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A CACCIA DI CARPE, ALLA RICERCA DEL SETTORE
Di Admin G.P.O. (del 04/10/2012 @ 21:41:46, in CARPFISHING, linkato 3162 volte)
A CACCIA DI CARPE.... ALLA RICERCA DEL SETTORE
Articolo di Cattabriga Davide (agonista della sezione carpfishing del GPO Imolese Tubertini)
 
Salve a tutti da Davide Cattabriga.
Ho deciso di provare a mettere giu' due righe e ad esporre alcune osservazioni che possono aiutare i carpisti a sentire piu' spesso il suono che fa battere il cuore all'impazzata il suono dell'avvisatore che nel nostro immaginario e' sempre innescato dalla partenza della carpa dei sogni.
 
Perche' continuare a vivere solo in un sogno?
Tentiamo di trasformare questo sogno in realta'.
 
Il carpfishing , in effetti, e' una pesca di attesa e non lo si puo' negare, ma aspettare non vuol dire lasciare tutto al caso e non vuol dire neppure arrivare sul nostro spot, lanciare e aspettare passivamente. Questo non e' il carpfishing ma e' semplicemente la ricerca di un caso fortuito.
Nulla avviene per caso. Certo la fortuna conta molto, ma sono sicuro che lanciare ed aspettare passivamente non aiuti nessuno ad ottenere risultati migliori. Sta in noi aiutare la fortuna a raggiungerci.
Quante volte si e' sentito dire: "per vincere devi conoscere il tuo avversario", oppure: "studia il terreno di battaglia". Ecco che proprio queste citazioni esprimono esattamente il concetto che voglio esprimere
 
Vi propongo un esempio..
Ci sono due pescatori: uno arriva su un luogo mai visto; prima scarica la macchina frettolosamente; si posiziona nella zona piu' comoda per lui; si affretta a montare le canne e a lanciare in zone che piu' gradisce. L'altro pescatore, invece, ha trascorso giorni, prima, ad osservare e studiare il lago acquisendo, migliorando e sfruttando il suo senso dell'acqua; ha scelto una postazione piu' intricata in quanto piu' tranquilla; ha fatto sacrifici in termini di denaro e tempo per compiere una campagna di pasturazione preventiva.
Io chiedo a voi, quali dei due pescatori ha piu' possibilita di raggiungere lo'bbiettivo?
Certamente il secondo.
 
Non voglio dire che il primo, magari, per una serie fortuita di avvenimenti non possa ottenere risultati: ovvio che si, ma li ha ottenuti senza cognizione di causa e senza, magari, manco capire il perche' ha catturato.
Infatti la fortuna non e' frutto di un ragionamento ma e' semplicemente fortuna: questo pescatore fortunato oggi, e' vero, ha ottenuto un risultato ma domani, chi lo sa?
 
Oltre che per il mio modo di vedere le cose e' molto piu gratificante ottenere un risultato dovuto ad un ragionamento in termini di strategia e quant'altro, piuttosto che per un colpo di fortuna! Io mi sento piu appagato nel primo caso ma questo e' solo un mio pensiero.
  
Vi starete chiedendo il perche' di questa premessa e il perche' di questo articolo?
 
