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REGIONALE EMILIA ROMAGNA GIRONE C: LA BAGNACAVALLESE FA SUA L’ULTIMA PROVA AD OSTELLATO
Di Admin G.P.O. (del 27/10/2010 @ 10:57:58, in SCRIVONO DI NOI, linkato 1957 volte)
nella foto Gianni Pezzoli del G.P.O. Imolese Tubertini con la carpa da Kg10,5 menzionata nell'articolo
 
REGIONALE EMILIA ROMAGNA GIRONE C: LA BAGNACAVALLESE FA SUA L’ULTIMA PROVA AD OSTELLATO
Articolo di Alessandro Scarponi
 
Con la sesta ed ultima prova effettuata domenica 17 ottobre 2010 sul Circondariale Covato cala il sipario sul campionato di serie B girone est Emilia Romagna.
In una giornata proibitiva dal punto di vista climatico, dove tutte le componenti metereologiche negative per la pesca si sono fatte trovare pronte, le 50 squadre partecipanti si sono date battaglia per cercare quei punti che potevano valere chi per la promozione in A2 e chi per evitare la retrocessione nella sottostante serie C.
Partenza alle ore 9,30, con i classici 5 minuti per la pasturazione pregara, con il campo gara occupato dal picchetto 1 dove iniziava la prima zona al picchetto 200 dove finiva la quarta zona.
Nella notte le condizioni meteo hanno portato quel cattivo tempo che tutte le previsioni annunciavano e oltre al vento, pioggia e melma sull’argine anche la temperatura si è abbassata di parecchi gradi rispetto al giorno prima dove lungo il canale si sono visti diversi agonisti intenti a provare ancora con la maglia a maniche corte.
Dunque sole estivo al sabato e freddo invernale la domenica con il pesce, che di fronte a questi svarioni climatici, ne ha risentito frenando quella attività che lo ha contraddistinto fino a poche ore prima.
Al raduno, ascoltando i commenti del dopo gara, si sono sentite diverse versioni sulla conduzione della gara.
Chi ha pescato a 13 metri trovando pesce subito e chi invece soffrendo l’assenza di abboccate ha ripiegato sulla linea di pesca a 6 pezzi di canna.
Il divieto dell’uso del fouillis e ver de vase ha obbligato gli agonisti ad usare le classiche esche con i bigattini vivi e morti a farla da padrone rispetto ai vermi o al mais.
Ne è venuta fuori una gara difficile, non solo per le condizioni del tempo, ma anche perchè si è fatto fatica a capire come portare il pesce sotto la punta.
Che fosse meglio la pastura dura con molta terra scodellata? oppure la pastura non troppo stretta a spaccare lanciata a mano?
Mah…, una cosa è certa, questo canale a volte ti sorprende perchè tra due picchetti vicini anche la taglia del pesce è diversa pur nelle identiche impostazioni tecniche di pesca.
Il canale si è presentato ai pescatori con una leggera corrente che spingeva da destra verso sinistra rispetto alla postazione del paniere sovvertendo quindi tutte le certezze acquisite nei giorni di prova quando l’acqua è sempre stata ferma imballata.
Ma il bello della pesca sta proprio qui con le varianti sempre pronte a sorprendere e con l’acume tattico del garista a trovare le soluzioni giuste applicando gli accorgimenti vincenti.
In queste condizioni meglio sfiorare o apppoggiare molto la lenza sul fondo? meglio una piombatura aperta o chiusa? meglio un amo piccolo o……… insomma tanti interrogativi a cui dare una soluzione immediata mentre le lancette dell’orologio impietose vanno avanti inesorabili.
Poi nella pesca ci vuole anche un pizzico di fortuna sia nel prendere il picchetto giusto come nel prendere il pesce che ti può regalare la vittoria e riuscire di portarlo a guadino.
Nel settore B della prima zona queste due situazioni si sono verificate determinando l’esito positivo e negativo nel piazzamento dei garisti interessati e guarda caso la situazione negativa mi coinvolge direttamente.
Decido di impostare la mia gara sulla sei pezzi visto che a 13 metri nessuno nel mio settore vedeva le mangiate.
Parto con lenza da 0,50 con 5 cm di appoggio amo del 20 sul finale dello 0,10 lungo 20 centimetri. Dopo il fondo iniziale fatto di 7/8 palle inizio ad alimentare con piccole quantità di bigattini lanciati a mano. Dopo un pò inizio a catturare, la taglia non è proprio bella però visto che gli altri non prendono niente mi accontento. Ogni tanto però mi attaccavo sul fondo tanto da strappare il finale ogni volta per riuscire a sganciarmi. Una , due, tre volte e poi alla quarta nemmeno il finale si strappa; porcaccia…… e adesso? prendo l’elastico in mano e sento che qualcosa si muove sul fondo, quando affiora vedo una nuvola nera di pantano, acc…. lo riesco a salpare, era un sacco vuoto di concime agricolo fermo li da chissà quanto tempo che avevo staccato dal fondo.
Da quel momento si è spenta la luce nel mio picchetto e finisco la gara con 7 penalità.
 
