SIMONE CARRARO TRIONFA CON CENTINAIA DI PLAQUETTE!!! - GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Stefano Degli Esposti con un anguilla catturata in gara durante il Tubertini Day 2011... di Admin G.P.O.
 
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SIMONE CARRARO TRIONFA CON CENTINAIA DI PLAQUETTE!!!
Di Admin G.P.O. (del 14/12/2012 @ 09:54:45, in PESCA AL COLPO, linkato 3511 volte)
SIMONE CARRARO TRIONFA CON CENTINAIA DI PLAQUETTE!!!
articolo di Angelo Borgatti
 
Si sono da poco spente le luci sul Club Azzurro 2012 di Pesca al Colpo, Club Azzurro che ha visto letteralmente spadroneggiare Simone Carraro, che si è concesso il lusso di vincere la più difficile kermesse a livello individuale, quella che raduna le 50 migliori canne d’Italia al netto degli Azzurri della scelta tecnica, con sole 7 penalità sulle sei gare in programma (Medelana, Medelana, Fissero, Fissero, Covato, Covato), con una gara d’anticipo e distanziando il secondo il ben 5 punti. Stratosferico!
Ma tra le vittorie di questo Club Azzurro di Simone, quella che ha lasciato il segno maggiore, secondo me, è stato… il secondo posto realizzato dal milanese trapiantato a Bazzano nella quinta prova, a Covato!
Non che le altre vittorie di Carraro non siano state belle ed importanti, ma questo secondo posto per me ha una valenza particolare, infatti, è stato realizzato con una splendida pescata in velocità di oltre 300 bremettine da qualche decina di grammi, ingannate con il ver de vase pescando con cinque-sei pezzi di canna, in una gara che è stata un vero concentrato di velocità, precisione, meticolosità e regolarità, sia esecutiva che mentale. In quest’occasione l’asso della Lenza Emiliana Tubertini, pur avendo realizzato oltre 10.000 punti è stato battuto solo da una carpa XXL. Nella gara della domenica, ennesimo primo del “Cannibale”, sempre con le bremettine, pescate questa volta a 13 metri!
Si badi, pescare a questi livelli, con questa intensità e con un esca “difficile” come il ver de vase le plaquette è un’arte, alla stessa stregua del saper fare bene l’alborella di italica memoria. Come per la pesca alle alborelle, anche questa alle plaquette non si improvvisa dalla sera alla mattina, poiché anche in questo caso siamo di fronte ad una forma tecnica pura, fatta di materiali specifici, esche curatissime, pasturazione precisa e mirata oltre che tempi strettamente calcolati ed automatismi e gestualità allenati con cura!
Simone in questo è stato un vero maestro e con lui mi sono focalizzato sulle attrezzature, sulle lenze impiegate, sulla pasturazione, sugli inneschi e sulla presentazione dell’esca, sulla gestualità vera e propria che lo hanno portato a questa performance.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE LENZE ED I MATERIALI
Dovendo pescare un grande numero di pesci in velocità con il ver de vase, la lenza deve avere almeno due prerogative: la velocità di entrata in pesca e la percezione più esatta possibile della mangiata.
 
Per le plaquette a 5/6 pezzi (media g. 35) 4 punte montate con:
Madre lenza: Fluorine Tubertini da mm. 0.10
Galleggianti: PRO95 Tubertini da g. 0.50 (1) – 0.75(2) – 1(1).
La scelta è caduta su questo modello affusolato con deriva in carbonio ed antenna in fibra di vetro per la sua estrema sensibilità e capacità di evidenziare le starate. Data la piccola taglia dei pesci l’antenna in fibra consente di percepire molto meglio le abboccate rispetto ad una antenna in plastica, anche se di diametro fine.
Finale: PiùPiù da mm 0.08 lungo 10 cm
Amo: Serie 2 opaca n° 18.
Elastico: Catch Pole Elastic dello 0.8.
La lenza è estremamente semplice, rapida nell’entrata in pesca e a prova di groviglio: due pallini del n°10 distanziati di ½ cm, pinzati sopra l’asola; sopra di questi un bulk a 15 cm.
Distanza apicale/galleggiante: 40 cm.
 
Per le plaquette a 13 metri (media 40/60 g.) 4 punte montate con
Madre lenza: Fluorine Tubertini da mm. 0.12
Galleggianti: PRO107 Tubertini da g. 1.50 – 2 – 2.50. La scelta è caduta su questo modello a filo passante dalla forma più raccolta perché a 13 metri il movimento dell’acqua è più importante; questo é un modello più stabile, con collarino che evidenzia bene le starate e l’antenna in plastica per avere miglior tenuta su acqua che può muovere. La taglia maggiore dei pesci compensa la lieve perdita di sensibilità della plastica rispetto alla fibra. La taglia maggiore del galleggiante è giustificata dalla necessità di avere una entrata in pesca veloce, di avere una visibilità migliore e dalla necessità di scendere verticalmente sul punto pasturato.
Finale: PiùPiù da mm 0.09 lungo 15 cm
Amo: Serie 2 opaca n° 18
Elastico: Catch Pole Elastic dello 0.9
La costruzione della lenza ricalca la stessa filosofia estremamente semplice: due pallini del n°10 distanziati di ½ cm, pinzati sopra l’asola; sopra di questi un bulk a 20 cm.
Distanza apicale/galleggiante: 60 cm.
 
 
DISTANZA DI PESCA
Nella pesca corta ha optato per una linea di pesca a circa 5 pezzi e ½, perché a quella distanza mediamente a Covato inizia il fondale massimo che si mantiene poi fino a 13 metri ed oltre.
 
