GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 CARPFISHING ODE CLAUDE DEL TEAM KAPPOTTO... di Admin G.P.O.
 
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CURIOSITA'

NEL G.P.O. IMOLESE TUBERTINI CONVIVONO
BEN 7 SPECIALITA' DELLA PESCA:

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CARP FISHING
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PESCA IN FIUME
PESCA IN MARE
ARCI PESCA


G.P.O. IMOLESE TUBERTINI
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DI SEGUITO TUTTI GLI ARTICOLI DELLA SEZIONE RICHIESTA E PUBBLICATI SUL SITO IN ORDINE CRONOLOGICO
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Di Admin G.P.O. (del 27/06/2010 @ 10:43:52, in SCRIVONO DI NOI, linkato 2055 volte)
 
nella foto la squadra del G.P.O. Imolese Tubertini terza classificata - da sinistra: Luca Foscardi, Matteo Mazzini, Stefano Degli Esposti, Piero Sgargi
 
QUARTA PROVA A2 SUL FISSERO, IL VENETO AVANZA
articolo di Luca Caslini per Match Fishing
 
Sotto un sole cocente che rimbalzando sul cemento delle sponde del canale Fissero-Tartaro ha messo a dura prova la resistenza fisica dei duecento concorrenti si è svolta in data 27 giugno 2010 la quarta prova del trofeo di serie A2.
Ad inizio settimana settimana il livello dell’acqua del canale era salito fino al limite delle piastre di cemento facendo spaventare pescatori ed organizzatori.
Il bel tempo degli ultimi giorni ha sistemato le cose e il canale si è presentato ai pescatori nella giornata di domenica nelle condizioni ideali per una gara.
Non si può dire altrettanto della pescosità che essendo stata molto scarsa ha permesso a chi avuto la fortuna (o bravura) di attaccare un pesce discreto di ottenere un piazzamento sicuro.
La partenza della gara è stata affrontata più o meno nella stessa maniera da tutti i concorrenti.
Fondo iniziale a 13 metri non abbondante ed inizio pescando sopra le scodellate di terra e fuilles alla ricerca delle bremette che, come provato nei giorni antecedenti la gara, sono andate costantemente calando.
Dopo la prima ora è arrivato il momento delle scelte.
Alcuni concorrenti hanno continuato ad insistere a 13 metri con fuilles e ver de vase nella speranza di ottenere un ritmo di catture sufficiente a garantirgli un piazzamento. Altri concorrenti si sono portati nel sottoriva: chi aveva la fortuna di avere delle erbe all’altezza dei sei pezzi di rubasienne ha potuto insidiare le bremette che vi si sono rifugiate, gli altri hanno pescato le numerose micro bremes da 5 grammi di media con i cannini da tre metri o con la punta delle rubasienne. Ognuno di questi tipi di pesca ha regalato soddisfazioni a chi ha saputo sfruttare al meglio il picchetto leggendo bene le varie situazioni che si sono presentate.
C’è stata anche un’altra alternativa di pesca che richiedeva molto coraggio: la pesca del siluro, pesce molto presente in questo canale.
Un concorrente molto vicino al mio picchetto ha deciso di affrontare questo tipo di pesca in maniera molto estrema.
Così dopo la prima ora di gara ha montato una linea con un filo dello 0,45 diretto ed un amo del 2/0 innescando sette otto grossi lombrichi.
A fine gara presenta alla pesa ben quattro siluri per un peso complessivo di quasi 15 kg, con due pesci slamati ed addirittura una linea spezzata, il che la dice lunga sulle dimensioni di alcuni esemplari che nuotano nelle acque del canale.
La classifica di giornata vede trionfare ancora una volta la Lenza Emiliana tubertini con 10,5 penalità, seguita dai ragazzi del G.P.S. La Valle Milo con 12 e dall’ASD G.P.O. Imolese Tubertini con 14 penalità.
La classifica progressiva, come promesso, comincia a delinearsi in maniera netta con i ragazzi della Lenza Emiliana squadra A che conducono con sole 56,5 penalità, che se non è un punteggio da marziani poco ci manca.
Seguono un gruppetto di sei squadre racchiuse in tre penalità con i team veneti Pescatori Padovani Tubertini ed L.S. Team Sandonà che avanzano minacciosamente piazzandosi rispettivamente al terzo e quarto posto dietro la S.P.S. Bagnacavallese Colmic.
 
INTERVISTA A FRULLONI GIOVANNI DELLA S.P.S. BAGNACAVALLESE COLMIC, 1° DI SETTORE
 
Allora Giovanni, dicci qualcosa della tua pescata.
“Sono partito come tutti a 13 metri appoggiato poco, a sfiorare il fondo e subito ho aggangiato e guadinato un bel siluro da circa un chilo che mi ha spianato la strada. Poi ho preso 4 o 5 bremette da un etto circa e quando la pesca e’ calata mi sono accorciato pescando a sette pezzi dove ho preso una bella scardola e qualche pescetto. Porto alla pesa circa 1.800 grammi che mi valgono la vittoria del settore”.
 
