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PESCA ALLE MALDIVE NOVEMBRE '10 - TRAINA A MARLIN - SPINNING A CARANGIDI
Di Admin G.P.O. (del 02/11/2010 @ 00:31:27, in PESCA IN MARE, linkato 2689 volte)

Vacanza di pesca nell'arcipelago delle Maldive di Sandro, Marco e Andrea del mese di novembre 2010 I ragazzi, hanno soggiornato nell'atollo di Ari e nell'isola di Palm Beah e, durante la loro vacanza, hanno praticato la pesca alla traina insidiando prede come il pesce vela (Marlin) catturandone ben 9 esemplari, Hanno anche praticato lo spinning, catturando numerosi carangidi dal peso ragguardevole di ben 20 kg. il filmato si riferisce alla zona dell'isola di Palm Beach e all'atollo di Ari nell'arcipelago delle Maldive

Le Maldive:

L'arcipelago dista 735 km da Sri Lanka ed è orientato in direzione nord-sud, estendendosi per 754 km in lunghezza e 188 in larghezza. È posizionato a cavallo dell'Equatore fra 7°6'N e 0°41'S e fra 72°31'E e 73° 48'E.

Compongono l'arcipelago 1.190 isole coralline poggiate su un basamento di roccia formatosi circa 60 milioni di anni fa, nel corso dell'emersione d'imponenti montagne dal fondo dell'Oceano Indiano.
Gli atolli naturali sono 26 più 1 artificiale ognuno è formato da diverse centinaia di isole, di cui solo alcune abitate. Nell'intero arcipelago, le isole abitate sono 202, di cui circa un'ottantina adibite a villaggi turistici; le rimanenti sono deserte e talvolta costituite solo da un banco di sabbia in emersione. L'isola più grande è Fua Mulaku, situata nell'atollo di Gnaviyani, nel sud dell'arcipelago.
Le isole sono situate sia all'interno degli atolli sia lungo la barriera oceanica che delimita l'atollo separandolo dalle profonde acque oceaniche e proteggendo le acque interne dalle mareggiate. Le barriere oceaniche sono interrotte da canali detti pass (kandu in dhivehi) che permettono il ricambio delle acque interne dell'atollo, determinando però forti correnti in entrata e in uscita, specialmente durante le maree. In aggiunta a ciò, quasi tutte le isole sono circondate da una propria barriera corallina che racchiude una laguna.
Le isole sono formate da una base di sabbia bianca risultante dall'erosione delle barriere coralline ad opera del mare, ma anche di alcune specie ittiche (come il pesce pappagallo o il pesce balestra titano) che mangiano il corallo per restituirlo sotto forma di sabbia insieme con le feci; l'elevazione massima è di 2 m s.l.m., non vi sono sorgenti d'acqua dolce e solo nelle isole di dimensioni maggiori è possibile scavare pozzi per raccogliere l'acqua filtrata dagli strati di sabbia. Nell'isola di Fua Mulaku si trovano laghi di acqua dolce.
Il clima delle Maldive è di carattere monsonico. Il monsone secco s'instaura da dicembre ad aprile ed è caratterizzato da piogge deboli e poco frequenti; inoltre il cielo risulta mediamente più limpido. Il monsone umido, da maggio a novembre, porta piogge torrenziali più frequenti che possono durare alcune ore e talvolta giorni interi; il cielo risulta più spesso velato o soggetto a passaggi nuvolosi. Il vento è generalmente a regime di brezza debole (5-10 nodi), ma può divenire moderato (15-20 nodi) anche per giorni o settimane, specialmente nei periodi di cambio del monsone; raramente i picchi superano i 40-50 nodi e il più delle volte ciò avviene prima di una breve pioggia torrenziale. Poiché sono situate nella fascia tropicale equatoriale, le Maldive non sono soggette agli uragani.
La temperatura oscilla tra i 26° e i 31 °C tutto l'anno, con escursioni termiche giornaliere e notturne molto contenute; la minima temperatura mai registrata fu di 17,2 °C l'11 aprile 1978, mentre la più alta, 36,8 °C, fu raggiunta il 19 maggio 1991. Il mese più caldo è aprile, anche se i più secchi e soleggiati risultano febbraio e marzo; tuttavia la costante presenza della brezza monsonica attenua la sensazione di calore, rendendo il clima molto piacevole. La temperatura dell'acqua oscilla fra i 28-29 °C delle acque extralagunari e i 30-32 °C delle lagune; inoltre all'interno degli atolli il termoclino è pressoché nullo.
Le massime precipitazioni si verificano nei mesi fra maggio e dicembre (200-250 mm/mese), mentre in febbraio e marzo sono molto ridotte (50-80 mm/mese); gennaio e aprile sono mesi di transizione, con precipitazioni che variano di anno in anno (intorno ai 160 mm/mese). In corrispondenza del cambio del monsone (metà maggio e fine novembre) si producono spesso violenti acquazzoni o temporali, con venti intensi costanti o a raffica che possono durare diversi giorni.