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IL FASCINO DELLA PESCA A SPINNING, DIVERSI AVVERSARI, DIVERSE ATTITUDINI
Di Admin G.P.O. (del 12/11/2012 @ 20:36:21, in SPINNING, linkato 2172 volte)
  
IL FASCINO DELLA PESCA A SPINNING, DIVERSI AVVERSARI, DIVERSE ATTITUDINI
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Nei momenti di pescate meno frequenti si trova il tempo per qualche pensiero “filosofico”.
I nostri diversi avversari nelle acque ci costringono a utilizzare, scoprire o sviluppare diverse attitudini.
 
Partiamo dall’oggi , siamo nel bello della pesca al luccio invernale, a novembre prima che chiuda.
Qui serve l’attitudine a soffrire per vari motivi
È freddo e magari piove (anche se si pesca pure col caldo…)
I lucci sono pochi
I posti scomodi e lontani, ancora più lontani quelli dove si può con la barca
Pesca davvero faticosa sia come pesca (attrezzi tosti) che come dover camminare
 
Perché si fa, perché il luccio ha un suo fascino, quello del massimo predatore italiano
(non me ne vorrà chi ama il siluro che diventa pure più grosso, ma il re delle NOSTRE acque è e resterà sempre il luccio!)
Perché è un pesce magari non tra i più furbi, ma che mangia per “finestre” ovvero quando vuole e quel che gli piace
E le esche da luccio vanno da minnow di qualche cm a esche da un etto per 30 cm, fino a gomme da qualche etto.
Gomma. Metallo, legno , plastica; a volte va tutto e a volte va solo quell’esca, magari di quel colore.
Quindi ci vuole la costanza di pescarlo spesso e l’occhio o la fortuna di pescarlo al momento giusto con l’esca giusta.
Io lo rispetto profondamente e lo pesco “come si deve”
Trecciato da 65 libbre
Cavetto bello grosso (acciaio da 100 kg o fluorocarbon da 1mm per 80 libbre
Canna da casting potente
Sempre con me un tronchese , 2 o tre pinze lunghe, guadino o boga per salparlo, solo se serve per slamarlo
Macchina fotografica
 
A volte se è piccolo (parliamo sempre di 50 cm almeno) si sente pure poco in canna ma la soddisfazione è impagabile, si prende un pesce “raro” e il vero re delle acque, e si spera sempre nel pezzo grosso.
Io in Italia ho fatto il 110 circa, qualche metro e qualche 90 (in anni di pesca) e uno solo di questi pesci vale la fatica.
Di certo pescarlo dalla barca dove si può da di più, la tranquillità di portare il megaguadino, di avere aiuto per slamarlo, di essere comodi e non magari a strapiombo sui sassi.
Ma anche da riva, dove occorre battere posti difficili da raggiungere salvo poi prenderlo magari dalla strada…..
È la tipica pesca del vecchio orso, qui non si trovano tanti compagni specie quando piove e fa freddo.
Ma quando c’è in fronte di bassa pressione che arriva è più facile che mangi quindi via con freddo neve e pioggia.
Uno degli ultimi lucci è stato preso sotto un ponte, non per scelta tecnica ma perché mi stavo allagando se fossi rimasti all’aperto, con tanta pioggia da mettere in crisi il goretex.
Questo pesce si fa molto meglio lontano da Bologna e spesso dall’Italia (Irlanda, Svezia, Canada) dove abbonda – o meglio abbondava in qualche posto- ma il fascino del nostro paese, finchè il fisico regge, mi spinge a cercarlo qui da noi anche se, quando va bene, un luccio su 5 uscite è un successo, grande o piccolo che sia
 
Andando a ritroso trattiamo la trota, la regina delle montagne.
Qui da noi non diventano grosse (40cm sono già rare, media sui 20-25), altrove sfiorano 80 cm e magari li passano.
Trota appenninica
Qui il 90% dello sforzo, capita la tecnica che non è difficile, va nello sviluppare alcune doti
Imparare a muoversi furtivi
Essere silenziosi
Essere sufficientemente mimetici
Camminare fino a trovare le trote
Spesso e volentieri capacità di lanciare in posti ristretti
 