Come cita il titolo il mio scopo e' cercare di dare qualche spunto, appunto, per cacciare le carpe in base ad alcuni fattori da tenere in considerazione per fare in modo di ottenere catture non semplicemente dovute a un caso fortuito.
Il carpfishing non e' una pesca statica. Non e' lo stare ad aspettare. La partenza di un pesce e l'ultima di una serie di operazioni. Questa disciplina puo' occupare la mente e il corpo a 360 gradi: ve lo posso garantire.
Come gia' detto: tutto accade per un motivo. Per questo il senso dell'acqua e l'osservare l'elemento liquido in cui abbiamo intenzione di immergere i nostri terminali e' di essenziale importanza ed e' parte attiva della nostra disciplina. Per me occupa un 80% del nostro lavoro. Possiamo avere la migliore attrezzatura che esista in commercio; la migliore boiles esistente; un terminale dalle performance devastanti ma se non c'e' l'elemento principale, ovvero le carpe, e tutto vano.
Per questo la scelta del settore giusto e' di vitale importanza a far si di non sprecare ore invano ad aspettare un bip che probabilmente non arrivera' mai. Le carpe in certi momenti staranno in una determinata zona e in altri momenti potrebbero stare in un altra. Magari in estate prendiamo sempre in uno spot, mentre in autunno in quello spot non prendiamo piu nulla e ci chiediamo: perche'?
Non c'e' piu' pesce?
No. Forse la risposta piu' semplice e' che il pesce, per vari motivi, (motivi che piu avanti analizzeremo), si e' spostato in altre zone. Osservare la superficie acquatica, camminare sulle rive del lago, fiume, cava, canale in cui abbiamo deciso di pescare e' buona cosa; recarsi a fare un giro magari muniti di occhiali polarizzati non e' tempo perso ma potrebbe essere la carta vincente specialmente se, dello spot che abbiamo scelto, non abbiamo alcun tipo di informazioni quindi nemmeno la certezza della presenza di carpe.
Ogni ambiente ha le sue caratteristiche ma generalmente alcune di queste sono similari a tutti quanti gli ambienti. Infatti, ad occhio, la prima cosa che viene quasi spontanea e' ricercare sono alberi sospesi; banchi di ninfee; ostacoli in acqua visibili; insomma: qualsiasi osservazione possibile mediante i nostri occhi e, volendo, per facilitare tale operazione, un binocolo il quale potrebbe fare al caso nostro. Inizieremo poi a scrutare la superficie dell'acqua in cerca di attivita' del pesce: salti e rollati sono segnali ben evidenti ma una carpa che rolla e si muove sotto circa 30 cm d'acqua trasmettera' alla superficie dei segnali che noi dobbiamo essere in grado di cogliere. Quindi: massima attenzione!
I polarizzati ci aiutano per studiare la conformazione dell'immediato sottoriva e se siamo fortunati anche a vedere la presenza di qualche pesce, se le carpe stazionano piu' sul fondo magari assisteremo a delle rumate (sempre in un caso molto fortuito) altrimenti dovremmo fare attenzione alle bollicine provenienti dal fondo. Tali bolle non sono tutte uguali, infatti potrebbero essere provocate da cozze o gas del fondale. Dobbiamo osservare il loro comportamento: se appaiono nello stesso posto, probabilmente, e' il caso di qualche gas ma se esse si spostano lungo una linea retta allora molto probabilmente si tratta di una carpa che sta grufolando sul fondo.
I momenti migliori per cogliere segnali sono all'alba o al tramonto ma non sempre riusciamo ad incappare in essi. Quindi analizziamo un altro metodo per fare in modo di scovare dei segnali che indichino, almeno, la presenza di pesci nello specchio d'acqua.
Una pastura oleosa a base di pellet (quelli all'halibut o quelli destinati alle trote) misto a canapa, a un po' di boiles e, se vogliamo, aggiungiamo pure un po di grano: gettiamo il preparato nella zona scelta e aspettiamo.
Il risultato non tardera' molto ad arrivare. Una pastura oleosa risulta essere un buon attrattore per molti pesci.
Il vento occupa un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione, come, del resto, il sole.
Ma questi aspetti li analizzeremo tra poco. 
 
 
Punti salienti:
- zona di stazionamento
- rotta
- zona di alimentazione
- zone strategiche e zona caratteristica
- vento
- correnti
 
Partiamo ad analizzare le varie zone:
siamo in riva ad un lago e ci siamo gia accertati che ci siano delle carpe.
Ora dobbiamo individuare alcune cose importanti, ovvero: zona di stazionamento, rotta e zona di alimentazione piu' altre due zone che chiameremo: zona strategica e zona caratteristica.
Per zona strategica si intende quelle zona tipo una postazione all'ingresso di una piccola baia. Un corso d'acqua che entra nel lago sicuramente porta con se' del cibo e puo' essere un ottima zona, soprattutto d'inverno.
Per zona caratteristica possiamo intendere una zona, magari, che ha qualche caratteristica importante data dal suo fondale. Le carpe non sempre stazionano in certi punti ma, anzi, compiono spostamenti verso zone dove si recano per alimentarsi.
Spieghiamo meglio: una carpa staziona in una zona che puo essere per lei tranquilla e indisturbata che gli offre riparo. Questa zona e individuata come zona di stazionamento che non sempre coincide con la zona di alimentazione infatti la carpa e solita percorrere percorsi generalmente molto abitudinari: vere e proprie rotte che la condurranno a una zona in cui andra' ad alimentarsi ovvero zona di alimentazione senza ovviamente disdegnare cio' che trovera' nella sua rotta.
Analizziamo ora come capire le rotte delle carpe tramite i salti.
 
