I FIUMI ITALIANI - GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Umberto Ballabeni durante le prove del quarto Memorial Marcel van Den Eynde 2012... di Admin G.P.O.
 
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La forza è nelle differenze, non nelle similitudini

Stephen Covey (scrittore)
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I FIUMI ITALIANI
Di Admin G.P.O. (del 26/04/2012 @ 19:26:09, in FIUMI ITALIANI, linkato 3811 volte)
 
I FIUMI ITALIANI
articolo di Pier Luigi Stagni
   
E’ forse superfluo ricordare le definizioni di fiume, torrente e canale, ma ci sembra il caso di iniziare questo discorso sui fiumi italiani ricordando le differenti caratteristiche degli uni e degli altri.
Prima di tutto dobbiamo distinguere un canale dai fiumi e dai torrenti: il canale e’ un’opera frutto del lavoro dell’uomo, costruita, cioe’, di solito, scavata, al fine di effettuare bonifiche, di portare acqua per l’irrigazione o, comunque, dove ce n’e’ bisogno per qualunque motivo, oppure allo scopo di alleggerire la portata d’acqua dei fiumi in caso di piena e cosi’ via. Il regime di un canale e’ regolamentato dall’uomo stesso per mezzo di chiuse, idrovore ed altre opere di ingegneria idraulica di questo tipo.
Fiumi e torrenti, invece, sono corsi d’acqua completamente naturali e spontanei nei quali, di solito, l’uomo interviene soltanto per motivi di sicurezza, costruendo o rinforzando gli argini e ben poco altro.
Il fiume e’ un corso d’acqua perenne che e’ caratterizzato da una portata d’acqua relativamente costante durante tutto l’anno, destinata a variare, in modo rilevante, soltanto nelle fasi di piena o di magra che sono, di solito, condizionate dal normale avvicendarsi delle stagioni. Attuali follie del clima permettendo, le fasi di piena di un fiume si verificano in primavera ed in autunno, mentre le stagioni in cui la portata e’ minore sono l’estate e l’inverno. Questo, ovviamente, dalle nostre parti. Le abbondanti piogge autunnali ed il disgelo delle nevi in montagna, in primavera, sono infatti la causa delle normali fasi di piena di un fiume. Il Nilo, per esempio, essendo cosi’ lungo e’ sempre stato provvidenziale per le coltivazioni egiziane ma le sue attese fasi di piena che permettono agli agricoltori egiziani di ottenere due raccolti all’anno dipendono da cio’ che succede all’equatore, cioe’ oltre 6.600 chilometri piu’ a sud.
Il torrente e’, a sua volta, un corso d’acqua completamente naturale e spontaneo come il fiume con la differenza che e’, pero’, caratterizzato da repentini cambiamenti della portata d’acqua che dipendono dalle stagioni e, a volte, addirittura dalle condizioni meteorologiche. Un pesante acquazzone in montagna, oppure una perturbazione meteo persistente, insomma, possono variare decisamente la portata di questo corso d’acqua in qualunque momento. Questo e’ il motivo per cui i torrenti sono sempre stati ritenuti molto piu’ pericolosi dei fiumi come causa di alluvioni: spesso rapide e senza preavviso. Al contrario, salvo casi eccezionali, un fiume e’ maggiormente governabile e, con il passare del tempo, l’uomo ha provveduto a costruire, appunto, canali artificiali per poter alleggerire e poter controllare le fasi di piena, di solito previste ed attese, senza particolari motivi di ansia.
Quindi, contrariamente a cio’ che verrebbe spontaneo pensare, non e’ la lunghezza o la dimensione del corso d’acqua che distingue un fiume da un torrente, bensi’ il regime idrico profondamente diverso fra i due corsi d’acqua che si sono creati, entrambi, naturalmente e non per l’intervento dell’uomo.
Da questa semplice distinzione deriva che un fiume, per esempio il Po, che ora citiamo come esempio, ha una numerosa serie di affluenti che possono essere, a loro volta, fiumi, ma anche torrenti. Solo per fare un esempio: il Ticino, che affluisce nel fiume Po in territorio lombardo, e’ a sua volta un fiume, mentre gli affluenti emiliani provenienti dall’Appennino sono, per lo piu’, torrenti (oppure “fiumi”, ma soltanto per antica definizione che e’ stata mantenuta, ma si tratta di fiumi a regime torrentizio).
