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IN CANALE D'ESTATE
Di Admin G.P.O. (del 30/12/2010 @ 22:45:02, in CARPFISHING, linkato 1487 volte)

IN CANALE D'ESTATE

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto

Era un pomeriggio d’estate molto afoso quando al telefono con mio cugino parlando di sessione passate assieme alcune tra 
esse moto avventurose ci assalì il desiderio di tornare per l’ennesima volta assieme sulle rive di un posto a noi caro che scherzosamente denominiamo “il canalone” ovvero un tratto del canale circondariale conosciuto come valle lepri.
Iniziammo a dividerci i vari compiti lui ormai non pesca da tempo si limita a farmi da fedele compagno d’avventura e dividere con me la passione della natura e dal punto di vista logistico è insuperabile, infatti, suo compito era reperire tutto il necessario per il campo base e mio compito si restrinse a organizzare minuziosamente tutto il necessario inerente all’azione piscatoria.
Il caldo di questo periodo aveva scatenato in noi l’irrefrenabile desiderio di provare ad insidiare qualche grosso amur come gli anni passati e per chi non lo sapesse uno dei momenti migliori per dare la caccia a questo esemplare di carpa (infatti, l’Amur è una carpa erbivora)è per l'appunto l’estate e il caldo che rende sì le carpe apatiche ma il discorso è inverso per l’Amur.Questa caccia all’Amur specie con il periodo caldo può risultare faticoso in quanto gli habitat per lo più frequentati dalle carpe erbivore sono i canali di bonifica e tutti noi pescatori sappiamo che in tali spot lo scarseggiare di alberi è ben nota e non tutti affronterebbero 4 giorni sotto un solo battente. Finiti i preparativi decidemmo di fare il classico sopralluogo e così un pomeriggio andammo a vedere la situazione della nostra posta che a mal in cuore scoprimmo essere inagibile causa lavori. Noi non ci arrendiamo e decidemmo di spingerci a valutare un'altra zona di canale e a furia di cercare osservare trovammo la zona adatta a noi con tanto di frangi-vento (ovvero una specie di boscaglia sotto l’argine)il che avrebbe alleviato il caldo torrido del periodo. Individuata quindi la zona iniziò una rapida pasturazione preventiva a base di granaglie. Arrivò finalmente il giorno della partenza l’entusiasmo era alle stelle ma andammo incontro subito alla prima difficoltà… avevano completamente tagliato la vegetazione sugli argini del canale…nemmeno un ciuffo di canna era rimasto.. un po’ molto demoralizzati scaricammo il tutto e mentre io preparavo canne terminali ecc mio cugino Marcello iniziò l’allestimento del campo base.. di primo pomeriggio eravamo in pesca e calate le canne ci rifugiammo nella boscaglia per un meritato riposo. Non tardò molto l’ora di una prima “cattura”infatti, trovammo morta dal caldo fra le maglie della rete del guadino poggiata in terra una bella sorpresa…

Beh come inizio direi che non è male! purtroppo la biscia si era incastrata tra le maglie della rete ed è morta sotto il sole cocente senza che, sfortunatamente, noi potessimo fare nulla per salvarla.
Il pomeriggio passò nel silenzio pi totale e nella notte si poteva udire il verso delle nutrie e la loro entrata in acqua per tutto il canale. Ci svegliamo di buon ora un po’ prima che albeggiasse in modo da osservare la superficie acquatica alla ricerca di qualche segnale e muniti di pazienza e binocolo giungemmo alla conclusione che non eravamo in un settore molto produttivo e decidemmo di cambiare drasticamente l’area su cui calare gli inneschi ma tenendo sempre la stessa strategia ovvero un terminale sotto la riva opposto esattamente in una rientranza della sponda, una a centro canale e una a pochi metri da noi lungo il sotto riva in tal modo coprivamo un po’ tutte le possibili zone di passaggio. per quanto riguarda la pasturazione fu effettuato un lavoro di tale tipo.. nella canna innescato gran pop up (chicchi di grano assieme a una spugnetta da rendere l'innesco galleggiante stacco qualche cm dal fondo)pasturammo con solo grano turco in grandi quantità nella canna a centro canale un omino di neve (innesco di due boiles in questo caso una affondante da 20mm e una galleggiante da 18mm) con solo qualche boiler da 24 mm al pesce mentre per la canna nell’immediato sotto riva grano turco misto boiles e al terminale era innescata una boile singola fruttata. La fiducia nel cambio settore era alta ma gli imprevisti non tardarono ad arrivare, infatti, iniziò a scendere tutta l'erba tagliata, vere e proprie isole vaganti per il canale e noi eravamo posizionati in una conca dopo una curva e tutti i detriti tendevano fermarsi davanti a noi.
Iniziammo a provare prima con le canne a punta basa poi con l’utilizzo di piombi affonda filo per far sì che i nostri fili stessero stesi sul fondo.. ma era tutto inutile, lo sporco rendeva difficile ogni operazione ma a tramonto ecco la prima carpa..