 
 
I salti delle carpe
Un salto non e' un modo scientifico e preciso per capire la rotta della carpa ma, in casi di frenesia alimentare, puo' mostrarci la via giusta, infatti: il salto e' uno stato fisico alterato della carpa dovuto ad un'eccitazione derivante dalla frenesia che il piu' delle volte e' legata al cibo. Molte volte le carpe saltano durante gli spostamenti (zona stazionamento verso zona alimentazione) e tale fenomeno e' accentuato in maniera numerica se si tratta di un branco di carpe e tramite questi salti noi riusciremo a tracciare le rotte di questi branchi. Quando il branco parte i salti sono fragorosi e numerosi andando poi verso il calare, fino ad annullarsi, quando le carpe saranno giunte sulla zona di alimentazione. Questo fenomeno accade spesso in specchi di grande massa d'acqua, specie in primavera fino all'autunno, per poi quasi annullarsi del tutto in inverno. Ma se cio' accade nella stagione fredda quel salto e' indice di zona strike e molto spesso accade di notte, nella maggioranza dei casi. (Per precisare: con la stagione fredda si ha piu' possibilita' di cattura di notte).
Ricordiamoci che non e' detto che una volta individuata la zona di alimentazione le carpe accettino comunque il nostro cibo di primo acchito infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, e' meglio effettuare una pasturazione preventiva ma questo e un discorso che verra trattato in futuro. Puo' succedere che in primavera una carpa salti anche solo per ripulirsi dai parassiti con cui e' entrata in contatto durante l'inverno a contatto con il fango. In altri casi i salti possono non verificarsi affatto, ad esempio: in una zona con forte pressione di pesca.
 
 
 
IL VENTO
Riporto la definizione di vento:
"il vento e' l'esito di moti convettivi (verticali) ed advettivi (orizzontali) di masse d'aria in atmosfera.
Esso e un fenomeno naturale che consiste nel movimento ordinato, quasi orizzontale, di masse d'aria dovuto alla differenza di pressione tra due punti dell'atmosfera.
In presenza di due punti con differente pressione atmosferica si origina una forza detta forza del gradiente di pressione o forza di gradiente che agisce premendo sulla massa d'aria per tentare di ristabilire l'equilibrio. Il flusso d'aria non corre in maniera diretta da un punto all'altro, cioe con stessa direzione della forza di gradiente, ma subisce una deviazione dovuta alla forza di Coriolis che tende a spostarlo verso destra nell'emisfero settentrionale e verso sinistra nell'emisfero meridionale. A causa di questo effetto il vento soffia parallelamente alle isobare. In questo caso si parla di vento geostrofico. Tuttavia alle basse quote (meno di 600 m) e necessario tenere anche conto dell'azione dell'attrito con la superficie terrestre, che e in grado di modificare la direzione del vento di circa 10 sul mare e 15-30 sulla terra rispetto a quella del vento geostrofico, rendendo il percorso dall'alta pressione alla bassa pressione piu diretto. La velocita del vento, o meglio la sua intensita, dipende dal gradiente barico, cioe dalla distanza delle isobare, e si misura con uno strumento chiamato anemometro e puo essere espressa in:
  • m/s
  • km/h
  • nodi
L'intensita del vento aumenta in media con la quota per via delle diminuzione dell'attrito con la superficie terrestre e la mancanza di ostacoli fisici quali vegetazione, edifici, rilievi e montagne."
 
 
 
LA ROSA DEI VENTI
 
tipologie di vento:
tramontana da nord
grecale nord-est
levante est
ponente ovest
maestrale nord ovest
scirocco sud-est
Dopo un'introduzione su cosa sia il vento e sui vari tipi di vento andiamo a vedere come esso possa influire sull'azione di pesca e sul comportamento delle nostre amiche ma, per fare cio', dobbiamo prima pensare a due cose: l'alimentazione primaria e secondaria della carpa.
 
