FIUME PANARO, ZONA TROFEO, NO KILL - GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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 Un Marlin striato in fase di recupero nel mare di Cortes Mexico, foto di Fabio Gieri Fabione ... di Admin G.P.O.
 
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CURIOSITA' Il G.P.O Imolese Tubertini è la società di pesca bolognese nata il 29 gennaio 2010 dalla fusione di due storiche e pluri premiate società con oltre mezzo secolo di storia alle spalle: S.P.S. Gruppo Pesca Ortofrutticolo e S.P.S Imolese

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FIUME PANARO, ZONA TROFEO, NO KILL
Di Admin G.P.O. (del 30/11/2011 @ 20:25:24, in ITINERARI, linkato 6498 volte)
FIUME PANARO, ZONA TROFEO, NO KILL
 
Con l’autorizzazione di Loris Ferrari di Black Bass & Co metto un articolo a più mani, tra me che rimaneggio qualcosa di Loris, il nostro amico Graziano e Andrea che ha cappottato con me nell’ultima uscita, ma non lo hanno fatto a chi non torna all’attacco
 
La "nuova" "Zona Trofeo" è stata istituita dalla Provincia di Modena circa un annetto fa, con il fattivo contributo del club di mosca CM Fly Modena (voglio ringraziare particolarmente due loro rappresentanti William Grimandi e Loris Cristoni) e di 3 club di spinning, lo Spinning Club Italia, sez. di Modena, il Bass Angler di Modena ed ovviamente il nostro club virtuale (ma stavolta reale) Black Bass & Co. rappresentato alle riunioni in Provincia dal sottoscritto (Loris Ferrari)e da Gianni Burani.

Sto parlando di un posto distante una ventina di minuti di auto da Vignola, un tratto della lunghezza di ca. 2 chilometri del fiume Panaro nella zona alta del fiume (la riserva dista ca. 15 km. da Fanano) e più precisamente il tratto delimitato a valle da Ponte Docciola ed a monte da Ponte Chiozzo.
Esattamente il ponte adesso, la diga a monte è ancora riserva, ma si spera sarà integrata nell’area

In questo tratto, pagando un permesso giornaliero di otto euro, che si può fare presso il "Ristorante da Martino" - Via Fondovalle per Fanano, 37 - Tel. 0536 48 062 - chiuso il mercoledì (giorno in cui è chiusa anche la pesca), si può pescare sia a mosca che a spinning, impiegando esche artificiali munite di ami singoli e senza ardiglione; si potrebbero persino tenere due esemplari di trota fario o cavedano di almeno 30 cm. (è ovvio che è molto meglio che i pesci vengano rilasciati).

PS il Bar del ristorante - dove si fanno i permessi - apre verso le 7,00 - 7,15 arrivando dalla pianura non si può non vederlo sulla destra, mentre di fronte oltre alla strada c'è un ampio parcheggio ed infine si intravede il fiume.

Per noi pescatori a spinning sono consentite tutte le hard bait munite di amo singolo senza ardiglione, ma sono vietate le esche di gomma siliconica.

Devo dirvi la verità – parla sempre Loris- , pur appoggiandola sin da subito come club, non avevo mai particolarmente creduto all'iniziativa, l'inquinamento dello Scoltenna (uno dei due affluenti che formano il Panaro), causato dai fanghi riversati nel torrente dall'ENEL, mi avevano fatto poi perdere le residue speranze, perchè per mesi il fiume era stato perennemente con le acque melmose e sporche... invece la natura pian piano si sta riprendendo dalle nefandezze dell'uomo ed il tratto in questione è diventato pian piano molto pescoso, soprattutto - e voglio sottolinearlo - per merito degli amici moschisti che ci hanno creduto per primi e che l'hanno voluto fortemente (anche per farci una scuola per i ragazzi ed i portatori di handicap) e che hanno imposto prima alla Provincia l'idea fino a riuscire con il contributo di cui sopra, infine di realizzarlo e poi fare effettuare i primi ripopolamenti a cui ovviamente ne sono seguiti di successivi.

Poi ne sono state rilasciate anche 5 esemplari dai 3 ai 5 kg. (e la cosa ha cominciato a farsi ulteriormente interessante)

Insomma, un tratto che non si può certo definire "montano" ma solamente di alta collina, ma piacevole da pescarci e già da prima ben popolato da cavedani da urlo e bei barbi; ovviamente queste immissioni attireranno per forza in loco anche bracconieri italici e non, ma starà a noi pescatori sportivi - con la nostra presenza - tutelare la zona e conservarla nel migliore dei modi possibili.

