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IL FIUME PO
Di Admin G.P.O. (del 29/04/2012 @ 09:13:17, in FIUMI ITALIANI, linkato 10247 volte)
IL FIUME PO
Articolo di Pier Luigi Stagni
 
Il Po e’ il fiume piu’ importante d'Italia, ricco di affluenti che discendono dal versante sud della catena montuosa delle Alpi e, in parte dal versante appenninico.
Il Po nasce dal Monviso e sfocia nel Mare Adriatico dopo aver percorso circa 652 chilometri drenando un bacino idrografico di circa 75.000 chilometri quadrati. La portata media del fiume e’ di circa 1.540 metri cubi al secondo, certamente inferiore a quella di altri fiumi europei, tutti piu’ lunghi del Po. Per esempio: la portata del nostro Po e’ circa 1/6 di quella del Volga, 1/4 di quella del Danubio, i 2/3 di quella del Reno tedesco e del Rodano. La portata d’acqua del Po e’, tuttavia, molto superiore a quella di altri fiumi europei ben piu’ lunghi del nostro e con bacini idrografici molto superiori. Per esempio: la portata del Po e’ circa il doppio di quella dell'Elba e dell’Oder; il triplo di quella del Tago, del Duero e dell’Ebro e circa il doppio di quella della Senna e della Garonna; addirittura e’ quattro volte quella della Loira e della Mosa ed e’ simile a quella della Vistola e della Dvina Settentrionale. A fronte di una lunghezza relativamente modesta, in ambito europeo, il Po ha la caratteristica di raccogliere le acque di un bacino idrografico abbastanza grande e caratterizzato da territori montuosi importanti e densi di ghiacchiai (le Alpi). L’apporto di acque proveniente dall’Appennino e’, invece, per lo piu’, stagionale.
 
 
Il Po supera soltanto a Casalmaggiore, cioe’ della zona ai confini fra Emilia e Lombardia, la larghezza di un chilometro ed e’ profondo fra 2 a 4 metri nel tratto compreso fra Saluzzo e la confluenza del Ticino. Scendendo verso la foce il fiume raggiunge anche i 9 – 10 metri di profondita’. Dopo la localita’ di Ficarolo, celebre per una antica rotta del fiume d’importanza storica, si stacca, a destra, il Po di Volano, prima ramificazione del Delta del Po. Prima di sfociare in mare, a partire da una distanza di circa 35 chilometri, dal corso principale del fiume si staccano gli altri rami del Delta che sono, procedendo da sud verso nord: il Po di Goro, il Po di Gnocca (o della Donzella), il Po delle Tolle, il Po di Maistra ed il Po di Levante. Il corso principale del fiume, nel tratto finale, assume il nome di Po Grande o Po di Venezia, poi nell’atto di sfociare nel Mare Adriatico, Po di Pila.
Il corso del Po e’ protetto da potenti dighe ed argini con disposizione fino a duplice e triplice ordine per proteggere i territori circostanti da rotte ed inondazioni. Le piene sono in grado di modificare costantemente il fondo dell’alveo del fiume. La grande quantita’ di detriti che il fiume trasporta, unitamente alla mancanza di una sensibile inclinazione del corso del fiume nella sua discesa verso il mare, favoriscono la formazione di banchi di sabbia e di isole (spesso instabili, ma non in tutti i casi), e vanno anche a costruire quel delta che testimonia il modo con cui si e’ formata, nei millenni, la Pianura Padana. Il Delta del Po meriterebbe un discorso a sé, essendo zona di grande interesse naturalistico ed avifaunistico. La sua importanza e’ stata definitivamente sancita con la creazione di due parchi regionali del delta: uno in Emilia Romagna e, successivamente, uno nella parte veneta del delta padano.
Il Po e’, per un lungo tratto, navigabile e viene percorso da numerose chiatte che lo risalgono, o che ne discendono il corso, soprattutto fino alla zona del mantovano. Vi si esercita anche una importante attivita’ di navigazione turistica che attira visitatori anche dall’estero: vere e proprie mini crociere che discendono il fiume fino alla foce per raggiungere, poi, Venezia.
 
Articolo di Pier Luigi Stagni
 
CURIOSITA’ SUL FIUME PO
Sembra che dal 1986 siano stati molti gli avvistamenti nel fiume PO di un “fantomatico” Homo Saurus…. : - ) (tratto dal sito dell’U.S.A.C. Ufologic Studies Academic Center http://www.usac.it/ )
 
L’HOMO SAURUS
Nel 1986 cominciarono a moltiplicarsi inquietanti segnalazioni da parte di privati cittadini.
 
«Nella zona correva voce che alcuni pescatori avrebbero visto a piu’ riprese una figura che a balzi usciva ed entrava nell'acqua con un gran tonfo.» Questa creatura, narravano, era bipede ma non umana, era alta, slanciata, con una pelle squamata come quella dei rettili ed un muso allungato. I suoi occhi grandi, di un colore rosso vivo fecero gelare il sangue a tutti gli sfortunati testimoni, persone che porteranno per sempre scolpite nella memoria le immagini di quell'incontro. Dopo i primi racconti mormorati timidamente, la voce di questa verita’ troppo grande per rimanere nell'ombra si fece largo tra i sospetti e l'incredulita’ ed infine arrivo’ al ricercatore che aveva fondato uno dei primi e piu’ rispettati centri di indagine ufologica della nazione.
 
A questo punto inizio’ una minuziosa indagine su larga scala destinata a protrarsi per ben diciannove anni. Venne raccolto un numero impressionante di testimonianze; queste storie di persone che non si conoscevano tra loro contenevano elementi troppo simili per far pensare ad un inganno. Le successive scoperte del professore sembravano puntare verso un'origine extraterrestre della creatura. E non si trattava solo di parole: nel corso di questa investigazione emergevano tante prove fisiche inequivocabili, si scoprivano orme, segni, carcasse di animali morti in circostanze misteriose...