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COSTRUIRE E MODIFICARE CANNE DA SPINNING E DA CASTING
Di Admin G.P.O. (del 30/09/2012 @ 20:19:46, in CURIOSITA', linkato 9038 volte)
COSTRUIRE E MODIFICARE CANNE DA SPINNING E DA CASTING
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
Non sempre troviamo la canna che fa per noi o la canna che troviamo non ci soddisfa appieno.
Di norma ci sono due grossi filoni:
1)    non troviamo proprio la canna che vogliamo
2)    la canna ci soddisfa ma ha difettucci per adattarsi a noi, al nostro modo di pescare
 
il caso (1) ha poche soluzioni, solo se sappiamo benissimo che fare e conosciamo i grezzi delle camme lo possiamo “risolvere”.
E sempre per canne abbastanza “standard”, avventurarsi in canne estreme e’ quasi impossibile salvo rischiare clamorosi insuccessi.
Si risolve comprando (in genere) negli USA un grezzo e nel montarselo o farselo montare.
Peccato che spesso ormai le spedizioni dagli USA costino piu’ della meta’ del costo del materiale.
Se decidiamo di fidarci di ottimi artigiani, o meglio artisti, come da Paolo del negozio l’Hobby di Faenza, montando componentistica abbastanza standard siamo certi che avremo un attrezzo pari a uno commerciale come qualita’ con le rifiniture e i colori che desideriamo.
Per esempio si fa se si cerca una canna molto simile a una nota non piu’ in produzione o non piu’ reperibile di cui si sia certi che il grezzo sia MOLTO simile.
In passato si comprava a prezzi bassi in USA (sito Mudhole su tutti) e talvolta certe canne conveniva addirittura comprarle con questo metodo.
Nulla vieta di comprare (con tutte le difficolta’ di interpretare le misure in pollici e gli ingombri “sulla carta”) anche la componentistica per avere canne completamente custom.
Qui spesso gli accessori, ovvero il complesso placca, manico, ornamenti e soprattutto gli anelli, costano ben piu’ della canna.
Anche qui esistono kit predefiniti che tolgono molti problemi e vie del tutto originali.
Anche qui ovviamente i passanti (gli anelli) vanno scelti in base a criteri noti (per es. il Fuji concept) e possibilmente omogenei.
Le differenze tra una stessa canna anellata in modo ottimale e anellata male o solo fantasiosamente sono abissali, si va da canne meravigliose a canne poco utilizzabili anche assumendo che la canna sia montata come richiesto quindi o “in spina” o “contro spina” scegliendo la parte della canna piu’ o meno rigida in base alla costruzione del grezzo stesso.
Ovvio che montaggi fuori spina di norma siano scadenti, salvo alcuni montaggi a spirale adottati in poche canne da casting.
Io fortunatamente possiedo una canna da salmoni (gia’ usata!!e con successo) montata a regola d’arte artigianalmente con manico in legno naturale e sughero superiore.
E’ il regalo di un amico e oltre a essere bellissima lavora meglio del corrispondente prodotto commerciale.
Altro caso e’ un cannino montato sempre dallo stesso amico, da pochi dollari, che con passanti  “standard” era poco reattivo e che l’intuito del mio amico ha reso eccellente montando un set di passanti leggerissimi, monoponte in titanio (non poco costosi… ma i passanti durano piu’ della canna).
A volta anche l’alleggerimento di pochi passanti si sente, mettendo in cima i passanti ultraleggeri.
A parte questi casi, non troppo comuni, restano le “personalizzazioni” di canne commerciali.
Ovvero la canna in se ci soddisfa ma ha:
1.    manico corto
2.    manico lungo
3.    manico grosso
4.    manico nel posto per noi sbagliato
5.    canna troppo lunga/corta/morbida
 
una canna troppo morbida, accettando qualche rischio, si indurisce (non sempre in modo perfetto) accorciandola in genere dalla cima ed eventualmente ritoccando la passantatura.