E' un tratto del fiume che anche in agosto, presenta un livello discreto del fiume, con piane e buche d'acqua profonda anche oltre al metro, perciò se le piene che sicuramente arriveranno in autunno, non porteranno a valle tutti gli esemplari più belli e gli episodi di bracconaggio saranno limitati, si corre il serio rischio di farlo diventare un posto da consigliare sicuramente.

Anzi più pescatori sportivi verranno a pescarci e più la zona sarà sorvegliata, anche perchè le stradine di accesso ai luoghi di pesca sono ben definite e sorvegliabili (consiglio di annotarsi il numero delle due guardie di pesca, che trovate dentro al bar da Martino, così da segnalare eventuali episodi spiacevoli che potreste incontrare, da parte dei soliti "furbetti del quartierino"):

la pescata 1:l'acqua si presenta velata, ma bella... siamo già a fine estate ma davvero non sembra, i livelli sono bassi ma accettabili, il vento è quasi assente ed alle 7,30 quando inizio a pescare il sole è ancora dietro alla collina e perciò le condizioni per passare delle piacevoli ore a pesca ci sono tutte.

Purtroppo devo subito dirvi che non ho fotografie di trote da mostrarvi, non che non le abbia prese, ma le malefiche non stavano ferme in alcun modo e finivano per slamarsi dall'amo singolo e ritornare in acqua; sapendo che erano presenti begli esemplari, sono partito con il monofilo dello 0,28 in diretta e la canna MH da 3/4 di oncia, come esca parto con il solito riprizer da 11 cm. (chiarisco subito che non ho alcun interesse commerciale diretto in nessuna delle 3 esche che ho usato e precisamente queste:
*Il minnow galleggiante Diving Riprizer di Imakatsu da 11,2 cm. (che mi hanno consigliato a Bolsena),
*il Jubar snodato, suspending, da 9 cm. di Molix (che mi ha caldeggiato Giambattista Scuri, lo scorso anno alla fiera di Bologna)
*un minnow affondante da 7 cm. di Pelican, che ha la peculiarità di mettersi subito a sculettare freneticamente e si mette in modo immediatamente dopo l'ingresso in acqua (è molto valido anche per gli aspi)...
come potete osservare nessuna esca autocostruita, solamente per il jubar, visto che ha una bellissima livrea ma molto delicata, ho aggiunto i mini glitter oleografici ed ho dato un paio di mani di vernice trasparente per carrozzieri.

Queste esche le ho solamente scelte in base alle loro dimensioni ed alle capacità di recupero. Le segnalo perchè sono esche ottime e che quasi tutte le volte che le ho utilizzate mi hanno reso molto, ecco perchè tra le decine che mi sono tirato dietro, sono partito - e poi rimasto - ad utilizzare solamente quelle.

La più bella l'ho presa al terzo lancio con l'ormai per me "mitico" Diving Riprizer (che funzioina pure a bass), una trota fario qualità Puccini (fin troppo colorata, quell'eccesso di colore rosso e giallo la fanno quasi sembrare finta), bella panciuta, perfettamente pinnata e stimata in acqua sugli ottocento grammi e lunga almeno una quarantina di centimetri... purtroppo avevo la digitale ancora chiusa dentro allo zaino e lui era appoggiato assieme all'altra canna a dieci metri da me e il fiume; ho allora incastrato la canna nei sassi, tenendo la trota a nuotare in acqua e sono andato a prenderla, quando sono tornato ancora incredibilmente la trota era ancora attaccata (l'amo circle che avevo messo in coda gli aveva impedito di slamarsi)

Devo purtroppo constatare che rispetto ai bass - a parità di peso - queste trote tirano ben poco e l'attrezzatura che sto utilizzando - media per il bass - qua sembra davvero sovradimensionata... ma sono qui per cercare di agganciare le "nonne trote" e perciò queste cose sono da mettere in preventivo

un piao di mie (Mauro) note:
Loris pesca davvero grosso con esche fino a 11 cm o più, canne da “veri uomini” e punta ai pezzi migliori.. i fatti gli danno ragione
Sui tratti trofeo:
io sono da tempo in pieno accordo con questa visione, chi inizia a pescare a mosca o spinning dovrebbe avere tratti “facili” da percorrere e con la certezza che vi sia pesce
pago una quota e mi assicuro questo, e in più garantisco un ripopolamento per chi mi seguirà.
Il limite dei no kill specie a spinning è che il pesce dopo un po non mangia più, salvo continue immissioni.
Solo questi tipi di regolamento che consentono, a prezzo di qualche pesce portato a casa, un continuo ricambio e arricchimento dell’acqua hanno un reale avvenire per me.
E spero che questo approccio, sperimentale e che so in vigore qui e in un lago dei comuni ora riminesi ex marchigiani possa prendere piede.
Tra l’altro qui siamo molto distanti dalle trote autoctone, protette tra l’altro da una briglia bella alta a monte, quindi i presunti “pericoli” di cambiare la biodiversità sono molto bassi.