INTERVISTA A ANTOLINI ANDREA DELL’A.P.S.D. BELLARIA RIMINI MIRAMARE HYDRA 1°ASSOLUTO CON 14.840 PUNTI
 
Andrea, ho visto che sei stato l’unico a far fatica a sollevare la nassa, cosa hai combinato?
La partenza è stata la stessa di tutti gli altri a 13 metri di rubasienne per prendere qualche placchettina.
Dopo mezz’ora mi sono accorciato e sono riuscito a prendere 2 o 3 carassietti vicno alle erbe.
Poi fuori col bigatto in colla a cercare i siluri visto che ieri ne avevo presi 3 o 4 ci ho riprovato. Oggi ne ho attaccati sei e cavati 4 e uno addirittura mi ha spezzato la canna.
Ti ho visto combattere in modo molto vigoroso con quei pesci, che lenza hai usato?
Avevo una lenza madre dello 0,45 con un amo del 2/0 e setto otto veronesi innescati. Come elastico ho usato un 1,8 pieno sdoppiato.
Una pesca molto coraggiosa, diciamo da uno o dieci. Eri cosi’ sicuro della tua scelta?
Sicuro sicuro no, ma ieri ho visto che appena tiravi qualcosa in acqua di pesante facendo la botta arrivavano i siluri.
Oggi ho buttato tantissima ghiaia e tanti bigatti, più botta facevo e più arrivavano.
Poi una volta che erano a tiro di rubasienne si attaccavano da soli, come la pesca “del nonno”.
Alla fine hai avuto ragione. Complimenti per questa scelta.
Grazie.
 
Ora tutti in vacanza!
 
Il prossimo appuntamento è per settembre a Ostellato, dove dopo il relax delle meritate ferie torneremo allo stress delle competizioni con le breme ancora una volta a farla da padrone.
 
In bocca al lupo a tutti e buone vacanze.
 
 
Articolo di Luca Caslini per Match Fishing
 
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Di sipadan (del 26/06/2010 @ 14:34:23, in SPINNING, linkato 1427 volte)

Responsabile Spinning e Tematiche Ambientali Maccagnani Mauro

 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 24/06/2010 @ 10:48:52, in ARCI PESCA, linkato 1243 volte)
PROSEGUE LA STAGIONE AGONISTICA DELLA SQUADRA A.R.C.I.
Articolo di Danielli Stefano
responsabile attività sezione A.R.C.I.
 
Nelle acque veloci del campo gara di Medelana è proseguita la stagione agonistica della Squadra A.R.C.I..
Infatti il 09/05 si è svolta la seconda prova del Provinciale Individuale con tecnica a Ledgering.
In questa occasione i nostri si sono comportati abbastanza bene ottenendo un 2° posto con Danielli stefano
un 3° posto con Fontana Giovanni un 4° posto con Banzi Giuliano e un 5° posto con la Borghi Rossella .
Non altrettanto bene è iniziato il campionato Regionale BOX il 30/05.
Infatti ,nelle cornice di uno scarso,in fatto di catture, Fossa Raso a Novi di Modena , la nostra compagine 
non è riuscita ad andare oltre un 5° posto.
Subito ci si è riscattati il 06/06 nella seconda prova nel Provinciale a Coppie nel Riolo con un ottimo 
1° posto della coppia Borghi-Fontana e un onorevole 4° posto delle coppia Banzi-Danielli.
Il 13/06 nel nuovo,per noi, campo gara del Fissero Tartaro a Ostiglia ,si è svolta la seconda prova del 
Regionale BOX. 
In questo ostico campo gara dove quando vai in prova dona numerosissime catture e, in gara diventa un 
terno al Lotto, la squadra è ,con non poca fatica ,riuscita a esprimere un ottima prestazione ottenendo un 
buon 3° posto ,ribadendo che questo per noi è un campo gara sconosciuto.
Ringraziandovi dell'attenzione che continuate a regalarci nei confronti della nostra squadra, vi 
aspettiamo al prossimo aggiornamento.


articolo di Danielli Stefano
responsabile attività sezione A.R.C.I. del G.P.O.
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Di Admin G.P.O. (del 15/06/2010 @ 23:58:47, in SCRIVONO DI NOI, linkato 1253 volte)
Canne Estensi Milo in evidenza in serie A2 sul Cavo Lama 15 giugno 2010
Articolo tratto da sportcitta.it
 