Alimentazione primaria: molluschi,crostacei, ecc.
Alimentazione secondaria: dieta vegetale come ad esempio erbe acquatiche, alghe, semi, ecc.
 
Che cosa hanno in comune ambedue??
Hanno in comune la presenza della necessita' di presenza di sali e gas. Tra questi ultimi il piu' importante e l'ossigeno e' la maggior parte di gas disciolto in acqua e causato dal contatto tra l'elemento liquido e l'atmosfera; il vento crea, cosi facendo, una diffusione lenta superficiale ed un rimescolamento piu profondo. La spiegazione e' stata detta nel modo piu facile, tanto che non credo di essermi, assolutamente, spiegato bene..
La riva colpita dal vento e' la riva piu' ossigenata: nei primi metri l'acqua sara marroncina e questa cosa e' maggiormente accentuata quando il fondale e melmoso. In tale situazione la carpa diventa piu' sospettosa ad alimentarsi.
 
Schematizziamo ora i casi in cui il vento puo' esserci utile.
 
Vento che spira su laghi con alta profondita':
per esempio, laghi con profondita di 9-10 m.
Se tira vento forte, questo smuove una massa d'acqua fino a una profondita di 2 o 3 m. ed il pesce tendera0 ad avvicinarsi a riva in cerca di cibo.
 
Vento con bassa profondita': effetto negativo
In certi casi le carpe stanno sopravvento perche amano la tranquillita' e il caldo. Essendo animali a sangue freddo, la temperatura del loro sangue varia al variare della temperatura dell'elemento liquido e quindi, ad esempio, in autunno, con una giornata fredda di vento settentrionale, le carpe - con buona probabilita' - stazioneranno sopravvento.
Questo comunque e' un discorso molto lungo e complesso e con varie opinioni al riguardo (come, per esempio, sull'importanza dell'influenza della Luna).
Io ho cercato di semplificare alcuni concetti che potrebbero tornare utili.
 
 
TERMOCLINO
Il termoclino e' un sottile strato in una grande massa d'acqua, come per esempio l'oceano, nel quale la temperatura diminuisce, in funzione della profondita', piu' velocemente rispetto ad altri strati. Al di sopra del termoclino lo strato si dice superficiale e la temperatura dell'acqua e' maggiore.
In tutti i laghi grandi o piccoli che siano e' presente una stratificazione dell'elemento liquido con conseguenza di formazione di fasce termiche disposte a diverse profondita'. Con un termometro misuriamo la temperatura dalla superficie al fondale e vedremo che il profilo termico variera' in base alla stagione. Ad esempio, d'inverno, la temperatura dello strato superficiale e' uguale pressoche' a quella del fondo mentre d'estate il gradiente termico varia stabilizzandosi sulle alte profondita' (con il caldo le carpe e' facile insidiarle ad alta profondita' in quanto la temperatura risultera' piu' confortevole).
 
Correnti termiche
Le correnti termiche sono generate da rimescolamenti di enormi masse liquide di differente densita' e temperatura. I raggi solari scaldano la superficie e nella stagione calda, ad esempio, il pesce diventa apatico ed e' qui che ci si ricollega al discorso del vento in quanto esso ci aiuta rimescolando gli strati superficiali, creando cosi una fascia d'acqua di maggiore densita' (termoclino, per l'appunto) che funge da barriera tra i due strati: quello superficiale (meno denso ma ricco d'ossigeno) e quello sotto al termoclino (piu' freddo, denso ma con quantita' scarsa di ossigeno).
In estate dove si troveranno le carpe??
Appena sopra il termoclino (e da questo fattore puo' nascere la necessita' di andare a calare i nostri inneschi a lunghe distanze cercando questo fenomeno in profondita' elevate)
Per quanto riguarda l''inverno il fattore termoclino e' meno rilevante.
 
Con questo scritto basato su vari appunti presi e su considerazioni fatte da carpisti con indiscussa esperienza spero di avere fatto un breve quadro generale su come muoversi alla ricerca degli spot sui quali calare i nostri inneschi.
 
In futuro analizzeremo, piu' in dettaglio, il fattore strettamente legato allo spot e vari ambienti di pesca.
 
Articolo di Davide Cattabriga (agonista della sezione carpfishing del GPO Imolese Tubertini)