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SPECIALE PESCA IN CANADA, BEATIFUL BRITISH COLUMBIA
Di Admin G.P.O. (del 14/10/2011 @ 17:49:12, in ITINERARI, linkato 4221 volte)
SPECIALE SPINNING, PESCA IN CANADA
BEATIFUL BRITISH COLUMBIA LA SFIDA AI SALMONIDI 2011
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
in coda all'articolo troverete il collegamento all'album fotografico con 293 foto
Dopo alcuni anni dedicati ai lucci ritorno per salmoni, l'occasione è puntare Vancouver poi Terrace, 1200 km a Nord, per prendere alcuni pesci pregiati nel bacino dello skeena river.
Non puntiamo al numero, ma alla rarità dei pezzi o meglio ad ampliare il tipo di salmonidi catturabili.
A settembre di certo troveremo pochi o nessun King ma i pink in fase terminale, i coho, alcuni sockeye, trote iridee (le rainbow), le gola tagliata, i salmerini (dolly warden) e se avessimo fortuna potremmo trovare il pezzo da 90, ovvero le steelhead.
Il tutto inizia vicino a Roma dove vado ospite dal Doc, il mio vecchio compagno dell'Alaska.
Per iniziare andiamo in un remoto torrentello del reatino, dove per allenarci facciamo decine di iridee nate lì, purtroppo non grandi ma molto belle.
Il torrente sembra facile ma a fine giornata tra il caldo e i passaggi alpinistici sono sfinito e passo sulla spedizione del giorno dopo a grosse trote a fondovalle.
Il viaggio parte con un ritocco all'ultimo minuto, l'agenzia si è dimenticata del volo Vancouver Terrace e relativo ritorno che dobbiamo comprare all'ultimo e non solo questo accadrà.
Però partiamo, Roma Londra, Londra Vancouver, notte in città e la mattina Vancouver Terrace.
Il fuso orario -15 un bello shock, ma baldanzosi arriviamo in tarda mattinata, ci sistemiamo al lodge e andiamo a pesca la barca si fa trovare e via sullo skeena river, un fiume grande un po meno del Po con corrente impressionante.
Qui le barche sono piatte, lunghe 5 metri di alluminio spesso saldate con motori senza elica, idrogetti in grado di correre su pochi cm di acqua come su molti metri d'acqua a velocità notevoli, in grado di attraccare ovunque.
Purtroppo il colore un verde-marrone e i salmoni che pure ci sono non collaborano per nulla, e sarà un pesante cappotto.
Qui incontriamo due ragazzi di Genova che come noi sono a un lodge ben diverso da quello previsto, ma tant'è...
Ci saremmo aspettati da depliant biliardo, sauna, sala per l'attrezzatura da pesca da montare-smontare canne, asciugare i waders, canne, mulinelli tra cui scegliere, esche a volontà.
In realtà siamo in una bella struttura, ovvero un buon ristorante con annesse poche camere, pericolosamente oscure in effetti non c'è un lampadario ma 3 abatjours in 50 metri quadri di stanza con cui leggere, mangiare e riorganizzare l'attrezzatura un incubo.
E le guide che dovevano essere una ogni due pescatori e parlanti un discreto italiano sono si brave ma 1 per 4 pescatori e parlano solo inglese con gran gioia del Doc che per una settimana si far tradurre, a spanne, da noi.
Abbiamo diritto a 35 dollari di cibo a sera, oltre li mettiamo noi che anche qui non combacia con cibo a volontà di grandi chef.
Mattina e pranzo al sacco, con macchina per caffè e te in camera, in pratica frutta mattina e pranzo e cena serale.
La guida sta a chilometri in una villa extralusso, andiamo lì e facciamo la licenza standard.
Dopo il cappotto del primo giorno capiamo che è opportuno avere la licenza per le acque speciali classificate con ovvio sovrapprezzo, non irrilevante, ma siamo in Canada per pescare e paghiamo, in una selva di prezzi, opzioni no kill o con possibilità di tenere un pesce, legati ai singoli fiumi.