Il campo di gara modenese del Cavo Lama, comodo dal punto di vista logistico, ma sempre abbastanza ostico per i colori ferraresi, ha ospitato lo scorso fine settimana la terza prova del Campionato di Serie A2 e del Campionato di Serie B.
La Serie A2 è stata ospitata sul campo Centrale, mentre la Serie B si è divisa tra il Centrale e Ponte Ferro. La forte pressione agonistica di questo periodo dell’anno, unita ad una temperatura che ancora non si è assestata sui valori medi stagionali, hanno influito sulla resa di questo importante campo di gara. Il tratto che ha visto impegnata la Serie A2 ha dato un pescato medio di circa 2,5 Kg. decisamente più basso di quanto questo campo di gara solitamente dà. La gara ha fatto registrare il successo della ASD GPO Imolese Tubertini con 7,5 penalità; per Ferrara molto bene la Canne Estensi Milo, che con la squadra formata da Gamberoni, Salmi, Sprocati, Govoni ha ottenuto il terzo posto di giornata con 10 penalità. Le altre ferraresi: 10° ASD Castello Maver, 13° e 27° Garisti Dario Albieri Tubertini B e A, 31° Pesca Sport Ferrara Tubertini Parco. La classifica generale è guidata dalle Aquile di Forlì, con il bel risultato ottenuto la Canne Estensi Milo si insedia al 6° posto, 10° e 43° per la Garisti Dario Albieri Tubertini squadre B e A, 21° Pesca Sport Ferrara Tubertini Parco, 28° ASD Castello Maver. 
Il Campionato di serie B suddiviso in due tronconi, con cento agonisti sul campo centrale e gli altri cento in zona Ponte Ferro ha visto il successo della ASD Città del Rubicone con 8 penalità. Le ferraresi occupano il 6° posto con i Bianco Azzurri Maver, 8° Canne Estensi Milo, 12° il Pescatore Milo. In classifica generale al comando c’è il Team Sarfix Crevalcore, 5° posto per la Canne Estensi Milo A, 6° Il Pescatore Milo, 12° Bianco Azzurri Maver, 15° Cannisti Renazzesi, a seguire tutte le altre partecipanti.  
Il Campionato di Serie C ha disputato la sua terza prova sul campo di gara delle Vallette ad Ostellato con l’organizzazione della SPS Cavalletta Milo. Il successo di tappa è andato alla formazione della Casumaro Trabucco con 13 penalità che ha preceduto la Pesca Sport Ferrara Tubertini Parco con 15 penalità e la ASD Castello maver con 16 penalità. in classifica generale abbiamo in testa la ASD Castello Maver squadra B con 43 punti, secondo posto per la Casumaro Trabucco con 52,5 punti, terzo posto per la ASD Castello Maver squadra A con 54,5 punti.
Il prossimo fine settimana gli agonisti ferraresi saranno impegnati nella disputa della finale del Campionato Italiano a Coppie sul campo di gara del Cavo Lama a Modena nella disputa della seconda prova del Campionato Provinciale Master alle Vallette di Ostellato con l’organizzazione dei Bianco Azzurri Maver, il Po di Volano a Massafiscaglia ospita la selettiva per gli italiani di pesca al Black Bass.
 
Articolo tratto da sportcitta.it
 
 
 
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Di Admin G.P.O. (del 13/06/2010 @ 00:46:35, in SCRIVONO DI NOI, linkato 2799 volte)

SERIE A2: LA 3° PROVA DEL CAVO LAMA
articolo di Luca Caslini per Match Fishing

Domenica, 13/06/2010 si è svolta nel campo gara Centrale del Cavo Lama a Novi di Modena la terza prova del trofeo si serie A2 di pesca al colpo.

La gara, a differenza della prova del Brian, si è svolta praticamente a senso unico utilizzando esclusivamente la canna rubasienne.

Infatti un moderato vento contrario rendeva quasi impossibile pescare in bolognese, e la corrente del canale rendeva molto difficile la pesca all’inglese.

Le uniche varianti per i 200 concorrenti impegnati in gara erano la pesca a 13mt o la pesca nel sottoriva subito dove comincia lo scalino del fondo, a 6/7 pezzi di rubasienne.

La pressione che questo tratto di campo gara subisce ormai da diversi mesi ha reso la pesca sempre piu’ tecnica e difficile non lasciando spazio per qualsiasi approssimazione.

In alcuni momenti della gara sembrava di fare la pesca invernale dei laghetti, con finali e ami piccolissimi e con galleggianti super tarati, quasi invisibili.

L’impostazione di gara è stata molto simile per tutti i concorrenti con poca pastura e pochi bigattini incollati con molta ghiaia dati parsimoniosamente con lo scodello.

Infatti, vista la scarsa pescosità, un eccesso di pasturazione poteva voler dire “uccidere il picchetto”, bloccando completamente le mangiate.

Con queste condizioni la cattura di qualche carpa poteva risultare determinante, e così è stato: la fortuna o l’abilità di salpare una carpetta intorno al chilogrammo di peso faceva muovere la classifica di sette/otto posizioni in quasi tutti i settori.

