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SAVE THE AMAZON, PARTE LA NUOVA CAMPAGNA DI GREENPEACE
Di Admin G.P.O. (del 25/03/2012 @ 11:53:12, in TEMATICHE AMBIENTALI, linkato 2383 volte)
SAVE THE AMAZON
PARTE LA NUOVA CAMPAGNA DI GREENPEACE
 
Parte 'Save the Amazon' la nuova campagna di Greenpeace per aiutare il popolo brasiliano a salvare l'Amazzonia. Nel corso di un evento tenuto a Manaus a bordo della nave Rainbow Warrior, Greenpeace si è unita alla società civile brasiliana per chiedere una legge Deforestazione Zero in Brasile contro le modifiche al Codice Forestale che il Congresso è pronto ad approvare. Obiettivo: raccogliere 1,4 milioni di firme di cittadini brasiliani da consegnare al Governo. L'evento, che celebra l'avvio della campagna a livello mondiale, è anche il punto di partenza di una spedizione che, dal cuore dell'Amazzonia, arriverà a Rio de Janeiro. Il viaggio della Rainbow Warrior in Brasile precede di tre mesi la Conferenza Onu sullo Sviluppo Sostenibile di Rio de Janeiro, dal 20 al 22 giugno. Nel corso della spedizione, oltre alla raccolta delle firme, Greenpeace documenterà i crimini forestali e mostrerà le soluzioni sostenibili a disposizione per salvare l'Amazzonia. "Il Brasile, sesta potenza economica a livello globale - spiega Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo di Greenpeace International a bordo della Rainbow Warrior - deve essere la dimostrazione che è possibile lo sviluppo sostenibile senza distruggere preziose foreste". "Per farlo - afferma Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia - è necessario che la Presidente Dilma Roussef e il Congresso Brasiliano si rendano conto dell' errore che commetterebbero approvando il Nuovo Codice Forestale". Il bacino amazzonico si estende su circa 6,5 milioni di chilometri quadrati in nove Paesi (Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Guyana Francese, Perù, Suriname e Venezuela), e costituisce il 5% della superficie della Terra. Ospita circa un quinto del volume totale di acqua dolce a livello globale. Alcuni studi recenti indicano che l'Amazzonia ospita 40.000 specie di piante, 427 mammiferi, 1.294 uccelli, 378 rettili, 426 anfibi e 3.000 specie di pesci. Fino a ora un'area pari a 700 mila km2 è stata distrutta, un'area pari a più del doppio la superficie della Polonia.
 
Il sito di Greenpeace Italia http://www.greenpeace.org/italy/it/
 
 
 
 
 
 
 
 
  
  
AMAZZONIA
 
L'Amazzonia, nota anche come Foresta Amazzonica, è una foresta equatoriale nel Bacino dell'Amazzonia in Sud America. L'area conosciuta dell'Amazzonia supera i 7 milioni di km² (1.2 miliardi di acri), anche se la zona boschiva ne occupa circa 5,5 milioni. La foresta è situata per circa il 65 % del territorio in Brasile, ma si estende anche in Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana Francese.
 
BIODIVERSITA’
Le foreste pluviali sono in genere molto ricche in termini di specie diverse di fauna e flora; nelle foreste tropicali delle Americhe si trova ancora più biodiversità che nelle corrispondenti foreste in Africa e in Asia, rendendo l'area Amazzonica di valore biologico inestimabile:
 
Si stima che nella regione vivano circa 2,5 milioni di specie di insetti, 3.000 specie di pesci, 1.294 specie di uccelli (si pensa che un quinto di tutti gli uccelli viva nella foresta amazzonica), 427 specie di mammiferi, 427 specie di anfibi e 378 specie di rettili e sono state classificate almeno 40.000 specie di piante. Gli scienziati hanno descritto fra le 96.669 e 128.843 specie di invertebrati solo in Brasile.[senza fonte]
 
La diversità delle specie di piante è la più alta sulla Terra e alcuni esperti valutano che 1 km² possa contenere più di 75.000 tipi diversi d'albero. 1 km² di foresta amazzonica può arrivare a 90.790 tonnellate di piante.
 
DEFORESTAZIONE
La deforestazione è la trasformazione delle aree della foresta in aree disboscate, e risulta molto attiva nel bacino Amazzonico. Più di un quinto della foresta è già stato distrutto e l'intero ecosistema rimane in pericolo. Quest'opera di distruzione è iniziata a partire dagli anni Quaranta quando i governi della regione hanno deciso di sfruttare le risorse forestali e minerarie. Il disboscamento permette infatti la vendita e l'esportazione del legname, che può risultare molto pregiato, l'aumento di terreno per l'agricoltura, di cui si sente un forte bisogno per via della crescita della popolazione, e lo sfruttamento di giacimenti minerari. Nel corso degli anni sono state costruite anche numerose autostrade per collegare grandi città, che non solo sono state fonti primarie di deforestazione ma hanno anche incoraggiato le costruzioni di nuovi villaggi lungo di esse, peggiorando il problema.
 