Il giorno dopo attacchiamo un fiume classificato, con un nome impossibile del genere genenenadoitz, subito ribattezzato doitz, nome dato dai nativi.
Però bello, basso, acqua trasparente e tante pool in cui si vedono i salmoni.
Sembrano pochi ma montata la canna con i martin 12 e 15 si scatena la battaglia.
Prima di proseguire un'indicazione sull'attrezzatura.
La canna più usata una 8 piedi e 6 (86) , ovvero 2,60 con potenza da 10 grammi a 40, in genere gli europei usano la Loomis HSR 1021S in GL2 mentre io uso una canna realizzata da un amico, grandissimo genio nel campo.
un grezzo mudhole, montato col calcio splittato e componenti in legno di radica ed equivalente alla Loomis, bellissimo anche se ancora da finire ma perfettamente in grado di pescare mancando solo le finiture estetiche.
Il mulinello, o un ottimo 4000 (classe stella o twin power) o un 5000, trecciato da 20 a 40 libbre e come esche gli intramontabili martin da 12 e 15 grammi e forse i 20 avrebbero fatto comodo certi giorni.
Si pesca ad amo singolo senza ardiglione, gli altri usano ami dell1\0, io i 2\0 di Tubertini Owner nati senza ardiglione e la differenza si vede.
Ultimo avviso importante, moschettone con girella da almeno 30 kg di resistenza e chiusura almeno certa, i moschettoni normali sono saltati a tutti.
Io usavo i duo lock con cuscinetto Tubertini e li ho dovuti regalare a fine pescata alla guida che se ne era innamorato
Mai aperti ne rotti.
I locali prediligono gli ondulanti, ma sono battuti con regolarità.. da noi il pesce va cercato e ci mettiamo molta più cura.
 
 
 
 
La pesca.
Primo lancio e prima rottura, il trecciato era leso martin 15 color perla prontamente sostituito con un 15 firetiger (che all'inizio fa sorridere molti, all'inizio solo)
Terzo lancio e trota rainbow sul chilo, qualche lancio e attacco il salmone.
Gli altri , Doc in testa, slamano l'inverosimile a causa degli ami piccoli o inadatti come punta.
Dopo un po le mangiate calano (si arriva a ramponare fili vaganti di salmoni che hanno rotto in certi punti) e via con la barca a cambiare spot risalendo il fiume.
Sacrifico un pesce, dopo aver rifiutato il primo il cuoco in quanto troppo grande, per il pranzo.
Soddisfatti arriviamo a mezzogiorno dove ci imbastiscono lo shore lunch, un fornello a gas, salmone fresco avvolto nellalluminio e un po di riso.
Qui facile fare i cuochi con questi pesci.
Anche nel pomeriggio facciamo un po di pesci misti e la sera si dirotta la jeep al negozio di pesca per cercare ami idonei, gli altri hanno anche perdite di esche, io resterò con un solo martin perso in 6 giorni di pesca.
Per pesce misto si intendono trote da pochi etti al chilo e mezzo, le dolly analoghe e salmoni da 2 a 8 chili.
 
La cena al lodge
Brutta cosa la fame dopo una giornata sul fiume, alcuni trovano interessante un risotto ai funghi, scartando la carne che invece ottima, un minimo di spiegazioni che la si vorrebbe poco cotta ed buona.
Per chi ama le spezie si fornisce ottimo halibut al curry, che io non prendo per il curry che detesto.
Paese rigoroso si bevono alcolici solo sopra i 19 anni compiuti dopo di che si beve e non poco.
 
 
Il ritorno sul doitz
Secondo dei 5 giorni interi, decidiamo di rifare lo stesso fiume stante lintrico di permessi che dobbiamo avere con le guide.