Carpa ovviamente enorme come si può vedere dall’espressione!ovviamente la foto è stata effettuata con un certo spirito per innalzare ancora di più la felicità della cattura non certo la cattura della vita ma che offre sempre tante emozioni e soprattutto ci ha salvati dal cappotto! arrivò la sera e dopo una buona cena decidemmo di coricarci in tenda ma non si fece in tempo ad addormentarsi che l’avvisatore acustico iniziò a suonare.. ed ecco la seconda carpa

a differenza della cattura precedente che fu effettuata con il mais pop up questa ha preferito la boiles fruttata a pochi metri da noi! La notte passò velocemente e se il buon giorno si vede dal mattino noi iniziammo molto bene direi in quanto praticamente fu il suono dell’acustico a darci la sveglia…il mais pop up ha colpito ancora…

Purtroppo come si può notare anche in foto i detriti (e lì vi assicuro erano nulli a confronto di quel che ci aspettò dopo)non ci lasciavano in pace…per tutta la giornata faticammo a calare nuovamente i terminali.. eravamo disperati. Di primo pomeriggio mentre osservavamo lo scorrere di questi banchi di canne erba e quant’altro notammo che dietro ad esse alcune carpe bollavano in superficie e io non sono un tipo né tradizionale né statico e con un pizzico di pazzia decisi di togliere una canna dal pod che erano lì soltanto a prendere il sole e decisi di effettuare dello stalking ovvero cacciare le carpe in movimento. Questa tecnica è di voga in Inghilterra e consiste nel girare localizzare il pesce nel sotto riva pasturare n po’ e lanciargli quasi sopra.. io provai una variante siccome, le vedevo bollare in superficie innescai una pop up piccola e bianca quindi ben visibile al posto di un piombo cercai dei sassi e li legai con del filo idrosolubile che a contatto con l’acqua dopo un po’ si scioglie. Perché tutto questo?? Semplice il piano era lanciare a monte della bollata, il filo si scioglieva il sasso si perdeva e l'innesco pop up risaliva in superficie nella speranza di ingannare quegli esemplari che bollavano a galla. Sarebbe stato davvero bello riuscire a prendere una carpa in quel modo quasi bizzarro ma con una sua logica dietro ma purtroppo non ebbi quella fortuna e l’attesa continuò alleviata da qualche scatto fotografico del paesaggio tipico del mezzano..

e giunse la sera e in lontananza si poteva ammirare uno scenario sicuramente suggestivo ma inquietante il temporale era imminente!!

e infatti tardò poco…

Il vento si alzò e pioggia incessante iniziò a cadere giù da un cielo nero squarciato solo lampi la cui luce quasi abbagliava i temporali estivi in queste zone sono tanto folcloristici quanto cattivi. Verso mattina la pioggia ci lasciò no spiraglio e iniziammo a smontare tutto il più velocemente possibile sapevamo che non era finita lì e in lontananza, infatti, altra pioggia era in arrivo e ci colpì in pieno e completamente zuppi entrammo in macchina sperando che il sentiero fosse agibile (la pioggia nel mezzano non perdona, la terra diventa fango in meno che non si dica e c da restare piantati) per fortuna avevamo scelto un sentiero in parte ghiaiato con fianco delle stoppie di grano.. riuscimmo ad uscire abbastanza facilmente. Così si concluse questa sessione di carpfishing... l’obbiettivo Amur non fu raggiunto ma poco importa qualche carpa uscita la buona compagnia non è mancata quindi direi che la sessione è andata bene e spero di non avervi annoiato con questo racconto..

articolo di Davide Cattabriga del Team Kappotto