La classifica di giornata vede vincitrice la ASD GPO Imolese Tubertini squadra D, formata da Riccardo Favalini (1°), Simone Farnè (1°), Carlo Pezzuto (1°), Paolo Savini (4,5°), la quale dimostrando di interpretare meglio di chiunque altro questo campo di gara emiliano totalizza solo 7,5 penalità precedendo la sorprendente La Valle Milo di Verona che ne realizza 9 di penalità mentre la terza piazza del podio è per la formazione di Ferrara delle Canne Estensi Milo con 10 penalità.

La classifica progressiva dopo la terza prova vede al comando la squadra A del team Le Aquile Colmic di Forlì con 39 penalità seguita al secondo posto dalla Lenza Emiliana Tubertini con 46 penalità le stesse che hanno accumulato i ragazzi della Bagnacavallese Colmic di Ravenna.

La classifica individuale vede al comando il seguente terzetto:

1 NARO Michele L.S. Team Sandonà (Fly) VE 6,00

2 STAMBAZZI Andrea A.S.S. Amo Santarcangiolese (Maver) FC 7,00

3 BERTON Federico Pescatori Padovani (Tubertini) PD 7,00

Tra soli quindici giorni la serie A2 sarà impegnata con la quarta prova, con terre e fouilles, sul canale Fissero Tartaro.

Lì la classifica prenderà ancora più forma e potrebbero cominciare a delinearsi alcuni verdetti.

In bocca al lupo a tutti per la prossima prova!

INTERVISTA A GUAGNELINI GIORGIO DELLA SOCIETA’ SPS L’URADA DI CASTELMASSA

Allora Giorgio, raccontaci qualcosa della tua pescata.
Ho pescato tutta la gara con la rubasienne a tredici metri con un galleggiante da 0,75 gr e due bigattini bianchi,ben appoggiato sul fondo, almeno venti/venticinque centimetri, infatti sono partito a sfiorare ma ho visto subito che non rendeva. In più bisognava continuare a invitare sennò il galleggiante non voleva saperne di affondare.

La pesca è stata regolare per tutte le tre ore di gara?
Assolutamente no, sono partito bene, poi mi sono entrati dei pesci piccoli e poi mi sono fermato del tutto. Allora ho sbirciato il mio vicino che aveva inanellato una bella serie di pesci ed ho visto che pescava piu’ leggero di me. Cosi’ mi sono alleggerito anch’io e sono riuscito a prendere quattro o cinque carassi e, grazie anche ad un po’ di fortuna che non guasta mai, una bella carpa che mi fa fare il primo di settore.
Carpa determinante quindi?
Ai fini del primo sì, comunque anche senza quel pesce credo che non sarei uscito dai quattro.

INTERVISTA A LIVERANI LEOPOLDO DELLA SOCIETA’ VAL D’AMONE TUBERTINI DI BRISIGHELLA

Allora Leopoldo come hai pescato?
Ho fatto tutta la gara a 13 metri con la rubasienne. Sono partito leggero con una lenza da un grammo, poi ho visto che una lenza più pesante andava meglio e ho proseguito con due grammi innescando sempre due bigattini bianchi. Ho irrobustito la lenza anche sotto con un amo del n 16 della serie 2 di Tubertini legato su un filo dello 0,12 nella speranza di agganciare qualche carpa…
Che non è arrivata?
Purtroppo no….
Comunque i pesci che hai preso sono bastati
Si, i 5.700 e spicci di carassi sono piu’ che bastati per vincere il settore.

articolo di Luca Caslini per Match Fishing

 
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Di sipadan (del 10/06/2010 @ 15:53:40, in SPINNING, linkato 3773 volte)
 
LA PESCA ALLA TROTA DI MEZZA ESTATE VICINO ALLE SORGENTI
articolo di Mauro Maccagnani (sipadan)
 