Da molto meno, le abboccate ci sono ma sono più rare, più su di tanto non possiamo salire per un albero di 30 metri caduto di traverso.
Catturo un sockeye e lo dedichiamo al pranzo, con verdure al cartoccio non dopo aver peregrinato su e giù per il fiume.
Stiamo rientrando soddisfatti ma non troppo quando la barca si ferma in un correntone e ci invitano a pescare lì, per oltre quaranta minuti ogni due lanci si aggancia un pesce, salmone, trota o dolly.
Salmoni da diversi chili, trotelle rainbow e gola tagliata e dolly sopra il chilo fanno una fine giornata da sogno, che ci fa tornare felici.
Durante la cena concordiamo che il giorno dopo faremo il Coppper, un fiume mitico per le steelhead con dentro anche qualche salmone.
Il Copper va fatto a piedi, è possibile risalire solo fino a un punto in macchina e da lì ci si va solo in elicottero.
Peccato l'elicottero costi 1000 dollari e rotti.
Le spiegazioni delle guide sono poco rassicuranti, tanto da camminare, fondo pericoloso, le steelhead non certe.
Il tanto da camminare viene quantificato in ben 15 minuti!
Essendo io il più anziano e con problemi a un ginocchio mi chiedono se penso di farcela, dopo 6 ore in un fosso a Roma che paura ho?
Partiamo, sempre presto, in auto
Il primo spot comodo ma il fondo è davvero viscido.
Agganciamo un paio di pesci ma si slamano, non contano i miei ne i nuovi 1\0 gambo lungo dei miei amici.
Poi facciamo lo spot difficile, ben 15 minuti in piano col fresco
Arriviamo in un tratto dove l'acqua va fortissimo, dicono le steelhead siano tutte nei correntoni.
La guida che avrebbe firmato per una steelhead in quattro resta di sasso quando ne escono due a valle.
Io pesco più a monte in un rigiro d'acqua nonostante la guida me lo dia come spot dubbio.
A un certo punto mentre recupero qualcosa cerca di portarmi via la canna di mano, una forza inaspettata anche se so che la steelhead è considerato uno dei due più potenti pesci (l'altro il salmone king), la canna piegata al massimo, a frizione quasi chiusa (tarata sul 30 libbre) il pesce fa un po quel che vuole, salti improvvisi 1 metro e mezzo fuori dall'acqua e so che ho l'amo singolo.
Dopo una bella zuffa viene a galla e un amico va in acqua a prenderla, a occhio sono tra i 6 e gli 8 chili, qualche foto col pesce che si ribella terribilmente e via in acqua.
Ovvio questi giganti sono tutelati integralmente e devono tornare in acqua vivi e vegeti.
Arriva la guida, si complimenta per il pesce preso dove non credeva, arriva vicino il Doc che ha capito che lo spot valido e attacco la seconda a centro piana.
Questa non salta o quasi, delfina a galla e sta al centro della corrente.
durissima, canna che cigola, frizione al limite (se uscisse dalla buca ha 100 metri di rapide e romperebbe), c'è pure un ramo dove sono ma alla fine ne ho ragione
Forse un po più piccola, ma due steelhead in un quarto d'ora da record.
Dopo di che la mia stella si spegne, prender poco o niente, farò più foto ma sono contento.
Il Copper prosegue fino al primo pomeriggio e diventa durissima per le gambe, non tanto per strada e dislivelli ma per il continuo auto, fermarsi, camminare, pescare, camminare, tornare all'auto, fare un po di strada e così via.
E l'auto che è immensa e pure scomodissima, più di 5 metri d'auto con cassone, tre striminziti posti dietro, l'abitacolo alto almeno un metro da terra, qui il predellino serve eccome.
Gli ultimi spot manco li faccio, sono a pezzi.
Cena frugale e poi a letto
Il giorno dopo rifacciamo il copper, piove e spioviggina, mangia poco e male.
