KIT INDISPENSABILE PER LA CORRETTA PESCA DEL LUCCIO - GPO IMOLESE TUBERTINI - LA POLISPORTIVA DELLA PESCA

 
 

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KIT INDISPENSABILE PER LA CORRETTA PESCA DEL LUCCIO
Di sipadan (del 25/02/2011 @ 16:58:55, in SPINNING, linkato 6670 volte)
KIT INDISPENSABILE PER LA CORRETTA PESCA DEL LUCCIO
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]
 
In occasione della prossima riapertura della pesca al luccio provo a riepilogare gli elementi indispensabili (!) per tutelare questo predatore già in difficoltà ed estremamente rarefatto
Premesso che per coscienza ecologica il luccio VA sempre rilasciato, con o senza obbligo di legge, almeno fino a che è così raro e con areali di distribuzione così limitati (a Bologna almeno)
Vi ricordo che 80 anni fa era ovunque, molto più diffuso delle carpe, quindi qualcosa è cambiato….e un minimo di responsabilità l’abbiamo
Punto 1 IL CAVETTO
Il luccio si pesca SEMPRE col cavetto, nel dubbio ci siano lucci se abbiamo un minimo di coscienza ecologica lo dobbiamo usare.
Lasciare un’esca in bocca al luccio ne compromette con alta probabilità la vita, oltre a farci perdere l’esca.
Il cavetto può essere di molteplici tipi di cui solo i seguenti danno reale affidabilità occorre essere certi che tutti i componenti abbiano la stessa resistenza di almeno 30 kg.
ð       Cavi in acciaio o titanio monofilare rigidi (monowire, per es il tooth proof), più o meno rigidi, con tenuta da 20 a 200 kg. Sono definiti se belli tosti “aste da jerk”. Possono pure essere in titanio. Se lo compriamo c’è indicata la tenuta, se ce lo costruiamo badiamo a far si che i componenti siano dimensionati tutti allo stesso livello, ovvero con tenuta analogo. Questi cavi sono perfetti per jerk , spinner e similari, su esche piccole bloccano un po il movimento salvo siano realizzati con fili molto sottili. Hanno il difetto che possono tendere a piegarsi (e riportarli dritti è complesso) ma sono pressoché eterni.
  • Cavi in titanio monofilare sottile annodabile. Sono morbidi e costosi, occorre il massimo dell’attenzione ne fare il nodo o “crimparli” se si decide di usare le boccoline  strette con le pinze invece del nodo per bloccare il filo . sono costosi
  • Cavi in acciaio termosaldabile, possono essere comprati già fatti o essere fatti in casa (meglio) o sul posto. Ce ne sono di infinità di modelli, con diverse tenute (da 5 a 50 kg), diversi diametri e diversi sistemi di ricopertura in materiale che scaldato (non bruciato!) dopo averlo arrotolato facendo asole si blocca in un unico filo. Sono i sistemi più diffusi, apparentemente facili da fare bastando un accendino ma sono i cavi che più facilmente si aprono se non ben fatti. Potrebbero essere pure crimpati, ma non è più semplice. Sono morbidi, leggeri e flessibili, adatti alle esche leggere
  • Cavi in fluorocarbon questi cavi sono i più dibattuti. Vanno crimpati “con le mani della domenica”, ovvero con boccole adatte, pinze adatte, testati uno a uno più volte con serietà. Premetto che per me NON sono meno visibili dell’acciaio o del titanio perché sono circa un millimetro di diametro ma danno un’ottima mobilità anche con esche medie. Io li ho stressati in canada e non ho mai visto uno tagliato se non pescando a mosca (dove il cavo va in bocca al luccio di sicuro e non di poco) e li ho visti in Irlanda reggere 10 minuti in bocca a un luccio. Però qui se si è sfortunati il dente entra e lo può tagliare, un’alea di dubbio resta e se non si è sicuri non usateli. Ovviamente sono oggetti di “consumo” e se un minimo graffiati vanno cambiati sollecitamente senza “cercare guai”.
Tutti gli altri cavi che vi propongono scartateli immediatamente, kewlar dacron e similari, fluorocarbon sottile, nylon grosso… si tagliano uso ridere con i denti di un luccetto, l’unica eccezione credibile in casi in cui l’incontro col luccio è certamente molto improbabile è usare un “cavetto” in termosaldabile da 10-15 kg che da poche chance, ma meglio di nulla e consente di usare esche leggerissime (che per contro il luccio inghiotte essendo piccole mettendo il cavo sui denti……. )
Quindi si desume che il luccio non andrebbe coscientemente pescato con esche piccole e leggere.
Punto 2 LE PINZE.
Servono almeno due paia di pinze, una lunga minimo 25 cm , robustissime
Servono per slamare in caso di abboccata profonda, per schiacciare ardiglioni, insomma sono indispensabili
Punto 3 IL TRONCHINO/TRONCHESINO.
Serve  anche un tronchesino, in genere a doppia demoltiplica, bello lungo.
Serve per tagliare ancorette o ami delle stesse in caso di abboccata profonda e deve essere in grado di farlo e bene.
Alla peggio, in casi disperati, si trancia lo split ring e si lascia l’ancoretta in bocca al luccio piuttosto che massacrarlo slamandolo. Se va bene gli acidi corroderanno l’ancoretta, non sempre purtroppo va bene.
Punto 4 L’APRIBOCCA.
Serve molto spesso un apribocca, meglio se senza punte, che consenta di tenere aperta la bocca del luccio per poterci lavorare. Costano poco….e a volte aiutano
Punto 5 LE ANCORETTE.
Stante la mia avversione per gli ami singoli, che uso solo dove sono obbligatori e sugli spinner e sulla gomma, perché li ritengo più pericolosi delle corrispondenti ancorette.
Io uso da un po ancorette senza ardiglione, dal 4 al 4/0 che sono più ottimizzate per l’inlamata, semplici nella slamatura e molto più sicure se ci si fora..
Sto togliendo piano piano l’ardiglione da tutte le  esche.
Purtroppo conviene appiattire o limare l’ardiglione essendo di difficile reperibilità l’ancoretta senza ardiglione di nascita.
Esistono, costano care e per di più sono difficili da trovare.
Punto 6 Guadino o altro.
A questo punto un amletico dubbio, guadino o boga?
Stante i danni certi che il boga grip può fare ai lucci è meglio il guadino
Ma se dalla barca non c’è dibattito…..serve il guadino da riva che devo fare?
Se posso uso il guadino, che vuole grosso, robusto, da carp fishing come dimensioni, meglio con le maglie in gomma (sopra i 100 euro e difficilmente reperibile).
In casi estremi io pur detestandolo ritengo che il boga sia utilizzabile se non si è in grado di fare l’opercolare, come spiegano benissimo nel sito di esoxitalia
con dovizia di particolari per chi volesse approfondire
ovvio che tutti i pescatori di luccio hanno l’obbligo “morale” di apprendere la presa opercolare ma nessuno inizia come esperto… o ha la possibilità di fare pratica accanto a un pescatore esperto.
Una “terza via” sarebbe il guanto antitaglio ma non è di semplice reperibilità in Italia.
Come mi regolo io?
Ancorette senza ardiglione
Guanto di pelle (finchè non trovo l’antitaglio)
Guadino dalla barca
Boga da riva che non uso mai <<ma meglio il boga del sollevare un grosso luccio stile carrucola>> o quasi
Se posso slamo il luccio in acqua
 