Ricordiamo anche la distinzione fra i due tipi di foce che un fiume puo’ avere quando sbocca in mare. Una foce di un fiume puo’ essere a delta oppure a estuario. I fiumi che, raggiungendo il loro sbocco in mare, non creano depositi di sedimenti a forma di ventaglio creano una “foce ad estuario”, ossia sfociano in mare in un unico ramo. Se, invece, il fiume si suddivide in varie ramificazioni lungo le quali il fiume deposita, in continuazione, sedimenti trasportati durante il suo percorso, questo tipo di foce si chiama “foce a delta” (ed e’ il caso, per esempio, del nostro Po, del Nilo, del Danubio, del Mississippi, ecc.).
I fiumi italiani scorrono in un Paese relativamente piccolo come l’Italia. Non esistono, quindi, nel nostro Paese, fiumi di rilevanza mondiale per lunghezza e portata d’acqua. Soltanto il fiume Po assume importanza storica poiché e’ collegato ad antiche storie della mitologia greca, mentre il Tevere e’, naturalmente, storicamente affiancato alla presenza di Roma e del suo antico impero e questo dice gia’ tutto da sé senza dovere aggiungere altro in questa sede. Tuttavia, questi importantissimi fiumi italiani, se rapportati a certi “giganti” mondiali, hanno lunghezze assai poco rilevanti.
Il fiume piu’ lungo del mondo e’ il Nilo che scorre in Africa dalla zona dell’equatore fino al mare Mediterraneo e sfocia in mare in territorio egiziano dopo avere percorso ben 6.671 chilometri.
Al secondo posto nel mondo, per lunghezza, si piazza il sudamericano Rio delle Amazzoni, lungo 6.280 chilometri.
Il terzo posto, in questa classifica delle lunghezze, e’ occupato dallo statunitense Mississippi-Missouri-Red Rock che raggiunge, complessivamente, i 5.970 chilometri. Segue l’orientale Yangtze (5.800 chilometri circa).
In questa classifica mondiale il fiume piu’ lungo d’Europa, che e’ il Volga (Russia), si piazza soltanto al sedicesimo posto con i suoi 3.531 chilometri.
In Europa, dietro il Volga, il secondo fiume per lunghezza e’ il Danubio, fiume pieno di storia e di letteratura e, volendo, anche di musica (ricordiamo il famoso valzer di Johann Strauss: Sul bel Danubio blu). Questo famosissimo fiume nasce in territorio tedesco, nella Selva Nera e, dopo avere percorso ben 2.860 chilometri finisce con lo sfociare nel Mar Nero. Il Danubio e’ stato per secoli un'importante via navigabile. Conosciuto nella storia come una delle frontiere dell'Impero romano, il fiume corre entro i confini di ben dieci paesi: Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria, Romania, Moldavia e Ucraina. Il suo bacino idrografico comprende addirittura parte delle acque di altri nove paesi: Italia, Polonia, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovenia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Repubblica di Macedonia e Albania. La foce del Danubio forma un’importante zona deltizia affacciata, come detto, sul Mar Nero ai confini fra Romania e Ucraina.
E’ curioso notare, anche, che il Danubio attraversa ben tre capitali europee: Vienna (Austria), Budapest (Ungheria) e Belgrado (Serbia).
Anche le sorgenti del famoso Reno tedesco si trovano poco distanti da quelle del Danubio ma il fiume germanico si dirige e sfocia a nord, in Olanda, dopo avere percorso 1.326 chilometri. Il famoso Reno di Germania (omonimo di quello emiliano) si piazza, soltanto, al nono posto fra i piu’ lunghi fiumi europei, dietro ai gia’ citati Volga e Danubio ma anche dietro ai famosissimi Ural e Don, fra gli altri.
Il fiume Po (e finalmente parliamo dell’Italia) e’ il fiume piu’ lungo ed importante del nostro Paese e, in queste classifiche di lunghezza, si piazza, in Europa, di poco dietro al francese Rodano (812 chilometri) e alla Senna (776 chilometri) che attraversa Parigi.
 