 
PASTURAZIONE ED ALIMENTAZIONE
Come mix di base 2 kg di Turbo Black Van den Eynde, 1 kg Gold Medal Brown Tubertini, 250 g. di brasem al caramello a cui ha aggiunto 2 kg di Terre de Fonde Van den Eynde.
A parte ha preparato 5 lt di Argilla Nera Umida V.d.E.
Fondo iniziale a 5/6 pezzi: circa 2 litri del mix di base a cui ha aggiunto 2 lt di Argilla Nera Umida V.d.E. + 1/8 di lt. di fouillis.
In questo modo buona parte delle larve, a contatto con la pastura, muoiono e rimangono sul fondo. Questo aspetto è molto importante per il risultato della pescata. Questa miscela di esche, terre e pasture è stata bagnata molto al fine di ottenere un composto molto molle che è stato gettato a mano all’inizio, creando una grande macchia persistente. A differenza di quanto si possa credere, la maggior parte degli ingredienti, bagnati in questo modo, si adagia pesantemente sul fondo rilasciando lentamente piccole particelle.
Fondo iniziale a 13 mt: il rimanente del mix di base è stato diviso in due parti: una di queste è stata impiegata per realizzare palle piuttosto dure da lanciare sulla linea dei 13 metri, addizionato di 1/8 di fouillis. Oltre a questo sono state scodellate 5/6 palle di pongo realizzato con 2 lt di Argilla Nera Umida ed 1/8 di fouillis.
Come alimentazione, nella pesca corta fatta il sabato per le 4 ore, per circa 2 ore Carraro non ha più dato nulla. Dall’inizio della 3^ ora ed ogni 15’ ha poi scodellato una piccola pallina di terra di somma nera e fouillis ed una del mix di base. Alimentazione fatta rigorosamente a scodella per evitare rumori che potessero richiamare sul posto i siluri. Per la pesca a 13 metri di domenica, l’alimentazione è stata fatta dopo circa 1 ora, quando le mangiate andavano a diminuire, con 1 pallina di Argilla Nera Umida con fouillis ed 1 del mix di base scodellate ogni 15’.
 
 
INNESCO
Dovendo procedere in velocità, anche la fase dell’innesco del ver de vase è razionalizzata al massimo per evitare perdite di tempo.
Interessante il sistema di Simone, che consiste nel posizionarsi alcune larve, ben separate tra loro, su di una salvietta aperta sulla coscia destra. In questo modo evita di andare “a cercare” ogni volta la larva giusta nell’acqua ma la sceglie tra quelle già pronte ed asciutte.
 
 
PRESENTAZIONE DELL’ESCA
La tipologia della pasturazione iniziale ci fa intuire che la sua azione è mirata a cercare i pesci tendenzialmente staccati dal fondo, all’interno della “nuvola”. Secondo l’agonista della Lenza Emiliana questo è il naturale modo di insidiare questi pesci, che tendono a mangiare le particelle ed il fouillis che trovano in sospensione a pochi centimetri dal fondo. La sua esca è proposta circa 5 cm staccata dal fondo.
Durante la calata dell’esca frequentemente l’abboccata, sempre piuttosto timida, si evidenzia negli ultimi 5/10 cm di discesa, con l’antenna che rimane emersa quasi completamente anziché la metà prevista dalla taratura del galleggiante.
Pesca a 5/6 pezzi: Un filo di v.d.v. presentato a 5/10 cm dal fondo. L’innesco è centrale sul corpo della larva.
Pesca a 13 metri: uno/due fili di ver de vase presentati a radere il fondo o in appoggio 2/4 cm
 
GESTUALITA’
In tutte le pesche di velocità, uno degli aspetti fondamentali è quello della gestualità, che deve consistere nel minor numero di movimenti possibili, sempre i medesimi, fatti nello stesso modo e con gli stessi tempi, con gli attrezzi necessari sempre a portata di mano; tutto questo per ridurre al minimo i tempi morti ed ottenere il massimo risultato possibile.
Simone manovra la canna sul lato destro del corpo. Al momento del rientro la canna scorre a metà della coscia, stacca il kit (2 pezzi poiché il nostro usa una banniere molto ridotta tra vetta e galleggiante) e salpa il pesce; l’innesto maschio della canna viene appoggiato nell’incavo tra coscia e tronco. Slamatura, innesco nuovo (ogni volta!), prelevato dalla coscia destra; esca in acqua e canna filata nuovamente fuori. L’azione di pesca consiste nel calare la lenze verticalmente sempre nella stessa posizione. La parte terminale della calata è fatta lentamente per evidenziare l’eventuale mangiata in starata.
 
Simone, catturare oltre 300 pesci nell’arco delle 4 ore di gara è certamente un bel traguardo, ma analizzando le cifre, si parla di poco più di un pesce al minuto…
“Esatto. Non c’è frenesia in questa pesca ma solo la regolarità di calare l’esca 320/330 volte nello stesso punto, cercando di non sbagliare nulla, per rientrare con il pesce in canna. E’ una questione di concentrazione ed attenzione, piuttosto. Il tempo impiegato per curare i particolari lo si recupera con la regolarità delle catture.”
 
E’ comunque necessaria una grande concentrazione, senza concedersi distrazioni. Tu caratterialmente sei piuttosto irruento, come si concilia questo con la concentrazione necessaria in questi casi?
“Innanzi tutto a me piace questa tipologia di pesca e quindi mi porta ad impegnarmi al massimo. Quando sono in queste condizioni io non guardo nessuno. Siamo solo io e la mia canna. E basta.”
 
Articolo di Angelo Borgatti
 


 

 
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