Il resto..
Ovvio che procurato il cavetto e l’esca manca ancora qualcosa, per esempio canna, mulinello e filo
Qui mi limiterò a qualche cenno
Io pesco a casting perché lo ritengo molto meno faticoso
Ma la cosa importante è il filo
È inutile usare un cavetto da 60-80 libbre (30-40 kg di tenuta) con un bel nylon del 25 che ne tiene 8 o 10
TUTTA l’attrezzatura deve essere dimensionata correttamente quindi un ottimo nylon con tenuta da almeno 30 kg… (non esiste o è una gomena..) o l’equivalente in trecciato, da 65 libbre (30-35 kg) in su.
Il trecciato funziona molto meglio del nylon sui mulinelli da spinning, costa ma dura di più, è rigido e perdona anche canne più morbide se le preferiamo e ci accompagnerà per anni.
Scegliamolo buono e non troppo economico, io lo preferisco più morbido che rigido ma sono preferenze.
Ora che abbiamo tutto non ci resta che apprestarci a contare i “cappotti”… infatti vi assicuro che pescando da riva tutto  l’anno (periodo di chiusura escluso, mi raccomando non disturbiamo i pochi lucci rimasti quando provano con fatica a riprodursi) prendere un luccio ogni 10 uscite è un successo.
E mio padre mi diceva che prima della guerra pure gli imbecilli mangiavano i lucci e i bravi pescatori le carpe……
 
Nota finale
Per chi volesse provare la pesca del luccio ed è dotato di forza fisica per caricare la barca sul tetto… l’excalibur (la mia barchetta) è a disposizione degli amici del GPO per provare “sul campo” (la mia barchetta) è a disposizione degli amici del GPO per provare “sul campo”
Se vi ha interessato questo articolo – e quelli che vi ho linkati decisamente più professionali- chiedete e approfondirò i punti che vi interessano
 
 
Articolo di Mauro Maccagnani [sipadan]

 

 
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