 
I fiumi italiani sono assai piu’ brevi degli altri fiumi europei perché l’Italia e’ una penisola, stretta ed allungata, dove si eleva la catena montuosa degli Appennini che dividono le acque in due versanti opposti: quello tirrenico e quello adriatico. Lo “spartiacque appenninico” e’ appunto quella linea di crinale montuoso che permette di smistare le acque su di un versante o sull’altro.
Se i corsi d’acqua italiani sono mediamente, piuttosto brevi, in compenso sono numerosi. Questo e’ dovuto alla relativa abbondanza delle piogge che bagnano l'Italia, in generale, ed anche alla presenza della catena montuosa delle Alpi, nella parte settentrionale del paese, che e’ ricca di ghiacciai, di nevai e, quindi, di sorgenti.
Altri fattori, che ne stabiliscono l’importanza (lunghezza, portata d’acqua, ecc.) dipendono anche dalle caratteristiche del suolo che i fiumi attraversano, come l’inclinazione e la maggiore o minore permeabilita’.
I fiumi piu’ larghi e con maggiore portata d’acqua sgorgano dalle Alpi a causa della particolare disposizione di questa catena di monti e della particolare elevatezza del rilievo. Non dimentichiamo che le vette piu’ alte di tutta Europa si trovano proprio nelle Alpi, ai confini italiani con Francia e Svizzera (Monte Bianco – Monte Rosa, ecc.).
Lungo il resto della penisola italiana, invece, attraversata in lungo dagli Appennini, i corsi d’acqua che scendono verso il Mare Adriatico non superano mai i 200 Km (ad eccezione del fiume Reno), mentre soltanto una decina superano i 100 chilometri. Questo e’ dovuto al fatto che lo spartiacque tende ad avvicinarsi maggiormente a questo mare. Verso il Tirreno i fiumi sono invece, mediamente, piu’ lunghi poiché le valli e la fascia sub-appenninica sono piu’ vasti.
I fiumi alpini sono di origine glaciale, e sono soggetti a fasi di piena nella stagione primaverile ed in quella estiva. I laghi alpini sono numerosi, e sono piu’ o meno vasti, ed occupano le parti piu’ depresse delle valli alpine. La loro presenza attutisce l'impetuosita’ dei fiumi e funge da filtro per le acque torbide. La ripidita’ delle valli da cui i fiumi alpini scendono provoca una notevole velocita’ delle acque e, di conseguenza, una sensibile attivita’ di erosione e di trasporto, a valle, di detriti cosiddetti alluvionali. Queste acque colme di detriti vengono appunto definite acque torbide. La decantazione e’ appunto il processo che permette che gran parte di questo materiale eroso nel viaggio delle acque del fiume venga abbandonato nei laghi di cui tali fiumi sono immissari. Dove questo non avviene, cioe’ dove un fiume non si getta come immissario in un lago per poi uscirne come emissario, le acque torbide arrivano fino alla foce del fiume. E’ il caso del Po dove il suo delta, proprio a causa dei depositi che il fiume trascina con sé fino alla sua foce, avanza progressivamente verso il mare Adriatico creando metri e metri di nuove terre ogni anno. Per verificare concretamente questo fenomeno basterebbe confrontare una carta del delta del Po di qualche secolo fa, con una piu’ recente e con una attuale.
I fiumi appenninici sono soggetti a piene improvvise, prevalentemente primaverili ed autunnali e per questo sono di solito definiti come fiumi a regime torrentizio. In contrapposizione sono soggetti a magre estive molto accentuate nell'Appennino Settentrionale, e quasi assolute in quello meridionale. Le uniche eccezioni a questa regola, nel centro-sud, sono l’Aterno-Pescara, il Volturno, il Liri-Garigliano, fra quelli che sfociano direttamente in mare, ai quali bisogna aggiungere il Velino, il Nera e l’Aniene che sono affluenti del Tevere. Questi fiumi sono alimentati da grosse sorgenti carsiche. Mancano infatti nell'Appennino nevai e ghiacciai simili a quelli alpini, ad eccezione del ghiacciaio del Calderone, che si trova sul versante settentrionale del Corno Grande del massiccio del Gran Sasso, in Abruzzo.

