava indicarci la strada verso la cucina dell'agriturismo dove ci aspettava una gustosa cena sarda. In compagnia di altri ospiti dell'agriturismo e del gogliardico proprietario, abbiamo raccontato i momenti della giornata trascorsa e tra risate e battute in stile teatrale, abbiamo bevuto e mangiato “pani, casu e binu a rasu”.
L'indomani mattina ho proseguito le mie vacanze alla ventura delle splendide spiaggie della Sardegna, ho salutato l'amico Piero che si allontanava in barca ed ho espresso un arrivederci ai proprietari dell'agriturismo che con la vivacità di lui e la pacatezza di lei sembravano rispecchiare i forti contrasti delle terra sarda.
Sulla mia auto, lungo una polverosa strada, mi riprometto di ripercorrere lo stesso itinerario per godere ancora dei suggestivi e unici momenti che il lago Coghinas è riuscito a regalarmi.
 
articolo di Emanuele Iacovone (istruttore attività giovanile F.I.P.S.A.S di Bologna)
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 11/10/2010 @ 10:11:34, in SCRIVONO DI NOI, linkato 2156 volte)
11/10/2010
CLUB AZZURRO SENIORES 2010
 Articolo di Marco Rosellini per Noi Pescatori
 
A MASSIMO VEZZALINI IL CLUB AZZURRO SENIORES 2010
Con sole 7 penalità in 5 gare valide Massimo Vezzalini, della società ASD NOI, si è brillantemente aggiudicato il Club Azzurro 2010.
L’esperto agonista, dopo essere partito con un 5° posto non soddisfacente, ha inanellato una serie impressionante di 1° e 2° posti dominando letteralmente questa difficile competizione.
Ci piace segnalare che per lui è un ritorno alla maglia azzurra molto gradito che corona una lunga carriera costellata di molti successi.
Resi i dovuti onori al bravo vincitore vediamo in dettaglio come sono andate le ultime due gare.
Anche quest’anno nei giorni 18 e 19 settembre si sono svolte sul canale Fissero Tartaro a Garolda (MN) le ultime due prove del Club Azzurro Seniores 2010.
L’onore e l’onere dell’organizzazione di queste due importanti gare è toccato alla società APS Voltese Colmic; sotto l’attenta guida del Direttore di Gara Cristian Toffalini i ragazzi mantovani hanno lavorato molto bene, predisponendo anche un’ottima segnaletica e vari sacchi per raccogliere l’immondizia sul campo gara: bravi.
Preciso ed ineccepibile anche l’operato del Giudice Antonio Fusconi ben coadiuvato dalla “bandiera” Adriano Fumagalli.
Abbiamo notato con piacere la presenza sul campo del CT Rudy Frigeri e di diversi componenti la Squadra nazionale che ha appena conquistato uno splendido bronzo europeo in Portogallo.
Il regolamento particolare del Club Azzurro prevedeva che si disputassero 6 gare, di cui la peggiore venisse scartata; i primi 5 classificati andranno a comporre la Nazionale 2011 con altri 5 scelti tecnicamente dal CT nella Nazionale uscente e con l’aggiunta del Campione Italiano Individuale 2010.
I classificati dal 26° al 30° resteranno nel Club anche nel 2011, mentre coloro i quali arriveranno dopo il trentesimo posto usciranno dal Club ma avranno il diritto di accedere alla prima prova del Campionato Italiano Individuale del 2011.
Per queste gare mantovane era previsto l’utilizzo delle sole canne inglesi di misura massima di 5 metri (anche per sondare il fondo), 15 litri di pastura comprensivi di mais e canapa, ¾ di litro di fouilli e 50 gr. di ver de vase solo come innesco; i ver de vase erano l’unica esca consentita.
Altro limite da osservare è stato quello della distanza minima di pesca dalla riva: 20 metri.
Purtroppo, a causa di impegni imprevisti ed improrogabili, un concorrente non si è presentato, quindi un settore è risultato tecnico di 9 concorrenti.
Il campo gara è stato numerato con il regolamento internazionale, da valle verso monte; alle estremità hanno pescato 5+5 stoppers che si sono giocati 4 posti per il Club Azzurro 2011; tra la 5^ e la 6^ gara vi è stata l’inversione dei picchetti tra i primi e gli ultimi della 5^ prova.
Il campo di gara lombardo, recente teatro dei Campionati Mondiali giovanili, ha mostrato ai 50 aspiranti alla maglia azzurra tutte le sue difficoltà tecniche.
Infatti, poiché, come accennato sopra, queste due prove prevedevano la tecnica obbligatoria inglese, la pesca è risultata difficile anche a causa della piccola taglia delle catture che sono state quasi esclusivamente composte da piccole plaquette di circa 15/20 grammi.
Già dalla gara del giovedì era apparso evidente che realizzare pesi superiori a 1 kg con le sole plaquette non era facile; infatti in gara le previsioni sono state pienamente confermate dai risultati.
I pesi finali dei concorrenti sono stati molto simili tra loro, quindi una cattura di un pesce di taglia rilevante ha fatto risalire anche molte posizioni.
5^ prova
Nella prima delle due prove le condizioni atmosferiche sono state particolarmente difficili, infatti il cielo è stato molto coperto con forti piogge e folate di vento che scuotevano violentemente gli ombrelloni (qualcuno ha anche ceduto).
Pochissimo pubblico ha assistito alla gara, ma a parer nostro sotto l’aspetto tecnico la competizione è stata altamente tecnica; chi non ha saputo pescare bene, o chi ha cercato il pesce grosso a tutti i costi, è inesorabilmente saltato; invece chi ha cercato per tre ore le piccole breme con concentrazione e pazienza si è sempre piazzato bene, magari non ha vinto il suo settore perchè qualcuno ha trovato un pesce di taglia che lo ha battuto, ma si è sempre piazzato nelle posizioni di alta classifica.