 
Adesso vi racconto la nota positiva che è capitata ad un concorrente vicino al mio picchetto di Bologna, un tal Gianni Pezzoli della società GPO Imolese Tubertini il quale dopo pochi minuti dall’inizio della gara aggancia un pesce “fuori misura” che lo terrà impegnato per oltre mezz’ora durante la quale ne sono viste di tutti i colori.
Il povero Pezzoli resosi conto di avere agganciato un pesce XXXXXXXLLLLLLL è riuscito magistralmente ad apporre resistenza alle prime fughe del pesce evitando quindi lo strappo del finale.
La canna inarcata alla massima lunghezza con l’elastico fuori dalla punta di una decina di metri si faceva ben notare anche da lontano tant’è che dopo pochi minuti, tanti curiosi, accorrevano alla spicciolata fino a radunarsi in una trentina di persone.
Quando il pesce affiora in superficie capisco dalla stupefazione del pubblico, “OOOOOOOHHHHHHH” che doveva trattarsi di qualcosa di fuori dal comune.
“che carpa mamma mia” grida uno spettatore, “ma che culo che c’ha il Pezzoli” grida un altro… Non vi posso scrivere la risposta del bolognese della GPO Imolese all’indirizzo del signore che lo aveva apostrofato pochi secondi prima.
La carpa sembra cedere, forse il freddo calato su Ostellato nella notte ha tramortito anche i pesci e quindi anche la forza messa in atto dalla carpa è stata controllabile. Però quando arriva a pochi metri da riva, mostrando tutta la livrea argentata e la grande coda rossa, la canna cede e si spezza il vettino, la carpa ritenta una fuga ma Pezzoli ormai stremato dalla fatica resiste come faceva Pantani in cima al Mortirolo e riprova a domare la “bestia”. Nuova virata sottoriva del pesce che fa cedere anche il sottopunta; ormai la canna è fuori uso tanto da sembrare una rama per gli storni ma l’elastico tiene. Pezzoli, ricordandosi che nella vita ha domato pesci ben più grossi pescando a traina in mare, non si perde d’animo e riesce a portare il pesce ad un metro dalla riva ma…. “c… non entra nel guadino!!” ed è qui che sorprende tutti, facendosi largo tra due ali di folla, che sta tifando incredula, si avvicina all’auto con la canna tutta drtitta verso il cielo e il pesce nell’acqua, apre l’auto, prende una testa di guadino da carpe, smonta la testa piccola e attacca quella grande, fino ad avvicinarsi ancora all’acqua e dopo un’ultima virata del pesce la guadina. L’applauso è fragoroso e la carpa, quando la si può notare sull’erba insaccata nel guadino, è da paura: alla pesa farà fermare l’ago della bilancia a kg. 10,500.
Come dicono a Bologna “socmel ad pess!!”.
Sul magico Circondariale di Ostellato a volte le vittorie arrivano anche così con pesci da sogno che possono diventare una felice realtà.
Bravo Pezzoli, complimenti per l’impresa e per come sei riuscito a condurre l’operazione “gross poisson”.
Per il resto che dire, ordinaria amministrazione, con la sesta prova che viene vinta dalla società Bagnacavallese Colmic con 8 penalità guidata dal bravissimo Foschini Fabio di Russi, la quale trova i punti salvezza proprio sul rettilineo finale. Seconda di giornata la squadra A del Circolo Sportivo il Pescatore Milo che sale sul podio con 12 penalità e terza, con 13 penalità, la squadra B del Città del Rubicone capitanata da Marco Trevisani.
Termina il campionato di serie B e la classifica conferma quanto si era potuto vedere durante tutto l’arco del campionato con la vittoria della squadra A del Città del Rubicone nella quale ho avuto la fortuna di militare trovando tre compagni di altra categoria come Andrea Facibeni, Alberto Laghi e un certo Marco Mazzetti ex campione italiano nonchè componente della nazionale juniores di alcuni anni fa.
Al secondo posto della classifica finale troviamo il team Sarfix di Crevalcore con la squadra B mentre al terzo posto un’altra romagnola il Bellaria Rimini Miramare Hydra.
La forte squadra A delle Canne Estensi Milo, che di fatto pescava in casa, totalizza 21 penalità che non sarebbero mai state se tre garisti su quattro della squadra non avessero incappato in brutti picchetti di settori esterni.
Sorteggi che si sono rivelati molto strani e forse non regolari in quanto alcuni pescatori della stessa società si sono ritrovati a pescare spalla a spalla nello stesso settore.
Evidentemente qualcosa non ha funzionato nel computer del giudice di gara; infatti, anche le operazioni per la stesura delle classifiche finali, è durata molto tempo a causa di qualche problema tecnico.
E così cala il sipario con l’ennesima cronaca della gara, le foto dei protagonisti e a tutti arrivederci il prossimo anno in serie A2.
 
Un caro saluto a tutti da Alessandro Scarponi.