   
 
Elenco dei principali fiumi italiani in ordine di lunghezza (CLICCA SUI LINK PER VEDERE L'ARTICOLO DEDICATO AL FIUME)
Fiume
Lunghezza in chilometri
Regioni attraversate
652
Piemonte – Lombardia – Emilia Romagna - Veneto
Adige
410
Trentino Alto Adige - Veneto
Tevere
405
Emilia Romagna – Toscana – Umbria - Lazio
Adda
313
Lombardia
Oglio
280
Lombarida
Tanaro
276
Piemonte – Liguria
Ticino
248
Svizzera – Piemonte – Lombardia
Arno
241
Toscana
Piave
220
Veneto
Reno
211
Toscana – Emilia Romagna
Sarca-Mincio
194
Trentino Alto Adige – Veneto - Lombardia
Volturno
175
Molise - Campania
Brenta
174
Trentino Alto Adige - Veneto
Secchia
172
Emilia Romagna – Lombardia
Tagliamento
170
Friuli Venezia Giulia – Veneto
Ofanto
170
Campania – Basilicata – Puglia
Ombrone
161
Toscana
Chiese
160
Trentino Alto Adige – Lombardia
Dora Baltea
160
Valle d’Aosta – Piemonte
Liri-Garigliano
158
Abruzzo – Lazio – Campania
Bormida
154
Liguria – Piemonte
Tirso
153
Sardegna
Basento
149
Basilicata
Panaro
148
Emilia Romagna
Tartaro-Canalbianco-Po di Levante
147
Veneto – Lombardia
Aterno-Pescara
145
Abruzzo
Imera Meridionale o Salso
144
Sicilia
Agogna
140
Piemonte – Lombardia
Sesia
138
Piemonte – Lombardia
Agri
136
Basilicata
Olona
131
Lombardia
Lambro
130
Lombardia
Flumendosa
127
Sardegna
Savio
126
Emilia Romagna
Dora Riparia
125
Piemonte
Taro
125
Emilia Romagna
Serio
124
Lombardia
Rio Mannu-Coghinas
123
Sardegma
Sangro
122
Abruzzo
Metauro
121
Marche
Bradano
120
Basilicata Puglia
Bacchiglione
118
Veneto
Nera
116
Marche – Umbria
Tronto
115
Marche – Abruzzo
Trebbia
115
Liguria – Emilia Romagna
Simeto
113
Sicilia
Livenza
112
Friuli Venezia Giulia - Veneto
Stura di Demonte
111
Piemonte
Serchio
111
Toscana
Fortore
110
Campania – Molise – Puglia
Calore Irpino
108
Campania
Belice
107
Sicilia
Cervaro
105
Puglia
Noce
105
Trentino Alto Adige
Platani
103
Sicilia
Orco
100
Piemonte
Drava
 
Trentino Alto Adige (e' un affluente del Danubio che nasce e scorre per alcuni km in territorio italiano)
Isonzo
 
Friuli Venezia Giulia (Nasce e scorre in gran parte in territorio della ex Jugoslavia per entrare in Italia e sfociare in mare Adriatico dopo pochi km)
 

Elenco dei fiumi italiani in ordine di portata d’acqua
 
Fiume
Portata d’acqua in metri cubi al secondo
Po
1540
Ticino
350
Tevere
239
Adige
235
Adda
187
Isonzo
170
Oglio
137
Tanaro
132
Piave
125
Liri-Garigliano
120
Arno
110
Dora Baltea
110
Nera
108
Reno
95
Brenta
93
Livenza
85
Volturno
82
Isarco
78
Sesia
70,4
Tagliamento
70
Toce
70
Sele
69
Mincio
60
Velino
60
Aterno-Pescara
57
Sile
55
Stura di Demonte
47
Serchio
46
Secchia
42
Bormida
40
Magra
40
Trebbia
40
Panaro
37
Chiese
36
Crati
36
Aniene
35
Fella
35
Stura di Lanzo
32
Ombrone Grossetano
32
Calore Irpino
31
Bacchiglione
30
Brembo
30
Calore Lucano
30
Dora Riparia
26
Simeto
25
Rapido o Gari
25
Orco
24
Serio
23
Cervo
22
Metauro
21
Cordevole
21
Chiascio
20
Tanagro
20
Esino
18
Santerno
16
Idice
16
Olona
15
Lambro
12
Mella
11
 