Noi crediamo che non sia obbligatorio catturare sempre chili e chili di pesce per far sì che la gara risulti bella; il garista bravo si vede soprattutto quando ci sono da catturare non molti pesci e vanno pescati bene.
L’acqua del canale si muoveva abbastanza verso valle, mentre il vento soffiava violentemente in direzione opposta; con queste condizioni di luce è risultato difficile veder bene l’astina del galleggiante; a fine gara abbiamo sentito diversi concorrenti lamentarsi di questa scarsa visibilità.
La linea di pesca più battuta è stata intorno ai 25/30 metri, alcuni anche più lontano, e la precisione nel lancio di piccole palline di terra e fouilli ha avuto la sua grande importanza per il risultato finale. Le tecniche maggiormente usate sono state con galleggianti fissi e scorrevoli con pesi varianti tra i 10 ed i 18 grammi, ami di misure comprese tra il 14 ed il 20, piombature con sotto pochi pallini, a volte anche scalati, innesco di 3 o 4 ver de vase.
La pasturazione più frequente è stata effettuata con palle di terra e fouilli dure all’inizio, lanciate anche a mano, e poi alimentate con palline di terra e fouilli a scoppiare durante la gara, con una certa frequenza.
Le mangiate sono state più numerose pescando a sfiorare o appena staccati dal fondo; i pesci catturati sono stati in prevalenza piccole breme, alcune acerine, piccoli lucci perca, rari carassi, qualche piccola carpetta e alcune breme degne di tale nome (molto poche).
Al termine della prova la classifica con lo scarto applicato vede al comando Massimo Vezzalini della società ASD Noi con sole 5 penalità, lo segue Andrea Gelli della ASD LP Valdera L. Pontederese Colmic con 9 punti; con lo stesso punteggio vi è anche Giuliano Prandi della Lenza Emiliana Tubertini che ha realizzato il maggior peso assoluto di giornata con kg 2,560 grazie anche alla cattura di una splendida brheme di oltre 1 kg. Bravo.
Tra gli stoppers i due mini settori sono stati vinti da Otello Califano della società SPS F.lli Campana Maver e da Fabio Negri della Ravanelli Trabucco.
Naturalmente i conti si faranno solo alla fine, i punteggi sono molto vicini tra loro, quindi tutto è ancora da decidere, vedremo domani cosa succederà; certamente i concorrenti che oggi sono andati male studieranno i loro errori e nell’ultima gara daranno il massimo per recuperare le posizioni perse.
6^ prova
Dopo una notte in cui si sono scatenati violenti temporali, domenica mattina un sole prima timido e poi sempre più presente ha finalmente illuminato il campo di gara.
Il canale Fissero Tartaro si è presentato con acque piatte e leggermente andanti verso valle.
Alle ore 10 è stato dato il segnale di inizio e subito abbiamo potuto notare che i pesci erano ben presenti ed affamati.
La pescata si è sviluppata allo stesso modo del giorno precedente, alla ricerca delle piccole breme.
Stesse tecniche e, forse, maggior utilizzo dei galleggianti fissi che, vista la mancanza del vento che aveva increspato le acque il giorno prima, consentivano di leggere meglio le sospettose mangiate, specialmente in starata, delle piccole breme.
Anche oggi la prova si è svolta regolarmente e chi ha pescato bene ha vinto o si è piazzato nelle posizioni di vertice del settore.
La media del pescato si è alzata portandosi oltre 1,2 kg e il più bravo di tutti è stato Stefano Premoli dell’Oltrarno Colmic con kg 2,590.
I settori sono stati vinti da Marco Solfanelli, Moreno Ravaglia, Stefano Premoli e Fabio Tesconi.
Per quanto riguarda gli stopper hanno vinto i due mini settori Luca Zazzeron dei Pescatori Padovani Tubertini e da Alberto Costarelli SPS Goldenfish Tubertini.
Trascorse le tradizionali 3 ore la competizione è terminata e sono cominciate le solerti e precise operazioni di pesatura; il toto promozione ha cominciato a “galoppare” sulle sponde e i commenti si sono intrecciati vorticosamente.
Finalmente i dati sono arrivati nel pc del Giudice di Gara che dopo pochi minuti ha emesso le sue inappellabili sentenze.
Dunque, nell’ordine di classifica, sono stati promossi nella Squadra nazionale del 2011: Vezzalini Massimo ASD NOI con punti 7, Solfanelli Marco PC Bastia con punti 10, Ravaglia Moreno ASD GPO Imolese Tubertini con punti 11, Premoli Stefano Polisportiva Oltrarno Colmic con punti 13 e Fini Andrea con punti 13,5.
I nostri più vivi complimenti a tutti e cinque per lo splendido torneo disputato.
Crediamo sia giusto spendere due parole anche per Fabio Tesconi della APPS Lenza Aglianese Maver perché questo agonista è molto giovane ed è rimasto fuori dalla Nazionale solo per ½ punto; ma la classe non è acqua ed il bravo Stefano avrà sicuramente modo di rifarsi negli anni prossimi.
Allo stesso modo vogliamo citare lo sfortunato Govi Gino che, a parità di punti con chi lo precede, esce dal Club Azzurro con sommo dispiacere.
La classifica finale degli stopper ha visto salire nel Club Azzurro 2011 Lazzeretti Gianni, Califano Otello, De Gioia Michele e Zazzeron Luca.
Crediamo che questo difficile torneo si sia disputato con una buona regolarità, infatti basta vedere i nomi dei promossi per rendersi conto che sono tutti pescatori che frequentano da anni le più importanti gare nazionali ed internazionali, quindi non sono capitati lì per caso ma grazie alle loro grandi capacità tecniche.
Concludiamo queste nostre cronache augurando a tutta la Nazionale i maggiori successi possibili per il prossimo 2011.
 