Con le moderne colle epossidiche spostare un manico e’ un’impresa che forse non vale piu’ la pena di affrontare, meglio giocare su allungare o accorciare il manico.
Anche il caso di manico grosso si affronta limando ad hoc l’esistente, e non e’ troppo difficile, , se il manico e’ troppo sottile in genere c’e’ poco da fare.
Accorciare il manico
Questo intervento serve spesso se siamo molto bassi (quindi il manico standard, che va bene a molti, ci risulta troppo lungo) o se l’attrezzo che ci piace e’ dimensionato in modo eccessivo, per veri giganti.
Certe canne americane sulla pezzatura da 7 piedi hanno manici grossi e lunghissimi, per persone over due metri sono adatte, per l’italiano medio un po meno.
L’operazione qui e’ concettualmente facile, si taglia un pezzo di manico (non con una sega da fare legna, meglio con una fresa da trapano ad alta velocita’ o una sega da ferro) , si rimette incollando con l’epossidica il tappo e ci siamo.
Che difficolta’ incontrero’? Che avro’ una canna con maggior peso in testa avendo tolto peso dal fondo, col mulinello piu’ indietro e con meno spazio per l’uso a due mani, quindi una bilanciatura differente.
Magari dovro’ bilanciare la canna con un mulinello differente, visto che a voler essere raffinati non si bilancia la canna ma il complesso canna piu’ mulinello.
Mulinelli estremamente validi passano da 200 a 330-400 grammi sulla stessa taglia (2500-3000) e la differenza non e’ da ridere per il bilanciamento.
Io amo e uso mulinelli leggerissimi e questo spesso complica non poco il bilanciamento di canne lunghe.
Allungare la canna
Questo capita quando abbiamo canne col calcio corto, di norma definite da belly o da barca…
Io credo che in questi casi prima di stravolgere la canna sia da chiedersi come mai sui e’ comprato quell’attrezzo se non ci soddisfa..
Io ho allungato due o tre canne, un paio comprate d’occasione e una perche’ non acquisibile se non con quel calcio.
Infatti molte case offrono diversi calci sulla stessa canna.
Per allungare il processo e’ un po piu’ complesso, si deve sempre segare la canna, infilare un perno all’interno della canna, incollare il tutto dopo aver costruito sul perno il nuovo fondo della canna, gestire i giochi e incollare.
Di norma il perno e’ un pezzo di legno duro cartato per portarlo conico o un pezzo di canna di scarto, infilato per qualche cm.
Il calcio in aggiunta si costruisce di solito con  tappi di sughero (che raccomando di ottima qualita’) forati nel centro, incollati con colla bicomponente e infine incollati  al manico esistente.
Il tutto con calma e fissando i pezzi per avere un manico perfettamente in asse.
Ovvio che questo alleggerira’ la punta della canna e bilancera’ verso il manico.
Si puo’ fare, ma personalmente non mi piacem, anche un bilanciamento piu’ estremo in caso di allungamento o accorciamento del manico mettendoci dei pesi ad hoc ma credo che questo renda la canna meno reattiva, magari piu’ bilanciata ma meno reattiva.
Do per scontato che cambiare i passanti sia piu’ comodo e con maggior resa estetica se fatto da competenti, tanto in negozio per comprare il passante bisogna andarci.
Ultimo intervento alla portata di molti, specie se dotati di pazienza, attaccare l’anellino portaesca dove manca nella canna.
Su internet si trovano facilmente le indicazioni e magari ci si accontenta di legarlo con ottimo cotone o uno spezzone di trecciato.
La differenza rispetto ai passanti e’ che si puo’ accettare per l’anellino porta esche una legatura non perfetta e magari non usare una resina bicomponente ma attack o verificatore per parquet.
Inoltre un errore di allineamento sarebbe accettabile mentre per i passanti non lo e’.
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]