Elenco dei principali fiumi italiani in ordine alfabetico
Adda
Adige
Agogna
Agri
Aniene
Arno
Aterno-Pescara
Bacchiglione
Basento
Belice
Bormida
Bradano
Brembo
Brenta
Calore Irpino
Calore Lucano
Cervaro
Cervo
Chiascio
Chiese
Cordevole
Crati
Dora Baltea
Dora Riparia
Drava
Esino
Fella
Flumendosa
Fortore
Idice
Imera Meridionale o Salso
Isarco
Isonzo
Lambro
Liri-Garigliano
Livenza
Magra
Mella
Metauro
Mincio
Nera
Noce
Ofanto
Oglio
Olona
Ombrone
Orco
Panaro
Piave
Platani
Po
Rapido o Gari
Reno
Rio Mannu-Coghinas
Sangro
Santerno
Sarca-Mincio
Savio
Secchia
Sele
Serchio
Serio
Sesia
Sile
Simeto
Stura di Demonte
Stura di Lanzo
Tagliamento
Tanagro
Tanaro
Taro
Tartaro-Canalbianco-Po di Levante
Tevere
Ticino
Tirso
Toce
Trebbia
Tronto
Velino
Volturno
 

Elenco dei fiumi italiani in ordine di posizione geografica.
Il fiume Po

Gli affluenti di sinistra del Po
Gli affluenti di sinistra del fiume Po scendono tutti dalla catena montuosa delle Alpi e sono, nell’ordine:
Pellice                                         
Dora Riparia
Stura di Lanzo
Orco
Dora Baltea
Sesia
Agogna
Ticino
Olona
Lambro
Adda
Oglio
Sarca – Mincio

Gli affluenti di destra del Po
Gli affluenti di destra del fiume Po scendono dal settore delle Alpi confinante con la catena montuosa degli Appennini e dagli Appennini stessi a partire dal Passo di Cadibona (che segna il confine fra Alpi ed Appennini) ed il fiume Panaro compreso. Gli affluenti di destra del fiume Po sono, nell’ordine:
Tanaro
Scrivia
Trebbia
Taro
Parma
Enza
Secchia
Panaro

I fiumi del Triveneto
La Pianura Padana si protende lungo il Veneto ed il Friuli-Venezia-Giulia ed attraverso questo territorio scorrono vari fiumi molto importanti, che sono nell’ordine, procedendo verso est:
 
Tartaro-Canalbianco-Po di Levante
Adige
Brenta
Sile
Piave
Livenza
Talgiamento
Isonzo
Timavo

I fiumi del versante orientale degli Appennini (Mare Adriatico)
I fiumi, che nascono sullo spartiacque orientale dell'Appennino e scendono al Mare Adriatico, sono in genere brevi e, ad esclusione del fiume Reno, nessuno supera i 200 km di corso complessivo. In genere questi fiumi sono scarsi d'acqua nella stagione estiva, ad eccezione, soltanto, dell'Aterno-Pescara che e’ l'unico fiume a sud del Po ad avere portate minime estive, alla, foce maggiori di dieci metri cubi al secondo. I fiumi appenninici sono soggetti a piene, anche violente, in primavera e in autunno e per questo sono definiti a regime idrico di tipo torrentizio. Questi fiumi scorrono, per la maggior parte, grossolanamente paralleli tra di loro lungo valli che hanno andamento perpendicolare alla costa. Le uniche eccezioni a questa regola sono fornite dal fiume Reno e dallo stesso Aterno-Pescara, citato sopra, che disegnano una sorta di tracciato a forma di 'L'.
I principali fiumi del versante orientale appenninico, procedendo da nord verso sud, sono:
Reno
Lamone
Fiumi Uniti
Savio
Marecchia
Foglia
Metauro
Esino
Chienti
Ete vivo
Tronto
Vibrata
Salinello
Tordino
Vomano
Piomba
Saline
Aterno-Pescara
Sangro
Biferno
Fortore
Ofanto