Da anni ormai con un gruppo di amici battiamo entrambi i versanti appenninici vicino casa in cerca di trote.
Salvo casi eccezionali il deflusso di acqua c’è sempre e consente nel 90% dei torrenti di pescare tutto l’anno anche se in estate si hanno portate davvero minime , però spesso un torrente secco dove entra nel fiume principale ha belle buche e un pò di acqua corrente verso le sorgenti.
E nell’articolo cercheremo di conoscere e approfondire le tecniche per poter pescare col caldo, livelli bassi e vicino spesso alle sorgenti.
La popolazione delle trote è quasi sempre formata da trote molto rustiche, atlantiche rinselvatichite  o mediterranee non importa, nate in loco.
Ovviamente parlando di tratti “alti” o meglio vicino alle sorgenti, la taglia media va da poco oltre la misura di legge ai 15 cm.
Non andiamo a pescare esemplari sottomisura ma esemplari molto spessi adulti adattati alle acque che hanno esigua portata .
Praticando un attento catch & release non altereremo l’ambiente e talvolta troveremo anche qualche trota di taglia.
Un rigoroso non prelievo di pesci in aree in cui sono presenti trote mediterranee, trote magari iridee nate lì o autoctone ben rinselvatichite si impone non per la normativa ma per il buon senso ecologico.
Personalmente non ho nulla in contrario a piccoli prelievi in zone di “pronta pesca” o ripopolate periodicamente, essere integralisti di solito è un danno, ma in presenza di trote che vivono in ambiti ristretti e in ecosistemi deboli è doveroso.
Parliamo di tratti in aree molto isolate perché lontani da strade, impervi e molto infrascati, ambienti non toccati dall’uomo da tanti anni.
Ovviamente se ci limitiamo alle aree facilmente raggiungibili in auto avremo una visione molto distorta della popolazione di trote, sempre che ci siano trote.
In estate molto facilmente c’è più portata d’acqua vicino alle sorgenti che a valle, meno bagnanti e schiamazzi a prezzo di qualche decina di minuti di camminata per raggiungere l’inizio del tratto di pesca.
Quindi in primis siamo prudenti e procediamo sempre in coppia e con a disposizione sia il cellulare sia una buona coppia di ricetrasmittenti, oltre alle mappe del luogo o un ottimo GPS se lo sapete usare.
È essenziale programmare l’uscita sulla cartina la sera prima, lasciare detto dove andiamo, sapere che sentiero prendere per entrare nel rio e da che sentiero ci aspettiamo di rientrare.
Ovviamente possiamo sempre rientrare dal fiume, ma allora dobbiamo sapere il tempo che impegneremo e se possiamo o meno fidarci a percorrere il tratto con la lampada frontale.
Serve una buona preparazione fisica e in casi estremi quei 10-20 metri di corda e un paio di moschettoni sicuri e testati possono risultare molto utili per i veri esperti, io personalmente sconsiglio di salire pareti a strapiombo o cascate, rischiando molto anche perché gli stivali di norma non sono la miglior calzatura da scalata.
Un ultimo consiglio, da rispettare sempre, avere con se cibo energetico (cioccolata, un panino) e almeno un litro d’acqua, magari in un termos, e tenere con se e darsi preventivamente un buon antizanzare con funzioni anche antizecche oltre a una buona lampada frontale ben carica (non si sa mai , il buio arriva presto in montagna.
Controllare al ritorno all’auto di non avere una zecca è altamente raccomandabile e avere un cambio completo di abiti e un piccolo asciugamano è molto soddisfacente. Evitate con cura le zone infestate dalle processionarie, che possono dare problemi molto seri.
Nella mia Emilia Romagna oltre alla licenza serve il tesserino segnacatture per le acque da trote che sono definite “D” come categoria, che sono le acque che batteremo e a Bologna di recente è stata introdotta la limitazione di usare ancorette senza ardiglione, sacrosanta e attesa da tempo a tutela delle trote.
L’attrezzatura in questi torrenti va semplificata al massimo, canna sull’1,80 o meno, mulinello e pochi artificiali. D’obbligo o un capiente marsupio o un gilet pluritasche o uno zainetto per una maglietta di ricambio, un pullover, un impermeabile antipioggia di buona qualità, oltre a cibo e acqua e una macchina fotografica (magari stagna) per immortalare luoghi splendidi e catture che saranno di certo sudate.
Si parte di norma col fresco della mattina in città che in montagna è normalmente un discreto freddo e si torna solo a sera di nuovo col fresco e prendere qualche scroscio d’acqua non è improbabile.
Lanceremo rotanti piccoli e piccolissimi da 1-2 grammi a 4 grammi e
piccoli minnow fino a 5 cm nelle “grandi buche” di pochi metri.
 Io prediligo martin dal numero 1 al numero 3 , ma spesso provo i corrispondenti col cavalierino, tutti con microscopica bigirella con moschettone, oppure altri rotanti mepps, veltic, aglia o vibrax dei numeri dallo 00 all’1 per variare l’azione di pesca e il movimento dell’esca in acqua.
Spesso me li costruisco ad hoc per avere colori diversi o diversi rapporti tra i pesi dei corpi (a volte solo perline) e la dimensione della pala.
In questi torrenti ha poco senso parlare di ondulanti e jig e spesso pure i minnow sono controproducenti in quanto spesso in queste acque ci sono solo trote molto poco ittiofaghe, ovvero che prediligono insetti e magari piccoli anfibi.
Sulla gomma non ho ancora idee chiarissime, se vogliamo provare miniesche da 2 pollici credo possano essere efficaci anche se molto complesse da lanciare e utili, ben piombate stile jig nelle poche buche profonde o nelle strettoie con forte corrente.
In questi torrenti è essenziale essere certi di non avere nessuno che ci precede, nel caso cambiamo destinazione essendo gli ambienti tanto ridotti che dopo il disturbo di un pescatore possono volerci giorni per tornare a condizioni ottimali.
Sui nostri torrenti bastano e avanzano i cosciali, un paio di pantaloni non vistosi e una maglietta o camicia beige o verdina, spesso abbiamo tratti senza arbusti e meno ci si fa vedere meglio è, banalmente evitiamo di stagliare il nostro profilo contro il cielo prediligendo di stare contro le frasche.
Ovviamente anche se siamo vestiti mimetici se facciamo rumori (sul parlare non credo influisca) sui sassi o facciamo cadere in acqua di tutto o marciamo in acqua difficilmente prenderemo pesci
Questi torrenti , essendo piccoli, vanno affrontati rigorosamente a risalire da valle a monte visto che le trote stanno di solito col muso rivolto verso monte a guardare cosa arriva in corrente.
Essendo i torrenti davvero piccoli spesso il primo lancio è quello buono, se non l’unico buono.
Quindi non posso sbagliare lanci, pena “bruciare” la buca e nel dubbio che il lancio sia problematico preferisco avvicinarmi in ginocchio per lanciare bene.
Ovvio che in acque cristalline è basilare non proiettare la propria immagine in acqua.
Questi sono i fiumi in cui un buon lancio a balestra è necessario se non indispensabile.