La seconda trota, stavolta tutta gialla, bellissima, in carne e con tantissimi puntini neri... potete solamente immaginarla, perchè non stava ferma in nessun modo ed allora, pur avendola in mano (bagnata) ma rifiutandomi di stringerla troppo nè di mettere le dita nelle branchie mi limito a misurarla e la rilascio senza foto... riesco però a misurarala, era 37 centimetri, mica male

L'ho presa, lanciando a pendolo a due metri da me dietro un sasso in una corrente impetuosissima, con il pelican da 7 cm. ho lanciato e fatto rimanere l'esca a nuotare in mezzo metro quadrato, al primo tentativo è salita con una capriola fuori dall'acqua ma non c'è rimasta agganciata... al terzo sì e devo ammettere che è risultata più grande di quanto l'avevo stimata nel primo salto.

In due buche successive, il tratto in questione ha piane e cascatelle inframmezzate da belle buche con punti da un metro ed oltre di acqua, riesco a scorgere altre due trote che inseguono l'esca, una nera come la pece... anche queste due le stimo sul mezzo kg. almeno.

Arrivo poi in una piana che salta su quella successiva compiendo una serie di cascatelle, al secondo lancio col Jubar snodato prendo un primo cavedanello:

poi ne prendo un altro un pò più bellino:

Arrivano le 9,20 del mattino ed il sole fa capolino prepotentemente dalla montagna che ho alle spalle, penso che i pesci smetteranno di abboccare di colpo rifugiandosi sotto ai sassi, ma nella piana dove rilancio il riprizer da 11 arriva lui, il pesce più bello della giornata, un cavedano magro ma vispo di 43 cm. di lunghezza:

Faccio qualche lancio ancora, prendo due trotelle molto magre, anche loro fario ma con una livrea tendente al verdastro - sempre lanciando subito dietro ai sassi delle cascatelle con il pelican da 7 e poi un barbo sui 150 grammi - in una piana con alcune decine di centimetri d'acqua - con il jibar snodato, ma non riesco a fotografarne nessuno perche si liberano tutti dall'amo senza ardiglione prima delle foto - a dire il vero una trota sarei anche riuscita a fotografarla, perchè l'avevo scodellata in una piccola buca tonda chiusa, ma purtroppo l'amo le si era conficcato in un occhio ed allora l'ho liberata subito 

Il sole comincia davvero a farsi alto ed il caldo diventa implacabile, decido perciò di tornare verso il bar da Martino, per una pausa "caffè e brioche" dove approfitto anche per fotografare nel parcheggio di fronte al locale la bacheca dove è esposto il regolamento:



Dopo vado anche a fare qualche lancio nella piana proprio di fronte al locale, ma non sento più alcuna mangiata, decido allora di ritornare a casa, prima però riconsegno il permesso con sul retro le catture della giornata:
Queste informazioni che ognuno è libero di scrivere sul retro, saranno utili alle associazioni alieutiche ai fini dei prossimi ripopolamenti e le osservazioni verranno colte in vista delle modifiche al regolamento.

Tornando in auto verso casa mi accorgo di stare davvero bene con me stesso e mi sento appagato per la bella mattina di pesca... mi sa che in quel posto dovrò tornarci

anche perchè a ben pensarci, la trotona mica l'ho agganciata! ... magari ci ritorno con Gianni o qualche amico fidato, anche perchè mi dicono che da Martino, sono buoni anche i tortellini

... e perciò la prossima volta si sta a pranzo su e poi con calma si riprende a pescare nel pomeriggio, in attesa del mitico "coup de soir" dei moschisti

P.S. L'unica nota stonata sono i rifiuti che si incontrano lungo i sentieri; extracomunitari, bivaccatori, giovinastri maleducati e gozzovigliatori notturni lasciano purtroppo immondizia lungo le sponde... ma anche i pescatori non scherzano, ho approfittato dei 2 km. di "passeggiata tra i sassi" per raccogliere una decina di bottiglie di plastica, almeno quelle ora non ci sono più... la prossima volta verrò più attrezzato e cercherò di recuperare anche le lattine ed il vetro
Mi piace tenere puliti i posti in cui vado a pesca, bastano davvero pochi minuti del nostro tempo - a fine battuta di pesca - per impedire alla plastica di continuare ad inquinare le acque per i prossimi 150 anni! 