I fiumi del versante ionico (Mar Ionio)
I fiumi che sfociano nel Mar Ionio sono caratterizzati da impetuose piene invernali, aggravate dal fatto che l'Appennino Lucano, dal quale nascono e scendono, e’ scarsamente coperto di vegetazione. In quei periodi i fiumi di questa zona trasportano a valle una grande quantita’ di detriti alluvionali e la scarsa pendenza di gran parte del loro corso favorisce la formazione di acquitrini.
A parte i fiumi principali, i corsi d’acqua di questi territori assumono la denominazione di “fiumara”, corso d’acqua caratteristico proprio dei territori di Lucania e Calabria, ma anche della Sicilia. La “fiumara” e’ un corso d’acqua a pendenza lieve che per lo piu’ risulta essere in secca ma che, pero’, e’ soggetto a piene improvvise e, in qualche caso, addirittura disastrose. Le fiumare sono, quindi, corsi d’acqua con regime d’acqua fortemente stagionale e, nei periodi di secca, vengono utilizzate, addirittura, come vie di comunicazione, ovvero come vere e proprie mulattiere.
I principali fiumi del versante ionico, procedendo da est verso ovest, sono:
Bradano
Basento
Agri
Sinni
Crati
Neto

I fiumi del versante ligure tirrenico (Mar Ligure e Mar Tirreno)
I fiumi del versante ligure-tirrenico dell’Appennino sono, generalmente, caratterizzati da un regime idrico di tipo torrentizio, con magre estive che, per i fiumi calabresi, rappresentano addirittura vere e proprie “secche”. A questo tipo di regime non sono estranei neppure corsi d'acqua lunghi e importanti come l'Arno e l’Ombrone i quali, in estate, scaricano in mare valori modestissimi di portata. Soltanto alcuni fiumi fanno eccezione a questa regola e fra questi vi e’ il Tevere con alcuni suoi affluenti e sub affluenti come il Nera, il Velino, l’Aniene. Il Liri Garigliano, il Volturno, il Sele con il suo affluente Tanagro e pochi altri, sono alimentati da grosse sorgenti carsiche e scaturiscono ai piedi di massici calcarei presenti nella Sabina, nel Matese, nel Cilento, ecc. e sfuggono alla regola dei regimi torrentizi. Cosi’ come i fiumi Magra e Serchio i cui bacini si trovano su territori montani soggetti ad elevatissima piovosita’ anche nel periodo estivo (Alpi Apuane, Appennino Tosco-Emiliano). I fiumi tirrenici sono quelli con il corso piu’ lungo e con i bacini piu’ estesi di tutto l’Italia centrale, anche rispetto a quelli del versante adriatico, ma nessuno di essi supera i 200 km di lunghezza ad eccezione del Tevere e dell’Arno. Solo tre di essi (il Volturno, l’Ombrone Grossetano ed il Liri-Garigliano), superano i 150 km di corso complessivo.
Ancor piu’ torrentizi sono i fiumi del versante appenninico ligure, soprattutto per via della estrema brevita’ della loro lunghezza, dovuta alla forte vicinanza dello spartiacque appenninico alla costa. Anche in questo caso vi e’ qualche eccezione, fra cui il Roia (il cui corso di 59 km di lunghezza si svolge, tuttavia, in gran parte nel territorio francese), la Magra (che e’ il maggiore fiume per portata media che sfocia nel Mar Ligure, ma che scorre pero’, in gran parte, in Toscana) e il Vara (principale affluente della Magra, che con quasi 60 km di percorso e’ il fiume piu’ lungo interamente ligure). Questi fiumi sono gli unici corsi d’acqua della Liguria che non presentano secche estive.
I principali fiumi del versante ligure-tirrenico dell’Appennino sono, procedendo da nord verso sud:
 
Roia
Arroscia
Polcevera
Bisagno
Lavagna
Magra
Frigido
Carrione
Serchio
Arno
Cecina
Ombrone
Albegna
Chiarone
Fiora
Tevere
Liri-Garigliano
Volturno
Sele
Alento
Mingardo
Lambro
Bussento
Noce-Castrocucco
Lao

Ifiumi insulari: Sicilia
In Sicilia i corsi d'acqua sono, piu’ che altro, grossi torrenti ed alcuni sono classificati come fiumare, tipiche della Calabria. Tra i piu’ importanti fiumi della Sicilia ci sono:
 
Imera Meridionale o Salso
Simeto
Platani
Belice
Alcantara
Gela

 
 
Ifiumi insulari: Sardegna
I fiumi piu’ importanti della Sardegna sono:
 
Coghinas
Mannu
Cedrino
Tirso
Flumini Mannu
Flumendosa
Temo
 
articolo di Pier Luigi Stagni
 
 
  

 

 

 
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