Troveremo quasi esclusivamente piccole correnti, buche da pochi metri, piccole pozze e poca acqua.
Chi ha occasione di avere vista la stessa porzione di fiume in primavera e in estate può restare deluso, ma le trote ci sono ancora, occorre cercarle ma ci sono.
Non fidiamoci troppo della vista, anche con i polarizzati, non vedere le trote non vuol dire che non ci siano e in genere ce ne accorgiamo solo quando entriamo in acqua e le vediamo sfrecciare via.
Prepariamoci a lanciare in ogni posto dove possa vivere una trota, nelle piccole pozze anche dove c’è erba, nei raschi con poca acqua e nelle rare pozze, in ogni più piccolo rigiro di acqua.
E se troviamo un piccolo affluente, ove sia solo pensabile pescare, non esitiamo ad affrontarlo, ricavandone magari ottime soddisfazioni.
Le trote stanno dove non immaginiamo in torrenti prossimi alla sorgente.
Spesso inserendo una macchina digitale stagna in una buca si fotografano trote in luoghi inaspettati.
Al contrario della parte più bassa dei torrenti dove la temperatura è più alta e dove è raro trovare trote dappertutto, se in un medio corso di un corrente o in un fondovalle possiamo procedere saltando tratti bassi o fermi, in montagna nella parte iniziale dei torrenti occorre provare a pescare ovunque.
Il lancio deve essere il più possibile lontano, ma nella buca ovviamente, per consentire il tragitto più lungo in acqua e la velocità di recupero la più lenta possibile che consenta la rotazione dell’esca.
Ovviamente il pescare in ogni luogo impone una velocità di risalita abbastanza bassa che ci consente di goderci anche la natura che ci circonda, credo ormai in pochi anni di avere visto tutti gli animali che popolano i nostri boschi.
Il cambio dell’esca se non vediamo mangiare si impone, cambiando tipologia di esca cambia anche il movimento, il colore è dibattuto ma io spesso lo cambio e SEMPRE se passo da zone in ombra (cucchiaini oro o argento) a zone in piena luce (verdi o neri).
Nelle buche ogni tanto provo piccoli minnow, in genere con risultati non incoraggianti ma è noto che il mio versante ha trote che mangiano pochi pesciolini.
Per quanto spesso, pescando da mattina a sera, si trovano spesso ore di inattività difficilmente prevedibili o ore di attività impreviste.
E ciò dipende da svariati motivi, per esempio
·        Una mattinata troppo fredda
·        Un mezzogiorno troppo luminoso nelle zone non boscose
·        L’arrivo imminente ma non immediato di una perturbazione
·        Uno scroscio d’acqua a monte che altera lo stato dell’acqua
L’esca che “statisticamente” rende di più è di norma il piccolo rotante, tipicamente il martin dell’1 con pala argentata, presumibilmente perché piccolo e adatto a pesci non grandi e per quanto io ritenga il colore del corpo poco importante, a corpo rosso.
Da qui tutte le variazioni, restando nel molto piccolo, vanno provate.
Per esempio un certo effetto lo genera il cucchiaino con la mosca in coda, dressata su amo singolo e per me cambia anche una diversa misura di pala, in relazione al tipo di buca e all’orario.
Qui sarà il contrario che nei grandi fiumi, dove si usa pala piccola e peso grande per stare sul fondo, pala per es. del 2 e piombo la metà del piombo dell’1 in campo dei rotanti martin per passare ruotando anche in pochi cm di acqua.
Io nel mulinello (un ottimo taglia 2500) ho montato da anni un ottimo trecciato e non ho mai visto differenza con un nylon come catture, per me si lancia meglio e si fanno meno parrucche.
Ma qui le esperienze variano da torrente a torrente, da pescatore a pescatore ed è bello che sia così.
Di norma le ore centrali sono valide in presenza di folti boschi, ovvero di poca luminosità, mentre le ore della mattina sono di norma poco proficue in caso di freddo, ma queste sono regole di massima.
Il fatto di misurarci con le ore della mattina ci “tutela” in genere dal non trovare altri pescatori davanti a noi.
Se abbiamo poche ore a disposizione non dobbiamo rinunciare ad una pescata estiva, sempre che sia ragionevole raggiungere il torrente; basterà limitare il tratto da percorrere e non rischiare di dover rientrare impreparati al buio.
Molto più semplice il caso di pescare la sola mattinata, la parte buia del giorno la percorreremo in auto e rientreremo col sole alto.
Per me, ma è un parere personale, il massimo di attività delle trote si ha dalle 8 alle 11 e dalle 17 in avanti, quindi resta ampio margine per un pic nic defatigante se si opta per un trekking giornaliero.
Se il trekking ha luogo in valli di folto bosco la trota potrebbe essere attiva anche nel mezzogiorno dove la luce è poca e meno attiva la mattina, ma occorre sempre prestare attenzione al fatto che in queste valli il buio può iniziare a scendere alle 17, quindi se non abbiamo un ottimo sentiero per rientrare a tale ora dovremmo essere da un certo tempo sulla via del rientro.
In ogni caso tuteliamo queste popolazioni di trote come meglio crediamo e come meglio possiamo, non solo col rilascio ma col rispetto del torrente.
Se siamo a conoscenza di sentieri si può sempre pensare, ove le distanze siano brevi, di usare due auto e lasciarne una al punto di arrivo evitando spesso molta strada a piedi e sfruttando a pieno la giornata con una soddisfazione “impagabile”.
Il rientrare per un sentiero può far si che 6 ore di salita, pescando ,possano essere solo 2 ore di percorso di rientro o meno, ma purtroppo non è sempre possibile.
Io vorrei che i bambini di oggi un domani possano ancora pescare le trote e di più di noi, è un nostro dovere lasciare il fiume migliore di come lo abbiamo trovato.
E per finire 10 consigli pratici “estivi”
1)    Pescate sempre in coppia
2)    Se non avete completa padronanza del lancio, specie di quello a balestra, esercitatevi prima
3)    In estate non è insolito fare 8-10 ore di camminata magari fino a 1300-1600 metri, investite tempo per conoscere la zona in cui andrete a pescare e pianificate andata e ritorno.
4)    Sempre con voi un antipioggia, un cambio e cibo e acqua con voi, ed il cappello
5)    Poche esche, a voi ben note, testate e in cui avete fiducia perché in genere riusciamo anche a recuperarle
6)    Antizanzare/antizecche con voi e non ve ne pentirete, spesso nei torrenti le zanzare sono difficili da sopportare.
7)    Occhiali da sole e spesso crema solare, se ci si riposa in vetta o in terreni aperti, sempre con noi.
8)    Se vi piace fotografate la trota maneggiatela il meno possibile sempre a mani nude e ben bagnate, slamatela con cura magari con l’aiuto di una pinza.
9)    Lasciate SEMPRE detto dove siete
10)                      Banale ma ovvio. Rispettate l’ambiente del torrente! Anche fuori dall’acqua. Io spesso torno con lo stesso peso perché riporto un po di spazzatura di persone con poco rispetto per la natura e sinceramente credo si potrebbe evitare di sporcare.
 