è ovvio che l'ideale sarebbe andarci durante la settimana, saltando il sabato e la domenica, perchè è un posto che si pesca bene se ci sono 3 o 4 pescatori al massimo e si sa che noi dello spinning, facendo una pesca itinerante, abbiamo bisogno di grandi tratti di acqua lanciabile.
Io oggi ero da solo e per conoscere tutto il tratto, non mi sono certo fermato molto ed ho pescato quasi solamente nei tratti più profondi, chiaro che se i pescatori sono molti, ci si dovrà concentrare di più sulle correntine e nei tratti con "l'acqua che ride" profondi anche una sola spanna... ma capaci di regalare a volte soggetti da sogno

Il ritorno
 
Oggi avrei dovuto andare a cavedani di nuovo nel bel fiume del nord, ma agli amici sono successi degli inconvenienti dell'ultima ora e la "cavedanata" è saltata, pazienza sarà per la prossima
Mi accordo con l'amico Graziano e decidiamo di tornare a pescare in Panaro, nella zona trofeo da Martino; ora la trota è chiusa, ma qui siamo in acque di categoria C e in questa riserva si possono pescare tutto l'anno a condizione di praticare il rilascio (ma tanto lo facciamo tutto l'anno e perciò...).
Partiamo di buon mattino, bar alle 6,30 e via... arriviamo sul posto verso le 7,00 e facciamo i permessi; fa particolarmente freddo e l'aria è pungente - o forse sono io che non sto particolarmente bene, chissà 

Non sapendo quanti pescatori vi troveremo decidiamo di partire dalla parte alta della riserva e ritornare più bassi dopo.
Stavolta non mi sono tirato dietro esche enormi e parto con un 9 cm. snodato; al terzo lancio arriva lei una bella e variopinta Puccini che poi risulterà la più grossa trota della giornata, 50 centimetri esatti:
Non volendola toccare, le foto risultano alquanto... mosse!  
Come al solito hanno dei colori supendi, riesco a farla venire in acqua bassa per alcune foto veloci, Graziano la misura e la rilasciamo e dopo il rilascio se ne sta ferma in acqua bassa e tento una improbabile foto

La giornata prosegue con altre catture, io prendo una bella fario sopra ai 40 centimetri (che non fotografo e non misuro, perchè dopo che l'ho mostrata a Graziano decide di slamarsi in acqua), poi becco un altra Puccini di 36 centimetri con il 7 centimetri affondante (scusate la monotonia ma ho utilizzato le esche della volta scorsa)... questa almeno l'ho fotografata in tutto il suo splendore... ma solo perchè era calma, altrimenti l'avrei liberata; è più forte di me ma faccio fatica a toccarle con le mani

Anche Graziano ovviamente si da da fare e ne prende 3 belle anche lui, non so se le ha fotografate perchè le Puccini non sono le sue preferite.. io invece sono di bocca buona e fotografo anche le... lucertole!

Il fiume man mano che passano le ore si riempie ovviamente anche di moschisti, mentre ci spostiamo ne vediamo prendere anche una da uno di loro a sommersa o a ninfa, ma siamo lontani.
Oggi però le trote sono molto più statiche della volta scorsa, l'acqua è ai minimi termini, rispetto al livello della mia prima pescata siamo scesi di altri 20 centimetri... siamo proprio al minimo vitale; vediamo trote ferme di fianco ai sassi, anche belle, ma che non si smuovono con nulla 

Speriamo piova e cresca l'acqua altrimenti è un guaio.
La mattinata prosegue, anche stavolta lo spinning si è fatto valere e noi ci siamo comunque passati alcune ore in compagnia... è mancata la big big big ... ma aspetteremo l'acqua alzarsi.

Con i bolognesi… qualche giorno fa
Cappotto (note di Mauro)
Con Andrea decidiamo che visto che hanno immesso trote, visti i cappotti in barca, invece di darci ai vaironi con i bigatti, ci infiliamo nella riserva con Loris come guida.
L’abbiamo girata tutta, ma l’acqua era brutta (in miglioramento ma brutta) e faceva abbastanmza freddo.
Poi sembra lavorino sopra, agli scarichi di Riolunato (ENEL) selvaggi non vorrei si sommasse la “solita” inutile e costosa microcentrale.
Fare l’interessi di pochi a fronte dei tanti che si sono spesi per realizzare il tratto, a fronte di tanti pescatosi (oltre 400 permessi in pochi mesi) sarebbe una beffa in un fiume che ormai non ha più acqua.
Purtroppo non mangia ne grosso, ne piccolo..
Ma torneremo!
 
 
 
 

 

 
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