 
CLASSIFICA FINALE
1 VEZZALINI Massimo A.S.D. Noi MO 7
2 SOLFANELLI Marco P.C. Bastia PG 10
3 RAVAGLIA Moreno ASD G.P.O. Imolese (Tubertini) BO 11
4 PREMOLI Stefano Polisportiva Oltrarno (Colmic) FI 13
5 FINI Andrea Polisportiva Oltrarno (Colmic) FI 13,5
6 TESCONI Fabio A.P.P.S. Lenza Aglianese (Maver) PT 14
7 GELLI Andrea ASD L.P. Valdera L. Pontederese (Colmic) PI 15
8 PRANDI Giuliano Lenza Emiliana (Tubertini) BO 15
9 CAVANI Paolo A.S.D. Noi MO 15
10 CARRARO Simone Lenza Emiliana (Tubertini) BO 16
 
 
CLASSIFICA FINALE STOPPERS
1 LAZZERETTI Gianni ASD L.P. Valdera L. Pontederese (Colmic) PI 7
2 CALIFANO Otello S.P.S. F.lli Campana (Maver) MI 9
3 DE GIOIA Michele Polisportiva Oltrarno (Colmic) FI 11
4 ZAZZERON Luca Pescatori Padovani (Tubertini) PD 13
5 MINGHELLI Francesco ASD G.P.O. Imolese (Tubertini) BO 13
6 COSTARELLI Alberto S.P.S. Goldenfish (Tubertini) MC 14
7 BIANCHINI Maurizio S.P.S. Goldenfish (Tubertini) MC 15
8 LIVERANI Leopoldo ASD Val D’Amone (Tubertini) RA 16
9 MARTINELLI Cristiano Nuova L. Montecatinese (Madras Maver) PT 16
10 NEGRI Fabio S.P.S. Ravanelli (Trabucco) CR 17,5
 
Articolo di Marco Rosellini per Noi Pescatori
 
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