 
articolo di Mauro Maccagnani (sipadan)
 
Titolo
Di Admin G.P.O. (del 10/06/2010 @ 10:58:12, in ARCI PESCA, linkato 1882 volte)
INIZIA BENE L'AVVENTURA DELLA NOSTRA SQUADRA A.R.C.I. NELLA COPPA ITALIA BOX A.R.C.I. PESCA F.I.S.A.
Articolo di Danielli Stefano
 
 
Nella cornice del bellissimo campo gara del CAVO LAMA , da Ponte Scuola a Ponte Tagliana ,è iniziata una
delle competizioni più prestigiose dell'A.R.C.I. PESCA , la COPPA ITALIA .
La nostra squadra formata da , BORGHI ROSSELLA, FONTANA GIOVANNI , BANZI GIULIANO e
DANIELLI STEFANO ,si è subito comportata bene assestando un 1° di settore .
Ad accrescere il valore della prestazione c'è , il non trascurabile fatto che, nello stesso settore vi erano
quattro agguerrite squadre della Toscana più una Torinese .
Conosciamo tutti il livello di competitività delle squadre Toscane che non mollano un grammo a nessuno.
A rendere più tribolata la gara , ci si è messa anche la fastidiosissima lanuggine dei pioppi che cadeva come se nevicasse e, ricopriva la superficie del canale rendendo difficoltoso entrare in pesca con galleggianti di peso
inferiore al grammo.
E' stata comunque una gara che non ha offerto catture generose , i nostri ragazzi si sono classificati primi con un peso di soli Kg. 6,200.
Considerando che questa competizione si svolge in tre prove , le prossime saranno a Ostellato alla Covato e
l'altra in ARNO a Calcinaia , si può sicuramente dire che, chi ben incomincia è a metà dell'opera .
Ai prossimi aggiornamenti che , spero sempre , con notizie positive .
 