La deforestazione genera molti aspetti problematici e potenzialmente catastrofici. Gli ambientalisti denunciano un'enorme perdita della biodiversità, incrementata al risultato della distruzione delle foreste e allo sfruttamento insostenibile delle sue risorse. Inoltre, l'Amazzonia è un enorme "polmone" terrestre, che grazie all'elevata densità della vegetazione e alla sua posizione equatoriale che permette un grande irraggiamento del Sole, consuma elevate quantità di anidride carbonica, generando ossigeno. La rimozione dell'area forestale diminuisce questo effetto; purtroppo inoltre la deforestazione viene spesso eseguita mediante incendi incontrollati, loro stessi responsabili di elevate emissioni di CO2. Tutto ciò ha importanti implicazioni nell'effetto serra, e costituisce uno dei principali parametri su cui si costruiscono i modelli per il riscaldamento globale del pianeta.
 
POPOLAZIONE
La zona amazzonica è occupata da numerosi popolazioni indigene. Negli ultimi decenni ampie regioni sono state colonizzate elevando localmente la densità della popolazione. Esempi includono in Brasile l'area attorno alle città di Santarem e Belém, e gli stati di Roraima, Rondonia e Acre; in Bolivia il dipartimento di Santa Cruz
 
RISORSE
Le risorse dell'Amazzonia si sono andate diversificando in questi ultimi anni. Le economie di sussistenza delle piccole comunità e dei gruppi indigeni continuano a restare legate allo sfruttamento della foresta e dei corsi d'acqua, ma in aree sempre più estese si pratica agricoltura, allevamento, industria mineraria l'estrazione di minerali ed idrocarburi.
 
BACINO DELL’AMAZZONIA
Il bacino dell'Amazzonia (o bacino amazzonico) è il bacino idrografico del Rio delle Amazzoni e dei suoi affluenti. Comprende un'area di quasi 7 milioni di km², che si estende dal Brasile (in cui si trova la parte centrale del bacino) a Venezuela, Colombia, Perù, Ecuador, Bolivia e Guyana.
 
Il bacino copre un'area di 4 milioni km² di pianura: in alcune parti del Perù, infatti, il Rio delle Amazzoni scorre a soli 106 metri sopra il livello del mare. Si può quindi calcolare che questo enorme corso d'acqua scende di soli tre centimetri e mezzo ogni chilometro.
 
Il solo Rio delle Amazzoni (escludendo quindi la foce) percorre in linea aerea circa 2.993 chilometri, mentre il percorso effettivo, calcolando anche il primo tratto di fiume che ha un altro nome, ammonta a 6.280 chilometri. Resta comunque sempre il secondo fiume più lungo al mondo: il record lo detiene il Nilo, con i suoi 6.671 chilometri di lunghezza, ma con un bacino fluviale di soli 2.867.000 chilometri quadrati di ampiezza.
 
AMBIENTE
L'habitat principale del bacino è in prevalenza costituito da foresta tropicale: foresta amazzonica. È un ambiente ricco di diversi tipi di esseri viventi: il 20% delle specie di alberi. Si ritiene che le specie di invertebrati del bacino delle Amazzoni siano note solo in minima parte. Ogni singolo albero del bacino ospita non raramente oltre 400 specie animali. Nelle acque del Rio delle Amazzoni e dei suoi affluenti vivono oltre 2000 specie di pesci. Nel bacino si trovano moltissime specie animali un tempo diffuse anche altrove ma ora divenute rarissime (per esempio il lamantino, il boto (delfino rosa), l'anaconda gigante, il caimano dagli occhiali).
 
IL PROBLEMA ECOLOGICO
L'importanza dell'ambiente del bacino delle Amazzoni per l'ecologia terrestre è enorme. Per questo motivo, da tempo numerose istituzioni internazionali stanno lottando affinché esso venga preservato; tuttavia, l'uomo sta continuando a distruggerlo in modo sistematico (si stima che ogni giorno venga disboscata un'area dell'ampiezza di un campo da calcio).
 
Il disboscamento progressivo della Foresta Amazzonica può avere effetti non solo sulla biodiversità del pianeta, ma anche sul suo clima. La foresta, infatti, rappresenta la principale riserva di fotosintesi della Terra. Il vapore acqueo generato dalla vegetazione amazzonica è un fattore importante per la ridistribuzione del calore solare.
 
A questo si sommano i danni per le popolazioni locali, dovuto al rapido impoverimento dell'humus del territorio disboscato a fini agricoli