Il nostro modello potrebbe essere il lupo, che pure abita le nostre vette, silenzioso sfuggente e grande trottatore delle montagne.
Senza le doti sopraelencate di trote se ne fanno poche, di certo si possono trovare fiumi più aperti e comodi per il lancio, di certo si possono trovare fiumi vicini alle strade, ma se non siamo poco visibili e silenziosi perdiamo tante ipotesi.
Salvo pochi fortunati casi ci sono più trote più il posto è scomodo, lontano dalla strada e pure infrascato.
Per fortuna la trota si pesca da aprile a fine settembre, quindi col caldo per lo più e stare al fresco in montagna non fa male.
Io mi sono trovato ad abbandonare fiumi con 35 gradi all’ombra e arrivare a volte a iniziare a pescare con 8 gradi, spesso l’apertura si fa con tracce di neve.
Se cerchiamo invece grosse trote un po più lontano da Bologna, in grandi acque molte doti richieste si possono non avere, il fiume grande perdona un po di rumore e di minore mimetismo, ci costringe a guadare al limite (da noi in montagna di solito si arriva a 40 cm di acqua di solito se va bene) e ci porta verso una pesca che sfiora quella del luccio.
Se nei nostri torrenti vanno alla grande rotanti piccoli (pochi grammi, martin fino al 4 e mepps dell’1 o del 2) e minnow fino a 5 cm per le grandi trote del fondovalle vanno minnow fino a 13 cm e rotanti grossi, ondulanto quasi a sfiorare la pesca del luccio.
Anche l’attrezzatura cambia, da cannine da 180 cm e mulinelli leggeri si arriva a canne da 240 e mulinelli taglia 4000, da fili di nylon del 16 o trecciato dello 006 a nylon del 25 o trecciato del 12 dovendo affrontare correnti e rapide che da noi non si vedono mai, neanche nelle piene.
Io sono poco pratico delle grandi trote, specie marmorate, ho qualche 50 cm tra le foto e poco oltre.
Se queste trote non vi bastano restano i salmoni…..
Ovvio che occorre puntare decisamente l’estero, attrezzarsi da battaglia (canne da 240-290, capacità di lancio sui 40-50 grammi, per esperienza ondulanti e rotanti -9-12-15-20 grammi- , mulinelli di gran qualità almeno taglia 4000) e prepararsi a fare fatica.
Tanto vale puntare alaska o british columbia, patire il freddo e la pioggia spesso, ma puntare a battaglie epiche con animali potentissimi.
E quando vi parrà che i salmoni siano potenti attaccate se siete fortunati una steel head e vedrete la potenza pura.
Anche questa è una pesca da lupi, ma non i nostri piccoli, quelli del luogo belli grossi.
Qui magari serve meno essere mimetici ma occorre inseguire i pesci (magari in barca per qualche tratto) e prepararsi a combatterli anche in correnti impetuose fino ad arrivare stanchi a sera, talvolta per i troppi lanci con canne potenti e , per fortuna, spesso per i tanti pesci combattuti.
 
 
 
 
Restano due grandi prede, per certi versi le più diffuse ma di certo le più “furbe”
Sono il bass e il cavedano.
Il cavedano e il bass sono prede che per essere prese richiedono che ci comportiamo come volpi.
In effetti nessuno dei due all’inizio è furbo, se vi capita di pescare in acque in cui nessuno pesca vi assicuro che sono assai poco sospettosi, tanto da rendere la pesca non troppo fine.
Ma dategli tempo (rimettendoli in acqua) e da pesci coraggiosi e aggressivi fino alla stupidità diverranno pesci furbi e smaliziati.
Per fortuna o maledizione mangiano di tutto, a volte sono sospettosi come trote, a volte pescate in mezzo a un branco e continuate a prenderne.
Diventati smaliziati diventano due pesci diversi.
Il cavedano va preso diventando il più possibile mimetici e silenziosi, alternando esche su esche che però sono per lo più rotanti e minnow, se non mangia ma c’è chi passa a imitazioni di rane, grilli e altre creature.
Spesso queste combinazioni li inducono a mangiare e spesso sono avversari notevoli, alcuni mangiano già a 10 cm ma altri sfiorano e passano i 60 cm e stanno spesso vicino a noi, anche dove non sospettiamo.
I bass sono ancora più complessi, credo abbocchino A TUTTO, compresi oggetti improponibili, a hardbait, a jig, a gomma.
Se a trote si potrebbe pescare con 10 esche è normale a bass avere 30 TIPI di esche, da provare, ruotare, da fare a galla o a fondo.
Più l’esca è nuova (per il posto) più il bass si incuriosisce, salvo poi schifarla almeno per un po.
Con questi pesci si possono avere giornate memorabili, io ho avuto giorni con 50-100 pesci , magari tanti piccoli ma pure tanti grossi.
In rari giorni mi sono stancato di pescare i bass a gomma e poi mi sono stancato a esche rigide (e non sempre in sardegna )
Peccato i bass si facciano sempre più rari, le cave vengano sempre più spesso bracconate e poi recintate… fino a 5-6 anni fa a Bologna era normale prendere almeno 4-5 pesci over 2 kg in qualche cava
“sic transit gloria mundi” purtroppo
 
articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
 
QUI DI SEGUITO ALCUNI VIDEO DEI VIAGGI DI PESCA A SPINNING DI MAURO MACCAGNANI
SONO DA VEDERE ASSOLUTAMENTE!
 
   
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