articolo di Danielli Stefano
 
 
Titolo
Di sipadan (del 08/06/2010 @ 21:08:13, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 1067 volte)


datemi il vostro parere premesso che a me le aree no kill non danno fastidio, anzi io farei no kill la provincia....... nelle aree a spinning il no kill si trasforma in amo singolo e non mi piace ma non sarebbe opportuno individuare ALMENO tutte le aree di pregio della Provincia e farle no kill? perchè un no kill piuttosto che una riserva? perchè temo sia più facile "bracconare" in riserva dove nessuno va piuttosto che in un no kill dove vanno in tanti poi so che una percentuale dei pesci muore, ma forse è il male minore io conosco bene il no kill di castel del rio e conoscevo benissimo (parlo di passata) il no kill di marzabotto come era un sogno poi d'improvviso in pochi mesi il nulla e ora fa schifo per fortuna castel del rio resiste e incrementa il suo fascino poi - personalmente- gradirei qualche tratto in più riservato a spinning e mosca (guarda caso a me i moschisti non danno fastidio, sembra che lo spinning li disturbi) a rotazione magari ogni 2 o 3 anni con altrettanti tratti riservati a bolognese o carpfishing o altre tecniche ovvio che per fortuna da noi tante zone siano hgià no kill mauro (sipadan)

 
Titolo
Di sipadan (del 08/06/2010 @ 09:41:07, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 1221 volte)
IL LUCCIO SPECIE IN DIFFICOLTA'
Articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
vorrei spezzare una lancia a favore di questo bellissimo pesce che purtroppo è sempre più in difficoltà
cosa costa, come fatto x la lasca, metterlo in provincia (o in regione, o in italia) in rigoroso no kill
questo pesce non è sufficientemente tutelato da qualsiasi realistica misura minima, prima era 40 ed era ridicola adessoi è 50 e non cambia nulla , se non l'evidente buona volontà dei legislatori
ma anche a 80 o 90 non cambia nulla, i pesci sono pochi, i grossi sono tutti femmine
come subordinata sarebbe già accettabile un pressante invito al no kill, sorveglianza, misura minima 80 (equivale di fatto al 100, oltre i 100 è di fatto un nokill QUASI perfetto) e massimo un pesce per volta, da segnare
molto simile per dire al regolamento del lago Pranda sull'appennino reggiano
 
e vi rimando alla discussione sull'uso del pesce vivo..... altrettanto interessante
 
articolo di Maccagnani Mauro (sipadan
 
Titolo
Di sipadan (del 08/06/2010 @ 09:33:09, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 1123 volte)
IL PESCE VIVO, SI O NO ( E PURE IL MORTO...... )
articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
 
tecnica antica.. che in passato si è rivelata quasi sempre sostenibile dalle nostre acque
poi le acque sono peggiorate, il pesce si è rarefatto e ora col vivo non si fa più come una volta lucci, cavedanoni, anguille, grossi pescegatti ma sandre, lucci e siluri
guarda caso lucci, cavedanoni, anguille e grossi "gatti" ci hanno quasi lasciato e forse i lucci ci lasceranno
perchè perseguitare i pochi superstiti con una tecnica che era basata sul mangiare il pesce che si catturava? ora le acque sono inquinate, la cultura del tutto diversa e perchè consentire una pesca che quasi sempre uccide la preda inlamata?
se proprio vogliamo dare chance concediamola solo dove ci sono SOLO o quasi alloctoni quali perca e siluri, tanto lì la biodiversità è già andata a pallino
e non per ultimo anche i piani ittici regionali e provinciali sono in linea di principio contro la pesca col vivo, non per teoria o per protezione ma perchè così (come col morto, che spesso poi non è così morto... )si diffondono ulteriormente gli alloctoni quali pseudoraspore, gardon e altri animaletti vari
perchè non si prende atto che siamo "alla frutta" e si fa una moratoria per 5-10 anni?
poi si vedrà
mio padre mi narrava che tanti anni fa i lucci li prendevano tutti e in queste condizioni la pesca col vivo (allora di certo l'autoctona alborella o il cobite magari) era sostenibile
adesso?
col rischio di ulteriore (??) diffusione di alloctoni
e non solo per i predatori sia chiare
i vaironi e le lasche ormai si incrociano con bestie strane
 
 
articolo di Maccagnani Mauro (sipadan)
 
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