Prendo una trota dubbia (rainbow grande o steel head piccola) poi poco o nulla.
A mezzogiorno si mangia un pezzo di salmone salato e affumicato (buono ma stomachevole se ne mangi tanto) e dopo un po causa pioggia battente io e un altro ci rilassiamo a dormire in auto.
Gli altri attaccano e prendono qualche steelhead ma con fatiche notevoli e le più sono perse.
Rientriamo e la sera siamo a cena dalle guide in famiglia.
Troviamo altri 4 ospiti canadesi che stanno da loro e affrontiamo un barbecue splendido, carne ottima, patate, pannocchie, dolce, vino e birra a volontà.
Facciamo due chiacchiere (a questo punto l'inglese è comprensibile e allenato) e visto che piovuto ovunque e tutti i fiumi sono in piena e marroni decidiamo di puntare con due barche verso il fiume meno sporco della regione.
Solita levataccia e via, il fiume dove entra nello skeena fa schifo ma salendo diventa bello.
Peccato per un freddo non male, pioggerellina ghiacciata, barca veloce e usciamo semi ibernati.
Se il doitz era tra le montagne con qualche ghiacciaio questo scorre in una stretta gola sotto ghiacciai altissimi, col ghiaccio perenne e innumerevoli cascate
Complice il livello che scende mangia poco e pure male, io ho spalla e schiena doloranti (e per fortuna che ho una canna da favola, ma sempre lunga) e pesco poco godendomi i panorami.
Il fiume è frequentato da orsi, essendoci decine di impronte, e troviamo su una spiaggia un king morto, per la guida molto piccolo il che vuol dire ben oltre 10 kg per un metro.
L'ultima sera qualcuno assaggia le fettuccine e le trova mangiabili causa fame e freddo suppongo, un piatto simile in Italia sarebbe lanciato sul cuoco.
Io mi accontento di granchi e aragosta.
Poi il giorno dopo il lungo rientro, Terrace Vancouver, da qui a Londra, costretti a un cambio di aeroporto (facile), Roma, pernotto dal Doc e poi ritorno in auto verso Bologna con classica coda sull'A1.
Cosa abbiamo visto
Meno animali che in Alaska, poche aquile e piccole, un paio d'orsi neri piccoli più mamma con piccolo e poco altro, foche viste da lontano che dal mare seguono fin qui i salmoni.
Panorami vari e meravigliosi, non aiutati dal tempo che ci ha sempre fatto avere nuvole bassissime e poco sole e parecchia pioggia
Fiumi bellissimi, trovati per lo più alti e sporchi.
Suggerimenti
Fatto salvo che se vi serve aiuto potete contattarmi di persona vi raccomando di cercare una guida sul posto direttamente e di organizzarvi voi il viaggio aereo.
La mia esperienza di cercare un'agenzia che faccia tutto da qui è fallimentare..
Io mi sono servito in loco (pagando le differenze, spero solo quelle) di
STAN DOLL
Skeena wilderness fishing charters
info@bc-stelhead.com
sul sito trovate pure i numeri di telefono
trovare una guida che parli italiano non dico sia impossibile ma quasi
concordate bene i fiumi, quelli ordinari costano meno (come permessi e come guide), quelli classificati di più come tutto.
Ma andreste come turisti a Roma senza vedere il Colosseo e San Pietro?
Ovvio il viaggio costa e tanto
Per l'attrezzatura
Portatevi canne e mulinelli, direi due di tutto
Dopo le steel head il mio twin power deve andare in revisione.. mulinelli più deboli si sono rotti.
Come esche se li amate ondulanti, ma rende di più e molto il martin nei pesi 12 e 15, colori normali, perla e firetiger
Se vi chiedono l'amo singolo il 2\0 e il 3\0 se esiste della serie st75blm li ho trovati perfetti, se no 1\0 o 2\0 lunghi dritti.
Dopo questo viaggio temo che il prossimo sarà al caldo.
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
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